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Addio all’astrofisico Stephen Hawking

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È morto Stephen Hawking.

Stephen Hawking, uno dei più celebri scienziati e fisici del mondo, è morto a Cambridge a 76 anni. Era famoso soprattutto per le sue teorie sui buchi neri. La notizia è stata confermata dalla sua famiglia. Aveva 76 anni ed era malato da tempo.

Direttore di ricerca del Dipartimento di matematica applicata e fisica teorica dell’università di Cambridge aveva fondato il Centro di cosmologia teorica. Era famoso soprattutto per le sue ricerche sui buchi neri, per i suoi libri di divulgazione scientifica e per i suoi interventi nel dibattito scientifico e culturale. Nel 1963, quando gli fu diagnosticata la SLA (sclerosi laterale amiotrofica), Hawking aveva 21 anni e i medici pensavano che sarebbe sopravvissuto solo un paio di anni. Dopo una prima comprensibile fase di depressione, Hawking recupera il desiderio di studiare. O meglio, la smania. È un momento di svolta, per quanto tragico.

Il riconoscimento dei massimi livelli degli studi di Hawking arriva nel 1979, quando l’università di Cambridge gli offre la cattedra lucasiana di matematica, incarico ricoperto in precedenza anche da Isaac Newton e da Paul Dirac. Non riceverà mai il Nobel per la fisica, ma c’è un motivo: le sue teorie, per quanto molto eleganti da un punto di vista matematico, non sono state ancora confermate.

Un secondo punto di svolta arriva nel 1988, quando Hawking pubblica A Brief History of Time (in italiano Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo), uno dei libri divulgativi di maggior successo di tutti i tempi. “Milioni di persone lo comprano, chissà quante lo leggono davvero (e chissà tra loro, quante ci capiscono qualcosa)”.

La vita ha voluto essere ironica con lui facendolo nascere nel giorno del compleanni di Galileo Galilei e facendolo mancare il giorno del P greco.

 

 

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