Avatar 3D: “Io ti vedo” e il viaggio ha inizio…

Viaggio, non c’è altro modo per definire l’ultima “titanica” fatica di James Cameron (Titanic, Terminator). Era il lontano 1998 quando, fresco del trionfo alla notte degli Oscar (11 statuette per Titanic, alla pari di Ben Hur ed Eva contro Eva), annunciò ai giornalisti di tutto il mondo il suo prossimo progetto… Avatar. Quello che i giornalisti di allora e il pubblico non potevano immaginare era che per vedere questo progetto approdare sui grandi schermi avrebbero dovuto aspettare 11 anni (12 per noi del terzo mondo cinematografico).

Prendiamoci tutto il tempo che serve e facciamo le cose per bene”, queste le parole che James Cameron disse in una delle prime riunioni alla crew che si apprestava a creare Avatar… e loro lo hanno preso alla lettera.
All’epoca non esistevano le tecnologie per portare sullo schermo quello che il regista aveva nella testa, anche perché “il nostro” voleva qualcosa che non si fosse mai visto ma che fosse plausibile agli spettatori, ma sopratutto lo voleva in 3-D.

Parlare di 3D nel ’98 portava alla memoria piccoli “B-movie” e film da drive in anni ’50-’60. Il 3D era sfruttato sopratutto nei drive in americani per attirare il pubblico a guardare lo schermo ed evitare che “pomiciassero” e facessero troppo sesso… quanti figli più o meno voluti saranno stati concepiti nei drive in?
Ovvio che il 3D che voleva Cameron doveva essere qualcosa di completamente diverso e che avrebbe rivoluzionato il cinema di tutto il Mondo. Ma per capire il “pallino” di Cameron per la tecnologia, facciamo un po’ di storia.

James Cameron nasce in una famiglia medio borghese con padre ingegnere che gli trasmette la passione per le macchine. Questa passione la sviluppa all’università realizzando modellini artigianali sempre più complessi di astronavi; è proprio la sua passione a catturare l’attenzione di Roger Corman (ma quanti talenti ha lanciato?), che lo recluta come “modellista” per alcuni dei suoi “B-Movie”.
Proprio grazie a Roger Corman riesce ad essere scritturato come regista per un piccolo film da girare in Italia dal titolo “Piranha Paura”. Riesce a finire il film, ma la produzione naufraga (sarà stato destino?) e Cameron si ritrova a Roma senza soldi e e senza sapere come tornare a casa.

La leggenda narra che mentre si trova in un hotel romano, una notte fa uno strano sogno, in cui vede uno scheletro metallico avvolto dalle fiamme. Svegliatosi di colpo, scrive di getto una sceneggiatura. Riesce a tornare negli U.S.A. e grazie agli amici e forte di questo soggetto, mette insieme un budget di 20 milioni di dollari. Recluta un giovane ex-culturista divenuto attore, reduce dal successo di un piccolo film intitolato “Conan il barbaro”: Arnold Schwarzenegger. Nasce così il suo primo capolavoro “Terminator”. Film epocale che cambia i connotati della fantascienza e permette a Cameron di essere notato dai produttori, che gli affidano il difficile compito di realizzare il sequel di un film di fantascienza molto amato dal pubblico, “Alien”. Una richiesta che avrebbe scoraggiato molti suoi colleghi ma non lui al quale, se non si fosse ancora capito, piacciono le sfide impossibili. “Aliens – Scontro Finale” è il suo secondo capolavoro, che ribalta completamente il primo film della serie e permette a James Cameron di avere il “final cut” sui prossimi progetti. Il resto, come si suol dire, è storia. Il successo di Alien permette di realizzare “Terminator 2 – Il giorno del giudizio”, “The Abyss” e “True Lies”, sempre con l’amico Schwarzenegger.

Poi la sua prima sfida impossibile: Titanic. Un film che sembra destinato ad affondare a causa dei costi enormi (tanto che le due case di produzione rischiano di finire in bancarotta) e dei ritardi nella realizzazione. Il risultato lo conoscete tutti: Titanic è il film che ha incassato di più nella storia del cinema (quasi 2 miliardi di dollari, senza contare dvd e merchandising vario), creando una vera e propria mania collettiva che ha coinvolto tutto il mondo. Alla notte degli Oscar è protagonista assoluto, portandosi a casa 11 statuette e facendo meritare a James Cameron il titolo di “Re del Mondo”. Poi più nulla (solo qualche documetario) fino ad oggi.
Come per “Titanic” non c’erano le tecnologie adatte e lui se le è inventate, ha creato cineprese di ultima generazione ed effetti speciali mai visti, per la cui realizzazione si è affidato alla Weta di Peter Jackson. Ma ora veniamo al film vero e proprio.

La trama è abbastanza semplice e se vogliamo già portata sullo schermo più volte.
Le corporazioni terrestri invadono la pacifica luna di “Pandora” per estrarre un materiale molto prezioso per l’economia del nostro Mondo… no, non si tratta di petrolio. Per farlo, ingaggiano mercenari pronti a tutto, in quanto su questo nuovo mondo ci sono degli indigeni (apparentemente) poco evoluti chimati Na’Vi. Quindi se non se ne vanno con le buone, usiamo le cattive.
In sintesi, è la lotta di un popolo per affermare il proprio diritto di esistere contro chi questo diritto lo vuole negare. Questi sottotesti hanno causato qualche problema al film, come in Cina, dove dopo una sola settimana di programmazione (con annessi record di incassi), il governo ha tolto il film dalle sale, sostituendolo con la biografia di Confucio (sic!).

Protagonista della vicenda è il marine Jake Sully (verbo che in inglese significa sporcare, insudiciare), costretto su una sedia a rotelle, che accetta suo malgrado di entrare nel programma Avatar al posto del fratello morto, solo perché il suo codice genetico è simile a quello del fratello e questo lo rende adatto a guidare il costosissimo “essere”. I nuovi compagni non lo vedono di buon occhio e la dottoressa Grace Augustine (Sigourney Weaver) responsabile del progetto lo aposftrofa come “stupido”.
Ma le cose cambiano appena entra nel suo Avatar. Solo chi è stato privato di qualcosa a livello fisico (le gambe) può apprezzare a pieno le capacità del proprio alter ego virtuale. Se gli altri fanno fatica ad alzarsi dal lettino dopo il “collegamento”, lui inizia a correre e saltare, attirando l’attenzione del colonnello Quaritch (Stephen Lang) che ne intravede le possibilità belliche. Dopo una missione di perlustrazione, Jake si perde nella giungla di “Pandora” e viene salvato da Neytiri (Zoe Saldana) che non lo uccide poiché vede un “segno”. Lei lo porterà dalla sua gente e gli insegnerà le proprie usanze.

Proprio per questo il colonnello Quaritch gli offre un’operazione per riavere le gambe in cambio dei suoi servigi come spia e Jake accetta senza pensarci un attimo. Ma tutto sarà stravolto quando Jake imparerà a conoscere i Na’Vi e quando si innamorerà di Neytiri. Questa è la trama essenziale… ma non preoccupatevi perché a questo punto mancano ancora 2 ore alla fine del film.

Il film si può dividere in tre parti. La prima (ora) dedicata all’esplorazione di “Pandora”, la seconda (ora) è dedicata al complotto, la terza… ai botti finali.
Se dal punto di vista della trama dunque il film è un po’ risaputo, è dal punto di vista tecnico che Cameron dà il meglio di sé. L’esplorazione di “Pandora” è un viaggio unico. Si viene immersi (letteralmente) in questo mondo di colori (blu, viola e luminescente) che lascia senza fiato.
Un mondo immaginario con una fauna e una flora tutta sua che fa impallidire i mondi creati dalla seconda trilogia di “Guerre Stellari”. I tecnici degli effetti speciali infatti hanno dichiarato che avevano l’ordine di realizzare qualcosa di mai visto che però fosse plausibile e che desse allo spettatore un’impressione di essere familiare e non ostile. Missione compiuta in pieno.

Come ogni viaggio, la sensazione iniziale è di stordimento. Siamo in un nuovo modo di concepire la visione di un film e i nostri occhi devono abituarsi a… vedere. Sì, perché oggi siamo in sala a vedere, non a guardare un film! Infatti la frase simbolo dell’opera è “Io ti vedo”, che viene ripetuta più volte dai personaggi principali e solo quando Jake inizierà a “vedere” deciderà cosa fare del proprio destino.
Non a caso l’apertura e la chiusura del film sono affidate a due occhi che si aprono e per la prima volta “vedono”. Come Jake quando entra nel suo Avatar, i nostri occhi si devono abituare a vedere di nuovo, per questo Cameron ci fa abituare poco a poco prima di catapultarci nella giungla di Pandora. E come dice il pilota Trudy Chacon (Michelle Rodriguez): “dovreste vedere le vostre facce“.

La realizzazione dei Na’Vi è stupefacente. Se non avessimo visto foto e backstage del film, chiederemmo a James Cameron di portarci sul pianeta su cui ha trovato questi “attori”. Le scene di battaglia sono spettacolari come si conviene e da regista ci regala due sequenze da ricordare bene.
La distruzione di “Alberocasa” è una chiara rievocazione delle Twin Towers e lo sguardo di chi scappa è lo stesso che abbiamo imparato a conoscere sui volti delle persone che quel drammatico 11 Settembre c’erano. Quando Jake si risveglia a terra coperto di cenere e inizia a camminare su quello che resta delle macerie, un brivido ci corre lungo la schiena, anche perché (grazie al 3D) anche noi camminiamo nella cenere.
La seconda sequenza è la battaglia finale, combattuta ad armi impari, che provoca un grande senso di coinvolgimento emotivo, sopratutto quando “Pandora” interviene…

Il resto del film è un prodigio tecnologico con un 3D per la prima volta funzionale al racconto e mai così nitido. Se nei vari film più o meno recenti il 3D era usato per lo più per lanciare roba addosso allo spettatore, qui è usato per dare profondità di campo alla immagini.
Vedere le sequenze in cui Jake registra i suoi messaggi per capire di cosa parliamo… Dopo la mia visione in 3D del film ho avuto modo di vederne circa un’ora in versione normale e vi posso assicurare che sono due film diversi.

Questo è un film che bisogna vedere su grande schermo e rigorosamente in stereoscopia, senza se e senza ma! Perché un viaggio merita di essere vissuto come si deve e Avatar merita di essere visto nel modo in cui è stato concepito.
Anche perché la versione dvd e blu-ray probabilmente sarà realizzata (per ora…) solo in formato normale e non 3D, in quanto James Cameron ha dichiarato che fino a quando i sistemi domestici non saranno in grado di offrire la stereoscopia in modo valido, il pubblico non merita di vedere Avatar in formato inferiore a quello visto in sala.
A questo proposito Sony ha già lanciato una versione di tv lcd che sopporta la stereoscopia…

Se proprio vogliamo trovare qualche difetto al film, sta nella trama non proprio nuovissima e nel fatto che alcuni personaggi secondari avrebbero meritato più spazio (i ruoli di Giovanni Ribisi e Michelle Rodriguez meritavano di più). Per il resto direi che un bel 5 su 5 può andare bene!
Per quanto riguarda il cast, c’è poco da dire. Sono tutti in parte, con menzione speciale per Sigourney Weaver, che dopo aver combattuto alieni (Alien), fantasmi (Ghostbusters… a proposito, ha dichiarato che il terzo capitolo si farà) e spiriti (The Village), si guadagna il diritto di chiedere una “maledetta sigaretta” e di fumare sullo schermo!!!
Molto in parte è Stephen Lang (Colonello Quaritch), che è direttore dell’ Actor’s Studio di New York, e dà vita ad uno dei villain migliori degli utlimi anni (insieme al Christoph Waltz di “Bastardi senza gloria”).
Anche per i ruoli principali c’è poco da dire, in quanto sia Sam Worthington (Jake Sully) che Zoe Saldana (Neytiri) per gran parte del film sono in versione Na’Vi e quindi “realizzati” al computer. È vero che la motin capture è realizzata su di loro e hanno dovuto allenarsi per mesi ad andare a cavallo e tirare con l’arco, ma poi l’elaborazione è fatta al computer e quindi difficile da giudicare. In questo ricorda un po’ il Gollum del “Signore Degli Anelli”, bellissimo ma difficile da giudicare a livello di recitazione. A fine visione si ha un senso di soddisfazione genarale, anche se è difficile tornare alla realtà…

Tutta l’operazione fa capire che c’è ancora qualcuno capace di utilizzare 250 milioni di Dollari (300 con la campagna pubblicitaria) in modo sensato e senza darci in cambio giocattoloni di spessore intellettuale pari a zero… vedi “Transformers 2” e “G. I. Joe“. Ultima considerazione da fare riguarda gli incassi.
È notizia di oggi (27/01/10) che Avatar dopo soli 39 giorni nelle sale è arrivato a 1,858 miliardi di dollari nel Mondo, balzando al primo posto della classifica degli incassi di tutti i tempi e relegando “Titanic” (fermo a 1,843 miliardi di dollari) al secondo posto.
I detrattori fanno notare che rispetto a “Titanic” bisognerebbe tenere conto dell’ inflazione e del fatto che i biglietti per le proiezioni 3D costano di più (ergo meno spettatori, ma più incasso). Tuttavia stiamo parlando di un regista che tra poco avrà due film ai primi due posti della classifica degli incassi di tutti i tempi. Comunque la si voglia vedere qui si sta facendo la storia del cinema e ne facciamo parte anche noi.

Intanto ai recenti “Golden Globe” Cameron ha vinto come miglior regista e miglior film drammatico. Se è vero che i “globi d’oro” sono l’anticamera degli “Oscar“, prepariamoci a vederne delle belle…
Se poi non potete più fare a meno di Avatar è già state aspettando il dvd/blu-ray, sarete contenti di sapere che James Cameron ha annunciato che Avatar avrà un seguito… anzi due. L’intera opera è stata pensata come una trilogia!!! E come dice Peter Jackson: “perché mettere tutto in un solo film, quando posso farne tre?
La cosa ci lascia ben sperare anche perché quando James Cameron ha fatto dei sequel ha sempre realizzato film superiori all’originale. Speriamo solo di non dover aspettare altri 11 anni per vederli, perché il cinema ha bisogno oggi più che mai di James Cameron!

Potete visitare il sito ufficiale del film qui.
Tutte le foto del film sono tratte dal sito ufficiale ed appartengono ai rispettivi proprietari. La foto di Zoe Saldana è tratta da internet
Per gli incassi fonte: zapster.it

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1 Response

  1. Lukebel says:

    Piccolo aggiornamento.
    Il film è stato candidato a 9 premi Oscar tra cui Miglior Film e Miglior Regia.
    In Italia al momento sta per sfiorare i 40 milioni di euro e il traguardo è quello di arrivare a 60.
    Vedremo se ce la farà…in attesa degli Oscar….
    Stay Tuned;)

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