Sport

American Football che passione!

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L’American football come dice la parola stessa è uno sporto nato negli USA, nei quali è largamente diffuso, ha il primato di maggior presenza di spettatori alle partite (in media 67 mila circa) e insieme al baseball e basket infiamma i cuori degli yankees quanto il calcio infiamma quelli degli europei.

E’ simile al Rugby agli occhi profani, ma sostanzialmente è uno sport diverso, nel quale i giocatori si esaltano con tutte le qualità, atletiche e caratteriali. Forza esplosiva, intelligenza tattica e cattiveria agonistica sono la base delle qualità di un giocatore Pro di american football. Le protezioni indossate  dal caso al paraspalle ai guanti, proteggono, ma relativamente dagli impatti molto pesanti che sono oggetto di tutte le fasi di gioco.

Unico sport al mondo non giocato da donne, ha anche il record della statistica infortuni, molto frequente, che condiziona le scelte dei coach delle squadre NFL.

Si gioca in 11 per parte, 60 minuti di gioco effettivi,  quindi con stop del cronometro ogni fine azione, diviso in quattro quarti da 15 minuti ciascuno, con un intervallo di 15 minuti tra i primi due quarti e gli ultimi due. Lo scopo del gioco è sia quello di realizzare dei touch down (mete) o calci tra i pali, e fondamentalmente anche quello di guadagnare terreno. Il terreno guadagnato o perso durante il match si misura in yards (0,914 m)  il campo è lungo circa 110 metri e largo quasi 49, ha i due pali alle rispettive aree di touch down, vi sono evidenziate distanze in yard.

Si gioca in 11 atleti contro altri 11 attivi in campo; le squadre dei campionati professionistici hanno a disposizione, seduti sulle apposite panchine, circa 50 giocatori poiché esistono 3 tipi di squadre per specifiche azioni di gioco, e le riserve: l’offensive team cioè gli attaccanti, il defensive team cioè i difensori, e gli special team cioè le squadre speciali che entrano in campo per i calci (una calcia e poi difende, l’altra riceve e poi attacca).

Possiamo semplificare le regole: si inizia il gioco con un calcio, Il kick off, la squadra che riceve deve avere un gruppo di 5 giocatori disposti tra le proprie 50 e 55 yard e  può recuperare il pallone in qualsiasi momento dopo il calcio e giocare.

Il gioco riprende dal punto in cui il pallone è stato fermato in una qualsiasi azione  e la squadra che ha conquistato il possesso di palla giocherà in attacco. La squadra attaccante ha 4 tentativi detti down per avanzare almeno di 10 yard, segnalate a bordo campo da una catena con due pali indicatori all’estremità. Durante ogni down la squadra in attacco può effettuare un solo passaggio in avanti che superi la linea virtuale parallela al lato corto del campo, dov’era posizionata la palla all’inizio dell’azione, mentre può invece effettuare retropassaggi senza limitazioni (un po’ come avviene nel rugby ). Un down termina quando l’arbitro fischia la fine dello stesso nei seguenti casi: a) un passaggio in avanti non viene ricevuto, b) il giocatore che sta portando il pallone è placcato, fermato o esce dalle linee laterali c) il pallone in seguito ad una perdita accidentale esce dal campo.

Quando la squadra attaccante non riesca a superare le 10 yard in 4 down, la squadra che difende va in attacco e il gioco riprende nella posizione in cui si trova la palla. Superando le 10 yard si ottiene un primo down , cioè il primo di 4 ulteriori tentativi sino al superamento delle successive 10 yard con il pallone, al conseguimento di un touchdown o di un altro genere di segnatura.  Un touchdown  vale 6 punti e dà diritto a una trasformazione che  può essere da 1 punto se il pallone è calciato in mezzo ai pali con i piedi o da 2 punti se il pallone è portato in meta con le mani in una nuova azione di attacco da posizione ravvicinata.

Altri modi per segnare punti sono: a) realizzare un calcio piazzato da tre punti b) placcare l’avversario in possesso del pallone all’interno della sua area di meta  vale 2 punti c) calciare undrop (rimbalzo)  che vale 3 punti. Alla premessa di ogni azione attacco e difesa si riuniscono in raggruppamenti, detti huddle nei quali il quarterback comunica il tipo di schema da adottare.

La diffusione dell’american football in Italia c’è stata a partire dal dopo guerra. Sono stati giocati dei campionati con momenti alterni di popolarità e anche risultati importanti internazionali. Si è riusciti per un periodo a creare dei campionati giovanili e perfino ad avere dei risultati internazionali di rilievo con sconfitte di compagini più blasonate. Squadre  degne di essere ricordate i leggendari (in ambito Italia) Frogs Legnano e  i Gladiatori di Roma. Sostanzialmente non è uno sport troppo adatto ai fisici e alla  mentalità dei giovani Italiani, troppo contatto fisico che esula dalla nostra cultura attuale fatta di reality e di cose comode.

L’edonismo fisico anni 80 è scomparso e con esso in Italia la voglia dei ragazzi di soffrire e combattere , cosi anche i praticanti e gli appassionati dell‘American football sono diminuiti sempre di più . Resta invece un must per la cultura USA che spesso dello scontro fisico e dello sport di contatto ne fa una religione. Lo scrivente ha giocato sia Rugby che American football e può testimoniare che l’adrenalina e lo scontro fisico , spesso uno contro uno, presenti nel football americano hanno pochi eguali e che si trova perfettamente d’accordo con la massima che circola in ambienti militari USA e cioè che la vita vale la pena di essere vissuta se sei a scelta a) militare d’elite b) agente della Cia c) giocatore pro di American football . Tutto il resto è serie B 😉 concludiamo con un forza Miami Dolphins che suona un po’ di parte ma è la squadra del cuore dell’ autore.

Buon american football a tutti.

 

 

 

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