Judo: la nazionale (femminile) del futuro!

Salve a tutti ed eccoci ad un nuovo appuntamento con il JUDO!! Nel precedente articolo, avevo chiesto ai lettori se erano d’accordo a che realizzassi interviste agli atleti che praticano questo bellissimo sport e ho avuto molto risposte favorevoli… per questo eccomi di nuovo qui! Ho intervistato in esclusiva gli atleti del nuovo corso della Nazionale, maschile e femminile, reduci dall’ottima prestazione ai Giochi del Mediterraneo svoltisi a Pescara e in preparazione per i Mondiali che si svolgeranno a ROTTERDAM, dal 26 al 30 agosto. Questa è una nazionale giovane, ma ricca di talento e gli ottimi risultati dei Giochi del Mediterraneo ne sono la conferma.
In attesa di altri importanti risultati, lasciamo la parola ai nostri atleti, ma prima voglio rubare un minuto per rinnovare a loro il mio ringraziamento per la disponibilità a concedere queste interviste, ringraziamento che ho avuto la fortuna di fare personalmente quando sono stato al Centro Olimpico di Ostia ed ho potuto assistere ai loro allenamenti e vedere con i miei occhi l’impegno, la passione, la dedizione che giornalmente mettono sul tatami!!
Invitandovi a lasciare in fondo alla pagina un piccolo commento, vi preannuncio che tra qualche giorno verranno pubblicate le interviste fatte alla Nazionale maschile. Buona lettura a tutti!!

ROSALBA FORCINITI (categoria -52 kg)

Come hai deciso di iniziare a praticare il Judo? Avresti mai immaginato di arrivare un giorno in nazionale?
Ho iniziato a far judo da piccola, solo per giocare, ma non avrei mai pensato che un giorno mi sarei trovata a questi livelli!! Pensare che mamma non voleva, perché già ero un’irrequieta, violenta, un maschiaccio!! Infatti facevo ginnastica artistica, ma poi con una serie di pianti sono riuscita a conquistare il SI’ di papà, che mi ha subito iscritta!!

Il Judo richiede “passione e sacrificio“. Fino ad oggi per raggiungere questo livello hai dovuto rinunciare a qualcosa, anche nella tua vita privata? Come si svolge una tua giornata tipo di allenamento?
Praticamente sì. Per fare uno sport a livello agonistico, rinunci in qualche modo alla vita privata. Non del tutto, ma quasi. Ti privi di un sacco di cose, e sicuramente non conduci la vita che conduce una persona normale!!!

Si sono appena conclusi i “Giochi del Mediterraneo“. Dai nomi in gara un torneo di alto livello. Tu hai conquistato l’argento. Cosa puoi dirci di queste tue gare? Sei soddisfatta del risultato?
Sono soddisfatta?? NI!!! Perché ho perso l’incontro più facile, la finale con la tunisina Hajer Barhoumi, ma qualcosa non è andata… Forse ho combattuto a troppa distanza di tempo tra la semifinale e la finale. Un risultato prestigioso, che sicuramente mi porta ad essere più sicura di me stessa!!

Siete una nazionale molto giovane e da quello che ho visto in tv (tutti uniti a bordo tatami ad incitare il/la compagno/a in quel momento in gara) e dalle foto sui vostri facebook anche molto affiatati. È anche questo un punto di forza per ognuno di voi?
Il gruppo è importante, soprattutto quando ti ritrovi in un contesto così, l’unione fa la forza… è così che si dice, no?

Al di fuori della nazionale ognuno di voi si allena nei vari gruppi sportivi. Se non ci fossero loro, pensi che il judo, come altri sport definiti minori, sarebbe a questi livelli?
Il judo è uno sport minore, purtroppo. Poco considerato, e diciamo che i gruppi sportivi (io faccio parte del Gruppo Sportivo Carabinieri) sono un supporto in più, soprattutto a livello economico, anche perché noi non siamo pagatissimi, come i calciatori!!

Hai un/una judoka a cui ti ispiri? Cosa ti piace di lui/lei?
Il mio idolo è Ayumi Tanimoto, 63 kg, giapponese. Fa veramente bene judo e i suoi titoli lo confermano.

I Giochi del Mediterraneo si sono svolti in Abruzzo, regione tristemente segnata dal terremoto. Che significato ha avuto per te gareggiare in questa terra?
Ad essere sincera non ci ho pensato tanto, perché ero presa dalla gara, da pensieri che mi tenevano lontana da questo… Ma dopo la gara, quando mi sono rilassata un attimo con la testa, ho iniziato a pensarci. Che dire, sono dispiaciutissima per quello che è accaduto a questa povera gente, spero che noi con le nostre medaglie in terra loro siamo riusciti a strappargli un sorriso in più e fargli compagnia.

In conclusione, qual è il traguardo sportivo che un giorno ti piacerebbe raggiungere?
Il traguardo, che poi sarà il punto di arrivo per la mia carriera, sono le Olimpiadi di Londra 2012. Spero di riuscirci, ci metterò tutta me stessa per me, per mio padre e per il resto della mia famiglia.

ALESSIA REGIS (categoria -57 kg)

Come hai deciso di iniziare a praticare il Judo? Avresti mai immaginato di arrivare un giorno in nazionale?
Ho iniziato un po’ per caso insieme a mio fratello; avevo 9 anni e mi sono subito innamorata di questo sport. Ero piccola e non pensavo alla Nazionale, andavo in palestra perché mi piaceva e mi divertivo.

Il Judo richiede “passione e sacrificio“. Fino ad oggi per raggiungere questo livello hai dovuto rinunciare a qualcosa, anche nella tua vita privata? Come si svolge una tua giornata tipo di allenamento?
Sicuramente il sacrificio che richiede questo sport è grande e spesso ho dovuto rinunciare ad uscire con gli amici, andare a ballare, al cinema, perché tornavo da scuola, studiavo, mi allenavo e a volte ero talmente stanca che andavo direttamente a dormire. Tutto ciò però non mi è mai pesato molto, perché mi piace questo sport e lo faccio con passione e dedizione totale.
Giornata tipo di allenamento: la mattina (ore 10) o judo o preparazione; il pomeriggio (ore 17) ciò che non ho fatto al mattino.

Si sono appena conclusi i “Giochi del Mediterraneo“. Dai nomi in gara un torneo di alto livello. Purtroppo niente medaglia, ma sicuramente un’ottima scuola per il futuro. Cosa non è andato bene?
Forse la troppa tensione non mi ha permesso di esprimermi al meglio e sicuramente la poca esperienza in campo internazionale senior non mi ha aiutato.

Siete una nazionale molto giovane e da quello che ho visto in tv (tutti uniti a bordo tatami ad incitare il/la compagno/a in quel momento in gara) e dalle foto sui vostri facebook anche molto affiatati. È anche questo un punto di forza per ognuno di voi?
Sì, certo! Siamo molto uniti e andiamo d’accordo, ci aiutiamo e sosteniamo a vicenda e questo è sicuramente un punto di forza per la squadra.

Al di fuori della nazionale ognuno di voi si allena nei vari gruppi sportivi. Se non ci fossero loro, pensi che il judo, come altri sport definiti minori, sarebbe a questi livelli?
Purtroppo no, se non ci fossero i gruppi a sostenerci sarebbe davvero difficile proseguire il percorso agonistico.

Hai un/una judoka a cui ti ispiri? Cosa ti piace di lui/lei?
Sono molti i judoka che ammiro, tra questi Ylenia Scapin che è riuscita a stare ai vertici del judo italiano ed internazionale per tantissimi anni ed è una fuoriclasse.

I Giochi del Mediterraneo si sono svolti in Abruzzo, regione tristemente segnata dal terremoto. Che significato ha avuto per te gareggiare in questa terra?
È stato molto emozionante… spero che con i Giochi siamo riusciti a portare a questa terra un po’ di serenità e una piccola evasione dai tristi eventi che l’hanno colpita.

In conclusione, qual è il traguardo sportivo che un giorno ti piacerebbe raggiungere?
Si sa, ma non si dice… sono un po’ scaramantica!!!

ERICA BARBIERI (categoria -70 kg)

Come hai deciso di iniziare a praticare il Judo? Avresti mai immaginato di arrivare un giorno in nazionale?
Ho iniziato per caso: facevo pallavolo, ma poi dovendo aspettare mia mamma che finisse il corso di ginnastica e siccome in contemporanea c’era il corso di judo, ho iniziato a farlo per ingannare l’attesa… mi divertivo molto e sicuramente era la mia unica preoccupazione quella di divertirmi… non avrei sicuramente pensato di finire in Nazionale!

Il Judo richiede “passione e sacrificio“. Fino ad oggi per raggiungere questo livello hai dovuto rinunciare a qualcosa, anche nella tua vita privata? Come si svolge una tua giornata tipo di allenamento?
Il judo richiede passione, devi amarlo, se no non riesci a sopportare i sacrifici che chiede. I sacrifici sul tatami, lo studio, le botte, le sconfitte, gli infortuni… ed essere “costretti” a lasciare la propria casa e la propria famiglia per poter migliorare e raggiungere gli obiettivi che ti sei prefissata!
Di solito una giornata tipo prevede due allenamenti: uno di mattina e uno di pomeriggio! Una volta judo e l’altra preparazione fisica, coi pesi o a corpo libero.

Si sono appena conclusi i “Giochi del Mediterraneo“. Dai nomi in gara un torneo di alto livello. Tu hai conquistato il bronzo. Cosa puoi dirci di queste tue gare? Sei soddisfatta del risultato?
Il bronzo ai Giochi del Mediterraneo è stato una grande gioia: venivo da un periodo non bello in termini di forma fisica e risultati, e questa medaglia dà fiducia e carica per i prossimi importanti impegni, ma anche nuovi spunti di studio, nuovi e vecchi errori da correggere… e un po’ di delusione per l’incontro perso: volevo andare in finale!

Siete una nazionale molto giovane e da quello che ho visto in tv (tutti uniti a bordo tatami ad incitare il/la compagno/a in quel momento in gara) e dalle foto sui vostri facebook anche molto affiatati. È anche questo un punto di forza per ognuno di voi?
Beh sì, la nazionale è abbastanza giovane… ma io sono la più vecchia del gruppo!! Anche se a volte è difficile andare d’accordo con tutti, alla fine la squadra è squadra ed è bello che i compagni ti sostengano quando gareggi: ti dà una carica in più! Sento molto la dimensione gruppo quando siamo in gara!

Al di fuori della nazionale ognuno di voi si allena nei vari gruppi sportivi. Se non ci fossero loro pensi che il judo, come altri sport definiti minori, sarebbe a questi livelli?
Sì, per fortuna abbiamo le nostre società che ci sostengono e ci consentono di allenarci al meglio! Senza i gruppi sportivi militari sarebbe impossibile vivere col Judo come unica fonte di sostentamento!

Hai un judoka a cui ti ispiri? Cosa ti piace di lui?
Nessuno in particolare! Devo dire che sono un po’ ignorante in materia, anche se conosco ed ammiro i grandi judoka!

I Giochi del Mediterraneo si sono svolti in Abruzzo, regione tristemente segnata dal terremoto. Che significato ha avuto per te gareggiare in questa terra?
Nonostante la grande sciagura che è stato il terremoto di Aprile, penso sia stato importante per gli abruzzesi mantenere fede all’impegno preso e poter svolgere proprio a Pescara questi Giochi del Mediterraneo! Un segno di rinascita, di voglia di andare avanti e riprendere la vita di prima, anche se per molte, troppe famiglie non sarà mai più la stessa!

Qual è il traguardo sportivo che un giorno ti piacerebbe raggiungere?
Penso che il mio sogno sia un po’ il sogno di tutti quanti… vincere le Olimpiadi! Mi accontento di poco!!!

ASSUNTA GALEONE (categoria -78 kg)

Come hai deciso di iniziare a praticare il Judo? Avresti mai immaginato di arrivare un giorno in nazionale?
Il judo è arrivato per puro caso… ti racconto come è successo. Un giorno i miei genitori volevano iscriversi a fare attrezzi e mia sorella a danza. Io facevo pallavolo a scuola ed ero impegnata con quello. Il dirigente della palestra ci portò dove facevano judo (mai sentito nemmeno nominare). Mia mamma mi chiese se volevo provare e da lì… poi mi sono appassionata sempre più ed è diventata una dipendenza e quindi ho continuato. Alla nazionale neanche ci pensavo, solo crescendo poi con i primi risultati e convocazioni ho realizzato cosa fosse e comunque quando inizi a crescere non ti importa tanto della nazionale, quanto di vincere ogni gara. È una sfida con te stessa più che con gli altri

Il Judo richiede “passione e sacrificio“. Fino ad oggi per raggiungere questo livello hai dovuto rinunciare a qualcosa, anche nella tua vita privata? Come si svolge una tua giornata tipo di allenamento?
Tanto sacrificio… ho rinunciato (ma senza mai sentirlo come un peso e sottolineo questo) alle uscite del pomeriggio con gli amici, i fine settimana alle feste, perché magari avevo qualche gara, la vita sentimentale è sempre penalizzata perché ho sempre dato la precedenza al judo! La mia giornata tipo è: sveglia alle 7.30, colazione, cerco di non riaddormentarmi fino all’allenamento delle 10; allenamento, pranzo, riposino, allenamento del pomeriggio, cena, un po’ di svago con gli amici che può essere o un cinema, o un pub… cose del genere e poi nanna

Si sono appena conclusi i “Giochi del Mediterraneo“. Dai nomi in gara un torneo di alto livello. Purtroppo niente medaglia, ma sicuramente un’ottima scuola per il futuro. Cosa non è andato bene?
Ai Giochi niente medaglia! Lo dico con grande rammarico perché ci credevo… ero troppo tesa e il mio rammarico più grande non è di aver perso, ma è di non aver combattuto come avrei potuto e sento che non ho lasciato il cuore lì. Avrei potuto dare molto di più e te ne accorgi quando scendi dal tatami e senti che qualcosa è ancora con te: forse la tanta energia che avrei dovuto lasciare sul tatami.
Comunque credo di non essere riuscita a canalizzare bene le mie emozioni e da questa competizione ho capito che devo anche lavorare su questo!

Siete una nazionale molto giovane e da quello che ho visto in tv (tutti uniti a bordo tatami ad incitare il/la compagno/a in quel momento in gara) e dalle foto sui vostri facebook anche molto affiatati. È anche questo un punto di forza per ognuno di voi?
Siamo giovani e molto affiatati! Questo è un nostro punto di forza… ci sosteniamo a vicenda durante gli allenamenti, le gare… e poi credo sia importante sapere che se vinci è anche una soddisfazione per chi è fuori e ti aspetta per una pacca sulla spalla!

Al di fuori della nazionale ognuno di voi si allena nei vari gruppi sportivi. Se non ci fossero loro pensi che il judo, come altri sport definiti minori, sarebbe a questi livelli?
Credo di no… i gruppi sportivi comunque ci aiutano a mantenerci e quindi ci danno la possibilità di seguire la nostra passione, cosa che forse non faremmo se per guadagnare dovessimo lavorare… io stessa forse avrei lasciato, se non fosse arrivato il gruppo sportivo, anche se comunque ho aspettato e fatto sacrifici per un bel po’!

Hai un/una judoka a cui ti ispiri? Cosa ti piace di lui/lei?
Non mi ispiro a nessuna judoka per il semplice motivo che ognuno di noi ha caratteristiche proprie, che per quanto possano essere simili agli altri, sono uniche. Ma c’è una judoka che mi piace tanto: Scapin Ylenia! Lei per me è la miglior judoka che abbia conosciuto. Non faccio il paragone con il passato, ma solo per mia ignoranza. Lei comunque per me è il judo bello e pulito! Magari riuscissi come lei…

I Giochi del Mediterraneo si sono svolti in Abruzzo, regione tristemente segnata dal terremoto. Che significato ha avuto per te gareggiare in questa terra?
Ho seguito e seguo ancora le vicende degli sfollati! Spero che presto trovino un luogo sicuro… chi non ha casa, non ha vita (cito un detto napoletano) ed è vero! Beh, è stato molto emozionante anche il solo pensare che nonostante tutto ci hanno accolto, e sostenuto! C’è qualche possibilità che il villaggio sia trasformato in abitazioni per gli sfollati? Spero proprio di sì!!! Che il popolo abruzzese abbia forza e coraggio…

In conclusione, qual è il traguardo sportivo che un giorno ti piacerebbe raggiungere?
Su questa, no comment! Anche se puoi immaginarlo da te!

LUCIA TANGORRE (categoria +78 kg)

Come hai deciso di iniziare a praticare il Judo? Avresti mai immaginato di arrivare un giorno in nazionale?
Tutto è iniziato un po’ per caso: avevo cambiato casa da qualche mese e il Maestro Girardi aveva trasferito la palestra da una vecchia sede in un paio di locali sotto il mio palazzo. A 8 anni tutti i ragazzini iniziano a fare sport e mia mamma, cogliendo l’occasione della estrema vicinanza e comodità di questa palestra, mi iscrisse. Ovviamente fui io a sottolineare e ad insistere di portarmi al turno di judo…
Così dalla prima volta che sono entrata da quella porta della magnifica OLIMPIA CENTER in via le Sabine 42 del piccolo paesino di Gioia del Colle, non ho più abbandonato il judo, diventato in breve parte di me stessa.
Ovviamente non avrei mai immaginato di arrivare in nazionale e di far parte della squadra dei Giochi, però mi sono sempre impegnata al massimo perché, più di tutte le altre cose, quando metto il kimono, salgo sul tatami e inizio a combattere mi diverto… se si fa sport perché piace, si arriva in alto!

Il Judo richiede “passione e sacrificio“. Fino ad oggi per raggiungere questo livello hai dovuto rinunciare a qualcosa, anche nella tua vita privata? Come si svolge una tua giornata tipo di allenamento?
Ovviamente come tutte le cose belle, c’è sempre un po’ di amaro dietro… Di sacrifici penso di averne fatti tanti, quando frequentavo ancora la scuola la sera dopo la palestra ero costretta dopo tanti allenamenti a rimettermi a studiare, mentre altri ragazzi della mia stessa età magari erano in giro a passeggiare.
Naturalmente tutti questi sacrifici sono stati fatti con piacere perché adesso mi ritengo una ragazza fortunata, che già a 19 anni aveva un posto di lavoro.
Solitamente la mia giornata tipo di “lavoro” consiste nell’allenarmi 2 volte al giorno circa 2 ore la mattina e 2 il pomeriggio, mattina seduta di judo, il pomeriggio pesi o preparazione (judo riscaldamento e poi sostanzialmente molti randori, preparazione o pesi, circuiti vari).

Si sono appena conclusi i “Giochi del Mediterraneo“. Dai nomi in gara un torneo di alto livello. Purtroppo niente medaglia, ma sicuramente un’ottima scuola per il futuro. Cosa non è andato bene?
Sì, da poco è finita questa grande esperienza dei Giochi del Medierraneo! Purtroppo non sono andati benissimo perché non ho fatto medaglia, però è stata una esperienza fantastica che rimarrà incisa nei miei ricordi

come una delle esperienze più belle che mi siano mai capitate! La gara tutto sommato non è stata una totale delusione, perché ho fatto un’ottima prestazione, anche se è mancato quel pizzico in più che serviva per vincere. La pool non era di aiuto perché avevo avversarie molto titolate però, ripeto, ho combattuto bene e già questo mi basta e mi rafforza per le prossime esperienze.

Siete una nazionale molto giovane e da quello che ho visto in tv (tutti uniti a bordo tatami ad incitare il/la compagno/a in quel momento in gara) e dalle foto sui vostri facebook anche molto affiatati. È anche questo un punto di forza per ognuno di voi?
Nazionale direi fantastica!!! Personalmente penso che la squadra mi abbia aiutato molto ad affrontare la gara, perché un’atleta deve stare bene fuori dal tatami prima di tutto per dare il meglio di sé quando ci sale. Molti di noi, me compresa, sono giovani e future punte della Nazionale e molto volenterosi di arrivare in alto.

Al di fuori della nazionale ognuno di voi si allena nei vari gruppi sportivi. Se non ci fossero loro, pensi che il judo, come altri sport definiti minori, sarebbe a questi livelli?
Sicuramente il judo se non ci fossero i gruppi sportivi non sarebbe a questi livelli! Anzi, direi che morirebbe! Questi centri ci aiutano a dedicarci anima e corpo al judo senza dover lavorare e sicuramente se ci si allena tante ore al giorno, si migliora e in più si ha la possibilità di avere allenatori e atleti tra i migliori d’Italia… e, se posso dirlo, anche del mondo, con cui confrontarsi e prendere consigli.

Hai un/una judoka a cui ti ispiri? Cosa ti piace di lui/lei?
Ma non ho un ideale preciso, ma certo essendo tanto nazionalista vorrei avere un tantino di tutti i grandi e ovviamente le grandi del judo italiano. Come velocità, esplosività e tecnica Girolamo Giovinazzo, come un po’ di tutto e impostazione Emanuela Pierantozzi… senza comunque dimenticare Lucia Morico, Ylenia Scapin

I Giochi del Mediterraneo si sono svolti in Abruzzo, regione tristemente segnata dal terremoto. Che significato ha avuto per te gareggiare in questa terra?
Ma all’inizio mi ha fatto un po’ effetto vedere la maglia di quel ragazzo morto sotto le macerie che faceva rugby… purtroppo non si può fare nulla per questa gente ormai che è lassù, però già il combattere con tutti noi stessi ha forse dato la forza a chi ormai non ha niente per affrontare meglio le avversità… A me poi ha dato tanta forza, perché mi sentivo più vicina a loro e perché no, magari vincendo, avrei dato loro un sorriso in più!!! Combattere fino alla fine e dare il massimo oggi, perché non ci può essere la prossima volta…

In conclusione, qual è il traguardo sportivo che un giorno ti piacerebbe raggiungere?
Ma penso che non sia difficile immaginare quale sia il mio desiderio, come di tutti gli altri della squadra, per il futuro… ARRIVARE ALLE OLIMPIADI E, PERCHE’ NO, UN GIORNO VINCERLE… Ho le lacrime agli occhi perché arrivare solo lì è veramente un sogno, un qualcosa che inseguo da quando ero piccina. Un giorno mi hanno detto che la parola “vorrei” non deve esistere in un grande combattente, devono esistere solo voglio e devo… penso che ho detto tutto… Farò il massimo e qualcosa di più per raggiungere il CIELO e superarlo, se ce n’è bisogno.

Le foto presenti in questo articolo sono state fornite direttamente dalle intervistate.
Per chi volesse qualsiasi informazione riguardante i nostri atleti, le date delle gare, i risultati e qualsiasi altra informazione del mondo del Judo può visitare il sito della FIJLKAM

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4 Responses

  1. Sara Gariglio says:

    L’unica cosa da dire è “Forza Ragazze!!!!” e un in bocca al lupo particolare per le prossime gare a Erica, con cui condivido la città natale!!!!!!!!

  2. Cianna says:

    Rosy, Tango, mi raccomando SPACCATE TUTTO !!!
    Poi quando tornate festeggiamo tutti insieme!!

    Un bacio grande Ale

  1. 2009/08/26

    […] Clicca qui per leggere le interviste alle ragazze della nazionale femminile […]

  2. 2013/11/09

    […] Clicca qui per leggere le interviste alle ragazze della nazionale femminile […]

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