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Pagelle musicali di Sanremo 2018

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Venti giudizi senza appello. Più severo di così, solo il tempo. La prima serata, quella più importante visto che si esibivano tutti gli artisti in gara, è finita che praticamente era già mattina. A Sanremo non si dorme mai. Nessuno dorme mai.

Annalisa – Il mondo prima di te

Annalisa sono anni che deve diventare una supermega popstar ma non ce la fa mai. Si presenta con una superscollatura a V esattamente un secondo dopo che la Hunziker era entrata in scena con una superscollatura a V e in sala stampa non si parla d’altro.
Il tutto per non ascoltare la canzone, che è la tipica cosa che ti capita di sentire passare in radio e di non farci caso.

Ron – Almeno pensami

Momento commozione: il pezzo è chiaramente una b-side di Dalla rimasta nel cassetto per anni e anni, ma Lucio, pure quello di Attenti al lupo, manca a tutti e risentire quel modo di scrivere, quelle metriche, quelle melodie è un tuffo al cuore. Potrebbe vincere.

The Kolors – Frida (mai mai mai)

La cosa interessante dei Kolors è che avevano fatto successo, in Italia, cantando in inglese e suonando un tipo di musica che prima di loro non aveva mai avuto questo gran mercato nel nostro paese. Spente le luci dei talent, però, anche il pubblico si è un po’ dimenticato di loro e quindi ecco il salto verso la lingua italiana. La cosa divertente è che le parole si capivano meglio quando Stash cantava in inglese. E poi una volta è “oh oh oh”, l’altra “ok ok ok” e ora “mai mai mai”. Abbiamo capito, grazie

Max Gazzè – La leggenda di Cristalda e Pizzomunno

Finalmente Gazzè abbandona le marcette zumpa zumpa che avevano caratterizzato i suoi ultimi Sanremo e torna con una ballata elegante e ben congegnata. Meno male.

Ornella Vanoni con Bungaro e Pacifico – Imparare ad amarsi

Un mito vero della canzone italiana, due buoni autori a fare da special guest, una performance live che purtroppo non regala e una canzone abbastanza scialba. Ma ad avercene, eh.

Meta – Moro – “Non mi avete fatto niente”

Gli autori di alcuni pezzi più retorici (a livello testuale) della storia della canzone italiana recente si mettono in piedi e cantano un inno di resistenza in epoca di terrorismo internazionale.
Tra la rambla e il Bataclan. Ovviamente super retorico. In più è praticamente un remix di un pezzo che era in lizza per Sanremo giovani. Al limite del regolamento. Squalificateli, dai, fatelo per noi.

Mario Biondi – Rivederti

L’uomo che le seduce tutte con una nota passa all’italiano e va sul palco dell’Ariston con un pezzo raffinato e difficile anche se non memorabile.

Facchinetti-Fogli – Il segreto del tempo

I Pooh non si sono sciolti, sono stati bagnati d’acqua e si sono moltiplicati come i Gremlins.
Facchinetti non ce la fa più, Fogli un po’ meglio ma il pezzo non aiuta.

Lo Stato Sociale – Una vita in vacanza

Stonatissimi, ma vitali e con un buon senso dello spettacolo.
Tra il ritornello alla Cochi e Renato e lo spirito del duo Rossi-Jannacci in I soliti accordi (e infatti venerdì duetteranno proprio con Rossi).

Noemi – Non smettere mai di cercarmi

La tipica canzone di Noemi a Sanremo.
Niente di più e niente di meno.

Decibel – Lettera al Duca

Ruggeri riunisce la band di quando era punk e porta sul palco un omaggio a David Bowie che sembra però una canzone di Ruggeri.

Elio e le Storie Tese – Arrivedorci

Mood anni ’70, tipo “il nostro concerto” dei New Trolls per una canzone che racconta la storia della band nel momento dell’addio. Come moltissime cose recenti degli Elii è un pezzo complesso ma scialbo, senza guizzi. È stata una storia bellissima, ma è davvero arrivato il momento di dire basta.

Giovanni Caccamo – Eterno

Caccamo è un altro che ormai esiste solo sul palco di Sanremo e sempre a cadenza biennale.
La canzone vorrebbe essere alta ma passa senza che te ne ricordi neanche una nota.

Red Canzian – Ognuno ha il suo racconto

L’altro Pooh. Con una vibra più rock di Fogli-Facchinetti e una performance dignitosa..

Luca Barbarossa – Passame Er Sale

Morto un Lando Fiorini, se ne fa un altro.
Ballata romanesca. Nel 2018.

Diodato e Roy Paci – Adesso

La combo è stata ovviamente creata solo per permettere a Diodato di esibirsi tra i big, ma la canzone è una delle migliori in gara quest’anno.

Nina Zilli – Senza appartenere

Zilli vestita da sposa, avvolta di bianco candore e con una canzone che davvero che barba e che noia. Uffa.

Renzo Rubino – Custodire

Potremmo copiare esattamente le cose che abbiamo appena scritto per Caccamo. Solo che Rubino ha cantato peggio.

Enzo Avitabile con Peppe Servillo – Il coraggio di ogni giorno

Avitabile è un mito, gli Avion Travel restano una delle cose migliori passate da Sanremo negli ultimi 25 anni, ma quando la canzone parte con il verso: “Gli occhi di Scampia” subito si entra in quella spirale che tanto piace ai lettori e ai giornalisti musicali di Repubblica ma Dio anche basta.

Le Vibrazioni – Così sbagliato

Sanremo è quel luogo dove la reunion de Le Vibrazioni viene presentata con l’enfasi di quella dei Led Zeppelin. Abbiamo detto tutto.

 

 

 

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