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	<title>BE! Magazine &#187; Calcio</title>
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		<title>Addio Enzo Bearzot</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Dec 2010 13:24:45 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un pensiero per Enzo Bearzot, CT mundial scomparso in questi giorni, scritto da Anonimo Ticinese Quando se ne va uno come lui non puoi fare a meno di toglierti il cappello, di chinare il capo e di posare la penna per qualche minuto. Cosa dire di uno come Enzo Bearzot? Niente di più di quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>Un pensiero per <strong>Enzo Bearzot</strong>, CT <em>mundial</em> scomparso in questi giorni, scritto da <em>Anonimo Ticinese</em></pre>
<p>Quando se ne va uno come lui non puoi fare a meno di toglierti il cappello, di chinare il capo e di posare la penna per qualche minuto. Cosa dire di uno come <strong>Enzo Bearzot</strong>? Niente di più di quanto è già stato scritto da chi ha avuto la ventura di conoscerlo di persona.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Enzo-Bearzot.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Enzo-Bearzot-211x280.jpg" alt="" title="Enzo Bearzot" width="211" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-8147" /></a><br />
Io ho solo un ricordo sbiadito, rinfrescato dalle centinaia di volte in cui si è rivista quella finale, che in realtà era già vinta prima di iniziare. Non si può infatti perdere un Mondiale dopo avere battuto l&#8217;Argentina di Maradona e il Brasile di Falcao. E infatti è andata così.</p>
<p>A colpire di più però è la straordinarietà del personaggio, che stride così fortemente con lo stereotipo del calciatore di oggi, legato quasi più a <em>veline</em> e <em>shampoo</em> che a <strong>pallone</strong> e <strong>fatica</strong>. Di quell&#8217;Italia rammentiamo l&#8217;urlo di Tardelli, l&#8217;infallibilità di Paolo Rossi, le maglie strappate degli avversari diretti di Gentile.</p>
<p>Ma più di tutto la partita di scopa sull&#8217;aereo del ritorno dalla Spagna: Bearzot che discuteva con Pertini perché Zoff aveva <em>ballato</em> il sette, con la severità che un Anfitrione deve ai suoi pupilli. E quel sette per il <em>Cittì</em> valeva almeno quanto la parata salvatrice dell&#8217;estremo friulano in Brasile-Italia, sul 3-2 per gli Azzurri a pochissimo dalla fine.</p>
<p>Perché Bearzot era così: si gioca e ci si impegna in tutto, sia che si tratti di carte, sia che si tratti della partita di calcio della vita. Perché la vita è un gioco, tremendamente serio, ma un gioco. E oggi il cittì ha chiuso la mano, arrivando a 21 ben prima della morte. Che ha perso, impotente davanti a tanta determinazione.</p>
<p>Addio Cittì. </p>
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		<title>Inizia Sudafrica 2010: i gironi G e H</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 12:28:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[A poche ore dal fischio d'inizio, vi presentiamo la quarta ed ultima tappa del viaggio verso le 32 squadre che animeranno i Mondiali. Dopo i gironi A, B, C, D, E ed F, ecco come si presentano i gruppi G ed H. Gruppo G: Brasile, Corea del Nord, Costa d&#8217;Avorio e Portogallo Cosa dire ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>A poche ore dal fischio d'inizio, vi presentiamo la quarta ed ultima tappa del viaggio verso le 32 squadre che animeranno i Mondiali. Dopo i gironi <a href="http://www.bemagazine.tv/2010/06/07/mondiali-2010-presentazione-squadre-a-b/">A, B</a>, <a href="http://www.bemagazine.tv/2010/06/08/mondiali-2010-presentazione-squadre-c-d/">C, D</a>, <a href="http://www.bemagazine.tv/2010/06/10/mondiali-2010-presentazione-squadre-e-f/">E ed F</a>, ecco come si presentano i gruppi G ed H.</pre>
<h3>Gruppo G: Brasile, Corea del Nord, Costa d&#8217;Avorio e Portogallo</h3>
<p>Cosa dire  ancora del <strong>Brasile</strong>? Tutto e il contrario di tutto è già stato scritto sulla selezione verdeoro, quella che sulla carta e in base ai tesserati nazionali dovrebbe sempre essere Campione del Mondo. Ciò però non è sempre bastato, anche se i sudamericani possono fregiarsi di essere la nazionale con più titoli nella storia, con cinque.<br />
Anche quest’anno i <em>“pentacampeones”</em> partono con il solo obiettivo possibile, ossia quello di giungere almeno in finale: per arrivarci dovranno togliersi di dosso quella patina di superiorità che spesso è costata loro eliminazioni cocenti. L’ultimo loro trionfo risale al 2002, quello prima ancora al 1994. Per la legge dei grandi numeri, questa dovrebbe essere l’edizione che porterà la sesta Coppa del Mondo ai brasiliani, ma per fortuna il calcio non è una scienza esatta e difficilmente risponde a logiche matematiche.</p>
<p>Quindi, malgrado il potenziale sconfinato nelle mani di mister <strong>Dunga</strong>, ancora una volta  il Brasile non avrà vita facile, almeno a partire dagli ottavi. Prima è difficile che trovino delle difficoltà, visto che nessun avversario del gruppo sembra in grado di poterlo impensierire. Certo, il Portogallo e la Costa d’Avorio sono squadre di valore, ma mal le vediamo vittoriose contro i principali favoriti di questa edizione. Questa volta poi, Dunga è pronto anche a sacrificare un po’ di <em>“calcio bailado”</em> sull’altare della concretezza: e quando questo succede, come nel 1994 e otto anni or sono, i risultati arrivano puntualmente.<br />
Brasile Campione del Mondo e proprietario definitivo della Coppa del Mondo? Io ci scommetterei…</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Kaka.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Kaka-280x184.jpg" alt="" title="Kaka" width="280" height="184" class="aligncenter size-medium wp-image-6338" /></a></p>
<p>La <strong>Corea del Nord</strong> è la squadra più misteriosa di tutte: la cortina stesa dal regime di Kim Jong Il è talmente spessa che, a parte le informazioni provenienti dal rettangolo verde durante le sue sfide, della squadra non si nulla. In ogni caso i giornalisti sono già stati allertati: niente interviste a giocatori e staff, l’unico che  ha il diritto di rivolgersi alla stampa è il tecnico. Non di certo un buon sistema per rendere facile il compito agli addetti ai lavori.<br />
Comunque, malgrado l’ostracismo da regime, qualche informazione è riuscita a filtrare, raccolta, come già detto in precedenza, durante gli incontri giocati sia nelle qualificazioni che in preparazione alla manifestazione sudafricana.<br />
Il modulo è un 3-5-2 solo apparentemente spregiudicato: in fase difensiva l’undici sa ripiegarsi a riccio. È con questa tattica che i Nordcoreani hanno colto la loro prima qualificazione ad una Coppa del Mondo, dopo quella giunta nel 1966 e che fece da preludio alla bella avventura che culminò con il successo ottenuto ai danni dell’Italia con la rete di Pak Doo Ik, che per la cronaca e a futura memoria non era per nulla un dentista, ma un militare di carriera.<br />
Null’altro trapela dalla selezione della Repubblica democratica di Corea, se non che la stessa pernotterà durante il torneo in una modesta pensione di Nelspruit, tra l’altro sorvegliatissima.<br />
Noi non vogliamo diventare novelli 007 e perciò non andremo oltre nell’analisi dei nordcoreani. Anche perché la loro permanenza siamo sicuri che non durerà più della decina di giorni necessari a concludere il girone preliminare. </p>
<p>La <strong>Costa d’Avorio</strong> avrebbe avuto tutto per disputare un Mondiale con i fiocchi: dotato di una rosa completa, caduto in un gruppo più semplice di 4 anni fa, l’undici africano avrebbe potuto di sicuro ambire al passaggio del turno, se non come primo di girone, almeno come secondo. E invece qualcosa è andato storto nelle amichevoli di preparazione: il leader e capitano della squadra <strong>Didier Drogba</strong> si è fratturato un braccio e non potrà verosimilmente giocare, anche se lo staff medico le sta provando tutte, magari applicando un tutore all’arto leso.<br />
I suoi compagni di squadra sono ora sotto choc: senza il loro leader gli <em>“elefanti”</em> non si sentono più sicuri di loro stessi e hanno perso molto del loro potenziale. Nell’ultima amichevole giocata in ordine di tempo infatti non sono andati oltre il pareggio per 1-1 contro il Losanna, squadra di Serie B elvetica.</p>
<p>Non si sa se per il debutto del 15 giugno contro il Portogallo la Costa d’Avorio si sarà ripresa, ma è certo che ora a prendere il timone dovranno essere le altre stelle della compagine diretta da <strong>Sven Goran Eriksson</strong>. <strong>Kalou</strong> (Chelsea), <strong>Yaya Touré</strong> (Barcellona) e <strong>Emmanuel Eboué</strong> (Arsenal) dovranno incaricarsene, per impedire a loro stessi e al popolo ivoriano di trasformare quella che potrebbe essere un avventura da sogno in un incubo.<br />
Per fare questo occorrerà ritrovare la forma che ha permesso loro di stradominare la fase qualificativa, conclusa senza sconfitte. Dovesse riuscire ad adempiere a queste premesse, la nazionale degli Elefanti potrà andare lontano, molto lontano. Sennò si fermerà, come fu il caso nel 2006, al primo turno. E sarebbe davvero un peccato.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Cristiano-Ronaldo.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Cristiano-Ronaldo-280x220.jpg" alt="" title="Cristiano Ronaldo" width="280" height="220" class="alignleft size-medium wp-image-6340" /></a> Il <strong>Portogallo</strong> sembra essere in fase calante. Dopo l’apice raggiunto con la finale nell’Europeo casalingo e l’immensa delusione della sconfitta contro la Grecia, i lusitani stanno lentamente perdendo terreno, anche se due anni dopo sono ancora giunti alle soglie della finale in Germania. <strong>Pepe</strong>, <strong>Deco</strong> e <strong>Cristiano Ronaldo</strong> sono meno impressionanti di qualche stagione or sono, prova ne sia che  la qualificazione è giunta dopo molte peripezie ed uno spareggio vinto contro la Bosnia con un doppio 1-0.<br />
<strong>Carlos Queiroz</strong>, che ha tra l’altro anche allenato la nazionale sudafricana, è pronto a cercare di trarre dal suo gruppo, che sembra come detto carente di motivazione, il massimo del rendimento e del risultato. Se ci riuscirà, entrerà nella storia del calcio lusitano, cosa che gli era già riuscita nel 1989 e 1991, quando vinse con le selezioni giovanili due titoli mondiali.<br />
Per provarci dovrà inculcare ai suoi la mentalità vincente che era mancata nei momenti topici degli appuntamenti che abbiamo appena citato. Per questo spera di poter contare sul miglior Cristiano Ronaldo, che però nelle qualificazioni non ha per nulla convinto. Il sistema di gioco della nazionale è più difensivo rispetto a quello del Real Madrid, ma è anche vero che dal Pallone d’oro 2008 ci si attende ben altro contributo.<br />
La mia opinione? Il Portogallo ce la farà solo se la Costa d’Avorio non giocherà sul suo livello. E visto che verosimilmente Drogba non potrà essere a disposizione, i lusitani hanno forse qualcosa in più.</p>
<h2>Pronostico per le promosse nel gruppo G: Brasile e Portogallo</h2>
<h3>Gruppo H: Cile, Honduras, Spagna e Svizzera</h3>
<p>È una squadra in piena ricostruzione il <strong>Cile</strong>, ma malgrado questo i fratelli minori di Salas, indimenticato eroe del calcio sudamericano di 10-15 anni fa, sono riusciti a strappare la qualificazione a questo Mondiale. Erano 12 anni che i sudamericani non centravano la presenza ad una fase finale, e c’è da scommettere che sapranno farsi onore.<br />
<em>La Roja</em> ha chiuso al secondo posto il girone di qualificazione, preceduta dall’inarrivabile Brasile di un solo punto. In possesso della rosa più giovane del lotto, l’allenatore argentino <strong>Marcelo Bielsa</strong> ha ottenuto il miglior risultato di sempre in un girone di qualificazione alla Coppa del Mondo. La certezza matematica del viaggio in Sudafrica è giunta il 20 ottobre 2009, quando i cileni si sono imposti per 4-2 in Colombia, confermandosi squadra da trasferta. La metà dei punti collezionati sono stati infatti ottenuti lontano da casa.</p>
<p>La compagine cilena è risolutamente votata all’attacco, con un pressing che spesso stronca sul nascere le iniziative degli avversari: le punte di diamante della rosa le troviamo infatti nel settore avanzato con <strong>Matias Fernandes</strong>, <strong>Humberto Suazo</strong> e <strong>Alexis Sanchez</strong>. Da segnalare la grande facilità ad andare in rete, che ha permesso alla Roja di segnare ben 32 reti, il miglior bottino delle squadre sudamericane nel girone preliminare.<br />
Il mio pronostico vede il Cile passare il primo turno, dietro all’inarrivabile Spagna. Con qualcosa in più rispetto alla Svizzera, buona parte del suo destino si giocherà nello scontro diretto. Fiducia dunque ai giovani di Bielsa.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Alexis-Sanchez.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Alexis-Sanchez-280x184.jpg" alt="" title="Alexis Sanchez" width="280" height="184" class="aligncenter size-medium wp-image-6342" /></a></p>
<p>L’<strong>Honduras</strong> non si reca in Sudafrica per recitare un ruolo da comparsa: malgrado abbia sudato le proverbiali sette camicie per raggiungere la qualificazione, i centramericani hanno un buon tasso di talento tra le loro file.<br />
Gli honduregni hanno però rischiato di dover guardare la manifestazione in TV: infatti, fino all’ultimo minuto dell’ultimo turno sono stati in lotta con il Costarica, che è stato eliminato dal pareggio subito nei minuti finali dell’incontro giocato contro gli USA. Da quel momento per Suazo e compagni è iniziata la festa. Erano 28 anni che i tifosi aspettavano questa gioia, cioè dall’eliminazione immeritata a <em>Spagna &#8217;82</em>, che aveva gettato nello sconforto un popolo intero.<br />
Sette edizioni dopo i <em>“Catrachos”</em> si ripresentano sulla scena mondiale, forti della presenza di elementi con esperienza internazionale, come l’attaccante del Genoa <strong>David Suazo</strong> o i talentuosi <strong>Carlos Pavon</strong> e <strong>Wilson Palacios</strong>.<br />
L’entusiasmo rischia però di non bastare: il Cile e la Spagna sembrano avere qualcosa in più, come anche la Svizzera, che però a titolo di paragone è stata battuta dal Costarica in amichevole la settimana scorsa. Per l’Honduras probabilmente si ripeterà la storia del 1982 con la sicurezza però di avere in mano un buon patrimonio per il futuro. Forse il Mondiale sudafricano giunge troppo presto per la selezione diretta da  <strong>Reinaldo Rueda</strong>: per esprimere il suo massimo potenziale, gli honduregni dovranno forse attendere il 2014 e l’edizione brasiliana.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Fernando-Torres.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Fernando-Torres-193x280.jpg" alt="" title="Fernando Torres" width="193" height="280" class="alignright size-medium wp-image-6344" /></a> La <strong>Spagna</strong> non si può in nessun modo nascondere. I campioni d’Europa sono tra i favoriti della Coppa del Mondo, e dopo il titolo conquistato a Vienna nel 2008, sono addirittura migliorati. Quella che era una giovane squadra due anni fa, adesso è una corazzata, che ha ottenuto la qualificazione con irrisoria facilità, concludendo a punteggio pieno. Le amichevoli di preparazione hanno confermato che le furie rosse sono pronte a fare sfracelli anche in Sudafrica: gli iberici hanno chiuso il loro periodo di preparazione con una squillante vittoria sulla Polonia per 6-0. Neppure il leggero infortunio di <strong>Iniesta</strong> sembra turbare i sonni di <strong>Vicente del Bosque</strong>, che sa di poter contare su una rosa fortissima e soprattutto equilibrata.<br />
L’undici di rosso vestito ha anche, grazie al successo all’ultimo Europeo, perso quella brutta abitudine di fallire gli appuntamenti che contano. La consapevolezza dei propri grandissimi mezzi rischia di fare ancora una volta la differenza.<br />
Gli iberici non dovrebbero avere problemi a superare il primo turno, anche se il Cile può crear loro qualche grattacapo: dal canto suo la Svizzera non è mai riuscita a battere la Spagna nella sua storia e vanta un bilancio molto negativo. Sarebbe quindi una grossa sorpresa se gli iberici non dovessero raggiungere perlomeno gli ottavi: anzi sarebbe una tragedia per l’orgoglioso popolo di Re Juan Carlos.</p>
<p>La <strong>Svizzera</strong> si presenta all’impegno mondiale non al meglio, visti gli infortuni che ne hanno indebolito il settore che già destava più preoccupazioni, ossia quello offensivo. Dapprima è stato Streller a cadere sul campo, seguito proprio nell’ultimo allenamento di rifinitura prima della partenza per l’Africa dal miglior attaccante, <strong>Alexander Frei</strong>, che in un contrasto con un compagno ha riportato una slogatura ad una caviglia. L’infortunio, meno grave del previsto, sarà però sufficiente per impedirgli di scendere in campo nel difficilissimo debutto contro la Spagna. Come lui anche altri elementi cardine della selezione di <strong>Ottmar Hitzfeld</strong> sono messi male fisicamente, a cominciare da <strong>Valon Behrami</strong>. L’ex laterale della Lazio lotta da tempo con problemi ad una coscia, gli stessi che lo hanno condizionato durante tutta la stagione.</p>
<p>I punti di forza di una nazionale che ha colto la qualificazione precedendo la Grecia in un girone poco spettacolare e dal livello bassino, sono il laterale della Lazio <strong>Lichtsteiner</strong>, il centrocampista <strong>Barnetta</strong> e l’estremo difensore <strong>Benaglio</strong>, tutti elementi cresciuti molto negli ultimi tempi.<br />
Malgrado ciò sono davvero poche le possibilità che i rossocrociati riescano a passare il primo turno: protagonisti di alcune amichevoli deludenti, escludendo forse l’ultima contro l’Italia, gli elvetici non godono di molta fiducia in Patria. E a poco servirà il faraonico albergo scelto come ritiro dalla Federazione: anzi finora è servito solo a far versare fiumi d’inchiostro, pronto a moltiplicarsi qualora la spedizione dovesse rivelarsi un fallimento. Gli svizzeri se la giocheranno contro il Cile, che però sembra essere in possesso di armi ben superiori…</p>
<h2>Pronostico per le promosse nel gruppo G: Spagna e Cile.</h2>
<p><em>Anonimo Ticinese</em></p>
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		<title>Aspettando Sudafrica 2010: i gironi E e F</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 22:10:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ed è dunque arrivato il momento di avere un parere "eleveticamente neutrale" sulle chances degli Azzurri, leggete un po'... Ricordatevi che le analisi dei primi quattro gruppi le trovate qui e qua. Gruppo E: Camerun, Danimarca, Olanda e Giappone Il Camerun è pronto a dare battaglia. I “Leoni indomabili”, dall’alto della loro posizione di migliore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>Ed è dunque arrivato il momento di avere un parere "eleveticamente neutrale" sulle chances degli Azzurri, leggete un po'... Ricordatevi che le analisi dei primi quattro gruppi le trovate <a href="http://www.bemagazine.tv/2010/06/07/mondiali-2010-presentazione-squadre-a-b/">qui</a> e <a href="http://www.bemagazine.tv/2010/06/08/mondiali-2010-presentazione-squadre-c-d/">qua</a>.</pre>
<h3>Gruppo E: Camerun, Danimarca, Olanda e Giappone</h3>
<p>Il <strong>Camerun</strong> è pronto a dare battaglia. I <em>“Leoni indomabili”</em>, dall’alto della loro posizione di migliore squadra africana nel ranking mondiale, possono legittimamente mirare in alto. Malgrado le difficoltà riscontrate nelle loro ultime fasi finali di Coppa del Mondo, i verdi possono guardare con ottimismo al futuro.<br />
Qualificatisi con qualche difficoltà di troppo, Eto’o e compagni si ritrovano in un gruppo che potrebbe essere insidioso: storicamente però è proprio contro le squadre europee che riescono ad esprimere il meglio di loro stessi, in parte anche grazie alla folta colonia di giocatori sparsi nei vari campionati del vecchio continente.<br />
A trascinare il gruppo, oltre al neo vincitore della Champion’s League <strong>Samuel Eto’o</strong>, vi sono anche giocatori che hanno sposato la filosofia europea di gioco,  aggiungendo alla quantità anche la qualità. Fra di loro spiccano i nomi di  <strong>Song</strong> e <strong>Geremi</strong>, chiamati ad un gioco oscuro ma indispensabile in un undici votato all’offensiva.<br />
La guida tecnica è affidata da qualche tempo all’ex nazionale francese <strong>Paul le Guen</strong>, che ha portato un vento di pragmatismo e professionalità che ha fatto del bene a tutto l’ambiente. Una delle mosse più clamorose è stata quella di togliere la fascia di capitano al veterano Rigobert Song e di cederla a Eto’o, ciò che ha indotto sia l&#8217;uno che l’altro a moltiplicare l’impegno.<br />
Proprio grazie al nuovo mister, i “leoni” potrebbero conoscere un seconda esaltante cavalcata, dopo quella di <em>Italia ’90</em> che fu fermata solo nei quarti dall’Inghilterra. Chi sarà il novello Roger Milla? Eto’o è il candidato più probabile.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Nicklas-Bendtner.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Nicklas-Bendtner-228x280.jpg" alt="" title="Nicklas Bendtner" width="228" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-6322" /></a> Della <strong>Danimarca</strong> ogni appassionato di calcio che si rispetti ha un ricordo ben distinto che porta all’estate del 1992, quando i danesi, giunti secondi dietro la Yugoslavia nel loro girone di qualificazione, dovettero prenderne il posto a seguito della guerra in corso in quello sfortunato Paese. In un crescendo rossiniano, gli scandinavi riuscirono a conquistare il titolo più inatteso della storia del calcio, battendo in finale la Germania per 2-0. La leggenda narra che alcuni di loro dovettero persino lasciare le famiglie che stavano trascorrendo le vacanze al mare e saltare sul primo aereo in direzione della Svezia.<br />
La lunga scia di quell’exploit, che andò a scombussolare tutte le teorie sulla preparazione e sui ritiri da compiere prima dei grandi avvenimenti, ha accompagnato per anni la Danimarca, che però da allora non è più riuscita a ripetere, nemmeno parzialmente, quel clamoroso successo.</p>
<p>18 anni dopo, e senza aver potuto partecipare al Mondiale tedesco e all’<em>Euro 2008</em>, la Danimarca è tornata prepotentemente alla ribalta, vincendo il suo girone di qualificazione nel quale figuravano pure il Portogallo e la Svezia. Guidata da ormai 10 anni da <strong>Morten Olsen</strong>, la nazionale biancorossa, attorno al capitano <strong>Tomasson</strong>, può contare giocatori militanti nei più grandi campionati europei. Da citare soprattutto il difensore del Liverpool <strong>Daniel Agger</strong>, il centrocampista della Juventus <strong>Christian Poulsen</strong> e l’attaccante dell’Arsenal <strong>Nicklas Bendtner</strong>.<br />
I danesi non saranno forse quelli del 1992, ma siamo pronti a scommettere su un loro passaggio di turno. La testardaggine è una delle caratteristiche importanti del loro gioco: e rischia di portarli lontani, molto lontani…</p>
<p>L’<strong>Olanda</strong> è l’eterna cicala del calcio mondiale: da quarant’anni ormai parte favorita in ogni torneo internazionale, salvo poi arenarsi strada facendo dopo magari avere fatto sfracelli durante le qualificazioni e il primo turno. Anche quest’anno la storia potrebbe ripetersi: dominato il proprio girone qualificativo, i batavi stanno destando un’ottima impressione pure in questo periodo di preparazione.<br />
Almeno per questa volta però gli <em>“oranjes”</em> potranno attaccarsi alla cabala: infatti già nel 1982 la Germania ottenne, come l’Olanda di quest’anno, la qualificazione senza perdere un solo punto nel suo girone. I tedeschi allora raggiunsero la finale: gli arancioni si augurano lo stesso destino, anche se sperano logicamente di vincerla, la finale…<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Arjen-Robben.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Arjen-Robben-280x207.jpg" alt="" title="Arjen Robben" width="280" height="207" class="alignright size-medium wp-image-6323" /></a><br />
Inutile recitarvi la lista delle stelle che compongono la rosa della nazionale olandese per <em>Sudafrica 2010</em>. Un leggero grattacapo a livello di effettivi potrebbe venire dagli infortuni: molti giocatori hanno disputato un gran numero di partite finora in questa stagione e potrebbero subirne il contraccolpo. Infatti qualche apprensione la sta lasciando <strong>Arjen Robben</strong>, che dopo avere raggiunto la finale di Champions  League con il Bayern Monaco, potrebbe dovere saltare (anzi è quasi sicuro) il debutto contro la Danimarca. L’anima dei bavaresi si sta riprendendo lentamente da uno strappo muscolare ad una coscia: dovesse venire meno il suo contributo, di sicuro l’Olanda potrebbe avere qualche problema in più.<br />
La previsione ora: il passaggio del primo turno è obbligatorio e quello degli ottavi fattibile. Dai quarti in avanti si tratterà di stabilire se la cicala Olanda ha saputo ben dosare le sue forze e le sue strategie, perché a poco serve essere bellissimi nelle prime partite per poi cadere miseramente strada facendo. Se ha imparato la lezione questa nazionale può davvero mirare al titolo: ma ogni volta è lo stesso discorso…</p>
<p>I cugini di Holly e Benji tornano alla carica: dopo la figuraccia del 2006, quando raccolse solo un punto, il <strong>Giappone</strong> non può che fare meglio. Da allora alcune cose sono cambiate. Innanzitutto non c’è più il leader di molte battaglie Hidetoshi Nakata, ritiratosi qualche anno fa. Poi i giovani sono cresciuti e giocatori come <strong>Nakamura</strong> sono ora una realtà e adesso possono portare il peso di una squadra che sembra sempre lì per esplodere, ma che alla fine deve arrendersi alle sue carenze tattiche.<br />
A ciò sta cercando di porre rimedio il mister giapponese, quel <strong>Takeshi Okada</strong> tornato sulla panchina dal 2006 dopo avere già guidato i nipponici ai mondiali del 1998. I risultati sembrano essergli favorevoli: nelle qualificazioni infatti i giapponesi hanno chiuso al secondo posto del loro girone, dietro l’inarrivabile Australia, ma anche con un buon vantaggio sulle altre dirette inseguitrici.<br />
Che dire? Le possibilità di passare il turno per i giocatori del Sol Levante sono davvero poche, non foss’altro perché le avversarie sembrano, sulla carta, essere meglio attrezzate. Se poi però i <em>“samurai blu”</em> avranno davvero compiuto quei progressi che certi analisti hanno riscontrato, saremo i primi a chiedere scusa. Come punizione ci guarderemo su DVD tutte le puntate della prima serie di Holly e Benji, tifando però stavolta e rigorosamente per Marc Lenders… </p>
<h2>Pronostico promosse per il gruppo E: Olanda e Danimarca</h2>
<h3>Gruppo F: Italia, Nuova Zelanda, Paraguay e Slovacchia</h3>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Gianluigi-Buffon.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Gianluigi-Buffon-280x211.jpg" alt="" title="Gianluigi Buffon" width="280" height="211" class="alignleft size-medium wp-image-6328" /></a> Non nascondiamoci dietro ad un dito: meglio di così all’<strong>Italia</strong> campione del Mondo non poteva andare. Le avversarie sembrano davvero ideali per un inizio soft e per affinare gli ultimi dettagli prima delle sfide che contano, ossia quelle della fase ad eliminazione diretta. Se si deve avere paura della Nuova Zelanda, che addirittura schiererà dei giocatori senza club, o della debuttante Slovacchia, allora tanto vale rimanere a casa. E questo aldilà delle polemiche sulle scelte di <strong>Marcello Lippi</strong>, che in ogni caso non avrebbero mai convinto all’unanimità gli altri 58 milioni di disgraziati che non sono al suo posto.<br />
Fatte queste doverose precisazioni e a scanso d’equivoci, è vero che questa nazionale azzurra rischia di avere un deficit di fantasia e di freschezza, elementi indispensabili per il successo finale. Ma in fondo anche in Germania 4 anni or sono non è che la nazionale avesse brillato per fantasia. Con un Totti a pezzi e un Toni in una forma fisica improponibile, l’Italia fece quel che fece, trasformando in eroe di quella manifestazione Fabio Grosso, un onesto giocatore di fascia che poi non seppe più confermare quelle grandi prestazioni.</p>
<p>Ci sono poi delle analogie con il 2006 (e siete padroni di toccarvi): anche allora la spedizione partì circondata dallo scetticismo e anche allora vi furono polemiche per le convocazioni di mister Lippi.<br />
Siamo alla vigilia di che Mondiale per gli Azzurri? Sarà un’avventura come quella del 1938, che bissò il successo di 4 anni prima con praticamente la stessa squadra in campo e lo stesso tecnico sulla panchina? O siamo a qualche giorno da un torneo come quello del 1986, che si concluse in maniera ingloriosa con una sconfitta senza storia negli ottavi (contro la Francia allora), sempre con l’ossatura uguale a quella che trionfò nell’edizione precedente? Lo sapremo tra qualche settimana.<br />
Ecco la mia opinione. Dopo la magica notte di Berlino si sarebbe dovuto onorare come si deve i Campioni del Mondo, per poi pregarli di lasciare il loro posto ad elementi più motivati di loro. Perché secondo me, chi è salito sul tetto del mondo non può ottenere di più. Tre anni e mezzo per una ricostruzione sarebbero stati più che sufficienti. Ma si sa, la mia è un’opinione: e poi non sono nemmeno italiano. Prendetela per quella che è.</p>
<p>Nessuno si offenderà se dico che la <strong>Nuova Zelanda</strong> è la squadra più debole presente in Sudafrica. In nessun altra confederazione gli <em>“All White”</em> sarebbero giunti allo spareggio, come sono riusciti a fare dopo avere spezzato le reni alle corazzate Figi, Nuova Caledonia e Vanuatu. La sfida sui 180’, che di solito è lo scoglio contro il quale vanno a sbattere le speranze delle squadre oceaniche, questa volta ha sorriso ai neozelandesi.  Dopo un fortunoso e catenacciaro 0-0 in Bahrein, sono riusciti a strappare il biglietto per il Mondiale in una partita dal livello davvero basso vincendo per 1-0 il ritorno in casa. La rete è stata messa a segno da <strong>Rory Faloon</strong> all’89’, dopo che gli arabi avevano mancato un rigore ad inizio ripresa.<br />
Per i kiwis il viaggio in Sudafrica è già paragonabile ad un titolo mondiale e davvero non credo che abbiano la forza di compiere chissà quale impresa: 28 anni dopo la sua eliminazione a <em>Spagna &#8217;82</em>, la Nuova Zelanda si appresta a fare un’altra comparsata ad un Mondiale. Purtroppo per lei. </p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Roque-Santa-Cruz.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Roque-Santa-Cruz-178x280.jpg" alt="" title="Roque Santa Cruz" width="178" height="280" class="alignright size-medium wp-image-6331" /></a> Ben altro discorso quello riguardante il <strong>Paraguay</strong>, ingiustamente considerata la parente povera del ricco (calcisticamente parlando) calcio sudamericano. Sarà perché schiacciata dalle potenze Brasile e Argentina e dal due volte campione del Mondo Uruguay, la selezione di <strong>Gerardo Martino</strong> non ha mai goduto di molto credito nelle analisi premondiali. Intanto però i biancorossi si sono qualificati per le ultime quattro edizioni, un’impresa per l’ <em>”Albirroja”</em>, che tra l’altro nel 1998 e nel 2002 cadde agli ottavi contro due future finaliste, la Francia e la Germania.</p>
<p>Questa volta poi, il Paraguay diventa ancora più pericoloso, poiché reduce da quella che può essere forse considerata come la migliore qualificazione della sua storia, che l’ha portato ad ottenere la certezza del viaggio in Sudafrica con ampio anticipo e con una vittoria storica sull’Argentina per 1-0.<br />
Il pieno di fiducia non sarebbe però sufficiente se non venisse supportato da un’ossatura di tutto rispetto: e questa è garantita dalla presenza di elementi di spessore come <strong>Roque Santa Cruz</strong> o <strong>Oscar Cardozo</strong>.<br />
Per finire, qualche dato statistico: il Paraguay non ha mai vinto 2 gare di fila ad un Mondiale, come non è mai riuscito ad andare oltre gli ottavi di finale. Che sia la volta buona? Una cosa è certa: è meglio che l’Italia diffidi. I debutti nei tornei sono sempre stati difficoltosi per gli Azzurri e il Paraguay non sarà di certo un avversario malleabile…</p>
<p>La <strong>Slovacchia</strong> è al suo debutto in Coppa del Mondo, da quando ha riacquistato l’indipendenza dopo l’indolore scissione dalla Repubblica Ceca. La sua qualificazione non è però una sorpresa, avendo vinto il suo girone precedendo nello sprint finale la Slovenia, superata sul filo di lana grazie ad una vittoria in Polonia, ottenuta sotto una fitta nevicata nell’autunno scorso.<br />
Se si dà poi un’occhiata all’organico a disposizione del selezionatore <strong>Vladimir Weiss</strong>, ci si rende conto che questi risultati sono lo specchio fedele della forza della squadra. A guidarla ci pensa <strong>Marek Hamsik</strong>, eroe di Napoli ma anche inesauribile lottatore, che sa dare al gruppo le motivazioni che le servono per affrontare anche gli ostacoli più ardui.<br />
E davvero arduo è pronosticare dove potrà arrivare questa Slovacchia: secondo me sulla carta il Paraguay ha qualcosa in più. Ma non è detto che gli slovacchi abbiano meno voglia dei loro avversari diretti e dell’Italia. <em>Affaire à suivre</em> insomma, come dicono i francesi.</p>
<h2>Pronostico promosse per il gruppo F: Paraguay e Italia.</h2>
<p><em>Anonimo Ticinese</em></p>
<p><span style="color: #808080;">Adesso manca solo l&#8217;ultimo articolo, stay tuned&#8230;</span></p>
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		<title>Aspettando Sudafrica 2010: i gironi C e D</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 20:13:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<pre>Secondo appuntamento con l'analisi di <em>Anonimo Ticinese</em>, dedicata al 3° e 4° gruppo della fase eliminatoria.  Trovate i gironi A e B <a href="http://www.bemagazine.tv/2010/06/07/mondiali-2010-presentazione-squadre-a-b/">a questo link</a></pre>
<h3>Gruppo C: Algeria, Inghilterra, Slovenia e Stati Uniti</h3>
<p>L’<strong>Algeria</strong> non partecipa più ad una Coppa del Mondo da <em>Messico 1986</em>: un’intera generazione di giocatori maghrebini non ha quindi respirato l’aria magica del Mondiale. L’impresa è riuscita finalmente alla squadra guidata da <strong>Rabah Saâdane</strong>, un guru del calcio algerino. Vinto per il rotto della cuffia il girone qualificativo che li vedeva opposti a Liberia, Senegal e Gambia, i <em>“fennech”</em> hanno poi dato vita ad una lotta spalla a spalla contro i loro “cugini” dell’Egitto, che hanno finito per eliminare a seguito di uno spareggio giocatosi in Sudan e preceduto da interminabili polemiche, che hanno persino a momenti portato vicino all’incidente diplomatico.<br />
Non per questo però l’Algeria va sottovalutata: guidata da <strong>Karim Ziani</strong>, una lunga carriera nel campionato francese proseguita poi con meno fortuna nel Wolfsburg, la compagine potrebbe creare qualche grosso grattacapo agli avversari sulla carta più forti. Partendo dal presupposto che l’Inghilterra dovrebbe fare gioco a sé, gli africani hanno tute le carte in regola per giocarsela fino in fondo. In sede di pronostico infatti, non ce la sentiamo di dire che Slovenia e Stati Uniti siano più forti, anzi. La forza di squadra potrebbe fare la differenza, e il modo in cui i “fennech” hanno strappato il biglietto per il Sudafrica suggerisce che gli stessi non lasceranno facilmente strada alle compagini che vorranno sbarrare loro il cammino. Difficile pronosticare un passaggio di primo turno sicuro, più facile prevedere una lotta serrata fino all’ultimo pallone.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/John-Terry.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/John-Terry-280x224.jpg" alt="" title="John Terry" width="280" height="224" class="alignleft size-medium wp-image-6313" /></a> L’<strong>Inghilterra</strong> di <strong>Fabio Capello</strong> è tra le più serie pretendenti a sollevare al cielo la Coppa del Mondo. Da molto tempo bella incompiuta, a causa di problemi di disciplina e perché no, anche tecnici, si appresta ad abbordare il Mondiale forse per la prima volta con la sicurezza dei propri mezzi. Impressionante il suo ruolino di marcia nelle qualificazioni: caduta in un girone tutt’altro che semplice, l’Inghilterra ha polverizzato gli avversari, perdendo solo una partita a qualificazione ampiamente raggiunta contro l’Ucraina. Prima di ciò però, i ragazzi di Capello avevano colto 9 vittorie, battendo tra l’altro a due riprese la Croazia, e andando a segno per ben 34 volte.<br />
La fase di avvicinamento alla manifestazione è stata tutt’altro che tranquilla: come al solito la stampa britannica avara di scoop ha voluto pescare nel torbido, ed è andata a scoprire che il capitano <strong>John Terry</strong> ha avuto una relazione extraconiugale con la moglie del suo compagno di squadra Wayne Bridge. Lo scandalo, in realtà interno al Chelsea, è andato però anche a travolgere la selezione nazionale, turbando la quiete degli ultimi mesi.</p>
<p>L’organico degli inglesi è semplicemente impressionante, sia per qualità che per quantità, ma questo è un dato di fatto da sempre. La vera novità riguarda la serenità e lo spirito di gruppo che Capello sembra sia stato capace d’infondere ai suoi, che hanno assorbito bene anche l’infortunio di David Beckham, che gli impedirà di disputare la Coppa del Mondo. La presenza dello <em>“Spice Boy”</em> è però garantita: il tecnico italiano ha scelto di portarlo con sé malgrado l’infortunio, perché ha ritenuto che potesse dare molto soprattutto sul piano mentale. Una delle novità nell’approccio con il gruppo, che fanno dell’incompiuta Inghilterra una delle più grandi favorite di <em>Sudafrica 2010</em>.</p>
<p>La <strong>Slovenia</strong> è una neofita ai Mondiali: dall’indipendenza raggiunta a seguito dello smembramento della ex Yugoslavia, è la prima volta che una nazionale balcanica che non sia la Serbia o la Croazia entra tra le 32 elette. Si tratta di un’impresa per questa nazione di poco di più di 2 milioni di abitanti, conosciuta più che altro per i suoi casinò e per i suoi sciatori, che ha battuto inaspettatamente nello spareggio decisivo per la qualificazione la favoritissima Russia (1-2 all’andata a Mosca e 1-0 al ritorno a Maribor).<br />
Il selezionatore è <strong>Matjaz Kek</strong>, una carriera spesa a guidare le varie selezioni giovanili slovene. Dal 2007 ha preso le redini della Nazionale maggiore, ottenendo dei grossi risultati.<br />
Se la Slovenia parteciperà alla Coppa del Mondo 2010, lo deve in particolare alla sua difesa, la meno battuta di tutta Europa dietro l’Olanda: sono state solo 4 infatti le rete subìte nel girone qualificativo.<br />
Davanti la manovra trova il suo terminale nell’eroe dello spareggio <strong>Zlatko Dedic</strong>, come anche nel giocatore più talentuoso, <strong>Milivoje Novakovic</strong>. La preparazione alla fase finale del Mondiale è andata come previsto: nell’ultima amichevole è giunta un’incoraggiante vittoria contro la Nuova Zelanda per 3-1, un successo che secondo le cronache è andato ben oltre il risultato.<br />
Attenzione quindi alla cenerentola Slovenia, che è pronta a vivere il suo Mondiale senza alcuna pressione: già esserci è un successo, ma non c’è nemmeno limite da porre alla provvidenza. </p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Landon-Donovan.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Landon-Donovan-229x280.jpg" alt="" title="Landon Donovan" width="229" height="280" class="alignright size-medium wp-image-6314" /></a> Per gli <strong>Stati Uniti</strong> non si può più parlare di squadra sorpresa: i ragazzi a stelle e strisce sono degli “aficionados” della Coppa del Mondo, alla quale partecipano per la nona volta. Si sono qualificati agevolmente nel debole gruppo del Nord America, vincendolo, ma anche battendo due volte gli acerrimi nemici del Messico. Il trionfo definitivo è però venuto dal successo ottenuto in Honduras per 3-2 alla fine di una partita epica, che ha mandato i centroamericani agli spareggi.<br />
Gli americani continuano a progredire e questo è un segno di come le cose vengano prese sul serio: dopo la scorpacciata della Coppa del Mondo del 1994, il calcio aveva conosciuto per un periodo un certo calo, rimanendo ghettizzato nei college o per lo più coniugato al femminile. Infatti il calciatore più famoso degli ultimi anni non è un uomo, ma Mia Hamm, vera icona e trascinatrice della sua nazionale, capace di vincere anche un Mondiale casalingo dopo avere sconfitto in finale la Cina nel 1999.</p>
<p>Viene difficile pensare che a stretto giro di posta i colleghi uomini riusciranno un tale impresa, ma pare certo che i progressi facciano della squadra di <strong>Bob Bradley</strong> un outsider pericoloso. Nella recente <em>Confederations Cup</em> gli americani hanno raggiunto la finale dopo avere eliminato la Spagna campione d’Europa, e lì si sono arresi al Brasile per 3-2, non senza aver fatto scendere i sudori freddi sulla schiena ai favoritissimi avversari.<br />
Le punte di diamante degli statunitensi sono il fantasioso <strong>Landon Donovan</strong>, ex compagno di squadra di David Beckham ai Los Angeles Galaxy, e <strong>Oguchi Onyewu</strong>, reduce da una sfortunata stagione con la maglia del Milan.<br />
In conclusione un consiglio: se avete 5 euro che vi sono rimasti in tasca dall’ultima bevuta, giocateli sugli Stati Uniti agli ottavi di finale. Qualcuno vi darà del pazzo, ma se dovesse verificarsi quest’eventualità, potrete offrire da bere a molte persone. Magari alla faccia di chi vi aveva deriso.</p>
<h2>Pronostico promosse per il Gruppo C: Inghilterra e Stati Uniti</h2>
<h3>Gruppo D: Australia, Germania, Ghana e Serbia</h3>
<p>L’<strong>Australia</strong> è in un certo senso ad una prima ad un Mondiale. Infatti per la prima volta nella sua storia è uscita da un vero girone qualificativo. E questo perché i responsabili della Federazione, stufi di vincere tutte le partite del girone oceanico con risultati almeno tennistici, hanno chiesto e ottenuto dalla <em>FIFA</em> di poter partecipare alle qualificazioni nella Federazione asiatica. Così facendo i “canguri” non hanno più dovuto giocarsi tutto in una sfida sui 180’ contro una squadra sudamericana, ma hanno potuto giocare un torneo. E i risultati si sono visti, sia a livello di motivazione che sotto il punto di vista del gioco.  Infatti gli australiani hanno nettamente dominato i loro gironi, battendo tra l’altro in due occasioni il Giappone e ottenendo il biglietto per il Sudafrica in men che non si dica.<br />
L’Australia aveva terminato l’ultimo mondiale con un sentimento ambivalente: il suo obbiettivo era stato centrato con il passaggio del primo turno, ma allo stesso tempo la rete di Totti su rigore nei recuperi della sfida coll’Italia, dopo un atterramento poco evidente ai danni di Grosso, aveva lasciato l’amaro in bocca. Da quel momento probabilmente nelle menti dei <em>“socceroos”</em> c’è stata solo un’idea, ossia quella di tornare a calcare l’erba di un Mondiale perché l’impressione di fare ormai parte delle migliori squadre del pianeta era tangibile.</p>
<p>Da quella giornata triste per il calcio australiano sono passati quattro anni, ma poco è cambiato tra i protagonisti. La guida non è più quella di Guus Hiddink, ma per dare continuità ad un ottimo lavoro si è voluto proseguire con un allenatore di scuola olandese: si è scelto infatti <strong>Pim Verbeek</strong>, vincitore con la Corea del Sud della <em>Coppa d’Asia</em> del 2007.<br />
Il sistema di gioco non è cambiato: si continua a privilegiare la manovra e a dare importanza al gioco rasoterra, coniugato ad un ritmo alto che spesso però costringe ad un dispendio troppo grande di energie. E vista l’età abbastanza avanzata di alcuni pilastri dell’Australia (pensiamo ad esempio ad <strong>Harry Kewell</strong> e <strong>Vincenzo Grella</strong>), questo potrebbe essere uno dei talloni d’Achille. Il sorteggio poi, non ha per nulla favorito i canguri: Serbia, Germania e Ghana sono avversari terribili, per quello che già è stato definito come il girone più equilibrato. Malgrado tutta la simpatia che ci ispirano gli australiani, mal vediamo come possano riuscire a spuntarla. Ma si sa, nel calcio tutto è possibile…</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Bastian-Schweinsteiger.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Bastian-Schweinsteiger-280x157.jpg" alt="" title="Bastian Schweinsteiger" width="280" height="157" class="alignleft size-medium wp-image-6315" /></a> La <strong>Germania</strong>  si presenta zoppa ai nastri di partenza. Falcidiata dagli infortuni, la <em>“Mannschaft”</em> si è vista tra gli altri privare dei servigi del suo leader <strong>Michael Ballack</strong>, infortunatosi durante la finale della <em>FA Cup</em> con la maglia del Chelsea. Una perdita davvero dura da assorbire, visto che il funambolico centrocampista sembra l’unico nel roccioso reparto centrale teutonico ad avere un tasso tecnico fuori dal comune. In formissima e molto regolare durante tutta la stagione, Ballack si farà certamente rimpiangere. Il peso della manovra tedesca passa ora in altre mani, sicuramente di valore, ma più carenti sotto il punto di vista dell’esperienza: toccherà a <strong>Podolski</strong>, <strong>Schweinsteiger</strong> e <strong>Lahm</strong> reggere la pressione non indifferente di una nazionale che non ha quasi mai mancato i grossi appuntamenti internazionali.</p>
<p>La qualificazione è giunta in maniera veloce ed indolore per i tedeschi, usciti indenni da un girone il cui principale avversario è risultato alla fine dei conti essere la Finlandia, che ha costretto a due sofferti pareggi la squadra diretta da <strong>Joachim Löw</strong>, sulla panchina dal luglio 2006. Inizialmente il suo contratto avrebbe dovuto scadere all’indomani dell’<em>Euro 2008</em>, ma i buoni risultati ottenuti hanno convinto la Federazione a prolungargli il contratto. Il tecnico è pronto, con i suoi “panzer” a ripagare la fiducia: la riuscita di questo intento dipenderà anche dal debutto, che avverrà il 13 giugno contro l’Australia. Se i tedeschi passeranno il primo turno, allora si potrà dire che probabilmente andranno lontano: la Serbia e il Ghana sono squadre di tutto rispetto, in grado di mettere in difficoltà chiunque. Basterà la tradizione e il proverbiale sangue freddo teutonico per riuscire a farli avanzare nel 16° Mondiale della loro storia? Vedremo. Oppure andrà a finire come ebbe una volta a dire Gary Lineker: <em>“Il calcio è quello sport che si gioca a 11 contro 11 e nel quale alla fine vince sempre la Germania”</em>? Al campo la sentenza.  </p>
<p>Il <strong>Ghana</strong> è la squadra faro del movimento africano. L’ultima squadra del continente nero in ordine di tempo ad uscire nell’ultima edizione dei Mondiali (perse agli ottavi) e la prima a qualificarsi per l’edizione del 2010, il Ghana è pronto a riaffermare il suo status di leader. Per farlo dovrà però riuscire almeno a ripetere il risultato ottenuto in Germania 4 anni or sono e non sarà un’impresa facile. Il tecnico serbo <strong>Milovan Rajevac</strong>, in sella dal 2008, avrà l’arduo compito di confermare i progressi della generazione che vinse tra gli altri anche 2 titoli di Campione del mondo Under 17 e Under 20.<br />
Rispetto ad altre compagini africane, il Ghana può forse contare su un contingente più equilibrato fra i reparti. La presenza di <strong>Essien</strong>, <strong>Muntari</strong> e <strong>Appiah</strong> è garanzia di qualità e di esperienza ai massimi livelli.<br />
Per gli africani questa è forse l’edizione più attesa della Coppa del Mondo: troppo giovani in Germania, questa volta potrebbero davvero fare sfracelli. Sempre che riescano ad uscire indenne dal gruppo della morte, cosa che non è per nulla garantita. Ma l’impressione è che questo gruppo di giocatori sia pronto al grande salto: dovessimo scommettere sulla sorpresa, non esiteremmo a puntare sul Ghana.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Sulley-Muntari.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Sulley-Muntari-280x233.jpg" alt="" title="Sulley Muntari" width="280" height="233" class="aligncenter size-medium wp-image-6316" /></a></p>
<p>La <strong>Serbia</strong> da anni cerca la quadratura del cerchio: dapprima ha dovuto trovare la sua dimensione a seguito della separazione dell’ex Yugoslavia, della quale comunque era la più forte rappresentante, poi, quando sembrava finalmente aver trovato una sua stabilità, nel 2006 ha dovuto dire addio al Montenegro, che si è a sua volta staccato. Una storia tormentata quindi quella delle selezione balcanica, che non ha mancato però di riservare momenti salienti.<br />
Come per esempio la qualificazione alla fase finale di <em>Sudafrica 2010</em>, giunta grazie alla vittoria ottenuta nel gruppo che sembrava dovesse essere dominato dalla Francia e che invece ha visto imporsi i balcanici, alla distanza semplicemente più forti di tutti i loro avversari. Nella partita decisiva infatti, la Romania è stata castigata con un sonoro 5-0, che ha condannato i francesi al tristemente famoso spareggio con l’Irlanda.<br />
I leader della Serbia sono il difensore centrale <strong>Nemanja Vidic</strong>, semplicemente considerato uno dei più forti al mondo nel suo ruolo, e <strong>Dejan Stankovic</strong>, ormai rotto a tutte le esperienze e capace di giostrare in ogni posizione a centrocampo. La duttilità degli elementi fa spesso la differenza a questi livelli; se ci si dovesse basare solo su questo, diremmo che i balcanici avrebbero già un piede negli ottavi. A metterci lo zampino potrebbe però ancora essere la classica incostanza dei <em>“brasiliani d’Europa”</em>: per questo non ce la sentiamo di darli come favoriti per il passaggio di turno. Con la consapevolezza però di poter essere smentiti dai fatti.</p>
<h2>Pronostico promosse per il gruppo D:  Germania e Ghana.</h2>
<p><em>Anonimo Ticinese</em></p>
<p><span style="color: #808080;">Quattro gruppi esaminati, 4 ancora da affrontare: continuate a seguirci&#8230;</span></p>
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		<title>Aspettando Sudafrica 2010: i gironi A e B</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 11:20:11 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<pre>Nell'imminenza del Mondiale in cui difenderemo la sudata coppa, <em>BE! Magazine</em> "riapre" la sezione <em>Calcio</em> e lascia spazio ad un amico esordiente che si firma come <em>Anonimo Ticinese</em>, alla sua analisi ed ai suoi pronostici. Buon Mondiale a tutti!</pre>
<p>Si apre nel fine settimana il Mondiale sudafricano: fortemente voluto dal presidente della <em>Fifa</em> <strong>Joseph Blatter</strong>, il primo torneo che si gioca nel Continente nero è il più incerto degli ultimi decenni. Nessuna squadra sembra essere in assoluto favorita: i campioni del Mondo dell’<strong>Italia</strong> non paiono avere la forza per ripetere la magica notte di Berlino del luglio 2006, mentre praticamente in ogni ritiro sono sorte polemiche di vario genere, non sempre legate all’aspetto tecnico. Ripercorriamo assieme gli otto gruppi della Coppa del Mondo, cercando per ognuno di centrare il terno al lotto, ossia di indovinare le squadre che passeranno il turno e che potranno sognare di festeggiare il trionfo l’11 luglio a Johannesburg.</p>
<h3>Gruppo A: Sudafrica, Messico, Uruguay e Francia.</h3>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Franck-Ribery.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Franck-Ribery-206x280.jpg" alt="" title="Franck Ribery" width="206" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-6303" /></a> Ci si dovesse basare semplicemente sulla forza e sulla tradizione delle compagini in campo, diremmo che la <strong>Francia</strong> ce la farebbe in carrozza. Ma il calcio, si sa, non è una scienza esatta, e perciò, quella che avrebbe dovuto essere la favorita assoluta del girone, non sembra più poter godere dello status d’intoccabile. In preda a polemiche feroci da parte della stampa transalpina, la multietnica selezione del contestatissimo e odiatissimo (anche in Patria) <strong>Raymond Domenech</strong>, sembra un fragile vascello in preda alla burrasca.<br />
Già qualificatosi grazie ad una clamorosa svista arbitrale contro un’Irlanda che avrebbe meritato ben altra sorte, l’undici dei galletti ha fatto davvero vedere molto poco durante il periodo di avvicinamento alla manifestazione. Dopo la sconfitta casalinga per 2-0 subita dalla Spagna, in una partita in cui i <em>“bleus”</em> non hanno praticamente visto palla, è giunta recentemente un’inattesa battuta d’arresto contro la Cina. Per meglio preparare l’ambientamento all’inverno australe (comunque molto mite), Domenech ha voluto recarsi alle Isole Réunion, arcipelago francese al largo dell’isola di Magadascar. Laggiù i francesi si sono visti sbeffeggiare da una squadra che figura all&#8217;84° posto del ranking mondiale, subendo una sconfitta per 1-0. </p>
<p>Nulla sembra girare per il verso giusto tra i vice-campioni del mondo, che avevano appunto organizzato la partita con l’intenzione di fare il pieno di fiducia prima di volare verso Città del Capo, sede del loro primo incontro l’11 giugno. Alle polemiche per la qualificazione colta in maniera “sospetta” e a quelle legate ai convocati (criticatissima la scelta di lasciare a casa la stella nascente <strong>Benzema</strong>), è pure andata ad aggiungersi l’accusa di scarso impegno rivolta dai tifosi nei confronti dei giocatori. Le premesse quindi sono tutt’altro che positive, ma si sa che le grandi compagini tirano fuori il meglio quando sono messe spalle al muro. L’Italia di <em>Germania 2006</em> insegna…</p>
<p>Il <strong>Messico</strong> è l’outsider della manifestazione, un ruolo che la nazionale centroamericana ricopre praticamente ad ogni edizione del Mondiale. D’altronde non potrebbe essere altrimenti: praticamente qualificati d’ufficio ogni volta, vista la debolezza delle avversarie nelle qualificazioni, la nazionale allenata dal “nostrano” <strong>Javier Aguirre</strong> ha potuto negli ultimi anni compiere senza molti danni un ringiovanimento della rosa. I primi risultati, e ci mancherebbe altro, sono arrivati con la conquista del biglietto per il Sudafrica, anche se colto con qualche patema d’animo di troppo. La freschezza e la velocità d’esecuzione sono le principali armi dei <em>“tricolores”</em>, messe in mostra anche contro l’Italia nell’ingloriosa (per gli Azzurri) partita di Bruxelles. L’inesperienza ed una certa cronica permeabilità difensiva potrebbero costare caro, anche se la presenza in campo, seppur solo “part time”, del <em>“totem”</em> <strong>Cuauhtemoc Blanco</strong>, alla sua quarta(!) Coppa del Mondo è una garanzia. I messicani possono farcela, ma fondamentale sarà non bucare il debutto, che sarà anche la partita inaugurale, di Johannesburg  contro i padroni di casa del Sudafrica.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Cuauhtemoc-Blanco.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Cuauhtemoc-Blanco-262x280.jpg" alt="" title="Cuauhtemoc Blanco" width="262" height="280" class="aligncenter size-medium wp-image-6305" /></a></p>
<p>Il <strong>Sudafrica</strong> è da considerare, probabilmente, come la testa di serie più debole della storia del Mondiale. Qualificati d’ufficio come paese organizzatore, rischiano davvero la figuraccia nella “loro” competizione: piazzati al numero 83 del ranking mondiale, ma solo dopo le vittorie nelle amichevoli “strategiche” contro le debolissime Giamaica e Thalandia(!), i <em>“bafana bafana”</em> hanno dato qualche segno di risveglio battendo la Colombia per 2-1 e in seguito il Guatemala per 5-0. Nell’unico vero test probante prima del Mondiale, i padroni di casa hanno ottenuto un tutto sommato onorevole pareggio contro la Bulgaria per 1-1. Basterà questo alla selezione di <strong>Carlo Alberto Parreira</strong> per riuscire almeno a superare il primo turno? Il brasiliano, vecchia volpe del calcio internazionale, non ha esitato qualche tempo fa a definire la sua squadra come quella più debole fra quelle presenti a <em>Sudafrica 2010</em>. Difficile credere che lo pensasse veramente, anche perché la realtà dei fatti parrebbe essere differente.<br />
Malgrado ciò non scommetteremmo una lira che il portabandiera del continente nero per questa edizione possa essere la squadra di casa. Siamo invece sicuri di una cosa: davanti a Nelson Mandela,  ad uno stadio gremito e accompagnati dal suono degli insopportabili “vuvuzela”, i “bafana bafana” venderanno cara la pelle. Con negli occhi l’exploit che ha portato i loro connazionali del rugby a vincere l’ultima Coppa del Mondo: senza però nessuna speranza di imitarli. A meno di un miracolo…</p>
<p>L’<strong>Uruguay</strong>, malgrado partecipi abbastanza spesso alle fasi finali del Mondiale, non riesce più a tornare ai livelli d’eccellenza che l’avevano portata a vincere 2 delle prime 4 edizioni della rassegna. Nella memoria di tutti i calciofili il successo della <em>“Celeste”</em> in un Maracanà gremito all’inverosimile nell’edizione del 1950 è la rappresentazione stessa della beffa. Quel giorno si narra che pure la statua del Cristo risorto che sovrasta Rio de Janeiro pianse amare lacrime: altro che Madonnina di Civitavecchia…</p>
<p>Oggi però l’Uruguay è tutto fuorché uno spauracchio: raggiunto a malapena il posto che le ha garantito lo spareggio contro il Costarica, la nazionale sudamericana ha comunque avuto la fortuna di ritrovarsi in un gruppo tutto sommato abbordabile. Le sue caratteristiche sono quelle di sempre: una difesa arcigna e a tratti anche cattivella, un centrocampo abbastanza manovriero e un attacco che fa abbastanza fatica a produrre reti, malgrado possa contare su un duo dalle potenzialità fuori dal comune, ossia <strong>Diego Forlan</strong> (Atletico Madrid) e <strong>Luis Suarez</strong> (Ajax). Il tecnico <strong>Oscar Tabarez</strong> è alla sua seconda Coppa del Mondo alla guida dell’Uruguay: nel 1990 seppe portare i suoi fino agli ottavi della rassegna italiana, quando gli Azzurri si dimostrarono un ostacolo troppo arduo da superare.<br />
Per contare di uscire indenni dal primo turno, gli uruguagi dovranno sperare che d’improvviso l’attacco ricominci a produrre e che la difesa, diretta dal roccioso <strong>Diego Lugano</strong>, non ceda sotto i colpi degli avversari. Messo sotto pressione infatti, il sistema difensivo della “celeste” ha mostrato più di una falla: e quando questo accade, è facile andare a picco. </p>
<h2>Pronostico promosse per il gruppo A: Francia e Messico</h2>
<h3>Gruppo B: Argentina, Corea del Sud, Grecia e Nigeria.</h3>
<p>L’<strong>Argentina</strong> è tra le favoritissime della competizione, grazie al suo organico di prim’ordine e alla grande voglia di riscatto di un paese che è ancora uno tra i più poveri dell’America Latina, dopo la grave crisi che l’ha colpito qualche anno or sono. Quest’anno però l’avvicinamento al Mondiale è stato più tribolato del solito, in gran parte a causa dei comportamenti a dir poco imprevedibili di <strong>Diego Armando Maradona</strong>, che deve alla forza intrinseca e all’intelligenza tattica della sua rosa la qualificazione. Ad un certo punto infatti, pareva che gli argentini non dovessero neppure centrare l’appuntamento, e questo a causa di una lunga sequela di prestazioni mediocri che li aveva portati alle soglie dell’eliminazione. Proprio mentre le polemiche in patria stavano raggiungendo il loro apice, con la squadra con le spalle al muro, ecco che la nazionale due volte campione del Mondo ha tirato fuori tutto quello che aveva per salvare sia la partecipazione al torneo africano che il posto di selezionatore di Maradona: 2-1 alla cenerentola Perù e 1-0 in Uruguay, ecco i risultati decisivi. <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Lionel-Messi.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Lionel-Messi-280x265.jpg" alt="" title="Lionel Messi" width="280" height="265" class="alignright size-medium wp-image-6307" /></a><br />
La rosa è di grandissimo valore, con la zona offensiva potenzialmente più forte dell’intera rassegna e formata da <strong>Higuain</strong>, <strong>Palermo</strong>, <strong>Messi</strong>, <strong>Aguero</strong>, <strong>Milito</strong>, <strong>Tevez</strong>. Da paura. È forse a centrocampo ed in difesa che l’argentina potrebbe dover pagare un pesante tributo alle scelte, a dire il vero cervellotiche, di <em>“Dieguito”</em>. Nessuna convocazione ad esempio per Zanetti, misteriosamente ignorato, mentre sono del viaggio <strong>Garcé</strong>, <strong>Otamendi</strong> e <strong>Di Maria</strong>, elementi semisconosciuti alle nostre latitudini.</p>
<p>El “Pibe de Oro” difende le sue scelte e non esita a contrattaccare: <em>“Ho giocato molte Coppe del Mondo e ho disputato due finali. So come si arriva alla fine di un torneo, così come si gestiscono e preparano i giocatori in queste circostanze. Per parlare di queste cose penso di avere una certa legittimità: non ho mai chiuso da giocatore un mondiale nella fase eliminatoria. Invece a molti è successo: io non sono quel tipo di persona…”</em><br />
Dal 12 giugno le parole però non serviranno più a nulla: già al debutto contro la Nigeria tutto dovrà essere pronto. Sennò non ci sarà nessuna possibilità di vedere Maradona correre nudo sulla via principale di Buenos Aires: uno spettacolo da non perdere per nulla al mondo…</p>
<p>La <strong>Corea del Sud</strong> è alla sua settima partecipazione consecutiva ad una fase finale di Coppa del Mondo ed è la nazionale asiatica che ha avuto più successo nella storia della manifestazione. Negli occhi di tutti c’è ancora la memorabile cavalcata dei rossi nel 2002, quando furono clamorosamente aiutati dagli arbitri per battere sia Italia che Spagna e raggiungere il penultimo atto. Fu quello il miglior risultato di sempre di una compagine asiatica, esito che difficilmente verrà ripetuto in questa edizione.<br />
Questa volta è stata davvero dura qualificarsi: sul cammino dei coreani si sono infatti piazzati in maniera inattesa i cugini del nord, che hanno colto due pareggi insperati, mentre i punti decisivi per i coreani sono arrivati dagli scontri diretti contro Emirati Arabi, Iran e Arabia Saudita, che hanno fruttato 7 punti.</p>
<p>Dopo due allenatori olandesi di fila, sulla panchina siede ora <strong>Huh Jung Moo</strong>, in sella da dicembre 2007 e artefice di una bella impresa, in quanto chiamato a ricostruire una selezione che oramai aveva dato tutto. Da tre anni si sta procedendo ad una lenta ma sicura ricostruzione insomma: via le star appagate e dentro elementi provenienti dal florido settore della formazione coreano. Ed i risultati cominciano ad arrivare, anche se il picco è previsto per il Mondiale del 2014 in Brasile. Il leader della squadra è a tutt’oggi <strong>Park Ji Sung</strong>, il poliedrico giocatore del Manchester United.<br />
Il pronostico? Tutto o quasi si giocherà nella prima sfida del gruppo, che vedrà la Corea affrontare la Grecia: chi vincerà farà il pieno di fiducia prima d’incontrare le difficilissime sfide contro Nigeria e Argentina e chi perderà dovrà già verosimilmente dire addio ad ogni speranza. Difficile che i rossi riescano a passare il turno: la Nigeria e l’Argentina sembrano davvero una spanna sopra. A meno di ritrovare un vicino parente di Byron Moreno a dirigere le partite…</p>
<p>Continua il sogno della <strong>Grecia</strong> dei miracoli, quella guidata dal mago tedesco <strong>Otto Rehhagel</strong>. Dopo la clamorosa vittoria nell’europeo portoghese del 2004, gli ellenici, pur partendo con gli sfavori del pronostico, sono riusciti a strappare il biglietto per il Mondiale grazie alla vittoria nello spareggio contro l’Ucraina.<br />
Malgrado le magre del 2006 (non qualificata per il girone finale), e del 2008 (comparsata nell’Europeo di Svizzera e Austria), la fiducia nel tecnico teutonico non è mai venuta a mancare, permettendogli di lavorare metodicamente sul suo sistema di gioco ultra difensivo, adattato però recentemente visti i fallimenti negli ultimi appuntamenti di rilievo. Così si è potuto operare un certo ringiovanimento dei ranghi, che ha permesso di  creare delle dinamiche nuove che hanno permesso ai greci a tornare almeno un momento  sotto le luci dei riflettori.<br />
Sono poche le stelle che vestiranno la maglia della Grecia a <em>Sudafrica 2010</em>: l’unico “superstite” del trionfo lusitano del 2004 è il centravanti <strong>Angelos Charisteas</strong>, autore tra l’altro della rete che gettò nella disperazione il popolo portoghese nella finale di Lisbona. Con lui spiccano i nomi del capitano <strong>Georgios Karagounis</strong> e del temibile <strong>Theofanis Gekas</strong>, implacabile bomber e realizzatore di 10 reti nelle qualificazioni.<br />
Come già detto molto dei destini degli ellenici si giocherà nella partita d’esordio contro la Corea del 12 giugno a Port Elisabeth: non è detto che un risultato positivo in quell’incontro e la buona applicazione del rigido sistema difensivo del mago Rehhagel non permettano alla Grecia di togliersi ancora delle belle soddisfazioni.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Obafemi-Martins.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/06/Obafemi-Martins-224x280.jpg" alt="" title="Obafemi Martins" width="224" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-6308" /></a> La <strong>Nigeria</strong> ha perso la status di “gigante dell’Africa”, almeno calcisticamente parlando. Dopo avere fallito miseramente in Corea e Giappone nel 2002, i nigeriani mancarono la qualificazione per l’edizione del 2006 in Germania. Le loro migliori prestazioni rimangono legate al ricordo del mondiale statunitense del 1994, quando vennero eliminati di misura e non senza una certa dose di sfortuna dall’Italia negli ottavi: da quel momento però, l’invecchiamento di una generazione di eccezionali atleti ha causato un calo nel loro rendimento. La “caduta degli Dei” non è stata preparata a sufficienza, e malgrado un serbatoio di talenti praticamente inesauribile dal quale attingere, la Nigeria da qualche anno fa estrema fatica a ritrovare il livello che dovrebbe competerle. L’occasione per le <em>“Aquile”</em> si presenta quest’anno, con un mondiale che si gioca praticamente fuori dalla porta di casa.<br />
La presenza di molti giocatori che si stanno facendo valere in Europa (due nomi su tutti: <strong>Martins</strong> e <strong>Obinna</strong>) dovrebbe permettere al selezionatore <strong>Karl Lagerback</strong> di portare la sua squadra abbastanza lontano. Tutto dipenderà però da come la Nigeria riuscirà a giocare contro la corazzata argentina nel primo incontro del 12 giugno. A nostro parere le Aquile sono sufficientemente attrezzate per passare il primo turno e chissà, anche di superare gli ottavi. Da lì in poi però la strada potrebbe essere troppo tortuosa per loro; e ad essere sinceri non ci sentiamo di dare ancora fiducia ad una squadra africana, sempre troppo immatura per il grande salto. Figuriamoci poi all’incostante Nigeria…</p>
<h2>Pronostico promosse per il gruppo B: Argentina e Nigeria.</h2>
<p><em>Anonimo Ticinese</em></p>
<p><span style="color: #808080;">A prestissimo con l&#8217;analisi di tutti gli altri gruppi&#8230; lasciate pure il vostro pronostico sulle squadre di questi due gironi!</span></p>
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		<title>Maldini smette, si ammaina la bandiera rossonera</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 09:29:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/paolo-maldini.jpg" alt="" title="paolo-maldini" width="265" height="300" class="alignnone size-full wp-image-2884" /> Tutti in piedi, una leggenda del calcio mondiale alza bandiera bianca. Stavolta è la dura e cruda realtà: <strong>Paolo Maldini</strong>, pluridecorata icona rossonera, smette col calcio giocato. Tutti indistintamente, milanisti e non, rimpiangeranno le gesta del glorioso difensore, sempre protagonista in campo e fuori, sfoggiando la sua immensa classe e la sua impeccabile professionalità. A onor del vero, il <strong>capitano</strong> di mille battaglie rossonere e azzurre abbandona tra le polemiche dovute a vecchi screzi con una ristretta parte della tifoseria milanista, ma nulla può offuscare la favola di cui è stato protagonista Paolo; infatti egli ha più volte ribadito che se da bambino avesse voluto immaginare una carriera e una vita “da sogno”, l’avrebbe immaginata proprio come è stata. Nelle ultime stagioni Paolo era stato puntualmente, a fine anno, sul punto di lasciare, in quanto credeva, con l’approssimarsi dei quarant‘anni, di non poter dare più un importante contributo alla causa rossonera, anche in virtù delle sue usurate ginocchia, che portano i segni di mezzo secolo di calcio vissuto sempre ad alti livelli. Ma Paolo ha tenuto duro e ha saputo estrarre le ultime energie per affrontare dignitosamente avversari molto pericolosi ed anche molto più giovani di lui. La <em>leggenda rossonera</em> ha saputo puntare sulla sua infinita esperienza e sull’innata tecnica dotata da papà Cesare per sopperire al fisiologico calo di velocità.</p>
<p>La carriera di Maldini è inarrivabile, ineguagliabile: viene lanciato in prima squadra da <strong>Liedholm</strong> nella stagione 1984-85 e da quel momento diventerà un pilastro insostituibile della squadra rossonera. Sarà uno dei punti fermi su cui investirà Berlusconi per porre le basi nella costruzione dell’epica squadra che dominerà e incanterà il mondo. Paolo ha avuto la fortuna di incontrare da inizio a fine carriera una carrellata di fuoriclasse con cui ha potuto togliersi tante soddisfazioni. La difesa con Maldini, con <strong>Baresi</strong> (uno dei difensori più forti di tutti i tempi) e con gli eccellenti <strong>Costacurta</strong> e <strong>Tassotti</strong> è passata alla storia come la <em>Muraglia Rossonera</em>: ai tempi degli <em>Immortali</em> di Sacchi e degli <em>Invincibili</em> di Capello segnare al Milan era praticamente impossibile, lo testimonia il record ancora imbattuto del portiere Sebastiano Rossi (929 minuti senza subire gol). Paolo scorazzava con la sua aurea falcata sulla fascia sinistra, riuscendo a essere protagonista di puntuali ed efficaci diagonali difensive, ma allo stesso tempo poi sapeva anche proiettarsi in avanti dribblando con piedi da <em>“numero 10’’</em> avversari in successione. Con maestri del calibro di Sacchi e Capello, e con la classe che si ritrovava, per Paolo è stato facile adattarsi a centrale difensivo, e ciò gli ha consentito anche di allungarsi la carriera, non dovendo più fare sgroppate e raddoppi di marcature sulle fasce. Ci verrebbe da dire che Paolo è stato il più forte difensore di sempre, ma sarebbe riduttivo in quanto Paolo è <strong>“il difensore”</strong> per antonomasia, un atleta dotato di mezzi fisici e tecnici insuperabili e capace di giocare indistintamente in ogni ruolo difensivo, come proverà l’esperienza della difesa a 3 di Zaccheroni, tra il 1998 e il 2001.</p>
<p>I successi del Milan dei <em>Meravigliosi</em> plasmati da Ancelotti lo hanno ancora visto protagonista, in quanto il suo apporto era fondamentale: la squadra, chiaramente sbilanciata in avanti per effetto del rombo di Ancelotti (formato da tanti palleggiatori), aveva bisogno di difensori sempre all’erta e fortissimi nell’<em>uno-contro-uno</em>. Paolo ha risposto alla grande anche a questa sfida, preferendo la causa rossonera a quella della Nazionale (a cui diede l’addio nel 2002) e, con la collaborazione di colleghi del calibro di <strong>Nesta</strong> e <strong>Stam</strong>, ha dato sicurezza in difesa anche a una squadra super-offensiva.</p>
<p>Paolo rimarrà l’unico calciatore ad aver alzato la Coppa Campioni esattamente 40 anni dopo quella alzata da suo padre Cesare. Ciò testimonia che la sua vita e la sua carriera sono da <em>“predestinato”</em>. Egli è stato un personaggio trasversale, amato e stimato da tutti, colleghi e avversari, e ciò non è cosa da tutti in un mondo del calcio che genera sempre tante ostilità e rivalità; il suo essere leale in campo e fuori, la sua felice famiglia, il suo impegno come ambasciatore Unicef lo hanno fatto conoscere al mondo intero come un positivo personaggio, messaggero di veri valori.</p>
<p>In bocca al lupo, <strong>Leggenda Vivente</strong>… hai fatto la Storia, ma la tua scia luminosa rimarrà indelebile nel firmamento della storia del calcio e sentiremo per sempre il tintinnio delle tue numerose medaglie.</p>
<p><span style="color: #808080;"><em>Il palmares di Paolo Maldini:<br />
7 Scudetti<br />
5 Coppe dei Campioni/Champions League<br />
3 Coppe Intercontinentali/Fifa World Cup<br />
5 Supercoppe Europee<br />
5 Supercoppe Italiane<br />
1 Coppa Italia</span></p>
<p><span style="color: #808080;">I primati:<br />
Presenze nel Milan in gare ufficiali: 901<br />
Presenze in serie A: 647<br />
Presenze nelle competizioni Uefa per club: 174<br />
Presenze in Nazionale: 126<br />
Trofei internazionali: 13<br />
Finali di Champions League: 8 (con Gento)<br />
Gol più veloce in finale Champions League: 53’’, Istanbul 2005<br />
Insieme a Cesare, unici padre e figlio a vincere la Champions League da capitani, con la stessa maglia (Cesare 1963, Paolo 2003 e 2007)</em></span></p>
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		<title>Celebrazione Inter: lo scudetto dello Special One</title>
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		<pubDate>Thu, 21 May 2009 20:08:56 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/ibra_artscudetto.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/ibra_artscudetto-300x230.jpg" alt="" title="Zlatan Ibrahimovic" width="300" height="230" class="alignnone size-medium wp-image-2811" /></a> L&#8217;Inter conquista il suo <em>Scudetto</em> numero <strong>17</strong> e lo fa meritatamente, dimostrando la sua superiorità in tutto l&#8217;arco dell&#8217;anno. Alla prima stagione in Italia, <strong>José Mourinho</strong> conquista uno scudetto fantastico per regolarità di risultati e compattezza della sua squadra. Quando vede che la squadra ha difficoltà ad assimilare il suo prediletto 4-3-3, ha l&#8217;intelligenza di fare un passo indietro e tornare al sistema a rombo di <em>“manciniana“</em> memoria. Trascina nella polemica i suoi colleghi e tutti, indistintamente, vengono triturati dalla sua incredibile abilità dialettica. </p>
<p>L&#8217;elemento indispensabile di questa corazzata è assolutamente <strong>Zlatan Ibrahimovic</strong>. Il <em>Genio di Malmoe</em> ha stupito con giocate da fenomeno e goal a ripetizione; cannonate infuocate, cucchiai morbidi, perle d&#8217;autore in un campionato da <em>Pallone d&#8217;Oro</em>. Indiscutibilmente il miglior giocatore della Serie A.</p>
<p>Una vecchia massima del calcio dice che per creare una squadra vincente, bisogna procurarsi uno che la butta spesso dentro e un portiere-fenomeno. Ebbene, dopo il commento sul Divino Ibra, tocca a <strong>Julio Cesar</strong>, il gatto nerazzurro che ha passato tutta la stagione a volare da un palo all&#8217;altro. </p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/julio-cesar.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/julio-cesar-300x210.jpg" alt="" title="Julio Cesar" width="300" height="210" class="alignright size-medium wp-image-2812" /></a></div>
<p> Nell&#8217;anno in cui si incrina il mito di Gigi Buffon, il portierone brasiliano si conferma il miglior portiere d&#8217;Italia e del mondo, grazie alle sue parate spettacolari. Sempre concentrato, trovare un errore nel corso di questa sua fantastica stagione è un&#8217;impresa titanica.</p>
<p>Un altro principale artefice del successo nerazzurro è <strong>Maicon</strong>, <em>la freccia nera</em>, il cavallo alato, un gigante devastante sulla fascia&#8230; semplicemente il miglior terzino destro del mondo.</p>
<p>Un altro elemento che merita una citazione speciale è il leader silenzioso <strong>Esteban Cambiasso</strong>, uno che pensa e capisce tutto quello che avviene in campo prima di tutti; la chiave di volta dell&#8217;impalcatura nerazzurra, autentico allenatore in campo, nonché fantastico metronomo che offre un rendimento costante ed elevato per tutta la stagione. </p>
<p>Sicuramente bisogna ricordare, all&#8217;interno della compagine nerazzurra, anche ulteriori contributi&#8230;</p>
<p><strong>Davide Santon</strong>: sulla fascia opposta a Maicon, all&#8217;improvviso appare un “bambino” che stupisce tutti, un predestinato che potrebbe ricalcare le orme dell&#8217;indimenticabile Giacinto Facchetti;</p>
<p><strong>Javier Zanetti</strong>: il Capitano che fa sempre la differenza, il <em>“trattore”</em> inesauribile di sempre. Leggendario, incarna perfettamente lo spirito della squadra;</p>
<p><strong>Mario Balotelli</strong>: croce e delizia di Josè Mourinho che, dopo averlo “bastonato” per tutto l&#8217;inizio di stagione, lo lancia stabilmente titolare e lui lo ripaga segnando ben 8 gol. Si candida ad essere uno dei più grandi dei prossimi anni, è pronto a spiccare il volo della definitiva consacrazione. “Bambino” ribelle, <em>“ottovolante”</em> impazzito, ma campione di razza;</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/mourinho_inter.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/mourinho_inter-300x300.jpg" alt="" title="José Mourinho" width="300" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2814" /></a> <strong>Sulley Muntari</strong>: risulta il migliore acquisto, scelta azzeccata di Mourinho che in sede di mercato indicò il suo nome appena svanì il sogno-Lampard. Il <em>“toro”</em> nerazzurro offre gol, grinta e spirito di sacrificio;</p>
<p><strong>Hernan Crespo</strong> e <strong>Julio Cruz</strong>: si scoprono ai margini del progetto-Mourinho, ma accettano il ruolo di riserve con dignità e professionalità esemplare, riuscendo anche a realizzare reti importanti (vedasi Roma, Lecce e Udinese);</p>
<p><strong>Adriano</strong>: c&#8217;è anche un po&#8217; di Adriano in questo tricolore, soprattutto in virtù di quel discusso gol nel derby di ritorno. Fino a che è rimasto, ha dimostrato di poter dare una grossa mano. Sembrava sul punto di ritrovarsi ma poi è finita come tutti sappiamo. Grosso rimpianto. </p>
<p>Dulcis in fundo, ancora un accenno al <em>Vate di Setubal</em>: al primo colpo si è calato nel nostro campionato studiando la lingua e appuntando tutto sul suo immancabile taccuino; si è trovato in mano il volante di una fuoriserie di alta cilindrata, ma lo <em>“specialone”</em> l&#8217;ha guidata senza sbagliare una curva… altro che <em>pirla</em>… </p>
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		<title>Il futuro di Luis Figo e Paolo Maldini</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 20:08:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Eccovi un paio di news calcistiche su Milan e Inter che l&#8217;amico Nicola Celentano ci ha appena inviato&#8230; Figo potrebbe essere il vice-Mourinho: il tecnico è d’accordo Avere 37 anni e non sentirli. E pensare che stava per “mollare” a fine campionato scorso, quando Roberto Mancini non lo “vedeva”, mentre ora Luis Figo è un’importante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080;"><em>Eccovi un paio di news calcistiche su Milan e Inter che l&#8217;amico Nicola Celentano ci ha appena inviato&#8230;</em></span></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/Luis-Figo.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/Luis-Figo-280x219.jpg" alt="" title="Luis Figo" width="280" height="219" class="aligncenter size-medium wp-image-5857" /></a></p>
<p><strong>Figo potrebbe essere il vice-Mourinho: il tecnico è d’accordo</strong></p>
<p>Avere 37 anni e non sentirli. E pensare che stava per “mollare” a fine campionato scorso, quando Roberto Mancini non lo “vedeva”, mentre ora <strong>Luis Figo</strong> è un’importante opzione tattica per le ultimissime giornate del campionato nerazzurro. Al termine della scorsa stagione, se fosse stato riconfermato il tecnico di Jesi, Luis avrebbe sicuramente lasciato, ma l’arrivo di <strong>Mourinho</strong> gli ha subito dato le motivazioni giuste, perché sapeva benissimo della stima che nutre per lui lo <em>Special One</em>. </p>
<p>In questi giorni si paventa la possibilità di restare un altro anno o addirittura di assumere il ruolo di vice-allenatore. Entrambe le eventualità trovano l’assenso di Mourinho e Moratti. L’esterno portoghese è considerato un vero e proprio “collante” all’interno dello spogliatoio, ma la sua professionalità e la sua esperienza gli consentirebbero, secondo allenatore e presidente, di essere fondamentale ancora sotto il profilo agonistico. Sabato sera Mourinho ha rispolverato il suo caro tratto distintivo, ovvero il 4-3-3, e per attuarlo ha puntato proprio sul campione portoghese e sul redivivo Mancini. Comunque, non ci sarebbe molto da stupirsi perché l’ex giocatore di Real e Barcellona stava scalando le gerarchie da settimane nelle scelte del tecnico portoghese. </p>
<p>Mourinho sarebbe ben lieto di inserirlo nel suo staff come luogotenente. Tuttavia, Luis ci tiene a sottolineare che anche se vorrebbe rimanere nel mondo del calcio, non si immagina come allenatore, perché è un ruolo che lo sottoporrebbe, a suo avviso, a troppe pressioni. Riuscirà lo <em>Special One</em> a convincere Figo a diventare il suo vice? Il Vate di Setubal non è nuovo a cose del genere: la sua forza di persuasione è eccezionale, del resto ha saputo dare la giusta iniezione di fiducia a giovani come Balotelli e Santon, e stava perfino per rigenerare Adriano. Aspettiamo risvolti… per prossimi aggiornamenti, restate sintonizzati su questo canale! </p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/paolo_maldini.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/paolo_maldini-300x253.jpg" alt="" title="Paolo Maldini" width="300" height="253" class="alignnone size-medium wp-image-2693" /></a></div>
<p><strong>Paolo Maldini smette, ma non farà l’allenatore</strong></p>
<p>Ebbene sì, stavolta la scelta è davvero definitiva, non ci saranno ripensamenti dell’ultim’ora come nelle ultime due annate: la leggenda del calcio italiano <strong>Paolo Maldini</strong> appenderà le scarpette al chiodo al termine di questa stagione. La notizia era già certa, ma nel corso di una recente intervista, il pluridecorato capitano rossonero ha ribadito la sua volontà di lasciare il calcio dopo un quarto di secolo di militanza agonistica nella stessa squadra, il Milan, stessa squadra in cui giocò a lungo anche suo padre Cesare. </p>
<p>Proprio in occasione delle ultime dichiarazioni, l’ex capitano azzurro ha chiarito che nel suo futuro non c’è il ruolo di allenatore; Paolo non sa bene cosa farà, ma per ora non si pone il problema, in quanto ha prima intenzione di prendersi una lunga e meritata vacanza e poi, con calma, valutare che ruolo ritagliarsi all’interno del mondo del calcio, che è la sua vita.</p>
<p>La bandiera rossonera ha più volte definito la sua carriera come una favola per tutto quello che gli è successo e per il fatto di essersi legato in così tanti anni di attività a una sola squadra, peraltro la squadra della sua città e, come dicevamo prima, di suo padre. Ora Paolo non sente che qualcuno gli corre dietro, quindi la sua esigenza è solo quella di “staccare la spina” per poi rimettersi in gioco in una nuova veste che dia ancora lustro alla sua immagine, ammirata e celebrata in tutto il mondo: infatti, il capitano rossonero è universale, è stimato da colleghi e avversari. Il Milan avrà un bel da fare per sostituire un personaggio del suo calibro, ma del resto un Paolo Maldini nasce una volta ogni 100 anni, quindi si affronterà il dopo-Maldini col massimo impegno, ma ben consci della sua unicità. In bocca al lupo, caro <em>“the history maker”</em>, ovvero <em>Colui che ha fatto la Storia</em>!  </p>
<p><em>Nicola Celentano</em></p>
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		<title>Intervista a Fabio Galante</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 09:15:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È il disoccupato più famoso d&#8217;Italia. Nel calcio che conta da oltre quindici anni, ha ancora tanta voglia di giocare. Quest&#8217;intervista è stata realizzata dal sottoscritto in collaborazione con Dark Terror, che ha raccolto le mie domande, ne ha aggiunte di sue ed ha incontrato personalmente, a Montecatini, il nostro ospite. Signore e signori, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;"><em>È il disoccupato più famoso d&#8217;Italia. Nel calcio che conta da oltre quindici anni, ha ancora tanta voglia di giocare. Quest&#8217;intervista è stata realizzata dal sottoscritto in collaborazione con </em>Dark Terror<em>, che ha raccolto le mie domande, ne ha aggiunte di sue ed ha incontrato personalmente, a Montecatini, il nostro ospite. Signore e signori, a voi l&#8217;intervista a <strong>Fabio Galante</strong>, con l&#8217;augurio che </em>BE! Magazine<em> porti fortuna anche a lui (e porti un ingaggio prestigioso)&#8230; Leggete e commentate!</em></span></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/10/fabio-galante.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-873" title="Fabio Galante per BE! Magazine" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/10/fabio-galante-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /> </a><strong>Ciao, come ti chiami?</strong><br />
<em>Fabio Galante</em></p>
<p><strong>Anni?</strong><br />
<em>Ne compirò <strong>35</strong> il 20 Novembre</em></p>
<p><strong>Ultima squadra in cui hai militato e il tuo ruolo?</strong><br />
<em>Ho giocato per quattro anni nel <strong>Livorno</strong> ed ero centrale difensivo</em></p>
<p><strong>Cosa stai facendo in questo periodo? Ti tieni in allenamento da solo o ti sei aggregato a qualche squadra?</strong><br />
<em>In questo momento mi sto allenando <strong>da solo</strong>; cerco di mantenere una condizione decente, per essere pronto nell&#8217;eventualita della chiamata di una squadra.</em></p>
<p><strong>Vorresti chiudere la carriera in Italia o accetteresti anche un ingaggio dall&#8217;estero?</strong><br />
<em>A questo punto, Ottobre, accetterei anche una chiamata <strong>dall&#8217;estero</strong>, visto che in Italia non ho ancora avuto contatti.</em></p>
<p><strong>C&#8217;è qualche campionato straniero che ti attira in particolare?</strong><br />
<em>Un campionato dove il calcio è ancora importante, quindi <strong>Spagna</strong> o <strong>Inghilterra</strong>&#8230; nel peggiore dei casi, alla fine andrei dal mio amico sceicco a <strong>Dubai</strong>.</em></p>
<p><strong>Due anni fa, Christian Vieri si è trovato in una situazione molto simile e sembrava avere già un piede sull&#8217;<em>Isola dei famosi</em>&#8230; A te hanno proposto reality? Pensi che prima o poi finirai in un reality o è un&#8217;esperienza che non ti attrae?</strong><br />
<em>Sì, sono stato contattato da <strong>Simona Ventura</strong> per andare all&#8217;</em>Isola<em> (questo è il secondo anno in cui vengo contattato da lei), ma non ho questo come aspirazione; lascio il mondo dello spettacolo ad altri ai quali interessa, io sono uno sportivo e vorrei fare sport.</em></p>
<p><strong>Qual è la squadra, tra quelle in cui hai giocato, a cui ti senti più legato?</strong><br />
<em>È difficile trovare una squadra in particolare&#8230; <strong>Empoli</strong>, <strong>Genoa</strong>, <strong>Inter</strong>, <strong>Torino</strong>, <strong>Livorno</strong>&#8230; ognuna di esse mi ha dato delle grandi soddisfazioni.<br />
Metterne una al di sopra di tutte sarebbe irriguardoso per le altre.</em></p>
<div align="right"><img class="alignright size-full wp-image-875" title="Fabio Galante al Livorno" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/10/8421.jpg" alt="" width="167" height="250" /></div>
<p>  <strong>La partita da sogno, quella che non dimenticherai mai?</strong><br />
<em>La partita che mi ha dato più soddisfazioni di tutte è stata sicuramente il 31 maggio 1996, la finale dell&#8217;Europeo Under 21 giocata contro la spagna di <strong>Raul</strong> e <strong>De La Peña</strong>, dove ho vinto uno dei miei tre trofei</em></p>
<p><strong>Ci ricordi quali trofei hai vinto?</strong><br />
<em>Ho vinto due competizioni Under 21 con la nazionale e una <strong>coppa UEFA</strong> con l&#8217;Inter.</em></p>
<p><strong>Chi è stato invece l&#8217;attaccante da incubo, quello che più ti ha messo in difficoltà?</strong><br />
<em>Ho avuto la fortuna di giocare contro tanti campioni che mi hanno messo in seria difficoltà: Vialli, Mancini, Gullit, Inzaghi, Del Piero, Totti&#8230; potrei dirne fino a cena </em>(erano le 18.40, <em>NdR</em>)<em>. Però ce n&#8217;è stato uno che mi ha &#8220;messo in difficoltà&#8221; in un modo diverso, ovvero <strong>Ronaldo</strong>, perché eravamo compagni di squadra nell&#8217;Inter e anche dopo quell&#8217;esperienza siamo rimasti in buoni rapporti. Mi dispiacque molto che, proprio nella partita contro il Livorno, si infortunò di nuovo al ginocchio.</em></p>
<p><strong>Tu hai anche la fama di calciatore-playboy: credi che abbia un po&#8217; frenato la tua carriera?</strong><br />
<em>Sicuramente nel calcio questa etichetta mi ha dato molto fastidio e ho ricevuto tanta <strong>invidia</strong> da parte di tifosi e giornalisti&#8230; però in altri campi &#8220;è andata bene&#8221; </em>(sorride soddisfatto)</p>
<p><strong>C&#8217;è stato magari qualche allenatore che non ti vedeva di buon occhio per questo? O qualcuno che, magari con ironia, ti invitava ad avere meno distrazioni?</strong><br />
<em>Ce ne sono stati, ma <strong>non faccio i nomi</strong> perché non è una bella cosa.<br />
Quello che dovevo dimostrare lo facevo in campo, con la mia professionalità e il mio spirito di sacrificio per la squadra.</em></p>
<p><strong>Voi calciatori siete tutti accompagnati da bellissime ragazze. Premesso che non è il tuo caso, perché sei anche un bell&#8217;uomo, ma a qualche tuo collega non è mai venuto il pensiero che se avessero uno stipendio medio, quelle ragazze guarderebbero altrove?</strong><br />
<em>Grazie per il complimento. Sicuramente avrebbero altri nel mirino, ma non penso che sia solo il calciatore che ha la fortuna di avere queste ragazze; un imprenditore <strong>pieno di soldi</strong> ha sempre intorno delle ragazze e anche lì tutti si chiedono &#8220;come fa ad avere quella ragazza lì?&#8221;&#8230; la risposta è semplice.</em></p>
<p><strong>Ovviamente le tue relazioni sono sempre state sotto l&#8217;occhio dei paparazzi. Vogliamo sapere un flirt attribuitoti che invece era inventato di sana pianta dal giornalista&#8230;</strong><br />
<em>Flirt inventato di sana pianta: <strong>Fernanda Lessa</strong>. Non era vero, ma ero stato con una ragazza che sembrava lei e allora mi venne attributo questo flirt per fare notizia.</em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/10/galante.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-874" title="Fabio Galante" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/10/galante-224x300.jpg" alt="" width="224" height="300" /></a> <strong>E c&#8217;è invece qualche relazione che sei riuscito a tenere nascosta?</strong><br />
<em>Sì&#8230; Ma non posso aggiungere altro </em>(sorride)</p>
<p><strong>Una donna che non conosci personalmente con cui ti piacerebbe uscire a cena?</strong><br />
<em>Una che ho visto ultimamente in TV, si chiama <strong>Susanna</strong> </em>(<strong>Petrone</strong>, <em>NdR</em>)<em> e fa un programma sportivo da quest&#8217;anno su </em>Mediaset<em>&#8230; ma non so altro.</em></p>
<p><strong>Delusioni amorose?</strong><br />
<em>Ho avuto solo una ragazza con cui mi sono lasciato (<strong>Laura Freddi</strong>), da quel momento lì tutte le altre sono state storie veloci e quindi niente &#8220;delusioni&#8221;.</em></p>
<p><strong>La cosa più strana che ha fatto una fan per te?</strong><br />
<em>Uno <strong>striscione</strong>: &#8220;Galante, te la darei all&#8217;istante&#8221;</em></p>
<p><strong>E invece la cosa più strana che tu hai fatto per una ragazza?</strong><br />
<em>Ho preso <strong>3 aerei</strong> in un giorno per andarla a trovare&#8230; mi sono alzato la mattina e mi sono detto: &#8220;Parto!&#8221;</em></p>
<p><strong>Un saluto ai lettori?</strong><br />
<em>Ho acconsentito volentieri a fare l&#8217;intervista, ma in cambio <strong>voglio</strong> il numero di Lea Di Leo! </em>(ride apertamente, scherzando)</p>
<p><span style="color: #888888;"><em>La prima foto è stata scattata durante l&#8217;intervista, alla gelateria </em>&#8220;Da Riccardo&#8221;<em> di Montecatini Terme; le altre due foto sono tratte da internet</em></span></p>
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		<title>I giallorossi del forum</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 21:18:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quella romanista e` l&#8217;unica tifoseria calcistica ad avere una presenza &#8220;organizzata&#8221; sul Celebrity Forum, quindi era logico immaginare che con la nascita di Be! Magazine i tifosi capitolini si sarebbero ritagliati uno spazio per scambiarsi notizie e commenti. L&#8217; AS Roma Club del Celebrity Form: C.F. Roma Club Censimento dei romanisti del Le Celebrità giallo-rosse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/112306_banner_romaclub.jpg" height="120" width="468" /></p>
<p>Quella romanista e` l&#8217;unica tifoseria calcistica ad avere una presenza &#8220;organizzata&#8221; sul Celebrity Forum, quindi era logico immaginare che con la nascita di Be! Magazine i tifosi capitolini si sarebbero ritagliati uno spazio per scambiarsi notizie e commenti.<span id="more-43"></span></p>
<p><strong>L&#8217; AS Roma Club del Celebrity Form:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://freeforumzone.leonardo.it/discussione.aspx?c=3207&amp;f=3207&amp;idd=933398" class="ca3 cadisc"><img src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/112306_rm.png" border="0" /> C.F. Roma Club</a></li>
<li><a href="http://www.freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=3207&amp;idd=109809" target="_blank" class="ca0">Censimento dei romanisti del <img src="http://img.freeforumzone.it/upload/459333_minilogoCF.gif" border="0" /></a></li>
<li><a href="http://freeforumzone.leonardo.it/viewmessaggi.aspx?f=3207&amp;idd=110155" class="ca0"><img src="http://img1.freeforumzone.it/upload1/112306_rom.png" border="0" /> Le Celebrità giallo-rosse</a></li>
</ul>
<p align="left">&nbsp;</p>
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