Marilena Albergo: ho realizzato il mio sogno

Salve amici di BE! Magazine, eccomi con una nuova intervista. La protagonista è una famosa giornalista e conduttrice di Sportitalia. Gentilmente ha accettato di rispondere alle mie domande e qui di seguito potrete conoscerla meglio. Stavolta non anticipo niente e vi lascio alla lettura. Dico solo: ecco a voi Marilena Albergo.

Come hai scelto di fare la giornalista, per di più sportiva?
Sin da quando ero piccola, fare la giornalista è stato il mio grande sogno. Mi è sempre piaciuto scrivere e mi ha sempre affascinato il mondo giornalistico. Ho sempre praticato tanto sport, dalla ginnastica artistica alla pallavolo, tennis e nuoto, ma il mio passatempo preferito è stato sempre quello di giocare a calcio con i miei amici. Quando ho avuto la possibilità ho unito la passione della scrittura a quella dello sport, iniziando a lavorare a Sprint&Sport, un giornale che segue i giovani calciatori nelle diverse categorie.

Cosa ti piace di più di questa professione?
È una professione indubbiamente impegnativa, che ruba gran parte della quotidianità, ma allo stesso tempo è un lavoro unico, che regala emozioni diverse ogni giorno. Sei sempre in movimento e hai la possibilità di seguire da vicino quelli che da sempre sono stati i tuoi idoli.

Sei uno dei volti di punta di Sportitalia dove ti vediamo impegnata in vari ruoli. Se ce n’è uno, qual è quello che preferisci?
In realtà mi piace tutto quello che faccio; a Sportitalia sono riuscita a fare molte cose, come condurre il tg di Sportitalia 24, Nba News, il lunedì sera sono a Notti Magiche e adesso dovrei iniziare a condurre anche Prima Ora, programma con gli approfondimenti della giornata sportiva. Ovviamente mi piace molto anche andare come inviata a San Siro o seguire le vicende calcistiche al di fuori della redazione.

Siete la prima tv italiana dedicata interamente allo sport, con un canale dedicato alle news 24 ore su 24, e con grandi esclusive quali, per citarne alcune, LIGUE 1 francese, TOP14 di Rugby, Champions League maschile e femminile di volley, oltre a contenitori settimanali dedicato agli sport più importanti. Sicuramente un lavoro impegnativo, ma ricco di soddisfazioni visto che riuscite ad accontentare il pubblico con eventi che altrimenti non potrebbero seguire.
È sicuramente il canale sportivo più completo che ci sia. Tocchiamo praticamente tutte le discipline esistenti, dando spazio a tutti i protagonisti dello sport. Tutto quello che trasmettiamo riesce ad avere un grande riscontro, come il volley che è uno degli sport più seguiti del canale. È molto impegnativo stare in onda tutte quelle ore, ma dietro le quinte c’è una grande redazione che lavora per dare tutte le notizie al meglio.

Nella tua carriera professionale, hai un’intervista o un personaggio che più ricordi? Perché?
Ho intervistato tantissimi personaggi, soprattutto nel mondo del calcio, e in tanti mi sono rimasti impressi, come Cristiano Ronaldo o Filippo Inzaghi, quest’ultimo una delle persone più gentili che abbia mai incontrato. Da citare anche il presidente dell’Inter, Massimo Moratti che è un vero signore, sempre disponibile con i giornalisti. Al di fuori del mondo del pallone, un grande personaggio che ho avuto l’onore e il piacere di intervistare è stato indubbiamente coach Dan Peterson. L’ho avuto ospite in studio a Sportitalia 24 prima che tornasse ad allenare l’Armani, ed è una persona simpaticissima oltre che molto preparata.

C’è qualche giornalista, uomo o donna, a cui ti ispiri come modello?
Stimo tanti giornalisti, miei colleghi di Sportitalia in primis, come Valentina Ballarini o Michele Criscitiello. Non ho però un modello a cui aspirarmi, anche se mi piace molto Cristina Parodi, una giornalista molto semplice e professionale.

Sei una calciofila o segui anche altre discipline?
Il calcio prima di tutto. È la mia grande passione da sempre e seguo tutte le partite ogni week end. Lavorando a Sportitalia ho imparato a conoscere in modo più approfondito tanti altri sport, come il basket, italiano e americano.

Non hai mai nascosto la tua passione per il Milan. Qual è il giocatore, o i giocatori, che ti sono più rimasti nel cuore del Milan degli anni passati? E di quello attuale?
Il giocatore del Milan che è sempre stato ed è tuttora nel mio cuore, è senza dubbio Paolo Maldini, un campione, un grande professionista e uno dei difensori più forti della storia del calcio. È sempre Cheapest viagra usa stato un grande calciatore, un capitano impeccabile e la vera bandiera del ‘Diavolo’. Spero che un giorno possa tornare a far parte del mondo rossonero. Attualmente ho una preferenza per Filippo Inzaghi, di lui mi piace tanto il suo modo di amare il calcio e la maglia rossonera. Nel mondo del pallone stimo però tanti altri giocatori come Totti e Del Piero, vere e uniche bandiere del calcio dei giorni nostri.

Quest’anno la squadra sembra poter lottare per il campionato, pensi che il traguardo dello scudetto possa essere centrato?
Sicuramente lo scudetto quest’anno non è più un’utopia; il Milan può e deve crederci veramente ma deve stare molto attento alle avversarie, soprattutto all’Inter.

Mentre il cammino in Champions League lo vedi più difficile?
Sì, il percorso in Champions sembra più difficile, soprattutto perchè in Europa ci sono squadre veramente forti come Barcellona e Real Madrid, ma anche Manchester United e il Chelsea di Carlo Ancelotti. Ma attenzione anche ai prossimi avversari del Milan, il Tottenham, che sta facendo molto bene in campionato e in Champions ha dimostrato, contro l’Inter, di essere una squadra più che temibile.

Dell’arrivo di Antonio Cassano al Milan invece? Credi possa finalmente mettere da parte la sua esuberanza, tra l’altro molto placata nella sua avventura in blucerchiato, per esplodere definitivamente?
Penso sia la sua grande occasione. Il Milan è uno dei club più seri e severi al mondo, quindi Antonio non deve assolutamente sgarrare se no la sua carriera calcistica potrebbe giungere al termine. Cassano è un giocatore forte, con un talento raro da trovare, ma deve imparare ancora a sfruttarlo al meglio. Spero riesca a farlo nel Milan.

Questo campionato è “anomalo”. Tutte le big hanno cambiato tecnico e molti giocatori, e i risultati sono spesso sorprendenti. Sicuramente un campionato più aperto rispetto agli ultimi anni.
È un campionato molto equilibrato. L’Inter non fa più paura come gli scorsi anni. Adesso ci sono anche Milan e Roma. La Juventus la vedo più fuori dai giochi, mentre il pericolo numero uno, oltre ai nerazzurri, potrebbe essere il Napoli.

Da milanista non posso non chiederti cosa ne pensi dell’approdo di Leonardo sulla panchina dei nerazzurri.
Penso che, da allenatore, Leonardo abbia fatto la scelta migliore, non si può dire di no all’Inter, è un’occasione troppo importante per la carriera di uno che nella vita vuole fare il tecnico. Ma la domanda sorge spontanea: Leo mica aveva detto che non aveva intenzione di continuare la sua esperienza da allenatore? Comunque nessun rancore, penso che il brasiliano non sia mai stato un vero milanista.

Nel periodo in cui Leonardo si sedeva sulla panchina dell’Inter si rincorrevano voci di una possibile offerta da parte del Presidente Moratti di un ruolo nell’Inter per Paolo Maldini. A questo punto credi che le bandiere non esistano più? Da milanista come avresti preso un’eventuale passaggio del “Capitano” ai cugini?
Stimando immensamente Paolo Maldini, penso che non avrebbe mai accettato un’eventuale proposta dall’Inter. Troppo rossonero, nel cuore e nell’anima e, insieme a Baresi, unica e vera bandiera del Milan. Moratti dovrà accontentarsi di Leonardo.

Gennaio è stato mese di calciomercato. Come valuti quello del Milan?
Il grande colpo è stato Antonio Cassano, dopo quelli di quest’estate di Ibra e Robinho. Ma anche Emanuelson e Van Bommel, gli ultimi arrivati, sono giocatori utili per un centrocampo che ha bisogno di rinforzi. La società quest’anno ha fatto una grande campagna acquisti quindi bisogna solo ringraziarla e provare a vincere qualcosa.

Una domanda la dedicherei al “Coach” Dan Peterson, vostro collega fino a qualche settimana fa, che è tornato a sedersi sulla panchina di quell’Olimpia Milano che sotto la sua guida ha ottenuto grandi successi. Come avete preso in redazione questo suo ritorno sulla panchina meneghina?
Bene e male. Con gioia perché è una bellissima occasione per lui soprattutto perché è tornato a fare quello che davvero ama. Male perché abbiamo relativamente perso una grande spalla, anche se il coach è sempre presente in redazione perché è molto legato a tutti noi.

Molti sono i giovani che vorrebbero fare i giornalisti. Quali consigli daresti loro?
La parola chiave è: umiltà. Accettare di partire dal basso, ma soprattutto lavorare, lavorare e lavorare. È un lavoro che richiede tanto impegno, tanti sacrifici ma che alla fine sa regalarti molte soddisfazioni.

C’è una notizia che speri un giorno di dare? Se sì, quale?
L’ultima volta in cui il Milan ha vinto la Champions Legaue non ero ancora una giornalista, quindi spero di poter dare il prima possibile la notizia che i rossoneri sono tornati sul tetto d’Europa e, perché no, del Mondo.

Non si può non parlare di internet. Su internet sei presente con un profilo Facebook personale, dove interagisci, quando ti è possibile con i numerosi fans. Solitamente cosa ti scrivono?
Sì, sono su Facebook e ogni giorno cerco di rispondere a tutte le persone che mi scrivono. Non è semplice perché sono molto impegnata con il lavoro, ma faccio del mio meglio. I miei fans mi fanno tanti complimenti, anzi ne approfitto per ringraziare tutte quelle persone che mi stimano e mi seguono sempre su Sportitalia, ma anche su Milannews.it, un sito sul quale scrivo due volte alla settimana, all’interno della rubrica “Milanello in rosa”.

La nostra intervista si chiude qui. Ti ringrazio per la gentilezza e la cortesia con cui hai risposto alle domande. Ti lascio ora uno spazio per salutare i nostri lettori.
Grazie di cuore a voi per questa intervista e un saluto speciale a tutti i lettori di ‘Bemagazine’.

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