Recensione: “Lo sciacallo – Nightcrawler”

Ancora una recensione firmata da Radioactive Jack, ormai ad un passo dal diventare staffer a tutti gli effetti...

Lo sciacallo… che nutre gli sciacalli davanti alla tv!

Locandina Lo Sciacallo

È capitato a tutti di imbattersi in persone che, pur non mancando di talento o qualità, costantemente falliscono nella vita e non vengono accettati dal mondo del lavoro o, ancora peggio, dalla società.

Lou Bloom è uno di questi: un giovane che non riesce a trovare la propria strada ma ha una voglia matta di realizzarsi e – aspetto essenziale – se ne frega altamente di come va il mondo e del pensiero comune. Non combatte il mondo esterno, vive semplicemente la sua vita sapendo di sapere tutto (grazie a Internet), di essere pronto per il successo. Dopo tante porte sbattute in faccia, una notte un banale incidente stradale gli fa notare il furgoncino di giornalisti freelance in cerca di immagini esclusive per le “breaking news” del mattino. Ingenuo come sempre, chiede di essere assunto ma viene rimbalzato. Al che, da buon imprenditore, si mette in proprio.Nightcrawler

Il suo essere senza scrupoli né morale e il far leva su una tv all-news mezzo fallita gli apriranno le porte del Paradiso (o Inferno?). Il rapporto con il navigatore-sottoposto e l’arrivare prima di tutti sul luogo del fatto (anche della Polizia) saranno i punti chiave della trascinante seconda parte del film.

È un film volutamente surreale che racconta la storia di un sociopatico che vede la sua vita in funzione di quanto ha imparato su internet di business e management e che, da debole, fa il forte con chi è più debole di lui. E tra i deboli vi è anche la produttrice delle news, interpretata da una splendida 60enne come Rene Russo, che viene sedotta dal freak che le sta regalando il successo.

Jake Gyllenhaal lo SciacalloPur essendo drammatico, si ride abbastanza ma è una risata raggelante perché gran parte dei temi sono terribilmente delicati (far vedere un ferito grave in HD e farne una professione) ma sono comuni al sensazionalismo tutto americano giustificato dall’avviso dell’anchorman che le “immagini non sono consigliate a un pubblico sensibile”. Ma forse non è un problema solo dell’America…

Jake Gyllenhaal e’ uno dei favoriti all’Oscar, ha perso oltre 15 chili poichè il regista voleva che i suoi occhi risaltassero nel suo volto scavato. La psicosi del personaggio condita da quel sorriso e mise da individuo normale ne fanno una icona. Ha tutti i crismi di un cult movie (come “American Psycho” o “Taxi driver” da cui ha tratto ispirazione) ed è curioso che lo stile scelto per vestire il protagonista nonché gli scenari abbiano forti rimandi vintage anni ’70-’80, anche se nell’evoluzione del personaggio tutto diventa hi-tech e attuale.

 

Voto: 8/10

 

TRAILER:

Radioactive Jack

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1 Response

  1. 2014/12/01

    […] stesso tempo questo irrealismo è una satira feroce nei confronti dei media e di quanto i pregiudizi siano difficili da combattere, soprattutto nella dinamica uomo-donna e in […]

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