Intervista esclusiva a Max Margheri

Torna l’appuntamento con il “Mondo” della fotografia e per l’occasione abbiamo intervistato il fotografo professionista Max Margheri.
Ha collaborato e collabora tutt’ora con diverse riviste italiane ed internazionali.
Ha passato l’infanzia negli Stati Uniti e questo gli ha permesso di scoprire ed apprezzare una cultura diversa dalla nostra.
Si divide tra gli USA, l’Europa e naturalmente l’Italia, con base a Milano.
Sicuramente una persona molto interessante con le idee ben chiare, come emerge dalla nostra chiaccherata.
Quindi adesso lasciamo la parola a Max!

Ciao Max e benvenuto sulla “pagine” di Be!Magazine. Vuoi presentarti brevemente ai nostri lettori?
Grazie a Be!Magazine di questa intervista.
Mi presento: Max, trentenne nato a Firenze, trasferito per lavoro a Milano, fotografo.

Come ti sei avvicinato al mondo della fotografia e quando è scattata la molla che ti ha fatto passare dietro all’obiettivo?
La passione è nata dalla parte opposta dell’obiettivo. Nel 1999 tentai la strada della moda come modello, ottenendo un buon risultato lavorando per agenzie di Milano e Bologna. Lì iniziò la mia vena critica su alcuni scatti che visionavo e che avrei realizzato in modo diverso.
Da qui iniziai a sperimentare con la mia prima reflex, una analogica Minolta di mio padre.

So che la tua grande passione è il ritratto nel mondo della moda. Come mai lo trovi così interessante? Per fare una battuta potremmo dire: meglio una bella donna di una bella montagna?
Entrambi i soggetti sono affascinanti a loro modo, sia eseguire un editoriale con un team d’eccezione che passare una notte sulle dolomiti in cerca dello scatto più suggestivo.
La moda, avendola vissuta in prima persona, è rimasta “viva” e presente tutt’ora nei miei interessi.

Una cosa molto interessate risiede nel tuo passato. Infatti so che hai vissuto a lungo negli USA. Cosa ci puoi raccontare di questa esperienza?
Ho avuto la fortuna di trascorrere la mia adolescenza in USA, benchè fossi piccolo. L’influenza statunitense nella mia visione è presente tutt’oggi. Ho molti amici ancora a NY e Chicago che annualmente amo tornare a trovare.

Vivere in un Paese così diverso dal nostro (per stile di vita e abitudini) ha cambiato in qualche modo la tua visione della fotografia?
Ha cambiato in toto la mia vita e non solo la fotografia. Credo che riuscire e poter vivere due esperienze cosi diverse mi abbia concesso la possibilità di assaporare l’essenza di due culture totalmente diverse.

Ci sono cose, anche in ambito fotografico, che hai trovato solo negli USA e che da noi non ci sono? Com’è lavorare negli Stati Uniti?
Lavorare all’estero, purché sia una zona del mondo che ho vissuto, è sempre un valore aggiunto. L’esperienza che ti porta lavorare all’estero a mio avviso è imparagonabile. Il conoscere una seconda lingua, persone diverse, una storia diversa diventa un archivio insostituibile per la persona.
Gli Stati Uniti sono frenetici ma non meno di come può essere Milano (anzi!). La visione è leggermente diversa. Il tutto è sempre visto più grande, ogni volta è come se dovessimo realizzare un piccolo sogno.

Fino a qualche anno fa l’unico modo per vedere un servizio fotografico era quello di comprare la rivista in edicola. Oggi gli stessi siti internet dei giornali pubblicano in anteprima le immagini e spesso aggiungono degli scatti extra in esclusiva sul web. Secondo te questo è un bene o un male? In che modo la rete ha cambiato il mondo della fotografia?
Lo trovo al passo con i tempi, oltrettutto con l’avvento dei tablet la possibilità delle persone di usufruire di servizi online è aumentata. Essendo un amante della tecnologia non posso altro che esserne entusiasta.
Fondamentalmente questo processo non ha cambiato il mondo della fotografia e le riviste patinate rimarranno, a mio avviso, ancora per molto su carta.

Ormai ci sono cellulari che montano fotocamere che possono essere equiparate a delle compatte. Quindi sempre più gente decide di acquistare una Reflex. Non ti fa un po’ rabbia vedere gente con delle reflex che non sa da che parte girarsi e scatta con le impostazioni automatiche?
No, anzi, ognuno è libero di comprarsi la reflex che meglio crede.
Il riuscire a “sfornare” belle foto però è un’altra questione!

Classica domanda che tocca ad ogni fotografo. Canon o Nikon? Perché una piuttosto che l’altra?
Entrambe ottime marche. Per me Canon, ma non vi è un solido motivo nella scelta, è stato quasi un caso.

Hai un consiglio da dare a chi si avvicina al mondo della fotografia o a chi vuol fare della fotografia il proprio lavoro?
Così come in ogni attività se si vuole raggiungere l’eccellenza, servono passione in primis e tanta tanta volontà!

La modella ritratta nelle foto che ci hai mandato a corollario dell’intervista è Annu Harju. Come è nata la vostra collaborazione e come vi trovate a lavorare insieme?
Annu, oltre ad essere una persona fantastica è una grande professionista. Ho avuto il piacere di lavorare con lei durante l’esecuzione di un libro di make up. Successivamente per editoriali e lavori sempre attinenti alla moda.

Visto che l’abbiamo tirata in ballo, diamo il benvenuto sulle pagine di Be!Magazine anche ad Annu.
Grazie a voi del benvenuto!

Come ti sei trovata a lavorare con Max Margheri?
È un grande professionista. Un perfezionista, ma è cosi che mi piace lavorare. Ultimamente abbiamo lavorato ad un progetto per un magazine londinese ed è stato molto entusiasmante.

Max, ultima domanda di rito. Progetti futuri? Lo so che non si dicono mai, ma ci puoi dare una piccola anticipazione di quello che “bolle in pentola”?
A brevissimo terrò un WorkShop di Moda il 5 di giugno, poi ne avrò uno successivo a Londra. Il resto è assolutamente segreto!

Grazie per essere stato con noi in bocca al lupo per tutto.
Grazie a voi e ovviamente crepi, il lupo naturalmente!

Tutte le foto ci sono state inviate da Max Margheri e sono di sua proprietà.
Le foto ritraggono nell’ordine, Max Margheri, lo skyline di New York City, Annu Harju.
Potete contattare Max attraverso il suo sito internet.

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15 Responses

  1. Erika says:

    Mitici!!

  2. Elisa cianti says:

    Foto splendide. Complimenti

  3. Marco bosi says:

    Grazie per averci fatto conoscere questo grande fotografo
    Marco

  4. Marcucci, Giulia says:

    grandi be magazine e max margheri!

    Marcucci, Giulia

  5. Sarah rocco says:

    Bravissimo e se posso… Pure belloccio!!!

  6. Elena cappelletti says:

    Ho lavorato con lui a Milano fashion week è davvero bravissimo
    Ottima scelta del magazine
    Elena , Milano 

  7. Teresa masco says:

    Mamma mia se è bravo! Grazie be’ magazine

  8. Marco benistalli says:

    Spesso traggo ispirazione dai suoi lavori. Per me uno dei più bravi in piazza.

    Complimenti

  9. Lisa munich says:

    Sono lisa di firenze. Lui davvero bravissimo. Vorrei conoscerlo!

  10. Christian says:

    Sempre un gran professionista Max! Complimentissimi!

  11. Mancini, Alessia says:

    Max! Complimentissimi!

  12. Maria Natali says:

    IO abito in Argentina e anche ci dedichiamo alla moda e inclusive abbiamo le nostre catalogui pero no con foti cosi di una definizzione straordinaria Felicitaciones desde Buenos Aires.

  13. jose says:

    amazing works

  14. Alexander Davie says:

    Lavori / opere di arte sono in erasmus a Firenze è molto famoso

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