Celebrazione Inter: lo scudetto dello Special One
L’Inter conquista il suo Scudetto numero 17 e lo fa meritatamente, dimostrando la sua superiorità in tutto l’arco dell’anno. Alla prima stagione in Italia, José Mourinho conquista uno scudetto fantastico per regolarità di risultati e compattezza della sua squadra. Quando vede che la squadra ha difficoltà ad assimilare il suo prediletto 4-3-3, ha l’intelligenza di fare un passo indietro e tornare al sistema a rombo di “manciniana“ memoria. Trascina nella polemica i suoi colleghi e tutti, indistintamente, vengono triturati dalla sua incredibile abilità dialettica.
L’elemento indispensabile di questa corazzata è assolutamente Zlatan Ibrahimovic. Il Genio di Malmoe ha stupito con giocate da fenomeno e goal a ripetizione; cannonate infuocate, cucchiai morbidi, perle d’autore in un campionato da Pallone d’Oro. Indiscutibilmente il miglior giocatore della Serie A.
Una vecchia massima del calcio dice che per creare una squadra vincente, bisogna procurarsi uno che la butta spesso dentro e un portiere-fenomeno. Ebbene, dopo il commento sul Divino Ibra, tocca a Julio Cesar, il gatto nerazzurro che ha passato tutta la stagione a volare da un palo all’altro.
Nell’anno in cui si incrina il mito di Gigi Buffon, il portierone brasiliano si conferma il miglior portiere d’Italia e del mondo, grazie alle sue parate spettacolari. Sempre concentrato, trovare un errore nel corso di questa sua fantastica stagione è un’impresa titanica.
Un altro principale artefice del successo nerazzurro è Maicon, la freccia nera, il cavallo alato, un gigante devastante sulla fascia… semplicemente il miglior terzino destro del mondo.
Un altro elemento che merita una citazione speciale è il leader silenzioso Esteban Cambiasso, uno che pensa e capisce tutto quello che avviene in campo prima di tutti; la chiave di volta dell’impalcatura nerazzurra, autentico allenatore in campo, nonché fantastico metronomo che offre un rendimento costante ed elevato per tutta la stagione.
Sicuramente bisogna ricordare, all’interno della compagine nerazzurra, anche ulteriori contributi…
Davide Santon: sulla fascia opposta a Maicon, all’improvviso appare un “bambino” che stupisce tutti, un predestinato che potrebbe ricalcare le orme dell’indimenticabile Giacinto Facchetti;
Javier Zanetti: il Capitano che fa sempre la differenza, il “trattore” inesauribile di sempre. Leggendario, incarna perfettamente lo spirito della squadra;
Mario Balotelli: croce e delizia di Josè Mourinho che, dopo averlo “bastonato” per tutto l’inizio di stagione, lo lancia stabilmente titolare e lui lo ripaga segnando ben 8 gol. Si candida ad essere uno dei più grandi dei prossimi anni, è pronto a spiccare il volo della definitiva consacrazione. “Bambino” ribelle, “ottovolante” impazzito, ma campione di razza;
Sulley Muntari: risulta il migliore acquisto, scelta azzeccata di Mourinho che in sede di mercato indicò il suo nome appena svanì il sogno-Lampard. Il “toro” nerazzurro offre gol, grinta e spirito di sacrificio;
Hernan Crespo e Julio Cruz: si scoprono ai margini del progetto-Mourinho, ma accettano il ruolo di riserve con dignità e professionalità esemplare, riuscendo anche a realizzare reti importanti (vedasi Roma, Lecce e Udinese);
Adriano: c’è anche un po’ di Adriano in questo tricolore, soprattutto in virtù di quel discusso gol nel derby di ritorno. Fino a che è rimasto, ha dimostrato di poter dare una grossa mano. Sembrava sul punto di ritrovarsi ma poi è finita come tutti sappiamo. Grosso rimpianto.
Dulcis in fundo, ancora un accenno al Vate di Setubal: al primo colpo si è calato nel nostro campionato studiando la lingua e appuntando tutto sul suo immancabile taccuino; si è trovato in mano il volante di una fuoriserie di alta cilindrata, ma lo “specialone” l’ha guidata senza sbagliare una curva… altro che pirla…



Bell’analisi, ma hai dimenticato i contributi fondamentali di Amantino Mancini e Ricardo Quaresma :p
ehehe…hai ragione, due ali ”spezzate”
eppure li ritenevo eccellenti…misteri del calcio.