Reina Moncada, una sexy dj alla consolle

L’abbiamo conosciuta più di un anno e mezzo fa, quando prese parte alla nostra “Battle of Beauties”, rispondendo alle classiche 5 domande. Nel frattempo la sua carriera è gradualmente avanzata, noi siamo rimasti in ottimi rapporti ed è arrivato il momento di incontrarla nuovamente, per scoprire qualcosa in più su di lei. In questa intervista ci ha parlato del suo nuovo ruolo da deejay e dei lavori da modella, attrice e presentatrice in cui è parallelamente impegnata. L’abbiamo anche stuzzicata sugli argomenti “vallettopoli”, gossip e Playboy e non si è certo tirata indietro… Spero dunque che apprezzerete la mia intervista a Reina Moncada.

Ciao Reina e bentornata sulle nostre pagine. Hai da poco intrapreso l’attività di dee-jay in discoteca. Com’è nata la cosa?
Sinceramente, è da quando avevo tredici anni che lavoro in discoteca, la DJ era un po’ che pensavo che mi sarebbe piaciuto farla, ma mi ha trattenuto quella timidezza fanciullesca… ma alla fine mi sono decisa e sembra andare abbastanza bene, sono già stata a suonare in Campania e Puglia, oltre che ovviamente in Veneto dove vivo. Devo ringraziare il mio DJ-Teacher Dino Tronconi, che si è preso la briga di prendermi come sua allieva.

Che genere di musica proponi quando sei in consolle?
Sul genere musicale che suono, posso dire che è un House cantata, anche se devo aggiungere, visti i miei numerosi anni passati in Templi sacri come il “Mazoom – Le Plaisir” e “L’Alter Ego”, che ogni tanto aggiungo qualche pezzo un po’ più cattivo… Ero un po’ timorosa, soprattutto per la gente in pista, invece ho visto che gradiscono, anzi mi guardano compiaciuti come se la mia scelta musicale mi desse più personalità. Posso dire che ho una conoscenza musicale abbastanza ampia, ho ventinove anni e posso affermare che son ben sedici anni che gravito nel mondo della notte, ho visto nascere e morire tendenze, personaggi e mode.

E invece che genere ti piace ascoltare?
A casa mi rilasso ascoltando musica classica, adoro i Queen. Comunque ascolto tutto, soprattutto pezzi interessanti per la mia scaletta musicale.

Ma quindi eri un habituée delle discoteche già prima di iniziare questo lavoro? Sei una party-girl?
In discoteca ci ho lavorato sempre, da quando avevo tredici anni, ero una di quelle che si chiamano “cubiste”, però man mano che prendeva piede la mia carriera diurna, questo lavoro non si sposava molto bene con quello diurno; posso dire che sono stata molto fortunata perché è arrivato il Tour per il mensile Maxim, di cui ero testimonial, e sono passata a fare l’ospite nelle serate.

Come può contattarti chi volesse ingaggiarti per una serata da dj?
Non gestisco personalmente questo genere di serate, ma ho affidato il calendario a Mimmo della MDC Agency; sono felice di collaborare con altre agenzie ed agenti, ma gradirei mi facessero la cortesia di prendere contatto esclusivamente con il mio agente, non mi interessa mi promettano un certo numero di date certe, credo nella professionalità e nella fiducia di rapporti lavorativi consolidati.

Come reagiscono gli uomini vedendoti al lavoro? C’è un po’ di pregiudizio, considerato che nel ruolo si sono affermati molti più uomini che donne?
Non so cosa facciano con le altre DJ, ma io non me la tiro, quindi faccio amicizia con tutti, scambio due chiacchiere e facciamo pure due risate, fino ad ora si sono mostrati tutti molto carini e disponibili, mantengo pure i contatti via facebook.

Una delle donne deejay più famose è Niki Bellucci, che si esibisce in topless e in questo è “copiata” da altre dj. Tu lo faresti mai?
Ho visto suonare Niki Bellucci e ti devo subito correggere: suona vestita di un top molto carino, che verso la fine del suo operato fa scivolare per rimanere con un reggiseno di strass… devo aggiungere che è brava! Io non faccio topless in consolle e non sono interessata a farlo, ho la fortuna che il lavoro diurno sta andando a gonfie vele e non vorrei deprezzare la mia immagine per una moda passeggera. Mi ispiro a DJ come Tommy Vee, Enrico Silvestrin ed Asia Argento, che hanno una forte connotazione televisiva.

Ma parliamo anche delle tue altre attività… Ad esempio, per il 2010 hai realizzato un calendario molto particolare: quale?
Il Calendario del Manovale. La mia scelta editoriale fondamentalmente verte verso una ricerca di progetti ed idee che condivido ed in cui credo. Non mi è nuovo il genere glamour e nudo artistico in quanto Playmate, anche se una delle mie ultime decisioni è quella di non spogliarmi del tutto, se non per un grande progetto in cui credo fermamente.
Questa premessa per dire che quest’anno ho prestato la mia immagine per un calendario molto auto-ironico, ispirato ad un film cult, che nell’immaginario collettivo vede Lei, il mito, Sophia Loren, protagonista di uno degli spogliarelli più famosi del mondo. Detto questo, non voglio assolutamente pormi a confronto con un’icona mondiale, ma omaggiarla. Ho accettato perché è un’azienda piena d’iniziative, creatività e voglia di fare, spero sia interpretato in chiave ironica, e possa far scaturire un sorriso in una giornata stressante!!!

Tu che sei stata playmate per Playboy Messico, cosa pensi dell’edizione italiana della rivista, rinata nel 2008?
Che domandona, non voglio essere polemica, ma salvo rare eccezioni, le Playmates italiane all’estero al massimo avrebbero potuto fare “The Girl Next Door”, sarebbero le ragazze della porta accanto. Alcune proprio perché le conosco di persona, so per certo che non arrivano nemmeno alla seconda misura di seno, per non parlare del viso non particolarmente significativo e mi duole aggiungere che dopo la pubblicazione, le loro sorti lavorative sono rimaste le stesse. Quelle che stanno lavorando in tv, sono quelle che incarnano i veri canoni della Playmate.

Ti abbiamo vista come spalla comica in tv (a Quelli che il Calcio), come presentatrice su Canale Italia ed in un piccolo ruolo al cinema (in Torno a vivere da solo). Ma per il tuo futuro punti più sulla tv, sulla musica o sul cinema?
Il 2010 è iniziato alla grande, ho firmato il contratto di un film per il cinema con un ruolo più corposo rispetto alla mia prima volta, che tra l’altro a breve girerò. C’è anche un mio ritorno in tv, ma finché non ho la certezza della messa in onda, non ne parlo, la scaramanzia in questo lavoro non è mai troppa; a questo si aggiunge che a settembre ho girato una puntata zero di una sit-com, che ad oggi è un progetto aperto. Fortunatamente, salvo rare eccezioni il weekend difficilmente si lavora in produzioni cinematografiche e televisive, ho la possibilità di fare le serate da DJ, e non tutti sanno che quando ci sono delle registrazioni, vi sono un sacco di tempi morti, che posso occupare col pc, connesso ad internet, ascoltando pezzi e studiando le nuove tendenze dance.

Edoardo Raspelli, presentatore di Melaverde, ti coinvolge spesso nei suoi lavori, incluso lo scherzo a Gianfranco Vissani. Tra di voi c’è un’amicizia che va oltre il semplice rapporto di lavoro?
Ho conosciuto Edoardo Raspelli, perché cercava delle modelle che potessero affiancarlo in alcuni calendari aziendali; nello stesso momento co-conducevo con Roberto Salvini, “Cantando Ballando”, su Canale Italia e timidamente gli chiesi se avesse avuto piacere venire ospite al programma; lui accettò di buon grado ed una volta in studio si accorse che il programma era a presa diretta (per tagliare i costi del montaggio, tutto il girato va in onda, per capirci è come se fosse una diretta), quindi suppongo abbia visto una preparazione di fondo, così ha iniziato a coinvolgermi in alcune iniziative, come la presentazione di eventi e manifestazioni. Grazie ai miei studi di recitazione, quando si è presentato lo scherzo da fare a Vissani, ho sostenuto il provino con uno degli autori del programma “Scherzi a parte”, Nicola Alvau. Forse non tutti sanno che il mio ruolo una volta girato era abbastanza importante nell’andamento dello scherzo, ma il Signor Vissani ha fatto tagliare quasi tutta la mia parte, essendosi spinto in numerose avances.
Stimo molto Edoardo e credo che si sia creata un’amicizia basata sulla professionalità, l’umiltà e la semplicità.

In questi giorni sembra stia esplodendo un “Vallettopoli bis”… Tu che idea ti sei fatta sull’argomento? C’è davvero del marcio nel mondo dello spettacolo italiano?
Ne rimango indifferente, i veri professionisti che hanno studiato e si sono preparati negli anni nel loro lavoro, sostenendo anche provini e casting, non hanno nulla di che preoccuparsi. Forse era ora di fare un po’ di pulizie, c’è un sottobosco di gente, che ha partecipato a reality e programmi affini, totalmente incapace, che continua a gravitare intorno alla tv, come merce in scadenza… penso che abbiano solo anticipato la loro naturale fine.

Ti è mai capitato che ti proponessero una paparazzata concordata?
Sì e me ne propongono ancora, con calciatori ed attori di soap, educatamente ringrazio e rifiuto. Ho fatto una scelta diversa alcuni anni fa, sicuramente più lenta e faticosa, ma ne sono convinta e continuo con la mia linea; certo, mi fa molto piacere essere pubblicata sui giornali, ma gradirei che accadesse per meriti lavorativi, o per la presenza a feste ed eventi, ma non con persone che conosco a malapena, giusto per…
In passato, mi è già capitato di essere paparazzata, in quel caso si trattava di relazioni vere. La prima volta con Antonio Zequila, l’ho frequentato quando era appena uscito dall’“
Isola dei Famosi”: sono stata molto felice e ho vissuto una favola quando mi porto al “Capri-Hollywood”, una manifestazione di cinema internazionale. La seconda volta con Antonello Zara, che ahimé è venuto a mancare; a lui ero molto legata e ne mantengo un ricordo bellissimo, era un ragazzo eccezionale.

In cosa ti senti colombiana ed in cosa invece veneta?
Mi sento prevalentemente italiana, sogno e penso in italiano, nonostante sia bilingue e la mia lingua madre sia lo spagnolo; del mio Paese natio ho la tenacia, è un popolo che ha una situazione geo-politica molto difficile ed è abituato a rialzarsi e combattere sempre, con la tenacia e la forza di non scoraggiarsi davanti alle difficoltà. Di padre sono trentina e penso che mi sia rimasta la bontà dei trentini… e perché no, l’ingenuità. Sono veneta d’adozione e mi piace tutto, l’attaccamento al lavoro, la voglia di creare nuove sinergie, il Chievo, la mia città amata Verona in cui trovo la pace e l’ispirazione, i miei amici e le mie piccole abitudini e consuetudini.

Che rapporto hai con internet? Sei su qualche social network? Ti piace leggere i commenti dei tuoi fans e rispondere?
Ottimo, sono presente in due grossi social network, facebook e myspace, che gestisco personalmente. Cerco di rispondere a tutti, ma non gradisco le persone troppo arroganti e piene di sé, un trucco per fare sicuramente bella figura nei miei confronti è l’educazione. È un po’ di tempo che sono single e non capisco perché se ne stupiscano tanto e mi riempiano di domande al riguardo. È capitato, ora sono molto concentrata sul mio lavoro, non è colpa mia se per la mia strada non ho ancora incrociato il principe azzurro, ammesso che esista.

In conclusione: fai tantissime cose, ma con quali tre parole ti piacerebbe essere descritta?
Professionale, umile, vulcanica

Le immagini di questa pagina sono dei fotografi: Stefano Girardi (foto 1 e 3), Massimiliano Uccelletti (foto 2, 5, 7 e 8 ) e Pierangelo Gabrielli (foto 4, 6 e 9). Per tutte le notizie più aggiornate su Reina, vi invitiamo a visitare il suo sito internet reinamoncada.webnode.com. E se vi è piaciuta questa intervista… lasciate pure un commento!

You may also like...

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *