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Jukai- la foresta dei suicidi

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La pellicola si sviluppa nella foresta di Aokigahara, situata alle pendici del sacro Monte Fuji in Giappone. In questo luogo  duranti i periodi di pestilenze e carestie le famiglie abbandonavano i proprio cari malati o storpi , e ai giorni nostri invece è un posto in cui vi si recano le persone che vogliono suicidarsi. Sara Price  (Natalie Dormer), riceve una telefonata dalla polizia giapponese che le dice che la sua sorella gemella Jess è morta dopo che è stata vista addentrarsi proprio nella foresta di Aokigahara. Conoscendo bene la sorella e sapendo che è emotivamente instabile, ma che non ha tendenze suicide, Sara decide di recarsi sul posto per cercarla in quanto sente che è viva. Una sera al bar incontra un giornalista, Aiden (Taylor Kinney), che decide di scrivere una storia su di lei e la sorella. La mattina successiva, i due si avventurano quindi dentro la foresta assieme a un ranger, Michi (Yukiyoshi Ozawa), nel tentativo di scoprire che fine ha fatto Jess.  Tra visioni e realtà inizia un incubo per Sara, Michi gli aveva spiegato che tutto ciò che vedrà all’interno della foresta sarà il risultato di allucinazioni poiché una volta abbandonato il sentiero si abbandona pure la realtà, solo con tanta forza di volontà si può uscire vivi da Aokigahara.

Il film dell’esordiente Jason Zada, parte da un idea originale ma purtroppo mal sviluppata. Non ci sono dei veri e proprio momenti di  tensione a parte la musica di sottofondo e qualche spirito che appare dal nulla. Non c’è un identificazione con i personaggi, infatti si perdono le motivazioni, non è chiarito il motivo per il quale Jess si fosse addentrata nelle foresta, cosi come non si scoprono le reali intenzioni di Aiden verso Sara. Il finale è alquanto banale, si poteva osare di più, mentre la suggestiva  location boschiva poteva essere utilizzata in maniera migliore.

Le premesse per un ottimo film c’erano tutte ma purtroppo non sono state sviluppate in maniera idonea. Jukai risulta essere un horror dai contorni soprannaturali che merita di essere visto dagli amanti del genere ma non lascia il segno.

 

 

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