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	<title>BE! Magazine &#187; Scrivere/Leggere</title>
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	<description>Essere, Bside, Beneficenza</description>
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		<title>Alessia Donati parla di &#8220;Lucia e il corpo di Alessia&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Dec 2010 17:03:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>axel80</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È un piacere riavere sulle nostre pagine un&#8217;amica di BE! Magazine, una grande artista del panorama sexy italiano. Amatissima dai suoi fan, ha riscosso grande successo sin dalla sua prima apparizione ed è per questo motivo che con grande curiosità l&#8217;abbiamo incontrata ancora, non per parlare stavolta di qualche suo film o qualche sua partecipazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080;">È un piacere riavere sulle nostre pagine un&#8217;amica di <em>BE! Magazine</em>, una grande artista del panorama sexy italiano. Amatissima dai suoi fan, ha riscosso grande successo sin dalla sua prima apparizione ed è per questo motivo che con grande curiosità l&#8217;abbiamo incontrata ancora, non per parlare stavolta di qualche suo film o qualche sua partecipazione ad una fiera, ma del suo libro. Ebbene sì, la nostra Alessia si è trasformata in scrittrice e la sua opera prima è: &#8220;<strong>Lucia e il corpo di Alessia</strong>&#8220;. Un romanzo erotico di cui non vi anticipo niente e vi invito a leggere l&#8217;intervista qui di seguito.</span></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/58297_124485264268370_100001206923127_144079_85090_n.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/58297_124485264268370_100001206923127_144079_85090_n-280x202.jpg" alt="" title="Lucia e il corpo di Alessia - copertina" width="280" height="202" class="aligncenter size-medium wp-image-8112" /></a></p>
<p><strong>Ciao, è un piacere riaverti sulle nostre pagine! Questa volta però non per parlare di un tuo film o di una fiera a cui partecipi, ma della tua opera prima letteraria: <em>Lucia e il corpo di Alessia</em>! Come mai hai deciso di scrivere un libro?</strong><br />
<em>Ci tengo a precisare che non è una passione nata dopo che sono diventata attrice hard, diciamo  che già nell&#8217;adolescenza coltivavo questo hobby. Mi piaceva scrivere sia il classico diario giornaliero, ma anche aneddoti che capitavano ad altri o storie che sentivo. Ero capace da un sogno di elaborarci un racconto.</em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/DSC_1358.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/DSC_1358-185x280.jpg" alt="" title="Alessia Donati" width="185" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-8102" /></a></p>
<p><strong>Da cosa hai tratto ispirazione per scriverlo?</strong><br />
<em>L&#8217;ispirazione è nata dalla svolta che ho dato alla mia vita da quando mi sono cimentata con il mondo dell&#8217;hard. </em></p>
<p><strong>È un romanzo erotico. È un genere letterario che sei solita leggere?</strong><br />
<em>Sì, sono sempre stata attratti da romanzi che avessero anche uno scenario erotico all&#8217;interno della storia.</em></p>
<p><strong>Nel retro di copertina è definito <em>un romanzo provocante e provocatorio, in cui si mescolano storie vere, ma anche fantasia e fantasie</em>. La protagonista è Alessia. Quanto c&#8217;è di te nell&#8217;Alessia del libro? </strong><br />
<em>Voglio precisare che non è un&#8217;autobiografico il romanzo, per quello c&#8217;è tempo, sento che ho ancora molto da dare a tutte le persone che mi seguono. Comunque, se dovessimo dividere in percentuale, potremmo dire un 40% di storie inventate, un 30% di storie che mi sono state raccontate e che io ho fatto mie e un 20% di Alessia Donati.</em></p>
<p><strong>Alessia vive un&#8217;infanzia molto chiusa e sente poi il bisogno di trasgredire. Una cosa comune a molte persone anche nella vita reale. Credi che il &#8220;reprimere&#8221; accentui poi la voglia di evasione?</strong><br />
<em>È questo il punto, uno non dovrebbe evadere perché represso, se uno sente delle esigenze, ha delle necessità deve viverle, deve sperimentarle&#8230; nel momento stesso in cui le avverte. Io non lo ricondurrei all&#8217;infanzia chiusa, ma al desiderio e alla voglia di scoprire e di conoscere cosa c&#8217;è dentro di noi.</em></p>
<p><strong>Lucia, l&#8217;altra protagonista, è la migliore amica di Alessia, quasi una sorella, con cui condivide tutto, compresa l&#8217;intimità fisica. Anche tu hai amiche con cui hai questo tipo di rapporto?</strong><br />
<em>Lo sanno anche i muri della passione che io ho per le donne. Non sono lesbica e ci tengo a sottolinearlo perché molti non hanno ben presente la distinzione sostanziale tra l&#8217;essere bisex e l&#8217;essere lesbica. Ovviamente non tutte le mie amiche sono bisex, ma ce ne sono parecchie che sanno vivere liberamente e in maniera spensierata la propria sessualità. Comunque a volte rimango stupita da dei piccoli gesti che le mie amiche &#8220;normali&#8221; fanno e allora penso che la mia filosofia secondo cui in ogni donna c&#8217;è desiderio per un&#8217;altra donna non è tanto paradossale, bisognerebbe solo avere il coraggio e la volontà di farlo emergere, di farlo vivere.</em> </p>
<p><strong>Alessia compie una specie di &#8220;gavetta&#8221;: prima ballerina, poi lap dancer, poi escort, ma rifiuta il porno per paura di un&#8217;etichetta. Nella tua esperienza invece non hai avuto paura dell&#8217;etichetta con i tuoi familiari?</strong><br />
<em>Questo è un discorso a parte, innanzitutto non parlerei di paura. La mia è stata una decisione maturata in un età in cui una persona sa quello che vuole o meno dalla vita, sa a cosa può andare incontro, ma poichè la mia famiglia è una famiglia di persone intelligenti, non ho avuto nessun problema. Sai, io penso che l&#8217;unica cosa importante è avere la consapevolezza di quello che si decide di fare. </em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/ZV5D6965.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/ZV5D6965-186x280.jpg" alt="" title="Alessia Donati" width="186" height="280" class="alignright size-medium wp-image-8107" /></a></p>
<p><strong>A proposito di escort, ultimamente se ne sente parlare sempre più spesso&#8230;a  te è mai stato proposto come all&#8217;Alessia protagonista del libro?</strong><br />
<em>Diciamo che è all&#8217;ordine del giorno ricevere delle proposte di questo tipo, alcune veramente bizzarre, altre paradossali&#8230;</em></p>
<p><strong>L&#8217;Alessia protagonista del libro odia i boxer larghi negli uomini, anche tu?</strong><br />
<em>Sì, questa è una cosa che ci accomuna&#8230; inguardabili!!!</em></p>
<p><strong>Molti lettori si saranno chiesti cosa c&#8217;è di reale nel libro. Puoi darci qualche indizio?</strong><br />
<em>Beh, di reale c&#8217;è il personaggio di Lucia. Cioè, mi spiego meglio. Agli inizi della mia carriera di attrice, un regista mi propose di girare un film con una ragazza che era costretta sulla carrozzina a causa di un incidente, ma voleva continuare a vivere e voleva dimostrare al mondo che, nonostante l&#8217;handicap, anche lei aveva delle emozioni, dei desideri, una sessualità. Pertanto voleva girare una scena lesbo. In un primo momento rimasi annichilita, presi tempo chiedendo di conoscere questa persona. Beh, io rimasi sconvolta dalla vitalità di questa donna che mi travolse nel suo vortice di emozioni. Per cui accettai. Purtroppo la casa di distribuzione si tirò in dietro perché non voleva rischiare, dopotutto era un argomento scottante&#8230; e la reazione della società era un&#8217;incognita&#8230; Quindi ho voluto rievocare, anche se cambiando tutto il contesto, questa donna in Lucia.</em></p>
<p><strong>Se dovessero proporti di fare un film da questo tuo libro, vorresti partecipare alla scrittura della sceneggiatura e alla scelta degli attori protagonisti?</strong><br />
<em>Lascerei ad uno sceneggiatore il compito di scrivere la sceneggiatura, certo mi candiderei per la parte di Alessia&#8230; chi meglio di me potrebbe interpretarla???</em></p>
<p><strong>Ci sarà un seguito a questa prima opera? Hai già in cantiere altre idee?</strong><br />
<em>Io di idee ne ho sempre tante&#8230; in cantiere. Il finale del libro è una porta aperta&#8230; Quindi lasciamo tempo al tempo e vedremo cosà succederà.</em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/ZV5D7030.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/ZV5D7030-280x186.jpg" alt="" title="Alessia Donati in intimo" width="280" height="186" class="aligncenter size-medium wp-image-8110" /></a></p>
<p><span style="color: #808080;">Grazie ancora ad Alessia per la disponibilità. Come sapete, potete seguirla oltre che nei migliori locali italiani con i suoi spettacoli e in dvd nei suoi film, anche su Facebook e Myspace.<br />
Il suo libro lo trovate nelle migliori librerie, online e non.</span></p>
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		<title>Recensione libro: &#8220;La Caccia al Tesoro&#8221; di Andrea Camilleri</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 10:41:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da poco nelle librerie la nuova impresa del celeberrimo commissario Salvo Montalbano&#8230; eppure non è già più possibile definirla &#8220;l&#8217;ultima&#8221;, essendo stata seguita dal curioso &#8220;Acqua in bocca&#8221;, scritto a quattro mani da Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli. Sono sicuro che molti di voi prevedono però di leggere &#8220;La caccia al tesoro&#8221; prima del termine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/08/Andrea-Camilleri.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/08/Andrea-Camilleri-280x186.jpg" alt="" title="Andrea Camilleri" width="280" height="186" class="alignleft size-medium wp-image-6939" /></a> Da poco nelle librerie la nuova impresa del celeberrimo commissario <strong>Salvo Montalbano</strong>&#8230; eppure non è già più possibile definirla <em>&#8220;l&#8217;ultima&#8221;</em>, essendo stata seguita dal curioso <em>&#8220;Acqua in bocca&#8221;</em>, scritto a quattro mani da <strong>Andrea Camilleri</strong> e <strong>Carlo Lucarelli</strong>. Sono sicuro che molti di voi prevedono però di leggere &#8220;<strong>La caccia al tesoro</strong>&#8221; prima del termine della stagione estiva e mi permetto di esprimere, umilmente, il mio giudizio.</p>
<p>Il libro si apre con la curiosa follia religiosa di due anziani del paese, eroicamente neutralizzati da un commissario che però sente sempre più l&#8217;incombere della vecchiaia (è più vicino ai sessant&#8217;anni che ai 50) e rimane parecchio impressionato dalle stranezze della casa, la giungla di crocifissi e la vecchia e malconcia bambola gonfiabile. Bambola che porterà in seguito ad una serie di malintesi, tra i quali uno esilarante con il figlio delinquente di <strong>Adelina</strong>.<br />
La monotonia derivante dall&#8217;inedità tranquillità sarà rotta da una <em>&#8220;caccia al tesoro&#8221;</em>, organizzata da un anonimo avversario ed alla quale partecipa il solo commissario; semba un gioco, ma man mano che si procede, le tinte della sfida si fanno sempre più fosche&#8230;</p>
<p>Si può senza dubbio parlare di un&#8217;opera minore per il prolifico scrittore siciliano, una trama banalotta e priva di colpi di scena, che punta tutto sulla crudezza della parte finale. Una violenza insensata e disturbante, che ricorda una certa letteratura americana, ma che &#8220;stona&#8221; parecchio con il registro espressivo placido e familiare da sempre utilizzato da Andrea Camilleri.</p>
<p>I personaggi di contorno ai quali siamo affezionati restano sullo sfondo e non hanno alcuna evoluzione: il puntiglioso <strong>Fazio</strong>, il donnaiolo <strong>Augello</strong>, il <em>&#8220;babbo&#8221;</em> <strong>Catarella</strong> e <strong>Livia</strong> con le sue schermaglie amorose (cioè le <em>sciarratine</em> telefoniche). Ritorna <strong>Ingrid</strong> (<em>la signora Sciosciostrommi</em>. direbbe Catarella) ed insieme a lei il particolare rapporto che la lega al commissario.</p>
<p>Molto interessante si presenta invece il personaggio di <strong>Arturo Pennisi</strong>, studente curioso e dotato che Salvo Montalbano vede inizialmente come un proprio alter ego più giovane; peccato che la sua figura esca appiattita e banalizzata proprio nel momento in cui ci si aspetterebbe una maggiore introspezione.<br />
Segnalo anche l&#8217;incontro che dà l&#8217;ultimo tocco di leggerezza prima del <em>gore</em> finale, quello con un compagno di classe (grasso ed onanista) della ragazza scomparsa e la sua iperprotettiva madre.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/08/la-caccia-al-tesoro.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/08/la-caccia-al-tesoro-196x280.jpg" alt="la caccia al tesoro - Andrea Camilleri" title="la caccia al tesoro" width="196" height="280" class="aligncenter size-medium wp-image-6940" /></a></p>
<p><strong>Da non leggere se..</strong>. vi aspettate un libro all&#8217;altezza della fortunata serie.<br />
<strong>Da leggere se&#8230;</strong> proprio non può mancarvene nessuno, se cercate un Montalbano che sicuramente non verrà proposto su <em>Rai 1</em> (a causa dell&#8217;eccessiva violenza) o se per una volta volete togliervi la soddisfazione di risolvere l&#8217;enigma prima di Luca Zingaret&#8230; ehm, Salvo Montalbano!</p>
<p>Voto: <strong>5.5/10</strong>.</p>
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		<title>Charles Baudelaire: le poèt maudit</title>
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		<pubDate>Wed, 06 May 2009 08:15:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Un esordio ed un ritorno sulle pagine di BE! Magazine: esordisce la poesia, con un articolo dedicato ad un artista controverso, ma sempre di grande attualità, il cosiddetto &#8220;poeta maledetto&#8221; Charles Baudelaire; per parlarci di lui, torna Nicola Celentano, già ospitato su queste pagine diversi mesi fa. Vi lascio al suo contributo&#8230; Nato a Parigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/charles-baudelaire.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/charles-baudelaire-189x300.jpg" alt="" title="Charles Baudelaire" width="189" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2664" /></a> <span style="color: #808080;"><em>Un esordio ed un ritorno sulle pagine di </em>BE! Magazine<em>: esordisce la poesia, con un articolo dedicato ad un artista controverso, ma sempre di grande attualità, il cosiddetto &#8220;poeta maledetto&#8221; <strong>Charles Baudelaire</strong>; per parlarci di lui, torna Nicola Celentano, già ospitato su queste pagine diversi mesi fa. Vi lascio al suo contributo&#8230;</em></span></p>
<p>Nato a <strong>Parigi</strong> nel 1821, suo padre morì quando lui aveva 6 anni. <strong>Charles Baudelaire</strong> godette per un felice e breve periodo di tutte le tenerezze della madre, ma quando lei si risposò con un ufficiale, lui si sentì tradito. Con la maggiore età entrò in possesso dell’eredità paterna, che però dimezzo in pochi anni con il suo tenore di vita; il patrigno lo mise sotto la custodia di un notaio, dal quale aveva un modesto stipendio mensile. Cominciò a lavorare come giornalista e critico d’arte e musica. Nel 1848 partecipò alla rivoluzione parigina. Si dedica poi alla vita elegante e dispendiosa del <strong>dandy</strong> (uomo dai gusti raffinati ed eccentrici che, disgustato dalla mediocrità della vita comune, tenta di attuare il progetto di una vita al di là della morale comune, fondata sul culto dell’apparenza e dell’<em>Estetismo</em>) vivendo in un lussuoso appartamento con l’attrice <strong>Jeanne Duval</strong>, alla quale rimarrà legato per tutta la vita. Incalzato da debiti e usurai, si rifugia nella squallida vita della metropoli, cercando di evadere dai suoi problemi attraverso l’alcol e la droga. Avverte però il bisogno di riscattarsi, di vivere una vita ordinata e normale. Nel 1857, pubblica <strong>“I Fiori del Male”</strong>, la raccolta di poesie che segna la definitiva rottura con la tradizione e inaugura la lirica moderna. L’opera fu censurata per oscenità e oltraggio alla morale. Nel 1863 pubblica l’altra raccolta di poesie <em>“Spleen di Parigi”</em>. Colpito da una paralisi, muore nel 1867. </p>
<p>Lo <strong>spleen</strong> è una forma particolare di disagio esistenziale, che si traduce &#8211; a livello espressivo &#8211; in una fertile  creatività poetica, capace di oggettivizzare le sensazioni e gli stati d&#8217;animo in numerose immagini visionarie,  prodotte dall&#8217;inconscio baudeleriano. Lo spleen è una particolare caratterizzazione dell’inettitudine, che indubbiamente include elementi di debolezza psicologica e di mancato adeguamento al reale, ma che &#8211; a differenza della noia leopardiana &#8211; non produce argomentazione e pensiero, riflessività sulla condizione umana, ma si gioca tutta a livello artistico nella resa espressionistica degli effetti devastanti, allucinatori dell&#8217;angoscia esistenziale.</p>
<p>L’eroe decadente si chiude infatti sempre più in sé stesso, cercando di ascoltare quelle voci interiori e quelle folgorazioni che lo portavano a trovare le famose <strong>“correspondances”</strong>, cioè le corrispondenze che collegano in modo misterioso tutte le cose. Tali corrispondenze derivano dal fatto che l&#8217;artista decadente, ammettendo che la realtà non è conoscibile attraverso le teorie scientifiche e quindi con la ragione, individua tale incapacità nella vera essenza del mondo che si trova al di là della realtà sensibile; quindi l&#8217;unico mezzo per attingere alla realtà nuda e schietta è il totale abbandono all&#8217;empatia e all’irrazionalità. Dette corrispondenze, che uniscono il mondo in un <em>Tutto</em>, in un&#8217;unica entità di base, coinvolgono direttamente l&#8217;uomo. Avversando le teorie dell&#8217;<em>Idealismo</em> che ammettevano l&#8217;indipendenza del soggetto dall&#8217;oggetto, i decadenti denotano una corrispondenza tra soggetto e oggetto, tra individuo e mondo, confondendosi in un’arcana entità. Tale unione avviene sul piano dell&#8217;inconscio lasciandosi voluttuosamente inghiottire in un vortice tenebroso. Per rendere manifesto il proprio inconscio, si ricorreva a mezzi materiali quali droghe e alcool, i quali hanno la facoltà, secondo questi artisti, di svincolare l&#8217;inconscio dalla materialità e permettergli di cogliere la vera essenza che si cela dietro il mondo sensibile. Altra forma di estasi e di enfasi per l’inconscio è rappresentata dal <strong>“panismo”</strong>, ovvero l’artista diviene un tutt&#8217;uno con il <em>Tutto</em>, ne diviene parte integrante, si annulla pienamente in esso, elevandosi al rango di divinità. I decadenti annoverano un&#8217;altra forma di estasi, <em>“le epifanie”</em>: un particolare della realtà apparentemente insignificante si carica di grandi significati, estremamente intensi, affascinando l&#8217;artista, il quale crede di essere in contatto con una realtà ultraterrena, vivendo una sorta di manifestazione divina. Charles Baudelaire sottolinea i due aspetti entro cui si dibatte la crisi dell&#8217;intellettuale: lo <em>Spleen</em> (noia e disgusto della vita) e l’<strong>Ideal</strong> (ricerca di un ideale, come fuga verso mondi lontani, esotici, dalla natura incontaminata o verso paradisi artificiali).</p>
<p>Artista doppio e cosciente della propria  <em>“doppiezza”</em> di fondo – versante tenebroso, tentazione al satanismo e alla distruzione; versante luminoso, aspirazione all’ideale, a Dio, alla creazione, duplici aspetti che riescono a coabitare soltanto nella sofferenza, nella passione, nella noia e nell’ odio -, Baudelaire non si è accontentato di essere un poeta in preda ai gemiti. Se &#8211; in quanto romantico autentico &#8211; non ha parlato che di sé stesso in tutto ciò che ha scritto, ha cercato anche lucidamente  di padroneggiare i poteri dell’arte, che il suo sguardo acuto di <em>critico militante</em>  è riuscito a cogliere più di ogni altro.</p>
<p>Il personaggio <em>“Charles Baudelaire”</em> ha alimentato il mito del <strong>bohemien</strong>, lo studente povero o presunto tale, amante dei piaceri notturni, dell&#8217;assenzio e delle novità in fatto di costumi e di arte. Generazioni di studenti e di poeti si sono ispirati e ancora oggi si ispirano al poeta parigino. Figura in parte contrapposta, in parte collocata al fianco del dandy e dell&#8217;esteta, Baudelaire incarna quella visione di gioventù romantica dedita all&#8217;eccesso e alla poesia, un po&#8217; cupa e rivoluzionaria.</p>
<p>Da sempre l&#8217;autore dei <em>“Fiori del male”</em> è stato assunto a vessillo antiborghese della contrapposizione produttiva, di quel mito romantico che vede nel giovane che si allontana dalla famiglia e che si dedica a droghe, all&#8217;alcol e all’arte non un problema della <em>“societas”</em>, ma un portatore del nuovo ed un artista all’avanguardia. Baudelaire infatti con i suoi scritti e la sua vita rappresenta tuttora l&#8217;artista e il <strong>poeta maledetto</strong>, figura iconografica che segna ancora profondamente la visione dell&#8217;intellettuale e del poeta ai giorni nostri. </p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/les_fleurs_du_mal.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/05/les_fleurs_du_mal-191x300.jpg" alt="" title="I Fiori del Male" width="191" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2665" /></a> Prodigiosamente incline al dolore e alla solitudine, collerico ed impulsivo, completa il proprio processo di autodistruzione col vino e l’hashish, che hanno come effetto diretto il rafforzamento della distanza dal conformismo borghese di cui ha  orrore.</p>
<p>Il poeta, scrive Baudelaire, è come <strong>l’albatro</strong>. L’albatro domina col suo volo gli spazi ampi: le sue grandi ali lo rendono regale nel cielo, ma se gli capita di essere catturato dai marinai, si muove goffo e impacciato sul ponte della nave e diventa oggetto di scherzi e di disprezzo; e sono proprio le grandi ali che lo impacciano nel muoversi a terra.</p>
<p>Leggendo la poesia, rimangono impresse soprattutto le immagini di chiusura opprimente, materializzate simbolicamente dalla strana analogia del coperchio/cielo che pesa sull’anima gemente o delle strisce di pioggia assimilate alle sbarre di una prigione. Infine, gli effetti di quest&#8217;angoscia devastante non sono il perdurare di uno stato d&#8217;animo riflessivo e pronto ad accettare questa condizione mentale e psicologica ed a sfruttarla come foriera di nuovi approfondimenti concettuali, quanto piuttosto un’abdicazione definitiva della <em>Speranza</em>, che sembra ridurre il soggetto in preda ad un’oppressione crescente e davvero capace di neutralizzare le energie creative del poeta. </p>
<p>Anche il poeta è abituato alle grandi solitudini e alle grandi profondità delle tempeste interiori e in queste dimensioni domina sovrano; anche lui come l&#8217;albatro può sembrare goffo e impacciato nella realtà quotidiana, nella quale non si muove a suo agio. Il poeta insomma ha il dominio della realtà fantastica, ma nella realtà quotidiana è un incapace e riceve l&#8217;incomprensione e il disprezzo degli uomini, esattamente come accade all&#8217;albatro.</p>
<p>Il poeta è venuto sulla terra per interpretare la realtà alla luce del suo sogno: ribelle alle convenzioni, inabile alla vita pratica, destinato a gettare il discredito sulle comuni passioni, a sconvolgere i cuori, a testimoniare per mezzo dell&#8217;<em>Arte</em> d&#8217;un mondo magicamente e idealmente perfetto. Per questo il poeta è deriso e perseguitato.</p>
<p>In quest’universo tormentato, dove filtrano soltanto deboli luci &#8211; dolci talora &#8211; , luci d’amore, di occasi cittadini, dove anche lo spleen evapora in malinconia; sola, si oppone, l’alchimia meravigliosa dell’arte contro il nulla. L’arte baudelairiana è una miscela riuscita di romanticismo e di formalismo, ma sostenuta da una tensione e da un&#8217;emozione troppo intense perché <em>I fiori del male</em> possano ricadere nello scaffale dell’arte per l’arte e del <em>parnassianesimo</em> che seguì di lì a poco. Se resta “classico” (i versi, dicevamo, sono per lo più  alessandrini, le strofe rimate), Baudelaire è risolutamente moderno per  il posto che assegna all’immaginazione, regina delle facoltà, nella ricerca della bellezza poetica: quest’immaginazione non inerte e passiva  è invero la più scientifica delle facoltà, perché essa sola comprende l&#8217;analogia universale fra le cose e  permette al poeta di attingere l’ineffabile, lo strumento atto ad esorcizzare l’angoscia che emana dalla molteplicità del reale. </p>
<p>Dalla critica baudelairiana, si sprigiona una poetica: la critica è un atto creativo, estetico a pieno titolo, che fissa scelte dirimenti ed inequivoche. Quella del romanticismo è la prima opzione per Baudelaire, il quale  analizza questo tratto stilistico-epocale come l’espressione più attuale del bello, modo di sentire il suo tempo e non certo raccolta di motivi o di stereotipi; il romanticismo è dunque intimità, spiritualità, colore, gusto dell’infinito. La critica sollecita l’artista a cercare ovunque la modernità, a schivare i modelli classici: la vita moderna  è bella, eroica, intensamente poetica, anche nei suoi aspetti febbrili, alienanti, industriali. Baudelaire è il poeta della modernità, della città, il battutista dandy  che reputa la campagna il <em>«luogo dove i polli si aggirano crudi»</em>. Canta Parigi in preda alle trasformazioni furiose dell’industrialismo, in cui <em>«fiumi di carbone salgono in cielo»</em>.  </p>
<p><em>Nicola Celentano</em></p>
<p><em>La presente descrizione del personaggio-Baudelaire è stata realizzata da me, anche grazie all’ausilio di alcune fonti reperite in Rete. Mi sono avvalso della sempre affidabile </em>WikiPedia<em>, inserendo anche un breve sunto sullo Spleen, ma ho preso spunto inoltre: dall’inettitudine di Baudelaire ben descritta sul sito delle <a href="http://www.valsesiascuole.it" target="_blank">Scuole Valsesia</a>; dalla biografia dell’autore, affrontata sulle <a href="http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/baudelai.htm" target="_blank">Cronologie del portale </em>Leonardo<em></a>; da uno spazio di Libero chiamato <a href="http://spazioinwind.libero.it/lalcova/Index2.htm" target="_blank">“</em>L’Alcova<em>”</a>; e da una rivista di informazione e critica culturale di nome <a href="http://lafrusta.homestead.com" target="_blank">“</em>La Frusta<em>”</a>.<br />
</em></p>
<p><span style="color: #808080;"><em>E io come al solito chiudo invitandovi a lasciare un commento o a proporvi per altri articoli in questa sezione&#8230;</em></span></p>
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		<title>Intervista al direttore di Playboy Italia, Alessandro Ferri</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Dec 2008 22:47:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tantissimi siti parlano del &#8220;ritorno del coniglio&#8221;, ma solo BE! Magazine propone contenuti esclusivi&#8230; Dicembre 2008 ha segnato la riapparsa in edicola di un grande protagonista della scena editoriale in vari Paesi del mondo, che da troppo tempo mancava in Italia. Il coniglio col papillon è tornato, al sorprendente prezzo di 3 euro, portandosi dietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/logo-150x150.jpg" alt="" title="logo" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-1383" /> <em>Tantissimi siti parlano del &#8220;ritorno del coniglio&#8221;, ma solo </em>BE! Magazine<em> propone contenuti esclusivi&#8230;</em></span></p>
<p>Dicembre 2008 ha segnato la riapparsa in edicola di un grande protagonista della scena editoriale in vari Paesi del mondo, che da troppo tempo mancava in Italia. Il coniglio col papillon è tornato, al sorprendente prezzo di 3 euro, portandosi dietro una storia che ha più di cinquant&#8217;anni ed il fascino immutabile delle sue conigliette.<br />
Ma <strong>Playboy</strong> è molto di più e per parlarne con competenza abbiamo deciso di realizzare un&#8217;intervista esclusiva al direttore, Alessandro Ferri. Eccovi, dalle sue parole, le linee-guida del progetto-Playboy&#8230;</p>
<p><strong>Dottor Ferri, lei è amministratore delegato di <em>Play Media Company</em> e ha preso in prima persona la direzione di <em>Playboy</em>. Segno che è destinato a diventare da subito una rivista di punta del vostro gruppo editoriale? Far risorgere il nome <em>Playboy</em> in Italia è una bella responsabilità&#8230;</strong><br />
<em>Certo, basta ricordare che si tratta di uno dei <strong>primi cinque</strong> marchi al mondo e questo dato da solo dimostra la responsabilità che ci aspetta.<br />
Tutti i prodotti che noi pubblichiamo sono &#8220;di punta&#8221; per noi, ma è evidente che il lignaggio di questo marchio lo rende un prodotto su cui avremo la massima attenzione</em></p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/alessandro-ferri.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/alessandro-ferri-300x235.jpg" alt="" title="Alessandro Ferri" width="300" height="235" class="alignnone size-medium wp-image-1393" /></a></div>
<p><strong>Una cosa che ha colpito i meno giovani è il prezzo: 3 euro, contro le 12000 lire del vecchio <em>Playboy</em>. Offerta lancio o possiamo aspettarci che lo manterrete?</strong><br />
<em>Posso assicurare che è il prezzo di copertina</em></p>
<p><strong>Oltre alle belle donne, che tipo di contenuti proporrà <em>Playboy</em>?</strong><br />
<em>Più che di belle donne, parlerei di bellezza, raffinatezza e sensualità che le donne esprimono in maniera naturale. Oltre a questo, valorizzeremo al massimo anche l&#8217;aspetto giornalistico&#8230; Su </em>Playboy<em> sono comparse le più grandi firme internazionali del giornalismo, reportage importanti e grandissime interviste, come <strong>Kennedy</strong> e <strong>Malcolm X</strong>, fino ad <strong>Al Gore</strong>, che ha tenuto una spalla su </em>Playboy<em> dopo aver vinto il Nobel. Vogliamo che </em>Playboy<em> parli all&#8217;uomo del mondo dell&#8217;uomo, che significa senz&#8217;altro la bellezza femminile, ma anche cultura e voglia di sapere.</em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/interno-copertina-playboy.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/interno-copertina-playboy-280x186.jpg" alt="" title="Interno copertina Playboy" width="280" height="186" class="alignleft size-medium wp-image-5534" /></a> <strong>Vi rifate più al modello <em>Playboy</em> americano, guardate ai vari &#8220;fratelli&#8221; in giro per il mondo o seguirete le orme delle riviste per uomo già esistenti in Italia?</strong><br />
<em>Non ci rifacciamo a nessuno di questi modelli. Sappiamo di avere la possibilità di lavorare su un marchio importantissimo, che proveremo a valorizzare al massimo. Siamo il ventiseiesimo Paese al mondo in cui </em>Playboy<em> è pubblicato ed ogni edizione è caratterizzata in funzione del Paese a cui è destinato, seguendo i particolari stilemi del posto. E lo stesso accadrà in Italia: le bellezze femminili non si fermeranno allo stereotipo americano &#8220;donna tettuta, poco naturale, in posa plastica&#8221;, ma proporremo la bellezza italiana, fatta di una <strong>sensualità naturale</strong> e poco costruita.<br />
Non si può parlare di modelli di riferimento, ma puntiamo a diventare leader di questo segmento, che ha al momento i due rappresentanti maggiori in </em>GQ<em> e </em>Max</p>
<p><strong>Possiamo aspettarci anche foto provenienti dal fratellone americano? E dagli altri <em>Playboy</em> internazionali?</strong><br />
<em>Dipenderà dalle situazioni. Nel primo numero c&#8217;è un articolo su <strong>Jenna Jameson</strong>, che lascia il mondo dell&#8217;hard, e c&#8217;è il reportage &#8220;Welcome to the Mansion&#8221;, nel quale vengono presentate le playmate delle versioni europee, Russia, Ucraina, Polonia e così via. Laddove ci sarà una buona occasione per sfruttare i contenuti delle altre 25 edizioni, lo faremo</em></p>
<p><strong>Non pensa che la crisi di vendita delle riviste per uomo possa essere dovuta anche alle foto più caste che si vedono in questi mensili? Cos&#8217;è cambiato negli ultimi 10 anni?</strong><br />
<em>Non credo assolutamente sia un problema di foto&#8230; Appena due numeri fa, </em>Max<em> ha realizzato un servizio di nudo integrale, anche estremamente spinto, con Martina Colombari. Le foto caste non c&#8217;entrano, il problema di fondo è che in Italia <strong>si legge poco</strong> e si legge poco tutto. </p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/caterinamurino-playboy.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/caterinamurino-playboy-199x300.jpg" alt="" title="Caterina Murino" width="199" height="300" class="alignright size-medium wp-image-1395" /></a></div>
<p> Pochi quotidiani, poche riviste&#8230; Ci siamo inventati popolo di cultura solo quando i libri sono stati inclusi come allegato dai quotidiani! Io ritengo che in questo particolare contesto storico si abbia molto bisogno anche di evasione, che può esser data da diversi media&#8230; Per la sua natura, </em>Playboy<em> è portatore di evasione, desideri, immaginazione e sogni</em></p>
<p><strong>Mi permetto di fare una domanda diretta: nei servizi fotografici da voi commissionati ci saranno anche nudi integrali o seguirete il solco tracciato dal primo numero?</strong><br />
<em>Potete e dovete aspettarvi di tutto. </em>Playboy<em> sarà un continuo work in progress, una sorpresa continua, senza canoni ben definiti. Non c&#8217;è assolutamente una pregiudiziale sul nudo integrale, ma non c&#8217;è neanche una volontà di stupire necessariamente con il pelo, per dirla in maniera altrettanto diretta. Non lo riteniamo indispensabile, ma non lo escludiamo&#8230; Dipende dai contesti: spesso è molto più conturbante <strong>un labbro morso</strong> che la visione di un pelo pubico.</em></p>
<p><strong>La vostra prima covergirl è Caterina Murino. Perché avete scelto lei?</strong><br />
<em>Caterina rappresenta perfettamente i canoni a cui facevo riferimento prima: <strong>bellezza</strong>, <strong>sensualità</strong> e <strong>raffinatezza</strong>, espressi in modo <strong>naturale</strong>. Non è una donna costruita, pur essendo un&#8217;ottima attrice&#8230; È sexy perché lo ha nel sangue, è conturbante perché lo ha negli occhi e non le servono particolari artifizi per dimostrarsi sensuale. Caterina ci aiuta anche a definire </em>l&#8217;uomo-Playboy<em>, che secondo la nostra idea dovrebbe essere colpito proprio da queste caratteristiche&#8230; </em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/nilemurino.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/nilemurino-224x300.jpg" alt="" title="Sarah Nile e Caterina Murino" width="224" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1397" /></a> <strong>La vostra prima playmate, invece, è Sarah Nile. Perché lei?</strong><br />
<em>Perché Sarah Nile è la bellezza <strong>insospettata</strong>, è la vicina di casa che ti stupisce&#8230;</em></p>
<p><strong>Può darci qualche piccolo indizio su chi sarà la prossima covergirl o la prossima playmate?</strong><br />
<em>Assolutamente no!</em></p>
<p><strong>Ci sveli invece un suo sogno proibito&#8230; Chi le piacerebbe vedere sulla copertina di <em>Playboy</em>?</strong><br />
<em>Confesso un sogno irrealizzabile: <strong>Brigitte Bardot</strong></em></p>
<p><strong>Pensa che internet abbia influito sul calo delle vendite a cui abbiamo fatto cenno? Personalmente credo che possa avere anche un effetto positivo&#8230; Chi scopre grazie ad internet un bel servizio, può decidere di acquistare il cartaceo, è un ottimo mezzo di pubblicità gratuita&#8230; In questo senso, voi potenzierete il vostro <a href="http://www.playboy.it" target="_blank">sito internet</a>?</strong><br />
<em>Già adesso il nostro sito è ricco di contenuti e verrà di giorno in giorno potenziato.<br />
Io non sono d&#8217;accordo con chi considera internet come un mezzo che limita la lettura dei giornali&#8230; È un media diverso, con lettori che hanno aspettative ed esigenze diverse rispetto alla lettura di un giornale; dipende dal modo in cui si somministrano le notizie. Internet può essere una perfetta estensione del prodotto cartaceo, non avendo il limite di capienza massima che ha la rivista. Grazie ad internet, possiamo proporre <strong>shooting</strong> molto più ampi e <strong>video del backstage</strong> ed inoltre possiamo avere un contatto ed un feedback immediato da parte degli utenti.<br />
Non si può utilizzare internet come se fosse un mensile, bisogna puntare all&#8217;integrazione dei due prodotti.</em></p>
<p><strong>Già abbiamo notato l&#8217;ottima iniziativa di proporre contenuti extra gratuiti, a partire da diverse foto ed il video-backstage di Sarah Nile&#8230; Possiamo aspettarci in futuro qualcosa di interattivo, come uno spazio in cui ragazze possano proporsi come playmate o i visitatori possano votare chi dev&#8217;essere scelta per uno shooting?</strong><br />
<em>L&#8217;idea di &#8220;work in progress&#8221; vale anche per il sito. Vogliamo descrivere un concetto di </em>mondo-Playboy<em>, che parte dalla carta stampata e si estende al web. Non c&#8217;è nulla di statico, aspettatevi un prodotto in continua <strong>evoluzione</strong>.</em></p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/cover-playboy.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/12/cover-playboy-222x300.jpg" alt="" title="Copertina Playboy Dicembre 2008" width="222" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-1398" /></a></div>
<p><span style="color: #808080;"><em>Ringraziamo Ughetta Curto (dell&#8217;ufficio stampa della <a href="http://www.playmediacompany.it/" target="_blank">Play Media Company</a>) per aver reso possibile quest&#8217;intervista e per le foto. Vi invitiamo a visitare il sito ufficiale di </em>Playboy<em> (<a href="http://www.playboy.it" target="_blank">www.playboy.it</a>) ed a lasciare un commento&#8230; soprattutto se avete acquistato il primo numero!</em></span></p>
<p>Importante aggiornamento primaverile: ho avuto l&#8217;ok per postare le foto di Francesca Lukasik, scattate in occasione del lancio della sponsorizzazione Playboy per le Honda del Team LCR. Ecco dunque, solo per i nostri lettori, qualche foto a qualità leggermente superiore rispetto a quelle già viste sul sito di Playboy&#8230;</p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-1.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-1-199x300.jpg" alt="" title="" width="199" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2467" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-2.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-2-300x199.jpg" alt="" title="" width="300" height="199" class="alignnone size-medium wp-image-2468" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-3.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-3-199x300.jpg" alt="" title="francesca-lukasik_playboy-3" width="199" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2469" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-4.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-4-199x300.jpg" alt="" title="" width="199" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2470" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-5.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-5-199x300.jpg" alt="" title="" width="199" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2471" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-6.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-6-199x300.jpg" alt="" title="" width="199" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2472" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-7.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/francesca-lukasik_playboy-7-196x300.jpg" alt="" title="" width="196" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2473" /></a></div>
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		<title>We love Chuck Norris!!</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 10:06:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Questa volta BE!Magazine ha intervistato per voi due scrittori sui generis: Dietnam e Mist, due nomi che forse alla maggioranza di voi non diranno molto, ma se a questi aggiungo quello di Chuck Norris probabilmente avrete capito di chi si tratta. Loro sono la “voce” italiana dei Chuck Norris Facts (letteralmente &#8220;i fatti di Chuck [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080;"><em>Questa volta </em>BE!Magazine<em> ha intervistato per voi due scrittori sui generis: <strong>Dietnam</strong> e <strong>Mist</strong>, due nomi che forse alla maggioranza di voi non diranno molto, ma se a questi aggiungo quello di <strong>Chuck Norris</strong> probabilmente avrete capito di chi si tratta.<br />
Loro sono la “voce” italiana dei Chuck Norris Facts (letteralmente &#8220;i fatti di Chuck Norris&#8221;), quelle battute spesso surreali che da qualche tempo hanno invaso la rete e che anche in Italia hanno trovato la loro schiera di appassionati estimatori.<br />
La loro casa è il blog <a href="http://welovechucknorris.blogspot.com/" target="_blank">welovechucknorris</a>, di cui sono creatori e curatori, dove raccolgono i facts creati da loro stessi e dai visitatori del sito.<br />
Come detto, sono anche scrittori e i loro libri sono tutto un programma (</em>&#8220;I fermenti lattici di Chuck Norris sono tutti morti&#8221;<em> e </em>&#8220;Chuck Norris ha aperto quella porta&#8221;<em>).<br />
Con loro abbiamo parlato di tutto… di televisione, di Obama, dei fatti loro e naturalmente dei fatti di  Chuck Norris.<br />
Sono due ragazzi molto simpatici e disponibili che ci hanno svelato molte curiosità e regalato qualche succosa news… e i loro battibecchi sono da coppia comica di classe.<br />
Ne è uscita un’intervista molto frizzante che mi sono divertito molto a realizzare e che spero vi divertiate a leggere.<br />
Ma ora spazio a Dietnam e Mist e come al solito, mi raccomando, leggete e commentate!</em></span></p>
<p><strong>Potete dire agli amici che ci leggono chi siete e cosa fate nella vita?</strong><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/ric.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1125" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/ric-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><em><strong>Riccardo:</strong> Mi chiamo Riccardo (in arte </em>Mist<em>), 28 anni, di Padova. Faccio un lavoro che detto in inglese fa figo (salesman) e detto in italiano è triste (venditore). Poi a tempo perso faccio il dj e apro siti web di culto!</em><br />
<em><strong>Max:</strong> Allora, io sono Massimo (in arte </em>Dietnam<em>) ed essenzialmente faccio tre cose nella vita: lavoro con l&#8217;etichetta discografica del mio gruppo (la Ghost Records), suono (nel mio gruppo, ovviamente: Canadians) e guardo telefilm. Poi occasionalmente lavoro anche con mio padre e scrivo libri.</em></p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/max2.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1128" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/max2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<p><strong>Mentre nella vita virtuale cosa fate?</strong><br />
<em><strong>Riccardo:</strong> Siamo braccio e mente di <a href="http://welovechucknorris.blogspot.com/" target="_blank">welovechucknorris.it</a>! e cazzeggiamo molto su facebook. Già che ci siamo mega spot per il nuovo sito: <a href="http://fake-books.blogspot.com" target="_blank">fake-books.blogspot.com</a>, libri di una riga.</em><br />
<em><strong>Max:</strong> Vago tra il mio blog, facebook, il sito di Repubblica, Chuck Norris e Obama. E i siti porno, ovviamente.</em></p>
<p><strong>Com&#8217;è nata la vostra passione per Chuck Norris?</strong><br />
<em><strong>R.:</strong> Beh, non è mai nata la passione per Chuck Norris. Mentre quella per i facts è nata una sera di gennaio, nel 2006. Mi imbattei in una di queste frasi americane che giravano clandestinamente per la rete e dopo averne riso per ore, con Max abbiamo deciso di aprire un sito dove tradurre fact in italiano e inventarcene di nuovi. Inizialmente non era prevista la partecipazione del pubblico, mentre ora è la nostra risorsa principale!</em><br />
<em><strong>M.:</strong> Io di Chuck Norris non ho mai visto un telefilm o un film. Conosco solo i facts. La passione per i facts è nata una notte in chat, nel gennaio 2006.</em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/cop2.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1130" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/cop2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Venendo ai vostri libri&#8230; Volete spiegare di cosa si tratta?</strong><br />
<em><strong>M.:</strong> Semplici greatest hits del sito, se vogliamo farla breve…</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Raccogliamo i migliori fact della &#8220;stagione&#8221;, dove per stagione intendiamo il periodo che va da un libro all&#8217;altro, più qualche &#8220;extra&#8221;, ovvero chicche del passato o inediti. Abbiamo il terzo libro in uscita in aprile, se volete uno scoop ti posso dire il titolo in anteprima!!!</em><br />
<em><strong>M.:</strong> No no, piano che il libro potrebbe subire cambiamenti, evitiamo </em><br />
<em><strong>R.:</strong> Diciamo che è provvisorio&#8230; il classico working title.</em><br />
<em><strong>M.:</strong> Io non farei il titolo…</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Perchè no?</em><br />
<em><strong>M.:</strong> No, porta male! </em><br />
<em><strong>R.:</strong> Mavaccagare!! </em><br />
<em><strong>M.:</strong> Davvero, tralasciamolo. L’attesa si crea sapendo che esce un terzo libro.</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Il titolo è &#8220;Chuck Norris ha&#8230; fatto qualcosa&#8221;; e mi fermo qui, che se no frigna! </em><br />
<em><strong>M.:</strong> Ora sono convinti che il titolo sia quello!! </em><br />
<em><strong>R.:</strong> Sarebbe un gran titolo!!!</em></p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/cop.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1131" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/cop-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<p><strong>Quando siete partiti col blog, avevate già idea che ne sarebbe nato un libro? Come avete reagito quando vi hanno contattato per la proposta editoriale?</strong><br />
<em><strong>M.:</strong> Dopo due giorni (o forse erano due minuti?) ci siamo detti: &#8220;dobbiamo fare il libro&#8221;.<br />
Quando sono arrivati i contatti con </em>Tea<em> (casa editrice del libro) eravamo ovviamente moooooolto eccitati e da allora è un&#8217;eccitazione continua!</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Ti dico solo che appena abbiamo saputo di aver toccato quota 1000 contatti eravamo contentissimi.<br />
Quindi è chiaro che all&#8217;inizio inizio non avevamo idea di quanto grande avrebbe potuto diventare la cosa.<br />
Adesso, con quattro milioni e mezzo di contatti, fa quasi sorridere! </em></p>
<p><strong>Com&#8217;è la vita dello scrittore?</strong><br />
<em><strong>R.:</strong> Piano, piano&#8230; noi siamo scrittori come un dj è musicista!<br />
Diciamo che ci divertiamo, perché il pubblico segue sempre il sito e dopo tre anni per noi non è difficile trovare materiale nuovo (oltre a quello che mi invento io ovviamente).<br />
Pensa che all&#8217;inizio ci chiedevamo quanto avrebbe potuto durare, quando avrebbero finito di creare fact e avevamo ipotizzato QUATTRO MESI!!!<br />
Ma a questo punto penso che potremmo andare avanti altri tre, chissà magari all&#8217;infinito… due volte!</em><br />
<em><strong>M.:</strong> La vita dello scrittore, per quel che mi riguarda, è identica a quella del musicista. Una vita normalissima con momenti stratosferici e momenti normali.</em></p>
<p><strong>Dal vostro punto di vista com&#8217;è la scena editoriale italiana?</strong><br />
<em><strong>M.:</strong> La scena editoriale italiana è una figata: c&#8217;è Morozzi. Serve altro?</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Beh diciamo che nella scena editoriale italiana, se gli altri sono quelli impegnati ad una conferenza, noi siamo i due cretini in un angolo che fanno pernacchie. Però, chissà, magari un giorno mi metterò a fare qualcosa di più serio o di meno serio e magari divento il nuovo Moccia.</em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1134" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Venendo ai facts, come li create?</strong><br />
<em><strong>M.:</strong> Io non li creo, li leggo e basta. L&#8217;ultima mia creazione risale al 2006, credo, o al 2007, ma lontano 2007.</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Beh, parlo per me che ne avrò creati 3-400. Ci sono due modi: o improvviso, ovvero mi capita qualcosa nella vita di tutti i giorni, applico la variante impazzite &#8220;Chuck Norris&#8221; e nasce il fact. Oppure mi ubriaco e ne scrivo 20 di fila.</em><br />
<em><strong>M.:</strong> Evidentemente a me non capita più un cazzo! </em></p>
<p><strong>Vi ricordate il primo che avete letto?</strong><br />
<em><strong>M.:</strong> Forse quello &#8220;Chuck Norris ha contato fino ad infinito. Due volte&#8221;.</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Sì! E questa domanda in tre anni non me l&#8217;avevano mai fatta, complimenti! E dico sul serio.<br />
Il mio primo fact lo ricordo bene, è stato “Chuck Norris ha abbattuto un aereo tedesco semplicemente urlando BANG”.</em></p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck5.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1135" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck5-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<p><strong>Qual è il vostro preferito in assoluto? E quello più stupido?</strong><br />
<em><strong>R.:</strong> Il mio preferito è probabilmente il titolo del primo libro (</em>I fermenti lattici di Chuck Norris sono tutti morti<em>) per questioni affettive, dato che è mio.<br />
Quello più stupido, tralasciando quelli semplicemente brutti che a volte ci arrivano, è un fact generato da un programma che generava fact casuali creato da un nostro utente.<br />
Ed era “Chuck Norris ha inventato i giocattoli con la barba”, ancora oggi non so perché, ma mi ammazza dalle risate.</em><br />
<em><strong>M.:</strong> A me piace un sacco quello del convento in Toscana&#8230;<br />
“Chuck Norris, ancora teenager, ha messo incinta ogni singola suora di un convento nascosto sulle colline della Toscana. Nove mesi dopo le suore hanno dato alla luce i Miami Dolphins del 1972, l&#8217;unica squadra imbattuta nella storia del football professionistico”.<br />
Quello stupido, se devo dire uno mio, direi &#8220;Chuck Norris annega i pesci&#8221;.</em></p>
<p><strong>Dalla mini biografia che c&#8217;è sul libro mi pare di capire che siete anche fan di <em>Star Wars</em>&#8230; in che ruolo avreste visto bene Chuck Norris? E in che ruolo vedreste voi stessi?</strong><br />
<em><strong>M.:</strong> In realtà non sono un grandissimo fan di Star Wars. L&#8217;idea di scrivere la minibiografia così mi è venuta in mente pensando al fatto che il mio anno di nascita è sempre stato abbinato a Star Wars, tutto qui. Comunque Chuck Norris lo vedrei bene nel ruolo di Chewbacca.<br />
Io sicuramente nel ruolo che era di Harrison Ford. Per una questione di simpatia.</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Chuck Norris nel ruolo di Chewbacca.<br />
Io, facile. Han Solo. Mio assoluto modello di vita. Ma umilmente parlando, ti direi nel ruolo di uno degli alieni della Cantina di Tatooine. </em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck2.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1137" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Siete anche appassionati di wrestling&#8230; contro chi vorreste vederlo combattere?</strong><br />
<em><strong>R.:</strong>Solo io sono appassionato di wrestling, Max no.<br />
Contro chi vorrei veder combattere Chuck Norris? Dire contro John Cena, che in fondo è un pò il Chuck Norris del wrestling.</em></p>
<p><strong>I Chuck Norris Facts vantano una serie di imitazioni e riadattamenti su altri personaggi&#8230; C&#8217;è un personaggio italiano che secondo voi potrebbe ben adattarsi ai facts?</strong><br />
<em><strong>M.:</strong> No, come non c&#8217;è nemmeno nessun personaggio straniero che sia mai stato all&#8217;altezza. E pensare che il primissimo a vantare dei facts è stato Vin Diesel, surclassato pesantemente però dall&#8217;arrivo di Chuck. Se proprio dovessi scegliere un personaggio italiano, dire Berlusconi sarebbe come sparare sulla croce rossa, quindi andiamo con il tormentone odierno: Mara Carfagna, da poco entrata anche lei nel nostro esclusivissimo club. Quello degli scrittori intelligenti!</em><br />
<em><strong>R.:</strong> È difficile, non abbiamo personaggi tanto carismatici in italia. Banalmente ti direi Berlusconi, anche se gli manca un po&#8217; di prestanza fisica, però il sorriso sempre pronto ce l&#8217;ha. </em></p>
<p><strong>I facts sono stati provati su molti personaggi, ma solo quelli su Chuck Norris continuano ad avere un seguito&#8230; secondo voi come mai?</strong><br />
<em><strong>M.:</strong> Perché Chuck Norris lo conosciamo tutti, pur non avendo mai visto un suo film o telefilm. Son quelle cose che ti si attaccano addosso in modo subdolo e poi non te le togli più.</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Credo che ci siano due motivi.<br />
Il primo è perché restano gli originali, la gente si è affezionata subito e ormai sono entrati nell&#8217;immaginario collettivo.<br />
Il secondo è perché io e Max sono tre anni che aggiorniamo quotidianamente il sito, c&#8217;è sempre materiale fresco e credo sia il segreto nel nostro &#8220;settore&#8221;. Se la gente vede che sei svogliato, lo intuisce e ti molla.</em></p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck4.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-1139" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck4-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<p><strong>Anche all&#8217;estero c&#8217;è tanto seguito come in Italia?</strong><br />
<em><strong>R.:</strong> Meno. Diciamo che all&#8217;estero la mania è gradualmente calata. Da noi invece siamo ancora su ottimi livelli, merito anche e soprattutto di una serie di geniali &#8220;facter&#8221; che collaborano con noi da anni senza chiedere niente in cambio! Si è creata una bella comunità (di recupero).</em></p>
<p><strong>Ho visto sul vostro blog che anche il neo presidente degli USA Barack Obama ha i suoi facts&#8230;</strong><br />
<em><strong>M.:</strong> Già. Anche qui un&#8217;idea che m&#8217;è venuta pensando &#8220;fanno un sacco ridere in inglese, perché non provare a tradurli e poi inventarne noi di nuovi&#8221;. Detto, fatto. E secondo me fanno pure ridere un sacco!</em><br />
<em><strong>R.:</strong> Sì! Sono fact meno immediati e ce ne sono meno rispetto a di quelli di Chuck Norris, ma dietro c’è uno zoccolo duro di appassionati agguerritissimo.</em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck3.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1141" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/chuck3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><strong>Un bello spot elettorale…</strong><br />
<em><strong>R.:</strong> Eh, se si fosse votato anche da noi, di sicuro. </em></p>
<p><strong>Quindi al momento è un&#8217;invenzione italiana?</strong><br />
<em><strong>R.:</strong> Non esattamente. Noi abbiamo, come per Chuck Norris, letto un paio di fact americani e poi ci siamo inventati tutto noi, a parte il concetto di base, perché ne giravano solo 3-4.</em></p>
<p><strong>Ce lo regalate un fact inedito per il nostro magazine?</strong><br />
<em><strong>R.:</strong> Certo, questo è un inedito, anche se ti avviso che lo potrei mettere sul sito nei prossimi giorni perché è davvero bello!<br />
&#8220;Quando l&#8217;Enterprise, alla fine della sua missione quinquennale, è giunta là dove nessun uomo è mai stato prima, ha trovato Chuck Norris con una birra ghiacciata che l&#8217;aspettava. Da cinque anni.&#8221;</em><br />
<em><strong>M.:</strong> Fortuna che ci ha pensato Riccardo. Se mi metto lì a pensarci, potrei darvi una risposta tra due anni, ma non credo vogliate attendere!!!</em></p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/2bn.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1142" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/11/2bn-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></div>
<p><span style="color: #808080;"><em>Per saperne di più sul vero Chuck Norris potete andare <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chuck_Norris" target="_blank">qui</a> e <a href="http://www.chucknorris.com/" target="_blank">qui</a>.<br />
Nelle foto: Mist, Dietnam, le copertine dei loro libri, Chuck Norris in Walker Texas Ranger, una vignetta ispirata ai facts, Chuck Norris e Bruce Lee in &#8220;L&#8217;urlo di Chen terrorizza anche l&#8217;occidente&#8221;, la stella di Chuck Norris sulla Hollywood Walk of Fame a Los Angeles, la locandina di &#8220;The Delta Force&#8221;, Mist e Dietnam</em></span></p>
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		<title>Intervista ad Alessandro Coppi</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 13:02:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Alessandro Coppi, autore televisivo, sceneggiatore, personaggio della mondanità romana e da qualche mese anche scrittore, col suo libro Pappagalli. Come mai hai scelto di esordire proprio con un libro sul mito del latin lover italiano? E&#8217; un tema che mi ha sempre affascinato quello del rapporto uomo/donna. Dovrei conoscerlo anche bene dato che i media [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/03/alessandro-coppi-8.jpg" alt="alessandro-coppi-8.jpg" /> <strong>Alessandro Coppi, autore televisivo, sceneggiatore, personaggio della mondanità romana e da qualche mese anche scrittore, col suo libro <em>Pappagalli</em>.</strong></p>
<p><strong>Come mai hai scelto di esordire proprio con un libro sul mito del latin lover italiano?</strong><br />
<em>E&#8217; un tema che mi ha sempre affascinato quello del rapporto uomo/donna. Dovrei conoscerlo anche bene dato che i media mi hanno affibbiato sempre l&#8217;etichetta del playboy. Da qui, sui banchi di Rai Fiction, avevo scritto una sorta di trattamento dal titolo </em>Pappagalli<em>. Lo portai ad un mio amico attore, molto famoso e anche lui incallito pappagallo, per farlo visionare ai Vanzina, ma mi consigliò di farne un libro. Credo che come tema, quello dei <strong>latin lover</strong>, soprattutto tra noi italiani, sarà sempre attuale e sfruttabile dal punto di vista commerciale e dei media.</em></p>
<p><strong>Il mito resiste da tanti anni e si evolve nel tempo&#8230; Ma quali sono le caratteristiche che restano immutate nel modo di fare di un pappagallo?</strong><br />
<em>Su per giù sono sempre le stesse. E poi, come dico sempre, dipende dalla cultura e personalità del soggetto. Di conseguenza, varie sono le tecniche d&#8217;approccio, il modo di corteggiare, la galanteria, ecc&#8230; Certo il pappagallo per eccellenza è quello che &#8220;batte&#8221; (termine che uso spesso nel mio libro) le vie del centro di Roma dalla mattina alla sera. Sono personaggi particolari che sfrecciano per le strade soprattutto alla conquista di turiste, in quanto le residenti, sia straniere che italiane, ci sono già cascate e non si fanno più abbindolare. Sono dei personaggi tragico-comici che non hanno nessun ideale e ambizione, l&#8217;unica cosa che li fa agire e li sprona è la &#8220;donna&#8221;.  Voglio aggiungere una cosa che mi dispiace molto ammettere e constatare. Una di queste vie, <strong>Via Veneto</strong>, che ha visto nascere la Dolce Vita e suoi paparazzi e pappagalli, ormai è morta. Questo a me duole molto. Spero che un giorno torni a rivivere i vecchi splendori e che vip e paparazzi, straniere e pappagalli tornino a ripopolarla di nuovo.</em></p>
<p><strong>L&#8217;ultima evoluzione del pappagallo è forse il &#8220;pappagallo internauta&#8221;? Da quali atteggiamenti è riconoscibile?</strong><br />
<em>Sono i pappagalli più tecnologici che si sono adeguati ai tempi e che per esigenze anche personali hanno trovato in internet e nelle <strong>chat</strong> una fonte redditizia di conoscenze. Ci sono i pro e i contro. Io sono più un tipo per le relazioni sociali di &#8220;contatto&#8221;, a pelle. Non mi piace chattare e secondo la maggior parte dei pappagalli, la chat ha rovinato il rimorchio da strada e da locali. La donna in chat ha la possibilità di scegliere tra una vasta schiera di pretendenti, dall&#8217;alto di un piedistallo senza che si comprometta davanti ad amiche o amici. Certo resteranno indimenticabili, per chi li ha vissuti, quei tempi che ragazzi e ragazze si riunivano a via del Corso a fare le cosiddette &#8220;vasche&#8221;, e quando rimorchiavi ti scambiavi il numero di casa e non il cellulare. Lì, secondo il gergo dei rimorchioni, era punto sicuro!</em></p>
<p><strong>Ma i lettori più gossippari ritroveranno qualche personaggio famoso tra gli aneddoti del tuo libro, o sono tutti pappagalli rigorosamente anonimi?</strong><br />
<em>C&#8217;è un capitolo intitolato </em>Pappagalli vip<em> in cui si intravedono e sono riconoscibili molti personaggi dello spettacolo e della politica. Non ho fatto nomi poiché sono molto amico di questi personaggi. Certo se mi domandi quale è la categoria dove sono più presenti i pappagalli devo rivelarti che è quella dei <strong>politici</strong>, avendo anche il luogo di lavoro nel centro di Roma. Hanno tutte le carte in regola per conquistare affascinanti e giovani fanciulle di tutte l&#8217;età e razze e promettergli anche dei vantaggi lavorativi ed economici! Inoltre in appendice ci sono 8 scritti di personaggi famosi di cui quattro sono firmati sotto pseudonimo. Tra chi li ha scritti, c&#8217;è chi è molto famoso, chi è molto potente, chi compromettente. Per par condicio, visti i tempi, ti dico quelli che si sono firmati: la bella attrice, cantante e ballerina <strong>Alma Manera</strong>, il principe <strong>Guglielmo Giovanelli Marconi</strong>, il cabarettista <strong>Alessandro Serra</strong>, e quella che io definisco un animale del tubo catodico, <strong>Clizia Incorvaia</strong>, la stagista prediletta da Piero Chiambretti e non solo&#8230;</em></p>
<p><strong>Da uomo a uomo, sperando che non ci leggano le donne&#8230; C&#8217;è qualche trucco da pappagallo che funziona sempre? Ce lo sveli?</strong><br />
<em>Sono molti ma credo che ormai siano di patrimonio pubblico per quanto sono stati usati e sputtanati. La scusa dell&#8217;informazione per &#8220;approcciare&#8221; rimane sempre in voga. Quella dell&#8217;invito ad una festa o in discoteca, funziona sempre. L&#8217;essere, invece, più spregiudicati e diretti nel conoscere, visti i tempi ormai in cui viviamo, non dovrebbe portare a risultati negativi. Ormai le donne apprezzano la <strong>sincerità</strong> e chi si compromette subito.</em></p>
<p><strong>Ma tu parli tanto di questi pappagalli e poi ti vedo spesso circondato da belle donne&#8230; Non è che è un libro autobiografico?</strong><br />
<em>Non sono un santo, ma non sono neanche come quei pappagalli che battono le vie del centro dalla mattina alla sera! Certo, se sto facendo una passeggiata e vedo una bella ragazza non ci penso due volte ad andarle incontro per conoscerla. Ci sono però persone meno pubblicizzate di me che conoscono migliaia e migliaia di donne. Non è detto che portino sempre a buon fine l&#8217;obbiettivo ma hanno delle agendine piene zeppe di numeri di tutte le nazionalità. E poi, come sostengo nel mio libro, noi uomini italiani siamo un po&#8217; tutti pappagalli! Dal primo cittadino (ci tengo a dire che una delle prime persone che ho consegnato il libro è uno dei latin lover per eccellenza, <strong>Silvio Berlusconi</strong>) all&#8217;utimo!</em></p>
<p><strong>Scherzi a parte, nelle tue iniziative l&#8217;occhio ha sempre la sua parte&#8230; Ma la bellezza tira ancora? Perché in tv sembra che si tenda a farne sempre più a meno, come se distraesse lo spettatore&#8230;</strong><br />
<em>Non credo. La bellezza è fondamentale ormai per raggiungere gli obiettivi di share. Vediamo programmi che sono dominati da bei ragazzi e bellissime fanciulle. Certo che se oltre all&#8217;esaltazione della bellezza ci fossero anche dei buoni contenuti non sarebbe male. Ci sono programmi che hanno un altissimo contenuto, ma non li segue nessuno e programmi dove domina l&#8217;apparire, la bellezza, che fanno il pieno di ascolti. Non mi va di fare nomi ma la televisione di questi ultimi anni è <strong>trash</strong> come del resto ogni cosa che facciamo, dalla politica alla giustizia, dalla cultura ai rapporti con gli altri domina il trash. Il gossip docet! Noi italiani, di questo periodo storico, siamo trash! Arriveranno tempi migliori, spero&#8230;</em></p>
<p><strong>Tu sei un po&#8217; a metà, tra il lavoro davanti alla telecamera e quello dietro le quinte: quale ti piace di più?</strong><br />
<em>Poche volte sono stato davanti le telecamere. Per ospitate, per interviste, e ultimamente più spesso per presentare il mio libro.  Non mi sento a disagio davanti le telecamere però preferisco starne dietro e creare, apportare novità, comunicare e aiutare a comunicare agli altri. Quelli che stanno peggio sono coloro che guardano la tv. Come si dice nell&#8217;ambiente: &#8220;la  TV è come la <strong>merda</strong>. Meglio farla che guardarla!&#8221;</em></p>
<p>Se volete saperne di più, visitate il sito internet di Alessandro Coppi: <a href="http://www.alessandrocoppi.com">www.alessandrocoppi.com</a></p>
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