Intervista a Luca Cattoretti

Vi presento la prima intervista di questa sezione di BE! Magazine dedicata alla fotografia: il nostro ospite è uno dei più affermati fotografi italiani, ha lavorato con Carré Otis per la campagna pubblicitaria Breil ed ha fotografato “un mito” come Pamela Anderson per un servizio apparso su Max. Sto parlando di Luca Cattoretti, che si è dimostrato cordiale e loquace, rivelandoci alcuni aspetti meno conosciuti della professione di fotografo… Ecco cosa ci ha detto.

Ciao e grazie per aver accettato quest’intervista. Come ti sei avvicinato alla fotografia? E quando hai capito che ormai sarebbe stata la tua professione?
Mi sono avvicinato alla fotografia quando avevo 15 anni, perché ero innamorato di una ragazza, alla quale facevo delle foto. E ho visto che mi venivano bene, ero abbastanza bravo…
Ho capito che era la mia professione intorno ai 19 anni, era una cosa che mi piaceva… ma non c’è stato un episodio in particolare, è stata un’evoluzione graduale e naturale. I miei genitori non ne furono certo entusiasti, loro avrebbero preferito un figlio dottore o avvocato, ma questa era la strada che volevo seguire.

Nella tua biografia sottolinei più volte di essere “monogamo”, ovvero fedele a tua moglie nonostante ti trovi a lavorare con bellissime donne. La scelta è dettata dall’etica professionale o dalla tua morale? Per intenderci: se non fossi sposato, né innamorato, flirteresti con le modelle?
Ma io flirto comunque con le modelle! Fa parte del mio lavoro, sarebbe impossibile non farlo… ma è solo una cosa che accade sul set, un gioco, che finisce non appena usciamo dallo studio.

Alcuni fotografi dicono che per ottenere un’immagine eccitante è necessario che la modella “faccia l’amore con l’obiettivo” e dunque indirettamente anche con il fotografo. Allora sei d’accordo anche tu…
Assolutamente sì, è indispensabile creare un feeling tra la modella ed il fotografo, ma in una sessione fotografica questo feeling si ottiene solo in un paio di scatti. Una cosa che la gente non capisce è che molto spesso io fotografo persone che ho visto una o due volte in vita mia ed è molto difficile che ci sia una complicità. Anche perché capita di lavorare con modelle che fanno questo mestiere solo perché sono delle belle ragazze, ma che non hanno tutte le altre doti necessarie: non sono puntuali, non si muovono bene, non arrivano “in ordine” sul set, non hanno dormito abbastanza la sera prima… Tutta una serie di cose che mancano soprattutto alle più giovani e meno esperte (per fortuna ho lavorato anche con ragazze davvero molto professionali). La capacità del fotografo sta nel riuscire a tirar fuori delle belle foto in sole 8 ore di sessione fotografica, senza la possibilità di rifarlo un altro giorno, quando la modella è in condizioni migliori… Si otterranno delle foto sexy se la modella è brava e se il fotografo è riuscito a farla sentire a suo agio e a farla sciogliere. Per ottenere questo risultato, uso la musica e chiedo la massima attenzione anche a tutte le altre persone sul set, dato che è molto fastidioso sentire della gente che parla di tutt’altro mentre noi cerchiamo di fare il nostro lavoro.

Hai fotografato star assolute (come quelle citate nella mia introduzione e molte italiane) e modelle quasi esordienti. Hai avuto più problemi con “vip” che se la tiravano o con novelline che peccavano d’inesperienza?
Le “vip” non se la tirano praticamente mai. Il vip si comporta da “vip” se lo si tratta da “vip” (chiedendo la foto insieme o l’autografo…), ma basta fargli capire che stai solo lavorando e si comporterà da professionista. Ho assolutamente più problemi con chi non è capace di fare il suo mestiere; le più famose possono fare qualche piccolo “capriccio“, come chiedere la pasta piuttosto che l’insalata, ma le perdono senza problemi… l’incapacità è imperdonabile, invece.

Nella tua biografia sul sito, si legge testualmente che “hai tutte le possibilità per diventare un grande fotografo”… Cosa ti manca?
Mi manca lavorare all’estero, l’ho già fatto qualche volta, ma vorrei farlo in maniera più continuativa. Avendo moglie e due figlie, per ora non è una cosa fattibile, ma ci penserò quando le bambine saranno più grandi, cercherò un agente per l’estero…

Valutando gli scatti di alcuni fotografi in un certo periodo di tempo, si nota che alcune fotografie, specialmente riferite al campo della moda, tendono a ripetersi. Ovvero le modelle hanno espressioni, posisizioni uguali e le ambientazioni sono pressocchè identiche…

Io non mi reputo un fotografo di moda, perché per esserlo bisogna lavorare per riviste di moda ed io ho fatto pochissime campagne. Mi reputo piuttosto un fotografo di donne, anzi, forse potrei usare anche un’espressione più greve…

Ma ad ogni modo “l’autocitazione” presente in certe foto è dovuta alla necessità del fotografo di imporre un suo “stile”, oppure, più semplicemente, si tratta di una mancanza di idee?
Non so dirti, i siti di altri fotografi che guardo io (e sono soprattutto fotografi stranieri) non mi hanno mai dato quest’impressione. Attenzione, però: non sempre è mancanza di idee, può essere più semplicemente la difficoltà di realizzare certe cose… (e qui mi racconta un’interessante storia sul calendario di Rosaria Cannavò per Matrix, che però mi sono impegnato a tenere per me, ndr) A chiunque piacerebbe fare delle foto sulla spiaggia di Miami, ma non tutti possono permetterselo. Per fortuna, in Italia abbiamo valide alternative, ma bisogna “sbattersi” per averle a disposizione…
Ad esempio c’è una bellissima location in Italia, la spiaggia di Rosignano Solvay, che dove scaricano il bicarbonato è diventata bianchissima, sembra di essere alle Maldive… però per utilizzarla bisogna chiedere i permessi. E allora è molto più comodo per un fotografo di Verona fare delle foto davanti all’Arena, ad esempio…
Per fare delle belle foto c’è bisogno anche di un budget, che magari non tutti hanno. Gli stessi clienti preferiscono fare foto in studio perché costa meno.

E cosa pensi di quelle foto piene di orpelli, trucchi eccessivi, sfondi improbabili che vanno tanto di moda ultimamente? Non c’è il rischio che il fotografo, per ottenere un bell’effetto complessivo, finisca per non valorizzare al massimo la bellezza della modella?
Mah, anche questa è una cosa che sinceramente non ho notato. Ciò che noto, soprattutto ultimamente, è un utilizzo a volte eccessivo dei ritocchi, magari da parte di persone che non sono in grado di farli e finiscono per peggiorare la foto anziché migliorarla. Si stanno sviluppando due correnti di pensiero, chi ritocca le foto e chi, proprio per differenziarsi, cerca di lasciarle quanto più possibile simili all’originale. Però qualunque fotografo, per qualsiasi lavoro, ritocca le foto, perché si raggiungono ottimi risultati con un piccolo sforzo e perché ormai è davvero economico… Pensa che addirittura mi arrivano dalle email dall’India, che offrono un servizio di ritocco a 20 centesimi a foto! È incredibile come, grazie ad internet, qualsiasi fotografo al mondo possa lavorare con un team di fotoritoccatori indiani, praticamente in tempo reale

E tu personalmente che rapporto hai con Photoshop e gli altri programmi di fotoritocco?
Li uso perché me lo chiedono tutti. Dieci anni fa non era così diffuso, adesso chiunque conosce questo programma, persino Checco Zalone l’altra sera parlava di Fotoscioppo… Ho un’ottima ritoccatrice e lo uso anche personalmente. Il ritocco può variare dal semplice bilanciamento dei colori e contrasti, fino a levare le rughe, spianare la pelle, allungare le gambe, far dimagrire, cambiare il colore dei capelli… si può fare di tutto.

E a te è capitato di usarlo sia per le modifiche più basilari che in questi “casi estremi”?

Sì. Ad esempio, mi è capitato di fotografare un importante personaggio televisivo che aveva un gioiello addosso e di dover ritoccare la foto per far sparire quel gioiello, in quanto il cliente non voleva vederlo nell’immagine finale. Da un po’ di tempo ho dovuto mettere dei paletti, perché se dai al cliente il potere di chiedere qualsiasi ritocco, è come se lo trasformassi in Dio: gli consenti di fare cose che solo Dio può fare in natura e si entra in una sorta di gorgo… Mi son ritrovato a fare delle foto in un giorno, seguite da una post-produzione di due settimane (ed ovviamente i giorni in più di post-produzione non prevedevano un compenso extra), piene di richieste di cambiamenti fatte come se il ritocco non fosse un lavoro.

Il fotografo è un po’ come il dottore, o capita che qualche modella, magari esordiente, si trovi in leggero imbarazzo? Sei riuscito a venirne fuori?
Le modelle veramente imbarazzate non si fanno fotografare in deshabillé. Mi è capitato invece spesso di fotografare in topless ragazze che sostenevano di essere timide, per poi trovare, dopo 2-3 mesi, la foto in topless realizzata da me sulla copertina del loro composit. E allora chiedevo: “Ma non eri timida? E hai detto che la tua agenzia, i genitori e il fidanzato non volevano?”… e mi sentivo rispondere: “Sì, ma la foto è bella…”
Se so che devo lavorare con una modella bella ma timida, le posso parlare, ma in realtà l’imbarazzo viene superato nel momento in cui mostri serenità e professionalità e lei capisce che vederla con le tette al vento non ti cambia la vita… Non è che quando la modella si toglie il reggiseno mi esprimo con un misto di stupore e approvazione!

Cosa pensi della tendenza di molte starlette di fare servizi sempre più castigati per le riviste e risparmiarsi anche un semplice topless per un eventuale calendario? È diventato più difficile far foto di nudo?
È solo una questione di marketing suggerita dai loro agenti, che posso anche giustificare, in quanto porta parecchi soldi in più nel momento in cui arriva il calendario. A me è capitato con Elena Santarelli, che ho fotografato due anni prima del calendario di Max e mi ha detto: “Io non faccio topless perché so che lo farò su un calendario e non possono uscire delle mie foto in topless prima di allora“.
È diventato più difficile fare foto di nudo con quelle starlette che cominciano ad accrescere la propria fama. Per fare un esempio, ho fotografato Belen Rodriguez che mi aveva chiesto di non fare foto in topless; per un po’ è stata lì a giocare sul centimetro, a controllare che non si vedesse nulla… poi si è scocciata, ha deciso di non farci più caso e si è lasciata fotografare in topless. Il suo agente, Lele Mora, mi disse che Belen aveva fatto un errore e ormai era bruciata… beh, io questa settimana l’ho vista sulla copertina di 5 riviste diverse, non mi sembra affatto “bruciata”!

Oltre al talento artistico, che doti deve avere un aspirante fotografo?
La passione, per andare avanti anche nei periodi più difficili (come questo, in cui c’è complessivamente meno lavoro per i fotografi). A me fa specie incrociare gente che conoscevo vent’anni fa come assistente e adesso ha aperto un’edicola o un negozio… io avrei potuto fare solo questo mestiere.

In conclusione… quale delle ragazze che abbiamo ospitato sulle nostre pagine ti piacerebbe fotografare?
Alevanille… e Jesse Jane.

Potete trovare altre informazioni e foto di Luca Cattoretti consultando il suo sito ufficiale, www.luca-cattoretti.com. Come al solito, v’invitiamo a lasciare un commento anche a questa intervista…

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8 Responses

  1. SeThGrEeN says:

    Vedendo queste foto invidio molto Cattoretti

  2. Alevanille says:

    wow…=) un onore per me essere citata!=) grazie mille veramente!chissà che non ce ne sia modo^_^ baci e in bocca al lupo per ogni cosa=)))

  3. Molto interessante e devo dire che il suo sito è bello ma piu di ogni cosa mi piace la musica che ha messo.
    Qualcuno mi scriva e mi dica di chi è quella canzone e chi è quella voce.
    Comunque devo dire che non conosco i suoi lavori anche perché nelle foto non mettono mai i “loghi” dei fotografi e questo è un peccato. Quelle che sono sul sito e queste sono belle …

  4. Xoth says:

    Intervista decisamente interessante, sopratutto il discorso sugli agenti e le foto in topless.

  5. Angfox says:

    Mitico styl! Ottima intervista

  6. Luca Cattoretti says:

    La musica è dei Late Night Alumni in “Sunrise comes too soon ” Album ” Empty Streets” ciao Luca

  7. Angelo says:

    Bravo Cattoretti. L’autoscatto in hotel alla fine non è venuto male.
    A presto!

  1. 2010/07/14

    […] giuria tecnica: sono i professionisti che abbiamo intervistato in passato, ovvero Enrico Ricciardi, Luca Cattoretti, Pierangelo Gabrielli e Roberto Zecchillo. Hanno già votato, dunque so chi è “la più amata […]

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