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	<title>BE! Magazine &#187; Fumetti, Manga &amp; Anime</title>
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		<title>Come nasce un fumetto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Sep 2010 16:15:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Melo903, che già conoscete per le vignette pubblicate qualche settimana fa, torna con questo simpatico tutorial. Una guida, ovviamente illustrata, dedicata a tutti gli aspiranti fumettisti, con qualche semplice consiglio e qualche dritta che li aiuterà ad organizzare il proprio lavoro nel migliore dei modi e a mettere alla prova le proprie capacità. Buona lettura! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080;"><em>Melo903</em>, che già conoscete per <a href="http://www.bemagazine.tv/2010/09/08/vignette-umoristiche-vip/">le vignette pubblicate qualche settimana fa</a>, torna con questo simpatico tutorial. Una guida, ovviamente illustrata, dedicata a tutti gli aspiranti fumettisti, con qualche semplice consiglio e qualche <em>dritta</em> che li aiuterà ad organizzare il proprio lavoro nel migliore dei modi e a mettere alla prova le proprie capacità. Buona lettura!</span></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/001.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7360" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/001-280x179.jpg" alt="" width="280" height="179" /></a></p>
<p>Un fumetto, come un film, una canzone, o qualsiasi altra opera artistica, nasce prima di tutto da un’<strong>idea</strong>!<br />
Purtroppo però essa non arriva a comando, standocene semplicemente seduti davanti al foglio bianco&#8230; Rimarremmo ad aspettare invano per chissà quanto tempo!</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/002.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7361" title="idea" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/002-280x236.jpg" alt="" width="280" height="236" /></a></p>
<p>Sta a noi cercare lo spunto, l’ispirazione giusta, da tutto ciò che ci circonda: da una chiacchierata con gli amici o i parenti, alla vista di una persona interessante, un fatto accaduto, dai comportamenti di qualcuno che passa per strada (<strong>Carlo Verdone</strong>, <strong>Giorgio Panariello</strong> ed altri crearono così molti dei propri personaggi), alla lettura di un articolo sul giornale, ecc&#8230;</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/003.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7362" title="studio" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/003-280x190.jpg" alt="" width="280" height="190" /></a></p>
<p>Quando arriva la <em>“folgorazione”</em> sta alla nostra creatività cercare di elaborarla, fino ad ottenere, appunto, il nostro fumetto (detto anche “fratello povero del Cinema”).<br />
Per fare ciò ci vorrebbe studio, esercitazione e tanta pratica&#8230; Ma a volte è la grande passione a portarci dei risultati anche oltre le aspettative!!!</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/004.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7363" title="Titanic" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/004-280x240.jpg" alt="" width="280" height="240" /></a></p>
<p>Se siamo riusciti a tener fede a quanto scritto finora, l’iter prevede la stesura di un <strong>soggetto</strong>: un breve racconto che spiega ciò che abbiamo in mente.<br />
Personaggi, scene, colpi di scena, finale e quant&#8217;altro. Tutto senza usare il discorso diretto.<br />
Questo passaggio è indispensabile qualora dovessimo trovare un editore disposto a finanziare e sviluppare la nostra idea. Il fine della nostra opera però non dev’essere principalmente <em>“il lucro”</em>, ma bisogna essere mossi soprattutto dalla <strong>passione</strong>!!!</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/005.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7364" title="editore" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/005-280x249.jpg" alt="" width="280" height="249" /></a></p>
<p>A questo punto, si passa alla scrittura della <strong>sceneggiatura</strong>: qui studio ed esperienza sono fondamentali se stiamo muovendo da soli i primi passi&#8230;<br />
Un modo per aggirare questo problema, almeno agli occhi di un profano totale, è cercare di osservare minuziosamente i film, o altri fumetti: le inquadrature, lo sviluppo di una scena, i dialoghi, le pause, gli sfondi, le scenografie e i dettagli!<br />
Potremo così carpire lo stile dei nostri autori preferiti, e provare, da bravi Artisti, a <em>“copiarli”</em>. Almeno nell’attesa di apprendere uno stile tutto nostro!</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/006.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7365" title="È arrivato mio fratello" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/006-280x227.jpg" alt="" width="280" height="227" /></a></p>
<p>Nella sceneggiatura vengono impostati definitivamente i dialoghi e le inquadrature.<br />
Ci sono diversi tipi di inquadrature, regole che devono essere conosciute quando si imposta un fumetto o un film… Quelle principali sono:</p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #808080;">Articolo tratto da <em>Ciak</em> – Maggio 1985</span></p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/Inquadratura-001.jpg"><img title="Tipi di Inquadratura" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/Inquadratura-001-192x280.jpg" alt="" width="192" height="280" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/Inquadratura-002.jpg"><img title="Tipi di Inquadratura" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/Inquadratura-002-205x280.jpg" alt="" width="205" height="280" /></a></div>
<p>Ed eccoci finalmente pronti a disegnare!!! Armiamoci di <strong>matita</strong>, <strong>pennarello</strong> (o pennino), fogli spessi (220 g/mq circa per la bella copia) e tanta tanta <strong>pazienza</strong>!!!</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/007.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/007-277x280.jpg" alt="" title="disegno" width="277" height="280" class="aligncenter size-medium wp-image-7366" /></a></p>
<h3>Studio dei Personaggi</h3>
<p>I canoni di bellezza della figura umana ideale vogliono che la testa stia <strong>7 volte</strong> nel corpo.<br />
Se si ha uno stile umoristico, le proporzioni possono essere diverse. Per mantenere la continuità del personaggio tra una vignetta e l’altra, e disegnarlo in determinate posizioni, bisognerebbe impostarlo attraverso delle figure geometriche.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/008.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/008-280x204.jpg" alt="" title="proporzioni figure" width="280" height="204" class="aligncenter size-medium wp-image-7367" /></a></p>
<p>Potrà capitare di non riuscire a rappresentare una determinata scena o tavola. Non scoraggiamoci: non bisogna avere fretta. Una buona dormita, una mangiata, uscire un po’&#8230; insomma, fare altro; possono essere un toccasana, per ritornare a lavorare al nostro fumetto più appassionati di prima!!! Non tralasciamo eventuali suggerimenti dall’esterno! E attenzione a bilanciare gli spazi per i <em>baloon</em> (nuvolette di testo)</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/009.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/009-180x280.jpg" alt="" title="" width="180" height="280" class="aligncenter size-medium wp-image-7368" /></a></p>
<p>Dopo il tratto a matita è cosa buona e giusta ripassare tutto con un pennarello a punta fine (<em>inchiostrazione</em>), rendendo incancellabile il nostro foglio! Occhio ad eventuali errori prima di procedere!!!</p>
<p>Quando avremo terminato, ricontrollato e corretto la nostra “grande opera” e ne saremo soddisfatti, in rapporto alle nostre capacità, potremo finalmente mostrarlo a chi vogliamo!!!</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/010.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/010-203x280.jpg" alt="" title="" width="203" height="280" class="aligncenter size-medium wp-image-7369" /></a></p>
<p>Buon Divertimento e Buona Fortuna!!!</p>
<p><em>Melo903</em></p>
<p><span style="color: #808080;">Se avete ancora qualche domanda sulla realizzazione dei fumetti, non esitate a porla al nostro fumettista&#8230; utilizzate lo spazio dei commenti!</span></p>
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		<title>Regali originali e personalizzati in stile manga o pop art</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 11:59:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Natale si avvicina e come sempre non è facile scegliere il regalo più adatto per ognuno dei nostri amici. Se conoscete qualcuno appassionato di manga o di arte, un&#8217;ottima idea regalo è quella di Lorenzo Bonetti, da noi intervistato. Il suo sito realizza infatti tele &#8220;su misura&#8221; e in vari stili&#8230; Presentati ai nostri lettori! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/m1889.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/m1889-280x280.jpg" alt="crearti" title="crearti" width="280" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-4567" /></a> <span style="color: #808080;">Natale si avvicina e come sempre non è facile scegliere il regalo più adatto per ognuno dei nostri amici. Se conoscete qualcuno appassionato di manga o di arte, un&#8217;ottima idea regalo è quella di <strong>Lorenzo Bonetti</strong>, da noi intervistato. Il suo <a href="http://www.crearti.eu" target="_blank">sito</a> realizza infatti tele &#8220;su misura&#8221; e in vari stili&#8230;</span></p>
<p><strong>Presentati ai nostri lettori!</strong><br />
<em>Ciao, sono Lorenzo Bonetti, co-fondatore del progetto <a href="http://www.crearti.eu" target="_blank"><strong>CreArti.eu</strong></a> assieme a mio fratello Valerio.</em></p>
<p><strong>Come è nata questa idea?</strong><br />
<em>Il tutto è nato in un caldo pomeriggio di agosto nel 2007. Siccome era staccata la spina dal nostro lavoro principale (pubblicità esterna ai punti vendita), ma era collegata quella della fantasia e creatività, ci è venuta un&#8217;idea, prendendo spunto da quello che avevamo già visto proporre sul web ormai da un po&#8217; di tempo, ma in forma diversa, ovvero le solite foto stampate su tela.<br />
Il nostro desiderio invece, era quello di sfruttare le nostre <strong>tecnologie di stampa al servizio dell&#8217;arte</strong> con articoli realizzati su misura. Il tutto sfruttando quella <strong>creatività</strong> che è nel nostro DNA e che il nostro lavoro principale solo in parte richiede.<br />
Abbiamo così pensato di fondere la nostra passione per l&#8217;arte con la conoscenza del mondo grafico e della stampa. Il risultato finale è un prodotto originalissimo del quale andiamo fieri.<br />
Un quadro &#8220;custom&#8221; su misura, in pratica la stampa di una foto su tela, ma elaborata e personalizzata in stile <strong>Pop Art</strong>! Un articolo che tutti possono ricevere in pochi giorni, in tutto il mondo, direttamente a casa propria.</em></p>
<p><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/2657.jpg" alt="crearti" title="crearti" width="280" height="140" class="alignright size-full wp-image-4568" /> <strong>Qual è il vostro target di riferimento?</strong><br />
<em>I prodotti </em>Crearti<em> sono perfetti per chi è alla ricerca di regali originali e personalizzati, per chi vuole <strong>stupire</strong> una persona cara, o semplicemente per tutti coloro che vogliono dare un tocco di colore e vitalità alle pareti della propria casa o del proprio ufficio, rendendole <strong>uniche</strong>.</em></p>
<p><strong>Come nascono le vostre idee?</strong><br />
<em>A volte durante la notte mi sveglio, e può capitare che mi venga in mente un&#8217;idea che ritengo interessante per la creazione di qualche nuovo stile di quadro da proporre sul nostro sito </em>Crearti.eu<em>.<br />
Allora mi alzo, accendo il pc e cerco di dare una forma concreta alla mia idea, (questo il caso di <a href="http://www.crearti.eu/negozio/crazymondrian99/index.htm" target="_blank"><strong>Crazymondrian99</strong></a> creato di recente, ad esempio&#8230;). Il mattino seguente, riguardo il tutto, e se mi sembra ancora valido e interessante, lo propongo subito sul nostro sito.<br />
Altre volte, mi basta sfogliare un giornale, o guardare un&#8217;immagine pubblicitaria per strada, per prendere spunto e dar vita ad un nuovo stile di ritratto o stampa artistica per </em>Crearti<em> (questo è successo ad esempio per <a href="http://www.crearti.eu/negozio/text_111/index.htm" target="_blank">Textarti</a> e per <a href="http://www.crearti.eu/negozio/kissarti/index.htm" target="_blank">Kissarti</a>&#8230;).</em></p>
<p><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/2658.jpg" alt="" title="" width="280" height="140" class="alignleft size-full wp-image-4569" /><strong>Per concludere, cosa deve fare un utente per avere il suo quadro personalizzato?</strong><br />
<em>È molto semplice, basta visitare il sito <a href="http://www.crearti.eu" target="_blank">www.crearti.eu</a> e scegliere tra i vari <strong>stili</strong> artistici pop art proposti, quello preferito.<br />
Dopodiché si può scegliere il <strong>formato</strong> del quadro, e dove previsto, si può personalizzare la stampa con i <strong>colori</strong> preferiti (per meglio adattarli all&#8217;arredamento), con un <strong>testo</strong> personale, e scegliere se acquistare la sola tela oppure la stessa con intelaiatura in legno.<br />
Alla fine del processo di acquisto, si invia la foto in formato digitale che sarà poi elaborata da </em>Crearti<em>, stampata e inviata al cliente in circa 7 giorni lavorativi. Se si tratta di un regalo inoltre, per chi lo desidera, si può decidere di inviare il quadro direttamente al domicilio del destinatario, il tutto in pochi e semplici click!</em></p>
<p><span style="color: #808080;">Ringraziamo Lorenzo e v&#8217;invitiamo a visitare anche le aree del negozio dedicate agli stili più affini a questa sezione di <a href="http://www.bemagazine.tv"><em>BE! Magazine</em></a>, ovvero <em>CartoonArti</em> e la neonata <a href="http://www.crearti.eu/negozio/mangarti/index.htm" target="_blank"><em>MangArti</em></a>.</span></p>
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		<title>GiorgiaCosplay: World Best Cosplayer!</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 15:09:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Chi è stato bambino negli anni &#8217;70 e &#8217;80 non può non essere cresciuto a pane e manga: alzi la mano chi di voi non ha mai visto una puntata di Mazinga, Goldrake, Jeeg&#8230; mentre per le signorine c&#8217;erano Candy Candy, Pollon, Georgie e compagnia bella&#8230; Spesso erano trasmessi dalle tv locali e quindi bisognava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/cartolina_02.jpg" target="_blank"><img title="Sailor Pluto, Kasumi, Flora Enchantix, Alcyone e Fujiko" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/cartolina_02-300x206.jpg" alt="" /></a> <span style="color: #808080;"><em>Chi è stato bambino negli anni &#8217;70 e &#8217;80 non può non essere cresciuto a pane e <strong>manga</strong>: alzi la mano chi di voi non ha mai visto una puntata di <strong>Mazinga</strong>, <strong>Goldrake</strong>, <strong>Jeeg</strong>&#8230; mentre per le signorine c&#8217;erano <strong>Candy Candy</strong>, <strong>Pollon</strong>, <strong>Georgie</strong> e compagnia bella&#8230;<br />
Spesso erano trasmessi dalle tv locali e quindi bisognava lottare con le frequenze del televisore per vederli in modo quasi decente, a me a volte capitava di sentirli, più che vederli.<br />
Quando finalmente ci si riusciva a sintonizzare, tutti a cantare la sigla e poi, a puntata finita, tutti a distruggere casa, per la &#8220;felicità&#8221; della mamma. Non noscondetevi&#8230; lo so che lo facevate anche voi.<br />
Adesso si faccia avanti chi ha sognato di &#8220;interpretare&#8221; dal vivo questi personaggi&#8230; coraggio, non siate timidi&#8230; io sono in prima fila! ^_^<br />
Lo so che qualcuno a Carnevale lo ha fatto quando era piccolo&#8230; ma quello che voglio dirvi è che lo si può fare anche da adulti e senza essere attori in qualche <strong>blockbuster</strong> americano! No, state tranquilli, dopo non vi rinchiuderanno in manicomio&#8230; ormai sono chiusi! ^_^<br />
Lo potete fare liberamente, lo hanno inventato i giapponesi (e chi se no?) e questa pratica si chiama <strong>Cosplay</strong>.<br />
Per parlarvi di questa passione, abbiamo incontrato <a href="http://www.giorgiacosplay.com" target="_blank"><strong>Giorgia Vecchini</strong></a>, la più famosa </em>cosplayer<em> d&#8217;Italia e non solo&#8230; Già, perché di questa pratica esiste anche un <strong>&#8220;campionato del mondo&#8221;</strong> e indovinate un po&#8217; chi è salita sul gradino più alto?<br />
I giapponesi hanno inventato il </em>cosplay<em>&#8230; ma non sono loro i migliori&#8230;<br />
Leggete questa piccola </em>enciclopedia<em> e commentate, mi raccomando&#8230; <strong>Giorgia</strong> ci tiene a sapere cosa ne pensate!</em></span></p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/catra1.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-3660" title="Catra (She-ra - Princess of Power)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/catra1-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></div>
<p><strong>Ciao Giorgia e grazie per la disponibilità. Potresti presentarti ai nostri lettori? </strong><br />
Salve a tutti!<br />
Sono Giorgia, meglio nota nella rete come <strong>GiorgiaCosplay</strong> (ma vi giuro che non è il mio cognome! *_* ) e titolare del sito <a href="http://www.giorgiacosplay.com" target="_blank">www.giorgiacosplay.com</a>, una delle maggiori community italiane dedicate al mondo del <strong>cosplay</strong>.<br />
Vivo in un paese vicino alla bella Verona e nella vita&#8230; beh, faccio un sacco di cose differenti oltre al cosplay, tutte in qualche modo legate a questo pazzo mondo.<br />
Adoro il teatro, Suskind, Battiato, gli anni 80, la saga di <strong>Harry Potter</strong>, lo <em>Stregatto</em>, <em>Big Bang Theory</em>, le crepes, il frappuccino di <em>Starbucks</em> e Tokyo…</p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/_ska0498.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-3662" title="Beautiful Jo (Kappa Angels)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/_ska0498-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></div>
<p><strong>Tu hai un “hobby” molto particolare, se di “hobby” si può parlare. Sei infatti una <em>Cosplayer</em>. Ci vuoi spiegare di cosa si tratta?</strong><br />
Il fenomeno “cosplay”, è la contrazione dei due termini inglesi, <em>“costume&#8221;</em> e <em>“player”</em> e pertanto traducibile in modo approssimativo in italiano come <em>“recitare in costume”</em>. È un neologismo coniato in Giappone nel decennio scorso e identifica quella categoria di appassionati d’<em>anime</em> e <em>manga</em> che amano calarsi totalmente nelle vesti dei loro beniamini. Lo fanno realizzando in prima persona con cura quasi maniacale, o con l’aiuto di sarti e simili, gli abiti, nonché i vari strumenti (armi, oggetti, ecc&#8230;), che caratterizzano appieno il loro personaggio.<br />
Quello che ai più sfugge, è che non si tratta di una “carnevalata&#8221; fuori tempo, perché lo spirito che muove il cosplayer è ben diverso. È più affine forse a quello di un attore, e per convincersene basta girare per una qualsiasi fiera e sincerarsi di come per un’intera giornata si possa davvero diventare qualcun altro. Assumerne le movenze, la gestualità, carpirne l’essenza, ripeterne imperterriti per ore le pose più o meno plastiche davanti a centinaia di obbiettivi fotografici. Atteggiarsi in sostanza proprio come lui.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/2009-04_chizuru_01.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3664" title="Chizuru Nanbara (Combattler V)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/2009-04_chizuru_01-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a> <strong>Che differenza c’è con i giochi di ruolo? Te lo chiedo perché ho notato che anche in rete c’è parecchia confusione.</strong><br />
Presumendo che tu ti riferisca al gioco di ruolo dal vivo, direi che si possono tracciare alcune semplici e importanti differenze.<br />
Nel gioco di ruolo dal vivo, che comunque è un mondo estremamente variegato, va sottolineata l&#8217;esistenza di giocatori particolari detti normalmente <em>“master”</em>, che si preoccupano di regolamentare il gioco, prestabilire ove necessario le situazioni, le interazioni interpersonali e le modalità secondo le quali il gioco stesso si svolgerà.<br />
Le differenze più grandi vengono quindi proprio dal fatto che il gioco di ruolo dal vivo è tautologicamente <em>un gioco</em>, con regole e obiettivi per i personaggi.<br />
Anche quando l&#8217;interpretazione (cioe&#8217; l&#8217;obiettivo del giocatore) è prevalente rispetto al raggiungimento di un obiettivo del personaggio (che gli esperti chiamano <em>gamistico</em>), questa si svolge all&#8217;interno dei binari delle regole del gioco, secondo i parametri predisposti dal <em>master</em>. Invece nel cosplay si può liberamente saltare dall&#8217;interpretazione di un aspetto o di una particolare scena all&#8217;altra.<br />
Riguardo ai costumi, esistono giochi di ruolo dal vivo nelle più disparate ambientazioni che non necessariamente ne richiedono l&#8217;uso.<br />
Ma anche quando lo richiedono, il costume è un ausilio a calarsi nel personaggio e un elemento coreografico aggiuntivo, ma non è obbligatorio! A nessuno verrà mai impedito di giocare se non dotato di costume, mentre fare cosplay senza costume non ha molto senso.<br />
I <em>cosplayer</em> sono invece ragazzi che in linea di massima si autoproducono costume e accessori e si trovano ad un evento. Possono scegliere o meno se partecipare al contest o limitarsi a posare per fotografie e interagire con gli altri cospalyer e visitatori.<br />
Per quel giorno diventano il loro personaggio in tutto e per tutto, ma difficilmente si legano solo a quel personaggio, al cosplayer piace cambiare, mettersi alla prova, implementare le sue <em>skills</em> e creare nuovi costumi e nuovi gruppi.</p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/2plu.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-3666" title="Sailor Pluto (Sailor Moon)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/2plu-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></div>
<p><strong>La patria dei cosplayer è sicuramente il Giappone. In Italia come è vissuto questo fenomeno?</strong><br />
Il cosplay in Italia è praticato in maniera continua forse da un paio di centinaia di ragazzi/e.<br />
Non molti, per la verità, sebbene alle varie convention, quella di <strong>Lucca</strong> in primis, si sfiorino picchi di mille cosplayer al giorno. Ma anche tra i cosplayer occasionali si vedono buoni lavori, sebbene è evidente che solo con l’impratichirsi, quindi solo con una certa continuità, si ottengano risultati di un certo livello.<br />
La qualità dei cosplayer italiani è molto altalenante a mio avviso.<br />
Generalizzando possiamo dire che ci sono alcuni veterani che sono sempre una garanzia di qualità, ma molti adolescenti che si avvicinano a questa passione, lo fanno esclusivamente per divertirsi in compagnia, e riproducono in modo piuttosto grossolano i costumi che indossano.<br />
Purtroppo la scarsa qualità si vede! Questo non significa che tutti debbano spendere centinaia di euro per realizzare il proprio costume, ma semplicemente che ci sono diversi modi di vivere questa passione, nessuno più giusto dell’altro&#8230; ognuno opera le proprie scelte in tal senso.<br />
Credo che questo pensiero valga a grandi linee anche per il resto d’Europa, sebbene metterei su un gradino piu alto i <em>cosplayer francesi</em>.<br />
Altro discorso va fatto per <strong>America</strong> e <strong>Giappone</strong>.<br />
In Giappone, essendone la patria, il cosplay si pratica con tutti i crismi, non si bada a spese e i risultati sono oltremodo eccezionali (poi, come diceva un mio amico: <em>“I giapponesi devono avere un qualche gene particolare che li rende credibili anche con le parrucche piu assurde!!!”</em>). In America i cosplayer sono talmente tanti, data la vastità del continente, che pregi e difetti sono riprodotti su più ampia scala.</p>
<p><strong>Penso che questa passione abbia origini profonde. Come (quasi) tutti penso che anche tu da bambina sia cresciuta con i cartoni animati giapponesi. Quali erano i tuoi preferiti di allora? Io essendo uomo, ero attratto dai “robottoni” seri (Mazinga, Goldrake, Jeeg) e dai cartoni più demenziali (Lupin, Gigi la trottola, Yattaman). Tu invece per chi tifavi?</strong><br />
Io adoravo le maghette! <strong>Creamy</strong>, <em>Emi</em>, <em>Gigì</em>, <em>Lalabel</em>, <em>Lulù</em>, <em>Evelyn</em>&#8230; Naturalmente poi quelli per femminucce come <strong>Candy Candy</strong>, <em>Maya</em> e <em>Georgie</em> e gli umoristici come <strong>Pollon</strong>, <em>Nanà</em>, <strong>Muteking</strong>, <strong>Yattaman</strong>, ecc… ma in realtà alla fine guardavo tutto! ;P</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/img_5744.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-3668" title="Alcyone -OAV Version- (Magic Knight Rayearth)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/img_5744-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a> <strong>Anche tu, come me, imitavi i loro movimenti distruggendo mezza casa, cantando le sigle a memoria?</strong><br />
Ovviamente sì!!! Il vero must erano le sigle! Adoravo ripetere nello stesso momento in cui scorreva la canzone, le gesta dell’eroe di turno, saltando su divano e ruzzolando un po’ ovunque. E poi avevo le mie fisse, tra cui il passaggio dimensionale di Paul e Nina ne <em>“Il Fantastico mondo di Paul”</em>; mi riempivo la casa di cancelletti dorati barocchi disegnati da me alla meno peggio, e rotolavo da una stanza all’altra fingendo di deformarmi per finire nel paese delle meraviglie, mentre mia madre che passava l’aspirapolvere, mi scavalcava con nonchalance&#8230;<br />
Per non parlare delle maghette&#8230; Creamy, Gigì, Magica Emi&#8230; sognavo di diventare come loro, come buona parte delle mie coetanee del resto, e mi trasformavo a ogni piè sospinto!<br />
La maestra Clara, alle elementari, stanca della mia ossessione, mi mandava quotidinamente a casa con improbabili note del tipo <em>“Giorgia deve smetterla di disegnare Creamy su tutti i quaderni”</em>! ^_^<br />
Bei tempi…</p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/dsc_1913_1200.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-3670" title="Flora Enchantix (Winx club)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/dsc_1913_1200-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></div>
<p><strong>Quando è scattata in te la molla, che ti ha fatto dire “basta, adesso mi vesto come le mie eroine”?</strong><br />
Il mio primo costume, quello di <em>Sailor Mars</em>, risale al lontano marzo 1997.<br />
La molla era scattata l’anno prima sempre alla fiera di <strong>Lucca Comics</strong>.<br />
Eravamo davvero in pochi allora a girare per le fiere nei panni dei nostri personaggi preferiti, e nemmeno sapevamo che questo hobby fosse già stato codificato come “cosplay” e che in Giappone, sua patria d’origine, fosse una pratica dilagante già a partire dai primi anni novanta. In realtà, siccome alla manifestazione di fumetti e  animazione per eccellenza che è <strong>Lucca Comics</strong>,  era pratica usuale per i ragazzi dediti ai vari Giochi di Ruolo vestirsi come i loro personaggi, anche noi amanti dell’animazione e dei manga pian piano abbiamo iniziato a presentarci con i nostri personalissimi costumi, in cosplay appunto.<br />
Così con una cara amica (ora affermata webdesigner del mio sito e non solo) ci siamo dette: <em>“Ma se loro si vestono come personaggi fantasy, perché noi non possiamo fare lo stesso con quelli degli anime che ci piacciono tanto?”</em><br />
Quello che era nato per essere un approccio divertente con cui girare assieme ad altri amici per queste convention, è diventato col passare del tempo uno dei miei hobby principali. Il mio secondo lavoro!</p>
<p><strong>Parliamo ora del  punto focale di ogni Cosplayer, ovvero i costumi. Li realizzi tu oppure li compri?</strong><br />
I costumi li realizzo da sola con l’aiuto dei miei genitori.<br />
Mia madre è un indispensabile supporto dal punto di vista sartoriale, mentre mio padre, essendo fabbro e falegname, mi aiuta per quanto riguarda la parte degli accessori. Mi piace molto pensare che siamo un team affiatato! ^_^</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/cat11.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3672" title="Black Cat (Spiderman)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/cat11-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a> <strong>In base a quali criteri scegli il personaggio da “interpretare”?</strong><br />
Gli step sono sostanzialmente i seguenti:<br />
1) Personaggi che mi hanno particolarmente colpito, che trovo accattivanti e che sono molto somiglianti, specie dal punto di vista fisico. Oppure personaggi con i quali si pensa di realizzare un gruppo con colleghi/e. Tutti questi li archivio in un faldone dal titolo <em>“Projects”</em> (attualmente ne conta più di un centinaio, tanto per rendere l’idea&#8230;)<br />
2) Al momento della scelta esamino questi fattori: tempo, risorse economiche, fattibilità e, se all’aperto, periodo climatico della fiera e spazi assegnati.<br />
3) A questo punto mi procuro il materiale necessario (spesso a dire il vero già ce l’ho in casa, perché ogni volta che mi capita di trovare merce interessante, si tratti di essi stoffa o accessori, li acquisto in previsione di un fantomatico utilizzo futuro) e stendo un progetto di realizzazione, facendo schizzi e stilando un ordine di esecuzione.<br />
4) Una volta realizzato il costume, indossandolo con un’immagine innanzi, provo il make up e l’acconciatura, segnandomi una sorta di <em>check-list</em> di tutto ciò che mi potrebbe servire in seguito (alla  fiera ad esempio) per reindossarlo alla perfezione.<br />
Et voilà&#8230; il mio alter-ego è pronto!</p>
<p><strong>Dove realizzi i tuoi set fotografici?</strong><br />
Non amo particolarmente i servizi in studio perché non valorizzano appieno il costume, per cui cerco, di solito intorno a dove vivo, delle location che in qualche modo possano essere <em>&#8220;in match&#8221;</em> con il cosplay che porto.<br />
Sono abbastanza fortunata perché tra ruderi di castelli medievali, parchi e lago di <strong>Garda</strong>, posso variare di continuo, in più ho stretto un sodalizio lavorativo con il <a href="http://www.sigurta.it" target="_blank">Parco Giardino Sigurtà</a> di Valeggio sul Mincio (VR), il parco giardino <em>più grande d’Europa</em>, che si presta meravigliosamente bene agli scatti per i cosplay.</p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/silene.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-3675" title="Arpia Silen (Devilman The movie)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/silene-236x300.jpg" alt="" width="236" height="300" /></a></div>
<p><strong>Negli ultimi anni i cosplayer hanno iniziato ad “interpretare” anche personaggi che non provengono dai “Manga”. Personaggi tratti da <em>Comics</em> americani, da film e soprattutto dai videogiochi. Tu approvi questa scelta oppure secondo te bisognerebbe restare in ambito “Manga”?</strong><br />
Non c’è limite alla fantasia, e non c’è limite alla scelta dei personaggi, non è scritto da nessuna parte che il cosplay debba essere confinato a manga e anime giapponesi&#8230; e per fortuna, aggiungerei!<br />
Io sono la prima a pescare a piene mani da saghe americane o nostrane (vedi <strong>Winx</strong>) e la varietà non può che fare bene al cosplay e ai cosplayer.<br />
Pensiamo poi ai grandi successi cinematografici, anche recenti: <strong>&#8220;Il Signore degli Anelli&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Kill Bill&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Harry Potter&#8221;</strong>, <strong>&#8220;Pirati dei Carabi&#8221;</strong>, le trasposizioni su celluloide  di tutti i supereroi <strong>Marvel</strong> e <strong>Dc Comics</strong>… non sembrano fatti apposta per noi cosplayer?<br />
Alle convention americane, per esempio, furoreggiano anche gli eroi dei comic e tutti quelli  appartenenti al filone supereroistico, e nei vari Paesi, non è raro vedere interpretati anche gli eroi “locali&#8221;.<br />
Così se in Francia è facile imbattersi in <strong>Asterix</strong> e soci, qui in Italia <strong>&#8220;Dylan Dog&#8221;</strong>, le <em>&#8220;Witch&#8221;</em>, le <em>&#8220;Winx&#8221;</em> e addirittura i gemelli della pubblicità <em>892 892</em>(!) si mischiano tutti tranquillamente a costumi di nipponica ispirazione!</p>
<p><strong>Come spieghi il fatto che negli utlimi tempi i soggetti preferiti dai cosplayer siano proprio i personaggi dei videogiochi?</strong><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/cartolina_01.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3674" title="Kasumi –Black Suit- (Dead or Alive 4)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/cartolina_01-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a> Il fatto che i soggetti preferiti siano i cartoni e i videogiochi è presto spiegato.<br />
Non solo si tratta degli eroi con cui spesso i cosplayer sono cresciuti e quindi meglio si identificano, o che hanno modo di seguire passo passo nelle loro imprese videoludiche, ma si tratta di personaggi dai costumi decisamente scenografici o comunque immediatamente individuabili.<br />
Ciò nondimeno il filone di cosplay filmico, specialmente fantascientifico, conta numerosi estimatori anche nel Belpaese. Questo si spiega evidentemente perché i film di fantascienza, fantastici o fantasy contano personaggi molto caratterizzanti e facilmente riconoscibili.<br />
Basti pensare all’imponente e scenico contingente della <strong>“501 Italica”</strong> (la sezione italiana di un’associazione americana che raduna i fan di <strong>&#8220;Star Wars&#8221;</strong> e che conta legioni in tutto il mondo; ragazzi/e rigorosamente nei panni dei cattivi della saga, perlopiù dei soldati delle truppe d’assalto imperiali)</p>
<p><strong>La tua passione ti ha portata molto lontano&#8230; letterelmente. Nel 2005 sei stata eletta <em>“Best individual Cosplayer”</em> in Giappone (tra l’altro portando in scena uno dei miei preferiti… Devil Man).</strong><br />
È un avvenimento che non ho ancora metabolizzato del tutto&#8230; da allora si sono innescati una serie di meccanismi e reazioni a catena che ancora vorticano attorno alla mia vita. E tante belle opportunità.<br />
Partecipare al <strong>&#8220;WCS&#8221;</strong> per un cosplayer è la massima ambizione, aver vinto, aver portato a casa il titolo mondiale, è nel nostro piccolo, come aver vinto un oro olimpico.<br />
La sera della gara quando lo speaker ha sentenziato <em>“World Champion award goes to&#8230; <strong>Italy</strong>!!!”</em> io e il resto della squadra italiana siamo state pervase da un sentimento di euforia collettiva, ci siamo corse incontro abbracciandoci e ridendo felici ed emozionate.<br />
Essere nella patria del cosplay, così lontane da casa, nella terra dei nostri sogni, e aver guadagnato questo ambito riconoscimento ci ha inorgoglito tantissimo. Il premio (un altro viaggio in Giappone) ci è stato poi consegnato direttamente da <strong>Reiji Matsumoto</strong>, il papà di <strong>&#8220;Capitan Harlock&#8221;</strong>! Una soddisfazione immensa e una di quelle occasioni che capitano una volta sola nella vita!</p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/_ska9517.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-3680" title="Mai Shiranui (King of Fighters)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/_ska9517-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></div>
<p><strong>Penso che da quel giorno la tua vita sia cambiata in tutti i sensi. Credo che ti abbia aperto molte porte e soprattutto fatto incontrare molte persone. Ti autorizzo a farci morire di invidia… perché conosco i nomi che tirerai in ballo…</strong><br />
Io mi ritengo davvero fortunata per quello che questo hobby mi ha dato: la possibilità di girare il mondo come ospite a importanti convention e di conoscere personaggi che mai avrei potuto immaginare.<br />
Da <strong>Reiji “Capitan Harlock” Matsumoto</strong> a <strong>Go “Mazinga, Goldrake” Nagai</strong>, da <strong>Yumiko “Candy Candy” Ygarashi</strong> a <strong>Monkey “Lupin” Punch</strong>, per non parlare di famosi doppiatori come <strong>Toru Furuya</strong> o interpreti musicali famosissimi come <strong>Ichiro Mizuki</strong> (tutte le sigle dei robottoni!) e <strong>Kageyama Hironobu</strong> (Dragonball, Saint Seiya)… se becco la <strong>Takeuchi</strong> e la <strong>Takada</strong> posso morire in pace ^_^</p>
<p><strong>Se all’inizio poteva essere solo una passione, adesso immagino sia diventata qualcosa di più…</strong><br />
Ho iniziato a rendermi conto che stava diventando davvero qualcosa di più quando il tempo dedicato ad altri miei interessi stava scemando a favore di questa nuova passione.<br />
Quando ho visto che iniziavo a fare progetti a lungo termine, prendere accordi, e perché no, quando ho realizzato che i miei lavori erano molto richiesti, è cambiato un po&#8217; tutto. Adesso ho meno tempo per studiare ;_; &#8230; mi manca pochissimo a conseguire la laurea in <strong>Lettere Moderne</strong>, ma sono mostruosamente fuori corso per via del fatto che comunque sto già lavorando, anche se part-time, e il tempo libero che dovrei dedicare allo studio invece è per forza di cose investito quasi esclusivamente in quest’hobby.<br />
Dopo il ritorno dal Giappone e la vittoria mondiale al <strong>&#8220;WORLD COSPLAY SUMMIT&#8221;</strong> è stato un delirio. Partecipazioni a programmi televisivi, interviste, servizi fotografici (tra cui anche per il mensile <strong>Vogue</strong>)….<br />
Inoltre sono spesso in giro per il mondo, invitata ad altre manifestazioni legate al cosplay come ospite speciale (Messico, Giappone, ecc&#8230;), ma la proposta più interessante e simpatica che mi è capitata, è stata l’opportunità di incidere delle canzoni per un’etichetta, <em>Eurobeat</em> &#8211; la dance nipponica, dove canto in inglese e in giapponese!</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/09-wonder.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-3682" title="Wonder Woman" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/09-wonder-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a> <strong>Ho visto che sul tuo sito hai fatto anche degli scatti come modella in abiti “normali”. Mi dicevi che questi scatti sono particolari.</strong><br />
Si tratta della sezione <strong>“Modeling”</strong>, ovvero una variante sul tema, scatti per così dire <em>liberi</em>, che non c&#8217;entrano nulla col cospla,y ma comunque in abiti particolari.<br />
La mia sezione modeling non è granchè sviluppata perché il tempo che ho lo dedico quasi esclusivamente al cosplay. In futuro forse avrà più spazio, anche perché la parte divertente del modeling è che non hai vincoli con i costumi e con le pose. Puoi sbizzarrirti come ti pare perché non sei legato a nessun personaggio!</p>
<p><strong>Hai fatto anche degli scatti per fotografi professionisti e sei apparsa anche su <em>“Vogue”</em>, come accennavi in precedenza.</strong><br />
Già, quando ci ripenso non mi sembra vero.<br />
In sostanza è successo tutto per caso, un giorno mi contatta tramite mail un famoso fotografo della rivista dicendo che gli serviva assolutamente la mia <strong>&#8220;Wonder Woman&#8221;</strong> per il suo imminente servizio&#8230; e così eccomi catapultata a Milano in uno stage insieme a professionisti per degli scatti stupendi. Una bella soddisfazione, non c’è che dire.</p>
<p><strong>Nella gallery del tuo sito c’è un’area un po&#8217; equivoca. La <em>“Private Session”</em>…</strong><br />
È un equivoco in cui i visitatori cadono spesso… per <em>&#8220;private session&#8221;</em> si intende la sessione fotografica di un costume mai portato in fiera, ma indossato solo per piacere personale; <em>privato</em> in questo senso, cioé mai mostrato in pubblico… ma mi sa che è ora di cambiare nome! ^_^</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/copia-di-fujiweb.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-3693" title="Fujiko (Lupin 3)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/copia-di-fujiweb-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a><strong>Sei fidanzata?</strong><br />
Fidanzata è una parola grossa, diciamo che sono impegnata</p>
<p><strong>Cosa ne pensa il tuo ragazzo di questa tua passione?</strong><br />
Si diverte, mi aiuta e mi supporta come può. Ad esempio quando sono in ritardassimo con le rifiniture prima di un evento, oppure sbriga delle commissioni per me in giro per negozi e mercerie. Mi accompagna agli shooting e mi dà una mano nell’assemblamento del costume in quanto tale. Un vero tesoro&#8230;</p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/img_5911.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-3684" title="Alcyone (Magic Knight Rayearth)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/img_5911-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></div>
<p><strong>Penso che sia il sogno di tanti potersi vestire come i propri personaggi preferiti, ma molti non sanno da dove iniziare. Hai qualche consiglio da dare a chi volesse intraprendere questa strada?</strong><br />
Innanzitutto avere tanta voglia di sperimentare e mettersi in gioco.<br />
Fare cosplay significa avere voglia di mettere alla prova le proprie capacità, non solo sul piano strettamente sartoriale, cui spesso mamme o parenti zelanti ci vengono incontro, ma anche prettamente manuale.<br />
Inoltre bisogna fare attenzione nella scelta del personaggio.<br />
Meglio lavorare su qualche personaggio che, non solo sentiamo affine, ma che, per quanto possibile, ci sia somigliante. Oltre alla fattura del costume inoltre non va trascurata l’interpretazione, ovvero la parte <em>“player”</em>, quella cioè che ci fa immedesimare nel personaggio, muoverci e atteggiarci esattamente come lui.<br />
Per rompere il ghiaccio, iniziate in gruppo… è molto più divertente!<br />
E se questo non bastasse, vi rimando alla sezione <a href="http://www.giorgiacosplay.com/comesifacosplayer.html" target="_blank">“Come si diventa cosplayer&#8221;</a> del mio sito</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/dsc_5989.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-3686" title="Pandora (Saint Seiya)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/dsc_5989-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><strong>Quali sono gli appuntamenti più importanti in giro per il mondo e in Italia?</strong><br />
Per quanto riguarda l’Italia in ordine di importanza direi senza dubbio <strong>&#8220;Lucca Comics and Games&#8221;</strong>, che ormai è giunta al suo <em>quarantennale</em>, vanta un parco cosplayer incredibile e variegato.<br />
Nelle gare di sabato e domenica si sfiorano i 700 iscritti alla competizione, senza contare coloro che girano a zonzo per il quartiere fieristico&#8230; Imperdibile!!<br />
Poi immancabile è l’appuntamento del <strong>“Romics”</strong> nella capitale ad ottobre, dove si svolgono annualmente le selezioni per designare i due candidati che rappresenteranno l’Italia alla gara mondiale di <strong>Nagoya</strong> in Giappone, il <strong>&#8220;Wolrd Cosplay Summit&#8221;</strong>, l’evento piu’ importante per un cosplayer.<br />
E infine concluderei il trittico con <strong>“Cartoomics”</strong>, a marzo presso la fiera di <strong>Milano</strong>, la convention  piu’ importante tra le fiere del nord Italia.<br />
Mentre per quanto riguarda gli appuntamenti esteri, mi sento di citare il <strong>&#8220;Japan Expo&#8221;</strong> a Parigi, il <strong>&#8220;Comiket&#8221;</strong> e il <strong>&#8220;TFT&#8221;</strong> nel duplice appuntamento estivo ed invernale a <strong>Tokyo</strong> e il <strong>&#8220;San Diego Con&#8221;</strong> a pari merito con il <strong>&#8220;Dragcon&#8221;</strong>, sempre negli U.S.A.</p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/cat14.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-3688" title="Black Cat (Spiderman)" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/cat14-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></div>
<p><strong>Per chi ti volesse vedere “live”, dove ti può trovare nei prossimi mesi?</strong><br />
Per ora posso confermare la mia presenza per tutti i giorni di <strong>&#8220;Lucca Comics&#8221;</strong>, a <em>Novembre</em>… il resto è ancora  in via di definizione.<br />
Mentre sono in giro quasi ogni settimana con la cartoon cover band <a href="http://www.cannedisampei.com" target="_blank">&#8220;Le canne di Sampei&#8221;</a>, per serate in feste e pub a suon di sigle di cartoni animati! ^_^<br />
Comunque potete trovare tutte le info del caso nella home page del mio <a href="http://www.giorgiacosplay.com" target="_blank">sito</a>, sempre aggiornatissima!</p>
<p><strong>Ti ringrazio tantissimo per la tua immensa disponibilità e la chiarezza nelle risposte. Magari ci si vede a Milano&#8230; e se ti serve un compagno per Yattaman, fammi un fischio! ^_^</strong><br />
Guarda, in effetti mi mancava giusto il maialino portafortuna! ^_^<br />
Grazie a voi per la gentile intervista, spero che sia piaciuta e che abbia contribuito a chiarire alcuni aspetti del magico mondo del cosplay. Un grande saluto a tutti i lettori e spero di incotrarvi presto a qualche evento!</p>
<p><span style="color: #808080;"><em>Potete trovare tutte le informazioni su Giorgia e mettervi in contatto con lei sul suo <a href="http://www.giorgiacosplay.com" target="_blank">sito</a>, <a href="http://www.facebook.com/giorgiacosplay#/giorgiacosplay?ref=profile" target="_blank">facebook</a>, <a href="http://www.myspace.com/giorgiacosplay" target="_blank">myspace</a>, <a href="http://giorgiacosplay.deviantart.com/" target="_blank">deviantart</a> e <a href="http://www.fotolog.com/giorgiacosplay" target="_blank">fotolog</a>.<br />
Tutte le foto ci sono state inviate da Giorgia e sono di sua proprietà. Riuscite a riconoscere tutti i personaggi che interpreta? Per le risposte, passate il mouse sulle immagini&#8230;</em></span></p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/xmas2.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-3690" title="X-mas Pin Up" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/09/xmas2-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></div>
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		<title>Gli Anime di oggi: &#8220;One Piece&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2009 22:39:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Torna a trovarci l&#8217;amico Luigi40 e con lui riparte questa sezione, che era ferma da un po&#8217;. Dopo esserci occupati di anime del passato e di manga, stavolta affrontiamo l&#8217;argomento degli anime contemporanei&#8230; In particolare, parliamo di quello che al pubblico di Italia Uno è noto col nome di &#8220;All&#8217;arrembaggio&#8221; o &#8220;Tutti all&#8217;arrembaggio&#8220;. Nell&#8217;articolo Luigi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/intestazione-1piece.jpg" alt="" title="" width="480" height="212" class="alignnone size-full wp-image-2528" /> <span style="color: #808080;"><em>Torna a trovarci l&#8217;amico </em>Luigi40<em> e con lui riparte questa sezione, che era ferma da un po&#8217;. Dopo esserci occupati di anime del passato e di manga, stavolta affrontiamo l&#8217;argomento degli anime contemporanei&#8230; In particolare, parliamo di quello che al pubblico di </em>Italia Uno<em> è noto col nome di &#8220;</em>All&#8217;arrembaggio<em>&#8221; o &#8220;</em>Tutti all&#8217;arrembaggio<em>&#8220;. Nell&#8217;articolo Luigi rispetta però i nomi originali dei personaggi ed ovviamente anche il titolo dell&#8217;opera: <strong>One Piece</strong>. Buona lettura!</em></span></p>
<p>I più anziani come me sono cresciuti a pane e cartoni giapponesi.<br />
Chi di voi non ha mai visto una puntata di <em>&#8220;Holly e Benji&#8221;</em>? O di <em>&#8220;Doraemon&#8221;</em>? O magari di <em>&#8220;Spank&#8221;</em>? E Pollon, con i suoi messaggi subliminali? (Perché non ditemi che la canzoncina <em>&#8220;sembra talco ma non è, serva a darti l&#8217;allegria&#8221;</em> non ha un doppio senso <em>&#8220;stupefacente&#8221;</em>&#8230;)<br />
Quelli della mia generazione sono cresciuti con questi miti. Ma come tutte le cose, anche i cartoni giapponesi in un determinato momento hanno avuto <strong>una svolta</strong>. Potremmo dire che hanno fatto un salto deciso (decidete voi se di qualità o no&#8230; per me, di qualità).</p>
<p>Negli ultimi anni sono nati degli &#8220;anime&#8221; diventati cult in Giappone e tra gli appassionati. Tra questi, <strong>One Piece</strong>, <strong>Naruto</strong>, <strong>Death Note</strong>, <strong>Neon Genesis Evangelion</strong>, <strong>Full Metal Panic</strong>, <strong>Full Metal Alchemist</strong> e molti altri ancora.</p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/going_merry_1.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/going_merry_1-150x150.jpg" alt="" title="" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-2530" /></a></div>
<p> In Giappone è <em>Anime-mania</em>. A differenza dell&#8217;Italia, dove questo genere di cartone animato è denigrato, maltrattato e mandato in orari assurdi e con censure varie, dicevo, in Giappone è tutto diverso. Gli anime vengono trasmessi in prima serata, hanno un seguito di pubblico pari alle nostre migliori fiction e migliaia di appassionati tra giovani e meno giovani.</p>
<p>Da un po&#8217; di anni a questa parte il maggior anime giapponese, quello più seguito nel Paese del Sol Levante, quello che viene mandato in onda nella prima serata del sabato è <strong>One Piece</strong>.<br />
In Italia ha subito ogni sorta di oltraggio. Interrotto più volte, doppiato pessimamente, censurato in maniera pesante.<br />
Il creatore è il mangaka <strong>Eichiro Oda</strong>. In Giappone sono state trasmesse quasi 400 puntate, in Italia circa la metà.</p>
<p>La storia può sembrare semplice. Un ragazzo di 17 anni (<strong>Monkey D. Rufy</strong>) rimane affascinato dai pirati, tanto da voler diventare il Re dei pirati. Parte per un lungo viaggio incontrando luoghi fantastici, persone stravaganti e compagni di viaggio speciali.<br />
Ma dietro a questa semplicità, si nascondono valori ben più ampi di una semplice storiella. C&#8217;è, innanzitutto, l&#8217;amicizia del capitano con il resto della sua ciurma. Per quest&#8217;amicizia reciproca, i vari membri raddoppiano, triplicano le loro forze per superare le avversità. Poi c&#8217;è la voglia di libertà rappresentata dal ragazzino diciassettenne che inizia a vagare per il mondo senza temere le novità e con il cuore aperto ad affrontare nuove sfide e fare nuove amicizie. Inoltre, quale altro cartone animato sovverte i ruoli come <em>One Piece</em>? Non ne ricordo altri dove i presunti &#8220;cattivi&#8221; vengono issati a eroi e i cosiddetti &#8220;buoni&#8221; sono invece i cattivi.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/mondotz6.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/mondotz6-300x135.jpg" alt="" title="i mari di One Piece" width="300" height="135" class="alignnone size-medium wp-image-2531" /></a> Questo ipotetico mondo è diviso in 4 mari (Nord, Sud, Est e Ovest), con una striscia di terra verticale (la <strong>Red Line</strong>) a dividerlo in due parti e la rotta maggiore (<strong>Grand Line</strong>), quella che porta al grande tesoro di <strong>Gol D. Roger</strong>, che lo taglia in orizzontale. Nel mondo di <em>One Piece</em> esistono varie entità. C&#8217;è il <em>Governo Mondiale</em>, un&#8217;associazione di 80 stati che lo governa servendosi della Marina per mantenere l&#8217;ordine pubblico. In contrapposizione del Governo Mondiale e della Marina, c&#8217;è la <em>Flotta dei Sette</em>, un gruppo di 7 pirati che può fare tutto quello che vuole senza che la Marina gli metta i bastoni tra le ruote. Servono in pratica a tenere a bada le flotte dei Pirati. </p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/opworldjs6.png" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/opworldjs6-150x150.png" alt="" title="la Grand Line" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-2532" /></a></div>
<p> Tra queste due grosse entità, possiamo collocare i <em>4 Imperatori del mare</em>, che sono le 4 flotte che sono più vicine ad arrivare al tesoro del Re dei pirati, <em>Gol D. Roger</em>. Questi imperatori servono anche a mantenere l&#8217;equilibrio tra il Governo e la flotta dei 7. E poi ci sono le varie ciurme di pirati. Altra particolarità è che nella Rotta maggiore (Grand Line) la bussola non funziona. Bisogna usare il <strong>Log Pose</strong>, una speciale bussola che serve per andare da isola ad isola. Esistono ben 7 rotte possibili, c&#8217;è solo una possibilità per scegliere la propria rotta ed è quando si arriva nella Grand Line dalla <em>Reverse Mountain</em>. Tutte queste 7 rotte portano ad un&#8217;unica isola. L&#8217;isola dove è custodito il tesoro.</p>
<p>Non è facile riassumere 400 puntate di anime e quasi 600 di manga in poche righe. Io considero Eichiro Oda un &#8220;folle genio&#8221; per la miriade di personaggi che ha saputo inventare.<br />
Nella storia non mancano alcuni riferimenti a personaggi &#8220;nautici&#8221; veramente esistiti, come Edward Teach detto <em>Barbanera</em> (e nell&#8217;anime c&#8217;è un personaggio principale chiamato <strong>Barbanera</strong>) oppure come Sir Francis Drake (ma nell&#8217;anime è un personaggio cattivo di nome <strong>Drake</strong>).<br />
Vi consiglio di seguirlo, ma se volete apprezzare al meglio questo bellissimo anime, guardatelo in lingua originale con i sottotitoli&#8230; non ve ne pentirete.<br />
<em>Luigi40</em></p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/rufy_water_seven_14.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/04/rufy_water_seven_14-300x225.jpg" alt="" title="Monkey D. Rufy" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-2533" /></a></div>
<p><span style="color: #808080;"><em>Le immagini provengono dal sito <a href="http://www.rolonoazoro.com" target="_blank">www.rolonoazoro.com</a>. Se siete anche voi appassionati di <strong>One Piece</strong>, lasciate un commento! Se invece vi piacerebbe scrivere per questa sezione (magari anche di fumetti &#8220;occidentali&#8221;, che non sono ancora stati trattati), proponetevi senza indugio!</em></span></p>
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		<title>Manga: facciamo chiarezza</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Sep 2008 22:44:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-684" title="15" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/15.jpg" alt="" width="480" height="212" /> <span style="color: #888888;"><em>E dopo l&#8217;articolo di grande successo sugli anime di qualche anno fa, questa sezione ritorna per parlarvi di un altro argomento che ci sta a cuore: i <strong>manga</strong> (e adesso, per dare un senso al nome della sezione, manca solo qualcosa sui fumetti occidentali&#8230; volontari?). Come primo articolo non potevamo che proporre qualcosa di più generale possibile, con l&#8217;obiettivo di rendere chiaro ai non appassionati quali siano i rami principali del grande albero del disegno giapponese. Ce ne parla una new entry sul nostro sito, l&#8217;amico </em>&#8220;Dark Terror&#8221;<em>, che cercherà di trasmettervi un po&#8217; della sua passione. Buona lettura!</em></span></p>
<p>Manga, manga, manga, manga, manga, manga&#8230; quante volte i ragazzini usano questa parola e i più anzianotti, sopra i 35/40 anni storcono il naso, perché non capiscono se c&#8217;è qualcuno che <em>manCa</em>.<br />
Spieghiamo brevemente cosa è il “<strong>Manga</strong>&#8221; e in quali stili si divide.<br />
<a href="http://img212.imagevenue.com/img.php?image=56142_Manga-ordine_di_lettura_123_74lo.jpg" target="_blank"><img src="http://img212.imagevenue.com/loc74/th_56142_Manga-ordine_di_lettura_123_74lo.jpg" border="0" alt="" /></a> La parola Manga indica i fumetti prodotti nel paese del Sol Levante, il <strong>Giappone</strong>.<br />
Il fumetto giapponese ha delle differenze sostanziali dai fumetti “occidentali”: il tipo di scrittura, dall&#8217;alto verso in basso, e il tipo di lettura, dall&#8217;ultima pagina alla prima (rispetto al nostro stile di lettura).<br />
Ovviamente ci sono delle eccezioni, che, per risultare più accattivanti alla cultura occidentale, sono edite come le nostre pubblicazioni.<br />
Senza stare ad annoiarvi troppo con dilungazioni sulla storia del fumetto orientale, passo velocemente in rassegna le varie tipologie in cui si suddivide il manga.</p>
<p>NB. Gli esempi per ogni categoria sono espressi secondo i manga che conosco o leggo al momento, per poter dare un giudizio più approfondito.</p>
<p><em><strong>Shojo</strong></em><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/Candy-Candy.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/Candy-Candy-150x150.jpg" alt="" title="Candy Candy" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5503" /></a><br />
Indirizzati ad un pubblico femminile, solitamente letti da ragazze dai dieci ai diciotto anni.<br />
Le tematiche inizialmente trattate furono sentimentali, riguardanti tutte le cose che potessero coinvolgere il romanticismo che c&#8217;era nelle ragazzine.<br />
Questo fu il filone principale che trainò il genere nel primo periodo, ma comunque letto soltanto da quella precisa categoria; quindi incominciarono diversi esperimenti per modificare le storie, manga sportivi, fantastici, horror&#8230; sempre comunque rimanendo con il tema principale (a volte velato) dell&#8217;amore.<br />
Graficamente gli <em>“shojo”</em> sono caratterizzati da simboli che esaltano lo stato d&#8217;animo del personaggio (per intenderci, le  “gocce di sudore” quando il personaggio è in difficoltà) e da occhi sproporzionatamente grandi.<br />
Alcune famose opere di questo genere che sono arrivate in Italia sono <strong>Lady Oscar</strong>, <strong>Candy Candy</strong> e <strong>Sailor Moon</strong>.</p>
<p><em><strong>Shonen&#8217;ai</strong></em><br />
Una variante del genere <em>Shojo</em> molto in voga ultimamente sono gli <em>“Shonen&#8217;ai”</em>, una serie di opere che trattano un argomento per molti spinoso, l&#8217;omosessualità maschile; generalmente evitati dal pubblico maschile, sono molto apprezzati dalle ragazze&#8230; Sinceramente io li evito come la peste, quindi non saprei proprio descriverli&#8230; mi dispiace.</p>
<p><em><strong>Shonen </strong></em><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/ichigo100.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-687" title="100% Fragola" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/ichigo100-208x300.jpg" alt="" width="208" height="300" /></a>
<div align="right"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/dragon_ball_z_dbz_hentai_-_gohan_and_goku.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-688 alignright" title="Dragon Ball" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/dragon_ball_z_dbz_hentai_-_gohan_and_goku-228x300.jpg" alt="" width="228" height="300" /></a></div>
<p> Indirizzati ad un pubblico prettamente maschile per le tematiche affrontate: combattimenti, magia,    avventure fantastiche ed eroi immaginari; sono solitamente letti da ragazzi dai dieci ai diciotto anni.<br />
Nonostante il lettore maschio non sia principalmente interessato al tema amoroso, nelle storie ci sono alcuni fumetti che esulano dalla classica guerra tra il bene e il male. Il lettore, oltre a personaggi femminili decisamente attraenti e provocanti, trova anche storie generalmente ambientate nei periodi “dei primi amori”; tra questi cito i più famosi: <strong>100% Fragola</strong>, <strong>I&#8217;S</strong>, <strong>Video Girl Ai</strong>.<br />
Il capostipite di questo genere è <strong>Dragon Ball</strong>, giunto in Italia all&#8217;ennesima riproduzione, sia in forma cartacea (attualmente alla quinta pubblicazione), che in forma televisiva (prima su TV locali e adesso stabilmente nel palinsesto <em>Mediaset</em>).<br />
Oltre ad essere il manga più famoso al mondo, ovviamente ha influenzato tutti i successivi manga, tracciando delle linee guida che i successivi autori hanno seguito e stanno seguendo&#8230; Le arti marziali, il cattivo che diventa buono e si allea con il protagonista, la forza interiore e misteriosi poteri magici copiati da tutti i bambini (chi non ha mai provato a fare una KamehameHa &#8211; onda energetica &#8211; con le mani? Io ogni tanto lo faccio ma non succede mai nulla!).</p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/bleach0001.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/bleach0001-300x225.jpg" alt="" title="BLEACH" width="300" height="225" class="alignnone size-medium wp-image-689" /></a></div>
<p>Oltre a Dragon Ball, fanno parte della categoria <em>Shonen</em> gli attuali <strong>Naruto</strong>, <strong>Bleach</strong>, <strong>One Piece</strong>, che, attualmente ancora in produzione, sia in versione cartacea che nella versione televisiva, cavalcano il successo dato da questa accoppiata e in questo modo fanno sì che la loro conclusione sia ancora molto lontana (<em>speriamo!!!</em>).<br />
Il successo di questo genere che si è affermato come il genere più letto in Giappone è anche dato dal fatto che settimanalmente su 3 riviste specializzate che pubblicano notizie, informazioni e curiosità sul mondo manga e di primissimo interesse vengono proposti inediti capitoli dei manga di culto in sequenza. Tutti i capitoli che vengono proposti su queste riviste nel futuro saranno raccolti nel <em>“tankobon”</em> (il manga vero e proprio), che uscirà settimane e mesi dopo la loro “anteprima”.<br />
Le riviste appena citate sono <em>Weekly Shonen Jump</em>, <em>Shonen Sunday</em> e <em>Shonen Magazine</em>.</p>
<p><em><strong>Seinen</strong></em><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/vagabond.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/vagabond-150x150.jpg" alt="" title="vagabond" width="150" height="150" class="alignnone size-thumbnail wp-image-690" /></a>
<div align="right"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/vagabond2.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/vagabond2-300x225.jpg" alt="" title="vagabond2" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-691" /></a></div>
<p> Ci sono anche manga per adulti chiamati <em>Seinen</em>; essi, oltre ad attrarre adulti, attraggono anche i giovani che stanno maturando e che andando avanti nella vita incominciano ad affrontare tematiche più complesse della solita storiella “adolescenziale”.<br />
Un esempio lampante può essere il fumetto “<strong>REAL</strong>”, il quale tratta l&#8217;argomento difficile della disabilità nello sport. Ragazzi normali che, a seguito di gravi incidenti, si ritrovano su una seggiola a rotelle e giocano a basket nella squadra disabile.<br />
Un altro manga del genere è il manga storico <strong>Vagabond</strong>, che narra la storia di Musashi Miyamoto, famosissimo spadaccino realmente esistito, e della sua vita intrisa di allenamenti con la katana, battaglie mortali e fatti storici precisamente ricostruiti.</p>
<p><em><strong>Hentai </strong></em><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/Lamu-hentai.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/09/Lamu-hentai-150x150.jpg" alt="" title="Lamù" width="150" height="150" class="alignright size-thumbnail wp-image-5504" /></a> Ultimo, ma non di poco conto, il genere “hard”, che grazie alla possibilità di creare personaggi dal nulla riesce ad attrarre un vastissimo pubblico, con le sue ragazzine provocanti e dei seni relativamente esagerati, i quali catturano l&#8217;interesse degli appassionati del genere.<br />
Mi fermo qui, visto che è un argomento “VM 18” ed eventualmente lo approfondirò in seguito&#8230;</p>
<p>Nel caso vi sia piaciuto l&#8217;argomento, commentatelo, e se volete che magari illustri qualcosa di ciò che ho scritto fatemelo sapere&#8230; cercherò di fare del mio meglio per farvi appassionare/interessare a questo bizzarro ma coinvolgente mondo.</p>
<p><em>Dark Terror</em></p>
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		<title>Anime d&#8217;annata: la passione non muore mai</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jun 2008 20:13:31 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Fumetti, Manga & Anime]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #888888;"><em>Nuova </em>passione<em> su </em>BE! Magazine<em>, quella per fumetti, manga e anime. Ci sarà tempo e spazio per articoli dedicati ad una casa editrice, ad un disegnatore, ad una singola opera o persino ad un singolo personaggio&#8230; Ma non potevamo che iniziare con uno sguardo d&#8217;insieme, sull&#8217;intero mondo degli anime, soprattutto quelli di una volta. Ce lo ha mandato </em>Vincenzo D&#8217;Amico<em>, mente del progetto <a href="http://www.japanimation.it" target="_blank">Japanimation</a>, che si sofferma sui ricordi di un &#8220;non più ragazzo&#8221;, sui valori che c&#8217;erano dietro quei disegni in movimento e sull&#8217;ottica sbagliata con cui sono spesso stati proposti in Italia. A lui la parola!</em></span></p>
<p>Quando regnava ancora la semplicità, la capacità di stupirsi, la gioia di chi ha meno di dieci anni e tutto un mondo da scoprire&#8230; quando guardare la TV non era una semplice evasione dalla realtà, ma un momento importante dove apprendere i valori più importanti della vita attraverso il linguaggio della fantasia&#8230; quando guardare i semplici (si fa per dire) cartoni animati significava per molti inoltrarsi in un mondo adulto e bambino contemporaneamente e non solo di magìa e stupore fini a sé stessi&#8230; io ero lì&#8230; grazie a Dio!</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/06/goldrake1.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/06/goldrake1-233x280.jpg" alt="" title="Goldrake" width="233" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-5430" /></a> <strong>Goldrake</strong>, <strong>Heidi</strong>, <strong>Ryu</strong>, <strong>Kimba</strong>, <strong>Remì</strong>, <strong>Jeeg Robot</strong>, <strong>Candy Candy</strong>, <strong>Daitarn III</strong>, fino ad arrivare a centinaia di storie indimenticabili di altrettanti personaggi che tuttora persistono nel cuore di milioni di adulti: quanti dischi, robot, giochi, fumetti, magliette e quant’altro ho fatto comprare ai miei genitori&#8230; e com’era bello mostrarli agli altri, ma soprattutto sapere di possederli. Era come avere accanto il tuo eroe preferito in carne ed ossa, o quasi.<br />
E poi&#8230; si cresce. Gli anni passano, i problemi aumentano (a chi più, a chi meno), gli amici cambiano e con loro cambia il nostro spirito <em>puro</em>; la vita non ci dà tregua ed oggi molta della magìa che si aveva dentro si è dissolta nel quotidiano agire. Molti la chiamano maturità, o crescita, o divenire adulti attraverso le difficoltà&#8230; io la chiamo <em>follìa</em>!</p>
<p>Bisogna semplicemente avere equilibrio; bisogna che il bambino che è in noi (custode di creatività, di passione, di sensibilità e quant’altro di positivo) non muoia mai schiacciato dalla quotidianità, ma attraverso di essa si esalti e, di conseguenza, <em>ci</em> esalti. Eppure eminenti psicologi, saggi di svariate etnìe e periodi storici e&#8230; <em>i nostri eroi preferiti</em> ce lo ricordano da sempre! Mah!</p>
<p>Vi sembra impossibile? Guardate (tanto per fare un esempio) qualche serie televisiva giapponese come <em>Jeeg Robot</em>, <em>Remì</em>, <strong>L’Uomo Tigre</strong>, <strong>Sampei</strong>, <strong>Ken il guerriero</strong>, <strong>Tommy la stella dei Giants</strong>; ripuliteli poi di tutti gli elementi prettamente fantastici ed andate oltre quello che vedete&#8230; avrete molto da imparare!<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/06/uomo-tigre.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2008/06/uomo-tigre-150x150.jpg" alt="" title="L&#039;Uomo Tigre" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-5431" /></a> Per molti come me la passione per le tematiche del fantastico non è solo un’evasione dalla realtà attraverso il passato o un semplice commercio (per chi lo pratica); conoscere altri appassionati, riscoprire vecchi e nuovi <em>eroi</em>, possedere rarità, significa principalmente mantenere vivo il bambino che è in noi, quindi noi stessi e la nostra vitalità&#8230; alla faccia di tutto lo schifo e la falsità che ci circonda.<br />
Significa inoltre ricordarci di non perdere mai di vista quello che siamo in realtà, mantenere il più possibile intatta una propria integrità morale e spirituale, avere la forza di rialzarci nei momenti difficili anche (&#8230;e soprattutto&#8230;) senza l’aiuto di nessuno, saper prendere la vita in tutte le sue sfaccettature senza chiedersi perché.<br />
Per chi non lo sapesse, tutte queste opere sono sempre state catalogate come <em>“rigorosamente per bambini”</em>: niente di più falso. I giapponesi hanno sempre alternato le situazioni dei loro cartoons passando attraverso vari generi: fantascienza, horror, romanzi storici, soap opera, avventura, commedia comica e demenziale, sport, favole e leggende, sia per grandi che per i più piccoli (per non parlare del genere sexy o splatter). Eppure, nonostante siano passati decenni e siano state spese miriadi di parole, sviluppate molteplici testate, organizzati dibattiti e manifestazioni, creato scuole e tanto altro ancora, qui in Italia abbiamo ancora una cultura altamente retrograda e piena di pregiudizi nei confronti di queste tematiche.</p>
<p>Inoltre, per anni queste serie TV hanno subìto <strong>censure</strong>, alterazione dei dialoghi e quant’altro di osceno affinché non venisse tutelata l’opera in sé, ma solo l’impatto emotivo con i minori, badando ad accrescere il <strong>merchandising</strong> e nulla più (vendite di diari scolastici, cartelle, gadgets, giocattoli, carte, videogiochi,etc&#8230;).</p>
<p>Per cercare di sensibilizzare il più possibile i “non addetti ai lavori”, affinché possano ricevere un’educazione cinematografica a tutela della propria cultura e della propria sensibilità nel lasciare un minore davanti al cartone animato adatto alla propria fascia di età, dal 1999 ho realizzato un sogno in lenta e costante crescita: l’<em>Associazione Culturale Japanimation</em> di Ostia Lido.<br />
Chi vuole collaborare con noi può contattarci al sito <a href="http://www.japanimation.it" target="_blank">www.japanimation.it</a> (info@japanimation.it), oppure su <a href="http://www.myspace.com/japanimationweb">www.myspace.com/japanimationweb</a>.</p>
<p><em>Vincenzo D’Amico</em><br />
<a href="http://www.japanimation.it" target="_blank"> www.japanimation.it</a></p>
<p><span style="color: #888888;"><em>Sei anche tu appassionato di fumetti (italiani o americani), manga o anime? Ti piacerebbe scrivere qualcosa? Il nostro indirizzo e-mail lo trovi in alto a destra, contattaci!</em></span></p>
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