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	<title>BE! Magazine &#187; Cinema</title>
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		<title>Poker Run: l&#8217;horror incontra il Texas Hold&#8217;em</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 12:12:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Diamo il benvenuto a flavio74, che esordisce su queste pagine con la recensione del film Poker Run. Uscito nelle sale Statunitensi nel 2009 in contemporanea con la presentazione in Francia, Poker Run “Live to Ride, Ride to DIE” racconta la storia di due avvocati annoiati, Robert (Berthie Higgins) ed Allen (J.D Rudometkin) che stanchi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2012/02/poker-run-cover.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2012/02/poker-run-cover-192x280.jpg" alt="" title="Locandina Poker Run" width="192" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-9407" /></a> <span style="color: #808080;">Diamo il benvenuto a <em>flavio74</em>, che esordisce su queste pagine con la recensione del film <strong>Poker Run</strong>.</span></p>
<p>Uscito nelle sale Statunitensi nel 2009 in contemporanea con la presentazione in Francia, <strong>Poker Run <em>“Live to Ride, Ride to DIE”</em></strong> racconta la storia di due avvocati annoiati, Robert (Berthie Higgins) ed Allen (J.D Rudometkin) che stanchi della loro vita decidono di comprare due Harley-Davidson con le quali partecipare ad una <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Poker_run" target="_blank">Poker Run</a> lungo la <em>Route 66</em>, ossia ad una corsa motociclistica in cinque tappe attraverso il deserto da Los Angeles a Las Vegas che mixa perfettamente l’abilità di corridore con il brivido dell’azzardo. La gara prevede un premio finale per chi ha la mano di poker <strong><a href="http://www.pokerlistings.it/texas-holdem" target="_blank"><strong>Texas Hold&#8217;em</strong></a></strong>.</p>
<p>L’avventura dei due si trasformerà, però  presto in un incubo quando incontreranno Ray (Robert Thorne) e Billy (Jay Wisell) dai quali acquistano le due moto ed ai quali si uniranno, con le rispettive mogli, per raggiungere il confine messicano ignari di aver intrapreso il viaggio insieme a due psicopatici. I due infatti sequestreranno le donne, interpretate da Jasmine Waltz e Debra Hopkins, costringendo i protagonisti ad agghiaccianti violenze pur di riabbracciarle sane e salve.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2012/02/poker-run.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2012/02/poker-run-280x152.jpg" alt="" title="poker run" width="280" height="152" class="alignright size-medium wp-image-9410" /></a> Film low-budget (circa 600.00 €), <em>Poker Run</em> ha il merito di spettacolarizzare le locations, soprattutto quelle nel deserto, e di esaltare le performances di alcuni degli attori; in particolare grazie a questo film Debra Hopkins (<em>Il Ballo Proibito</em> e <em>The Way</em>) ha vinto il premio come miglior attrice non protagonista dell’<em>Action on Film Award</em>. Ottima recitazione anche per Robert Thorne e Jay Wisell che riescono, abilmente diretti dalla mano di Julian Higgins a dare vita a due personaggi ben caratterizzati ed assolutamente realistici senza scadere nella banalità o nei luoghi comuni che spesso circondano ruoli come questi. Higgins (<em>The Adventures of Young Jack Sparrow</em>) è anche lo sceneggiatore del film scritto insieme al padre Berthie Higgins e nonostante i limiti della trama può risultare piacevole per gli amanti del genere thriller con vasti spazi per lo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Splatter" target="_blank">splatter</a>.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2012/02/pokerrun.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2012/02/pokerrun-280x153.jpg" alt="" title="pokerrun" width="280" height="153" class="alignleft size-medium wp-image-9412" /></a><br />
Il film è indubbiamente diretto ad un pubblico giovane anche perché si presenta particolarmente povero di contenuti originali ed anche nel suo genere non è di certo un cult movie ed ha avuto un discreto successo di pubblico in un momento in cui le Poker Run andavano particolarmente di moda tra gli appassionati. Higgins riesce a tenere in piedi una trama abbastanza scontata grazie ad una regia che punta moltissimo sulla sinergia con gli ambienti di ripresa e sull’impegno del cast che dimostra di credere nel progetto. Considerato il livello del genere Horror-Thriller nel cinema americano, Poker Run si pone ad un livello decisamente sotto la media soprattutto perché non vengono sfruttati al massimo i tecnicismi di cui Higgins ha dimostrato di essere capace, basti citare il suo ultimo film <em>“The Adventures of Young Jack Sparrow”</em>  per rendersene conto. Tutto sommato il film è consigliabile ai grandi appassionati di Harley-Davidson, <a href="http://www.pokerlistings.it/" target="_blank">poker</a> ed agli estimatori del grande <strong>Amarillo Slim</strong>, interpretato da D.C. Douglas, presenza costante in moltissimi telefilm americani che dà vita alla leggenda del poker in maniera decisamente credibile. Un punto a favore è invece rappresentato  dalle splendide musiche dirette da Vaughn Morris e dalla bravura della bella Debra Hopkins che dopo questo film non è riuscita a bissare il successo di questa interpretazione.</p>
<p>Il trailer del film:<br />
<object width="560" height="315"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Rrwsj5A0Nyc?version=3&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/Rrwsj5A0Nyc?version=3&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" width="560" height="315" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Kick Ass&#8230; finalmente anche in Italia!</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Apr 2011 10:04:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Non abbiamo superpoteri, ma possiamo prenderti a calci in culo!”. Con questa la frase ad “effetto”, usata per il lancio del film, arriva nelle nostre sale il tanto atteso “Kick Ass” (letteralmente “calci in culo”). Atteso perché negli USA il film è uscito un anno fa diventando subito un film di culto. Naturalmente come tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Non abbiamo superpoteri, ma possiamo prenderti a calci in culo!”</em>.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/kick-ass-poster.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8472" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/kick-ass-poster-195x280.jpg" alt="Locandina Kick-Ass" title="Locandina Kick-Ass" width="195" height="280" /></a>Con questa la frase ad “effetto”, usata per il lancio del film, arriva nelle nostre sale il tanto atteso “<a href="http://www.imdb.com/title/tt1250777/" target="_blank"><strong>Kick Ass</strong></a>” (letteralmente <em>“calci in culo”</em>).<br />
Atteso perché negli USA il film è uscito un anno fa diventando subito un film di culto. Naturalmente come tutti i film di culto, il progetto ha una sua storia molto travagliata.<br />
Infatti, come spesso accede per i soggetti non <em>“politically correct”</em>, nessuno lo voleva produrre. Il film è l’adattamento del fumetto omonimo di <strong>Mark Millar</strong> e <strong>John Romita Jr.</strong> del quale il regista <strong>Matthew Vaughn</strong> (produttore storico dei film di Guy Ritchie) si è subito innamorato.<br />
Quello che di sicuro non si aspettava era la riluttanza degli studios a dargli i fondi per realizzarlo.<br />
Così come si fa in questi casi, i soldi bisogna metterli di tasca propria, e così riesce a trovare i primi fondi tra amici e parenti in modo da gettare le basi per il film.<br />
Come ha dichiarato il regista <em>“Se nemmeno io ero disposto ad investire nel progetto, come potevo pensare che qualcun altro investisse denaro?”</em><br />
Alla fine i soldi arrivano (quasi 30 milioni di dollari stanziati), il progetto può partire e l’aura di culto attorno al film viene confermata all’uscita in sala. Il passaparola su internet e <strong>facebook</strong> è più forte di ogni campagna pubblicitaria e gli incassi superano di gran lunga i costi, tanto che il sequel è già in cantiere.</p>
<p>Per i misteri della distribuzione, nel 2010 il film non è nel listino di nessuna casa distributrice italiana. Quindi la paura che il film diventasse invisibile al cinema era tanta.<br />
In fondo questa non è la prima volta che un film di successo non arriva in Italia (per chi si fosse perso qualche puntata, andate a rileggervi questo <a href="http://www.bemagazine.tv/2009/01/15/w-oliver-stone/">articolo</a>) e purtroppo non sarà l’ultima (“<strong>Machete</strong>” sta per arrivare e noi lo vedremo quando nel Mondo uscirà già in dvd e blu-ray, ma ne riparleremo…).<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/kick-ass1.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8475" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/kick-ass1-280x186.jpg" alt="" title="Kick Ass" width="280" height="186" /></a>Ma alla fine &#8220;<strong>Eagle Pictures</strong>&#8221; ha rotto gli indugi e i dubbi sollevati dalla solita commissione per la censura (<em>al rogo, al rogo!!!</em>) che giudicava la <em>“violenza messa in atto da una bambina di 11 anni non adatta al pubblico italiano”</em>.<br />
Perché questi signori si possono permettere di decidere cosa possiamo o <strong>non</strong> possiamo vedere? Per usare tematiche alte… che fine ha fatto il libero arbitrio?<br />
Comunque alla fine viene applicato un divieto ai minori di 16 anni e il film esce in versione integrale senza tagli.</p>
<p>La trama parte da una domanda semplice semplice ma alla quale nessuno in effetti aveva mai dato risposta.<br />
<strong>Perché nessuno sì è mai trasformato in supereroe?</strong><br />
Perché i superpoteri non esistono rispenderete voi… ma <strong>Batman</strong> non vi dice nulla? Bruce Wayne non ha superpoteri, ha qualche gadget tecnologico, certo, ma nessun superpotere. Quindi perché nella vita reale nessuno ha mai deciso di mettersi una maschera e combattere il crimine?<br />
Questa domanda se la pone il teenagers un po’ “nerd” Dave Lizewsky (<strong>Aaron Johnson</strong>) mentre parla con gli amici. Lui ovviamente non ha nessun superpotere (anche se ci sarà una “sorpresa”), ma non capisce come mai nessuno lo faccia.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/710-kick_ass2.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8478" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/710-kick_ass2-280x224.jpg" alt="" title="Hit Girl con Big Daddy" width="280" height="224" /></a>Dopo aver subito la solita rapina settimanale dai due bulli del quartiere (<em>“Dammi anche il cellulare!” – “Non ce l’ho! Me lo hai già rubato la settimana scorsa e non l’ho ancora ricomprato…”</em>) decide di passare all’azione.<br />
Compra una tuta da sub su <strong>Ebay</strong>, qualche piccola modifica estetica, e l’eroe mascherato è pronto.<br />
Inutile dire che la prima uscita è disastrosa, il nostro eroe viene picchiato a sangue ma viene anche filmato e messo su <strong>youtube</strong>. Diventa così subito una star del web, ma questo attira l’attenzione di due veri vigilantes mascherati spietati come pochi… <strong>Big Daddy</strong> (uno straordinario Nicholas Cage) e <strong>Hit Girl</strong> (la simpaticissima e letale Chloe Moretz).<br />
I due faranno attribuire a lui le loro opere contro il boss mafioso della città e scateneranno una vera e proprio caccia all’uomo, tanto più che arriverà in città un altro “supereroe” ribattezzatosi <strong>Red Mist</strong>. Non diciamo di più per non svelare troppo, ma nel film ne capiteranno di tutti i colori… nel senso letterale del termine.</p>
<p>Dal punto di vista tecnico il film infila una citazione dietro l’altra da tutti i film sui supereroi ed in particolare da “<strong>Spiderman</strong>” con battute del tipo <em>“Da nessun potere non deriva nessuna responsabilità”</em> (che fa il verso ad une delle più celebri frasi dei fumetti recitata dallo zio Ben poco prima di essere ucciso, “<strong>Da un grande potere derivano grandi responsabilità</strong>”).<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/kick-ass3.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8480" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/kick-ass3-280x189.jpg" alt="" title="Kick Ass e Hit Girl" width="280" height="189" /></a>Poi c’è la citazione della prima prova dei “poteri”. Ricordate nel primo “<strong>Spiderman</strong>” quando Peter Parker si trova sul tetto del palazzo e si mette a correre saltando sul tetto di quello adiacente? Bene, perché qui quella scena è ripresa nei minimi dettagli, con esiti leggermente differenti.<br />
Altre grandi citazioni sono per il “<strong>Batman</strong>” di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0634240/" target="_blank">Christopher Nolan</a>, sia per quanto riguarda l’ambientazione metropolitana sia per il costume di Big Daddy, praticamente identico al costume indossato da <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000288/" target="_blank">Christian Bale</a>.<br />
Poi una piccola chicca, nella versione originale Nicholas Cage imita la voce di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001842/" target="_blank">Adam West</a>, il primo Batman televisivo nell’omonima serie di culto degli anni ’60!</p>
<p>Detto questo, non pensiate che “<strong>Kick Ass</strong>” sia una parodia, perché non lo è affatto, anzi è tutto l’opposto. È un film molto serio con spruzzate di humor e una stilizzazione della violenza talmente cruda da risultare grottesca e quindi divertente.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/Kick-Ass-Big-Daddy.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8482" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/Kick-Ass-Big-Daddy-280x157.jpg" alt="" title="Nicholas Cage - Big Daddy" width="280" height="157" /></a>Il film è intelligente, divertente ed energetico e in più i protagonisti, siano uomini donne o bambine, vengono maltrattati come si deve. Non è il classico prodotto usa e getta, ma un’opera compiuta che ci fa capire come il regista abbia avuto le idee chiare fin da subito.<br />
Il cast è perfetto e tutti gli attori sono perfettamente in parte.<br />
Dal protagonista <a href="http://www.imdb.com/name/nm1093951/" target="_blank">Aaron Johnson</a>, perfetto nerd che arriva a fingersi gay pur di stare vicino alla ragazza di cui è innamorato e che non demorde di fronte ai continui pestaggi che subisce quando diventa <em>Kick Ass</em>.<br />
La piccola <a href="http://www.imdb.com/name/nm1631269/" target="_blank">Chloe Moretz</a> (14 anni) è letale sia quando è vestita da <em>Hit Girl</em> sia quando è in abiti “civili” da scolaretta e non a caso il sequel è già in cantiere per evitare che la Moretz nel frattempo cresca troppo.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/33399.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8484" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/04/33399-225x280.jpg" alt="" width="225" height="280" /></a>Per chi sente già la mancanza di questo piccolo “terremoto”, a breve la potremo vedere come protagonista del remake americano dello splendido “<strong>Lasciami entrare</strong>”. L’originale svedese è un piccolo gioiellino che vi consiglio di recuperare, anche per capire quanto banale e insulsa sia la saga di <em>Twilight</em>…<br />
<a href="http://www.imdb.com/name/nm0000115/" target="_blank">Nicholas Cage</a> è tenuto “sotto controllo” nel dosare il suo istrionismo e questa è di sicuro una della sue prove attoriali migliori degli ultimi anni.<br />
Nei prossimi mesi avremo la possibilità di fare una vera “indigestione” del buon Cage. Sono infatti due i film in uscita (“<strong>Drive Angry 3D</strong>” già nelle sale) più quattro in post-produzione, uno in lavorazione e un paio di trattative avanzate (una delle quali lo potrebbe rimettere al fianco di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000237/" target="_blank">John Travolta</a> a 15 anni di distanza da “Face Off”).</p>
<p>Di culto la scena in cui la piccola Chloe Moretz entra in una stanza e fa a pezzi tutti gli occupanti a colpi di katana (la spada dei Samurai), con arti mozzati che volano da tutte la parti e litri di sangue che si sprecano, il tutto accompagnato dalla canzone <em>”The Tra La La Song”</em> dei <strong>Banana Splits</strong>! Questa la scena incriminata per cui il regista è stato definito irresponsabile e che noi italiani non avremmo dovuto vedere…<br />
E se pensate che tutto quello trattato nel film sia solo finzione, andate su internet e cercate <em>“real life superhero”</em> e ne vedrete delle belle: quando si dice che la realtà supera la fantasia.<br />
Vedere per credere…</p>
<p><object width="480" height="390" class="aligncenter"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/ay8DgkJt8YY?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/ay8DgkJt8YY?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="390"></embed></object></p>
<p>Tutte le foto sono prese da internet, il trailer è stato preso da youtube</p>
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		<title>Yatta! Yatta! Yattaman!: finalmente anche in Italia il film!</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 22:25:12 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Yatta-man, Yatta-man, al gran filone d&#8217;oro&#8230; </em><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/locandina_del_film_Yattaman_Il_film-01.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8362" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/locandina_del_film_Yattaman_Il_film-01-199x280.jpg" alt="" width="199" height="280" /></a>Chi tra di voi è stato bambino negli anni &#8217;80 e quindi, come me, è cresciuto a pane e cartoni animati, non avrà certo dimenticato il mitico cartone animato “<strong>Yattaman</strong>” e l&#8217;espressione di giubilo “<strong>Yatta!</strong>”; come dimenticare infatti le spassosissime avventure dei viaggiatori del tempo in lotta con il catastrofico <em>Trio Drombo</em> per il possesso della <em>Pietra Dokrostone</em>?<br />
Un vero <em>cult</em> per un&#8217;intera generazione, secondo capitolo della serie “<strong>Time Bokan</strong>” di cui fanno parte anche “<strong>I predatori del tempo</strong>” e “<strong>Calendar Men</strong>”.<br />
Diciamoci la verità, i due protagonisti non ci sono mai stati troppo simpatici, perché contro di loro c&#8217;era il mitico e strambo Trio Drombo. Che puntualmente veniva sconfitto ad ogni puntata e quindi letteralmente incenerito dal boss supremo Dokrobei.<br />
La vera forza del successo di questo “<strong>anime</strong>” sta proprio nel forte impatto “comico” dei nemici e delle loro impossibili macchine da guerra<br />
Se ad ogni puntata sapevamo che a combattere i cattivi ci sarebbe stato <em>“Yatta-Can”</em>, rimanevamo sempre stupiti di fronte alle invenzioni del “Trio”&#8230; anche se poi finivamo tutti a saltare gridando “<em>Yatta!”</em> quando venivano sconfitti.<br />
Quando nell&#8217;ormai lontano 2009 vidi il trailer del film <em>live action</em> tratto da “Yattaman” mi prese un tuffo al cuore, perché, come molte pellicole giapponesi, ero convinto che non sarebbe mai arrivato in Italia.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/G_gallery-2-yattaman.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8364" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/G_gallery-2-yattaman-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a>Invece il “miracolo” è avvenuto grazie all&#8217;impegno di “<a href="http://www.officineubu.com/" target="_blank">Officine UBU</a>”.<br />
Prima una fugace apparizione nelle sale (solo una settimana e solo in alcune sale selezionate) e poi dal 9 febbraio a noleggio in dvd (mentre sarà in vendita dal 9 marzo sempre in dvd, per ora nessuna notizia di blu-ray&#8230; ma ci possiamo accontentare).<br />
Prima di concentrarci sul film, vorrei fugare ogni dubbio che starà nascendo in voi.<br />
Il doppiaggio non è demente come spesso accade per le pellicole che arrivano dall&#8217;oriente (dai film con <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000329/" target="_blank">Jackie Chan</a>, a “<a href="http://www.imdb.com/find?s=tt&amp;q=shaolin+soccer" target="_blank">Shaolin Soccer</a>” o “<a href="http://www.imdb.com/find?s=tt&amp;q=kung+fusion" target="_blank">Kung Fusion</a>”).<br />
Il doppiaggio è stato seguito dal fan club italiano &#8220;<a href="http://www.newbokan.net/" target="_blank">Time Bokan</a>&#8220;, che ha aiutato i doppiatori che si erano rivolti a loro per avere qualche consiglio. Ne è uscita una collaborazione che ha portato ad avere un ottimo prodotto con piena aderenza alla serie di cui avevamo memoria.<br />
Venendo al film, bisogna dire che è un “<strong>blockbuster</strong>” vero e proprio ed ha avuto un grandissimo successo di pubblico in patria.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/Yattaman-01.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8366" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/Yattaman-01-280x185.jpg" alt="" width="280" height="185" /></a>Se gli attori protagonisti sono da noi totalmente sconosciuti (anche se una menzione particolare va fatta per <strong>Kyôko Fukada</strong> che interpreta <em>Miss Dronio</em>), la vera sorpresa è il nome del regista.<br />
<a href="http://www.imdb.com/name/nm0586281/" target="_blank">Takashi Miike</a> famoso per le sue saghe iperviolente (“Dead or Alive 1-2-3” o “Family 1-2”) o i suoi film estremi come “Ichi The Killer” o “Mdp Psycho1-2-3”. Autore anche dell&#8217;unico episodio (“Imprint”) della serie “<strong>Masters of Horror</strong>” ad essere stato censurato dalle tv americane.<br />
Il “bulimico” regista nipponico (83 titoli in 20 anni di carriera!) si è buttato su questo progetto per pura passione.<br />
Si può dire che sia sicuramente uno dei suoi film più commerciali, ma è realizzato con tanto amore verso questi personaggi e per le loro assurde macchine.<br />
La trama è semplice. Il perfido <strong>Dokrobei</strong>, il “dio dei ladri”, assegna il compito al Trio Drombo di recuperare le parti della pietra teschio (“<a href="http://www.bemagazine.tv/2008/05/30/recensione-indiana-jones-e-il-regno-del-teschio-di-cristallo/">Indiana Jones e Il Regno del Teschio di Cristallo</a>” vi dice niente?) che una volta riunite possono far avverare i desideri.<br />
I “cattivi” sono la splendida e malinconica <strong>Miss Dronio</strong>, il perennemente arrapato nonché genio della robotica <strong>Boyakki</strong> e il goloso e animalesco <strong>Tonzula</strong>.<br />
Citazioni e autocitazioni si sprecano. A cominciare dal segmento animato che omaggia l&#8217;”<strong>Uomo tigre</strong>”, passando per l&#8217;ape “Magà”, per poi concentrarsi sulle autocitazioni.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/Yattaman-03.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-8368" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/Yattaman-03-280x202.jpg" alt="" width="280" height="202" /></a>Ad esempio i combattimenti che si svolgono ogni settimana, proprio come in una serie tv, fino al cameo dei doppiatori originali del Trio Drombo.<br />
Il film come detto è un blockbuster, ma non spinge sul pedale della perfezione ad ogni costo.<br />
I costumi sono esagerati (con tanto di nasi finti&#8230;) e sembrano sempre un po&#8217; fasulli (proprio come quelli dei <a href="http://www.bemagazine.tv/2009/09/22/giorgia-cosplay-intervista-foto/">CosPlayer</a> che li imitano), gli sfondi sono approssimativi così come la computer graphic che anima i robot e le scenografie sono kitsch e coloratissime.<br />
Insomma un divertentissimo “pastrocchio”.<br />
In tutto questo <strong>Miike</strong> ci mette del suo, apponendo la sua firma su scene che si staccano completamente dalle atmosfere della serie e ci regala dei momenti inaspettati che sfociano nel feticismo e nell&#8217;incredibile.<br />
Ed ecco quindi il sogno di Boyakki, che si immagina sommerso da giovani studentesse mentre smalta le unghie dei piedi di Miss Dronio (non per nulla Miike è definito il <strong>Tarantino</strong> d&#8217;oriente&#8230;).<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/yattaman_13.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-8370" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/yattaman_13-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a>Ancora la scena nella vasca da bagno di Miss Dronio che viene interrotta da Dokrobei in cui irrompono Boyakki e Tonzula (da vedere il geniale uso della schiuma da bagno&#8230;).<br />
E poi l&#8217;inaspettato. La lotta tra &#8220;Yatta-Can&#8221; e la “Vergine di Ferro” si trasforma in uno scontro “sessuale” che coinvolge tutti i protagonisti e sopratutto i due robot.<br />
Si “titillano” capezzoli metallici che si irrigidiscono quando toccati (?!?!), l&#8217;osso della forza di &#8220;Yatta-Can&#8221; (guarda caso di colore blu) assurge alla funzione di “<strong>Viagra</strong>”, si manda in calore il “cagnone”, si simula l&#8217;orgasmo e alla fine tutto esplode&#8230; nel vero senso della parola!!!!<br />
Scene inaspettate in un film per tutte le età che scacciano via la componente zuccherosa della serie, per la gioia dei piccoli di allora che oggi sono dei grandi “bambinoni”.<br />
Il tutto aiuta a non far pesare la ripetitività della struttura del film (in pratica tre episodi della serie messi assieme) che di fatto si basa su tre scontri.<br />
Le sorprese non finiscono qui e per questo non dico nulla sulla scontro finale.<br />
In fin dei conti un bel film dallo stile cartoonesco, color fragola, che esalta le forme di Miss Dronio (la splendida <strong>Kyôko Fukada</strong>), che non lascia indifferenti.<br />
Insomma un <em>&#8220;divertissement”</em> che non deluderà i fan e chiunque voglia passare un paio di ore spensierate.<br />
Ultima annotazione che vi dò è quella di seguire i titoli di coda fino in fondo.<br />
Chi si ricorda bene la serie capirà subito il perchè, per tutti gli altri dico solo una cosa&#8230; &#8220;<strong>Yatta-Pellicano</strong>&#8220;!!!!!!!!!!!<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/yattaman1.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8375" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/yattaman1-258x280.jpg" alt="" width="258" height="280" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/yattaman_il_film_sh_sakurai_takashi_miike_012_jpg_tpcb.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8378" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/yattaman_il_film_sh_sakurai_takashi_miike_012_jpg_tpcb-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/Yattaman2.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8376" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/Yattaman2-280x208.jpg" alt="" width="280" height="208" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/yattaman_il_film_sh_sakurai_takashi_miike_010_jpg_atdt.jpg" target="_blank"><img class="size-medium wp-image-8377" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2011/02/yattaman_il_film_sh_sakurai_takashi_miike_010_jpg_atdt-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a></p>
<p>Qui sotto potete vedere il trailer del film e la &#8220;mitica&#8221; canzone del Trio Drombo con i doppiatori del film all&#8217;opera!<br />
Naturalmente aspettiamo i vosti commenti!</p>
<p><object width="640" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/XZV06vOxidk?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/XZV06vOxidk?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="390"></embed></object></p>
<p><object width="640" height="390"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/PmFqQgfr9Vg?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/PmFqQgfr9Vg?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="390"></embed></object></p>
<p><em>Le notizie e le infomazioni sono state prese da FilmTv Anno 19 numero 4, da Ciak nr1 2011 e da <a href="http://dvdweb.it/" target="_blank">dvdweb.it</a><br />
Tutte le immagini sono state trovate in rete.</em></p>
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		<title>Le 10 donne più belle dei film di fantascienza</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Dec 2010 21:50:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[*Attenzione: questa non è la solita Hot10! Leggete fino in fondo, vi abbiamo fatto un regalo!* Il sito Den of Geek, al quale lavorano diversi giornalisti internazionali (prevalentemente inglesi), ha pubblicato un elenco delle più belle attrici mai apparse nei film di fantascienza. Personaggi che hanno fatto la storia, abiti sexy ed originali, donne spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #808080;">*Attenzione: questa non è la solita <em>Hot10</em>! Leggete fino in fondo, vi abbiamo fatto un regalo!*</span></p>
<p>Il sito <a href="http://www.denofgeek.com/" target="_blank">Den of Geek</a>, al quale lavorano diversi giornalisti internazionali (prevalentemente inglesi), ha pubblicato un elenco delle più belle attrici mai apparse nei film di fantascienza. Personaggi che hanno fatto la storia, abiti sexy ed originali, donne spesso famosissime e sempre bellissime. La curiosità è che la lista comprende due italiane, quindi vediamo insieme chi ha fatto la storia dello <em>sci-fi</em> al femminile&#8230;<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Kelly-Le-Brock.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Kelly-Le-Brock-280x183.jpg" alt="" title="Kelly Le Brock" width="280" height="183" class="alignleft size-medium wp-image-8083" /></a><br />
Cominciamo da alcune assenti eccellenti, citate nell&#8217;articolo, ma fuori dalla <em>&#8220;Top 10&#8243;</em>. C&#8217;è <strong>Jolene Blalock</strong>, la <strong>T&#8217;Pol</strong> di <em>Star Trek</em>; un&#8217;acconciatura improbabile, che però valorizza il taglio dei suoi occhi. C&#8217;è l&#8217;indimenticabile <strong>Kelly Le Brock</strong> de <em>La Donna Esplosiva</em>, forse persino più bella in quel film che nel tanto citato <em>&#8220;La Signora in Rosso&#8221;</em>. Poi <strong>Scarlett Johansson</strong> in <em>&#8220;The Island&#8221;</em>, film di scarso successo&#8230; ma lei è sempre bellissima. E ancora <strong>Rebecca Romijn</strong>, tutta blu per interpretare una sexyssima <strong>Mistique</strong> in <em>X-Men</em>. </p>
<p>Passiamo però alla vera <em>Top 10</em>.<br />
Al 10° posto c&#8217;è un&#8217;Italiana, <strong>Monica Bellucci</strong> in <em>Matrix Revolutions</em>, interprete di un ruolo che sembra scritto per lei&#8230; si sa, meno parla e più e sexy, la nostra Monica!<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Jane-Fonda-Barbarella.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Jane-Fonda-Barbarella-280x183.jpg" alt="" title="Jane Fonda Barbarella" width="280" height="183" class="alignright size-medium wp-image-8084" /></a> Al 9° posto, con una scelta abbastanza discutibile, la <strong>Cindy Morgan</strong> di <em>Tron</em>, secondo me ben poco valorizzata dall&#8217;abito di scena. Consideriamolo un &#8220;promo&#8221; per il tanto atteso secondo capitolo in 3-D&#8230;<br />
All&#8217;8° posto, <strong>Jenny Agutter</strong>, dal film del 1976 <em>&#8220;La Fuga di Logan&#8221;</em>.<br />
Al 7° posto, forse il simbolo assoluto dell&#8217;emancipazione femminile nei film di fantascienza, un&#8217;eroina che è diventata una vera icona: <strong>Barbarella</strong>, nella storica interpretazione di <strong>Jane Fonda</strong>.<br />
Con il 6° posto ci riavviciniamo ai giorni nostri, anche se, non sembra, ma sono già passati 13 anni. Ed il riconoscimento è per la fantascientifica <strong>Milla Jovovich</strong> de <em>&#8220;Il Quinto Elemento&#8221;</em>: occhi chiarissimi, pel di carota ed un costume che risulta elegante solo perché indossato da una bellezza filiforme come lei.<br />
Al 5° posto viene citata <em>&#8220;Captain Nirvana&#8221;</em>, uno sconosciutissimo personaggio apparso in due episodi di <em>Mork &#038; Mindy</em>. Qualche dubbio sulla popolarità, ma non sulla sensualità della bellissima interprete: <strong>Raquel Welch</strong>.<br />
Anche il 4° posto dice poco a noi Italiani, in quanto la serie <em>UFO</em> è conosciuta soprattutto in Inghilterra. Ad ogni modo, il piazzamento è per <strong>Gabrielle Drake</strong>, la sua parrucca viola e la minigonna spaziale.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Carrie-Fisher-Principessa-Leila.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Carrie-Fisher-Principessa-Leila-280x183.jpg" alt="" title="Carrie Fisher Principessa Leila" width="280" height="183" class="alignleft size-medium wp-image-8085" /></a> Al 3° posto si miagola con la <strong>Catwoman</strong> interpretata da <strong>Michelle Pfeiffer</strong> per il <em>Batman Returns</em> di Tim Burton. Per la meravigliosa bionda californiana, una tutina nera che è un&#8217;icona fetish ancora oggi e che faceva risaltare ancora di più i suoi occhi azzurri.<br />
Piazza d&#8217;onore per quello che probabilmente è il primo personaggio femminile di film di fantascienza che viene in mente a molti di noi&#8230; La <strong>Principessa Leila</strong>, interpretata da <strong>Carrie Fisher</strong>, protagonista della trilogia di <em>Guerre Stellari</em> e particolarmente valorizzata ne <em>Il Ritorno dello Jedi</em>. Dicono che il suo costume in questo episodio sia il sogno erotico di ogni <em>geek</em>, eppure quella che è la loro <em>tana</em> ha scelto un&#8217;altra vincitrice&#8230;<br />
E si tratta di una vincitrice italiana: <strong>Ornella Muti</strong>, che nel 1980, all&#8217;apice della sua eterna bellezza, interpretava la <strong>principessa Aura</strong> per <em>Flash Gordon</em>. Una produzione internazionale ed un personaggio seducente, capace di resistere al tempo meglio del film stesso.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Ornella-Muti-Principessa-Aura.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Ornella-Muti-Principessa-Aura-187x280.jpg" alt="" title="Ornella Muti Principessa Aura" width="187" height="280" class="aligncenter size-medium wp-image-8087" /></a></p>
<p>Che ne pensate di questa classifica? Io ne azzardo una mia, senza pretese:</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Megan-Fox-Transformers.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Megan-Fox-Transformers-280x186.jpg" alt="" title="Megan Fox Transformers" width="280" height="186" class="alignright size-medium wp-image-8088" /></a>- <strong>Ornella Muti</strong> in <em>Flash Gordon</em><br />
- <strong>Kelly Le Brock</strong> ne <em>La Donna Esplosiva</em><br />
- <strong>Michelle Pfeiffer</strong> in <em>Batman &#8211; Il Ritorno</em><br />
- <strong>Megan Fox</strong> in <em>Transformers</em><br />
- <strong>Jane Fonda</strong> in <em>Barbarella</em><br />
- <strong>Denise Richards</strong> in <em>Starship Troopers</em><br />
- <strong>Halle Berry</strong> in <em>X-Men 2</em><br />
- <strong>Rebecca Romijn</strong> in <em>X-Men</em><br />
- <strong>Jolene Blalock</strong> in <em>Star Trek</em><br />
- <strong>Carrie Fisher</strong> ne <em>Il Ritorno dello Jedi</em></p>
<p>Attenzione, abbiamo una sorpresa per voi lettori&#8230; Ho avuto il piacere di intervistare <strong>Ornella Muti</strong> e di farle qualche domanda sui suoi ricordi dal set di allora&#8230; leggete un po&#8217; cosa mi ha detto!</p>
<p><strong>Benvenuta su queste pagine. Com&#8217;è stato lavorare in un grande kolossal, in un momento in cui era già proiettata verso il lancio a livello internazionale?</strong><br />
<em>È stato meraviglioso lavorare con il produttore. Dino (De Laurentiis) mi ha trattata come una super-star. È vero, avevo già un nome internazionale, ma sul set di </em>Flash Gordon<em> mi hanno trattata in maniera davvero splendida. Un&#8217;esperienza indimenticabile.</em></p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Ornella-Muti.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Ornella-Muti-280x212.jpg" alt="" title="Ornella Muti" width="280" height="212" class="aligncenter size-medium wp-image-8090" /></a></p>
<p><strong>Dopo questo film com&#8217;è cambiata la tua carriera? Pensi che ti abbia aperto nuove porte nel cinema americano?</strong><br />
<em>La mia carriera è andata avanti secondo le mie corde, alla ricerca di personaggi sempre interessanti da interpretare. Non ho fatto una carriera a tavolino ad Hollywood, anche se in diverse occasioni ho lavorato con gli americani (tra le esperienze più significative della Muti in America, </em>Oscar &#8211; Un fidanzato per due figlie<em> di John Landis con Sylvester Stallone, </em>Sette criminali e un bassotto<em> con John Candy e </em>Aspetta Primavera Bandini<em>, con Joe Mantegna, </em>ndr<em>). Mi sono fatta sempre guidare dal cuore senza guardare mai allo star-system. Quindi da questo punto di vista non è cambiato nulla.</em><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Ornella-Muti-Flash-Gordon.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Ornella-Muti-Flash-Gordon-280x157.jpg" alt="" title="Ornella Muti Flash Gordon" width="280" height="157" class="alignleft size-medium wp-image-8091" /></a><br />
<strong>Prima di questo film quanto conoscevi del personaggio di <em>Flash Gordon</em> e del mondo dei fumetti in generale?</strong><br />
<em>I fumetti hanno caratterizzato parte della mia infanzia&#8230; conoscevo Flash Gordon, non conoscevo però la Principessa Aura.</em></p>
<p><strong>Nel rivederti nel film ti senti soddisfatta del tuo lavoro e delle tue scene montate?</strong><br />
<em>Io sono sempre una che guarda le cose con il giusto senso critico, senza mai enfatizzare. Mi sembra che il lavoro finale sia buono.</em></p>
<p><strong>Cosa ha reso la Principessa Aura così amata e ricordata, oltre alla bellezza della sua interprete?</strong><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Timothy-Dalton_Ornella-Muti.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Timothy-Dalton_Ornella-Muti-187x280.jpg" alt="" title="Timothy Dalton e Ornella Muti" width="187" height="280" class="alignright size-medium wp-image-8092" /></a> <em>Credo che il personaggio sia davvero bellissimo. Una donna cresciuta in un mondo avido di sentimenti, che non conosce l&#8217;amore per cultura ed educazione&#8230; ma che man mano lo scopre in tutta la sua forza.</em></p>
<p><strong>C&#8217;è qualche aneddoto o curiosità dal set di quel film? Cosa ricordi?</strong><br />
<em>Tante cose, tanti bravissimi attori, da Sam J. Jones a Timothy Dalton. E ricordo la costante presenza del produttore De Laurentiis sul set.</em></p>
<p><strong>Col particolarissimo abito disegnato per te da Danilo Donati fu amore a prima vista?</strong><br />
<em>Un bel look adatto al personaggio, non c&#8217;è che dire.</em></p>
<p><strong>Con Flash Gordon hai respirato l&#8217;aria di Hollywood, ma l&#8217;impressione è che tu abbia sempre preferito le produzioni italiane&#8230; forse abbiamo troppa soggezione verso il cinema americano?</strong><br />
<em>Ho girato Flash Gordon a Londra e buona parte delle maestranze era italiana.<br />
Non ho proprio respirato Hollywood in quel caso anche se ero su un set prestigioso internazionale.<br />
Nessuna soggezione nel mio caso, ho solo scelto poi di vivere la mia vita piuttosto che cedere al sistema Hollywoodiano. Sarei dovuta essere strutturata diversamente per lavorare negli States in pianta stabile, io invece ho scelto la famiglia e la mia vita. Ho fatto sempre scelte istintive. (È noto che la Muti in quegli anni ha rifiutato il film </em>OO7, For Your Eyes Only<em>, pensato dal produttore Broccoli per lei, perché il suo amico costumista Wayne non sarebbe stato scritturato con lei, </em>ndr<em>)</em><br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Ornella-Muti_Max-Von-Sydow.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/12/Ornella-Muti_Max-Von-Sydow-280x181.jpg" alt="" title="Ornella Muti e Max Von Sydow" width="280" height="181" class="alignleft size-medium wp-image-8093" /></a><br />
<strong>Sono sempre poche le attrici italiane che recitano da protagoniste in grandi produzioni internazionali come quella&#8230; in questi anni è diventato più semplice o più difficile?</strong><br />
<em>Per gli Italiani, anche per questioni linguistiche, è davvero dura. Più facile per gli Spagnoli ed i Francesi.</em></p>
<p><strong>Cosa c&#8217;è nel futuro prossimo di Ornella Muti?</strong><br />
<em>Sono in giro per l&#8217;Italia per il secondo anno con la pièce teatrale &#8220;</em>L&#8217;Ebreo<em>&#8221; con un personaggio tra i più belli della mia carriera.</em></p>
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		<title>&#8220;I Mercenari&#8221;: il capolavoro di Sylvester Stallone!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 20:36:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lukebel</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo dico subito così non creiamo equivoci&#8230; sono un fan di Sylvester Stallone e di fatto cresciuto con film come &#8220;Rambo&#8220;, &#8220;Rocky&#8221; e gli altri “filmoni” degli anni &#8217;80-&#8217;90. Fino a qualche anno fa scrivere una recensione di un film di “Sly” era un po&#8217; come sparare sulla Croce Rossa. Film spesso dozzinali, di serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/Loc1.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7297" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/Loc1-189x280.jpg" alt="" width="189" height="280" title="Locandina I Mercenari" /></a> Lo dico subito così non creiamo equivoci&#8230; sono un fan di <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000230/" target="_blank">Sylvester Stallone</a></strong> e di fatto cresciuto con film come &#8220;<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0083944/" target="_blank">Rambo</a></strong>&#8220;, &#8220;<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0075148/" target="_blank">Rocky</a></strong>&#8221; e gli altri <em>“filmoni”</em> degli anni &#8217;80-&#8217;90.<br />
Fino a qualche anno fa scrivere una recensione di un film di <em>“Sly”</em> era un po&#8217; come sparare sulla Croce Rossa. Film spesso dozzinali, di serie B, recitati maluccio e diretti ancora peggio, ma che piacevano molto al pubblico americano e facevano sfaceli al botteghino.<br />
Negli anni &#8217;80 la sfida era con l&#8217;amico e rivale di sempre <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000216/" target="_blank">Arnold Schwarzenegger</a></strong> per la vetta degli incassi. Se uno usciva con “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0090859/" target="_blank">Cobra</a></strong>”, l&#8217;altro rispondeva con “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0088944/"  target="_blank">Commando</a></strong>”. Uno faceva il “botto” con “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0093773/" target="_blank">Predator</a></strong>” e l&#8217;altro rispondeva con  “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0095956/" target="_blank">Rambo 3</a></strong>”.<br />
Poi sono arrivati gli anni &#8217;90 e mentre <strong>Schwarzenegger</strong> ha saputo scegliere (abbastanza) bene i suoi copioni con film come “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0103064/" target="_blank">Terminator 2</a></strong>” e “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0111503/" target="_blank">True Lies</a></strong>”, Stallone ha infilato una serie di flop dietro l&#8217;altro con titoli come “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0111255/" target="_blank">Lo Specialista</a></strong>”, “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0113492/" target="_blank">Dredd</a></strong>” e “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0112401/" target="_blank">Assassins</a></strong>” che avrebbero affossato la carriera di chiunque. Ci ha provato con le commedie ma, anche qui, le cose non sono andate benissimo e la carriera sembrava ormai in declino e Stallone destinato ad un prematuro pensionamento.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film5.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7302" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film5-280x225.jpg" alt="" width="280" height="225" title="Sylvester Stallone e Mickey Rourke" /></a> A dire il vero un paio di belle prove le ha regalate, come nel sottovalutato “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0118887/" target="_blank">Copland</a></strong>” (forse la sua migliore interpretazione dai tempi del primo <em>Rocky</em>) e nell&#8217;invisibile “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0323939/" target="_blank">Shade</a></strong>” del 2003. Due film che vi consiglio caldamente di recuperare in dvd.</p>
<p>Tuttavia il “nostro” di andare in pensione non ha proprio idea e dopo tanti film sbagliati e fatti solo per soldi (come ha recentemente dichiarato) decide di “rispolverare” i suoi cavalli di battaglia <strong>Rocky</strong> e <strong>Rambo</strong>, ma non solo. Decide infatti di scrivere, dirigere e interpretare le pellicole proprio come ai vecchi tempi.<br />
Pochi lo ricordano, ma il soggetto e la sceneggiatura del primo “<strong>Rocky</strong>” sono tutta farina del suo sacco e lo portano a ricevere la nomination all&#8217;”<strong>Oscar</strong>” come miglior attore e migliore sceneggiatura.<br />
In pochi sanno che è stato il terzo attore a ricevere queste due candidature per uno stesso film dopo <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000122/" target="_blank">Charlie Chaplin</a></strong> per “<strong>Il grande dittatore</strong>” e <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000080/" target="_blank">Orson Welles</a></strong> per “<strong>Quarto Potere</strong>”!<br />
La sfida non è per nulle facile come lui stesso ha dichiarato: “<em>Provate voi a vendere a dei produttori la storia di un pugile di 59 anni che torna sul ring. Se ci riuscite, allora ne possiamo parlare</em>”.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/Gis.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7304" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/Gis-280x184.jpg" alt="" width="280" height="184" title="Giselle Itié" /></a> Il film viene accolto benissimo dalla critica, che ne elogia il coraggio e lo stile “classico” e di fatto “modernissimo” della regia. Il pubblico tuttavia risponde solo in parte all&#8217;operazione, ma tanto basta per riportare sugli schermi anche “Rambo”.<br />
Il quarto capitolo è un film molto veloce (dura meno di 90 minuti), senza troppi effetti speciali, che rimette in mostra l&#8217;uomo e non i muscoli. Già, il problema sia in <em>Rocky</em> che in <em>Rambo</em> è che “Sly” non è troppo in forma. In Rocky non viene (quasi) mai inquadrato a mezzo busto e in Rambo il viso e il corpo sono troppo gonfi.</p>
<p>“<em>La pensione è arrivata</em>”, direte voi&#8230; sbagliato, perché c&#8217;è ancora una carta da giocare. Un&#8217;operazione “folle”, che in caso di fallimento porterebbe alla fine della sua carriera&#8230; ma non sarà così.<br />
L&#8217;idea è semplice e “fuori di testa” allo stesso tempo: chiamare a raccolta i “reduci” dell&#8217;<em>action</em> anni &#8217;80-&#8217;90 e metterli insieme nello stesso film, un po&#8217; come accedeva negli anni &#8217;70 per film come “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0065377/" target="_blank">Airport</a></strong>” o “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0072308/" target="_blank">Inferno di Cristallo</a></strong>”. In questo caso però non è solo uno stratagemma di marketing ma è un omaggio ad un&#8217;epoca e ad un modo di concepire l&#8217;action che, di fatto, non esiste più. Un metodo che faceva a meno di (ingombranti) effetti speciali e giocava tutte le sue carte sul fisico e sul carisma degli interpreti.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/cast1.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7306" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/cast1-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" title= "Il cast" /></a> Accanto a lui ci sono le icone di un tempo sfatte e rifatte come (e più) di lui. <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000620/" target="_blank">Mickey Rourke</a></strong>, <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000185/" target="_blank">Dolph Lundgren</a></strong>, <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000616/" target="_blank">Eric Roberts</a></strong>, più i “camei” dei suoi due rivali di sempre <strong>Arnold Schwarzenegger</strong> e <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000246/" target="_blank">Bruce Willis</a></strong> (che raramente sbaglia un film&#8230;) in una scena che da sola basterebbe a giustificare il prezzo del biglietto.<br />
E quando vediamo per la prima volta sul grande schermo Stallone e Schwarzenegger nella stessa inquadratura il tuffo al cuore è autentico.<br />
L&#8217;effetto nostalgia è assicurato e risveglia in noi ricordi lontani ma mai sopiti. Willis in canotta che gira nei condotti dell&#8217;aria in “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0095016/" target="_blank">Die Hard</a></strong>”, Arnold in Harley che dice <em>“Hasta la vista”</em> in “<strong>Terminator 2</strong>”, Rourke che si gode lo strip di Kim Basinger in “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0091635/" target="_blank">9 settimane e 1/2</a></strong>” e Stallone e Lundgren che se le danno in “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0089927/" target="_blank">Rocky IV</a></strong>”.<br />
A dare forfait sono stati solo <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000621/" target="_blank">Kurt Russel</a></strong> (per motivi personali) e <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000219/" target="_blank">Steven Seagal</a></strong> (impegnato sul set di <em>“Machete”</em>).</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/char.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7308" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/char-208x280.jpg" alt="" width="208" height="280" title="Charisma Carpenter" /></a>Ed è curioso che proprio “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0985694/" target="_blank">Machete</a></strong>” di <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0001675/" target="_blank">Robert Rodriguez</a></strong> metta in scena un&#8217;operazione simile a quella de “<a href="http://www.imdb.com/title/tt1320253/" target="_blank">I mercenari</a>” con però una sostanziale differenza.<br />
Mentre “Machete” è un finto <em>“B-Movie”</em> (alle sue spalle ci sono gli “Studios”), il film di Stallone è un “B-Movie” autentico senza “Studios” di mezzo e produzione che oseremmo dire (quasi) indipendente. Comunque restate sintonizzati, perché anche di “Machete” presto parleremo, sempre se verrà distribuito in Italia&#8230;</p>
<p>C&#8217;è molto di più di quello che sembra ne “<strong>I mercenari</strong>”, titolo italiano che, come al solito, rovina un po&#8217; il senso del film e quindi molto meglio l&#8217;originale “<strong>The Expendables</strong>”, letteralmente “quelli che si possono buttare via, i sacrificabili”.<br />
L&#8217;assunto del film è semplice: “I mercenari” vengono ingaggiati dalla CIA per liberare un&#8217;isoletta sperduta (che fa molto Cuba&#8230;) dal dittatore di turno. Dopo un breve soggiorno sull&#8217;isola, decidono di abbandonare l&#8217;operazione, ma il coraggio di una donna farà cambiare idea al capo del gruppo (Stallone) che deciderà di tornare a fare il suo sporco lavoro.<br />
Salvare quella ragazza significa salvare i valori di purezza e innocenza che lei rappresenta e che i “mercenari” non hanno più. Non ci sono scene di sesso nel film perché: ”<em>L&#8217;amore non c&#8217;entra. Il concetto del film è fare qualcosa senza volere in cambio nulla.</em>” (ha dichiarato Stallone).</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film7.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7310" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film7-280x183.jpg" alt="" width="280" height="183" /></a>Le donne del film sono due. L&#8217;attrice messicana <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0411658/" target="_blank">Giselle Itiè</a></strong> (protagonista della versione messicana di <em>&#8220;Ugly Betty&#8221;</em>, ma praticamente sconosciuta da noi) e <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0004806/" target="_blank">Charisma Carpenter</a></strong> (<em>Buffy</em>, <em>Angel</em> e copertina di <em>&#8220;Playboy&#8221;</em>), che non passa inosservata e farà perdere la testa al duro <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0005458/" target="_blank">Jason Statham</a></strong>.<br />
Tutto il film è basato sull&#8217;amicizia virile di questa “<strong><a href="http://www.imdb.com/title/tt0061578/" target="_blank">Sporca dozzina</a></strong>” e gli amici che tradiscono vengono riabilitati in virtù dell&#8217;amicizia stessa.<br />
Tra esplosioni, botte e schizzi di sangue il film non lascia tregua eppure non è “fracassone” o ingombrante come i blockbuster moderni, perché al centro ci sono gli uomini. Uomini e corpi che sudano, sanguinano e che sono consci del fatto che stanno invecchiando e le cose non potranno più essere come prima, ma loro possono provarci. Sembra quasi di vedere uno dei western crepuscolari di <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0001603/" target="_blank">Sam Peckinpah</a></strong>, con i cowboy che si allontanano feriti sui loro cavalli&#8230; vedere il finale per credere.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film2.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-7312" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film2-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a> Per dare un tocco di “modernità” Stallone recluta <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0001472/" target="_blank">Jet Li</a></strong> <em>(Hero)</em>, l&#8217;ex campione dei pesi massimi di MMA <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm1330276/" target="_blank">Randy Couture</a></strong>, la leggenda del Wrestling “Stone Cold” <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0042524/" target="_blank">Steve Austin</a></strong> (questi due se le daranno di santa ragione) e <strong>Jason Statham</strong> (<em>Transporter</em>).<br />
Menzione speciale per quest&#8217;ultimo a cui “Sly” sembra passare il testimone, eleggendolo, di fatto, a suo successore e lui lo ricompensa con quella che (forse) è la sua prova migliore.</p>
<p>La forza del film, oltre alle scene d&#8217;azione ben coreografate ed esagerate come si esige da certo cinema (di fatto i mercenari sgominano da soli un esercito armato fino ai denti), è l&#8217;ironia e il fatto di non prendersi mai del tutto sul serio, tranne che in rari e toccanti momenti. Le scene di culto non mancano.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film8.jpg" target="_blank"><img class="alignright size-medium wp-image-7314" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film8-280x178.jpg" alt="" width="280" height="178" title="Sylvester Stallone ed Arnold Schwarzenegger" /></a>A parte il cameo di <em>“Schwarzy”</em> e Willis (che dice: “<em>ma che ha da fare il tuo amico per essere così impegnato?</em>” e Stallone: “<em>Vuole diventare presidente&#8230;</em>”), c&#8217;è un monologo di Mickey Rourke che toglie il fiato ed è la scintilla che farà scattare l&#8217;operazione.</p>
<p>In America nel primo week end di programmazione ha incassato oltre 40 milioni di dollari (al momento in cui scriviamo ha superato i 100 milioni nei soli USA) e questo darà la possibilità di girare il sequel del quale c&#8217;è già un&#8217;idea&#8230;<br />
Di fatto questo film è la dichiarazione di Stallone al pubblico e allo “Star System” hollywodiano: “<em>che piaccia o no, questo è il cinema che sappiamo fare e se ci mettiamo un po&#8217; di impegno lo sappiamo fare anche bene!</em>”. Stallone firma così  il suo capolavoro, un capolavoro senza se e senza ma, che non si discute e che ha messo d&#8217;accordo critica e pubblico.</p>
<p>E quando nel contro finale i nostri se ne vanno in moto come vecchi cowboy e parte la canzone dei Thin Lizzy “<strong>The Boys Are Back in Town</strong>”, l&#8217;emozione è forte e sul nostro viso da duri farà capolino una lacrimuccia.</p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film3.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film3-280x199.jpg" alt="" width="280" height="199" /></a> <a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/set1.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/set1-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" /></a></div>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film4.jpg" target="_blank"><img class="aligncenter size-medium wp-image-7316" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/09/film4-170x280.jpg" alt="" width="170" height="280" /></a></p>
<p>Le dichiarazione di Sylvester Stallone sono prese da &#8220;Ciak&#8221; numero 9-settembre 2010; i dati del boxoffice sono presi da <a href="http://www.imdb.com/" target="_blank">imdb</a>; tutte le foto sono state prese dalla rete.<br />
Potete visitare il sito ufficiale del film <a href="http://www.ivid.it/imercenari/" target="_blank">qui</a>.</p>
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		<title>Recensione: &#8220;Agora&#8221;</title>
		<link>http://www.bemagazine.tv/2010/04/29/agora-recensione/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 11:35:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi del film di Alejandro Amenábar attualmente nelle sale, a cura di braxio. Non so perché si sia preferita la perdita d&#8217;accento sulla a finale. Il film comincia proprio nell&#8217;agorà di Alessandria, dove un pagano ed un cristiano si sfidano; il cristiano è un caporione dei parabolani, fanatici ortodossi della croce, che stanno per impossessarsi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/04/locandina.jpg"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/04/locandina-197x280.jpg" alt="" title="Locandina Agora" width="197" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-6086" /></a> <span style="color: #808080;">L&#8217;analisi del film di <strong>Alejandro Amenábar</strong> attualmente nelle sale, a cura di <em>braxio</em>.</span></p>
<p>Non so perché si sia preferita la perdita d&#8217;accento sulla a finale. Il film comincia proprio nell&#8217;<em>agorà</em> di Alessandria, dove un pagano ed un cristiano si sfidano; il cristiano è un caporione dei <strong>parabolani</strong>, fanatici ortodossi della croce, che stanno per impossessarsi della città a forza di violenze cui l&#8217;autorità civile non è in grado di rispondere. Nella città del delta del Nilo vive e insegna <strong>Ipazia</strong> (<strong>Rachel Weisz</strong> &#8211; <em>La Mummia</em>, <em>Constantine</em>), donna troppo libera ed in anticipo sui tempi, che riuscì, qualche giorno prima di morire, ad ipotizzare quel che Keplero e Copernico scopriranno dodici secoli dopo, ossia il sistema eliocentrico.</p>
<p><strong>Agora</strong> dev&#8217;essere stato frainteso da qualche critico di casa nostra che si entusiasma per i filmetti tricolore a base di piccole nevrosi e drammucci sentimentali; prodotti insignificanti, destinati a non lasciare traccia dopo due settimane dall&#8217;uscita.<br />
È un film che gli Italiani di oggi non saprebbero fare, vuoi per problemi produttivi, vuoi soprattutto per il respiro universale della storia che racconta; in un Paese che ha perso da un pezzo il desiderio di sapere e il coraggio intellettuale, nessuno si azzarderebbe a sfidare la censura nazionalpopulista o vaticana; molto meglio evadere nel microcosmo stantìo dei problemini di coppia, nell&#8217;ironia senza graffio, nei finali rosa o, al limite, agrodolce, che abbondano sui nostri schermi.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/04/rachel-weisz.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/04/rachel-weisz-280x186.jpg" alt="" title="Rachel Weisz (Ipazia)" width="280" height="186" class="alignright size-medium wp-image-6093" /></a><br />
<em>Agora</em> è un prodotto anzitutto coraggioso, che tocca temi scottanti, che obbliga a ripensare le origini del cristianesimo e dell&#8217;intolleranza religiosa che pose fine alla vita della povera, ma geniale, Ipazia e santificò i criminali responsabili dei fiumi di sangue che scorsero in Alessandria sulla fine del IV secolo dopo Cristo: <strong>Taumasio</strong> (<em>Ashraf Barhom</em>), il feroce capo dei parabolani, e <strong>Cirillo</strong> (<em>Sami Samir</em>), il vescovo ebbro di potere e privo di scrupoli morali.<br />
Il fanatismo cristiano è un cerchio abominevole che finisce per stringersi intorno ad una donna libera, amante di scienza e filosofia che, a differenza dei suoi volgari carnefici, ha provato incanto e passione per i cieli notturni e i misteri che essi celavano e celano. </p>
<p>Rachel Weisz è bravissima, offre della sapiente alessandrina un ritratto tenue e delicato di donna che sa essere ferma e coerente fino al martirio. La regia di Alejandro Amenabar (<em>The Others</em>, <em>Mare Dentro</em>) è solida ed efficace, elegante ed evocativa, con quei suoi frequenti zoom-out e zoom-in che ci mostrano le atrocità dei terrestri, la loro follia sanguinaria e, a contrasto, lo splendore del cielo o della città vista dall&#8217;alto di una mente, quella di Ipazia, sciaguratamente troppo libera in un&#8217;era di dogmi e di odio religioso. </p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/04/Alejandro-Amenabar.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/04/Alejandro-Amenabar-280x186.jpg" alt="" title="Alejandro Amenabar con Rachel Weisz" width="280" height="186" class="aligncenter size-medium wp-image-6094" /></a></p>
<p>Ma, di sicuro, qualche critico preferisce l&#8217;inespressività, le gag televisive, l&#8217;umorismo da quattro soldi, il sentimentalismo banale e privo di spessore dei soliti noti commedianti all&#8217;italiana; forse perché più rassicuranti per tutti coloro che hanno scelto di smettere di pensare e di occuparsi di qualcosa che vada oltre le quattro mura, grige, di casa propria.</p>
<p><strong>Voto: 9/10.</strong></p>
<p><em>braxio</em></p>
<p><span style="color: #808080;">La locandina è tratta da <a href="http://www.mymovies.it/film/2009/agora/" target="_blank"><em>MyMovies</em></a>, le immagini da <a href="http://www.imdb.it/title/tt1186830/" target="_blank"><em>IMDb</em></a>.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Avatar 3D: &#8220;Io ti vedo&#8221; e il viaggio ha inizio&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 13:41:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lukebel</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av18.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av18-195x280.jpg" title="locandina Avatar" width="195" height="280" class="aligncenter size-medium wp-image-4881" /></a><em>Viaggio</em>, non c&#8217;è altro modo per definire l&#8217;ultima “titanica” fatica di <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000116/" target="_blank">James Cameron</a></strong> (<em>Titanic, Terminator</em>). Era il lontano 1998 quando, fresco del trionfo alla notte degli <strong>Oscar</strong> (11 statuette per <strong>Titanic</strong>, alla pari di <em>Ben Hur</em> ed <em>Eva contro Eva</em>), annunciò ai giornalisti di tutto il mondo il suo prossimo progetto&#8230; <strong>Avatar</strong>. Quello che i giornalisti di allora e il pubblico non potevano immaginare era che per vedere questo progetto approdare sui grandi schermi avrebbero dovuto aspettare 11 anni (12 per noi del terzo mondo cinematografico).</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av06.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av06-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="alignleft size-medium wp-image-4914" /></a>“<em>Prendiamoci tutto il tempo che serve e facciamo le cose per bene</em>”, queste le parole che James Cameron disse in una delle prime riunioni alla crew che si apprestava a creare <em>Avatar</em>&#8230; e loro lo hanno preso alla lettera.<br />
All&#8217;epoca non esistevano le tecnologie per portare sullo schermo quello che il regista aveva nella testa, anche perché &#8220;il nostro&#8221; voleva qualcosa che non si fosse mai visto ma che fosse plausibile agli spettatori, ma sopratutto lo voleva in <strong>3-D</strong>.</p>
<p>Parlare di 3D nel &#8217;98 portava alla memoria piccoli “B-movie” e film da <strong>drive in</strong> anni &#8217;50-&#8217;60. Il 3D era sfruttato sopratutto nei drive in americani per attirare il pubblico a guardare lo schermo ed evitare che “pomiciassero” e facessero troppo sesso&#8230; quanti figli più o meno voluti saranno stati concepiti nei drive in?<br />
Ovvio che il 3D che voleva Cameron doveva essere qualcosa di completamente diverso e che avrebbe rivoluzionato il cinema di tutto il Mondo. Ma per capire il “pallino” di Cameron per la tecnologia, facciamo un po&#8217; di storia.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av02.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av02-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="alignright size-medium wp-image-4883" /></a><strong>James Cameron</strong> nasce in una famiglia medio borghese con padre ingegnere che gli trasmette la passione per le macchine. Questa passione la sviluppa all&#8217;università realizzando modellini artigianali sempre più complessi di astronavi; è proprio la sua passione a catturare l&#8217;attenzione di <strong><a href="http://www.imdb.com/name/nm0000339/" target="_blank">Roger Corman</a></strong> (ma quanti talenti ha lanciato?), che lo recluta come “modellista” per alcuni dei suoi &#8220;B-Movie&#8221;.<br />
Proprio grazie a Roger Corman riesce ad essere scritturato come regista per un piccolo film da girare in <strong>Italia</strong> dal titolo “<strong>Piranha Paura</strong>”. Riesce a finire il film, ma la produzione naufraga (sarà stato destino?) e Cameron si ritrova a <strong>Roma</strong> senza soldi e e senza sapere come tornare a casa.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av03.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av03-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="alignleft size-medium wp-image-4902" /></a>La leggenda narra che mentre si trova in un hotel romano, una notte fa uno strano sogno, in cui vede uno scheletro metallico avvolto dalle fiamme. Svegliatosi di colpo, scrive di getto una sceneggiatura. Riesce a tornare negli <strong>U.S.A.</strong> e grazie agli amici e forte di questo soggetto, mette insieme un budget di 20 milioni di dollari. Recluta un giovane ex-culturista divenuto attore, reduce dal successo di un piccolo film intitolato “<em>Conan il barbaro</em>”: <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000216/" target="_blank">Arnold Schwarzenegger</a>. Nasce così il suo primo capolavoro “<em>Terminator</em>”. Film epocale che cambia i connotati della fantascienza e permette a Cameron di essere notato dai produttori, che gli affidano il difficile compito di realizzare il sequel di un film di fantascienza molto amato dal pubblico, “<em>Alien</em>”. Una richiesta che avrebbe scoraggiato molti suoi colleghi ma non lui al quale, se non si fosse ancora capito, piacciono le sfide impossibili. “<em>Aliens – Scontro Finale</em>” è il suo secondo capolavoro, che ribalta completamente il primo film della serie e permette a <strong>James Cameron</strong> di avere il “final cut” sui prossimi progetti. Il resto, come si suol dire, è storia. Il successo di Alien permette di realizzare “<em>Terminator 2 – Il giorno del giudizio</em>”, “<em>The Abyss</em>” e “<em>True Lies</em>”, sempre con l&#8217;amico <strong>Schwarzenegger</strong>.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av05.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av05-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="alignright size-medium wp-image-4904" /></a>Poi la sua prima sfida impossibile: <em>Titanic</em>. Un film che sembra destinato ad affondare a causa dei costi enormi (tanto che le due case di produzione rischiano di finire in bancarotta) e dei ritardi nella realizzazione. Il risultato lo conoscete tutti: Titanic è il film che ha incassato di più nella storia del cinema (quasi <strong>2 miliardi di dollari</strong>, senza contare dvd e merchandising vario), creando una vera e propria mania collettiva che ha coinvolto tutto il mondo. Alla notte degli Oscar è protagonista assoluto, portandosi a casa 11 statuette e facendo meritare a James Cameron il titolo di “<strong>Re del Mondo</strong>”. Poi più nulla (solo qualche documetario) fino ad oggi.<br />
Come per “Titanic” non c&#8217;erano le tecnologie adatte e lui se le è inventate, ha creato cineprese di ultima generazione ed effetti speciali mai visti, per la cui realizzazione si è affidato alla <em>Weta</em> di <strong>Peter Jackson</strong>. Ma ora veniamo al film vero e proprio.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av08.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av08-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="alignleft size-medium wp-image-4905" /></a>La trama è abbastanza semplice e se vogliamo già portata sullo schermo più volte.<br />
Le corporazioni terrestri invadono la pacifica luna di “<strong>Pandora</strong>” per estrarre un materiale molto prezioso per l&#8217;economia del nostro Mondo&#8230; no, non si tratta di petrolio. Per farlo, ingaggiano mercenari pronti a tutto, in quanto su questo nuovo mondo ci sono degli indigeni (apparentemente) poco evoluti chimati <strong>Na&#8217;Vi</strong>. Quindi se non se ne vanno con le buone, usiamo le cattive.<br />
In sintesi, è la lotta di un popolo per affermare il proprio diritto di esistere contro chi questo diritto lo vuole negare. Questi sottotesti hanno causato qualche problema al film, come in <strong>Cina</strong>, dove dopo una sola settimana di programmazione (con annessi record di incassi), il governo ha tolto il film dalle sale, sostituendolo con la biografia di <strong>Confucio</strong> <em>(sic!)</em>.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av13.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av13-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="alignright size-medium wp-image-4906" /></a>Protagonista della vicenda è il marine <strong>Jake Sully</strong> (verbo che in inglese significa sporcare, insudiciare), costretto su una sedia a rotelle, che accetta suo malgrado di entrare nel programma <strong>Avatar</strong> al posto del fratello morto, solo perché il suo codice genetico è simile a quello del fratello e questo lo rende adatto a guidare il costosissimo “essere”. I nuovi compagni non lo vedono di buon occhio e la dottoressa <strong>Grace Augustine</strong> (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0000244/" target="_blank">Sigourney Weaver</a>) responsabile del progetto lo aposftrofa come “stupido”.<br />
Ma le cose cambiano appena entra nel suo Avatar. Solo chi è stato privato di qualcosa a livello fisico (le gambe) può apprezzare a pieno le capacità del proprio alter ego virtuale. Se gli altri fanno fatica ad alzarsi dal lettino dopo il “collegamento”, lui inizia a correre e saltare, attirando l&#8217;attenzione del colonnello <strong>Quaritch</strong> (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0002332/" target="_blank">Stephen Lang</a>) che ne intravede le possibilità belliche. Dopo una missione di perlustrazione, Jake si perde nella giungla di “Pandora” e viene salvato da <strong>Neytiri</strong> (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0757855/" target="_blank">Zoe Saldana</a>) che non lo uccide poiché vede un “<em>segno</em>”. Lei lo porterà dalla sua gente e gli insegnerà le proprie usanze.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av10.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av10-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="alignleft size-medium wp-image-4907" /></a>Proprio per questo il colonnello Quaritch gli offre un&#8217;operazione per riavere le gambe in cambio dei suoi servigi come spia e Jake accetta senza pensarci un attimo. Ma tutto sarà stravolto quando Jake imparerà a conoscere i <strong>Na&#8217;Vi</strong> e quando si innamorerà di <strong>Neytiri</strong>. Questa è la trama essenziale&#8230; ma non preoccupatevi perché a questo punto mancano ancora 2 ore alla fine del film.</p>
<p>Il film si può dividere in tre parti. La prima (ora) dedicata all&#8217;esplorazione di “Pandora”, la seconda (ora) è dedicata al complotto, la terza&#8230; ai botti finali.<br />
Se dal punto di vista della trama dunque il film è un po&#8217; risaputo, è dal punto di vista tecnico che Cameron dà il meglio di sé. L&#8217;esplorazione di “<strong>Pandora</strong>” è un viaggio unico. Si viene immersi (letteralmente) in questo mondo di colori (blu, viola e luminescente) che lascia senza fiato.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av12.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av12-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="alignright size-medium wp-image-4908" /></a>Un mondo immaginario con una fauna e una flora tutta sua che fa impallidire i mondi creati dalla seconda trilogia di “<strong>Guerre Stellari</strong>”. I tecnici degli effetti speciali infatti hanno dichiarato che avevano l&#8217;ordine di realizzare qualcosa di mai visto che però fosse plausibile e che desse allo spettatore un&#8217;impressione di essere familiare e non ostile. Missione compiuta in pieno.</p>
<p>Come ogni viaggio, la sensazione iniziale è di <strong>stordimento</strong>. Siamo in un nuovo modo di concepire la visione di un film e i nostri occhi devono abituarsi a&#8230; <em>vedere</em>. Sì, perché oggi siamo in sala a vedere, non a guardare un film! Infatti la frase simbolo dell&#8217;opera è “<strong>Io ti vedo</strong>”, che viene ripetuta più volte dai personaggi principali e solo quando Jake inizierà a “vedere” deciderà cosa fare del proprio destino.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av17.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av17-186x280.jpg" alt="" width="186" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-4909" /></a>Non a caso l&#8217;apertura e la chiusura del film sono affidate a due occhi che si aprono e per la prima volta “<em>vedono</em>”. Come Jake quando entra nel suo Avatar, i nostri occhi si devono abituare a vedere di nuovo, per questo Cameron ci fa abituare poco a poco prima di catapultarci nella giungla di Pandora. E come dice il pilota <strong>Trudy Chacon</strong> (<a href="http://www.imdb.com/name/nm0735442/" target="_blank">Michelle Rodriguez</a>): &#8220;<em>dovreste vedere le vostre facce</em>&#8220;.</p>
<p>La realizzazione dei <strong>Na&#8217;Vi</strong> è stupefacente. Se non avessimo visto foto e backstage del film, chiederemmo a James Cameron di portarci sul pianeta su cui ha trovato questi “attori”. Le scene di battaglia sono spettacolari come si conviene e da regista ci regala due sequenze da ricordare bene.<br />
La distruzione di “<strong>Alberocasa</strong>” è una chiara rievocazione delle <strong>Twin Towers</strong> e lo sguardo di chi scappa è lo stesso che abbiamo imparato a conoscere sui volti delle persone che quel drammatico 11 Settembre c&#8217;erano. Quando <strong>Jake</strong> si risveglia a terra coperto di cenere e inizia a camminare su quello che resta delle macerie, un brivido ci corre lungo la schiena, anche perché (grazie al 3D) anche noi camminiamo nella cenere.<br />
La seconda sequenza è la battaglia finale, combattuta ad armi impari, che provoca un grande senso di coinvolgimento emotivo, sopratutto quando &#8220;<strong>Pandora</strong>&#8221; interviene&#8230;</p>
<p>Il resto del film è un prodigio tecnologico con un 3D per la prima volta funzionale al racconto e mai così nitido. Se nei vari film più o meno recenti il 3D era usato per lo più per lanciare roba addosso allo spettatore, qui è usato per dare profondità di campo alla immagini.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av16.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av16-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="alignright size-medium wp-image-4910" /></a>Vedere le sequenze in cui Jake registra i suoi messaggi per capire di cosa parliamo&#8230; Dopo la mia visione in 3D del film ho avuto modo di vederne circa un&#8217;ora in versione normale e vi posso assicurare che sono due film diversi.</p>
<p>Questo è un film che bisogna vedere su grande schermo e rigorosamente in <strong>stereoscopia</strong>, senza se e senza ma! Perché un viaggio merita di essere vissuto come si deve e <strong>Avatar</strong> merita di essere visto nel modo in cui è stato concepito.<br />
Anche perché la versione <strong>dvd</strong> e <strong>blu-ray</strong> probabilmente sarà realizzata (per ora&#8230;) solo in formato normale e non 3D, in quanto James Cameron ha dichiarato che fino a quando i sistemi domestici non saranno in grado di offrire la stereoscopia in modo valido, il pubblico non merita di vedere Avatar in formato inferiore a quello visto in sala.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av09.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av09-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" class="alignleft size-medium wp-image-4911" /></a>A questo proposito <strong>Sony</strong> ha già lanciato una versione di tv lcd che sopporta la stereoscopia&#8230;</p>
<p>Se proprio vogliamo trovare qualche difetto al film, sta nella trama non proprio nuovissima e nel fatto che alcuni personaggi secondari avrebbero meritato più spazio (i ruoli di <a href="http://www.imdb.com/name/nm0000610/" target="_blank">Giovanni Ribisi</a> e Michelle Rodriguez meritavano di più). Per il resto direi che un bel 5 su 5 può andare bene!<br />
Per quanto riguarda il cast, c&#8217;è poco da dire. Sono tutti in parte, con menzione speciale per <strong>Sigourney Weaver</strong>, che dopo aver combattuto alieni (<strong>Alien</strong>), fantasmi (<strong>Ghostbusters</strong>&#8230; a proposito, ha dichiarato che il terzo capitolo si farà) e spiriti (<strong>The Village</strong>), si guadagna il diritto di chiedere una “maledetta sigaretta” e di fumare sullo schermo!!!<br />
Molto in parte è <strong>Stephen Lang</strong> (Colonello Quaritch), che è direttore dell&#8217; <strong>Actor&#8217;s Studio</strong> di New York, e dà vita ad uno dei villain migliori degli utlimi anni (insieme al <a href="http://www.imdb.com/name/nm0910607/" target="_blank">Christoph Waltz</a> di “<strong>Bastardi senza gloria</strong>”).<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/zoe1.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/zoe1-277x280.jpg" title="Zoe Saldana" width="277" height="280" class="alignright size-medium wp-image-4912" /></a>Anche per i ruoli principali c&#8217;è poco da dire, in quanto sia <a href="http://www.imdb.com/name/nm0941777/" target="_blank">Sam Worthington</a> (Jake Sully) che Zoe Saldana (Neytiri) per gran parte del film sono in versione <strong>Na&#8217;Vi</strong> e quindi “realizzati” al computer. È vero che la motin capture è realizzata su di loro e hanno dovuto allenarsi per mesi ad andare a cavallo e tirare con l&#8217;arco, ma poi l&#8217;elaborazione è fatta al computer e quindi difficile da giudicare. In questo ricorda un po&#8217; il <strong>Gollum</strong> del “<em>Signore Degli Anelli</em>”, bellissimo ma difficile da giudicare a livello di recitazione. A fine visione si ha un senso di soddisfazione genarale, anche se è difficile tornare alla realtà&#8230;</p>
<p>Tutta l&#8217;operazione fa capire che c&#8217;è ancora qualcuno capace di utilizzare <strong>250 milioni di Dollari</strong> (300 con la campagna pubblicitaria) in modo sensato e senza darci in cambio giocattoloni di spessore intellettuale pari a zero&#8230; vedi &#8220;<em>Transformers 2</em>&#8221; e &#8220;<em>G. I. Joe</em>&#8220;. Ultima considerazione da fare riguarda gli incassi.<br />
È notizia di oggi (27/01/10) che <strong>Avatar</strong> dopo soli 39 giorni nelle sale è arrivato a <strong>1,858 miliardi di dollari</strong> nel Mondo, balzando al primo posto della classifica degli incassi di tutti i tempi e relegando &#8220;<strong>Titanic</strong>&#8221; (fermo a 1,843 miliardi di dollari) al secondo posto.<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av14.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av14-280x186.jpg" alt="" width="280" height="186" class="alignleft size-medium wp-image-4913" /></a>I detrattori fanno notare che rispetto a “<em>Titanic</em>” bisognerebbe tenere conto dell&#8217; inflazione e del fatto che i biglietti per le proiezioni 3D costano di più (ergo meno spettatori, ma più incasso). Tuttavia stiamo parlando di un regista che tra poco avrà due film ai primi due posti della classifica degli incassi di tutti i tempi. Comunque la si voglia vedere qui si sta facendo la storia del cinema e ne facciamo parte anche noi.</p>
<p>Intanto ai recenti &#8220;<strong>Golden Globe</strong>&#8221; Cameron ha vinto come miglior regista e miglior film drammatico. Se è vero che i &#8220;globi d&#8217;oro&#8221; sono l&#8217;anticamera degli &#8220;<strong>Oscar</strong>&#8220;, prepariamoci a vederne delle belle&#8230;<br />
Se poi non potete più fare a meno di Avatar è già state aspettando il dvd/blu-ray, sarete contenti di sapere che James Cameron ha annunciato che Avatar avrà un seguito&#8230; anzi <strong>due</strong>. L&#8217;intera opera è stata pensata come una <strong>trilogia</strong>!!! E come dice <a href="http://www.imdb.com/name/nm0001392/" target="_blank">Peter Jackson</a>: “<em>perché mettere tutto in un solo film, quando posso farne tre?</em>”<br />
La cosa ci lascia ben sperare anche perché quando James Cameron ha fatto dei sequel ha sempre realizzato film superiori all&#8217;originale. Speriamo solo di non dover aspettare altri 11 anni per vederli, perché il cinema ha bisogno oggi più che mai di <strong>James Cameron</strong>!<br />
<a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av07.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2010/01/av07-280x157.jpg" alt="" width="280" height="157" class="aligncenter size-medium wp-image-4916" /></a></p>
<p><span style="color: #808080;">Potete visitare il sito ufficiale del film <a href="http://www.avatarilfilm.it/" target="_blank">qui</a>.<br />
Tutte le foto del film sono tratte dal sito ufficiale ed appartengono ai rispettivi proprietari. La foto di Zoe Saldana è tratta da internet<br />
Per gli incassi fonte: <a href="http://www.zapster.it/news/Box-office-Avatar-nella-storia/11316" target="_blank">zapster.it</a></span></p>
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		<title>Recensione: &#8220;A Serious Man&#8221;</title>
		<link>http://www.bemagazine.tv/2009/12/07/a-serious-man-recensione/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 21:28:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;analisi dell&#8217;ultimo film di Joel ed Ethan Coen, a cura di braxio. Dopo il deludente &#8220;Burn After Reading&#8220;, i fratelli Coen tornano con un apologo collocato nel Midwest della loro gioventù, per narrare le vicende, tragiche ma esilaranti, di un professore di fisica ebreo, Larry Gopnik (Michael Stuhlbarg), moderno e sventurato Giobbe alla continua ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/a-serious-man-poster.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/a-serious-man-poster-181x280.jpg" alt="Locandina A Serious Man" title="Locandina A Serious Man" width="181" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-4588" /></a> <span style="color: #808080;">L&#8217;analisi dell&#8217;ultimo film di <strong>Joel ed Ethan Coen</strong>, a cura di <em>braxio</em>.</span></p>
<p>Dopo il deludente &#8220;<strong>Burn After Reading</strong>&#8220;, i fratelli Coen tornano con un apologo collocato nel Midwest della loro gioventù, per narrare le vicende, tragiche ma esilaranti, di un professore di fisica ebreo, <strong>Larry Gopnik</strong> (<em>Michael Stuhlbarg</em>), moderno e sventurato Giobbe alla continua ricerca di una sola risposta alla domanda: <strong>perché Ashem</strong> (termine che significa <em>&#8220;Il Nome&#8221;</em>, usato dagli ebrei per indicare Dio) <strong>mi sta facendo crollare il mondo addosso?</strong> </p>
<p>Gopnik è, in buona sostanza, un inetto, ingenuo e completamente assorbito dall&#8217;insegnamento, che vede all&#8217;improvviso la sua vita scivolare verso il disastro. Sua moglie Judith (<em>Sari Lennick</em>) vuole divorziare per risposarsi con un amico di Larry, fraternamente ipocrita; suo figlio tredicenne fuma erba e ascolta i <em>Jefferson Airplane</em> in classe; sua figlia si lava continuamente i capelli e si lamenta del fatto che il fratello di Gopkin, Arthur (<em>Richard Kind</em>), malato, nevrotico e dedito al gioco illegale, occupa perennemente il bagno; un suo studente coreano tenta di corromperlo per ottenere la sufficienza; il suo vicino di casa <em>goym</em> (non ebreo) sconfina col tagliaerba nel suo prato e si pone, in modo aggressivo, a contrastare le sue rimostranze; la sua cattedra è in bilico. E molto altro. </p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/larry-gopnik.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/larry-gopnik-279x137.jpg" alt="Michael Stuhlbarg" title="Michael Stuhlbarg" width="279" height="137" class="alignright size-medium wp-image-4589" /></a> Gopkin si pone alla ricerca di una spiegazione religioso-metafisica ai suoi problemi: consulta invano due rabbini, non viene ammesso alla presenza del terzo (il più saggio) si rivolge ad un avvocato per il divorzio e per la questione del vicino di casa, si infatua di una fascinosa vicina, viene diffidato dal padre dello studente che lo minaccia di diffamazione, eccetera. Non ci sono risposte, Ashem non ne deve a nessuno. Giobbe lo sapeva, Gopnik no. Giobbe fu ricompensato delle prove continue cui Satana lo sottopose ed anche a Gopnik sembra, di punto in bianco, che le cose volgano a suo favore. <em>Sembra</em>.</p>
<p>Filmato in una splendida e fredda fotografia, <strong>A Serious Man</strong> è una black comedy sul mistero che avvolge la vita, non solo di Gopnik e degli altri ebrei della comunità cui appartiene, ma, in definitiva, di tutti gli uomini. Alle nostre domande non c&#8217;è risposta.<br />
Nel prologo, spiazzante e stupefacente, ambientato in casa di due ebrei europei, credo in Polonia, e sottotitolato dall&#8217;yiddish originale, una coppia attende in casa la visita di un vecchio amico di lui. La moglie sostiene che quell&#8217;uomo è morto due anni prima, l&#8217;uomo non le crede. L&#8217;amico arriva e la donna, che è sicura che si tratti di un <em>dybbuk</em> (spirito di un morto che s&#8217;impossessa del corpo di un vivente), lo pugnala; l&#8217;uomo, col pugnale nel petto, si alza e se ne va. </p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/fratelli-coen.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/12/fratelli-coen-280x174.jpg" alt="I fratelli Coen" title="I fratelli Coen" width="280" height="174" class="alignleft size-medium wp-image-4590" /></a> È un dybbuk? È un uomo normale? Lo spettatore viene lasciato nel dubbio. L&#8217;incertezza domina l&#8217;esistenza ed assume un sapore metafisico e filosofico. Viene in mente un passaggio di <em>&#8220;Essere e Tempo&#8221;</em>, di <strong>Martin Heidegger</strong>: l&#8217;uomo, in quanto gettato nel mondo, si trova nella condizione &#8220;innata&#8221; di proiettarsi in avanti (nel tempo) attraverso progetti. Gopkin ha seriamente progettato e organizzato la sua vita per non avere sorprese, a casa e sul lavoro; gli accadimenti lo trovano del tutto impreparato; da essere razionale, cerca spiegazioni e non ne trova, dato che fortuna e sfortuna sfuggono a qualsiasi nesso causale. </p>
<p>In tutto ciò rintracciamo un discorso universale, certo, ma, al contempo, e credo consapevolmente, i Coen ci illustrano le radici religiose e antropologiche dell&#8217;umorismo ebraico e della sua tragicità di fondo: Ashem, o chi per lui, ci ha gettati nel mondo, in pasto ad accadimenti imponderabili per i quali non c&#8217;è risposta; né, al contrario di ciò in cui credono, ad esempio, i cristiani, salvezza. Per cui, non ci resta che sorridere. Amaramente, dato che siamo soli a fronteggiare il destino.</p>
<p><strong>Voto: 8,5/10</strong></p>
<p><em>braxio</em></p>
<p><span style="color: #808080;">Locandina e immagini sono tratte dalla rete</span></p>
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		<title>Bastardi Senza Gloria: un film di&#8230; Fantascienza!</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 20:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lukebel</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/loc.jpg" target="_blank"><img class="alignnone size-medium wp-image-3905" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/loc-196x280.jpg" alt="loc" width="196" height="280" /></a>Premetto subito che quello del titolo non è un refuso o un qualcosa buttato lì a caso. È esattamente quello che si pensa dopo aver visto il film. Certo, per spiegare bene bisognerebbe svelarne il finale e ovviamente non lo faremo… almeno non subito. Per rispetto di chi non ha ancora visto il film, quando parlerò del finale ne sarete avvisati e potrete decidere se continuare a leggere oppure no.<br />
È probabile che molti sappiano già come va a finire, perché (purtroppo) alcuni giornali lo hanno svelato senza nemmeno avvertire il lettore. Io personalmente non ho letto il finale, ma l’ho intuito dalle dichiarazioni di <strong>Quentin Tarantino</strong>.</p>
<p>Ma cominciamo dall’inizio…<br />
Mi reco al cinema il sabato pomeriggio e prima di entrare in sala, il poster del film mi dà il benvenuto come si deve: <strong>“Benvenuti alla delirante storia di una vendetta senza gloria!”</strong>, recita il sottotitolo. Già dalla locandina capisco che ci saranno delle belle sorprese…<br />
Le luci si spengono e parte la mia avventura.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/cri.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-3924" src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/cri-191x280.jpg" alt="cri" width="191" height="280" /></a>Capitolo 1 – <strong>C’era una volta nella Francia occupata dai nazisti…</strong><br />
Incipit straordinario, in salsa western nella campagna francese.<br />
Una tranquilla famiglia sta svolgendo le proprie attività quando una macchina delle SS si ferma davanti alla soglia di casa loro. Qui viene presentato il primo personaggio straordinario del film, il colonnello <em>Hans Landa</em> (<strong>Christoph Waltz</strong>, premiato a Cannes 2009 come miglior attore protagonista) ed arriva anche la prima sorpresa che rende bene l’idea di come sarà il film.</p>
<p>Qualsiasi regista avrebbe tremato all’idea di iniziare un film di guerra con una scena di dialogo che dura più di venti minuti!!! Ma il nostro no, ne fa una forza, con una tensione che lentamente si insinua nello spettatore fino a quando il colonnello Landa non tira fuori la sua… pipa. Una pipa enorme che sembra essere uscita da un film di Mel Brooks. Gli spettatori ridono e poi in un baleno si scatena la violenza, improvvisa e che lascia senza fiato. Una ragazza, il suo nome è <strong>Shosanna</strong>, riesce a fuggire…</p>
<p>Il film è diviso in 5 capitoli (tranquilli, non ve li racconterò tutti, ma vi darò solo qualche commento essenziale).<br />
Del primo si è detto, nel secondo vengono presentati <em>i bastardi</em> (una mezza “sporca dozzina” di aldrichiana memoria), nel terzo Hitler chiede la testa dei bastardi (capitolo aperto da un grottesco <em>“Nein… Nein… Nein!&#8221;</em> del Fuhrer), il quarto è l’operazione <em>Kino</em> (cinema in tedesco) e il quinto è <em>“La vendetta della faccia gigante”</em>, di cui parleremo.<br />
Il talento di <strong>Tarantino</strong> è quello di non citare i suoi titoli preferiti, ma di rifarne delle sequenze intere e di inserirle nei suoi film. Sarebbe impossibile citare tutti i film che convergono in <em>“Bastardi Senza Gloria”</em>, perché è questo il genio di Quentin. Il genio che in un film di guerra inserisce la pipa gigante di cui sopra, un elemento che mai si vedrebbe in un film con <strong>John Wayne</strong> o <strong>Sylvester Stallone</strong>. Da qui capiamo che non sarà un film di guerra! Non c&#8217;è da stupirsi, visto che Tarantino è quello che ha fatto un film su una rapina (<em>Le Iene</em>) senza far vedere una sola immagine della rapina! Le storie del film sono tre. Quella dei bastardi, quella dell’agente inglese e quella di Shosanna. Le tre storie si riuniranno nel finale, perché hanno tutti una cosa in comune: vogliono uccidere più nazisti possibile, magari fare il colpo grosso, e naturalmente tutti si ritroveranno nello stesso luogo alla stessa ora.</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/bra.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/bra-191x280.jpg" alt="bra" width="191" height="280" class="alignright size-medium wp-image-3927" /></a>Il film procede tra lunghi dialoghi, dilatati e folli, che spesso si svolgono tra soli due personaggi e lunghe scene sottotitolate (nel film si parlano tre lingue diverse).<br />
L’azione è ridotta al minimo (come in “<strong>A Prova di Morte</strong>”), per lo più concentrata in flashback (le azioni dei bastardi) e che esplode in tre sequenza chiave. Quella iniziale di cui ho parlato, la lunga scena nella taverna (guardatela con attenzione, perché la copieranno in mille e probabilmente la insegneranno nelle scuole) e il finale nel cinema.</p>
<p>Il cast è superlativo e perfettamente in parte.<br />
<strong>Brad Pitt</strong> (forse nella sua prova migliore) guida i suoi bastardi con grinta e ironia, coadiuvato da <strong>Eli Roth</strong> (che ha messo su 15kg di muscoli per la parte dell’”orso ebreo”). La rivelazione maschile è però <strong>Christoph Waltz</strong>, il suo colonnello Landa non si dimentica. La compagine femminile, come sempre nel cinema di Tarantino, è fondamentale. <strong>Diane Kruger</strong> è una splendida spia, a lei tocca la scena di feticismo del piede di Tarantino (che non si dimentica). La sua prova è superata solo da quella di <strong>Melanie Laurent</strong> (Shosanna) che si mangia la scena e come lei stessa ha dichiarato: <em>“Dopo questo film sarà dura tornare ai miei film indipendenti”</em>. Il suo casting è stato alquanto duro e curioso. Ha dovuto sottoporsi a quattro provini. Nel primo lei doveva stare zitta mentre Tarantino leggeva le sue battute, nel secondo Tarantino le ha fatto leggere qualche battuta. Il terzo si è svolto al telefono, con Quentin che esponeva le sue perplessità. Il quarto è stata una cena a lume di candela col regista, alla fine della quale lei gli ha detto (nel suo inglese con accento francese): <em>“Se non mi prendi, sei proprio uno stronzo!”</em>. Detto fatto&#8230; il giorno dopo era sul set!<br />
Da segnalare i camei. Quello di <strong>Mike Meyers</strong> (<em>Austin Powers</em>) quasi irriconoscibile, <strong>Rod Taylor</strong> nella parte di Churchill e il nostro <strong>Enzo G. Castellari</strong> (regista dell’ <em>“Inglorious Bastard”</em> originale).</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/sho.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/sho-193x280.jpg" alt="sho" width="193" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-3930" /></a><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/dia.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/dia-192x280.jpg" alt="dia" width="192" height="280" class="aligncenter size-medium wp-image-3929" /></a>Detto questo, bisogna porre l’attenzione sul registro <strong>grottesco</strong> che Tarantino ha voluto dare al suo film nel ritrarre i nazisti, soprattutto le alte cariche.<br />
<strong>Hitler</strong> e in particolar modo <strong>Goebbels</strong> (responsabile della propaganda nazista) vengono ritratti come inetti e stupidi. Mentre nella realtà soprattutto Goebbels è stato uomo dall’intelligenza acuta e sopraffina.<br />
Ma questo non è lo stesso campo da gioco della Storia (quella con la “S” maiuscola), non è lo stesso campionato e non è neanche lo stesso sport. Questo è il cinema di Tarantino all’ennesima potenza, questa è la vendetta che gli Ebrei non hanno mai avuto dalla Storia, una vendetta che il cinema può dare!</p>
<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/mel.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/mel-197x280.jpg" title="Melanie Laurent sexy" width="197" height="280" class="alignleft size-medium wp-image-4014" /></a><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/di010.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/10/di010-164x280.jpg" title="Diane Kruger nuda" width="164" height="280" class="alignright size-medium wp-image-4006" /></a>Questo per dire che non è un film per tutti. A fine visione i commenti in sala non erano molto positivi. È un film di <strong>Quentin Tarantino</strong>, o lo si ama o lo si odia, senza mezze misure. Di sicuro è il suo film che ha incassato di più e che ha messo d’accordo critica e pubblico (soprattutto negli U.S.A., dove di solito Quentin non è molto amato). Tarantino come al solito si prende gioco dei critici nella battuta finale del film. Brad Pitt guarda in camera (quindi si rivolge direttamente allo spettatore) e dice: <strong>&#8220;Sai, penso che questo sia il mio capolavoro&#8230;&#8221;</strong></p>
<p>A me è piaciuto e lo consiglio a tutti, per vedere cosa il cinema può fare e cosa il cinema può ancora essere. So che non piacerà a tutti, ma vale la pena di vederlo.</p>
<p>È difficile che ci saranno dei sequel (chi lo ha visto sa perché), mentre è sicuro che ci saranno dei prequel. Lo ha annunciato lo stesso <strong>Quentin Tarantino</strong> e lo ha ribadito <strong>Eli Roth</strong>. In fondo ci sono molte cose da approfondire. Il film inizia nel 1941 e poi c&#8217;è un salto temporale al 1944. Quindi cosa è successo in quei 3 anni? Come ha fatto Shosanna ad arrivare a Parigi, come sono arrivati i &#8220;Bastardi&#8221; in Francia e sopratutto come sì è fatto la cicatrice sulla gola il personaggio di Brad Pitt? Tante domande che necessitano di una risposta.</p>
<p>Adesso è ora di spiegarvi perché è un film di fantascienza! Chi non vuole conoscerne il motivo o vuole tenere la sorpresa non selezioni le righe seguenti col mouse! Andate e vedere il film e poi tornate a leggere.</p>
<p><span style="color: #ffffff;">Ci sono registi che sono capaci con disinvoltura di cambiare i connotati del cinema. Tarantino è uno di questi: lui non fa film, fa il cinema che vuole. Prendete l’inizio. Una scena di dialogo che dura venti minuti, in cui dopo un siparietto semi comico esplode la violenza. Una scena che non si dimentica. È un film che dura 2 ore e 40, fatto di primi piani, di lunghi dialoghi, di improvvise esplosioni di violenza e in cui l’azione è racchiusa soprattutto nel finale. Eppure si esce dalla sala con l’impressione che se ne sarebbe vista senza problemi ancora un’oretta (e forse la vedremo nel dvd). Ma la più grande trasgressione, la sua più grande sfida, la sorpresa più incredibile è nel finale. Come spettatori, vediamo Hitler in quel cinema, circondato dal fuoco e dai bastardi e pensiamo: “Cosa si inventerà Tarantino per far uscire Hitler da lì? Quale escamotage narrativo userà?”. In fondo la Storia ci dice che Hitler morirà in un bunker, non in un cinema. La risposta è tanto semplice quanto incredibile. Tarantino non fa nulla!! Hitler muore in un cinema, costretto a guardare il primo piano gigante della sua carnefice ebrea (Shosanna) su uno schermo in fiamme. Un’immagine potente, indimenticabile. Questo trasforma “Inglourius Basterds” in un film di fantascienza. Tarantino mette in trappola anche noi in quel cinema. Pensavamo di sapere tutto, che il cinema ci avesse mostrato tutto. Ma per fortuna c’è ancora chi sa inventare e il cinema ancora non sa tutto di sé stesso. Perché se c’è qualcuno che ancora oggi nega che l’olocausto sia esistito, bè, questa è la risposta. Hitler è morto in un cinema. Con questa morte gli Ebrei hanno avuto la loro vendetta (ricordate? ”Benvenuti alla delirante storia di una vendetta senza gloria”), il sogno degli Alleati (decimare in un colpo solo l’alta gerarchia nazista) avverato. Tarantino mette a disposizione di tutti il sogno di giustizia più desiderato del secolo. Film di guerra non se ne fanno quasi più, ma si fanno molti film di fantascienza. Benvenuti nel mondo di <strong>Quentin Tarantino</strong>, benvenuti nel mondo del <strong>Cinema</strong>!</span></p>
<p><span style="color: #808080;">Per approfondimenti e curiosità sul film potete visitare la pagina dedicata di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bastardi_senza_gloria" target="_blank">Wikipedia</a> e il <a href="http://www.cinema.universalpictures.it/website/bastardi_senzagloria//#/home" target="_blank">sito ufficiale</a>.<br />
Per il mio articolo ho preso spunto dagli articoli di Mario Sesti e Mauro Gervasini apparsi sui numeri 38 e 39 di <em>Film Tv</em>. Le dichiarazioni sono state prese da <em>Ciak</em> di Ottobre 2009.<br />
Tutte le foto sono state prese in rete. La foto di Melanie Laurent è tratta da <a href="http://www.beatiloro.com" target="_blank">www.beatiloro.com</a>.<br />
Se avete visto il film e volete farmi sapere il vostro parere, lo spazio qui sotto è aperto apposta&#8230;</span></p>
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		<title>&#8220;Secondo Tempo&#8221;: anticipazioni ed interviste</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 20:34:58 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/secondo-tempo.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/secondo-tempo-300x58.jpg" alt="" title="" width="300" height="58" class="alignnone size-medium wp-image-2962" /></a> <span style="color: #808080;"><em>Un tema drammaticamente attuale, una tecnica di ripresa originale e un promettente regista. Queste le ragioni per cui </em>BE! Magazine<em> ha deciso di parlare di un film che non è ancora stato girato, ma le cui prove sono iniziate già da diverse settimane. E poi nel cast ci sono anche tre bellissime attrici, che il nostro lettore-tipo apprezza senz&#8217;altro&#8230; Eccovi dunque qualche anticipazione sul film <a href="http://www.secondotempo.com/" target="_blank">&#8220;<strong>Secondo Tempo</strong>&#8220;</a>, seguita dalle interviste esclusive al regista <strong>Fabio Bastianello</strong> ed alle attrici <strong>Lisa Mastroianni</strong>, <strong>Elena Doronina</strong> e <strong>Melania Dalla Costa</strong>.</em></span></p>
<p><em>&#8220;Secondo Tempo&#8221;</em> affronta la tematica della violenza negli stadi, cercando di trasmettere allo spettatore le sensazioni provate dai tifosi e dalle forze dell&#8217;ordine.<br />
La storia si sviluppa attorno alla figura di un poliziotto infiltrato, che sta svolgendo un’indagine a carico di un gruppo ultras; sarà lui a guidarci nell&#8217;intreccio di quattro sotto-storie, quelle dei gruppi di tifosi della curva, che saranno drammaticamente interrotte dallo scatenarsi della violenza, a seguito di un errore arbitrale alla fine del secondo tempo.<br />
Il regista Fabio Bastianello ci racconta la vicenda secondo una prospettiva <em>“dal vivo”</em>, in soggettiva: da un lato, attraverso l’occhio del protagonista che vive l’intreccio narrativo legato al suo ruolo e nel contempo è testimone delle altre vicende che si svolgono senza soluzione di continuità intorno a lui; dall’altro, attraverso le telecamere dello stadio che di volta in volta trasmettono le immagini di quello che accade all’interno.<br />
Nello staff tecnico c&#8217;è anche il cantautore <strong>Davide De Marinis</strong>, che non solo cura la colonna sonora, ma partecipa alla sceneggiatura, insieme al regista stesso e ad altri quattro sceneggiatori.<br />
Un film così corale non poteva che presentare un ampio cast, ricco di nomi noti del cinema, della televisione e del cabaret. Citarli tutti è impossibile, ma provo a fare qualche nome: Yan Agusto (<em>Play.it</em>), Bruce Ketta (<em>Zelig</em>), Beppe Convertini (<em>Vivere</em>), Lisa Mastroianni, Elena Doronina, Davide Colavini (<em>Casomai</em>), Natale Ciravolo (voce di <em>Magnum P. I.</em>), Roberto De Marchi (<em>Colorado</em>), Diego Casale e Fabio Rossini (alias <em>&#8220;I Mammuth&#8221;</em> di <em>Zelig</em>), Melania Dalla Costa, Alessandro Pess (<em>Carabinieri</em>) e molti altri ancora&#8230;</p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/fabio-bastianello.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/fabio-bastianello-178x300.jpg" alt="" title="Fabio Bastianello" width="178" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2963" /></a></div>
<p>Ma il nostro segno distintivo sono le interviste&#8230; Per primo abbiamo contattato il regista <strong>Fabio Bastianello</strong>, incuriositi da alcune caratteristiche del film</p>
<p><strong>Leggendo trama e cast, sono rimasto colpito dal contrasto tra una trama drammatica e un gran numero di attori comici, soprattutto cabarettisti. Come mai avete scelto proprio loro?</strong><br />
<em>Questo è un film corale e girato in presa diretta, quindi necessita di grande capacità di <strong>improvvisazione</strong>. Nessuno meglio di un comico/cabarettista possiede questa capacità.</em></p>
<p><strong>Un&#8217;altra particolarità è che le riprese saranno in soggettiva. Qual è l&#8217;idea alla base di questa scelta registica?</strong><br />
<em>L’idea è quella di far vivere allo spettatore le vicende che si svolgono in prima persona, con gli occhi del protagonista, come se tutto quello che succede fosse reale. Questa tecnica permette sicuramente un livello di <strong>immedesimazione</strong> maggiore rispetto alle altre.</em></p>
<p><strong>Questa è la tua opera prima; sappiamo bene che le sale sono spesso monopolizzate dai film dei &#8220;soliti noti&#8221;&#8230; pensi che con un buon film ci sia ancora la possibilità di avere una distribuzione adeguata?</strong><br />
<em>Come formazione provengo dalla scuola “</em>Ipotesi Cinema<em>” di <strong>Ermanno Olmi</strong> a Bassano del Grappa. Fino ad ora la mia produzione video si è orientata più verso i videoclip musicali e la pubblicità.<br />
In questo caso è stato fatto un ottimo lavoro di promozione ancor prima della realizzazione del film, e questo faciliterà sicuramente la possibilità di avere un’adeguata distribuzione, perché significa abbreviare il <strong>time to marketing</strong>; inoltre, sia gli argomenti che tratta il film, che le tecniche innovative con cui è girato contribuiscono significativamente alla diffusione.</em></p>
<p><strong>Possiamo definire il tuo un film <em>&#8220;contro&#8221;</em> il mondo ultrà?</strong><br />
<em>Assolutamente no. Questo non è un film “contro” o “pro” nessuno. Cerca di raccontare le vicende con gli occhi di chi le vive, siano essi gli ultras o i poliziotti, senza dare <strong>nessun</strong> tipo di <strong>giudizio</strong>, mostrando la realtà così come si presenta.</em></p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/lisa-dalla-via.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/lisa-dalla-via-200x300.jpg" alt="" title="Lisa Mastroianni" width="200" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2966" /></a></div>
<p>È il turno poi delle dichiarazioni delle tre attrici, a cominciare da <strong>Lisa Mastroianni</strong>, conosciuta col nome di battesimo di <strong>Lisa Dalla Via</strong></p>
<p><strong>Innanzi tutto, descrivici un po&#8217; il personaggio che interpreti in questo film&#8230;</strong></p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/lisa-mastroianni.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/lisa-mastroianni-300x200.jpg" alt="" title="Lisa Mastroianni" width="300" height="200" class="alignright size-medium wp-image-2969" /></a></div>
<p> <em>Il personaggio che interpreto è <strong>Vale</strong>, figlia di divorziati, vita un po&#8217; sbandata, storie occasionali, cattivella, sboccata e aggressiva. Si prende gioco delle altre ragazze e non permette a nessuno di metterle i piedi in testa; è l&#8217;unica donna che partecipa agli scontri.</em></p>
<p><strong>Noi ti conosciamo per i ruoli comici in <em>&#8220;Mai dire Grande Fratello&#8221;</em> e <em>&#8220;Sexy Spies&#8221;</em> e per le &#8220;goliardate&#8221; di <em>Lucignolo</em> e <em>Balls of Steel</em>, mentre questo è il tuo esordio in un film drammatico. Hai sentito molto questa differenza? Pensi di trovarti più a tuo agio nel comico o nel drammatico?</strong><br />
<em>In realtà è sì il mio esordio in un film drammatico, ma non è la prima volta che interpreto ruoli drammatici, anzi. Prima di cimentarmi in pole dance metropolitane facevo teatro a Padova, e i ruoli che ho interpretato tutto erano, tranne che sexy o comici. Detto ciò, il lavoro di un&#8217;attrice (e, anche se non sembra, così ho vissuto le mie performances &#8220;lucignolesche&#8221;) è quello di calarsi nel ruolo assegnatole. In questo film il regista ha cercato per i diversi ruoli persone che avessero in qualche modo delle caratteristiche in comune con i personaggi del film e forse quello che mi accomuna a Vale, il mio personaggio, è lo <strong>spirito combattivo</strong> e l&#8217;ironia di fondo con cui affronta la vita.<br />
Non so dirti se mi trovo più a mio agio nel comico o nel drammatico. Preferirei non scegliere, perché il bello di questo lavoro è poter <strong>cambiare</strong> sempre&#8230;</em></p>
<p><strong>Cosa ti ha convinta ad accettare un ruolo in un film così particolare, un&#8217;opera prima e che tratta un argomento tanto forte?</strong><br />
<em>Mi ha convinto tutto. Avevo già affrontato la questione ultras nel mio percorso di studi di <strong>psicologia</strong> e la cosa mi aveva affascinato. Un gruppo non è mai uguale alla somma dei singoli componenti e all&#8217;interno dei gruppi ultras ci sono dinamiche molto interessanti, ci sono regole e valori proprie di un mondo a parte, rispetto anche a quello che i singoli ultras vivono nella loro vita &#8220;normale&#8221;. Sono una persona molto curiosa e questa &#8220;immersione&#8221; nel mondo ultras mi ha affascinato da subito.<br />
Poi il fatto che il film venga girato tutto in un unico piano sequenza è una bella sfida per un attore.</em></p>
<p><strong>In quali altri ruoli potranno vederti i tuoi fan? Tornerai in un programma televisivo, debutterai nella fiction o magari stai già trattando altri ruoli cinematografici?</strong><br />
<em>Sui miei progetti futuri, massimo <strong>riserbo</strong>. Sono decisamente scaramantica&#8230; </em>(sorride)</p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/elena-doronina_1.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/elena-doronina_1-193x300.jpg" alt="" title="Elena Doronina" width="193" height="300" class="alignnone size-medium wp-image-2967" /></a></div>
<p>La seconda attrice del film che abbiamo contattato è <strong>Elena Doronina</strong>, che così ci ha risposto&#8230;</p>
<p><strong>Anche a te chiedo di parlarci del personaggio che interpreti in questo film</strong></p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/elena-doronina_2.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/elena-doronina_2-193x300.jpg" alt="" title="Elena Doronina" width="193" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2968" /></a></div>
<p> <em>Nel film mi chiamo <strong>Chantal</strong>, ho 22 anni e sono la fidanzata del capoultrà, soprannominato &#8220;</em>Il Lupo<em>&#8220;. Chantal comincia a frequentare lo stadio perché portata dal cugino &#8220;</em>Griso<em>&#8221; e si appassiona anche lei. È una ragazza della &#8220;Milano bene&#8221;, figlia unica, un po&#8217; viziata&#8230; Quel tipo di ragazza che mira sempre all&#8217;uomo giusto e capisce i privilegi dell&#8217;essere fidanzata con il capoultrà. Chantal inoltre trascina allo stadio l&#8217;amica Patty, interpretata da Melania Dalla Costa&#8230; </em></p>
<p><strong>Vieni da un&#8217;esperienza totalmente diversa, sei stata letterina nell&#8217;ultima edizione di <em>Passaparola</em>. Come mai hai deciso di abbandonare la carriera televisiva e da modella per provare quella da attrice? E ti rivedremo ancora in servizi fotografici o in tv?</strong><br />
<em>È merito di <strong>Ezio Greggio</strong>, che mi ha dato la possibilità di partecipare ad una sua fiction di prossima uscita; io avevo solo qualche spot pubblicitario come esperienza, recitare è stata tutta un&#8217;altra cosa. Ezio è un grande professionista ed ho imparato molto lavorando con lui&#8230; gli sono grata perché ha pensato proprio a me per quel ruolo&#8230; spero che mi porti bene!<br />
Mi piacerebbe andare avanti nella recitazione, ho già ricevuto anche altre offerte che ho dovuto declinare per motivi di tempo, purtroppo. Il bello del cinema, rispetto alla televisione, è che <strong>non ha età</strong>. Anche a sessant&#8217;anni si può lavorare, interpretando una sessantenne. In tv, invece, si può fare la valletta solo fino a 27-28 anni (e a patto di portarli bene)&#8230; e inoltre ogni giorno arriva una ragazza più bella e più giovane che vorrebbe prendere il tuo posto. A me piacerebbe arrivare a sessant&#8217;anni, guardarmi indietro e sentirmi realizzata&#8230; non arrivare a trent&#8217;anni chiedendomi ancora cosa fare della mia vita.</em></p>
<p><strong>Hai fatto cenno a questa importante fiction, so che uscirà a Settembre e sarà una produzione Mediaset&#8230;</strong><br />
<em>S&#8217;intitolerà &#8220;<strong>Occhio a quei due</strong>&#8220;, con protagonisti Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti. Il mio è un piccolo ruolo, ma sono consapevole dell&#8217;importanza della gavetta e sono fiera di esordire comunque in un prodotto di questo livello. Nel film tv mi chiamo Angelica e sono una motociclista&#8230; chissà perché, in due ruoli su due mi hanno fatto interpretare una cattiva!</em></p>
<p><strong>Su <a href="http://www.youtube.com/user/MrSecondoTempo" target="_blank">Youtube</a> ho visto che le vostre prove sono alquanto particolari: so che il film verrà girato in un solo giorno, quindi voi provate tantissimo tutti insieme. È una preparazione particolarmente faticosa per te?</strong><br />
<em>Sì, sono dei video del backstage in cui spesso si percepisce la stanchezza degli attori arrivati a fine giornata, ci sono alcune battute sbagliate e piccoli errori&#8230;<br />
È stata un&#8217;esperienza molto più <strong>impegnativa</strong> di quella della fiction, nel cinema bisogna metterci anima e cuore e io credo molto a questo progetto&#8230; Un giorno di riprese, ma mesi di preparazione: non sarà solo una voce che arricchisce il mio curriculum, ma anche un&#8217;esperienza <strong>formativa</strong> che mi servirà per il futuro.<br />
Per me è stato faticoso perché contemporaneamente avevo degli altri impegni (da modella), ma a queste prove, essendo di gruppo, non potevo mancare. Le storie del film s&#8217;intrecciano tutte man mano che un personaggio le attraversa e quindi nelle prove bastava che mancasse un personaggio qualunque per incasinare parecchio il lavoro degli altri! Inoltre una parte delle prove è dedicata a corsi di difesa personale&#8230; un ulteriore impegno, ma allo stesso tempo qualcosa che resterà nei ricordi e che potrebbe tornare utile nella vita quotidiana</em></p>
<div align="center"><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/melania-dalla-costa_1.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/melania-dalla-costa_300.jpg" alt="" title="Melania Dalla Costa" class="alignnone size-medium wp-image-2970" /></a></div>
<p>Ed infine qualche battuta anche con <a href="http://www.melaniadallacosta.com/" target="_blank"><strong>Melania Dalla Costa</strong></a>, altra attrice nel cast del film</p>
<p><strong>Quindi tu interpreti l&#8217;amica portata allo stadio da &#8220;Chantal&#8221;, Elena Doronina&#8230;</strong></p>
<div><a href="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/melania-dalla-costa_2.jpg" target="_blank"><img src="http://www.bemagazine.tv/wp-content/uploads/2009/06/melania-dalla-costa_2-205x300.jpg" alt="" title="Melania Dalla Costa" width="205" height="300" class="alignright size-medium wp-image-2971" /></a></div>
<p> <em>Esattamente, nel film mi chiamo <strong>Patty</strong>, ho 22 anni e frequento lo </em>IED<em>. Vorrei fare la stilista e i miei genitori credono molto in me&#8230; sono cresciuta in una famiglia normale, i miei hanno una macelleria. Sono divertente e solare. Vado allo stadio perché sono amica di Chantal e mi lascio trascinare volentieri lì, perché mi piace Nik, il protagonista principale del film, con cui sono già uscita.<br />
A volte mi ritrovo nel mio personaggio&#8230; e a volte no. Io sono più determinata e non mi faccio prendere dagli eventi.</em></p>
<p><strong>Tu hai sempre dato un&#8217;impronta trasgressiva alla tua carriera, per alcuni programmi a cui hai partecipato e perché non hai nessun problema con il nudo (cito il tuo topless in un finto trailer di Maccio Capatonda a <em>Mai Dire Martedì</em>). Questo ti ha mai dato problemi nei provini per ruoli più impegnativi?</strong><br />
<em>Mai, nella vita si fanno delle scelte e poi <strong>si cresce</strong>, si inizia a studiare. Un artista deve avere la capacità di fare più cose&#8230; Ho iniziato a studiare recitazione e sono contenta di fare questo film. Diciamo che, come il titolo del film&#8230; per me è un &#8220;Secondo Tempo&#8221;.</em></p>
<p><strong>Nelle prove, ti sei trovata a recitare per una sceneggiatura drammatica, ma circondata da cabarettisti e comici. Raccontaci che aria si respirava&#8230;</strong><br />
<em>Sono delle persone deliziose. Nelle pause non sono mancate battute e momenti scherzosi. Mi sono trovata <strong>benissimo</strong>&#8230; e mi sono ritrovata un po&#8217;.</em></p>
<p><strong>Puoi dare qualche altro appuntamento ai tuoi ammiratori? In cosa potremo vederti impegnata a breve?</strong><br />
<em>Sarò impegnata a <strong>Settembre</strong> in nuovi progetti. Ma non posso dire una parola, per ora.</em></p>
<p><span style="color: #808080;"><em>Vi informiamo inoltre che la produzione di &#8220;</em>Secondo Tempo<em>&#8221; sta ricercando per il ruolo di “tifoso” comparse e comparse speciali; per tutti coloro che desiderano partecipare alla realizzazione del film, la convocazione sul set per le riprese è prevista per il giorno <strong>domenica 5 Luglio 2009 alle ore 9:00 presso lo Stadio Comunale di Torino</strong>. I partecipanti dovrebbero presentarsi vestiti con abiti comodi e portare la liberatoria, scaricabile dal sito <a href="http://www.secondotempo.com/" target="_blank">www.secondotempo.com</a>.<br />
I nomi di tutti i partecipanti compariranno nei titoli di coda del film e i suddetti saranno invitati alla festa di fine produzione con spettacolo di cabaret, tenuto da alcuni degli attori del film, provenienti da </em>Colorado Café<em>, </em>Zelig<em>, </em>Scorie<em> ed altre trasmissioni televisive.</em></span></p>
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