W., il film che non vedremo mai… almeno al cinema!

Sono pochi i registi che fanno parlare di sé ogni volta che esce un loro nuovo film e sono ancora meno quelli capaci di farci pensare con ogni loro opera.
Oliver Stone fa sicuramente parte di entrambe queste categorie.
Non è un regista per tutti i gusti, in poche parole lo si ama oppure lo si odia, ma di sicuro non si può rimanerne indifferenti.
Da sempre ha scelto di occuparsi dei problemi della sua patria, gli Stati Uniti d’America.
Lo ha fatto dicendo la sua su tutto quello che riguarda la cultura americana, dallo sport nazionale, il football (Ogni Maledetta Domenica, 1999), al tempio dell’economia USA (Wall Street, 1997), passando dal mito della musica Jim Morrison (The Doors, 1994), parlando del Vietman (Platoon 1986, Nato il 4 luglio, 1989), dell’incubo (World Trade Center, 2006) e naturalmente dei presidenti americani.
Dal più amato (JFK, 1991, sull’assassinio di John Kennedy) al più discusso (Nixon, 1995), fino a quello che lui ha definito “il peggior presidente della storia”: George W. Bush.

Stone non si è mai nascosto, anzi è stato tra i primi personaggi pubblici e schierarsi contro Bush.
Quando è arrivata la notizia che avrebbe girato un film su Bush si è creato un putiferio perché tutti si sono chiesti cosa avrebbe realizzato e in che modo avrebbe abbattuto il “nemico”.
Bene… io il film sono riuscito a vederlo e vi posso dire che è qualcosa di inaspettato e che purtroppo non lo vedremo mai al cinema!
Ma su questo fatto torneremo dopo, per ora facciamo un passo indietro…

Inutile dire che la genesi di questo film sia stata molto difficile. Niente soldi dalle major che si sono tirate tutte indietro di fronte al progetto. Ci sono voluti 6 anni per trovare i fondi, un anno intero per raccogliere i documenti (originali e ufficiali) da cui sono stati ricostruiti i dialoghi. Poi le riprese molto veloci, 45 giorni girando in ordine cronologico, e un montaggio da record… solo 10 giorni!
Il motivo di questa accelerazione lo spiega direttamente il regista: “Abbiamo dovuto accelerare i tempi per non farci sorprendere dall’attualità e dal cambiare delle cose”.
Poi il film è stato distribuito nelle sale americane lo scorso dicembre per rientrare in un’eventuale nomination agli Oscar (ma, visto il soggetto del film, sarà molto difficile).

Il film è stato presentato anche in Italia allo scorso Torino Film Festival e già lì si diceva che non avesse nessun distributore italiano.
Voci purtroppo confermate o quasi. Infatti dallo scorso dicembre il film viene proiettato in una sala di Roma in versione originale con sottotitoli, con ottimo riscontro di pubblico. Visto questo risultato, la Dall’Angelo Pictures ha deciso di farlo uscire in una trentina di sale con tecnologia digitale dal 9 gennaio e poi (vista la reticenza degli esercenti), dopo averne parlato con Oliver Stone, di puntare su una distribuzione particolare.
Dal 13 gennaio sarà disponibile on-demand su Alice Home Tv, dal 31 gennaio sarà a noleggio e da fine marzo in vendita.
Ma soprattutto, e segnatevi questa data, il 19 gennaio (giorno dell’insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca) alle ore 21:10 circa in prima tv su La7.
Decisione coraggiosa e controcorrente, e qui va un plauso speciale a La7 che, dopo aver mandato in onda in prima tv la docufiction di Mimmo Calopresti “La fabbrica dei tedeschi” sul caso Thyssen-Krupp, si dimostra tv che ama le sfide.
Ma anche su questo punto torneremo dopo. Ora veniamo al film.

Premetto che a me Oliver Stone piace, anche se non sempre: la parentesi New Age di World Trade Center rovina un po’ il film e Alexander è abbastanza brutto.
Ma qui sono rimasto sorpreso perché mi aspettavo un biopic in cui l’ormai ex-presidente veniva attaccato frontalmente e invece mi sono trovato di fronte quasi un film… comico!

Proprio così, si ride molto in W. …si ride per non piangere!
Perché quello che vediamo, il come si è giunti a certe decisioni, francamente è quasi imbarazzante, anzi grottesco.
Il ritratto che ne viene fuori è quello di un uomo medio, divenuto presidente quasi per caso ed entrato in politica solo per sfuggire all’ombra di una figura paterna molto ingombrante e all’ego smisurato del fratello Jeb. Due figure in confronto alle quali George W. Bush sì è sempre sentito inferiore.
La pellicola è un attacco frontale soprattutto verso l’entourage di Bush e verso gli altri politici americani che hanno permesso un secondo mandato ad una persona che non ne aveva le qualità.
Il film segue passo passo la giovinezza del presidente, dal college, ai problemi con l’alcool, all’entrata in politica (con l’elezione a governatore del Texas) fino alla Casa Bianca.

Dicevo che si ride spesso perché la macchina da presa è quasi sempre su di lui (un grandissimo Josh Brolin… bravo bravo bravo) per sottolineare l’imbarazzo e l’inadeguatezza e allo stesso tempo per non dare vie di fuga. Ma si piange anche… perché nei momenti che sembrano più comici ecco che Oliver Stone sostituisce “il suo Bush” con quello vero! Così ci accorgiamo che quei passaggi grotteschi sono discorsi tenuti realmente dal Presidente in diretta tv! Esemplare in questo senso (anche per ricordarci quanto Bush fosse popolare e sostenuto) il discorso tenuto al Congresso per l’entrata in guerra contro l’Iraq. Tra il pubblico si riconoscono Hillary Clinton, John Kerry, Ted Kennedy e John McCain che applaudono convinti…
Il ritratto che ne appare è più umano che politico e verso il Presidente il regista ha uno sguardo compassionevole, non lo attacca ma lo compatisce ed è questo l’aspetto più inaspettato del film.

Menzione particolare per il cast a dir poco straordinario.
Josh Brolin con il suo mimetismo (voce e trucco) è ottimo nei panni di Bush (ci vorrebbe una nomination agli Oscar) e i comprimari Tandie Newton (Condoleeza Rice), Elizabeth Banks (Laura Bush), Richard Dreyfuss (Dick Cheney) e James Cromwell (George Bush Sr.) sono fantastici!
Il consiglio è quello di vedere questo film perché, che vi piaccia o meno Oliver Stone, si parla della storia del nostro mondo.
Già, la storia… Nella cena di fine mandato alla Casa Bianca il nostro Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto: “La Storia dirà che sei stato un grande Presidente”.
Queste stesse parole sono state ripetute da Laura Bush nella sua ultima apparizione da First Lady.
Perché comunque la pensiate George W. Bush ha cambiato per sempre (nel bene o nel male…) il nostro mondo e questo verrà ricordato negli anni. L’11 Settembre, la guerra in Iraq, il crollo del capitalismo americano sono tutte cose che entreranno (sono già) nei libri di storia.

E noi che nel nostro Paese ci guardiamo bene da far qualcosa che in qualche modo possa nuocere agli “amici” cosa facciamo?
Semplice, boicottiamo un film!!! Ebbene sì, siamo l’unico Paese al mondo in cui questo film non verrà proiettato nelle sale (salvo le rare eccezioni di cui sopra).
Beh, direte voi, è un caso isolato…
Sbagliato, è già successo. Appena tre mesi fa!
Il film in questione è “Redacted” del grandissimo Brian De Palma (Vittime di guerra, Omicidio in diretta, Femme Fatale), che racconta di uno stupro di gruppo ai danni di una quindicenne irachena da parte di 5 marines americani, che finì con l’omicidio della ragazza e lo sterminio della sua famiglia, il tutto messo in rete sul blog di uno dei soldati. Purtroppo una storia vera, girata in digitale con attori non professionisti e intervallata da veri e “finti” filmati tratti da Youtube. Una pellicola dura, certo, ma che merita di essere vista… al cinema… ma non in Italia.
Il film è passato direttamente su Sky con grandissimo successo e poi uscito a noleggio e in vendita.
Un consiglio: correte a prenderlo.

La cosa mi preoccupa, specialmente quando i Tg ci riportano notizie dal Medio Oriente in cui qualcuno viene arrestato o ucciso per aver letto un libro, visto un film, o ascoltato un cd considerato proibito in quel Paese. Naturalmente per questo siamo tutti indignati, ma la stessa cosa sta accadendo anche da noi. Non con queste estreme conseguenze, certo, ma qualcuno sta decidendo cosa dobbiamo o non dobbiamo vedere.
Ricordate? In passato è già accaduto. C’è già stato chi ha fatto manuali su cosa è lecito e cosa no e chi ha bruciato libri e non ne è mai nato nulla di buono…
Ma noi siamo un Paese civile, certe cose non possono accadere. Certo, certo… Allora vi propongo un piccolo giochino.
Provate a vedere nella stessa giornata un tg Rai e un tg Mediaset. Poi guardate quello di Sky e quello di Euronews. A questo punto guardate la CNN e la BBC. E ditemi chi ha ragione, se ci riuscite…

Ma noi come persone normali, come spettatori, nel nostro piccolo qualcosa possiamo fare. E possiamo farlo nell’immediato!
Lunedì 19 gennaio alle 21, per una volta lasciate perdere X-Factor e il Grande Fratello che tanto non perdete nulla (e se proprio non potete farne a meno, registrateli) e sintonizzatevi su La7 per vedere W. di Oliver Stone.
Facciamo vedere a chi ha deciso che questo è un film “pericoloso” che si sbaglia e che siamo ancora in grado di decidere con la nostra testa!
La possibilità per una volta ci viene concessa, non sprechiamola!!!
La storia, come si dice, ci dirà se abbiamo agito bene. Intanto la storia ci dice che il nuovo Presidente Barack Obama raccoglie un’eredità molto pesante alla quale forse 4 anni non basteranno per porre rimedio.
Ciò che possiamo fare è un grande “in bocca al lupo” e sperare.
Sperare che magari tra 4, oppure 8 anni, Oliver Stone ci regali un altro film su un presidente americano, magari su “uno dei migliori Presidenti che gli Stati Uniti abbiano mai avuto”.

Fonti:
Le dichiarazioni di Oliver Stone sono tratte dall’intervista di Boris Sollazzo pubblicata su
FilmTv 2009 anno 17 n.1
Per l’articolo ho preso spunto dalla recensione di Erica Re pubblicata su
FilmTv 2009 anno 17 n.1
Filmografie imdb
Il sito ufficiale del film
Nelle foto: Oliver Stone, il Presidente George W. Bush, Josh Brolin (Bush), Tandie Newton, Josh Brolin, Elizabeth Banks, la copertina di
Entertainment Weekly, il poster del film.

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1 Response

  1. 2011/04/23

    […] successo non arriva in Italia (per chi si fosse perso qualche puntata, andate a rileggervi questo articolo) e purtroppo non sarà l’ultima (“Machete” sta per arrivare e noi lo vedremo quando nel Mondo […]

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