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I migliori libri in uscita a Febbraio 2018

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Ecco una selezione dei migliori libri in uscita durante il mese di febbraio.

L’amante silenzioso di Clara Sanchez, letteratura spagnola.
Isabel è invitata dall’ambasciata spagnola in Africa. Tutti credono che sia una fotografa,ma la realtà è diversa, Isabel infatti sta cercando qualcuno. Sta cercando, per conto dei suoi genitori, Ezequiel che crede di aver trovato sé stesso e ha chiuso i contatti con tutta la sua vita precedente. È stato un uomo a fargli credere di non aver bisogno di null’altro: Maina. Quando Isabel incontra il ragazzo e conosce Maina capisce che dietro l’obiettivo di regalare nuove prospettive di vita a chi credeva di non averne più si cela qualcosa di molto più grosso. Girando per i piccoli villaggi e la natura incontaminata, Isabel si accorge di strani movimenti. Movimenti in cui lo stesso Ezequiel sembra invischiato.. Eppure sa che non può fare troppe domande. Perché è sola in quel paese lontano e rischia di essere influenzata e perdere anche lei il controllo. Perché la sua copertura di fotografa può cadere da un momento all’altro. Ed essendo solamente sé stessa non è facile fare scudo contro una rete di intrighi e loschi affari.

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Il veleno dei ricordi di Matteo Fontana, genere thriller.
Protagonista è un uomo che non ha più memoria. l’unico indizio è scritto sul suo corpo, dove sono state rinvenute persistenti tracce radioattive. Grazie ai dialoghi con lo psichiatra che lo ha in cura, tuttavia, a poco a poco in lui riaffiora il volto di una donna, sempre più insistente: non ricorda il suo nome, ma sente di averla amata. Dopo di lei, lo raggiungono voci e suoni di una città distrutta.. Fuggito dalla clinica in Alaska dove era ricoverato, l’uomo approda nella città fantasma, dove le risposte ai suoi interrogativi arrivano accompagnate da incontri con persone che, come lui, sono in cerca del proprio passato, tra case abbandonate popolate di ricordi altrui, prati vetrificati e la Centrale che domina come un grande mostro dormiente. Nella zona contaminata i nuovi ricordi affiorano potenti, legati alla donna amata, ma anche a un amico comune. Riemergono frammenti del tempo perduto… lo sbocciare di un amore, la nascita di un’amicizia, le discussioni appassionate, le partite a scacchi, le passeggiate, il lavoro alla Centrale. Tuttavia gli oggetti sembrano restituirgli anche un passato colpevole, l’ombra di un tradimento che si allunga sino al giorno dell’incidente nucleare, ripercorso nel suo drammatico crescendo.
Il cacciatore di orfani di Yrsa Sigurdardottir, genere thriller.
Il rituale con cui è stato commesso l’omicidio allude chiaramente a una punizione. Ma quale colpa può giustificare una simile brutalità? L’unica persona in grado di rispondere è la figlia della vittima, una bambina di sette anni ritrovata nella stanza in cui sua madre è stata uccisa. Ma la bambina non parla. Fresco di promozione, il detective Huldar si rivolge a Freyja, una psicologa specializzata in traumi infantili, per cercare di raccogliere indizi che solo la bambina può rivelare. A Freyja l’idea di collaborare con Huldar non va per nulla a genio: mai avrebbe pensato di trovarsi sul lavoro l’uomo incontrato per caso in un bar e con cui ha trascorso una notte occasionale. Nel frattempo il killer non smette di mietere vittime e disseminare strani messaggi: una serie di indecifrabili combinazioni numeriche, rivolte particolarmente a un solitario radioamatore. Perché? Quale oscuro messaggio nascondono?

Sentimi di Tea Ranno, genere romanzo.
Notte, una donna, una scrittrice, tornata nel paese siciliano dove è nata, ascolta decine di voci che giungono da un altrove indistinto, che si fanno strada in una nebbia strana, inquietante. Sono voci di donne morte, che vogliono raccontare le loro storie perché la scrittrice le trascini fuori dall’oblio. Sono storie dolorose, a volte tragiche, che hanno una caratteristica in comune: in tutte, l’umanità delle protagoniste, la loro complessità emotiva e intellettuale tutta femminile, viene annullata nella dicotomia maschile della donna “santa o buttana”. Ma non solo per raccontarsi, i fantasmi di queste donne parlano all’autrice: c’è anche un’altra storia, che tutte le coinvolge, e che vogliono si sappia. La storia di Adele, figlia di Rosa, ma non del suo legittimo marito, Rosario. E la colpa più grave di Adele è quella di avere i capelli rossi, come il suo vero padre, segno inequivocabile del tradimento. Per questo Rosario passerà il resto della sua vita nel tentativo di uccidere la bambina. E per questo le donne del paese, le stesse donne che si raccontano, faranno di tutto per salvarla. Perché levare almeno la piccola Adele dai meccanismi mentali malati di questi maschi brutali, ancestrali e irredimibili, vorrebbe dire aver salvato tutte loro.

Questo ero io, di Curtis Dawkins, genere romanzo autobiografico.
Curtis Dawkins sognava di fare lo scrittore, frequentava un corso di scrittura creativa in una delle migliori università americane, il suo talento era stato notato. Negli anni non aveva mai smesso di lavorare sodo alle pagine, aveva una compagna e tre figli. La sera di Halloween del 2004 va a una festa, prova una droga che non conosce. Su di giri, esce con gli amici e si lancia in una bravata, un furto maldestro. Prima di rendersene conto, ha ucciso un uomo. Quando entra in cella, Curtis ha due possibilità: morire sopraffatto dal rimorso o imparare a vivere nel presente. Raggiunge la consapevolezza che l’unico modo che conosce per continuare a vivere è scrivere.

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