Inizia Sudafrica 2010: i gironi G e H

A poche ore dal fischio d'inizio, vi presentiamo la quarta ed ultima tappa del viaggio verso le 32 squadre che animeranno i Mondiali. Dopo i gironi A, B, C, D, E ed F, ecco come si presentano i gruppi G ed H.

Gruppo G: Brasile, Corea del Nord, Costa d’Avorio e Portogallo

Cosa dire ancora del Brasile? Tutto e il contrario di tutto è già stato scritto sulla selezione verdeoro, quella che sulla carta e in base ai tesserati nazionali dovrebbe sempre essere Campione del Mondo. Ciò però non è sempre bastato, anche se i sudamericani possono fregiarsi di essere la nazionale con più titoli nella storia, con cinque.
Anche quest’anno i “pentacampeones” partono con il solo obiettivo possibile, ossia quello di giungere almeno in finale: per arrivarci dovranno togliersi di dosso quella patina di superiorità che spesso è costata loro eliminazioni cocenti. L’ultimo loro trionfo risale al 2002, quello prima ancora al 1994. Per la legge dei grandi numeri, questa dovrebbe essere l’edizione che porterà la sesta Coppa del Mondo ai brasiliani, ma per fortuna il calcio non è una scienza esatta e difficilmente risponde a logiche matematiche.

Quindi, malgrado il potenziale sconfinato nelle mani di mister Dunga, ancora una volta il Brasile non avrà vita facile, almeno a partire dagli ottavi. Prima è difficile che trovino delle difficoltà, visto che nessun avversario del gruppo sembra in grado di poterlo impensierire. Certo, il Portogallo e la Costa d’Avorio sono squadre di valore, ma mal le vediamo vittoriose contro i principali favoriti di questa edizione. Questa volta poi, Dunga è pronto anche a sacrificare un po’ di “calcio bailado” sull’altare della concretezza: e quando questo succede, come nel 1994 e otto anni or sono, i risultati arrivano puntualmente.
Brasile Campione del Mondo e proprietario definitivo della Coppa del Mondo? Io ci scommetterei…

La Corea del Nord è la squadra più misteriosa di tutte: la cortina stesa dal regime di Kim Jong Il è talmente spessa che, a parte le informazioni provenienti dal rettangolo verde durante le sue sfide, della squadra non si nulla. In ogni caso i giornalisti sono già stati allertati: niente interviste a giocatori e staff, l’unico che ha il diritto di rivolgersi alla stampa è il tecnico. Non di certo un buon sistema per rendere facile il compito agli addetti ai lavori.
Comunque, malgrado l’ostracismo da regime, qualche informazione è riuscita a filtrare, raccolta, come già detto in precedenza, durante gli incontri giocati sia nelle qualificazioni che in preparazione alla manifestazione sudafricana.
Il modulo è un 3-5-2 solo apparentemente spregiudicato: in fase difensiva l’undici sa ripiegarsi a riccio. È con questa tattica che i Nordcoreani hanno colto la loro prima qualificazione ad una Coppa del Mondo, dopo quella giunta nel 1966 e che fece da preludio alla bella avventura che culminò con il successo ottenuto ai danni dell’Italia con la rete di Pak Doo Ik, che per la cronaca e a futura memoria non era per nulla un dentista, ma un militare di carriera.
Null’altro trapela dalla selezione della Repubblica democratica di Corea, se non che la stessa pernotterà durante il torneo in una modesta pensione di Nelspruit, tra l’altro sorvegliatissima.
Noi non vogliamo diventare novelli 007 e perciò non andremo oltre nell’analisi dei nordcoreani. Anche perché la loro permanenza siamo sicuri che non durerà più della decina di giorni necessari a concludere il girone preliminare.

La Costa d’Avorio avrebbe avuto tutto per disputare un Mondiale con i fiocchi: dotato di una rosa completa, caduto in un gruppo più semplice di 4 anni fa, l’undici africano avrebbe potuto di sicuro ambire al passaggio del turno, se non come primo di girone, almeno come secondo. E invece qualcosa è andato storto nelle amichevoli di preparazione: il leader e capitano della squadra Didier Drogba si è fratturato un braccio e non potrà verosimilmente giocare, anche se lo staff medico le sta provando tutte, magari applicando un tutore all’arto leso.
I suoi compagni di squadra sono ora sotto choc: senza il loro leader gli “elefanti” non si sentono più sicuri di loro stessi e hanno perso molto del loro potenziale. Nell’ultima amichevole giocata in ordine di tempo infatti non sono andati oltre il pareggio per 1-1 contro il Losanna, squadra di Serie B elvetica.

Non si sa se per il debutto del 15 giugno contro il Portogallo la Costa d’Avorio si sarà ripresa, ma è certo che ora a prendere il timone dovranno essere le altre stelle della compagine diretta da Sven Goran Eriksson. Kalou (Chelsea), Yaya Touré (Barcellona) e Emmanuel Eboué (Arsenal) dovranno incaricarsene, per impedire a loro stessi e al popolo ivoriano di trasformare quella che potrebbe essere un avventura da sogno in un incubo.
Per fare questo occorrerà ritrovare la forma che ha permesso loro di stradominare la fase qualificativa, conclusa senza sconfitte. Dovesse riuscire ad adempiere a queste premesse, la nazionale degli Elefanti potrà andare lontano, molto lontano. Sennò si fermerà, come fu il caso nel 2006, al primo turno. E sarebbe davvero un peccato.

Il Portogallo sembra essere in fase calante. Dopo l’apice raggiunto con la finale nell’Europeo casalingo e l’immensa delusione della sconfitta contro la Grecia, i lusitani stanno lentamente perdendo terreno, anche se due anni dopo sono ancora giunti alle soglie della finale in Germania. Pepe, Deco e Cristiano Ronaldo sono meno impressionanti di qualche stagione or sono, prova ne sia che la qualificazione è giunta dopo molte peripezie ed uno spareggio vinto contro la Bosnia con un doppio 1-0.
Carlos Queiroz, che ha tra l’altro anche allenato la nazionale sudafricana, è pronto a cercare di trarre dal suo gruppo, che sembra come detto carente di motivazione, il massimo del rendimento e del risultato. Se ci riuscirà, entrerà nella storia del calcio lusitano, cosa che gli era già riuscita nel 1989 e 1991, quando vinse con le selezioni giovanili due titoli mondiali.
Per provarci dovrà inculcare ai suoi la mentalità vincente che era mancata nei momenti topici degli appuntamenti che abbiamo appena citato. Per questo spera di poter contare sul miglior Cristiano Ronaldo, che però nelle qualificazioni non ha per nulla convinto. Il sistema di gioco della nazionale è più difensivo rispetto a quello del Real Madrid, ma è anche vero che dal Pallone d’oro 2008 ci si attende ben altro contributo.
La mia opinione? Il Portogallo ce la farà solo se la Costa d’Avorio non giocherà sul suo livello. E visto che verosimilmente Drogba non potrà essere a disposizione, i lusitani hanno forse qualcosa in più.

Pronostico per le promosse nel gruppo G: Brasile e Portogallo

Gruppo H: Cile, Honduras, Spagna e Svizzera

È una squadra in piena ricostruzione il Cile, ma malgrado questo i fratelli minori di Salas, indimenticato eroe del calcio sudamericano di 10-15 anni fa, sono riusciti a strappare la qualificazione a questo Mondiale. Erano 12 anni che i sudamericani non centravano la presenza ad una fase finale, e c’è da scommettere che sapranno farsi onore.
La Roja ha chiuso al secondo posto il girone di qualificazione, preceduta dall’inarrivabile Brasile di un solo punto. In possesso della rosa più giovane del lotto, l’allenatore argentino Marcelo Bielsa ha ottenuto il miglior risultato di sempre in un girone di qualificazione alla Coppa del Mondo. La certezza matematica del viaggio in Sudafrica è giunta il 20 ottobre 2009, quando i cileni si sono imposti per 4-2 in Colombia, confermandosi squadra da trasferta. La metà dei punti collezionati sono stati infatti ottenuti lontano da casa.

La compagine cilena è risolutamente votata all’attacco, con un pressing che spesso stronca sul nascere le iniziative degli avversari: le punte di diamante della rosa le troviamo infatti nel settore avanzato con Matias Fernandes, Humberto Suazo e Alexis Sanchez. Da segnalare la grande facilità ad andare in rete, che ha permesso alla Roja di segnare ben 32 reti, il miglior bottino delle squadre sudamericane nel girone preliminare.
Il mio pronostico vede il Cile passare il primo turno, dietro all’inarrivabile Spagna. Con qualcosa in più rispetto alla Svizzera, buona parte del suo destino si giocherà nello scontro diretto. Fiducia dunque ai giovani di Bielsa.

L’Honduras non si reca in Sudafrica per recitare un ruolo da comparsa: malgrado abbia sudato le proverbiali sette camicie per raggiungere la qualificazione, i centramericani hanno un buon tasso di talento tra le loro file.
Gli honduregni hanno però rischiato di dover guardare la manifestazione in TV: infatti, fino all’ultimo minuto dell’ultimo turno sono stati in lotta con il Costarica, che è stato eliminato dal pareggio subito nei minuti finali dell’incontro giocato contro gli USA. Da quel momento per Suazo e compagni è iniziata la festa. Erano 28 anni che i tifosi aspettavano questa gioia, cioè dall’eliminazione immeritata a Spagna ’82, che aveva gettato nello sconforto un popolo intero.
Sette edizioni dopo i “Catrachos” si ripresentano sulla scena mondiale, forti della presenza di elementi con esperienza internazionale, come l’attaccante del Genoa David Suazo o i talentuosi Carlos Pavon e Wilson Palacios.
L’entusiasmo rischia però di non bastare: il Cile e la Spagna sembrano avere qualcosa in più, come anche la Svizzera, che però a titolo di paragone è stata battuta dal Costarica in amichevole la settimana scorsa. Per l’Honduras probabilmente si ripeterà la storia del 1982 con la sicurezza però di avere in mano un buon patrimonio per il futuro. Forse il Mondiale sudafricano giunge troppo presto per la selezione diretta da Reinaldo Rueda: per esprimere il suo massimo potenziale, gli honduregni dovranno forse attendere il 2014 e l’edizione brasiliana.

La Spagna non si può in nessun modo nascondere. I campioni d’Europa sono tra i favoriti della Coppa del Mondo, e dopo il titolo conquistato a Vienna nel 2008, sono addirittura migliorati. Quella che era una giovane squadra due anni fa, adesso è una corazzata, che ha ottenuto la qualificazione con irrisoria facilità, concludendo a punteggio pieno. Le amichevoli di preparazione hanno confermato che le furie rosse sono pronte a fare sfracelli anche in Sudafrica: gli iberici hanno chiuso il loro periodo di preparazione con una squillante vittoria sulla Polonia per 6-0. Neppure il leggero infortunio di Iniesta sembra turbare i sonni di Vicente del Bosque, che sa di poter contare su una rosa fortissima e soprattutto equilibrata.
L’undici di rosso vestito ha anche, grazie al successo all’ultimo Europeo, perso quella brutta abitudine di fallire gli appuntamenti che contano. La consapevolezza dei propri grandissimi mezzi rischia di fare ancora una volta la differenza.
Gli iberici non dovrebbero avere problemi a superare il primo turno, anche se il Cile può crear loro qualche grattacapo: dal canto suo la Svizzera non è mai riuscita a battere la Spagna nella sua storia e vanta un bilancio molto negativo. Sarebbe quindi una grossa sorpresa se gli iberici non dovessero raggiungere perlomeno gli ottavi: anzi sarebbe una tragedia per l’orgoglioso popolo di Re Juan Carlos.

La Svizzera si presenta all’impegno mondiale non al meglio, visti gli infortuni che ne hanno indebolito il settore che già destava più preoccupazioni, ossia quello offensivo. Dapprima è stato Streller a cadere sul campo, seguito proprio nell’ultimo allenamento di rifinitura prima della partenza per l’Africa dal miglior attaccante, Alexander Frei, che in un contrasto con un compagno ha riportato una slogatura ad una caviglia. L’infortunio, meno grave del previsto, sarà però sufficiente per impedirgli di scendere in campo nel difficilissimo debutto contro la Spagna. Come lui anche altri elementi cardine della selezione di Ottmar Hitzfeld sono messi male fisicamente, a cominciare da Valon Behrami. L’ex laterale della Lazio lotta da tempo con problemi ad una coscia, gli stessi che lo hanno condizionato durante tutta la stagione.

I punti di forza di una nazionale che ha colto la qualificazione precedendo la Grecia in un girone poco spettacolare e dal livello bassino, sono il laterale della Lazio Lichtsteiner, il centrocampista Barnetta e l’estremo difensore Benaglio, tutti elementi cresciuti molto negli ultimi tempi.
Malgrado ciò sono davvero poche le possibilità che i rossocrociati riescano a passare il primo turno: protagonisti di alcune amichevoli deludenti, escludendo forse l’ultima contro l’Italia, gli elvetici non godono di molta fiducia in Patria. E a poco servirà il faraonico albergo scelto come ritiro dalla Federazione: anzi finora è servito solo a far versare fiumi d’inchiostro, pronto a moltiplicarsi qualora la spedizione dovesse rivelarsi un fallimento. Gli svizzeri se la giocheranno contro il Cile, che però sembra essere in possesso di armi ben superiori…

Pronostico per le promosse nel gruppo G: Spagna e Cile.

Anonimo Ticinese

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