Giorgia Würth: è “Tutta da Rifare”!!!

La diva di copertina di questo mese è un volto molto noto della televisione; l’abbiamo vista in fiction come “Un posto al sole” e “Un medico in famiglia”, al cinema ha recitato in “Ex” di Fausto Brizzi e l’abbiamo potuta ammirare nella discussa miniserie di Sky “Moana”, nel ruolo di Cicciolina. Stiamo parlando di Giorgia Würth.
Ma Giorgia non è solo attrice: da poco più di un mese è nelle edicole il suo primo romanzo, “Tutta da rifare” (per Fazi Editore). Io l’ho letto e posso dire che è stata una piacevole sorpresa. Il libro mi ha preso talmente tanto che me lo sono “divorato” in una sera! Una storia molto coinvolgente, che merita di essere letta.
Questo non vuole essere uno spot “gratuito”, come ho detto a Styl dopo aver finito il libro e come ho ripetuto alla stessa Giorgia, dico certe cose perché ne sono convinto e non perché devo fare un’intervista e quindi devo parlarne bene per forza… Piuttosto avrei detto no all’intervista.
Le precisazioni sono d’obbligo perchè nell’intervista vi sarà facile capire quanto il libro mi sia piaciuto. Il consiglio che vi posso dare è quello di leggerlo, anche solo per curiosità.
Abbiamo incontrato Giorgia e abbiamo avuto una lunga conversazione, in cui abbiamo parlato dei suoi progetti, delle sue esperienze, naturalmente del libro e qualche piccola sorpresa; in più si è tolta qualche sassolino dalle scarpe.
Prima di lasciarvi alla lettura voglio fare un grande ringraziamento a Giorgia, perché tra mille impegni è riuscita a trovare il tempo per questa bella chiaccherata. Come sempre lasciate i commenti in coda al pezzo, state certi che lei li leggerà. Perché ne sono sicuro? Be’, leggete il pezzo e lo saprete.
A proposito: Giorgia non è tutta da rifare, lei va benissimo così…

Copertina libro

Partiamo dagli inizi. Tu hai fatto molta televisione e la tua avventura è iniziata con “Disney Channel” nel 1998. Cosa ricordi di quel periodo?
Ho fatto un sacco di provini e in quel periodo stavo affrontando gli esami di maturità, quindi al mattino c’erano gli esami e al pomeriggio i provini. Devo dire che ero molto poco concentrata sui provini, pensavo soprattutto agli esami di inglese e matematica. Fortunatamente gli esami sono andati molto bene e anche il provino!

Qualche anno dopo sei diventata il “volto” ufficiale di “Rai 3”.
Prima di approdare in Rai ho lavorato per alcune tv private facendo anche l’inviata allo stadio e poi ho fatto il provino per Raitre. In quel periodo stavo studiando all’università a Milano ed ero strafelice all’idea di trasferirmi a Roma!

Com’è essere il volto di “Mamma Rai”?
È esattamente come non esserlo!

Giorgia Wurth Tu hai lavorato molto in fiction televisive e al cinema. Riguardo ad “Un posto al sole” sul tuo blog ho letto che non ti aspettavi dei tempi di lavorazione così serrati. Che differenza hai trovato tra il cinema e la televisione?
Quando ti trovi a lavorare in grandi produzioni cinematografiche tutto è pianificato e studiato. Al cinema devi “portare a casa” circa due minuti di girato al giorno, in televisione non conosco bene il minutaggio ma è una “macchina da guerra”! Si lavora senza sosta. Questo dipende molto dal budget che si ha a disposizione. Se lavori in pellicole o fiction ad alto budget le cose vengono prese con più calma, mentre se lavori in pellicole o fiction a “basso” budget le cose sono diverse, i tempi più ristretti. In genere comunque nelle soap-opera si procede a ritmi velocissimi.

Quindi qual è la tua opinione sulle soap opera?
Lavorarci è un’esperienza dura ma bellissima, che consiglio di fare ad ogni attore perché è una vera e propria “palestra” di vita. Puoi imparare molto di più in una soap che in anni di scuola. Se impari a fare quello, poi puoi fare quasi tutto!

Veniamo al caso dello scorso anno. La fiction di Sky “Moana”. Come hai avuto il ruolo?
È stato tramite il mio agente che mi ha fatto partecipare al casting.
Inizialmente il provino l’ho fatto per la parte di Moana, poi hanno scelto Violante Placido per quel ruolo e il regista mi ha proposto la parte di Cicciolina.
Questo mentalmente mi ha spiazzata un po’, ma alla fine ho accettato e sono contenta di averlo fatto perché è stata una sfida importante per me. Sul set mi sono travata benissimo.

Con Violante Placido vi conoscevate già? Come è stato il vostro rapporto?
Io e Violante ci conoscevamo già perché avevamo girato un film insieme (Sleepless) che deve ancora uscire. Sul set il nostro rapporto è stato ottimo.

Giorgia Wurth Si è fatto tanto parlare di questa serie come una serie scandalo. Io l’ho vista, ma non mi è sembrata tanto scandalosa, anzi in giro si vede di peggio…
Hai perfettamente ragione. In giro si vede molto di peggio. E non mi riferisco solo al cinema o alle fiction, ma anche alla tv generalista…tipo la domenica pomeriggio su “Canale 5”.

Fermiamoci qui altrimenti su questo argomento ci sarebbe da parlare per delle ore.
Ok!

Tornando a “Moana”, quali sono state la scena più difficile e quella più divertente da girare?
In effetti sono la stessa scena… quella col pitone! È stata molto divertente da girare, ma anche difficile, perché c’era molta gente intorno e soprattutto perché il pitone era vivo! (ride)

Tu hai un blog molto attivo. Qual è il tuo rapporto con internet e i tuoi fans?
Il blog ce l’ho da diversi anni ormai e il rapporto con i miei fans è molto stretto. Rispondo sempre a tutti e mi piace stare in contatto con loro. Poi ho la mia pagina su facebook e su myspace. Internet mi piace moltissimo e ci passo molte ore della giornata… ahimè!

Da gennaio è uscito in libreria il tuo primo romanzo “Tutta da rifare”. Prima di iniziare ad analizzarlo vuoi raccontare un po’ la trama ai nostri lettori?
Certamente. Il libro parla fondamentalmente di una grande storia d’amore molto travagliata, che si sviluppa per decenni a partire dagli anni ’80. I protagonisti sono Lorenzo e Sole, due ragazzi diversi dagli altri che si trovano a vivere insieme le più importanti fasi dell’adolescenza. Il primo bacio, la perdita della verginità sono tutte esperienze che Sole decide però di vivere da sola. Più lei sperimenta, più lui, innamorato perso, soffre. Poi lei deciderà di dare una svolta alla sua vita facendosi regalare dai genitori un seno nuovo per la maturità. Si perderanno di vista fino a quando Lorenzo non deciderà di ritrovarla, e questo lo porterà di fronte ad un’inaspettata verità. Il resto però non ve lo svelo…

Giorgia Wurth Prima domanda. Ma anche tu odiavi tanto la matematica e alcuni professori come Lorenzo?
Assolutamente no! Penso di essere una delle poche persone al mondo a cui la matematica piace. Ho fatto il liceo scientifico e ho amato e amo tutt’ora la matematica. Ancora oggi faccio tutti i conti senza usare la calcolatrice!

Quindi hai dato a Lorenzo una personalità totalmente diversa dalla tua.
Esatto, il libro non è assolutamente autobiografico. L’unica nota autobiografica è la passione per Sabrina Salerno. Una passione che ho tuttora.

Per la caratterizzazione dei personaggi di Sole e Lorenzo ti sei ispirata a qualcuno che conosci oppure è tutto inventato? Com’è stato identificarsi con un uomo?
Le esperienze che vivono sono inventate, ma per i caratteri diciamo che ho fatto un mix di tante persone che conosco, fino ad arrivare ai caratteri definitivi. La decisione di narrare il libro in prima persona maschile all’inizio mi ha un po’ spaventata perché non sapevo se sarei stata credibile. Per questo ho preso spunto da persone che conosco, chiedendo anche qualche piccolo consiglio per quanto riguarda l’universo maschile.
Come ben sai, il mondo maschile è molto diverso da quello femminile, noi per esempio ci facciamo molte più “seghe mentali”! Generalizzando, s’intende.

Ti posso dire che, dopo aver letto il libro, non posso far altro che farti i complimenti perché Lorenzo è caratterizzato molto bene e in certi punti mi sono anche riconosciuto. E poi l’uomo-zerbino è la verità!
Questo è un grande complimento e mi rende molto felice. Ti ringrazio molto. L’amore a volte ci rende completamente “scemi” e spesso si è “zerbini” in modo totalmente inconsapevole.

I titoli dei capitoli sono tutti titoli di canzoni; una bella scelta. Sono canzoni che hai scelto perché ti ricordano qualcosa o perché si sposavano bene col capitolo?
Sono tutte canzoni che amo, qualcuna più di altre, e mi piaceva l’idea di dare questo ritmo al libro. Sono canzoni molto conosciute e immediatamente riconoscibili. In più i titoli delle canzoni erano azzeccati per introdurre il capitolo che seguiva e mi piaceva l’idea di fare anche un omaggio alla musica italiana.

Giorgia Wurth Il libro è scritto in modo molto diretto e questo aiuta nella lettura. In più ho notato che è una scrittura molto “cinematografica”. Stai già pensando ad un adattamento?
Questa è una cosa che mi dicono in molti dopo averlo letto e cioè che mentre lo leggevano, riuscivano a visualizzarlo. Tra questi anche diversi registi ai quali piacerebbe trarne un film. Ma, come si dice, “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”…
Di sicuro se ci sarà un adattamento non lo curerò io, in quanto scrivere sceneggiature non fa per me. Ci ho provato, ma non è una cosa che mi appartiene quindi, nel caso, delegherò… sempre però tenendo d’occhio lo sviluppo.

Lavoriamo un po’ con la fantasia. Se dovessi scegliere tu i protagonisti, chi vedresti nei ruoli di Sole e Lorenzo?
Ah che bella domanda! Proprio non lo so. Credo che dovrebbero essere due attori sconosciuti, anzi quattro, visto che il libro parte da quando sono bambini. Se poi mi devo sbilanciare, direi che per Lorenzo ci vedrei bene Elio Germano, mentre per Sole bisognerebbe fare un bel casting… anche per i motivi che chi ha letto il libro conosce bene. (sorride)

Giorgia Wurth Ora volevo andare un po’ più in profondità. Lorenzo si innamora di Sole per il suo odore prima che per il suo aspetto fisico. Ci spieghi?
Sole non è una bellezza, è una ragazza normale. A lui inizierà a piacere anche fisicamente, ma quello che lo colpisce subito è l’odore. Ti puoi mettere un profumo, lavarti, ma alla fine il tuo odore resta. È una cosa molto “animale”. E poi l’odore è l’unica cosa che non puoi cambiare e questo sarà molto importante…

Sole vede la perdita della verginità come un gioco o meglio come il modo per essere accettata. Lei sente dolore, mentre a lui viene chiesto “Fammi male”. L’amore è dolore?
Sai che a questa associazione non avevo pensato? Complimenti!
Diciamo che è fisicamente così. Le donne la prima volta provano dolore perché qualcuno più in alto di noi ci ha fatte così. Poi il limite tra dolore e piacere è molto labile e stabilire quando ci sia l’uno o l’altro non è sempre facile.

Nel libro c’è una battuta che si sposa bene con il tuo recente passato. “Se ne era fatti 23 quell’estate, come neanche Cicciolina nel periodo d’oro riusciva a tenere”. Ti sei tolta un piccolo sassolino dalla scarpa?
Assolutamente no. Mi sembrava carino perché Cicciolina è un personaggio facilmente identificabile per il pubblico e il paragone mi sembrava adatto per far capire quel periodo della vita di Sole.
In più, quando ho scritto il libro non sapevo ancora che avrei interpretato quel ruolo. Quando l’ho saputo mi sono fatta una bella risata anche io… Si vede che era proprio destino!
(ride)

Per Lorenzo, Sole poteva fare di tutto nella vita, ma c’era un problema: “teneva tantissimo al giudizio degli altri”. E Giorgia ci tiene?
Adesso sempre meno, quando ero più giovane ci tenevo moltissimo. Adesso ho imparato a non darci troppa importanza. Anche se in certi casi mi piace sapere cosa ne pensa la gente, per esempio mi piace sapere il giudizio dalle persone che hanno letto il libro. Oppure quando giro un film mi piace sapere cosa ne pensano del ruolo. Però ho imparato a non farmi influenzare dai commenti. Le critiche possono essere positive perché ti possono aiutare a migliorare… a patto di non dare ad esse troppa importanza.

Giorgia Wurth Sole inizia ad essere ossessionata dalla chirurgia estetica. Tanto che Lorenzo dice “forse puntava a raggiungere una sorta di perfezione fisica che le avrebbe permesso di essere ammirata, desiderata. Forse amata. Per gli altri, invece, era solo ridicola”. Il tuo sembra quasi un attacco alla chirurgia estetica… oppure vuole essere solo un monito?
Il mio non vuole essere un attacco alla chirurgia estetica, perché ritengo che in certi casi specifici possa aiutare molto. Il libro è una grande storia d’amore, ma racconta anche di una grande dipendenza. Ho scelto la chirurgia piuttosto che il gioco, l’alcool o la droga in quanto nella narrativa italiana non ci sono molti esempi del genere. Quindi mi sembrava un’ottima occasione per affrontare un tema molto attuale e diffuso, ma così poco sviluppato nei romanzi.

Molte ragazze, soprattutto le più giovani, vedono il rifarsi il seno come una cosa normale. Prima la si vedeva come un’operazione vera e propria, oggi è quasi diventata pura routine…
Esatto, molte ragazze vedono questa operazione quasi come andare dall’estetista!! Ma non è così.

Cosa ti senti di dire a queste ragazze che vedono la chirurgia come un “gioco”?
A loro non mi sento di dire nulla, perché ogni caso è a sé.
Quello che mi sento di dire è che per legge ad ogni chirurgo dovrebbe essere affiancato uno psicologo che valuti i casi e ne spieghi le conseguenze. Così che ogni uomo o donna possa sapere esattamente a cosa va incontro, perché molte operazioni sono irreversibili! Per questo nel libro ho voluto inserire delle pagine dettagliate sulle operazioni e sulle conseguenze che possono avere. Per portare, in un romanzo di fantasia, un forte legame con la realtà e per dire: attenzione, non è tutto finto!

Giorgia Wurth Torniamo seri… Quando Lorenzo va in vacanza esclama: “per la prima volta provai la sensazione di essere libero”… in una spiaggia di nudisti. Ci sei mai stata? Che rapporto hai con il nudo?
Nooo!! Io mi vergogno da morire, non ci potrei mai andare!! Pensa che esco sempre in tuta e metto di rado le gonne… sono troppo timida!!
Cercavo un posto originale per mandarli in vacanza e mi è venuta in mente questa cosa. Così mi sono documentata passando una giornata intera su un blog a parlare con persone che praticano il nudismo e mi sono convinta che era la scelta giusta.
Detto questo, sul lavoro non ho problemi con il nudo. In “
Moana” non ho scene di nudo complete, anche nella scena dello strip sono abbastanza disegnata sul corpo. Però non avrei problemi a farlo perché mi sento bene col mio corpo, e poi sarebbe il mio personaggio a farmi da “scudo”.

Secondo me c’è una frase molto bella che fotografa bene il libro e ci fa capire bene qual è il problema vero di Sole. Lorenzo dice: “Avevo capito che ciò che ti fa davvero sentire vivo è amare, non essere amato, anche se amare significa, stare male.”
Bravo! Lorenzo ama anche se non viene ricambiato e queste sono le sue “batterie” che lo fanno andare avanti malgrado tutto. Sole invece non riesce ad amare e quindi non riesce a sentirsi viva.

Per contro Sole ha una battuta in cui dice: “io non ero niente di speciale, in quel momento decisi che sarei diventata bella. Sarò bella, ammirata e immortale. Immorale”.
Esatto, questo avviene quando giocano a “ce l’hai” con i compagni di classe e nessuno la tocca mai. A quel punto decide quale sarà il suo obbiettivo per il futuro. Raggiungere la perfezione…

Giorgia Wurth Un’altra frase è “la morte ammazza chi vive”…
Quando una persona a noi cara se ne va, il dolore è così struggente che ci si sente mutilati, ci si sente morire.

Di tutte le operazioni che narri, qual è secondo te la peggiore? Quella che tu non faresti mai…
Per come sono fatta io, non mi rifarei mai il seno. Non potrei mai pensare di vivere la mia vita con due protesi dentro di me che non fanno parte del mio corpo.

Per me il momento più agghiacciante del libro è quando parla degli esserini…
Sì… non voglio svelare cosa sono, per chi ancora non ha letto il libro. Ma è il momento più pesante, perché lei lo fa come niente fosse… come fosse una cosa normale.

I personaggi secondari sono lasciati sullo sfondo… ma ai protagonisti ci si affeziona in una pagina.
Il personaggio secondario più importante è sicuramente la nonna di Lorenzo. Una persona che ha il coraggio di innamorarsi di nuovo e che insegna dei valori importanti a Lorenzo; ne è la guida, direi che è il mio personaggio preferito.
Poi c’è Daniela, un’altra figura di donna molto importante nella vita di Lorenzo… Per quanto riguarda i protagonisti, volevo che la storia fosse incentrata su di loro, senza troppe distrazioni.

Giorgia Wurth Per il futuro quali progetti hai? Attrice, scrittrice…
Ho quattro film che ho già girato e stanno per uscire. Poi a Marzo inizierò le riprese di un nuovo film a Torino. Per quanto riguarda un nuovo libro, per ora no… non ho ancora idee in merito, ma mi piacerebbe tornare a scrivere.

Ultima domanda. Come mai a questo punto della carriera hai sentito la necessità di scrivere un libro?
Hai detto bene, è stata proprio una necessità. La scrittura per me è molto importante, è la mia valvola di sfogo. Scrivo da quando ero bambina, ho scritto racconti, poi ho il mio blog, ma sono sempre stata poco costante, non ho mai avuto la coerenza di andare fino in fondo in un progetto più lungo. Così mi sono imposta di finire qualcosa, mi sono messa d’impegno scrivendo una storia che mi sarebbe piaciuto leggere. Così è nato “Tutta da rifare”.

Ti ringraziamo della grande pazienza che hai avuto e del tempo che ci hai dedicato. Un in bocca al lupo per tutto. E aspettiamo presto un nuovo libro, perché se sarà sul livello di “Tutta da rifare”, ne vedremo delle belle.
Grazie di cuore e un abbraccio forte a tutti voi!

Questo è il booktrailer del libro

E questo è invece il saluto che ha registrato, tradizione ormai consolidata per tutte le nostre “Dive di copertina”

Potete contattare Giorgia Wurth visitando il suo sito ufficiale, il suo blog, la sua pagina myspace, la sua pagina facebook, la sua fanpage su facebook, la pagina di facebook del libro.
Tutte le foto dell’articolo ci sono state inviate da Giorgia e sono di sua proprietà.

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3 Responses

  1. MacPal says:

    Bel lavoro!
    Bravissima e bellissima GIorgia,
    presto mi leggero’ il tuo libro!

  2. linda says:

    Anch’io ho letto il libro di Giorgia…..il messaggio che vuole mandare è molto molto attuale e credo che sia riuscita alla grande nel suo intento!!!!!

  1. 2010/07/07

    […] abbiamo intervistato Giorgia Wurth, ci ha detto che l’unica nota autobiografica in “Tutta da rifare” è la sua […]

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