Bastardi Senza Gloria: un film di… Fantascienza!

locPremetto subito che quello del titolo non è un refuso o un qualcosa buttato lì a caso. È esattamente quello che si pensa dopo aver visto il film. Certo, per spiegare bene bisognerebbe svelarne il finale e ovviamente non lo faremo… almeno non subito. Per rispetto di chi non ha ancora visto il film, quando parlerò del finale ne sarete avvisati e potrete decidere se continuare a leggere oppure no.
È probabile che molti sappiano già come va a finire, perché (purtroppo) alcuni giornali lo hanno svelato senza nemmeno avvertire il lettore. Io personalmente non ho letto il finale, ma l’ho intuito dalle dichiarazioni di Quentin Tarantino.

Ma cominciamo dall’inizio…
Mi reco al cinema il sabato pomeriggio e prima di entrare in sala, il poster del film mi dà il benvenuto come si deve: “Benvenuti alla delirante storia di una vendetta senza gloria!”, recita il sottotitolo. Già dalla locandina capisco che ci saranno delle belle sorprese…
Le luci si spengono e parte la mia avventura.

criCapitolo 1 – C’era una volta nella Francia occupata dai nazisti…
Incipit straordinario, in salsa western nella campagna francese.
Una tranquilla famiglia sta svolgendo le proprie attività quando una macchina delle SS si ferma davanti alla soglia di casa loro. Qui viene presentato il primo personaggio straordinario del film, il colonnello Hans Landa (Christoph Waltz, premiato a Cannes 2009 come miglior attore protagonista) ed arriva anche la prima sorpresa che rende bene l’idea di come sarà il film.

Qualsiasi regista avrebbe tremato all’idea di iniziare un film di guerra con una scena di dialogo che dura più di venti minuti!!! Ma il nostro no, ne fa una forza, con una tensione che lentamente si insinua nello spettatore fino a quando il colonnello Landa non tira fuori la sua… pipa. Una pipa enorme che sembra essere uscita da un film di Mel Brooks. Gli spettatori ridono e poi in un baleno si scatena la violenza, improvvisa e che lascia senza fiato. Una ragazza, il suo nome è Shosanna, riesce a fuggire…

Il film è diviso in 5 capitoli (tranquilli, non ve li racconterò tutti, ma vi darò solo qualche commento essenziale).
Del primo si è detto, nel secondo vengono presentati i bastardi (una mezza “sporca dozzina” di aldrichiana memoria), nel terzo Hitler chiede la testa dei bastardi (capitolo aperto da un grottesco “Nein… Nein… Nein!” del Fuhrer), il quarto è l’operazione Kino (cinema in tedesco) e il quinto è “La vendetta della faccia gigante”, di cui parleremo.
Il talento di Tarantino è quello di non citare i suoi titoli preferiti, ma di rifarne delle sequenze intere e di inserirle nei suoi film. Sarebbe impossibile citare tutti i film che convergono in “Bastardi Senza Gloria”, perché è questo il genio di Quentin. Il genio che in un film di guerra inserisce la pipa gigante di cui sopra, un elemento che mai si vedrebbe in un film con John Wayne o Sylvester Stallone. Da qui capiamo che non sarà un film di guerra! Non c’è da stupirsi, visto che Tarantino è quello che ha fatto un film su una rapina (Le Iene) senza far vedere una sola immagine della rapina! Le storie del film sono tre. Quella dei bastardi, quella dell’agente inglese e quella di Shosanna. Le tre storie si riuniranno nel finale, perché hanno tutti una cosa in comune: vogliono uccidere più nazisti possibile, magari fare il colpo grosso, e naturalmente tutti si ritroveranno nello stesso luogo alla stessa ora.

braIl film procede tra lunghi dialoghi, dilatati e folli, che spesso si svolgono tra soli due personaggi e lunghe scene sottotitolate (nel film si parlano tre lingue diverse).
L’azione è ridotta al minimo (come in “A Prova di Morte”), per lo più concentrata in flashback (le azioni dei bastardi) e che esplode in tre sequenza chiave. Quella iniziale di cui ho parlato, la lunga scena nella taverna (guardatela con attenzione, perché la copieranno in mille e probabilmente la insegneranno nelle scuole) e il finale nel cinema.

Il cast è superlativo e perfettamente in parte.
Brad Pitt (forse nella sua prova migliore) guida i suoi bastardi con grinta e ironia, coadiuvato da Eli Roth (che ha messo su 15kg di muscoli per la parte dell’”orso ebreo”). La rivelazione maschile è però Christoph Waltz, il suo colonnello Landa non si dimentica. La compagine femminile, come sempre nel cinema di Tarantino, è fondamentale. Diane Kruger è una splendida spia, a lei tocca la scena di feticismo del piede di Tarantino (che non si dimentica). La sua prova è superata solo da quella di Melanie Laurent (Shosanna) che si mangia la scena e come lei stessa ha dichiarato: “Dopo questo film sarà dura tornare ai miei film indipendenti”. Il suo casting è stato alquanto duro e curioso. Ha dovuto sottoporsi a quattro provini. Nel primo lei doveva stare zitta mentre Tarantino leggeva le sue battute, nel secondo Tarantino le ha fatto leggere qualche battuta. Il terzo si è svolto al telefono, con Quentin che esponeva le sue perplessità. Il quarto è stata una cena a lume di candela col regista, alla fine della quale lei gli ha detto (nel suo inglese con accento francese): “Se non mi prendi, sei proprio uno stronzo!”. Detto fatto… il giorno dopo era sul set!
Da segnalare i camei. Quello di Mike Meyers (Austin Powers) quasi irriconoscibile, Rod Taylor nella parte di Churchill e il nostro Enzo G. Castellari (regista dell’ “Inglorious Bastard” originale).

shodiaDetto questo, bisogna porre l’attenzione sul registro grottesco che Tarantino ha voluto dare al suo film nel ritrarre i nazisti, soprattutto le alte cariche.
Hitler e in particolar modo Goebbels (responsabile della propaganda nazista) vengono ritratti come inetti e stupidi. Mentre nella realtà soprattutto Goebbels è stato uomo dall’intelligenza acuta e sopraffina.
Ma questo non è lo stesso campo da gioco della Storia (quella con la “S” maiuscola), non è lo stesso campionato e non è neanche lo stesso sport. Questo è il cinema di Tarantino all’ennesima potenza, questa è la vendetta che gli Ebrei non hanno mai avuto dalla Storia, una vendetta che il cinema può dare!

Questo per dire che non è un film per tutti. A fine visione i commenti in sala non erano molto positivi. È un film di Quentin Tarantino, o lo si ama o lo si odia, senza mezze misure. Di sicuro è il suo film che ha incassato di più e che ha messo d’accordo critica e pubblico (soprattutto negli U.S.A., dove di solito Quentin non è molto amato). Tarantino come al solito si prende gioco dei critici nella battuta finale del film. Brad Pitt guarda in camera (quindi si rivolge direttamente allo spettatore) e dice: “Sai, penso che questo sia il mio capolavoro…”

A me è piaciuto e lo consiglio a tutti, per vedere cosa il cinema può fare e cosa il cinema può ancora essere. So che non piacerà a tutti, ma vale la pena di vederlo.

È difficile che ci saranno dei sequel (chi lo ha visto sa perché), mentre è sicuro che ci saranno dei prequel. Lo ha annunciato lo stesso Quentin Tarantino e lo ha ribadito Eli Roth. In fondo ci sono molte cose da approfondire. Il film inizia nel 1941 e poi c’è un salto temporale al 1944. Quindi cosa è successo in quei 3 anni? Come ha fatto Shosanna ad arrivare a Parigi, come sono arrivati i “Bastardi” in Francia e sopratutto come sì è fatto la cicatrice sulla gola il personaggio di Brad Pitt? Tante domande che necessitano di una risposta.

Adesso è ora di spiegarvi perché è un film di fantascienza! Chi non vuole conoscerne il motivo o vuole tenere la sorpresa non selezioni le righe seguenti col mouse! Andate e vedere il film e poi tornate a leggere.

Ci sono registi che sono capaci con disinvoltura di cambiare i connotati del cinema. Tarantino è uno di questi: lui non fa film, fa il cinema che vuole. Prendete l’inizio. Una scena di dialogo che dura venti minuti, in cui dopo un siparietto semi comico esplode la violenza. Una scena che non si dimentica. È un film che dura 2 ore e 40, fatto di primi piani, di lunghi dialoghi, di improvvise esplosioni di violenza e in cui l’azione è racchiusa soprattutto nel finale. Eppure si esce dalla sala con l’impressione che se ne sarebbe vista senza problemi ancora un’oretta (e forse la vedremo nel dvd). Ma la più grande trasgressione, la sua più grande sfida, la sorpresa più incredibile è nel finale. Come spettatori, vediamo Hitler in quel cinema, circondato dal fuoco e dai bastardi e pensiamo: “Cosa si inventerà Tarantino per far uscire Hitler da lì? Quale escamotage narrativo userà?”. In fondo la Storia ci dice che Hitler morirà in un bunker, non in un cinema. La risposta è tanto semplice quanto incredibile. Tarantino non fa nulla!! Hitler muore in un cinema, costretto a guardare il primo piano gigante della sua carnefice ebrea (Shosanna) su uno schermo in fiamme. Un’immagine potente, indimenticabile. Questo trasforma “Inglourius Basterds” in un film di fantascienza. Tarantino mette in trappola anche noi in quel cinema. Pensavamo di sapere tutto, che il cinema ci avesse mostrato tutto. Ma per fortuna c’è ancora chi sa inventare e il cinema ancora non sa tutto di sé stesso. Perché se c’è qualcuno che ancora oggi nega che l’olocausto sia esistito, bè, questa è la risposta. Hitler è morto in un cinema. Con questa morte gli Ebrei hanno avuto la loro vendetta (ricordate? ”Benvenuti alla delirante storia di una vendetta senza gloria”), il sogno degli Alleati (decimare in un colpo solo l’alta gerarchia nazista) avverato. Tarantino mette a disposizione di tutti il sogno di giustizia più desiderato del secolo. Film di guerra non se ne fanno quasi più, ma si fanno molti film di fantascienza. Benvenuti nel mondo di Quentin Tarantino, benvenuti nel mondo del Cinema!

Per approfondimenti e curiosità sul film potete visitare la pagina dedicata di Wikipedia e il sito ufficiale.
Per il mio articolo ho preso spunto dagli articoli di Mario Sesti e Mauro Gervasini apparsi sui numeri 38 e 39 di Film Tv. Le dichiarazioni sono state prese da Ciak di Ottobre 2009.
Tutte le foto sono state prese in rete. La foto di Melanie Laurent è tratta da www.beatiloro.com.
Se avete visto il film e volete farmi sapere il vostro parere, lo spazio qui sotto è aperto apposta…

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5 Responses

  1. 4011 says:

    Niente da dire, ottima recensione (in quanti avranno capito il riferimento a Pulp Fiction?)

    Sulla vendetta di Tarantino c’è molto da dire e qualcosa dissi anche io nel mio articolo.

    Non capisco come Tarantino possa non piacere in realtà.
    Le uniche critiche che ho ascoltato sono che c’è stata poca azione.
    E forse hanno ragione, credo abbiano tagliato molte scene di azione (nel trailer di quest’estate si vedono alcune scene che non ci sono nel film) ma un dialogo alla Tarantino vale molto di più credo..

    Ciao

  2. lukebel says:

    Oltre a Pulp Fiction, chissà quanti avranno notato i riferimenti a Mody Dick, il buono il brutto e il cattivo, Edwige Fenech ecc….
    Fare l’elenco delle citazioni è quasi impossibile^_^
    Per l’azione è vero ce n’è poca…ma questo non è un film di guerra;)
    E poi sono d’accordo con te…un dialogo di Tarantino vale più di un’intero film di Michael Bay (e a me Bay piace)….
    Per questo ho adorato “A prova di morte” così come i suoi “Bastardi”…in attesa del prequel;)

  3. braxio says:

    Capolavoro, secondo me, mi meraviglio che Quentin non si sia ancora messo a fare il romanziere, dato che scrive in modo strepitoso. Questo è, con Le Iene e Pulp Fiction, il suo film più bello.

  4. Emanuele says:

    Concordo in pieno in tutto! 
    Mi hai fatto notare come sia Tarantino a chiudere il film con uno dei suoi messaggi subliminali…
    Però faccio notare io a te che le lingue parlate sono quattro, visto che il film in lingua originale è inglese, poi i dialoghi in francese e tedesco e le poche scene in italiano 🙂

  1. 2009/10/23

    […] Leggi l’articolo originale: Bastardi Senza Gloria: un film di… Fantascienza! […]

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