Alter Bridge live, Milano – 12/11/2013

Alter Bridge in concerto Esordisco oggi come recensore di un concerto e lo faccio per raccontarvi lo spettacolo che una grande rock band è in grado di offrire… Proverò a seguire la scia dei miei “colleghi”, che scrivendo dei concerti di Bruce Springsteen e Bon Jovi hanno puntato non tanto a mettersi in competizione con i professionisti delle riviste musicali, quanto a trasmettervi almeno in parte le emozioni provate nel corso dell’evento.
Eccovi dunque il racconto di una serata con gli Alter Bridge (e con gli Halestorm) al Forum di Assago, per il loro European Tour 2013.

L’appuntamento è per le 20 e arrivando alle 19.30 (non ho l’età per le first row races) il colpo d’occhio è già spettacolare: la tribuna è strapiena, in parterre si sta abbastanza larghi, ma nelle prime file i fan sono tutti accalcati. Siamo informatissimi su quanto è successo a Roma e nelle altre tappe del tour e sappiamo che gli orari sono sempre rispettati. Così è: già alle 20.10 le luci si spengono e sale sul palco il gruppo-spalla… E che gruppo spalla!
Halestorm
Gli Halestorm li ho scoperti solo dopo aver saputo che avrebbero accompagnato gli Alter Bridge in tour, ma mi sono subito piaciuti. Si tratta di un quartetto composto dalla cantante Lzzy Hale, dal chitarrista Joe Hottinger, dal bassista Josh Smith e dal batterista Arejay Hale (fratello di Lzzy). Suonano un bel rock che ti entra in testa dal primo ascolto.

Il primo pezzo è già una scarica di adrenalina: “Love Bites (So Do I)”. Io ne approfitto per testare la mia videocamera con il risultato che vedete qui sotto… Purtroppo un errore nei settaggi mi impedisce di registrare il finale di questo gran pezzo, che ha vinto anche un Grammy Award come Best Hard Rock/Metal Performance.

Lzzy Hale La cantante Lzzy, oltre ad essere decisamente un gran bel vedere, canta dei testi particolari, che la descrivono come una ragazza che non ha paura di ammettere di essere un po’ “freak” e di amare il sesso e le relazioni turbolente con i ragazzi. Senz’altro coraggiosa, in un’epoca in cui essere femministe sembra significare imporre ad altre donne cosa sia lecito o non lecito fare.
Il quartetto spara subito quasi tutte le sue cartucce migliori, con brani coinvolgenti come “Mz. Hyde” (che ovviamente è l’alter ego di Lzzy), “It’s Not You” e “Freak Like Me”.
La scaletta va avanti per un totale di 11 brani, tra i quali una cover dei Judas Priest (Dissident Aggressor) e mi sono chiare due cose. Punto primo, Lzzy è un’ottima cantante, magari non vincerebbe un talent in Italia a causa di qualche piccola incertezza sulle note altissime, ma ha senza dubbio il “rock factor” ed è un vero animale da palcoscenico. Punto secondo, suo fratello Arejay ruba la scena al resto della band. Dà spettacolo con le bacchette, le lancia ripetutamente ad un assistente riprendendole sempre al volo, si muove tarantolato persino saltellando sulla batteria e… Per la prima volta assisto ad un concerto in cui l’unico assolo strumentale è di batteria. Il pubblico risponde alla grande e passa anche l’esame sui Papa Roach completando correttamente l’incipit lanciato da Arejay (“Cut my life into pieces…”).

Arejay Hale

Gran finale per loro con “I Miss the Misery”, che potete “intuire” nel video seguente.

Myles Kennedy Gli Halestorm ci salutano e noi possiamo riprendere fiato in attesa del “main event”. Faccio notare ai miei amici che la mia voce si è già dimezzata… Anche gli Alter Bridge sono puntualissimi e alle 21.15 è già tempo di iniziare.
L’apertura non può che essere “Addicted to Pain“, misteriosamente scelta come primo singolo dell’album “Fortress”, uscito poche settimane fa. Uso l’avverbio “misteriosamente” perché, pur non avendo ascoltato il cd fino allo sfinimento, sono convinto che ci siano pezzi migliori nel loro ultimo lavoro. Ad ogni modo, come pezzo d’apertura va alla grande, è un concentrato di energia che mette subito in chiaro molte doti della band, l’estensione vocale di Myles Kennedy, il talento di Mark Tremonti e la potenza della sezione ritmica. Qui di seguito il video.

Mark Tremonti Si prosegue con una tripletta di canzoni dal loro secondo album “Blackbird”, riconosciuto quasi all’unanimità come il loro migliore. Si tratta di “White Knuckles“, “Come to Life” e “Before Tomorrow Comes“.
Poi di nuovo roba di nuova produzione, la traccia numero uno di “Fortress”: “Cry of Achylles“. Son gusti, ma secondo me questo pezzo stravince il confronto con “Addicted to Pain”. Ha un intro coinvolgente, valorizza al massimo la gran voce di Myles e prima del bridge c’è gloria anche per il bassista Brian Marshall, con un momento di solo basso in grado di gasare tutti i bassisti all’ascolto e non solo.
I testi degli AB sono spesso intrisi di positive thinking, di una filosofia secondo la quale, anche se si sta attraversando un brutto momento, la cosa migliore da fare è guardare al futuro con la certezza che verranno giorni migliori. In questo senso, è una grande idea piazzare “Ghost of Days Gone By” subito dopo “Cry of Achylles”.
Mark Tremonti in concert
Segue “Ties That Bind” e poi Myles ci presenta il suo chitarrista Mark “Tremonster” Tremonti (come se non lo conoscessimo…). Ci annuncia infatti che per il prossimo brano in scaletta, cederà a lui il microfono e si limiterà a fare da seconda voce e chitarra. I minuti di “Waters Rising” (anche questo da Fortress) mi permettono di apprezzare l’interpretazione di Mark e di riflettere su come sia ironico che un artista con una voce così possente non sia prima voce né negli AB, né nei Creed (vi ricordo che Tremonti, Marshall e il batterista Scott Phillips sono anche tre quarti dei Creed). Forse ci ha riflettuto anche lui, visto che l’anno scorso ha lanciato il suo album solista “All I Was”.

Myles Kennedy in concerto

La bella notizia è che, avendo studiato le altre scalette, so già che stanno per arrivare tre dei miei pezzi preferiti, uno dietro l’altro; la cattiva notizia è che la mia voce è già in riserva, ma non basterà a guastarmi la festa.
Si parte da “Broken Wings“, dall’album d’esordio “One Day Remains”, e decido di sacrificare parte del mio divertimento per registrarla per voi. Spero che apprezzerete il gesto, anche se dire che l’audio è pessimo è un eufemismo!

Myles Kennedy e Mark Tremonti Segue il pezzo che me li ha fatti scoprire e, a giudicare dal delirio della folla, non sono l’unico ad avere degli splendidi ricordi legati ad esso. Si tratta di “Metalingus“, theme song di Edge negli anni migliori della sua carriera da wrestler. Sentirla dal vivo, dalla voce così impeccabile di Myles, è una grande emozione, anche un po’ più lunga del previsto, perché Myles sfrutta l’intro per presentare Marshall e Phillips.
Ma la scena madre del concerto è subito dopo, “Blackbird“, un capolavoro che ha secondo alcune riviste il miglior assolo di chitarra mai eseguito. Guardando anche al testo, si tratta di un pezzo che va vissuto come un’elegia funebre che si trasforma in un inno alla vita, grazie ad un rituale al quale partecipano migliaia di estranei che non sono mai stati così vicini… e non solo fisicamente. Potenza della musica!
Lzzy Hale e Myles Kennedy
A questo punto è chiaro che bisogna tirare un po’ il fiato, gli AB ci vogliono bene e non vogliono ucciderci e per questo inseriscono adesso il momento acustico… Cosa c’è di meglio di un pezzo voce e chitarra acustica? (A proposito, cercate su Youtube il video di questa canzone eseguita a Roma, con Myles Kennedy che prende in giro i gridolini felici del pubblico) Ecco dunque la romanticissima “Watch Over You“, interpretata dal solo Myles: per chi non è informato sul tour, la sorpresa è che il leader degli Alter Bridge viene raggiunto da Lzzy per un duetto; per me che invece ho già visto tutto su Youtube, la sorpresa è che Lzzy ci regala una grandissima interpretazione, sicuramente migliore di quanto sentito in altre tappe. Giudicate voi stessi, questo è il video dall’audio migliore tra i miei.

Myles Kennedy ad Assago Al termine dell’esecuzione il pubblico trabocca di affetto e lo dimostra con una gigantesca coreografia sulla tribuna di fronte al palco: ogni spettatore alza un foglio colorato e si compone l’immagine A (le iniziali della band con un cuore in mezzo).
A me e a tutti i nerd spocchiosi arrivati al Forum di Assago recitando la scaletta a memoria gli Alter Bridge fanno un magnifico dispetto, inserendo un brano in più! “Slip to the Void“, con quel suo incedere vagamente inquietante, ci riaccompagna dentro l’anima più rock degli AB. Seguono due pezzi che ben si legano con l’atmosfera creata, “Farther than the Sun” e “Lover“, entrambi tratti dal nuovo album.

Myles Kennedy live
Siamo consapevoli che non manca molto alla fine del concerto e abbiamo ancora voglia di cantare. Veniamo accontentati con una grande doppietta: “Isolation” e “Open Your Eyes” ci permettono di scatenarci nei ritornelli. Purtroppo gli Alter Bridge ci salutano e a noi non resta che richiamarli nel migliore dei modi: alternando l’urlo “Alter Bridge! Alter Bridge!” al coro di “Open Your Eyes”, quello che fa “O o o o o, o ooo…”. Il nostro stonato richiamo funziona, ecco infatti che tornano fuori per un doppio bis.

Quando inizia “Calm the Fire“, un altro dei miei pezzi preferiti di “Fortress”, all’improvviso ho un’illuminazione: Myles Kennedy non è umano. Sta cantando da quasi due ore, sempre al top, consapevole che l’intera registrazione di questo concerto finirà su un dvd dedicato; ha inserito come diciottesimo brano in scaletta uno dei più difficili; lo esegue senza la minima imperfezione, forse meglio di com’è sul disco. Ma come fa???
Segue infine “Rise Today“, ormai classico pezzo di chiusura, con quel ritornello facile da imparare anche per dei pessimi English speakers quali siamo noi Italiani. La festa è finita ed è ora di tornare a casa con la consapevolezza che i soldi del biglietto sono stati spesi benissimo…

Alter Bridge European Tour 2013

A me non resta che ringraziare i miei compagni d’avventura, Francesco, Giancarlo, Francesco e Matteo, e ripromettermi di acquistare il dvd del concerto non appena sarà in commercio.
I credits finali sono molto artigianali: i video sono miei e le foto di Francesco Barreca. Alla prossima!

Brian Marshall e Scott Phillips Alter Bridge
Myles Kennedy a Milano Myles Kennedy e Mark Tremonti a Milano

Scaletta – Halestorm
Love Bites (So Do I)
Mz. Hyde
It’s Not You
Freak Like Me
Rock Show
Break In / Familiar Taste of Poison
Drum Solo
Dissident Aggressor
(Judas Priest cover)
I Get Off
Here’s to Us
I Miss the Misery

Scaletta – Alter Bridge
Addicted to Pain
White Knuckles
Come to Life
Before Tomorrow Comes
Cry of Achilles
Ghost of Days Gone By
Ties That Bind
Waters Rising
Broken Wings
Metalingus
Blackbird
Watch Over You
(Myles Acoustic with Elizabeth “Lzzy” Hale)
Slip to the Void
Farther Than the Sun
Lover
Isolation
Open Your Eyes
Bis:
Calm the Fire
Rise Today

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