Aspettando Sudafrica 2010: i gironi E e F

Ed è dunque arrivato il momento di avere un parere "eleveticamente neutrale" sulle chances degli Azzurri, leggete un po'... Ricordatevi che le analisi dei primi quattro gruppi le trovate qui e qua.

Gruppo E: Camerun, Danimarca, Olanda e Giappone

Il Camerun è pronto a dare battaglia. I “Leoni indomabili”, dall’alto della loro posizione di migliore squadra africana nel ranking mondiale, possono legittimamente mirare in alto. Malgrado le difficoltà riscontrate nelle loro ultime fasi finali di Coppa del Mondo, i verdi possono guardare con ottimismo al futuro.
Qualificatisi con qualche difficoltà di troppo, Eto’o e compagni si ritrovano in un gruppo che potrebbe essere insidioso: storicamente però è proprio contro le squadre europee che riescono ad esprimere il meglio di loro stessi, in parte anche grazie alla folta colonia di giocatori sparsi nei vari campionati del vecchio continente.
A trascinare il gruppo, oltre al neo vincitore della Champion’s League Samuel Eto’o, vi sono anche giocatori che hanno sposato la filosofia europea di gioco, aggiungendo alla quantità anche la qualità. Fra di loro spiccano i nomi di Song e Geremi, chiamati ad un gioco oscuro ma indispensabile in un undici votato all’offensiva.
La guida tecnica è affidata da qualche tempo all’ex nazionale francese Paul le Guen, che ha portato un vento di pragmatismo e professionalità che ha fatto del bene a tutto l’ambiente. Una delle mosse più clamorose è stata quella di togliere la fascia di capitano al veterano Rigobert Song e di cederla a Eto’o, ciò che ha indotto sia l’uno che l’altro a moltiplicare l’impegno.
Proprio grazie al nuovo mister, i “leoni” potrebbero conoscere un seconda esaltante cavalcata, dopo quella di Italia ’90 che fu fermata solo nei quarti dall’Inghilterra. Chi sarà il novello Roger Milla? Eto’o è il candidato più probabile.

Della Danimarca ogni appassionato di calcio che si rispetti ha un ricordo ben distinto che porta all’estate del 1992, quando i danesi, giunti secondi dietro la Yugoslavia nel loro girone di qualificazione, dovettero prenderne il posto a seguito della guerra in corso in quello sfortunato Paese. In un crescendo rossiniano, gli scandinavi riuscirono a conquistare il titolo più inatteso della storia del calcio, battendo in finale la Germania per 2-0. La leggenda narra che alcuni di loro dovettero persino lasciare le famiglie che stavano trascorrendo le vacanze al mare e saltare sul primo aereo in direzione della Svezia.
La lunga scia di quell’exploit, che andò a scombussolare tutte le teorie sulla preparazione e sui ritiri da compiere prima dei grandi avvenimenti, ha accompagnato per anni la Danimarca, che però da allora non è più riuscita a ripetere, nemmeno parzialmente, quel clamoroso successo.

18 anni dopo, e senza aver potuto partecipare al Mondiale tedesco e all’Euro 2008, la Danimarca è tornata prepotentemente alla ribalta, vincendo il suo girone di qualificazione nel quale figuravano pure il Portogallo e la Svezia. Guidata da ormai 10 anni da Morten Olsen, la nazionale biancorossa, attorno al capitano Tomasson, può contare giocatori militanti nei più grandi campionati europei. Da citare soprattutto il difensore del Liverpool Daniel Agger, il centrocampista della Juventus Christian Poulsen e l’attaccante dell’Arsenal Nicklas Bendtner.
I danesi non saranno forse quelli del 1992, ma siamo pronti a scommettere su un loro passaggio di turno. La testardaggine è una delle caratteristiche importanti del loro gioco: e rischia di portarli lontani, molto lontani…

L’Olanda è l’eterna cicala del calcio mondiale: da quarant’anni ormai parte favorita in ogni torneo internazionale, salvo poi arenarsi strada facendo dopo magari avere fatto sfracelli durante le qualificazioni e il primo turno. Anche quest’anno la storia potrebbe ripetersi: dominato il proprio girone qualificativo, i batavi stanno destando un’ottima impressione pure in questo periodo di preparazione.
Almeno per questa volta però gli “oranjes” potranno attaccarsi alla cabala: infatti già nel 1982 la Germania ottenne, come l’Olanda di quest’anno, la qualificazione senza perdere un solo punto nel suo girone. I tedeschi allora raggiunsero la finale: gli arancioni si augurano lo stesso destino, anche se sperano logicamente di vincerla, la finale…

Inutile recitarvi la lista delle stelle che compongono la rosa della nazionale olandese per Sudafrica 2010. Un leggero grattacapo a livello di effettivi potrebbe venire dagli infortuni: molti giocatori hanno disputato un gran numero di partite finora in questa stagione e potrebbero subirne il contraccolpo. Infatti qualche apprensione la sta lasciando Arjen Robben, che dopo avere raggiunto la finale di Champions League con il Bayern Monaco, potrebbe dovere saltare (anzi è quasi sicuro) il debutto contro la Danimarca. L’anima dei bavaresi si sta riprendendo lentamente da uno strappo muscolare ad una coscia: dovesse venire meno il suo contributo, di sicuro l’Olanda potrebbe avere qualche problema in più.
La previsione ora: il passaggio del primo turno è obbligatorio e quello degli ottavi fattibile. Dai quarti in avanti si tratterà di stabilire se la cicala Olanda ha saputo ben dosare le sue forze e le sue strategie, perché a poco serve essere bellissimi nelle prime partite per poi cadere miseramente strada facendo. Se ha imparato la lezione questa nazionale può davvero mirare al titolo: ma ogni volta è lo stesso discorso…

I cugini di Holly e Benji tornano alla carica: dopo la figuraccia del 2006, quando raccolse solo un punto, il Giappone non può che fare meglio. Da allora alcune cose sono cambiate. Innanzitutto non c’è più il leader di molte battaglie Hidetoshi Nakata, ritiratosi qualche anno fa. Poi i giovani sono cresciuti e giocatori come Nakamura sono ora una realtà e adesso possono portare il peso di una squadra che sembra sempre lì per esplodere, ma che alla fine deve arrendersi alle sue carenze tattiche.
A ciò sta cercando di porre rimedio il mister giapponese, quel Takeshi Okada tornato sulla panchina dal 2006 dopo avere già guidato i nipponici ai mondiali del 1998. I risultati sembrano essergli favorevoli: nelle qualificazioni infatti i giapponesi hanno chiuso al secondo posto del loro girone, dietro l’inarrivabile Australia, ma anche con un buon vantaggio sulle altre dirette inseguitrici.
Che dire? Le possibilità di passare il turno per i giocatori del Sol Levante sono davvero poche, non foss’altro perché le avversarie sembrano, sulla carta, essere meglio attrezzate. Se poi però i “samurai blu” avranno davvero compiuto quei progressi che certi analisti hanno riscontrato, saremo i primi a chiedere scusa. Come punizione ci guarderemo su DVD tutte le puntate della prima serie di Holly e Benji, tifando però stavolta e rigorosamente per Marc Lenders…

Pronostico promosse per il gruppo E: Olanda e Danimarca

Gruppo F: Italia, Nuova Zelanda, Paraguay e Slovacchia

Non nascondiamoci dietro ad un dito: meglio di così all’Italia campione del Mondo non poteva andare. Le avversarie sembrano davvero ideali per un inizio soft e per affinare gli ultimi dettagli prima delle sfide che contano, ossia quelle della fase ad eliminazione diretta. Se si deve avere paura della Nuova Zelanda, che addirittura schiererà dei giocatori senza club, o della debuttante Slovacchia, allora tanto vale rimanere a casa. E questo aldilà delle polemiche sulle scelte di Marcello Lippi, che in ogni caso non avrebbero mai convinto all’unanimità gli altri 58 milioni di disgraziati che non sono al suo posto.
Fatte queste doverose precisazioni e a scanso d’equivoci, è vero che questa nazionale azzurra rischia di avere un deficit di fantasia e di freschezza, elementi indispensabili per il successo finale. Ma in fondo anche in Germania 4 anni or sono non è che la nazionale avesse brillato per fantasia. Con un Totti a pezzi e un Toni in una forma fisica improponibile, l’Italia fece quel che fece, trasformando in eroe di quella manifestazione Fabio Grosso, un onesto giocatore di fascia che poi non seppe più confermare quelle grandi prestazioni.

Ci sono poi delle analogie con il 2006 (e siete padroni di toccarvi): anche allora la spedizione partì circondata dallo scetticismo e anche allora vi furono polemiche per le convocazioni di mister Lippi.
Siamo alla vigilia di che Mondiale per gli Azzurri? Sarà un’avventura come quella del 1938, che bissò il successo di 4 anni prima con praticamente la stessa squadra in campo e lo stesso tecnico sulla panchina? O siamo a qualche giorno da un torneo come quello del 1986, che si concluse in maniera ingloriosa con una sconfitta senza storia negli ottavi (contro la Francia allora), sempre con l’ossatura uguale a quella che trionfò nell’edizione precedente? Lo sapremo tra qualche settimana.
Ecco la mia opinione. Dopo la magica notte di Berlino si sarebbe dovuto onorare come si deve i Campioni del Mondo, per poi pregarli di lasciare il loro posto ad elementi più motivati di loro. Perché secondo me, chi è salito sul tetto del mondo non può ottenere di più. Tre anni e mezzo per una ricostruzione sarebbero stati più che sufficienti. Ma si sa, la mia è un’opinione: e poi non sono nemmeno italiano. Prendetela per quella che è.

Nessuno si offenderà se dico che la Nuova Zelanda è la squadra più debole presente in Sudafrica. In nessun altra confederazione gli “All White” sarebbero giunti allo spareggio, come sono riusciti a fare dopo avere spezzato le reni alle corazzate Figi, Nuova Caledonia e Vanuatu. La sfida sui 180’, che di solito è lo scoglio contro il quale vanno a sbattere le speranze delle squadre oceaniche, questa volta ha sorriso ai neozelandesi. Dopo un fortunoso e catenacciaro 0-0 in Bahrein, sono riusciti a strappare il biglietto per il Mondiale in una partita dal livello davvero basso vincendo per 1-0 il ritorno in casa. La rete è stata messa a segno da Rory Faloon all’89’, dopo che gli arabi avevano mancato un rigore ad inizio ripresa.
Per i kiwis il viaggio in Sudafrica è già paragonabile ad un titolo mondiale e davvero non credo che abbiano la forza di compiere chissà quale impresa: 28 anni dopo la sua eliminazione a Spagna ’82, la Nuova Zelanda si appresta a fare un’altra comparsata ad un Mondiale. Purtroppo per lei.

Ben altro discorso quello riguardante il Paraguay, ingiustamente considerata la parente povera del ricco (calcisticamente parlando) calcio sudamericano. Sarà perché schiacciata dalle potenze Brasile e Argentina e dal due volte campione del Mondo Uruguay, la selezione di Gerardo Martino non ha mai goduto di molto credito nelle analisi premondiali. Intanto però i biancorossi si sono qualificati per le ultime quattro edizioni, un’impresa per l’ ”Albirroja”, che tra l’altro nel 1998 e nel 2002 cadde agli ottavi contro due future finaliste, la Francia e la Germania.

Questa volta poi, il Paraguay diventa ancora più pericoloso, poiché reduce da quella che può essere forse considerata come la migliore qualificazione della sua storia, che l’ha portato ad ottenere la certezza del viaggio in Sudafrica con ampio anticipo e con una vittoria storica sull’Argentina per 1-0.
Il pieno di fiducia non sarebbe però sufficiente se non venisse supportato da un’ossatura di tutto rispetto: e questa è garantita dalla presenza di elementi di spessore come Roque Santa Cruz o Oscar Cardozo.
Per finire, qualche dato statistico: il Paraguay non ha mai vinto 2 gare di fila ad un Mondiale, come non è mai riuscito ad andare oltre gli ottavi di finale. Che sia la volta buona? Una cosa è certa: è meglio che l’Italia diffidi. I debutti nei tornei sono sempre stati difficoltosi per gli Azzurri e il Paraguay non sarà di certo un avversario malleabile…

La Slovacchia è al suo debutto in Coppa del Mondo, da quando ha riacquistato l’indipendenza dopo l’indolore scissione dalla Repubblica Ceca. La sua qualificazione non è però una sorpresa, avendo vinto il suo girone precedendo nello sprint finale la Slovenia, superata sul filo di lana grazie ad una vittoria in Polonia, ottenuta sotto una fitta nevicata nell’autunno scorso.
Se si dà poi un’occhiata all’organico a disposizione del selezionatore Vladimir Weiss, ci si rende conto che questi risultati sono lo specchio fedele della forza della squadra. A guidarla ci pensa Marek Hamsik, eroe di Napoli ma anche inesauribile lottatore, che sa dare al gruppo le motivazioni che le servono per affrontare anche gli ostacoli più ardui.
E davvero arduo è pronosticare dove potrà arrivare questa Slovacchia: secondo me sulla carta il Paraguay ha qualcosa in più. Ma non è detto che gli slovacchi abbiano meno voglia dei loro avversari diretti e dell’Italia. Affaire à suivre insomma, come dicono i francesi.

Pronostico promosse per il gruppo F: Paraguay e Italia.

Anonimo Ticinese

Adesso manca solo l’ultimo articolo, stay tuned…

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