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Smetto quando voglio ad honorem

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È arrivato anche l’ultimo capitolo dell’irriverente trilogia tutta made in Italy.

È passato un anno da quando la banda di Pietro Zinni è stata colta in flagranza di reato nel laboratorio di produzione Sopox e ognuno dei suoi componenti rinchiuso in un carcere diverso. Da Regina Coeli, Pietro continua ad avvertire le autorità che un pazzo ha sintetizzato gas nervino ed è pronto a compiere una strage, ma nessuno lo prende sul serio. Dunque, si fa trasferire a Rebibbia per incontrare il Murena (loro ex nemico), che ha informazioni utili a intercettare lo stragista. Dopodiché Pietro intende rimettere insieme la banda di ricercatori universitari: le menti più brillanti in circolazione in perenne stato di disoccupazione (o detenzione).

Tanto i supereroi della banda quanto i loro arci nemici sono vittime di un sistema ingiusto in cui la meritocrazia è una parola buona solo per riempire la bocca dei politici (gli stessi che abbiamo visto aggirarsi alle feste in cui si consumano le droghe inventate dalla banda). Ma Zinni e compagni insistono a combattere contro i mulini a vento, e per questo si guadagnano il nostro rispetto e la nostra simpatia.

Grazie a Rai 3 gli appassionati hanno potuto rinfrescarsi la memoria sui due capitoli precedenti così da essere pronti per l’uscita, il 30 novembre, dell’ultimo e terzo capitolo della mini-saga di Sidney Sibilla che dichiara la conclusione a mo’ di laurea triennale e si dice pronto al suo secondo (o quarto) film!

I gas saranno esilaranti e non nocivi per farvi fare delle risate nerd grazie ai professori e ricercatori universitari più ‘’pericolosi’’ d’Italia.

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