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	<title>BE! Magazine &#187; Scienza e tecnologia</title>
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	<description>Essere, Bside, Beneficenza</description>
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		<title>Crittografia: da Giulio Cesare al WiFi</title>
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		<pubDate>Sat, 08 May 2010 08:00:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pagare da Internet o con il POS del ristorante, essere sicuri che solo noi possiamo leggere le nostre mail oppure collegarsi senza fili al proprio modem. Ma anche: non poter  creare schede &#8220;pirata&#8221; per SKY o non riuscire ad accedere a siti a pagamento.. senza pagare. Sono tutti risultati d&#8217;un&#8217;arte millenaria: la crittografia. Forse tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pagare da Internet o con il POS del ristorante, essere sicuri che solo noi possiamo leggere le nostre mail oppure collegarsi senza fili al proprio modem. Ma anche: non poter  creare schede &#8220;pirata&#8221; per SKY o non riuscire ad accedere a siti a pagamento.. senza pagare. Sono tutti risultati d&#8217;un&#8217;arte millenaria: la crittografia.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-6047" href="http://www.bemagazine.tv/2010/05/08/crypto/password/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6047" title="password" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2010/04/password-280x186.png" alt="" width="280" height="186" /></a>Forse tutti pensano di sapere cos&#8217;è la crittografia, ma sapreste dirmi la differenza tra crittografia e steganografia?</p>
<p>La steganografia mantiene nascosta <strong>l&#8217;esistenza dei</strong><strong> dati</strong> di un messaggio mentre la crittografia <strong>nasconde i dati </strong>di un messagio.<br />
Non è chiaro? Facciamo un esempio.</p>
<p><strong>Messaggio originale: </strong>Muori.<br />
<strong>Steganografia: </strong>Mercoledì unirò ogni ragazzo italiano.<br />
<strong>Crittografia: </strong>PXRUL (Cifrario di Cesare).</p>
<p>Cosa ho fatto? Per steganografere il messaggio ho creato un finto messaggio (si potrebbe trovare anche una frase con più senso) che, verrebbe da dire, subdolamente nasconde il messaggio originale (avete capito il &#8220;trucco&#8221;?). Mentre per criptare il messaggio ho scritto un messaggio che sembrerebbe senza senso ma con l&#8217;oppurtuna chiave&#8230;</p>
<p>La steganografia è un&#8217;arma importante e ancora oggi usata (per esempio esistono diversi programmi per nascondere dietro a una qualsiasi immagine jpg tutte le informazioni che volete) ma ora parlerò di crittografia; se volete che approfondisca l&#8217;argomento non fate i timidi e richiedetelo nel vostro commento!</p>
<h2><strong>Le basi della crittografia</strong></h2>
<p>Per crittografare un messaggio la crittografia &#8220;classica&#8221; (vedremo più avanti quella più recente) necessita fondamentalmente di tre informazioni:</p>
<ol>
<li>Un modo per<strong> crittografare</strong> il messaggio</li>
<li>Un modo per <strong>decifrare</strong> il messaggio</li>
<li>Una chiave (o <strong>password</strong>)</li>
</ol>
<p>Bisogna pensare che quando non esistevano i computer qualsiasi metodo per trasformare un messaggio era laborioso poichè bisognava &#8220;ricopiare&#8221; il testo originale applicando regole che, se complicate, potevano far perdere molto tempo! Stesso valeva per la fase di decrifazione: se per decifrare il messaggio &#8220;I NEMICI STANNO ARRIVANDO&#8221; ci mettiamo un&#8217;ora è chiaro che la &#8220;tecnica&#8221; (ossia il metodo di cifratura e decifratura) non è affatto utile.<br />
Bisogna chiarire un altro punto fondamentale:<strong> non è importante tenere nascosta la tecnica ma la password</strong>. Il nemico potrà capire quale tecnica stiamo usando per cifrare un messaggio ma se non conosce la password non dovrà mai venire a conoscenza del contenuto dei messaggi. Tanto è vero che al giorno d&#8217;<strong>oggi tutte le crittografie usate  sono &#8220;standardizzate&#8221;</strong> ossia spiegate nei minimi dettagli in documenti di centinaia e centinaia di pagine.<br />
Ora che conosciamo le basi possiamo esplorare le tecniche più usate nella storia.</p>
<h2><strong>Il cifrario di Cesare<a rel="attachment wp-att-6118" href="http://www.bemagazine.tv/2010/05/08/crypto/caesar/"><img class="alignright size-medium wp-image-6118" title="caesar" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2010/05/caesar-143x280.jpg" alt="" width="143" height="280" /></a></strong></h2>
<p>Il<strong> settore militare</strong> ha sempre utilizzato la crittografia, nascondere il messaggio è fondamentale se non si vuole che il nemico sia pronto a tenderci un&#8217;imboscata.<br />
E&#8217; noto che Giulio Cesare utilizzasse una forma di crittografia abbastanza semplice per codificare i propri messaggi (sia quelli personali che quelli militari).<br />
La tecnica di Cesare è semplice: ad ogni lettera ne corrisponde un&#8217;altra più avanti nell&#8217;alfabeto di 3 posti. Ad esempio alla A corrisponde la D, alla B corrisponde la E, alla L corrisponde la O ecc. Ovviamente bisogna utilizzare la &#8220;matematica dell&#8217;orologio&#8221; e al posto di U scrivere A, di V B&#8230; facendo &#8220;il giro&#8221; dopo la Z.<br />
Potete andare al seguente indirizzo <a href="http://critto.liceofoscarini.it/critto/caesar.htm" target="_blank">http://critto.liceofoscarini.it/critto/caesar.htm</a> per provare a sentirvi Giulio Cesare&#8230;</p>
<p><strong>La chiave è il numero &#8220;3&#8243;</strong>, in base a tale numero dipende il messaggio &#8220;cifrato&#8221;. Essendo 26 le lettere dell&#8217;alfabeto inglese si può spostare ogni carattere al massimo di 25 (perchè non 26?) posizioni, dunque esistono in tutto 25 &#8220;password&#8221; diverse. E&#8217; semplice generare il messaggio cifrato tanto quanto decifrarlo (per chi conosce la password). Tuttavia, anche non conoscendo la password, con un po&#8217; di pazienza non sarebbe impossibile provare tutte le 25 password possibili (in gergo, si chiama attacco &#8220;<strong>brute-force</strong>&#8220;: ossia provarle tutte), anche manualmente è subito evidente se si ottengono parole sensate oppure no.<br />
Utilizzando lo schema precedente, per riassumere le tecnica:</p>
<ol>
<li>Cifrare: ad ogni lettera se ne sostituisce una spostandola di X nell&#8217;alfabeto.</li>
<li>Decifrare: ad ogni lettere se ne sostituisce una spostandola di X all&#8217;indietro nell&#8217;alfabeto.</li>
<li>X è la password ed è un numero da 1 a 25.</li>
</ol>
<p>A questo punto potete utilizzare questo piccolo schema per decifrare i vostri messaggi</p>
<h2><strong>Sostituzione monoalfabetica</strong></h2>
<p>Ad ogni lettera è associata un&#8217;altra lettera dell&#8217;alfabeto in modo &#8220;casuale&#8221;. Ad esempio</p>
<form>
<table>
<tbody>
<tr style="text-align: center;">
<td>A</td>
<td>B</td>
<td>C</td>
<td>D</td>
<td>E</td>
<td>F</td>
<td>G</td>
<td>H</td>
<td>I</td>
<td>J</td>
<td>K</td>
<td>L</td>
<td>M</td>
<td>N</td>
<td>O</td>
<td>P</td>
<td>Q</td>
<td>R</td>
<td>S</td>
<td>T</td>
<td>U</td>
<td>V</td>
<td>W</td>
<td>X</td>
<td>Y</td>
<td>Z</td>
</tr>
<tr style="text-align: center;">
<td>Q</td>
<td>W</td>
<td>E</td>
<td>R</td>
<td>T</td>
<td>Y</td>
<td>U</td>
<td>I</td>
<td>O</td>
<td>P</td>
<td>A</td>
<td>S</td>
<td>D</td>
<td>F</td>
<td>G</td>
<td>H</td>
<td>J</td>
<td>K</td>
<td>L</td>
<td>Z</td>
<td>X</td>
<td>C</td>
<td>V</td>
<td>B</td>
<td>N</td>
<td>M</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</form>
<p>È un (non troppo casuale) modo per cifrare un messaggio: alla A corrisponde la Q, alla B corrisponde la W ecc.</p>
<p>Per decifrare il messaggio sarà sufficiente leggere la tabella in senso inverso. In questo caso la &#8220;password&#8221; è la tabella, che il cifratore e il decifratore devono avere con se. La cifratura e la decifratura sono abbastanza semplici (un po&#8217; più complicate di quella di Cesare) anche facendole a mano. Le password diverse (ossia le possibili tabelle) sono 403&#8217;291&#8217;461&#8217;126&#8217;605&#8217;635&#8217;584&#8217;000&#8217;000 (circa<strong> 403 milioni di miliardi di miliardi</strong>, indicativamente quante parole si possono scrivere con 19 lettere). Sono molte, ma non moltissime (si può scrivere in 89 bit, comunemente si usano password di 128 bit). Tuttavia anche a mano è risolubile come metodo. Infatti, in ogni lingua ci sono molte parole che vengono ripetute: &#8220;e&#8221; &#8220;o&#8221; &#8220;il&#8221; ecc., sono parti di testo che sicuramente compaiono in un testo anche di media lunghezza. A partire da queste poche lettere può essere non troppo difficile capire le altre lettere partendo da alcune porzioni di testo.<br />
Per riassumere:</p>
<ol>
<li>Cifrare: ad ogni lettera si legge la tabella X dall&#8217;alto in basso, dalla lettera sorgente alla lettera destinazione.</li>
<li>Decifrare: ad ogni lettera si legge la tabella X dal basso in alto.</li>
<li>Password: è la tabella X, ne esistono miliardi di miliardi.</li>
</ol>
<h2><strong>Come trovare la chiave</strong></h2>
<p>Nei due metodi appena descritti esiste un modo per trovare le &#8220;chiave&#8221; (ossia la corrispondenza tra lettera in chiaro e lettera cifrata). Si basa sul fatto che in ogni lingua ogni lettera compare con una certa frequenza. Ad esempio, in italiano, la A compare con una frequenza del 11,74%. Perciò analizzando un testo (preferibilmente molto lungo) e analizzando la frequenza delle lettere cifrate si possono fare delle corrispondenze: se la lettera X compare nel 12% dei casi (ad esempio) potrebbe essere una A.<br />
Inoltre, se abbiamo un&#8217;idea di cosa ci possa essere scritto, siamo molto avvantaggiati. Supponiamo di dover decifrare una pagina HTML, i documenti HTML iniziano con la parola &lt;HTML&gt;. Se nel cifrato troviamo &amp;SDFR&amp; abbiamo ottenuto che la H diventa S, la T diventa D ecc. e dunque siamo molto avvantaggiati. (Anche una lettera possiamo immaginare inizi con Gentile o Cordiale..).</p>
<h2><strong>One Time Pad: il cifrario perfetto</strong></h2>
<p>One Time Pad (letteralmente &#8220;Blocco mono-uso&#8221;) è un metodo di cifratura classica, abbastanza simile a quelli visti precedentemente che non ha punti deboli. Per spiegarlo faccio subito un esempio</p>
<pre>Testo chiaro:  sii conservatore in ciò che invii verso l'esterno, sii liberale in ciò che ricevi</pre>
<pre>Testo pulito:  SIICONSERVATOREINCIOCHEINVIIVERSOLESTERNOSIILIBERALEINCIOCHERICEVI</pre>
<pre>Testo chiave:  NELMEZZODELCAMMINDINOSTRAVITAMIRITROVAIPERUNASELVAOSCURACHELADIRIT</pre>
<pre>Testo cifrato  FMTOSMRSUZLVODQQAFQBQZXZNQQBVQZJWEVGOEZCSJCVLAFPMAZWKHTIQJLPRLKVDB</pre>
<p>Come ho fatto? È semplice, basta in verticale &#8220;sommare&#8221; le lettere. Ad ogni lettera corrisponde un numero: alla A corrisponde 0, alla B 1, alla C 2 ecc. In questo modo, ad esempio I + E = M (8 + 4 = 12). Naturalmente, come nel cifrario di Cesare se si supera la Z basta ricominciare da capo, ad esempio V + I = D.<br />
Ma perchè questo cifrario è perfetto?<br />
&#8220;Andando per tentativi&#8221; non potrete mai essere sicuri che la password ottenuta sia giusta, perchè anche se ottenete un messaggio in chiaro di senso compiuto esiste sicuramente un&#8217;altra chiave che rende il messaggio di senso compiuto Proprio per questo è meglio utilizzare una password priva di senso : se il vostro nemico, in qualche modo, decifra &#8220;Nel mezzo&#8221; può arrivare a capire tutta la chiave senza doversi sforzare affatto. Faccio un esempio per chiarire che è una cifratura perfetta:<br />
Testo chiaro: CIAO<br />
Testo chiave:  ABCD<br />
Testo cifrato:  CJCR</p>
<p>Il testo cifrato è CJCR e se pensassi che la chiave sia AJPN, otterrei la parola CANE, come faccio a dire che la chiave è sbagliata? Non posso!</p>
<p>Ma allora perchè non usiamo tutti questo bellissimo metodo? La password deve essere segreta, e in questo caso lunga quanto il messaggio. Quindi se dobbiamo comunicarci in segreto la password, tanto vale comunicarsi tutto il messaggio no?<br />
In realtà questa forma di codifica viene utilizzata: supponiamo che vogliate scappare all&#8217;estero e volete comunicare con la vostra famiglia in maniera privata. Potete creare un documento, fatto di caratteri casuali lungo a dismisura (supponiamo un file di testo pieno di caratteri &#8220;asfishflewbflakjbfaljfbsa&#8230;&#8221; grande quanto un dvd) a questo punto ne create una copia per i vostri familiari. In questo modo entrambi ne avete una copia e man mano che vi scambiate messaggi continuate ad utilizzare la chiave in comune. Se la chiave è abbastanza lunga potrete parlare per sempre senza possibilità di venire scoperti, l&#8217;unico problema sarà tenere nascosto il dischetto!</p>
<h2><strong>DES e AES: cifratura al giorno d&#8217;oggi</strong></h2>
<p>Tutti questi metodi sono stati superati, anche perchè ormai non ha più senso parlare di &#8220;cifrare un testo&#8221; tutte le nostre informazioni sono sul computer e il computer utilizza solo numeri (binari) per registrarle. Dunque tutto quello che ci serve è trasformare un numero in un altro!<br />
Il DES (Data Encryption Standard) o DEA è lo strumento moderno per farlo in maniera sicura e inattaccabile (non si è dimostrato sia perfetto, ma nessuno è mai riuscito a fornire la prova contraria). Aveva (forse per colpa del NSA?) un unico difetto: la chiave doveva essere lungua 56 bit, un po&#8217; poco per i giorni nostri (nel 1998 ci vollero 56 ore per trovarla, pensate oggi.). Questo svantaggio è stato recuperato successivamente utilizzando chiavi da 128 a 256 bit con il nuovo metodo AES (anche se i numeri si assomigliano voi dovete pensare che ogni singolo numero in più significa raddoppiare: 57 bit rappresentano un numero 2 volte maggiore di 56 bit).<br />
Descrivere cosa faccia il DES e l&#8217;AES è noioso e non ci sono particolari sorprese, viene anzi da chiedersi se funzioni davvero&#8230; sì funziona davvero!</p>
<p>Dunque AES è attualmente (magari, spero, lo state utilizzando adesso per fare in modo che il vicino non vi rubi la connessione wifi a internet!) la cifratura <strong>simmetrica</strong> utilizzata, sicura e &#8220;praticamente perfetta&#8221;. E allora qual&#8217;è il problema?</p>
<h2><strong>La password: dalla cifratura simmettrica a quella asimettrica</strong></h2>
<p><a rel="attachment wp-att-6044" href="http://www.bemagazine.tv/2010/05/08/crypto/300px-crittografia_asimmetrica_schema/"><img class="alignright size-medium wp-image-6044" title="Crittografia_asimmetrica_schema" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2010/04/300px-Crittografia_asimmetrica_schema-280x235.png" alt="" width="280" height="235" /></a>Il problema è la password: facciamo un esempio.<br />
Il generale vuole parlare con le sue truppe in maniera segreta: il primo giorno di guerra si mettono d&#8217;accordo la password è &#8220;be!magazine&#8221;. Tutto bene, una password abbastanza grande, sicura, siamo pronti!<br />
Peccato però che quel giorno c&#8217;era una spia, il generale e le sue truppe s&#8217;erano incontrati al bar non sapendo che il barista era un acerrimo nemico del regno!!</p>
<p>Scherzi a parte, il problema è grande e ricorda una massima di Giovenale &#8220;Quis custodiet ipsos custodes?&#8221;, chi controlla i controllori? Se non posso comunicare in sicurezza come faccio a comunicare la password?<br />
La cifratura <strong>asimettrica</strong> serve a questo. Lo schema asimettrico è il seguente</p>
<ol>
<li>Un metodo per cifrare</li>
<li>Un metodo per decifrare</li>
<li>Una chiave (pubblica) <strong>nota a tutti</strong> per cifrare</li>
<li>Una chiave (privata) <strong>nota solo a me</strong> per decifrare</li>
</ol>
<p>Esempio: Alice vuole parlare con Bob, Alice utilizza la chiave pubblica di Bob (che tutti conoscono) in questo modo Bob può utilizzare la sua chiave privata (che invece è segreta). È come se Alice mettesse al messaggio un lucchetto di cui solo Bob ha la chiave, tutti possono avere il lucchetto di Bob, e a lui non interessa perchè solo lui ha la chiave per quel lucchetto!</p>
<p>È fantastico! Ma si può fare davvero? Sì, c&#8217;è voluta la genialità dei matematici e riscoprire teoremi (parlo del piccolo teorema di Fermat) che non avevano nessun utilizzo (poi dicono che la matematica non serve!). <a rel="attachment wp-att-6043" href="http://www.bemagazine.tv/2010/05/08/crypto/rsa-2003/"><img class="alignright" title="RSA" src="../wp-content/uploads/2010/04/RSA-2003-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a> La tecnica più utilizzata e conosciuta è RSA (dal nome dei 3 scopritori.. perchè la A è in fondo? &#8230;) e si basa appunto sull&#8217;<strong>aritmetica modulare</strong>, quella che prima ho chiamato &#8220;matematica dell&#8217;orologio&#8221;: dove 16 è uguale a 4 se è modulo 12&#8230; Inoltre sfrutta i numeri primi (sono utili per questo!)&#8230; ma non entriamo nei dettagli che è meglio!<br />
RSA è utilizzato ad esempio nel protocollo SSL (quello che vi permette di navigare sicuri tramite internet, quando nella barra compare https al posto di http) <strong>insieme</strong> ad AES (vi ricordate?): in pratica tramite RSA ci si scambia in maniera sicura esclusivamente la password comune per utilizzare AES, il quale viene utilizzato per cifrare il resto della comunicazione&#8230; se avete capito questo avete capito tutto!</p>
<p>Ed è tutto.. spero nel prossimo articolo di spiegarvi quali programmi potete utilizzare per comunicare (o memorizzare i propri dati) in sicurezza&#8230;</p>
<p>Grazie, se avete domande, non esitate!</p>
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		<title>Leggende e falsi miti</title>
		<link>http://www.bemagazine.tv/2010/04/30/2012/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 08:00:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un nuovo ospite ci viene a trovare su be! magazine, Simone jregby. Molte sono le false convinzioni che riguardano la scienza: &#8220;le leggende scientifiche&#8221; ed altrettante le curiosità sorprendenti. 2012 Cominciamo subito con il tranquillizare tutti: il 21 dicembre 2012 non finirà il mondo! O almeno, non secondo i Maya. Non esistono, infatti, profezie a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>Un nuovo ospite ci viene a trovare su be! magazine, Simone jregby.
</pre>
<p>Molte sono le <strong>false convinzioni</strong> che riguardano la scienza: &#8220;<em>le leggende scientifiche</em>&#8221; ed altrettante le curiosità sorprendenti.</p>
<h3>2012</h3>
<p>Cominciamo subito con il tranquillizare tutti:<strong> il 21 dicembre 2012 non finirà il mondo!</strong> O almeno,  <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Calendario_maya#Il_Lungo_computo" target="_blank">non secondo i Maya</a>.<br />
<strong>Non esistono</strong>, infatti, <strong>profezie a tal riguardo</strong>; in quella data semplicemente terminerà il quarto ciclo del calendario Maya del lungo computo.</p>
<p><a rel="attachment wp-att-6102" href="http://www.bemagazine.tv/2010/04/30/2012/2012-6/"><img class="alignright size-medium wp-image-6102" title="2012-6" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2010/04/2012-6-280x116.jpg" alt="" width="280" height="116" /></a>Un ciclo Maya dura 1872000 giorni, circa 5125 anni, secondo la tesi più comune questo ciclo è cominciato il 11 agosto 3114 ac (altri sostengono il 13 agosto) pertanto, facendo un po&#8217; di conti, terminerà il 21/12/2012;  il 22/12/2012 sarà semplicemente il primo giorno del quinto ciclo del calendario Maya.<br />
Per gli antichi Maya al termine del ciclo si doveva tenere un enorme celebrazione, nulla più. In pratica quello che avviene per noi ogni 31 dicembre, festone e il giorno dopo si comincia un anno nuovo.</p>
<p>Se questa notizia ci ha tirato su un po&#8217; il morale eccone subito un&#8217;altra per smorzare l&#8217;entusiasmo.</p>
<h3>10% del cervello</h3>
<p>Quante volte abbiamo sentito gente che affermava che<strong> usiamo solo il 10% del nostro cervello</strong>? <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sfruttamento_del_10%25_del_cervello" target="_blank">Ebbene magari fosse così!</a></p>
<p>In realtà, sebbene tutto il cervello venga sfruttato prima o poi (ossia il 100% del nostro cervello viene utilizzato), ne usiamo solo l&#8217;<strong>1% alla volta</strong>; tra l&#8217;altro uno studio di Peter Lennie, del New York City Center for Neural Science ha indicato che idealmente il cervello non dovrebbe avere più del 3% dei neuroni alla volta che scaricano insieme, altrimenti l&#8217;energia necessaria per &#8220;resettare&#8221; ogni neurone sarebbe ingestibile dal nostro cervello.</p>
<p>Notizie come queste potrebbero far perdere i sensi&#8230; i cinque sensi?</p>
<h3>I 5 sensi</h3>
<p>No! <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Organi_di_senso" target="_blank">Non abbiamo solo cinque sensi</a>; <strong>il numero esatto è difficile dirlo</strong> in quanto ogni neurologo che si rispetti ha una propria opinione in merito, di sicuro sono <strong>almeno nove</strong>, oltre ai cinque sensi &#8220;classici&#8221; c&#8217;è comune accordo sull&#8217;esistenza di altri quattro:</p>
<ul>
<li>la termocezione: il senso del calore ( o della sua mancanza) sulla nostra pelle</li>
<li>il senso dell&#8217;equilibrio</li>
<li>la nocicezione: la percezione del dolore attraverso pelle, articolazioni e organi corporei</li>
<li>la propriocezione o &#8220;consapevolezza del corpo&#8221;: la conoscenza inconscia di dove si trovano le varie parti del nostro corpo senza poterle vedere nè toccare</li>
</ul>
<h3>I 3 stati della materia</h3>
<p>Un altro falso mito (forse nato sui banchi di scuola) riguardo il numero di stati della materia:<strong> ci hanno insegnato che sono tre</strong> (solido, liquido, gassoso) o quattro  come cominciavano a dire i professori del liceo, inserendo il plasma nel computo. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_della_materia" target="_blank">Ma in realtà al momento sono quindici</a> (ma il numero cresce di continuo), inutile elencare e descrivere le proprietà di tutti gli stati, sarebbe un ottimo rimedio contro l&#8217;insonnia&#8230; citiamo solo quello che forse è il più curioso: il condensato di <strong>Bose-Einstein</strong> o <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Condensato_di_Bose_-_Einstein" target="_blank">BEC</a>. Si ottiene raffreddando un elemento a temperature molto basse (una frazione minuscola di grado sopra lo zero assoluto) e quando accade succedono dei fenomeni abbastanza curiosi, ad esempio se si mette un BEC (l&#8217;elio liquido ad esempio) in un becker, questo di sua spontanea volontà si arrampicherà sulle pareti e si butterà al di fuori del becker!<br />
Einstein aveva previsto la sua esistenza nel 1925, ma solo nel 1995 fu ottenuto da un equipe di scienziati americani che gli valse il nobel nel 2001.</p>
<h3><a rel="attachment wp-att-6100" href="http://www.bemagazine.tv/2010/04/30/2012/6541lisa/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6100" title="6541lisa" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2010/04/6541lisa-280x210.jpg" alt="" width="280" height="210" /></a>Lo scarico agli antipodi</h3>
<p>Dopo aver bacchettato la nostra scuola diamo una strigliatina anche a <strong>Lisa Simpson</strong>&#8230; anche lei sbaglia. In una puntata dei Simpson Lisa spiega a Bart che da noi<strong> l&#8217;acqua dello scarico del water gira in senso antiorario</strong>, mentre in Australia (cioè nell&#8217;altro emisfero) gira in senso opposto.</p>
<p>In realtà il modo in cui l&#8217;acqua scende nello scarico dipende da tanti fattori, tra i quali la forma del water (o lavandino), il senso e la posizione da cui si è riempito, i vortici che si formano quando ci si lava o quando si toglie il tappo. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Coriolis#Effetto_sugli_scarichi_dei_lavandini" target="_blank">Di sicuro non c&#8217;è nessuna influenza da parte della forza di Coriolis</a>, che è l&#8217;origine di questa falsa convinzione; tale forza ha effetto su uragani e correnti oceaniche, ma è troppo debole per avere effetto sugli impianti idraulici domestici.</p>
<h3>&#8220;Stai lontano dal televisore, ti fa male!&#8221;</h3>
<p>Di sicuro i vostri genitori ve lo hanno ripetuto un sacco di volte. Anche questo è falso; era vero fino agli anni 70 quando i televisori  emettevano delle radiazioni ultraviolette (anche se minime) che potevano creare qualche disturbo se si era troppo vicini, ma in quegli anni i produttori di tv furono obbligati a usare vetro piombato  nei loro tubi catodici rendendoli perfettamente sicuri.</p>
<h3>Qual è l&#8217;unica opera umana visibile dallo spazio?</h3>
<p>La grande muraglia cinese.<a rel="attachment wp-att-6099" href="http://www.bemagazine.tv/2010/04/30/2012/ad1f84ee6536c50cad9047231a01cd39/"><img class="alignleft size-medium wp-image-6099" title="ad1f84ee6536c50cad9047231a01cd39" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2010/04/ad1f84ee6536c50cad9047231a01cd39-280x224.jpg" alt="" width="280" height="224" /></a><br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_muraglia#Una_leggenda_dura_a_morire" target="_blank">Bravi, avete dato una risposta sbagliata</a>. Lo spazio, per definizione, inizia a circa 100 km dalla superficie terrestre, e da li si vedono un sacco di artefatti umani: autostrade, ferrovie, città e persino singoli edifici. Già a qualche migliaio di chilometri invece non si vede più nulla. Non ci sono posti a metà strada in cui si vede solo la grandemuraglia, mi spiace.</p>
<h3>Come si ipotizzava fosse la terra nel medioevo?</h3>
<p>Piatta.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terra_piatta#Il_Medioevo" target="_blank">Assolutamente falso</a>. Anche la storia ha i suoi miti: nessuno dal IV secolo AC in poi ha sostenuto quella teoria, diciamo quasi nessuno, perchè gli irriducibili ci sono sempre, come si può notare in questo forum: www.theflatearthsociety.org</p>
<p>La convinzione della terra piatta potrebbe essere nata  nell&#8217;Ottocento da un romanzo di Washington Irving, nel quale egli suggeriva che lo scopo del viaggio di Colombo fosse quello di provare che la terra era rotonda.<br />
Per la cronaca <strong>Colombo pensava che la terra fosse a forma di pera</strong> e circa un quarto più piccola della sua effettiva grandezza.<br />
<strong>Le api sono state le prime a scoprire che la terra è sferica</strong>. Infatti hanno sviluppato un complesso linguaggio per dirsi dove trovare il nettare, usando il sole come riferimento.<br />
Riescono a fare ciò anche nei giorni &#8220;coperti&#8221; o di notte, perchè sono in grado di calcolare la posizione del sole &#8220;dall&#8217;altra parte del mondo&#8221;.<br />
Hanno inoltre una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apicoltura#La_danza_delle_api" target="_blank">spiccata sensibilità</a> al campo magnetico terrestre (chissà quanti sensi hanno le api!) che usano per orientarsi e fare i pannelli di cera nell&#8217;alveare. Infatti se si mette una potente calamita vicino ad un alveare, ne risulterà uno strano favo cilindrico.</p>
<h3>Le zanzare assassine</h3>
<p>E se state pensando che le punture delle api facciano male, che mi dite delle <a href="http://www.focus.it/Mondo/speciali/test-dieci-domande-facili-quante-ne-sai-2910152011_3.aspx" target="_blank">zanzare</a>? Che siano noiose si sa, ma lo sapevate che <strong>le zanzare sono l&#8217;animale più pericoloso per l&#8217;uomo?</strong>.<br />
Ebbene questi insetti sono portatori di oltre 100 malattie potenzialmente mortali (malaria, encefalite, febbre gialla, elefantiasi&#8230;) e con i loro morsi si stima che abbiano sterminato circa la metà degli esseri umani vissuti sulla terra finora. Ancora oggi uccidono circa 2 milioni di persone l&#8217;anno.</p>
<p>Se le zanzare sono al primo posto nella classifica dei predatori dell&#8217;uomo, <strong>chi c&#8217;è al secondo</strong>? Squali? Orche assassine? Piranhas? Orsi? Leoni? Tigri? Lupi? Coccodrilli? Mosche?! Macchè sono tutti dei dilettanti!</p>
<h3>La marmotta!<a rel="attachment wp-att-6101" href="http://www.bemagazine.tv/2010/04/30/2012/dscn0034/"><img class="alignright size-medium wp-image-6101" title="DSCN0034" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2010/04/DSCN0034-280x210.jpg" alt="" width="280" height="210" /></a></h3>
<p>Per la precisione la marmotta Bobak. State tranquilli, se ne vedete una durante un&#8217;escursione, non sparategli! Il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bobak_Marmot" target="_blank">bobak</a>, vive nelle steppe della Mongolia;  tale specie è particolarmente soggetta ad un&#8217;infezione polmonare causata dal batterio Yersinia Pestis, comunemente noto come <strong>peste bubbonica</strong>. A colpi di tosse infettano pulci, topi ed infine gli uomini. Tutte le grandi epidemie di peste che dall&#8217;Asia dilagarono in Europa arrivano dalle marmotte della Mongolia. Si stima che siano circa un miliardo i morti provocati.</p>
<p>Non vi voglio traumatizzare oltre, quindi per ora vi lascio, ma magari potrei tornare con altre sconvolgenti verità in futuro, se vi è interessato.</p>
<p><em>Alcune delle curiosità sopracitate sono tratte da &#8220;il libro sull&#8217;ignoranza&#8221; di J.Lloyd e J. Mitchinson.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<pre><em>Ringraziamo ancora Simone per il suo interessante articolo e confidiamo in lui per ulteriori collaborazioni!

</em></pre>
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		<title>Il lato oscuro della Scienza (Parte 3)</title>
		<link>http://www.bemagazine.tv/2009/02/28/il-lato-oscuro-della-scienza-parte-3/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 18:52:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA["I problemi matematici possono essere risolti solo con operazioni matematiche" Questo è l&#8217;ultimo capitolo del nostro incontro ravvicinato con i limiti della scienza&#8230; L&#8217;ultima volta vi ho parlato del &#8220;Teorema di Godel&#8221; di quanto sia una spina nel c.. per l&#8217;intera Scienza (o meglio, per tutte le scienze che derivano dalla matematica). Il prossimo passo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>"I problemi matematici possono essere risolti solo con operazioni matematiche"</pre>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/02/la-reponse-imprevue-1933.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-1971" title="la-reponse-imprevue-1933" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2009/02/la-reponse-imprevue-1933-186x300.jpg" alt="" width="186" height="300" /></a>Questo è l&#8217;ultimo capitolo del nostro incontro ravvicinato con i limiti della scienza&#8230;</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/2009/02/21/il-lato-oscuro-della-scienza-parte-2/" target="_blank">L&#8217;ultima volta</a> vi ho parlato del <strong>&#8220;Teorema di Godel&#8221; </strong>di quanto sia una spina nel c.. per l&#8217;intera Scienza (o meglio, per tutte le scienze che derivano dalla matematica).</p>
<p>Il prossimo passo del ragionamento è banale, e può venire in mente a molti non appena si sente il teorema di Godel: &#8220;Ma non <strong>può esistere una matematica più potente della nostra?</strong>&#8220;</p>
<p>Poniamo che venga sulla terra un alieno e ci dica &#8220;Brutti pezzenti, ma non capite che questa matematica vostra non serve a nulla? Basta che aggiungiate i numeri extraterrestri e non esisterà nessuna frase indimostrabile!&#8221;</p>
<p>Questo noi non lo potremmo mai sapere, perché qualsiasi dimostrazione che possiamo fare è fatta con la nostra testa, i nostri schemi, la nostra matematica ecc&#8230; Gli alieni ne potrebbero sapere un sacco più di noi! (ma anche i topi o i delfini&#8230;)<a name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym"><sup>[1]</sup></a></p>
<p>Esiste però la <strong>tesi di Church</strong>, <em>indimostrabile</em>, di cui la citazione ad inizio paragrafo ne è la versione più semplificata che conosca, così semplice che non dice molto, ma se ci ragioniamo dice tutto.</p>
<p><strong>Un problema matematico è qualsiasi tipo di problema vi venga in mente</strong>: &#8220;Come porto i bambini a scuola se nevica e non ho le catene?&#8221;.<br />
Questo problema è complicatissimo da esprimere in matematica ma il punto è che <strong>siccome noi lo sappiamo esprimere a parole significa che è esprimibile in termini matematici</strong>. (Torneremo a breve su questo punto)</p>
<p>Per operazioni matematiche si intende le più semplici operazioni matematiche, magari ripetute miliardi di volte. Attenzione questa tesi non dice &#8220;Tutti i problemi sono risolvibili con operazioni matematiche&#8221;; dice soltanto, che<strong> se una soluzione esiste</strong> è esprimibile con la matematica che conosciamo tutti!</p>
<p>Un alieno, un mago, un chiromante indiano, un monaco Zen, vostra madre o il quasi-ingegnere che vive con me non potranno mai dire se &#8220;La somma degli angoli interni di un triangolo fa 180°&#8221; sia vera o falsa in base a regole esplicite diverse da quelle della matematica.<br />
Non possono dire &#8220;È falsa perché la Luna oggi è in fase con Plutone quindi&#8230;&#8221; oppure &#8220;È falsa perché Dio ha detto così&#8230;&#8221;: se esiste un modo esplicito per dire che un problema ha una soluzione o meno allora tale modo esplicito è riconducibile alla matematica.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/02/matematica.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-1966 alignleft" title="matematica" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2009/02/matematica-223x300.jpg" alt="" width="223" height="300" /></a></p>
<p>Ma torniamo all&#8217;esempio della neve&#8230; Voi direte, &#8220;È assurdo che tale problema sia matematico, ma ancora di più, è assurdo che la soluzione sia matematica!&#8221;<br />
Qualsiasi cosa riusciate <strong>ad esplicitare a parole</strong> è potenzialmente esprimibile in termini matematici: perché? Perché <strong>il nostro cervello segue le regole della matematica</strong>&#8230; calma!</p>
<p>Il nostro cervello segue senza dubbio le regole della fisica (qui nessuno avrà da obiettare, a meno che non apparteniate al &#8220;partito dell&#8217;anima&#8221;) che sono perfettamente esprimibili in termini matematici (obiezioni?) dunque il cervello è esprimibile in termini matematici! (non cadete dalla sedia!)</p>
<p>Che il cervello umano (ma anche quello di un bradipo) sia complicatissimo nessuno lo mette in dubbio, nemmeno che sia un <strong>mistero</strong> come faccia a funzionare: quello che sto dicendo è che sicuramente è possibile creare un computer con le stesse capacità di un uomo (dall&#8217;attraversare la strada al cercare nuovi amici sulle chat).</p>
<p>E questo è un altro modo per esprimere la tesi Church.<br />
Non voglio neanche affermare che il cervello sia <em>logico</em>, ogni giorno compiamo stronzate che sono tutt&#8217;altro che logiche! Eppure i neuroni e gli assoni che compongono il cervello sono regolate da <em>semplici</em> regole, perfettamente esprimibili in termini di accumulo di tensione ecc.</p>
<p>Facciamo un esempio:<br />
Io, inesperto programmatore, costruisco un robottino che grida, ad alta voce, tutte le parole italiane che rimano con &#8220;raccapricciante&#8221;. Dopo &#8220;Poppante, aberrante, lestofante&#8230;&#8221; dice &#8220;IMPERTINENTE&#8221;.<br />
Il robot si è sbagliato, succede.. eppure sembrava andare tutto così bene!</p>
<p>Possiamo quindi affermare che il robot non segue le regole logiche? Ovviamente, sappiamo che devo aver sbagliato qualcosa nel programmare il robot. Non c&#8217;è stata, da parte del robot, nessuna intenzione di sbagliare: perché allora non possiamo pensare la stessa cosa di noi?</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/02/opening-viz1.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2009/02/opening-viz1-280x280.jpg" alt="" title="" width="280" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-5748" /></a></p>
<p>Certo ricondurre il cervello alla matematica sarebbe come voler spiegare una partita di calcio descrivendo ogni singolo movimento muscolare dei calciatori: sicuramente improbabile e <strong>probabilmente</strong> impossibile&#8230;</p>
<p>Ci sono molte cose che ci differenziano dai robot (<em>per adesso</em>) e mi piacerebbe parlarvene in un prossimo articolo&#8230; se qualcuno è interessato!</p>
<p>Se qualcuno ha qualcosa da reclamare, lasci pure dei commenti, sarò ben felice di rispondere.<br />
Ciao e grazie!</p>
<p>4011</p>
<p><a name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc">1</a>Questa 	la capisce solo chi ha letto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guida_galattica_per_gli_autostoppisti_(romanzo)" target="_blank">&#8220;Guida Galattica per gli 	autostoppisti&#8221;</a></p>
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		<title>Il lato oscuro della Scienza (Parte 2)</title>
		<link>http://www.bemagazine.tv/2009/02/21/il-lato-oscuro-della-scienza-parte-2/</link>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 13:51:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dio non gioca a dadi Dopo la prima parte di introduzione scendiamo un po&#8217; di più nel sottobosco della scienza&#8230; La famosa frase citata è di Einstein quando gli chiesero che cosa pensava del &#8220;Principio di indeterminazione di Heisenberg&#8221; Il principio sembra difficile, ma in realtà, noi liguri lo diciamo da sempre &#8220;Sciûsciâ e sciorbî [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<pre>Dio non gioca a dadi</pre>
<p>Dopo <a href="http://www.bemagazine.tv/2009/02/14/il-lato-oscuro-della-scienza/" target="_blank">la prima parte di introduzione</a> scendiamo un po&#8217; di più nel sottobosco della scienza&#8230;</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/02/escher.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-1813" title="escher" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2009/02/escher.jpg" alt="" width="389" height="390" /></a></p>
<p>La famosa frase citata  è di Einstein quando gli chiesero che cosa pensava del &#8220;Principio di indeterminazione di Heisenberg&#8221;</p>
<p>Il principio sembra difficile, ma in realtà, noi liguri lo diciamo da sempre &#8220;<a href="http://www.dizionariogenovese.com/proverbio/Sci%C3%BBsci%C3%A2%20e%20sciorb%C3%AE%20no%20se%20peu./23" target="_blank">Sciûsciâ e sciorbî no se peu.&#8221; (Non si può contemporaneamente soffiare e aspirare).</a></p>
<p>O detto più scientificamente: &#8220;È fisicamente impossibile, in qualsiasi esperimento, misurare contemporaneamente la posizione <strong>esatta</strong> e la <em>quantità di moto </em><strong>esatta</strong>&#8221; (la quantità di moto è un mix di velocità e massa)</p>
<p>In pratica, se due quantità sono legate tra di loro è impossibile conoscerle (alla precisione voluta) contemporaneamente. Un motivo, per cui questo avviene è che per osservare un qualsiasi fenomeno c&#8217;è bisogno della luce, e la luce non è altro che un bombardamento di fotoni: quando volete guardare con precisione una particella dovete emettere una certa quantità di fotoni che &#8220;urtano&#8221; contro la particella facendola tremare tutta (poverina, è timida) modificandone quindi la posizione.</p>
<p>Nella vita di tutti i giorni, non ci accorgiamo degli urti dei fotoni (anche se, effettivamente, è grazie a quello che il Sole ci scalda), non cadiamo giù dalla bici perché un fotone ci ha colpito, questo perché i fotoni sono così <em>leggeri </em>da non ostacolare il nostro cammino (in realtà i fotoni hanno solo energia e non hanno massa).</p>
<p>Dunque questo principio ci dice &#8220;Non si può esser certi di niente, il mondo è governato dal caos!&#8221; Ed <em>è così</em> (non assomiglio a Lord Kelvin?), nessun esperimento è mai andato contro questa teoria (sebbene Einstein ne abbia proposto uno, rivelatosi però in accordo) e nemmeno nessun fisico teorico abbia mai provato a contraddirla: quindi è vero, come disse Feynman: &#8220;Dio gioca a dadi e li lancia dove non possiamo vederli&#8221;</p>
<p>Torniamo all&#8217;esempio della fenditura, e ci chiediamo &#8220;Da che parte passa il fotone?&#8221;. Domanda più che legittima, e di semplice risposta, basta mettere un rilevatore di fotoni su entrambe le fenditure, che quando vedono passare il fotone s&#8217;illuminano; provate a immaginare cosa succede&#8230;</p>
<p>Vediamo se avete intuito:</p>
<p>Risposta Parte I</p>
<p>Cosa succede ai rilevatori di fotoni?</p>
<ol>
<li>Si illuminano 	sempre entrambi</li>
<li>Si illumina 	uno alla volta</li>
<li>Non si 	illumina nessuno dei due</li>
</ol>
<p>Risposta Parte II</p>
<p>Cosa succede sulla parete?</p>
<ol>
<li>Sul muro non 	arrivano più fotoni, il muro è completamente oscurato.</li>
<li>Sul muro la 	luce è come prima, a onde di luce e ombra molto prima e molto dopo 	le fenditure.</li>
<li>Sul muro 	compaiono due strisce di luce, in corrispondenza delle fenditure.</li>
</ol>
<p>Le possibili risposte sono 1-1, 1-2, 1-3, 2-1, 2-2, 2-3, 3-1, 3-2 o 3-3.</p>
<p>La risposta a fine spiegazione</p>
<p>Posizionando due fotorilevatori (così si chiamano gli strumenti che si accendo quando passa un fotone) modifichiamo completamente il sistema, il fotone viene disturbato dallo strumento e quindi o passa di qui o passa di là!</p>
<p>Dunque la risposta è 2-3! Non potremo mai sapere se il fotone è passato a sinistra o a destra, e ci conviene di gran lunga pensare che sia passato da entrambi le fenditure! (Potrebbero venirvi in mente altri modi di capire da quale parte è passato, provate a scriverne uno tra i commenti&#8230; magari scoprite qualcosa di nuovo!)</p>
<p>Il riassunto di quanto detto può essere visto in questo video (non è la mia fonte, giuro!) anche se si parla di elettroni anziché fotoni (è quasi la stessa cosa) e la fa un po&#8217; più misteriosa di quanto non sia (in stile Voyager)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/vSdoHL9AG38&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/vSdoHL9AG38&amp;hl=it&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Quindi la fisica è un po&#8217; stronza, prima ti fa credere di poterti dire tutto e poi&#8230;</p>
<p>Ma, a differenza di tanti ciarlatani, conosce i propri limiti!<br />
Per fortuna che c&#8217;è la matematica, con la matematica puoi sempre dire &#8220;Ah, questo è <strong>vero</strong>!&#8221; oppure &#8220;Ma no, questo è chiaramente <strong>falso</strong>!&#8221;</p>
<p>O forse&#8230; no?</p>
<pre>Per noi non ci sono <em>ignorabimus</em>, e a mio parere anche nella  scienza non ce n'è assolutamente nessuno.</pre>
<p>Questa è un&#8217;altra di quelle frasi, rivelatesi false ancor prima di poter essere scritte sui libri. E non l&#8217;ha detta proprio un pirla: probabilmente non ne avete mai sentito parlare ma la frase è di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hilbert" target="_blank">David Hilbert</a>, uno dei più grandi matematici del &#8217;900 (mai sentito parlare del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paradosso_del_Grand_Hotel_di_Hilbert" target="_blank">paradosso del grand Hotel di Hilbert</a>?)</p>
<p>Cerchiamo di entrare nel mondo degli enunciati matematici senza farci troppo del male (<strong>non ci sarà nessuna formula matematica</strong>, giuro!)</p>
<p>&#8220;2=2&#8243;, &#8220;7+2=8&#8243;, &#8220;tutti i numeri dispari sono primi&#8221;, &#8220;tutti i numeri primi sono dispari&#8221;.<br />
Sicuramente mi sapete dire quale di queste frasi è <strong>vera</strong> e quale è <strong>falsa</strong></p>
<p>Oltre al concetto di <strong>vero </strong>e <strong>falso </strong>in matematica c&#8217;è quello di <em>dimostrato</em>. Per dimostrare un teorema si applicano teoremi già dimostrati o fatti considerati insindacabili (gli assiomi); dimostrare un teorema significa semplicemente affermare che ciò che dice il teorema è <strong>vero</strong>: dimostrare che &#8220;<em>ogni numero pari può essere scritto come somma di due numeri primi</em>&#8221; significa dire che quella è una proprietà dei numeri (<em>e vincere 1 milione di dollari</em>&#8230;).</p>
<p>Ma si può sempre fare?</p>
<p>Vorrei che fosse chiaro, che, per essere una cosa <strong>veramente figa</strong> la matematica dovrebbe assicuraci che:</p>
<ol>
<li>Tutti i teoremi sono <strong>veri </strong>e non si contraddicono.</li>
<li>Qualsiasi <strong>verità</strong> deve poter essere dimostrata.</li>
</ol>
<p>Non c&#8217;è dubbio che la matematica goda di queste due proprietà, no?<br />
Ma proviamo a ragionarci&#8230;</p>
<p>Se io, dopo un po&#8217; di passaggi, arrivo a <strong>dimostrare</strong> un teorema che dice:<br />
&#8220;<em>Questo teorema non è dimostrabile</em>&#8220;</p>
<p>È vero o falso?</p>
<p>Non può essere vero, perché io l&#8217;ho dimostrato quindi è sicuramente falso. Ma allora ho dimostrato una falsità?</p>
<p>Se fosse vero, ho dimostrato che qualche verità non è dimostrabile, quindi <strong>non tute le verità sono dimostrabili</strong>.</p>
<p>Repetita iuvant: se è vera, significa che non è dimostrabile (è quello che dice) per cui è sia vera sia non dimostrabile, quindi esiste almeno una frase vera e non dimostrabile, quindi non tutte le verità sono dimostrabili.</p>
<p>Ipotizzare che tale frase sia <strong>falsa</strong> significa pensare che la matematica sia <strong>incoerente</strong>, perché io ho dimostrato quella frase (derivata da una serie di passaggi puramente matematici, quindi <em>giusti</em>) e quindi avrei dimostrato il <strong>falso</strong> (e allora chi mi dice che anche altri teoremi non siano in realtà <strong>falsi</strong>?).</p>
<p>Siccome è effettivamente possibile arrivare ad una <strong>formula matematica di soli numeri</strong> che dice esattamente &#8220;Questa formula non è dimostrabile&#8221; si arriva alla conclusione che non tutte le realtà sono dimostrabili dunque: <em>esistono alcune <strong>verità</strong> indimostrabili</em> e perciò <strong>la matematica è incompleta.</strong><br />
Il teorema &#8220;Questo teorema non può essere dimostrato&#8221; è il frutto di una trovata geniale di un certo <strong>Godel</strong>. La trovata geniale è quella di attribuire ad ogni &#8220;carattere&#8221; matematico (ad esempio =)  un numero, in modo tale che si parla di matematica con la matematica&#8230; grazie al Teorema di Godel quindi possiamo affermare:</p>
<pre>"Se la religione è definita come un insieme di idee che contengono affermazioni indimostrabili,
 allora Godel ci ha insegnato che la matematica, non solo è una religione,
 ma è anche l'unica in grado di provarlo"</pre>
<p>E si conclude così la seconda parte di questi tre articoli dedicati ai limiti (ma sono davvero limiti?) della scienza, attendete ancora una settimana per l&#8217;ultima&#8230;</p>
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		<title>Il lato oscuro della Scienza</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 12:23:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA["Adesso non c'è niente di nuovo da essere scoperto in fisica. Tutto quello che rimane sono misure sempre più precise" La scienza, per sua natura, è in continua e infinita evoluzione: non si arriverà mai ad un punto fermo, ci saranno sempre nuove battaglie da vincere (finché non inventeremo qualcosa più intelligente di noi&#8230;); tuttavia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 	 	 --></p>
<pre>"Adesso non c'è niente di nuovo da essere scoperto in fisica. Tutto quello che rimane sono misure sempre più precise"</pre>
<p>La scienza, per sua natura, è in continua e infinita evoluzione: non si arriverà mai ad un punto fermo, ci saranno sempre nuove battaglie da vincere (finché non inventeremo qualcosa più intelligente di noi&#8230;); tuttavia la scienza è piena di vicoli ciechi. Esistono molte realtà fisiche che assomigliano a segnali di <em>Accesso vietato</em>, ma non solo realtà fisiche: anche alcuni teoremi matematici dimostrano che alcune cose sono semplicemente <strong>impossibili!</strong></p>
<p>La frase ad inizio articolo è del celeberrimo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lord_Kelvin" target="_blank">Lord Kelvin</a> (un maestro nel predire il futuro); la citazione è del 1900, e, come potete immaginare, mai fu detta stronzata più colossale!</p>
<p>Tuttavia, all&#8217;epoca, tale pensiero era abbastanza radicato, e quando Einstein intervenne con la teoria della relatività molte persone rimasero sconcertate nel constatare che, tutto quello che veniva insegnato ed era considerato <strong>vero</strong> (una parola su cui tornerò più volte) era in realtà solo abbastanza preciso, ma sicuramente <strong>non esatto</strong>.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/02/einsteinshowphp.jpeg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-1784" title="einsteinBE" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2009/02/einsteinshowphp-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Non è questo il momento adatto per spiegare la teoria della relatività, che nelle sue basi non è neanche così complicata (l&#8217;ha capita persino <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonino_Zichichi" target="_blank">Zichichi</a>!) ma vi illustrerò con un breve esempio (che è ipotetico, ma realizzabile e realizzato in scala subatomica) quanto il buon senso e la fisica classica siano in contrasto con la relatività.</p>
<p>È il <strong>famoso esempio dei due gemelli</strong>: due gemelli vengono separati alla nascita, uno parte per lo spazio su un&#8217;astronave che viaggia all&#8217;80% della velocità della luce mentre l&#8217;altro rimane sulla terra, comodo e rilassato alle Hawaii&#8230; 40 anni dopo la sua partenza, il cosmonauta ritorna e nel fiore dei suoi 24 anni&#8230; Cosa? 24 anni?? Ma non ho appena detto che ne sono passati 40?? Ma 40 anni li abbiamo visti passare noi sulla Terra!</p>
<p>La teoria della relatività, afferma che il fratello astronauta, avendo viaggiato ad una velocità molto superiore rispetto a tutti noi, che siamo rimasti sulla Terra, non ha sentito passare 40 anni, ma solo 24! Dunque al suo arrivo, l&#8217;astronauta troverà un fratello molto più vecchio di lui e che ha <strong>effettivamente</strong> vissuto 16 anni in più.</p>
<p>Il perché accada non è del tutto banale, ma fondamentalmente quando si va a velocità vicine a quelle della luce <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dilatazione_del_tempo" target="_blank">il tempo <em>rallenta</em></a> e se potessimo guardare quell&#8217;astronauta da un oblò della sua navicella lo vedremmo muoversi molto lentamente.</p>
<p>Questo esperimento teorico è soltanto uno degli esempi in cui la relatività sembra <strong>assurda</strong>&#8230; eppure <em>è così</em>!</p>
<p>La teoria di Einstein è stata la prima a dimostrare che un viaggio nel tempo è impossibile: per poter viaggiare nel tempo si dovrebbe andare più veloce della luce e ciò è <strong>impossibile!!</strong></p>
<p>Con la teoria della relatività si apre un divario tra il <em>senso comune </em>e la <em>realtà</em>, che è sempre andato peggiorando (in fondo la teoria della relatività è più vecchia del televisore eppure sembra che solo gli scienziati ne capiscano qualcosa&#8230;).</p>
<p>La teoria della relatività non suscitò troppo imbarazzo tra la scienza e fu accettata dall&#8217;intera comunità scientifica, senza troppe resistenze; diversa fu l&#8217;accoglienza per la meccanica quantistica, la seconda &#8220;sconcertante&#8221; scoperta fisica del secolo passato.</p>
<p>Cosa dice la meccanica quantistica di così <strong>raccapricciante</strong>?</p>
<p>A dire il vero sono molte le cose che fanno storcere il naso e pensare &#8220;ma non succederà davvero questo in realtà!&#8221;. Tra tutti i <strong>paradossi</strong> che conosco<a name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym"><sup>[1]</sup></a> vi citerò un esempio classico: l&#8217;esperimento delle due fenditure.</p>
<p>Prendiamo una lastra qualsiasi e facciamo due piccolissime fenditure molto vicine una all&#8217;altra. A questo punto prendiamo un laser e lo puntiamo contro queste due fenditure. Cosa compare dall&#8217;altra parte della lastra?</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/02/int.gif" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-1786" title="twoslpit" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2009/02/int-300x224.gif" alt="" width="300" height="224" /></a>Verrebbe da pensare a quello che succede quando la luce passa dalle veneziane di una finestra, la luce viene &#8220;tagliata&#8221; e si forma un ombra perfettamente simile alle fenditure della veneziana. Questo succede perché le fenditure non sono abbastanza piccole e ravvicinate; in realtà se le dimensioni sono abbastanza piccole (ma non troppo) si noterà <em>un&#8217;ombra</em> molto strana&#8230; <strong>uno spettro </strong>(questo è il termine esatto) composto da zone di luce interrotte da fasci d&#8217;ombra, come un&#8217;onda che si sposta da sinistra verso destra (molto prima e molto dopo le stesse fenditure, eppure il raggio è perpendicolare rispetto alla lastra!); come può essere? Se diamo per <strong>vero</strong> che la luce è composta da <em>fotoni</em> (dei piccoli pacchetti di luce) possiamo pensare che questi fotoni interferiscano tra di loro respingendosi o attraendosi (come una folla di persone, poco educate, che sgomita per entrare al cinema) , tutto risolto? No! Perché ripetendo lo stesso esperimento, ma con <strong>un</strong> <strong>fotone alla volta </strong>l&#8217;ombra ricompare esattamente uguale! Non può essere che un fotone interferisca con sé stesso! O forse sì?</p>
<p>La meccanica quantistica riesce a spiegare questo esperimento proprio dicendo &#8220;il fotone passa da entrambe le fenditure contemporaneamente&#8221;&#8230; <em>ma non succederà davvero così!</em></p>
<p>Allora viene da chiedersi &#8220;Ma quel fotone che vedo spiaccicato sul muro, è passato dalla fenditura di sinistra o da quella di destra?&#8221; La risposta, nella prossima puntata&#8230;</p>
<p><em>Sono stato, volutamente, molto vago su alcuni aspetti dell&#8217;esperimento delle due fenditure, un po&#8217; perché tale esperimento verrà ripreso nel prossimo articolo (che pubblicherò tra 5 giorni!) un po&#8217; perché dovrei parlare anche della teoria ondulatoria della luce (che comunque non è sufficiente a spiegare il fenomeno) e ancora perché vorrei suscitare un po&#8217; di dubbi&#8230; i commenti sono sempre a disposizione per qualsiasi chiarimento/critica!</em></p>
<p><a name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc">1</a> Se si vuole approfondire su questo argomento non posso che 	consigliarvi le lezioni di Richard Feynman (uno dei più grandi, se 	non il più grande &#8220;professore&#8221; di fisica) -in inglese e senza 	sottotitoli- <a href="http://vega.org.uk/video/subseries/8">a questa 	pagina</a>. Per i non anglofoni consiglio <em><em>QED</em></em><em>: La 	strana teoria della luce e della materia</em>, la quasi trascrizione 	(in italiano) di quelle lezioni (sono per un pubblico di persone 	sveglie, come disse lo stesso Feynman).</p>
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		<title>Geforce GTX 295: la scheda più veloce del mondo</title>
		<link>http://www.bemagazine.tv/2009/02/03/geforce-gtx-295-recensione/</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2009 15:47:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nuovo argomento e nuovo &#8220;collaboratore occasionale&#8221; sulle pagine di BE! Magazine. Trattiamo infatti per la prima volta l&#8217;argomento &#8220;hardware per pc&#8221;, cominciando da una scheda grafica. A darci la sua opinione sulla Geforce GTX 295 è abcdefgh (il nickname non gliel&#8217;abbiamo scelto noi, ce ne scusiamo), al debutto sulle nostre pagine. Buona lettura! Ho avuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080;"><em>Nuovo argomento e nuovo &#8220;collaboratore occasionale&#8221; sulle pagine di </em>BE! Magazine<em>. Trattiamo infatti per la prima volta l&#8217;argomento &#8220;hardware per pc&#8221;, cominciando da una scheda grafica. A darci la sua opinione sulla <strong>Geforce GTX 295</strong> è <strong>abcdefgh</strong> (il nickname non gliel&#8217;abbiamo scelto noi, ce ne scusiamo), al debutto sulle nostre pagine. Buona lettura!</em></span></p>
<p>Ho avuto modo di provare la nuova <strong>Geforce GTX 295 </strong>ed è con grande entusiasmo che scrivo questo articolo (vi assicuro che non sono stato assoldato dalla nVidia) e spero possiate trarne vantaggio per la vostra prossima scelta in termine hardware per PC.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/02/evga295-7.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1700" title="evga295-7" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2009/02/evga295-7-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>nVidia aveva messo sul mercato, in estate, la Geforce GTX 280 con 1GB di memoria grafica, una scheda quasi due volte più veloce di quella precedente, la Geforce 8800 GTX 768MB; poi <strong>ATI ha rilasciato una scheda con 2 processori grafici</strong> (lanciando la gamma CrossfireX) su una singola scheda: questa scheda è la <strong>ATI 4870 X2 con 2GB</strong> di memoria, una scheda potentissima che ha messo al tappeto anche la <em>GTX 280</em> della nVidia.</p>
<p>A giugno nVidia ha messo sul mercato una versione modificata della GTX280 con una resa superiore al 10%: la <em>Geforce GTX 285 1GB</em>. Il vantaggio è che, grazie ad una fabbricazione di qualche micron più piccola, <strong>si è riusciti a spingere il clock del processore grafico</strong> (aumentando le prestazioni di calcolo), nonché ad abbassare la temperatura della scheda. Tuttavia anche questa scheda era inferiore all&#8217;offerta della ATI 4870 X2, che rimaneva la numero uno.</p>
<p><strong>L&#8217;8 gennaio nVidia finalmente ha rilasciato la potentissima scheda GEFORCE GTX 295</strong> con 896MB di memoria (per ogni processore!) e 2 processori grafici in una singola scheda, proprio come la <em>ATI 4870 X2</em>. Questa nuova offerta della nVidia è veramente forte: intanto dico subito che <strong>è più veloce della scheda ATI in quasi tutti i giochi (provare per credere!)</strong> e il calore prodotto è molto inferiore&#8230; la scheda <em>ATI 4870 X2</em> durante l&#8217;uso nei giochi poteva raggiungere anche i 90° C, la scheda della nVidia invece non passa gli 80° C.</p>
<p>Questa nuova scheda fa girare i nuovissimi giochi con una fluidità incredibile, giochi tipo <em>crysis</em> o <em>farcry 2</em> girano benissimo anche con risoluzione massima e tutti gli effetti grafici impostati su &#8220;Very High&#8221;; sappiamo molto bene che per una fluidità eccellente servono almeno 60 FPS (fotogrammi al secondo) e la nuova scheda della nVidia riesce a mantenere i 60 fps (se non di più) rendendo i giochi passati, presenti e futuri un&#8217;esperienza davvero fantastica e trasformando la concorrente ATI in un prodotto ormai obsoleto.</p>
<p><strong>Il prezzo è alto</strong>, non è alla portata di tutti, ma considerando le prestazioni offerte (la scheda più veloce al mondo), credo che non ci si possa lamentare.</p>
<p>La nuova scheda <em>nVidia Geforce GTX295</em><strong> costa attualmente 400 euro</strong>, un prezzo destinato a scendere nei prossimi mesi; comunque anche l&#8217;ATI 4870 X2 2GB ha un prezzo che si aggira attorno ai 400 €.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/02/schermata.png"><img class="alignnone size-medium wp-image-1702" title="ge295" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2009/02/schermata-300x161.png" alt="" width="300" height="161" /></a></p>
<p>In conclusione, la nuova offerta della nVidia, la GEFORCE GTX295 896MB (X 2), oltre ad essere <strong>la scheda più veloce al mondo, è anche la miglior scelta, sia per quanto riguarda il prezzo</strong> (rispetto alle concorrenti di settore), <strong>sia in fatto di consumi</strong>.</p>
<p><a name="ctl00_CPH1_Messaggio1"></a>Insomma, benvenuti nel futuro.<br />
<em>abcdefgh</em></p>
<p><span style="color: #808080;"><em>Per esprimere il vostro parere su questa recensione, c&#8217;è lo spazio dei commenti; se invece vorreste anche voi mandarci un vostro pezzo, l&#8217;indirizzo email lo trovate come sempre in alto a destra!</em></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Android: il Google-Phone</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Sep 2008 14:08:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da mesi si vociferava l&#8217;uscita di un nuovo cellulare marchiato Google ed il 23 settembre 2008 è stato ufficializzato il primo &#8220;smart-phone&#8221; che utilizza il sistema operativo Android. Si tratta dell&#8217;HTC Dream (ribattezzato G1), ultimo arrivato della casa Tawainese che arriva sul mercato con un grande obbiettivo: battere l&#8217;iPhone. Cosa non facile visto il continuo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da mesi si vociferava l&#8217;uscita di un nuovo cellulare marchiato Google ed <strong>il 23 settembre 2008 è stato ufficializzato il primo &#8220;smart-phone&#8221; che utilizza il sistema operativo Android</strong>.</p>
<p>Si tratta dell&#8217;HTC Dream (ribattezzato <strong>G1</strong>), ultimo arrivato della casa Tawainese che arriva sul mercato con un grande obbiettivo: battere l&#8217;iPhone.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/g1.jpg"><img class="size-medium wp-image-722 alignleft" title="g1" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/09/g1-300x248.jpg" alt="" width="300" height="248" /></a></p>
<p>Cosa non facile visto il continuo successo che sta riscuotendo il costoso (e tecnologicamente antiquato) smart-phone by Apple; tuttavia le premesse ci sono tutte&#8230; o quasi.</p>
<p>Android è un <strong>sistema operativo open source</strong> per cellulari (per intenderci come Windows Vista o Ubuntu sono sistemi operativi per computer) interamente realizzato dall&#8217;azienda di Mountain View basandosi su Linux.</p>
<p>Open source significa che chiunque è in grado di migliorarlo e modificarlo nelle sue parti (seguendo la licenza), a differenza del sistema iPhone o Windows Mobile.</p>
<p>Android punta molto sullo sviluppo capillare di piccoli programmatori (ossia quello che accade quotidianamente con Linux) tanto da aver promosso una pregevole iniziativa premiando con un budget di 10 milioni di dollari i migliori progetti realizzati attraverso il pacchetto per sviluppatori di Android.</p>
<p><a href="http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2113769"><img class="alignnone" title="challenge" src="http://code.google.com/android/images/android_adc.gif" alt="" width="232" height="54" /></a>Il concorso (<a href="http://www.pitelefonia.it/p.aspx?i=2113769">al quale non si può partecipare dal&#8217;Italia</a>) ha già avuto i <a href="http://code.google.com/android/adc_gallery/">pr</a><a href="http://code.google.com/android/adc_gallery/">imi vincitori</a> dei montepremi da 275&#8217;000 $ e 100&#8217;000$ ma non si è ancora concluso nella sua seconda parte: avete ancora tempo per preparare una vostra applicazione, a patto che vi trasferiate&#8230;</p>
<p>Ovviamente sviluppare un&#8217;applicazione non è un&#8217;operazione per l&#8217;utente comune, ma la possibilità di avere <strong>una vasta scelta di applicazioni gratuite e indipendenti dal dispositivo</strong> utilizzato è molto allettante. &#8220;Indipendenti dal dispositivo&#8221; perché la caratteristica di Android è proprio quella di poter essere usato su qualsiasi cellulare di nuova generazione (ossia che abbia le prestazioni minime), dotato dei driver opportuni.</p>
<p>Al momento la proposta dell&#8217;HTC non va oltre le minime aspettative: display touch (480&#215;320), tastiera QUERTY a scomparsa, WiFi, GPS, fotocamera da 3.1 megapixel e dotato di un aspetto tutt&#8217;altro che gradevole.</p>
<p><strong>Il prezzo è competitivo: 179$</strong>. Prima che prendiate mani al portafoglio&#8230; il prezzo di lancio si riferisce al mercato americano, sottoscrivendo un abbonamento da 25 dollari al mese e non è quindi pensabile che in Europa venga offerto alla quota degli equivalenti 120€.</p>
<p><img class="alignleft" title="presentazione" src="http://www.punto-informatico.it/punto/20080924/luc_and01.jpg" alt="" width="325" height="181" /></p>
<p>Basti pensare che in America l&#8217;iPhone è venduto a 199$ (più contratto mensile), mentre in Italia si aggira sui 600€. E&#8217; molto probabile che nel 2009, quando verrà commercializzato in tutt&#8217;Europa il prezzo sarà giusto 20/30 € meno della concorrenza.</p>
<p>Non mancano però le pecche: non sarà possibile usare il cellulare per connettersi con il computer (ossia utilizzarlo come modem), non sarà possibile utilizzare il VoIP (Skype) e manca un&#8217;applicazione per aggiornare G1 atraverso il pc: Google crede che il dispositivo sia indipendente, infatti è studiato per fare tutto da solo ed essere sempre on-line (prospettiva che in Italia è fantascienza).</p>
<p>Ma è solo l&#8217;iPhone il concorrente dell&#8217;HTC? Cosa fanno le altre case produttrici?</p>
<p><strong>Samsung </strong>ha già risposto con un ottimo &#8220;Omnia SGH i900&#8243;, dotato di Windows Mobile: display touch, HDSPA, WiFi, fotocamera da 5.0 megapixel, schermo 240&#215;400 e un aspetto che ricorda molto l&#8217;iPhone.</p>
<p><strong>Nokia</strong> (leader mondiale del settore) sembra un po&#8217; arrancare: in uscita a breve troviamo l&#8217;N-96 gioiello di tecnologia, ma privo dell&#8217;ormai indispensabile touch; tuttavia la scheda tecnica dell&#8217;N-96 è sicuramente superiore ai rivali&#8230; così come il prezo: circa 700€. Per chi non si può permettere certe cifre è in dirittura d&#8217;arrivo l&#8217;N-85: un cellulare poco meno potente (molto più elegante, in fondo troverete tutte le immagini) ma dal costo di 515€ (cifra che il sottoscritto si sta preparando a spendere&#8230;).</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/iltubo.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-731" title="Nokia Tube" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/09/iltubo-300x193.jpg" alt="" width="189" height="121" /></a></p>
<p>E&#8217; solo dell&#8217;ultimissa ora l&#8217;anteprima del Nokia TUBE che dovrebbe essere presentato ad ottobre, il primo a presentare il famigerato schermo touch, ecco un&#8217;immagine di anteprima trapelata dal sito. (Forse cambierò idea sull&#8217;N-85!)</p>
<p>Nokia adotta il sistema operativo Symbian: sistema nato nel 98 da più società di cellulari; tuttavia, ultimamente, Nokia ha acquisito tutte le quote e ne ha fatto un sistema open source.</p>
<p>La scelta dell&#8217;acquirente è molto ampia, e ciò non può che essere un bene per il mercato. Con l&#8217;uscita di Android in molti si aspettavano una rivoluzione, così non è stato e non sarà ma sicuramente è stato fatto un grande passo verso una nuova era di telefonia mobile.</p>

<a href='http://www.bemagazine.tv/2008/09/25/android-il-google-phone/g1/' title='HTC Dream - G1'><img width="150" height="150" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/09/g1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="HTC Dream - G1" title="HTC Dream - G1" /></a>
<a href='http://www.bemagazine.tv/2008/09/25/android-il-google-phone/n96/' title='Nokia N-96'><img width="150" height="150" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/09/n96-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Nokia N-96" title="Nokia N-96" /></a>
<a href='http://www.bemagazine.tv/2008/09/25/android-il-google-phone/nokian85/' title='Nokia N-85'><img width="150" height="150" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/09/nokian85-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Nokia N-85" title="Nokia N-85" /></a>
<a href='http://www.bemagazine.tv/2008/09/25/android-il-google-phone/omnia/' title='Samsung Omnia SGH-i900'><img width="150" height="150" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/09/omnia-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Samsung Omnia SGH-i900" title="Samsung Omnia SGH-i900" /></a>
<a href='http://www.bemagazine.tv/2008/09/25/android-il-google-phone/iltubo/' title='Nokia Tube'><img width="150" height="150" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/09/iltubo-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Nokia Tube" title="Nokia Tube" /></a>

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		<title>Guida per Hacker Spaziali</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 14:25:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quante furono le persone a perire nello spazio? Credete davvero che mai nessuno morì a centinaia di chilometri dalla superficie terrestre? &#8220;Radio what&#8217;s new? Radio, someone still loves you&#8221;. Così diceva un gruppo britannico ormai defunto; ed è proprio così, qualcuno ama ancora la radio, ad esempio i fratelli Achille e Gian Battista Judica Cordiglia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quante furono le persone a perire nello spazio?<br />
Credete davvero che mai nessuno morì a centinaia di chilometri dalla superficie terrestre?</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/08/fortean_times_2664_5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-293" title="Fratelli Judica Cordiglia" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/08/fortean_times_2664_5.jpg" alt="I due fratelli all\'ascolto (cortesia dei fratelli Judica-Cordiglia)" width="360" height="240" /></a><em>&#8220;Radio what&#8217;s new? Radio, someone still loves you&#8221;</em>. Così diceva un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Queen">gruppo britannico</a> ormai defunto; ed è proprio così, qualcuno ama ancora la radio, ad esempio i  fratelli Achille e Gian Battista Judica Cordiglia. Se volete scoprire quale vita meravigliosa ha regalato la radio ai due torinesi, proseguite con la lettura!</p>
<p style="text-align: justify;">I due durante gli anni sessanta (in piena guerra fredda) riuscirono a intercettare le conversazioni radio tra i satelliti lanciati nello spazio dalle due superpotenze e le rispettive stazioni di lancio. Si possono considerare quindi, <strong>i primi hacker spaziali della storia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Infatti i nostri compatrioti furono i primi che si posero in mezzo ai potenti solo per il gusto di divertirsi ed imparare qualcosa sulle radio-trasmissioni, ossia lo spirito che spinge i veri hacker moderni.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma come andarono i fatti?</p>
<p style="text-align: justify;">Achille e Gian Battista erano due giovani torinesi interessati al mondo delle radio, e negli anni &#8217;50 incominciano ad allestire una &#8220;stazione di ascolto&#8221; in casa propria, montando ogni sorta di antenna sul proprio soffitto.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il 4 ottobre 1957 quando la Russia spedisce in orbita il primo satellite: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sputnik_1">lo Sputnik 1</a>. I due fratelli sono in camera a &#8220;studiare&#8221; con la radio accesa. La radio annuncia il successo del lancio e la frequenza alla quale trasmette il satellite: il passo fu breve <em>&#8220;Proviamo ad ascoltarlo?&#8221; &#8220;Perché no?&#8221;</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/08/sputnik.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-295" title="sputnik" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/08/sputnik-300x212.gif" alt="" width="300" height="212" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vi potrà sembrare strano, ma le prime navicelle spaziali(fino allo sbarco sulla Luna) comunicavano con la Terra tramite normalissime frequenze radio, ascoltabili da chiunque fosse nel raggio di ricezione e disponesse della frequenza d&#8217;onda (e quindi dell&#8217;apparecchiatura necessaria).</p>
<p style="text-align: justify;">Quel giorno, a Torino, incominciò un&#8217;incredibile avventura <strong>che portò i fratelli fino alla sede della NASA.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Prima di proseguire devo sottolineare che <em>tutto quello che dirò è documentato: registrato e filmato </em>(i due oltre alla radio si interessarono anche di cinematografia). Nella sezione Fonti troverete tutto il materiale disponibile sull&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;">Con lo Sputnik incominciò la gara alla conquista dello spazio, e i fratelli Judica Cordiglia si posero in mezzo a fare la cosa che più gli piaceva: &#8220;fare casino&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mese dopo il lancio, fu spedita in orbita la cagnetta più famosa del dopoguerra &#8220;Laika&#8221;, i nostri eroi <strong>riuscirono ad ascoltare il battito del cuore di Laika</strong> trasmesso via radio direttamente dallo spazio.</p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto la storia si fa più interessante e misteriosa. &#8220;Torre Bert&#8221; (così chiamarono la stazione d&#8217;ascolto) incominciò ad ingrandirsi e ad aumentare il numero di antenne, tutte costruite e progettate dai fratelli Judica, tarate sulle frequenze americane e russe.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il 28 novembre 1960, un anno prima che, ufficialmente, venne lanciato il primo uomo nello spazio</strong>, Torre Bert ascoltò qualcosa che non avrebbe mai voluto ascoltare: si trattava di un segnale di aiuto in codice Morse, trasmesso sulle onde sovietiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel giorno nessun essere vivente sarebbe dovuto essere nello spazio e l&#8217;Unione Sovietica non aveva avvertito di nessuna missione spaziale. Eppure i fratelli Judica Cordiglia riconobbero in quel segnale il famoso suono del SOS.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad aggiungere del macabro alla storia fu lo strano effetto Doppler: l&#8217;effetto Doppler è quello per cui quando ascoltate la sirena dell&#8217;ambulanza allontanarsi vi sembra diventi più grave, è dunque una caratteristica tipica di oggetti in movimento. Questo fenomeno avviene anche per le frequenze di trasmissioni soprattutto per corpi come i satelliti che si muovono a velocità enormi. In quel caso però l&#8217;effetto Doppler non fu forte come ci si potrebbe aspettare da un corpo in orbita, inoltre il segnale si affievoliva, come se il corpo si allontanasse: si trattava di un segnale che stava abbandonando l&#8217;orbita terrestre. <strong>Fu il primo uomo a viaggiare e morire nello spazio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">A questo punto i fratelli incominciano a godere di una certa fama, tanto che vengono contattati da una radio svizzera, come esperti nel campo spaziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Evidentemente l&#8217;Unione Sovietica stava preparando la spedizione che avrebbe portato <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jurij_Alekseevi%C4%8D_Gagarin">Jurij Alekseevič Gagarin </a>nello spazio. Ma quel segnale di aiuto non fu l&#8217;unica esperienza drammatica ai quali, i due fratelli inermi, assistettero: pochi mesi dopo ascoltarono un rantolo provenire dallo spazio seguito dal battito di un cuore. <strong>Chi era quell&#8217;astronauta? </strong>L&#8217;URSS fa sapere di aver lanciato in orbita un satellite il quale si è disintegrato, <em><strong>coincidenza?</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/08/nasa.gif"><img class="alignleft size-medium wp-image-292" title="Articoli di giornale" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/08/nasa-141x300.gif" alt="" width="141" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Fu il 12 aprile quando ascoltarono la voce di Jurij Gagarin.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo quell&#8217;anno i lanci spaziali si moltiplicarono, i fratelli portarono &#8220;Torre Bert&#8221; in collina ed escogitarono un sistema per sapere quando era possibile ascoltare i segnali inviati dallo spazio (basato sul tempo impiegato da un satellite per compiere un giro intorno al globo terrestre).</p>
<p style="text-align: justify;">Il 20 febbraio 1962 John Glenn viene lanciato nello spazio, ma gli USA non dicono a quale frequenza trasmetteranno: è qui che lo spirito hacker si manifesta con più eloquenza.</p>
<p style="text-align: justify;">I fratelli Judica Cordiglia riescono a capire la frequenza di trasmissione degli Stati Uniti in base ad una foto. Dal recupero di una capsula &#8220;Mercury&#8221; caduta in mare riescono a calcolare la lunghezza dell&#8217;antenna (ricavando la scala della foto dalle persone che sono presenti) e quindi la frequenza di trasmissione.</p>
<p style="text-align: justify;">Furono così gli unici ad ascoltare la voce del cosmonauta, e in Torre Bert quel giorno ci fu il pienone di curiosi, compreso il console americano che fece da traduttore alla trasmissione spaziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma la popolarità dei due fratelli non passò inosservata nemmeno in Russia: un giorno ai due bussò alla porta un italiano che si spacciava per giornalista. Ma quando l&#8217;uomo uscì di casa, arrivò un agente del SIFAR (controspionaggio italiano) che svelò l&#8217;identità di quel giornalista: una spia dell&#8217;unione sovietica. Achille e Gian Battista erano dentro qualcosa molto più grande di loro.</p>
<p style="text-align: justify;">Intanto &#8220;l&#8217;hackeraggio&#8221; continuava, i torinesi riuscirono a carpire il codice segreto russo che preannunciava un lancio spaziale: si trattava di un motivo musicale di Musorgskij (compositore russo) trasmesso in coro dalle stazioni russe su alcune frequenze mai annunciate ufficialmente.</p>
<p style="text-align: justify;">E gli ascolti proseguivano; il rantolo non fu, purtroppo, l&#8217;ultimo ascolto macabro: la voce di una donna russa, che dallo spazio dice &#8220;<em><strong>Pronto. Pronto. Parlatemi&#8221; &#8220;Ho caldo, ho caldo&#8221; &#8220;Vedo una fiamma&#8221; &#8220;Mi schianterò?&#8221; </strong></em>Era il 1961.</p>
<p style="text-align: justify;">La fama dei fratelli era all&#8217;apice quando Mike Bongiorno li invitò al famoso &#8220;La fiera dei sogni&#8221;: se avessero risposto giusto a tutte le domande sul loro argomento preferito avrebbero potuto realizzare il loro sogno. Ovviamente l&#8217;argomento fu lo spazio e il loro sogno visitare la sede della NASA. Altrettanto ovviamente i due risposero esattamente a tutte le domande e si conquistarono il viaggio verso gli States.</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivati alla NASA l&#8217;accoglienza fu fredda, si aspettavano di dover fare da babysitter a due italiani con l&#8217;hobby della radio. Ma quando, arrivati nello studio di un dirigente, fecero ascoltare le prime parole di John Glenn (parole che mai nessuno avrebbe dovuto ascoltare) questa fu la faccia del responsabile NASA:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/08/nasa.jpg"><img class="size-full wp-image-291 aligncenter" title="John Haussman" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/08/nasa.jpg" alt="John Haussman all'ascolto delle registrazioni dei fratelli Judica Cordiglia (fotogramma di &quot;Pirati dello spazio&quot;)" width="500" height="283" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Così la NASA capì che dai due poteva avere utili informazioni. Il problema è che non sapeva se poteva fidarsi, iniziò così uno scambio di bigliettini con le frequenze russe (scoperte dagli italiani) e quelle americane (regalate dalla NASA).</p>
<p style="text-align: justify;">La storia delle intercettazioni spaziali giunge alla fine con lo sbarco sulla Luna, ma prima i due si levano uno sfizio: radio Mosca smentisce ufficialmente le registrazioni dei fratelli Judica Cordiglia (soprattutto per quanto riguarda i morti nello spazio), per i due però si trattò piuttosto di una conferma internazionale del loro valore.</p>
<p style="text-align: justify;">Se avete qualche altra curiosità o considerazione non esitate a commentare!</p>
<pre style="text-align: justify;">Nessun radio-amatore è stato maltrattato per la realizzazione di questo articolo.</pre>
<p style="text-align: justify;">Fonti:</p>
<p style="text-align: justify;">ForteanTimes: <a href="http://www.forteantimes.com/features/articles/1302/lost-in-space.html">Lost in Space</a><br />
<a href="http://www.lostcosmonauts.com/">Lost cosmonauts</a><br />
<a href="http://www.historychannel.it/primopiano.php?id_page=102&amp;id_art=549">Pirati dello spazio </a>(Scritto e diretto da Alessandro Bernard, Enrico Cerasuolo e Paolo Ceretto)</p>
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		<title>Febbre da Iphone</title>
		<link>http://www.bemagazine.tv/2008/07/14/febbre-da-iphone/</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jul 2008 13:41:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caarot</dc:creator>
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		<description><![CDATA[11 Luglio 2008 data da ricordare per l&#8217;uscita ufficiale in Italia del gadget più desiderato degli ultimi anni Iphone3g! 115 mm di meraviglia corredato da uno schermo multitouch da 3.5&#8243; , una serie che diventerà vastissima di applicazioni da poter scaricare e installare direttamente sul proprio telefono grazie alla possibilità di connettersi in wifi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11 Luglio 2008 data da ricordare per l&#8217;uscita ufficiale in Italia del gadget più desiderato degli ultimi anni Iphone3g! 115 mm di meraviglia corredato da uno schermo multitouch da 3.5&#8243; , una serie che diventerà vastissima di applicazioni da poter scaricare e installare direttamente sul proprio telefono grazie alla possibilità di connettersi in wifi e umts, e tante altre piccole cose che rendono a tratti innovativo il nuovo nato di casa Apple.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/07/dliphone209b.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-233" title="dliphone209b" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/07/dliphone209b-300x274.jpg" alt="Iphone3g" width="300" height="274" /></a></p>
<p>Non a caso diciamo a tratti perchè , come da anni ci ha abituato sir Steve Jobs , ci sono dei punti che fanno discutere, ne elenco giusto un paio:</p>
<p>1)Camera da 2.0 megapixel e solo sulla parte posteriore del dispositivo</p>
<p>2)Impossibilità di inviare mms</p>
<p>3)Impossibilità di utilizzare il telefono come modem esterno</p>
<p>4)Assenza della tastiera e quindi relativa scomodità di utilizzo</p>
<p>Tanti altri punti in questi giorni sono stati dibattuti da vari utenti nella blogosfera, ma soprattutto lo scandalo è rappresentato dalle tariffe di abbonamento! Iphone è un telefono costruito e pensato da Apple per essere venduto in scala mondiale, e in molti paesi al posto della normale ricaricabile italiana utilizzano un contratto della durata varibile da 12 a 24 mesi che consente di avere, pagando una quota mensile, un tot di chiamate e un tot di sms e in più solitamente Internet illimitato.</p>
<p>Iphone ,infatti, è concepito per un utilizzo costante della rete vedi anche l&#8217;introduzione del AGPS [o Assisted Gps] che consente l&#8217;utilizzo delle mappe di Google Maps come un vero e proprio navigatore satellitare. Oltre a questa feature, l&#8217;utilizzo della tecnologia push per le email e il display ampio che unito a un ottimo browser come Safari rendono l&#8217;esperienza di navigazione simile a quella di un normale pc.</p>
<p>Sul sito<a title="Iphoneaffossato.com" href="http://www.iphoneaffossato.com"> www.iphoneaffossato.com</a> potete vedere da voi tutte le tariffe che sono state fini qui proposte da Tim e Vodafone e fare le debite conclusioni.</p>
<p>In conclusione una domanda molto semplice: Iphone solo fenomeno commerciale o gadget dell&#8217;anno?</p>
<p>PS: i prezzi per l&#8217;Iphone con ricaricabile sono 499 € per la versione da 8gb e 569 € per la versione da 16gb.</p>
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		<title>Il mistero di Tunguska</title>
		<link>http://www.bemagazine.tv/2008/07/12/il-mistero-di-tunguska/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jul 2008 15:12:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>4011</dc:creator>
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		<description><![CDATA[30 giugno 1908, sette di mattina: mai alba fu così luminosa in Siberia. Il fiume Tunguska udì la più grande esplosione della storia; pari a 1000 (mille) volte l&#8217;esplosione avvenuta ad Hiroshima (vedi grafico) Un contadino che si trovava a 65 km di distanza, il testimone più vicino all&#8217;evento, fu gettato a terra dall&#8217;onda d&#8217;urto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">30 giugno 1908, sette di mattina: mai alba fu così luminosa in Siberia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il fiume Tunguska udì la più grande esplosione della storia</strong>; pari a 1000 (mille) volte l&#8217;esplosione avvenuta ad Hiroshima (<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/07/nukecloud.png" target="_blank">vedi grafico</a>)</p>
<p style="text-align: justify;">Un contadino che si trovava a 65 km di distanza, il testimone più vicino all&#8217;evento, fu gettato a terra dall&#8217;onda d&#8217;urto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pare che nella mezzanotte di quel giorno a Londra si potesse leggere il giornale</strong>, senza l&#8217;uso di luci artificiali.</p>
<p style="text-align: justify;">Quale fu la causa? Non di certo una bomba atomica (la prima fu realizzata dagli Stati Uniti 35 anni dopo). La risposta più logica che viene in mente è  un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meteorite">meteorite</a> (o una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cometa">cometa</a>).</p>
<p style="text-align: justify;">In ogni caso, ci si potrebbe aspettare che, visitando il luogo, si trovi una cratere, quantomeno <em>ENORME.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/07/nukecloud.png" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-229 alignleft" style="float: left;" title="nukecloud" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/07/nukecloud-300x225.png" alt="tunguska, nuke, esplosione, fungo" width="317" height="238" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Vi suonerà strano, ma crateri non ne sono mai stati trovati: solo alberi abbattuti e molte testimonianze incredibili.</p>
<p style="text-align: justify;">Il contadino Semen descrive così ciò che vide:</p>
<p style="text-align: center;">&#8220;<em>Il cielo si spezzò in due. Ci fu un gran fuoco oltre la foresta, </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>da dove proveniva la fiamma si sentiva arrivare un grande calore &#8230; </em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Poi il cielo si chiuse e si sentì un gran tonfo e io fui gettato via di alcuni metri.</em></p>
<p style="text-align: center;"><em>Dopo un suono, come di cannoni, la terra tremò&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Pare che alcuni treni della &#8220;transiberiana&#8221;, a migliaia di kilometri di distanza, deragliarono.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando non si ha una certezza agli scienziati, si sa, piace sognare, così molte furono  le ipotesi tirate in ballo per quell&#8217;esplosione.<br />
<em>Un buco nero, 2 etti di antimateria&#8230; un attacco alieno</em> (c&#8217;è chi parla di una scoreggia di Galeazzi, ma lui smentisce).</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ipotesi più accreditata fu che un corpo extraterrestre (non pensate male, si intende un asteroide) sia esploso ad una notevole altezza polverizzandosi e <strong>generando tanta energia quanta ne liberano 40 mila tonnellate di meringata&#8230;</strong> (o se preferite ciò che produce una centrale nucleare di medie dimensioni in un anno)<br />
Molti furono gli studi, ma fino a poco tempo fa non portarono ad alcun risultato.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1991<strong> l&#8217;università di Bologna</strong> incominciò a istituire alcune spedizioni sul luogo per analizzare meglio i dati (ad esempio l&#8217;angolazione degli alberi abbattuti ecc.).<br />
Questi studi focalizzarono l&#8217;attenzione su di un laghetto, il lago Cheko, 8 km più in là di quello che si ritiene il centro dell&#8217;esplosione.</p>
<p style="text-align: justify;">Quel lago fu già studiato dai primi ricercatori russi che si interessarono dell&#8217;impatto (non iniziarono prima del 30, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_russa_del_1905" target="_blank">per motivi che potete facilmente immaginare</a>) i quali conclusero che il lago era antico e millenario. Infatti, i russi analizzando il fondo del lago scoprirono che il fondale era sedimentario, un tipo che non può essere generato dall&#8217;impatto con una meteorite.</p>
<p style="text-align: justify;">I ricercatori di Bologna, però, analizzando meglio il fondale, si sono accorti che solo una parte del lago ha un fondale sedimentario, mentre esiste una zona con un fondale completamente diverso e con una vegetazione diversa, compatibile con l&#8217;impatto di una grande corpo extraterrestre.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/07/immagine.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-230 alignleft" style="float: left;" title="Laghi" src="http://www.bemagazine.tv/index.php?feedimage=wp-content/uploads/2008/07/immagine-217x300.jpg" alt="laghi" width="217" height="300" /></a>Potete notare dal disegno che il fondale del lago non ha la solita forma a &#8220;vaschetta&#8221; tipica dei laghi ghiacciati (e di gran parte dei laghi in realtà, il lago Nikolaji è preso a mo&#8217; di esempio) ma ha la forma di cono rovesciato molto simile al lago &#8220;Odessa&#8221; il lago generato dall&#8217;impatto con un meteorite che causò la scomparsa dei dinosauri.</p>
<p style="text-align: justify;">Pare che il fiume Cheko,  avesse, col tempo, creato un piccolo lago, buono per farci il bagno (quando non è ghiacciato) e che una  &#8220;scheggia&#8221; del meteorite colpì il centro del lago proprio cento anni fa.<br />
Dico una scheggia perché non si è ancora riusciti a trovare traccia materiale del corpo extraterrestre, si è solo notato che al centro del lago (raggiunto con un catamarano e tanta voglia di prendere freddo dai nostri compatrioti) vi è un particolare campo magnetico, compatibile con la presenza di molto ferro, ma è probabile che <strong>l&#8217;impatto principale sia avvenuto a 10 km dal suolo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Gli impatti di grandi meteoriti sulla Terra non sono certamente un evento quotidiano, ma sicuramente nemmeno così inusuale. Molto spesso però i meteoriti sono di una dimensione incapace di oltrepassare l&#8217;atmosfera (che con l&#8217;attrito &#8220;brucia&#8221; gran parte del corpo). Quando i meteoriti sono troppo grossi per essere infastiditi dall&#8217;atmosfera sono c..zi acidi per tutti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ma quanti sono i corpi extraterrestri che colpiscono la Terra? 1 all&#8217;anno? 100 al giorno?</strong><br />
Un numero sicuro non si può dire con certezza, ma secondo degli studi (Bland 2002) , <em>sono tra 18000 e 84000 i corpi che piovono dal cielo ogni anno</em>,  tantissimi non credete? Ma come già detto, non tutti arrivano fino al suolo!</p>
<p style="text-align: justify;">La storia dei meteoriti che hanno colpito la Terra è lunga.<br />
4,5 miliardi di anni fa un meteorite delle dimensioni di Marte colpì la Terra e causò la nascita della Luna, sono passati invece 65 milioni di anni da quando un asteroide colpì il centro-America e estinse per sempre i dinosauri (è quasi certo che preparano una contromisura come nel film &#8220;Armageddon&#8221; ma non riuscirono ad indossare le tute spaziali&#8230;).<strong> Quando il prossimo?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Spesso si sente dire &#8220;Nel 20xx un meteorite distruggerà la Terra&#8230;&#8221;, io ho sempre creduto che queste preoccupazioni lasciassero il tempo che trovino, è vero però che il pericolo c&#8217;è: pensate se, anziché la Siberia, il meteorite avesse colpito Roma&#8230; avete il permesso di toccarvi&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">Ritornando a Tunguska, i risultati finali della ricerca bolognese non sono ancora stati pubblicati (molti sono già stati anticipati, l&#8217;articolo dovrebbe uscire quest&#8217;anno) tuttavia se verranno confermate le anticipazioni che vi ho dato (comparse su &#8220;Scientific American&#8221;) si può concludere che il mistero di Tunguska è stato svelato, 100 anni dopo, grazie ad un valoroso gruppo di italiani. Per verificare la loro teoria basterà constatare la presenza in fondo al lago Cheko del meteorite, e poter dichiarare risolto l&#8217;enigma.</p>
<p style="text-align: justify;">Grazie e ciao!</p>
<h5>Le immagini sono prese da Wikimedia e &#8220;A possible impact crater for the 1908 Tunguska Event&#8221; (di L. Gasperini, F. Alvisi, G. Biasini, E. Bonatti, G. Longo, M. Pipan, M. Ravaioli and R. Serra).<br />
Tutte le argomentazioni (e molte altre) le potete trovare (in english) nell&#8217;articolo sopracitato (<span style="color: #00ffff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www3.interscience.wiley.com/journal/118535617/abstract?CRETRY=1&amp;SRETRY=0" target="_blank">qui</a></span></span>) e sull&#8217;articolo di Scientific American (<span style="color: #00ffff;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.sciam.com/article.cfm?id=the-tunguska-mystery-100-years-later" target="_blank">qui</a></span></span>). E se proprio volete saperne ancora di più, andate <span style="color: #00ffff;"><a href="http://www-th.bo.infn.it/tunguska/" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">qui</span></a></span> (sito dei ricercatori bolognesi)</h5>
<h6 style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Nessun elettrone è stato maltrattato per la creazione di questo articolo.</span></h6>
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