Intervista a Rob Van Dam

Questa è la nostra prima intervista esclusiva con un wrestler, quindi non poteva essere con uno come tanti. Il nostro ospite è ben conosciuto ovunque, è qualcuno per cui tutti i fan hanno sempre tifato… ed onestamente non mi sembra che sia mai partito un coro “boring” durante alcuno dei suoi match. Lui è “Mr. Monday Night”, è “the whole f’n show”, ma soprattutto è “one of a kind”… Signore e signori, da Battle Creek, Michigan: RobVanDam!
È stato difficile comprendere la maggior parte di un personaggio così complesso in poche domande, ho fatto del mio meglio e spero che apprezzerete e lascerete un commento per Rob!

International users can click here for the English version of this interview

Ciao, Rob, e benvenuto su BE! Magazine. Prima di tutto, tra i lettori di quest’intervista ci sono senz’altro molte persone che non guardano il wrestling… Quindi, come puoi spiegar loro cosa fai nella vita?
Una carriera nel wrestling professionistico, specialmente al top, implica il viaggiare senza sosta per tutto l’anno, per muoversi da una città all’altra ed esibirsi per migliaia di fan in tutto il mondo. Al momento mi sto prendendo una pausa da quello stile di vita, e accetto solo dei booking internazionali selezionati, a mia discrezione, mentre metto mano a diversi altri progetti. Ho sempre spiccato come “one of a kind(unico nel mio genere): per l’unicità delle mie mosse sul ring, per l’incrollabile fiducia in me stesso, per il mio punto di vista originale su tutto. Tutto ciò mi ha fatto spiccare ed è stata una buona cosa per il mio lavoro.

Il tuo vero nome è Robert Szatkowski, ma hai lottato per quasi tutta la tua carriera con questo nome d’arte, proposto da Ron Slinker. Il nome è molto importante in una carriera… Ti è piaciuto sin dall’inizio?
Ron mi ha dato questo nome nel 1991, quando ero ancora giovane ed acerbo in questa professione. Al tempo, volevo solo imparare, quindi il nome non era importante per me, ma era senz’altro adatto.

Sei stato il simbolo di un’intera federazione (la ECW) per un paio di anni. Tutta quella popolarità e responsabilità ha cambiato il tuo modo di lottare o il tuo modo di pensare?
Poiché la ECW era un gruppo talmente non tradizionale e ribelle, ho davvero preso coscienza della mia natura anticonformista, ho imparato ad essere orgoglioso di essere diverso ed ho amato la possibilità di avere un palco per mostrare a tutti che il pro-wrestling potesse essere molto bello da guardare.

Tutti i fan che hanno vissuto la Extreme Championship Wrestling non la dimenticheranno facilmente. Credi che ci sia qualche federazione attiva oggigiorno che potrebbe essere in qualche modo “la figlia ideale della ECW”?
Le condizioni sono troppo diverse per un’altra ECW come quella che c’era. Ci sono piccole organizzazioni modellate sullo stile estremo, ma non sono originali; la competizione non sarà mai com’era durante la guerra degli ascolti del lunedì sera e nessuna di loro ha Paul Heyman.

Qual è il tuo parere sincero su Paul Heyman?
Paul è stato il miglior promoter di wrestling per cui lavorare, se eri interessato alla libertà di espressione. Come artista, lavorare sotto la tutela di Paul mi ha aiutato a formarmi come la superstar anticonformista che sarei diventato, ma ha reso difficile essere compatibile con lo stile WWE.

E su Vince McMahon?
Vince is the man (“è un grande” può rendere l’idea come traduzione, ndr). Sebbene intimidisca, mi ha trattato sempre e solo con rispetto. Ed è ovviamente un grande uomo d’affari che nessuno riesce ad eguagliare nel suo campo.

Molte persone dicono che avresti dovuto vincere il titolo più importante poco dopo esserti accasato in WWE, nel 2001 o nel 2002 (PWI aveva decretato te come wrestler più popolare in entrambi gli anni e leader della PWI500 nel 2002)… ma ciò non è accaduto. Eri frustrato per questo o felice di avere ancora un lavoro ed un ruolo alquanto importante, mentre diversi altri membri dell’Alliance venivano licenziati?
Ero talmente frustrato dall’adeguamento allo stile e alla politica della WWE, che telefonavo spesso a mia moglie, per lasciarmi convincere a rimanere. Non ho mai sentito il bisogno di avere un lavoro, né la necessità di rimanere in un posto dove non ero felice. Vedo centinaia di porte aperte ogni giorno e mi sentivo come se fossero più loro quelli fortunati ad avermi lì.

Quale fu il tuo primo pensiero quando qualcuno ti disse che la WWE voleva riportare il nome ECW?
Respinsi l’idea, perché il nome ECW resterà per sempre legato ai lottatori estremi che hanno fatto storia come ribelli, e la maggior parte di essi non sarebbe stata in grado di tornare a calcare il ring come faceva al tempo. Dopo aver scambiato qualche opinione con i nuovi arrivati, cominciai a supportare l’idea di far rivivere quello spirito e, proprio come chiunque altro, fui molto deluso quando scoprii che quello di Vince era solo uno specchietto per le allodole per avviarla ed in seguito voltare le spalle all’ECW originale, per cercare di creare qualcosa di nuovo.

2006, l’anno più incredibile della tua carriera. Hai finalmente vinto il titolo che tutti i tuoi fan stavano aspettando e, 22 giorni dopo, 18 grammi di marijuana ti sono costati una multa di 140 dollari e… un titolo mondiale. Rimpianti? Ti fa ancora male?
Persi due titoli mondiali per quell’episodio e, considerato quanto fossi esausto a causa di tutto quel viaggiare, accolsi con piacere il tempo a casa. Chiesi persino più tempo per riposarmi quando volevano che tornassi a lottare. Sebbene non fossi felice di aver mandato a puttane i piani per la ECW e la WWE, mi sono sempre sentito orgoglioso di attirare l’attenzione sulla grande ingiustizia del proibire la marijuana. Non mi sono mai scusato pubblicamente perché non sono dispiaciuto quando la verità viene a galla. Michael Phelps mi ha da poco aiutato a dimostrare la veritiera tesi che persino il più grande atleta del mondo sceglie di fumare erba. Credi che questi genitori preoccupati ne sappiano di più sull’argomento “salute fisica” di un campione che ha vinto 14 medaglie d’oro alle Olimpiadi o di un campione WWE? No. Guardare quei malati in chemioterapia distrutti, mentre mia moglie veniva curata, è una ragione sufficiente per essere soddisfatti che la politica americana sia da poco cambiata e riconosca adesso il diritto del cittadino di usare la marijuana a scopo terapeutico. Questo è un grosso successo, dopo che i suoi benefici erano stati negati per decenni. La gente dovrà adattarsi alla nuova verità man mano che la scoprirà. Mentre l’alcol uccide oltre 150.000 Americani ogni anno e il tabacco ne uccide oltre 450.000… l’intossicazione da marijuana ne uccide zero. Basta stronzate. Le opinioni cambieranno e io sono in prima linea nel movimento.

“Ufficialmente”, non sei più un wrestler perché sei stato selvaggiamente picchiato da Randy Orton. Qual è il tuo parere su di lui?
Randy è un bravo ragazzo. È cresciuto in questo business, ma non tira avanti solo grazie al suo status di wrestler di terza generazione. Lavora sodo ed ha tutto ciò che serve per essere un prodotto della WWE.

Avresti preferito condividere un momento così importante della tua carriera con qualcun altro o è stato un buon avversario?

Lui andava bene. Al centro dell’attenzione ci sarebbe comunque stato lui e la mia scomparsa gli ha dato ulteriore slancio. Questo è il business. Desideravo star fuori a tal punto da accettare di uscire con una “concussione”. Da parte di qualcuno che si è vantato di apparire indistruttibile nell’arco dell’intera carriera, questo è stato decisamente un sacrificio.

E adesso saltiamo al 2009… Sei stato la più grossa sorpresa nella Royal Rumble di quest’anno! Il pubblico è impazzito! Ti sei goduto quei momenti? Ti sentivi arrugginito sul ring o ancora in gran forma?
L’intera giornata mi ha dato solo e soltanto energia positiva. È stato bello vedere tutti quanti ed allo stesso modo che tutti vedessero quanto stia bene RVD; molta energia positiva si è prodotta quando tutti hanno potuto vedere in che splendida forma sia Sonya dopo quello che ha passato. Sul ring mi sono sentito fantastico, proprio come al solito, e questo ha consolidato il mio valore nel settore, come se ce ne fosse bisogno. La richiesta di un ritorno a tempo pieno è ancora più forte dopo la Rumble. Anche se non sono pronto a tornare, è bello essere ricercati, e mi piace affermarmi ulteriormente come un’eccezione. Ad altri wrestler che sono apparsi nello show televisivo Hulk Hogan’s Celebrity Championship Wrestling è stato detto che non avrebbero più lavorato per la WWE. Non a me. Io so come mantenere il mio valore.

RVD al di fuori della WWE. Prima cosa: il sollevamento pesi. C’è una tecnica che tu hai inventato e che porta ancora il tuo nome, la Van Dam Lift (eseguita mediante una spaccata tra 2 panche). Sembra una combinazione di forza ed equilibrio… Come ti è venuta in mente?
Ero solito mettermi in spaccata tra due sedie in cucina, per affinare la mia flessibilità. Alla fine, passai a mettermi in spaccata tra 2 panche in palestra e saltare per poi atterrare in spaccata su entrambe. Da lì, passai a tenere o a sollevare un peso mentre mantenevo quella posizione. Suppongo sia una combinazione tra sfidare me stesso e mettermi in mostra. Ho stabilito il record sollevando da terra 75,5 kg mentre ero sospeso tra le 2 panche, ma nessuno ha mai davvero provato a batterlo.

Hai anche lavorato come allenatore per il lottatore che mi ha fatto innamorare del wrestling… il leggendario Ultimate Warrior! Com’è stato lavorare con lui? È bizzarro come tutte le dicerie suggeriscono?
Sebbene fossi pronto a sperimentare quel bizzarro disastro che tutti finiscono per attendersi, Warrior non è stato nient’altro che rispettoso con me e ho sentito che eravamo davvero in sintonia.

Usi molto internet? Puoi spiegarci brevemente cos’è RVD TV?
Tengo questo reality show su robvandam.com sin da quando ho lasciato la WWE, che immortala la mia vita a Los Angeles con i miei pazzi amici vip, gli allenamenti e riprese personali varie. Porto anche la telecamera con me quando accetto booking di wrestling selezionati, come l’imminente viaggio in Francia a Marzo.

Hai preso parte a combattimenti memorabili, ma ho letto che tua moglie Sonya ha recentemente vinto la più grossa delle battaglie, sconfiggendo un tumore! Hai lasciato il wrestling a tempo pieno per essere il suo “ringside enforcer” in questo “match”… Credi che la tua vicinanza sia stata importante per lei?
Abbiamo il miglior rapporto tra tutte le coppie che conosco e non potremmo andare avanti l’uno senza l’altro. Ha dovuto soffrire durante i 6 mesi di chemioterapia e adesso che ha finito, siamo pronti a goderci la vita al massimo.

Beh, siamo tutti felici che lei si senta molto meglio… Inoltre, questo significa che ti vedremo presto tornare al wrestling, giusto?
Mi manca esibirmi sul ring davanti a migliaia di persone, ma non abbastanza da dare in cambio la mia vita a casa per questo, non ancora. Ciò di cui ne ho avuto abbastanza sono i viaggi senza sosta fatti negli ultimi 19 anni circa. Comunque, so che potrei tornare ad andare dritto al top in qualsiasi giorno io voglia, e c’è molta soddisfazione in tutto ciò.

Hai scambiato qualche telefonata con la TNA durante questo periodo di riposo?
Il mondo del wrestling si tiene in contatto con me. La TNA, la WWE e molti altri mi tengono gli occhi addosso e continuano a controllarmi per vedere se sono pronto a tornare sul ring… e cioé sulla strada.

Alcune domande veloci: quale pensi che sia…
Il tuo miglior match in WWE

Hmm… grandi match con Eddie Guerrero, Christian, Jeff Hardy, Test, Bob Holly… ed il clou è stato sicuramente battere Cena a One Night Stand per il titolo.

Il tuo miglior match al di fuori della WWE
Contro Jerry Lynn

Il miglior feud a cui abbia preso parte
ECW vs WWF

Il tuo miglior promo
Il mio shoot al primo One Night Stand ed anche il mio discorso per introdurre Shiek nella Hall of Fame.

Il wrestler del passato che ti ha ispirato nel diventare un wrestler
“Leaping” Lanny Poffo, Brady Boone ed Owen Hart.

La diva più bella dal vivo
Così tante, è difficile da dire… Trish, Ashley Massaro, Candice Michelle, Maria, Kelly Kelly, Milena… continuano a prenderne di nuove ogni volta!

Ok, l’intervista è finita, grazie per il tempo che ci hai dedicato. Solo un’ultima domanda per i tuoi fan italiani… Quante volte sei stato in Italia?
Non sono sicuro. Dovresti chiedere ai fan.

Puoi dire un “arrivederci” ai nostri lettori?
Arrivederci a tutti i lettori di BE! Magazine!

Tutte le immagini di questo articolo provengono dal myspace ufficiale di RVD, www.myspace.com/5starcomics. Vi invito ancora una volta a visitare il sito ufficiale di Rob, www.robvandam.com, e a lasciare un commento prima possibile, così che possa leggerlo anche lui!

You may also like...

4 Responses

  1. Iron_GD says:

    You’re “da man” RVD. Sure of it! I want u back in WWE!!

  2. steveaustin86 says:

    grazie x le domande favolose che hai fatto a rvd sono l’amico di tvsee sei stato davvero grande in queste domande.rvd io lo seguo fin dalla wcw sono crasciuto insieme a lui,hai fatto felice me e tutti gli appassionati di wrestling.grazie ancora STYL .roooooooob vannnnnnn dammmmmm

  3. steveaustin86 says:

    spero di vederlo di nuovo il mio unico solo whole f’n show
    .trooooooooopppooooo assurdo

  4. steveaustin86 says:

    grazie anke a TVSEE KE MI HA FATTO CONOSCERE BE!MAGAZINE MI PIACE TROPPO CONTINUATE COSI’ SIETE GRANDI

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *