Feisbum: il social network sbarca al cinema

Eccovi il nostro sguardo su uno dei film più attesi dal “popolo di internet”, corredato da un’intervista all’attrice Giulia Bevilacqua

Il social network ha rivoluzionato internet, al punto che questo nuovo modo di concepire la grande rete viene simbolicamente indicato come “Web 2.0“. Non più consultazione passiva di fonti, non più un succedaneo gratuito della carta stampata e degli altri media convenzionali, ma un vero villaggio globale, dove tutti possono esprimere la propria opinione (senza censure, in linea puramente teorica), rafforzare le proprie amicizie, conoscere altre “persone vere” e magari sentirsi anche un po’ più importanti, finalmente davvero protagonisti del proprio universo personale. Mi piace considerare anche BE! Magazine, nel suo piccolo, come un sito 2.0, che dà a chiunque la possibilità di commentare e persino di contribuire fattivamente con la propria creatività, senza sentirsi in alcun modo “in obbligo” verso i responsabili del sito…

E il portabandiera dei social network è senza ombra di dubbio Facebook, la community fondata dal giovanissimo Mark Zuckenberg, che in Italia ha vissuto un boom incredibile: continuamente citata anche in televisione, è passata in poco più di un anno dall’avere qualche decina di migliaia di utenti italiani a quasi otto milioni.
Su Facebook è possibile ritrovare i vecchi compagni delle scuole medie (che magari hanno postato proprio quella foto dove sei orribile, che tanto avevi faticato a toglierti dalla mente…), parlare a sconosciuti omonimi in giro per il mondo, fondare gruppi o fan club dedicati alle proprie più bizzarre passioni, ma anche approfondire seri argomenti di discussione che una tv sempre più autoreferenziale (e snobbata dai giovani) trascura. Facebook si può persino travestire da Cupido, non tanto per conoscere gente nuova (per questo le vecchie chat erano sufficienti), quanto per approfondire la conoscenza di quella persona che magari hai incontrato una volta, avvertendo delle “good vibrations”, ma senza avere il coraggio di chiedere spudoratamente il numero di telefono… E allora cosa c’è di meglio che “ribeccarsi su Facebook” e continuare a parlarsi tramite chat, messaggi privati e post in bacheca? Ah, mi sa che questa “ipotetica situazione” è stata descritta troppo dettagliamente, c’è una coppia che non potrà non riconoscersi…

Adesso anche il cinema italiano si è accorto del grande impatto sulla società avuto da questo nuovo fenomeno ed a tempo di record, approda nelle sale “Feisbum – il film”, in uscita proprio oggi, 8 Maggio.

Si tratta dunque di un vero e proprio instant movie, girato in appena otto giorni, un film a episodi (otto anch’essi) prodotto dalla Just Us Film Production, che proverà a raccontare le varie sfaccettature del fenomeno-Facebook, analizzato attraverso l’occhio di sette registi, esordienti e non: Mauro Mancini, Giancarlo Rolandi, Dino Giarrusso, Emanuele Sana, Laura Luchetti, Alessandro Capone e Serafino Murri.
Si può definire anche un film corale, vista la lunghissima lista di attori… ne cito solo alcuni, sperando che gli altri non si offendano: Mita Medici, Cecilia Dazzi, Monica Scattini, Roberto Brunetti, Massimiliano Bruno, Caterina Guzzanti, Corrado Fortuna, Francesca Chillemi, Pietro Taricone, Rosaria De Cicco, Alessia Barela e Giulia Bevilacqua.
Ma vediamo qualche dettaglio in più sugli episodi…

Il primo episodio, “Siempre!”, si rifa a temi cari al cinema adoloscenziale, affrontando però soprattutto la questione della finzione e del mascheramento sul web, col protagonista in bilico tra vendetta e voglia di riconquistare la persona amata…

Protagonista del secondo episodio, “Manuel è a Mogadiscio”, è un povero disgraziato che su internet cerca nuove e più appaganti esperienze: quanto c’è di vero nelle persone che si mettono in vetrina nei social network?

Il terzo episodio, “Maledetto Tag”, è stato lo spunto per una pubblicità virale costituita da moltissimi manifesti che hanno tappezzato le strade di Roma, come se fossero la vendetta di una certa Valeria su Antonio, reo di aver partecipato ad una festa di addio al celibato troppo “hard” alla vigilia del proprio matrimonio. Questo è ciò che accade nell’episodio, “la notte brava” viene scoperta grazie ad un tag inopportuno sul network e la famiglia della promessa sposa s’infuria… ma chi ha taggato quella foto?
Molto interessanti le parole del regista Dino Giarrusso, che dice: «Ho cercato di far ridere, ma anche di far pensare un po’, accendere la luce su quanto siamo ancora bigotti in pubblico e pornofili in privato, e su quanto la realtà “virtuale” incida tantissimo nella nostra vita. C’è un po’ di “mostro” in ciascuno di noi, e credo che il computer, questa solitudine in mezzo a tanti, lo faccia venir fuori». E ancora: «Il mio motto, con gli attori e la troupe è: “li lascio liberi di fare quello che voglio io”. Pietro Taricone è stato sorprendente. Ha sfruttato la fama che gli ha dato un programma dove non si deve saper fare niente, per imparare a far bene una cosa: recitare. Io non ho studiato cinema, ma ho avuto due grandi scuole formative: l’Università e il set. In facoltà si impara dai libri, sul set si impara dalle persone».

Nel quarto episodio, “Jessica e Nicola”, si assiste alla bizzarra chat notturna tra due persone sole: la casalinga disperata e la bomba del sesso virtuale. L’episodio cerca di trasmettere l’amarezza che fa da sfondo alla comicità del loro incontro, con un continuo rimbalzo visivo tra i due protagonisti, puntando molto sulla loro fisicità.

Il quinto episodio, “Indian Dream” vive sulle fantasie erotiche di un meccanico in cerca di avventure sessuali in rete, che sognerà le bellezze dell’India al punto tale da perdere la testa, nel vero senso della parola. Attenzione, però: su internet c’è anche chi si diverte a creare falsi profili…

Il sesto episodio, “Default”, affronta la dipendenza che i social network possono dare e la competizione a chi ha la più lunga lista di amici, che a volte può diventare quasi un’ossessione, quella che potremmo definire una nuova malattia: la bulimia da Facebook.
Sulla sua storia, il regista Alessandro Capone dichiara: «Devo dire che ero partito da qualcosa di più comico, di sapore “Black Comedy”, ma quando Luca e Lucilla mi hanno parlato dell’aspetto bulimico, mi sono detto che era assolutamente perfetto, magari non comico, ma certamente potevamo tirare fuori qualcosa di molto originale. Primo Reggiani si è rivelato altrettanto perfetto e credo che siamo riusciti a trovare la sintonia giusta sul personaggio del bulimico da Social Network. C’è stata poi la scelta finale di non usare musica: ci ho provato… ma in qualche modo l’elemento musica “addolciva” le immagini e l’aspetto ansiogeno del film. La scelta quindi è stata quella di usare un linguaggio assolutamente scarno, una fotografia cruda, con la macchina da presa che “circonda” letteralmente il protagonista, linguaggio assolutamente rispettato ed esaltato dal montaggio di Cosimo Andronico. Un piccolo grande risultato all’insegna dell’entusiasmo, ma soprattutto all’insegna di un cinema “libero” che ormai sembra far parte purtroppo del nostro passato».

I protagonisti del settimo episodio, “Gaymers”, sono Alex, stilista gay di Milano, e Matteo, istruttore di pilates di Roma; la loro comune amica è Vera, carina e sfortunata con gli uomini. Questi personaggi mai sopra le righe ci faranno capire che su Feisbum, come nella vita, molte cose possono cambiare quando c’è o non c’è una “conferma d’amicizia”.

Internet come mezzo per incontrare persone a cui, nella vita quotidiana, non rivolgeremmo probabilmente nemmeno la parola. Questo l’argomento dell’ottavo e ultimo episodio, “Angelo Azzurro Reloaded”, in cui un professore, l’esperto di cinema ed ex-sessantottino Ettore, incontra una giovane “Suicide Girl”, Molly. Il professore cercherà, con scarsi risultati, di mettersi in mostra come “eterno ragazzo”… ma a riaccendere la luce arriverà inaspettatamente Doriana, sua ex compagna di liceo e latrice di sogni…

Fin qui la storia, ma BE! Magazine non poteva limitarsi a questo ed ecco dunque una nostra intervista esclusiva a Valeria di “Maledetto tag”, ovvero Giulia Bevilacqua

Ciao Giulia e benvenuta su BE! Magazine. Per cominciare, raccontaci un po’ la tua esperienza su questo set, magari era il tuo primo cortometraggio…
No, non era assolutamente il primo corto: ho fatto il Centro Sperimentale di Cinematografia e l’esame finale prevedeva proprio un cortometraggio… e poi ne ho fatti anche altri in seguito. Ma è stata ad ogni modo un’esperienza diversa, perché è chiaro che questo film per il cinema avrebbe avuto una visibilità ed una promozione molto maggiore di quei vecchi corti.
È stato divertente, il film tratta un tema d’attualità ed è nato quasi come un gioco, una scommessa del produttore Marco Scaffardi, che ha coinvolto sette registi, quasi tutti giovanissimi. Ho girato il mio episodio in soli due giorni, grazie a Dino Giarrusso, regista bravissimo e con le idee molto chiare, e ad una troupe di professionisti che non hanno lasciato nulla al caso.

Il tuo personaggio, Valeria Gemma, si trova a dover difendere il suo promesso sposo dalle critiche di una famiglia un po’ bigotta…
È un tipo di donna probabilmente poco comune, che pur vedendo delle foto scabrose del fidanzato, ci passa sopra in nome del suo amore… La famiglia non accetta la cosa, ma in fondo lui non ha fatto niente, lei è molto innamorata e vuole perdonarlo.

E tu nella situazione di Valeria ti saresti comportata alla stessa maniera?
Credo che il matrimonio sia una scelta che si fa dopo averla ponderata a lungo, per cui credo che anch’io l’avrei perdonato. Valeria non pensa di essere stata tradita: lei crede che in una serata goliardica, come l’addio al celibato, lui si sia un po’ lasciato andare con delle spogliarelliste, ma senza fare nulla di “imperdonabile”.

Tu sei partita dal teatro, sei passata alla fiction, hai avuto un grande successo interpretando Anna Gori in “Distretto di Polizia” e da un paio di anni fai anche cinema. Consideri questi passaggi come “un’evoluzione”?
Ho sempre creduto nell’importanza del contenuto: se il regista è bravo, se la storia è bella e se il personaggio è interessante, non faccio distinzione tra cinema e televisione. Certo, il grande schermo ha un fascino particolare, io sono cresciuta con le grandi commedie americane degli anni ’40 e lavorare nel cinema per me è la realizzazione di un sogno… ma credo sia giusto fare tutte le esperienze.
Distretto di Polizia mi ha dato tantissimo in questi anni, ho imparato, sono cresciuta e ho lavorato con gente preparatissima, la differenza con il cinema non è poi così tanta… ce ne sono di film per il cinema più brutti di “Distretto“! (ride)
Più che di evoluzione, parlerei di “completamento”… e non c’è bisogno di ribadire quanto ami anche il teatro, forse l’esperienza più entusiasmante per un attore.

L’ultima domanda è scontata, visto l’argomento del film: tu che rapporto hai con internet e con i social network?
Nessun rapporto, non ho Facebook e non sono interessata a farlo. Non amo molto la tecnologia (questa è una mia pecca), ma sono comunque una persona molto concreta: ho bisogno di vedere i miei amici, mangiare con loro, toccarli… ho bisogno di un contatto fisico, per cui per ora non sono interessata a fare amicizie sul web.

Ringrazio la Biancamano Comunicazioni (ed in particolare Gaia Beretta) per aver reso possibile quest’intervista; le foto provengono dal sito ufficiale del film, www.feisbum.com. Vi ricordo inoltre che è da poco nata la fanpage di BE! Magazine su Facebook, potete vederla e diventare nostri fan cliccando qui. E lo spazio dei commenti qui sotto è aperto alle vostre considerazioni sul film…

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1 Response

  1. pienpi says:

    Gran bell’articolo. Complimenti styl!!!!

    Come ti invidio che hai potuto intervistare la bellissima e brava Giulia… (complimenti anche a lei, ovviamente :D)

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