Rugby: il Sei Nazioni nel racconto del nostro inviato

Pochi sono gli eventi sportivi non-calcistici capaci di suscitare un certo interesse nel nostro Paese. Uno di questi è senz’altro il Sei Nazioni, il torneo di rugby a cadenza annuale che è uno dei punti di forza del palinsesto de La7. Per raccontarlo, BE! Magazine non ha però scelto uno “sportivo da poltrona” (come il sottoscritto), ma un vero tifoso, reduce da una trasferta in Scozia al solo scopo di sostenere i 15 gladiatori azzurri. Un’esperienza sportivamente deludente (altra disfatta della Nazionale), ma umanamente esaltante, che un nuovo amico, Luigi40, ci racconta in quest’articolo…

Da un po’ di anni a questa parte, esiste in Italia un’altra passione per uno sport di squadra giocato con un pallone su un campo in erba, che misura più o meno come quello di calcio. Ovviamente non stiamo parlando dello sport nazional-popolare italiano per eccellenza. Lo sport in questione è il rugby.
Oscar Wilde soleva dire che la differenza tra calcio e rugby stava nel fatto che uno è gioco da Lord, giocato da barbari, e l’altro è un gioco da barbari, giocato da Lord.
A mio parere, una delle migliori definizioni per descrivere non solo il gioco, ma l’ambiente che circonda questo sport. Infatti difficilmente sentirete parlare di risse, hooligans, invasioni di campo in stile barbaro, fischi durante l’inno o durante un calcio di punizione durante una partita di rugby. Una delle regole non scritte del rugby è il rispetto dell’avversario, innanzitutto. Regola che anche i tifosi seguono scrupolosamente. Ed è proprio grazie a questa regola che è possibile vedere le due opposte tifoserie festeggiare, mangiare, giocare e soprattutto bere insieme, prima, durante e dopo la partita. Il clima che si respira nelle ore di attesa, durante gli 80 minuti e nel dopo-partita è qualcosa di sconvolgente, per una persona abituata a seguire il calcio. La prima volta è quasi inconcepibile accettare tutto ciò… Questa sensazione dura qualche attimo, poi si viene trascinati.

Sabato scorso, ad esempio, prima della partita abbiamo pranzato e bevuto con gli Scozzesi, durante la partita abbiamo cantato i nostri rispettivi inni senza interferenze, né degli uni, né degli altri. Allo stadio non ci sono barriere ed era pieno di bambini che ballavano ad ogni calcio piazzato o meta fatta dalla Scozia. A fine partita si è discusso pacatamente della partita.
E la nota dolente di quest’anno sono proprio le partite della Nazionale.

Se due anni fa abbiamo vinto ben 2 partite durante tutto il torneo (ogni squadra affronta 5 partite, gara secca su campo unico che viene invertito l’anno successivo), quest’anno rischiamo di tornare a “vincere” il poco ambito Wooden Spoon (cucchiaio di legno).
A metà torneo siamo ancora a zero punti, l’unica possibilità di non vincere il famigerato cucchiaio era quella di battere gli Scozzesi, la sola squadra alla nostra portata (per adesso).

La prima partita è stata un suicidio, far giocare un giocatore fuori ruolo, in una posizione critica come quella di mediano di mischia (il regista del calcio, se vogliamo fare una comparazione) non ha portato i suoi frutti, anzi… è stato un tracollo. L’Inghilterra ci ha sommersi di punti e mete: 36-11.
Non è andata meglio la seconda partita, contro l’Irlanda. Il primo tempo è stato ottimo e si è concluso sul 14-9 per i verdi solo per una nostra ingenuità a fine tempo. Nel secondo tempo non siamo praticamente entrati in campo. Altra pioggia di punti al passivo e 38-9 per gli Irlandesi.

Sabato doveva essere la riscossa. La Scozia si porta subito avanti con 2 calci piazzati (6-0), riduciamo il distacco con un calcio piazzato di Marcato (6-3), subiamo un altro piazzato e da quel punto la squadra torna ad essere irriconoscibile, come se fosse sfiduciata.
Il pacchetto di mischia che fino all’anno scorso era uno dei più temuti al mondo, si sbriciola sotto i colpi scozzesi. È un’altra Caporetto: 26-6 per gli Scozzesi e la quasi certezza di arrivare ultimi.

Il torneo degli altri era iniziato come era finito, ovvero con la vittoria del Galles proprio in casa scozzese. Si pensava ad un bis dei Gallesi anche in questo torneo, ma la sconfitta di venerdì in Francia ha riaperto i giochi e reso emozionante un torneo già di suo spettacolare. A compimento di una terza giornata pregna di emozioni, la vittoria irlandese a Twickenam (stadio dell’Inghilterra). Con questa vittoria, i verdi si portano in testa a punteggio pieno. La vittoria del torneo, secondo me, se la giocheranno Galles ed Irlanda, che si incontreranno alla quinta ed ultima giornata al Millennium Stadium di Cardiff.

Luigi40

P.S.: In verità gli streaker esistono anche nel rugby. Sabato ne è entrato uno in campo, ma a partita già conclusa. Fuori dallo stadio, abbiamo appurato quel che si dice sugli Scozzesi e sulla loro usanza di indossare o meno la biancheria intima sotto il kilt.

Le foto di questo articolo sono state scattate proprio da Luigi.
Se siete appassionati di rugby, se volete esprimere un parere sulla nostra Nazionale e se vi piacerebbe leggere un altro articolo a chiusura del torneo… lasciate un commento!

You may also like...

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *