9/11/2001: Dieci anni dal giorno in cui il Mondo finì

Il tempo vola, lo sappiamo tutti. Sembra un detto banale ma è proprio così.
Nella nostra vita il tempo passa e spesso ci dimentichiamo persone, volti, luoghi e date.
Ma ci sono avvenimenti che restano vivi nella nostra memoria. Avvenimenti di cui ricordiamo tutti i dettagli.

Per portare un esempio piacevole e abbastanza recente, vi dico questo. Sono convinto che tutti voi ricordate esattamente dove vi trovavate il 09 luglio del 2006. Questa data non vi dice nulla? Vi do un piccolo aiuto. Italia Campione del Mondo per la quarta volta. Ora sono convinto che ricordate esattamente dove e con chi eravate quando Fabio Grosso segnò il rigore decisivo.
Avete ricordato questo momento perché è “scritto” nella vostra memoria… lo so, alcuni non ricordavano la data esatta ma hanno ricordato l’avvenimento al volo.
Ma una data che nessuno potrà mai cancellare dalla propria memoria è l’11 settembre 2001.
Sono sicuro che ognuno di voi ricorda esattamente cosa stava facendo intorno alle 15.
Io ad esempio ero in autostrada, stavo tornando col mio furgone dopo aver effettuato una consegna da un cliente e stavo ascoltando la radio. RTL 102.5 per la precisione quando, subito dopo il giornale radio, tra una canzone e l’altra il dj (Federico l’Olandese volante) interruppe la musica per dare la notizia di un grave incidente. Un’aereo di linea si era appena schiantato contro una delle due torri gemelle del World Trade Center di New York. Incidente di cui ancora non si sapeva nulla e del quale ci avrebbero aggiornato i “colleghi” della redazione. Dopo un’altra canzone il giornalista che stava guardando le immagini alla televisione cercava di raccontare quelle scene di panico. Poi quelle parole che non scorderò mai e che ancora mi fanno venire i brividi: “Aspetta cos’è quello? No no no!!!” un lunghissimo attimo di silenzio e poi: “Non ci posso credere ma un altro aereo ha appena colpito la secondo torre“.
Smarrimento e incredulità da parte loro e da parte mia che ero in auto come in trance.
Le prime ipotesi non tardano ad arrivare proprio dalla voce del dj. “Un incidente per quanto incredibile sia può capitare, ma quante possibilità ci sono che ne capiti uno identico a così pochi minuti di distanza? Qui sta succedendo qualcosa di strano“.

Ricordo ancora che rientrai in ditta e cercavo di capire, ero letteralmente a caccia di notizie. All’epoca non avevamo la televisione nell’ufficio e anche i siti internet non erano aggiornati come ora in tempo reale e con possibilità di vedere le immagini in streaming (e quelli che lo permettevano erano molto lenti).
Sembra un secolo e invece sono solo 10 anni.
Eravamo tutti immobili a fissare la radio, quando arrivò la notizia del terzo aereo contro il Pentagono e di un quarto di cui misteriosamente si erano perse le tracce.
Alle 17 non resistevo più, decisi di andare a casa per poter vedere quello che era successo.
Quello che vidi lo sapete e lo avete visto tutti.
La gente che arrivava a buttarsi dalle finestre pur di trovare la “salvezza”, polvere e urla ovunque, e poi in un attimo quella torre che si sbriciola in diretta tv.
Proprio questo è l’aspetto più inquietante e specchio dei nostri tempi.
Mai prima d’ora una tragedia del genere era stata trasmessa in televisione, un po’ come se avessimo visto il Titanic affondare in diretta.
Il paragone non è banale se ci pensate.

Il Titanic era considerato “inaffondabile” così come le Twin Towers erano giudicate indistruttibili. E non a torto.
Un attentato lo avevano già subito quando venne fatta esplodere un’autobomba nel parcheggio sotterraneo. Risultato: tanto spavento, qualche danno ai primi piani e nulla più. Chi stava ai piani più alti quasi non si accorse dell’accaduto. Le torri erano addirittura a prova di aereo, infatti non sono cadute per lo schianto dei velivoli, anzi, se ci pensate, hanno retto benissimo all’urto.
Quello che nessuno aveva calcolato (possibile?) era il calore che il combustibile avrebbe provocato, calore così grande da sciogliere e bruciare acciaio, cemento e tutto quanto era sulla sua strada.
Le immagini che meglio rendono l’idea, per quel poco che possiamo immaginare, di come fosse all’interno, sono proprio quelle della gente che si gettava dalle finestre, sapendo che andava incontro a morte certa, eppure era meglio quello che l’alternativa di restare dentro.
Tutto questo dà ancora i brividi.

Oggi ricorre il 10° anniversario di questa tragedia, 10 anni in cui l’America, l’Europa, il Mondo sono cambiati.
Per la prima volta nella loro storia gli Stati Uniti furono colpiti all’interno, sul proprio suolo, su uno di quei simboli che rendevano bene l’idea della grandezza degli USA.
Se ci pensate, anche nei film catastrofici di Hollywood mai le torri erano state toccate.
In “Fuga da New York” di John Carpenter, ambientato in un presente (futuro?) alternativo, il protagonista usava proprio il tetto di una delle due torri per atterrare con il suo piccolo aereo ed entrare nel “carcere” di New York.
In “A.I.” di Steven Spielberg, quando il bambino robot si risveglia dal suo sonno millenario sono le due torri sommerse dall’acqua a fargli capire dove si trova.
Il cinema che si è sempre “divertito” a distruggere la “Casa Bianca”, la scritta “Hollywood” e molti altri simboli non ha mai toccato le Twin Towers.
Stessa cosa per quanto riguarda i film che in questi anni hanno provato ad affrontare l’argomento.
Nessuno ha mai mostrato l’attacco.
Anche il controverso “World Trade Center” di Oliver Stone, si svolge all’interno delle torri ma non mostra né l’attacco e né la caduta delle stesse.
United 93” di Paul Greengrass che racconta del quarto aereo che venne fatto schiantare dai passeggeri quando capirono quale era il bersaglio non mostra lo schianto.
Insomma Hollywood per una volta vuole “esorcizzare” l’incubo ma mantiene un certo pudore nel farlo.
O molto più semplicemente gli americani non sono ancora pronti per questo e forse osare di più al momento non è concesso.
Solo Spike Lee nel suo “La 25° ora” ha fatto una grande riflessione su tutto quello che è cambiato da allora.
Guardatevi il dialogo tra Barry Pepper e Philip Seymour Hoffman alla finestra che si affaccia su “Ground Zero”: un gran pezzo di cinema.

Tante cose sono cambiate in questi 10 anni, l’economia in primis ha subito dei forti colpi, le guerre (giuste/sbagliate?) si sono moltiplicate alla ricerca di un colpevole che forse non esiste e tutto il Mondo paga le conseguenze di quell’attacco.
Un attacco le cui vere ragioni se ci pensate bene, non sono mai state chiarite del tutto.
Perché Al Qaeda ha colpito?
Perché Osama Bin Laden, fino a poco tempo prima “amico” degli USA, li ha rinnegati?
Ma soprattutto, come ha fatto a rendersi possibile tutto questo?
Sono semplici domande, ma le risposte ancora non ci sono.
Chiaramente non le ho nemmeno io, altrimenti non sarei qui.
Ma tutte queste incongruenze hanno fatto sì che nascessero molte versioni alternative a quelle ufficiali, alcune delle quali molto interessanti e facilmente rintracciabili in rete.
Già, la rete.

In questi 10 anni è cresciuta e qualcuno cerca in tutti i modi di bloccarla, imbavagliarla, zittirla.
Ma non è così facile per fortuna, così si possono vedere tante viste alternative di quel giorno.
Proprio in questi giorni sono usciti scatti e video inediti, chissà come mai.
Uno mostra chiaramente come l’edificio numero 7 del World Trade Center sia crollato senza apparente motivo. Non era stato colpito dagli aerei e non era stato colpito dal crollo delle due torri, in più non era nemmeno danneggiato. Allora perché è crollato in modo così rapido?
Perché proprio quel giorno un’esercitazione militare denominata “Vigilant Guardian” oscurò per tre ore gli schermi della difesa aerea statunitense?
Perché una così lenta reazione da parte della marina quando si accorsero di quattro aerei completamente fuori rotta?
Perché il Pentagono venne colpito proprio nel punto in cui poco tempo prima erano state intensificate le misure di difesa?
Tante domande e ancora nessuna risposta definitiva perché, sappiatelo, nessuno a parte chi organizzò tutto sa esattamente come sono andate veramente le cose.
A tutti gli altri restano solo congetture e tante, tante domande.
Tante tesi, ipotesi, teorie del complotto e nessuna certezza.
Anche perché ogni anno escono nuovi documenti che smentiscono quelli precedenti.
Di due sole cose siamo certi.

Che nei testi sacri, siano Bibbia o Corano, non si parla di guerre in nome di Dio. Si parla di integrazione, di rispetto per il diverso, per chi la pensa in modo diverso da noi.
Eppure anche in passato sono state commesse guerre in nome di questi testi sacri.
Si dice che la storia insegni, ma noi siamo davvero pronti ad imparare?
La seconda cosa, che è la più triste, sono tutte le persone che hanno perso la vita in quel giorno.
Non solo chi era dentro alle torri, agli aerei, nei dintorni o i soccorritori che sono periti quel martedì di 10 anni fa, ma anche tutti quelli che sono morti per le conseguenze di quel giorno.
I soccorritori che sono entrati respirando polveri e altre sostanze e che sono andati incontro a gravi malattie o morte nei mesi o anni successivi.
Solo quattro anni dopo vennero resi noti i danni alla salute provocati da quelle polveri. Perché così tardi?
Domande, altre domande.
Il numero complessivo delle vittime è incalcolabile ancora oggi, perché è un elenco in continua crescita.
Le vittime degli attentati furono 2974, esclusi i diciannove dirottatori. Le vittime tra i soccorritori furono 411.
Ad oggi è stato possibile identificare i resti di sole 1600 delle vittime del World Trade Center.
Il World Trade Center rinascerà più grande di prima, ma nulla sarà mai come prima.

Sul nostro magazine non abbiamo mai parlato di politica e non inizieremo a farlo con questo articolo.
Abbiamo voluto ricordare questo triste anniversario, ponendo domande, cercando di far riflettere e naturalmente senza dare risposte (perché non ce ne sono, almeno non di definitive) a quello che rimane ancora oggi uno dei grandi “misteri” del 21° secolo.
Ce ne sarebbero tante altre di cose da dire, da mostrare e di cui parlare.
Ma al momento preferiamo fermarci, magari ne riparleremo in seguito anche grazie ai vostri commenti e alle vostre opinioni.
Oggi abbiamo voluto fare una sintesi di quello che è successo, un ricordo di un giorno che ha cambiato il Mondo. E forse proprio in quel giorno il Mondo, come noi lo conoscevamo, è finito per sempre.

Per avere un parere alternativo potete andare qui e leggere quante siano le cose che non tornano.

I dati sono stati presi dalla pagina di wikipedia
Tutte le foto sono prese dalla rete

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