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Lewis Hamilton: storia di uno che ce l ha fatta

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Con il GP del Messico, Lewis Hamilton, si conferma, per la quarta volta, campione del mondo.

In un’intervista, durante i festeggiamenti per il successo, ricorda quando, da adolescente, il padre lo costrinse a salire sul ring. Si prese un bel cazzotto diretto sul naso. Però a seguito di questo episodio, imparò una lezione di vita, mai arrendersi!

Ancora oggi Lewis si fa immortalare spesso mentre tira un diretto ad un sacco, lo si può vedere sui suoi numerosi social, dove anche su di essi la fa da padrone, 5,3MLN di followers su Instagram! Hamilton è un po’ la rock star della Formula 1, tra red carpet holliwoodiani, tatuaggi, chitarre e jet privati. Una vita assai frenetica per uno più grande della vita, “bigger than life”.

Sono già passati 10 anni del suo debutto in McLaren nel 2007, dove vi entrava come il “prescelto”: titolo europeo F3 a solo 20 anni, 15 vittore in 20 GP, campione iridato anche nella GP2 nella stagione successiva.

Al suo esordio nella Formula , parte benissimo con quattro successi e si prende il “titolo” di vicecampione, con un solo punto di scarto, alle spalle del ferrarista Kimi Raikkonen.

Hamilton, il fenomeno, colui che da piccolo si presenta a Ron Dennis dicendogli “Ciao, sono Lewis Hamilton. Un giorno correrò con le tue auto”, ce l’ha fatta!

Nel 2008 conquista il suo primo titolo mondiale alla guida della sua tanto desiderata McLaren a soli 23 anni. Dalla stagione successiva si prospettano ben cinque stagioni di buio per Lewis, con la supremazia delle Red Bull, la quale è stata interrotta dal compagno di squadra di Lewis, Nico Rosberg.

Il biondino, figlio d’arte, si è impegnato al massimo per battere l’ex amico, il ragazzino di colore con cui giocava alla Play Station prima di ogni gara con i kart. Vinto il mondiale, Nico, depone le armi e si ritira lasciando “spazio” al suo amico.

Solo Vettel con la sua Ferrari ha provato, quasi riuscendo nel tentativo, di strappargli la corona da campione, ma purtroppo ha vinto ancora lui. Il prodigio, colui che da piccolo  sognava le Formula 1 e di diventare come il suo idolo Ayrton Senna, passando intere giornate a giocare con le macchine telecomandate.

Il campione, in fine, racconta “A quattro o cinque anni ho subito il bullismo dei miei compagni di scuola e a sei ho chiesto a mio padre di poter fare karate. Poi mi sono dato alla boxe e nonostante avessi il naso rotto, ho battuto uno più grande e più forte di me”.

Ora Lewis sei tu il più grande.

 

 

 

 

 

 

 

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