Will Smith: attore popolare e attore impegnato

Artistico e produttivo, dotato di un sottile stile recitativo e senza dubbio aiutato da una furbizia promozionale, Will Smith si offre come uno di quegli attori che maggiormente sono cresciuti artisticamente ad Hollywood e si spera ancora cresca… Smith sposa Sheree Zampino nel 1992, da cui ha un figlio, Willard Christopher III, conosciuto anche come “Trey”. Divorziano nel 1995. Nel 1997 Smith si risposa con l’attrice Jada Pinkett, dalla quale ha due figli: Jaden Christopher Syre (1998), co-star in La ricerca della felicità, e Willow Camille Reign (2000), che appare nel film Io sono leggenda. Smith e la sua famiglia vivono nella Star Island (Florida), a Miami ed a Filadelfia. Egli aiuta la comunità facendo beneficenza alle vittime dell’uragano Katrina.

Attore e cantante, cresce in una famiglia della media borghesia afro-americana. Ai tempi della scuola viene chiamato ‘’Prince’’ per il suo modo elegante di parlare e di comportarsi, e per una certa trivialità che lo rendeva molto attraente. A questo nomignolo, lui affianca “Fresh”, molto in voga nello slang della black America della metà anni Ottanta. La sua strada sente che è tutta verso la musica, ed in particolare verso il rap. Dopo l’incontro con Jeff Thomas, durante un party, i due formano un duo, DJ Jazz Jeff e The Fresh Prince; aveva solo 12 anni. I due nell’arco degli anni, riusciranno a vincere perfino due Grammy Award per la migliore performance rap con la canzone “Parents Just Don’t Understand” (1989), seguito poi da “Summertime”. The Fresh Prince acquista popolarità: si compra case, auto e gioielli, ma finisce in bancarotta nel 1989. Fortunatamente, l’incontro con il produttore Benny Medina gli salva la carriera e la storia di The Fresh Prince a Beverly Hills diventa una sitcom per la NBC: nasce Willy, il Principe di Bel Air (1990), il telefilm che gli porterà la notorietà mondiale. Durante questo periodo prese parte a un film grazie al quale la critica cinematografica ebbe occasione di notarlo: Sei gradi di separazione (1993).

Grazie anche al successo raggiunto dal film d’azione Bad Boys (1995), la carriera cinematografica di Will prendeva ormai il sopravvento. Ebbe una grossa spinta grazie al blockbuster Independence Day (1996), dove impersonava il capitano dei Marines Steven Hiller e aveva il compito di combattere gli alieni. In seguito, film come Men in Black e Nemico pubblico contribuirono a incrementarne la popolarità a livello internazionale. Un punto di svolta professionale lo ritroverà solo con la nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista per il film Alì di Michael Mann, nel ruolo del pugile-leggenda Muhammad Ali. Rifiuta il ruolo di Neo in Matrix (1999), per girare il flop Wild Wild West (1999), per la regia di Barry Sonnenfeld con Kevin Kline. Pessima scelta: Matrix ha un successo spropositato ed entra nella storia del cinema, mentre Wild Wild West entra nella storia della carriera di Will Smith, come uno dei suoi primi fallimenti, cui seguirà La leggenda di Bagger Vance (2000) di Robert Redford.
Nel 2004, si impegna nella fondazione Nelson Mandela per la prevenzione dell’Aids. Dopo tutti questi successi Will Smith arriva a fondare una propria compagnia di produzione cinematografica, la Overbrook Entertainment, attraverso la quale realizza i film Hitch – Lui sì che capisce le donne e La ricerca della felicità. Grazie alla sua performance in quest’ultimo film, diretto dal regista italiano Gabriele Muccino, Will riceve la seconda nomination all’Oscar della sua carriera come miglior attore protagonista. Nella fine del 2007 negli USA esce ai botteghini Io sono leggenda diretto da Francis Lawrence, tratto dal romanzo omonimo di Richard Matheson (in Italia è uscito la prima settimana del 2008). A settembre 2008 guadagna un altro successo col film Hancock.

Nel gennaio 2009 viene distribuito nella sale italiane il film Sette anime dove Smith è nuovamente diretto da Gabriele Muccino. Nel 2007 la prestigiosa rivista americana Newsweek lo incorona come uno degli attori più potenti al mondo, grazie al suo mostruoso successo ai botteghini, alla sua capacità di interpretare ogni genere di ruolo e di sfondare all’estero, oltre che in patria. Finora i suoi film hanno incassato oltre 4,4 miliardi di dollari. Malgrado questo, nel 1999 gli è stato attribuito il Razzie Award come membro della peggior coppia cinematografica con Kevin Kline per Wild Wild West. Smith è anche cintura nera di taekwondo, che continua a praticare costantemente. Attualmente è l’attore più pagato di Hollywood ed è molto stimato da quel cinema intellettuale che non gli ha permesso di scivolare (come molti suoi colleghi prima di lui) in quella spirale di ruoli comuni che rischiano davvero di mettere fine ad una carriera.

Secondo il sottoscritto la ”perla” della carriera cinematografica di Will è La ricerca della Felicità: il film ci conduce in un tortuoso cammino, nel quale è impossibile non emozionarsi; soprattutto nella scena in cui egli e il bambino, non avendo trovato una stanza dove dormire in nessun centro di accoglienza, sono costretti a rifugiarsi nel bagno della metropolitana. Forse uno dei passaggi più belli della sceneggiatura è quando Chris dà un bellissimo consiglio al figlio di 5 anni: “Non permettere mai che qualcuno ti dica che non puoi fare qualcosa. Se hai un sogno lo devi proteggere. Se vuoi qualcosa vai e conquistalo”.
Nel film di Muccino, la sfida di Will Smith è grande: mostrare un personaggio convincente, che tenga l’interesse vivo. E ci riesce grazie al suo istrionismo, questo magnifico attore mantiene il polso e la dignità del suo ruolo durante tutto il film grazie alla sua intelligenza e alla sua ironia, cogliendo l’emotivo degli spettatori.

Per le citazioni biografiche, si ringraziano: My Movies, Yahoo Cinema e Wikipedia.

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