Sick Girl – Marta “The Blonde Pit Bull”

Molti di voi probabilmente avranno già sentito parlare, in tv o sui giornali, delle Sick Girl. Il loro sito è molto popolare, così come i loro spettacoli live.
Ma siete sicuri di sapere davvero chi sono e cosa fanno?
BE! Magazine ha incontrato Marta “The blonde pitbull”, che delle sick girl è la portavoce, nonché presentatrice dei loro spettacoli. Con lei abbiamo parlato di calendari, reality show e molto molto altro.
Ne è uscita una lunga intervista in cui ho scoperto una ragazza molto intelligente, frizzante e con le idee molto, ma molto chiare. A voi la lettura… e come al solito aspettiamo i vostri commenti!

Prima di tutto grazie per la disponibilità, so che sei molto occupata e quindi ancora grazie. Vuoi dire agli amici che ci leggono chi sei e cosa fai nella vita?
Ciao a tutti e grazie a voi. Blonde pit bull (all’anagrafe Marta) è una Sick Girl, il che significa una modella “alternativa” (termine che non amo in modo particolare, ma ora si dice così) e una burlesque perfomer. Sono anche una dj hard trance. Detto nel modo più breve e comprensibile a tutti quanti

Da cosa nasce il soprannome “The blonde pit bull”?
Questo “nome d’arte” nasce da una serata particolarmente wild, durante la quale mi ruppi una costola e misi sotto sopra la casa di un amico… fu lui stesso a definirmi in quella occasione un pitbull biondo. Il nome credo mi calzi a pennello, e da quel giorno decisi di tenerlo.

Quali sono le cose che ti piacciono e quelle che odi di più?
In primis, la mia più grande passione è il mio lavoro. È la prima cosa alla quale penso appena mi sveglio, e mi occupa mentalmente per l’arco di tutta la giornata, ma sono felice sia così, perché l’unico modo per ottenere dei risultati è proprio sbattersi senza sosta. Posso dire che ciò che faccio equivale alla mia vita.
Se invece parliamo di cose più generali, mi piace la libertà, poter essere me stessa sempre e poter esprimere ciò che sono (cosa che faccio anche attraverso il mio lavoro) e l’intelligenza (qualità sempre più rara). Ovviamente ci sono poi un sacco di altre cose più personali, che coltivo nel tempo libero e che fanno parte del mio essere e della mia cultura… ma sono troppe per essere elencate.
La cosa che più odio invece è la stupidità, che considero il più grande peccato dell’essere umano. È più forte di me, di fronte ad una persona stupida non riesco a provare compassione, ma solo un fortissimo fastidio.

Quali sono i tuoi eroi/miti?
Miti ed eroi sono parole molto grosse, diciamo che ci sono diversi artisti che ammiro e stimo, in molti campi. Farti un elenco è impensabile, i nomi sono parecchi. Sono appassionata di filosofia e adoro Schopenhauer. Se parliamo di altro, fotograficamente apprezzo molto Erwin Olaf, cinematograficamente Darren Aronofsky (The Fountain e The Wrestler) e David Lynch(Twin Peaks, Velluto Blu).
Essendo una dj, stimo diversi dj produttori, come Dark by design, Scot project, i Lab 4 e Yoji Biomehanika. Ma potrei veramente andare avanti all’infinito… sono molte le arti che seguo e apprezzo.

Ho visto la tua pagina myspace e devo dire che è molto carina e molto particolare, soprattutto per quello che scrivi riferito alle “wanna be girl”…
Uso myspace e facebook come “piattaforme” lavorative e cerco di tenerle nel modo più professionale possibile. Non li considero mezzi per trovare amici o per passarci il tempo, ma per promuovere le mie attività e per mantenere i contatti lavorativi.
La parte inerente alle “wanna be model” è un po’ una provocazione…
In internet è facile crearsi un’identità non corrispondente alla realtà dei fatti. Basta fare 2 foto col proprio vicino di casa e in automatico queste ragazze si autodefiniscono modelle o performer, senza magari sapere cosa significa fare questo lavoro e quanti sacrifici bisogna fare. Ciò mi fa “sorridere”, perché credo sia davvero un comportamento stupido e immaturo, mentire non le aiuta certo a fare ciò che vogliono. E poi sinceramente bastano 2 secondi e un’occhiata al loro “curriculum” per capire che è tutta una montatura da myspace.

Ma davvero sono così tanti a chiederti uno spettacolo fetish privato?
(ride) Sì, sono davvero tanti. Il fetish è ormai una moda e i presunti “schiavi” spuntano come funghi. Basta avere una foto con in mano un frustino o con un outfit in latex per essere considerata da certa gente una mistress di professione.
Diciamo che fare proposte del genere è un modo squallido per provarci utilizzando l’arma del “diverso” e quindi “accattivante”, per sembrare una persona interessante. Il fetish invece è una vera e propria cultura (che per altro mi piace molto) e chi la conosce e l’abbraccia sul serio non scriverebbe mai certe cose al limite del ridicolo. Prima o poi farò una raccolta di tutte le mail e ci pubblicherò un libro.

Ci vuoi spiegare qualcosa del progetto sick girl?
“Sick girl” è un progetto che nasce nel 2004 con la volontà di proporre una tipologia di bellezza femminile diversa e contrapposta al classico modello di donna che ci viene “imposto” dai media. Tutto nasce con delle fotografie in stile clinic (dalle quali nasce lo stesso nome SICK GIRL) e successivamente viene decontestualizzato dalle semplici foto ad un’idea artistica più ampia comprendente anche il burlesque show.
I punti cardine di ciò che facciamo sono 2: malizia e ironia, arricchiti da un stile vintage che ripropone e reinterpreta in chiave moderna il concetto di pin up tipico degli anni ’40-’50.
Una sick girl quindi è sicuramente una ragazza che si propone in modo sensuale, ma anche in modo ironico e divertente, che gioca con la sua immagine, che utilizza il proprio corpo come canale espressivo. Questo lo si può vedere in tutto ciò che facciamo, dai set fotografici, al tour burlesque che ormai va avanti da anni in giro per tutta Italia, alle candid che abbiamo girato in passato fino ai video musicali che ci hanno viste come protagoniste.
Il nostro quartier generale è il sito www.sickgirl.it, dove possono essere visionati i nostri set e dove tutti possono essere sempre informati su ogni nostra attività. È il punto di contatto tra le sick girl e il nostro pubblico, o comunque parte di esso. La community per noi è importantissima e cerchiamo di curare ogni singolo giorno, coi nostri blog, il rapporto con chi ci segue e ci stima.

Si può dire che le sick girl siano la risposta italiana alle suicide girls? E ci puoi dire, se ce ne sono, le differenze tra i due gruppi?

Sick girl non nasce come proposta nostrana a siti americani, tra i quali suicide, questo perché semplicemente facciamo cose diverse. La cosa che può accomunare il nostro mondo a quello di suicide è sicuramente la volontà di proporre una tipologia di donna alternativa, ma i modi con cui lo facciamo sono comunque diversi.
Il nostro sito vuole essere prima di tutto un gruppo di ragazze con una mentalità comune e un ritrovo per tutti coloro che amano quei movimenti culturali/giovanili/sociali che, dagli anni ’50 ad oggi, dallo stile pin up fino ai giorni nostri, passando per il punk, il dark, il cyber e così via, ci rendono la bandiera stilistica di uno stile unico in quanto “melting pot” tra passato e presente.
Ma una sick girl è sick girl in primis per il modo di pensare, vivere e agire, e non solo perché ha uno stile particolare. Per questo motivo il nostro numero è molto ristretto, mentre quello delle suicide è più elevato.
Se invece parliamo di “immagine proposta”, suicide può essere considerato soft porno, mentre noi ci limitiamo al concetto di sensualità. Loro fanno nudo integrale, noi no, per fare un esempio, e non perché siamo contro il nudo integrale, ma semplicemente perché non ci interessa farlo. Preferiamo mostrare il giusto e lasciar viaggiare poi l’immaginazione di chi ci guarda.
In più, sick girl porta avanti da anni un tour di burlesque riconosciuto a livello nazionale da tutti i media come l’unica realtà nostrana, organizzato e professionale in tutto, cosa che le suicide, almeno a livello italiano, non hanno.

Una differenza che ho notato rispetto al sito delle Suicide Girl, è che nel loro per visualizzare i photo set bisogna registrarsi e pagare un abbonamento, il vostro invece è gratuito… Una bella differenza!
Sì, abbiamo cercato di mantenere il nostro sito il più free possibile. Ogni utente volendo può farci delle donazioni in denaro, ma l’iscrizione è comunque gratuita. Per ora… in futuro non si sa mai

Per le amiche che ci leggono, ci puoi dire cosa vuol dire essere una sick girl e quali sono i “requisiti” per diventare una di voi?
Sick girl è prima di tutto uno stato mentale.
Il nostro progetto ha dei cardini e dei must che non possono essere abbracciati se già non fanno parte di un proprio modo di pensare e vivere. Non bastano 2 tatuaggi o dei capelli colorati, l’immagine deve essere supportata sempre da delle ideologie forti. Ciò non significa che tutte le sick girl devono essere uguali o pensarla nella stessa maniera, anzi, la diversità è uno dei nostri punti di forza. Ma è anche chiaro che una ragazza che magari ha lo stile giusto ma che vorrebbe nella vita fare la velina, mai potrà diventare una di noi.
I requisiti sono un bella dose di cervello, un modo di vivere, di pensare, di comportarsi in linea con le nostre ideologie e ovviamente uno stile particolare. Fisicamente non bisogna essere perfette, ma comunque piacevoli. Per diventare sick girl ufficiale è necessario fare un percorso selettivo che parte dalla richiesta che viene fatta tramite il nostro sito.
Chi passa questa prima fase entrerà nella secondo fase, ovvero la fase desiderosa di contagio, durante la quale la ragazza dovrà dimostrare di essere idonea sotto OGNI punto di vista, avendo anche la possibilità di scattare dei set con i nostri fotografi e ovviamente scrivere sul proprio blog. Se sarà in grado di farlo, diventerà sick girl.

Ci sono uomini o ragazzi che hanno chiesto di far (o fanno) parte del “gruppo”?
(ride) Sì, ogni tanto qualche simpaticone fa richiesta… ma è ovvio che non ha i requisiti fisici necessari per essere una di noi!

Sul sito ho visto che fate anche degli spettacoli. Che genere di show fate e dove vi esibite?
Sick girl propone uno show burlesque in chiave moderna.
Il burlesque è un tipo di show che affonda le radici nel voudeville di fine ‘800 e nelle arti circensi. Era uno show “popolare”, nato proprio dalla volontà di divertire la gente comune, il popolo appunto, gente che non disponeva dei soldi necessari per un tipo di divertimento più alto borghese, per così dire. In origine le performer erano donne del tutto normali, magari non particolarmente belle, ma con una carica sensuale unica. È uno show fatto di movimenti, sguardi e coreografie diverse dai soliti spettacoli.
Ora siamo nel 2008 e ciò che noi vogliamo proporre è un burlesque nuovo e unico, che prende sì spunto da ciò che fu, ma che vuole essere arricchito da tutto ciò che c’è stato a livello di immagini fino ai giorni nostri. Per questo ciò che facciamo è stato ribattezzato neo burlesque.
Per spiegare come funziona un nostro show, ogni starlette propone dei numeri coreografati su una base musicale che culminano in uno spogliarello mai integrale, tutto fatto in chiave ironica, simpatica e sopra le righe. Non solo per piacere ad un pubblico maschile, ma anche e soprattutto ad un target femminile che vedendoci si diverte e capisce che si può essere sexy anche senza essere perfette e anzi ridendo dei propri difetti. In ciò che facciamo vi è ovviamente una ricerca molto curata dei costumi, tutti volutamente vintage e ispirati al passato. Ventagli, calze a rete, tacchi a spillo, ma non solo… anche uniformi da infermiere, marinai, cow girl e così via.
Lo show completo poi prevede anche una band dal vivo, i Kid Combo, che suonano il loro rock’a’billy mentre noi ci esibiamo con loro sul palco. Ci esibiamo per di più in locali adatti ai live, ma anche in altre realtà, dai grandi festival musicali ai locali di cabaret.

Tu in modo particolare che genere di show fai?
I miei act all’interno dello show sono ad oggi 5, dal marinaio alla tennista. In più presento lo show.

Burlesque show… se non sbaglio è il genere che fa Dita Von Teese. Vi siete ispirate a lei per gli spettacoli?
In realtà ciò che facciamo è molto diverso. Dita fa uno show basato molto sulla scenografia, con vestiti costosissimi e accessori altrettanto costosi. Se vogliamo essere proprio precisi, il vero burlesque non è nemmeno questo, forse Dita è un po’ troppo costruita rispetto a ciò che era il burlesque alle origini. Noi ci focalizziamo di più sulle espressioni e sul lato ironico della cosa.

Sulla tua pagina myspace ho visto le risposte alle domande più frequenti. A parte il fatto che le risposte sono molto divertenti, mi pare di capire che molti pensano che essendo un “tipo” alternativo tu sia quasi una squillo…
No, non credo che la gente pensi così. Ma è ovvio che la mentalità gretta di alcune persone vedendo delle foto sensuali e con pochi vestiti addosso li porti a scrivere certe cose. Ci provano, magari pensano che gli possa andare bene… e pensano male, ovviamente!

Come sei diventata una sick girl o chi ti ha proposto di diventarlo?
Sono entrata a far parte del gruppo nel 2006.
Ai tempi lavoravo come vj a Rock TV (canale musicale del pacchetto Sky) e avevo cominciato a scattare con alcuni fotografi tra Milano e Roma. Un fotografo di sick girl mi ha vista e mi ha proposto di diventare una del gruppo. All’epoca non conoscevo molto del progetto, a dire la verità. Mi sono informata e me ne sono innamorata all’istante, così ho accettato con grande piacere.

Se non fossi diventata una sick girl, che cosa avresti fatto nella vita?
Sick girl è arrivato in un momento in cui già da tempo avevo capito che volevo lavorare con la mia immagine e con la musica facendo la dj, quindi di base non mi ha sconvolto la vita o i progetti. Avrei probabilmente continuato a fare ciò che già facevo, valutando eventuali altre proposte.

Ti ricordi il primo spettacolo delle sick girl che hai visto? E cosa hai pensato?
A dire il vero, mi hanno proposto di fare lo show ed il primo che ho visto è anche il primo che ho fatto! (ride)
È stato unico, fare gli show è una scossa di adrenalina pazzesca, sul palco mi piace fissare negli occhi la gente che sta sotto e vedere che faccia fanno. Eravamo a Verona, era Luglio, uno show all’aperto. Appena salita sul palco ho capito che avrei continuato a farli, un divertimento unico. Al di là di tutto comunque, dietro c’è anche tanto lavoro, prove e affiatamento con le altre.

Lo spettacolo e il servizio fotografico più strano che hai fatto?
Strano non direi, diciamo “speciale”.
Per lo show indubbiamente quello fatto questo Halloween al Thunder Road di Codevilla (PV). Ogni numero era stato ristudiato per l’occasione, e le risate si sono moltiplicate a livello esponenziale. Per chi non ci ha viste in questa occasione, immaginatevi come può essere uno show burlesque in chiave “macabra”, tra fake blood, finti omicidi sul palco e zombie.
Per quanto riguarda il servizio fotografico, di solito quando scatto in esterna è sempre più divertente. L’ultimo set che ho fatto, al parco di Monza, è stato davvero un’impresa, tra gente che si fermava a guardare e ragazzini in gita!
(ride)

Da quello che ho letto sulla tua pagina e sul sito ho capito che ricevete molte richieste strane… La più bizzarra che ti hanno mai fatto?
Direi che la cosa più “fastidiosa” e “ridicola” è stata un’invasione sul palco durante uno show a Torino. Avere un ragazzo sbronzo che mentre lavori ti fa proposte sotto l’effetto dell’alcool è qualche cosa di spiazzante… l’ho cacciato a calci in culo… di sicuro se ne ricorderà per un bel po’!

E quella più strana che hai accettato? E come mai?
Quando si parla di lavoro accetto SOLO proposte professionali. Se invece parliamo di vita privata, il discorso è ben diverso, ma non sono cose che svelerei in una intervista…

Ho letto anche che sei molto selettiva, nei riguardi dei fotografi…
Per forza!!!
Di base scatto per sick girl, quindi quella è la mia priorità. Il problema è che, come molte si fingono modelle, molti altri si fingono fotografi. Non mi interessa scattare con gente che non lo fa a livello professionale, soprattutto se non vi sono proposte lavorative interessanti dietro. Se si parla di foto professionali e di lavori pubblicabili, ovviamente posso prendere in considerazione la cosa, se la trovo interessante o redditizia. Altrimenti preferisco essere subito chiara e dire di no. Tengo molto alla mia immagine e non ho nessuna intenzione di svalutarla con 500 foto inutili da mettere solo su myspace.

Hai mai posato senza veli?
Completamente nuda mai; nuda, ma coperta nei punti giusti, sì, è capitato e sono stata soddisfatta del risultato. Il nudo integrale è molto difficile da realizzare. Non sono contro al farlo o a chi lo fa, posso essere contro a come viene fatto. È molto difficile ottenere una bella foto di nudo integrale, perché è un genere che sta su di una lama, a metà strada tra la volgarità e il banale ed è facilissimo cadere da una parte o dall’altra. Quindi è necessario valutare bene se lo si vuole fare e per quale motivo.
Vedo tante foto di nudo davvero brutte, oltre a vedere foto in generale davvero brutte. Ci sono tantissime ragazze che fanno certe cose senza pensarci minimamente. Il proprio corpo deve essere rispettato e dal mio punto di vista sdoganarlo così per avere un prodotto finale non di qualità, è davvero un grave errore da non commettere mai.

Ho visto che è uscito il vostro nuovo calendario. Cosa ne pensi delle “starlette” della nostra televisione che fanno i calendari e poi dicono “il nostro è un nudo artistico e non volgare”?
Prima di tutto sì, è uscito il nostro calendario, il terzo della nostra storia. Lo potete trovare in primis nello shop del nostro sito, ma anche nelle edicole di tutta Italia, nei negozi Feltrinelli, Mondadori, nel catalogo Negative e sul sito negative.it.
È ovviamente un calendario diverso dai soliti che normalmente le letterine o veline di turno fanno. Questo perché noi siamo ben lontane, e felici di essere lontane, da quel tipo di immaginario. Quei tipi di calendari di artistico non hanno nulla. Va di moda dire così, perché si cerca di dare un valore aggiunto a ciò che invece viene fatto solo per l’arrapamento maschile, perchè fa figo, ovviamente. Sinceramente io in un calendario di nudo fatto da una velina di artistico non ci vedo proprio nulla. E ti dirò, di quelli che ho visto, alcune foto sono anche brutte, tecnicamente parlando.

Hai partecipato a diverse trasmissioni televisive. Quale ti è sembrata la più vera e quale la più falsa e perché?
La tv è un mondo strano che a mio avviso, per quello che faccio, va presa a piccole dosi. In tv hanno sempre la pretesa di voler controllare ciò che fai, di volerti incanalare in quelli che sono i loro “princìpi”, per così dire. Le trasmissioni che a mio avviso meritano di essere fatte sono quelle che ti permettono di poterti esprimere per quello che realmente sei, e non per quello che vogliono gli altri.
Ricordo con piacere le mie dirette a Rock TV, dove sul serio potevo essere me stessa e piacere o meno per ciò che sono realmente.

Cosa ne pensi dei reality show e di chi vi partecipa?Tu ci andresti mai?
Non seguo molto la tv e in tutta sincerità certi programmi non li guardo, non trovo interesse in certe cose.
Trovo che siano la forma più bassa di intrattenimento e ci si perde dietro davvero troppo tempo. Evidentemente c’è gente che li guarda, altrimenti non avrebbero tutto questo successo, ma non mi pongo minimamente il problema di giudicare chi li fa, in tutta sincerità ho ben altre cose a cui pensare.
Io non vi prenderei mai parte: se devo fare qualche cosa, voglio che abbia un significato, che faccia pensare chi mi guarda e segue, che lanci un messaggio, che esprima un concetto più alto di quello che rappresenta vedere della gente in costume da bagno che si procaccia il cibo su di un’isola deserta.

Cosa ne pensi di quella gente che storce il naso di fronte alle persone tutte tatuate e con piercing?
Anche qui, non ci penso molto.
È ovvio, e sarà sempre così fino a quando la gente comune non cambierà modo di pensare (ma credo che la cosa avverrà tra secoli), che chi non è dentro a certe culture estreme non capisca i motivi che spingono una persona a tatuarsi o a bucarsi la pelle. Ma francamente poco mi interessa, anzi essere piena di tatuaggi è una sorta di deterrente verso chi non ha l’intelligenza necessaria per capire certi modi di essere. Quindi da un lato, sono ben contenta che certe persone si “allontanino” di loro spontanea volontà da me per certe mie passioni.

Ultimamente nei telegiornali sono molte le notizie di ragazzine (minorenni) che vendono le loro foto osè ai compagni per comprarsi i vestiti firmati o il cellulare nuovo. Cosa ne pensi?
Penso che il mondo meriti di finire, sul serio. Siamo ormai arrivati ad un livello tale di “sdoganamento” di sé stessi, che non oso immaginare cosa faranno i ragazzini tra una decina di anni. Tutto ciò è molto squallido, il materialismo ha davvero rovinato diverse generazioni. Si potrebbe parlarne per ore, ma diventerei prolissa. Sintetizzando, posso dirti che non approvo certe cose e che spero, ma non credo accadrà, che si faccia qualche cosa per limitarle.

E di quelle ragazzine che fanno le cubiste seminude per pochi euro?
Stesso discorso. Triste e squallido.

Nei locali che frequenti ti è mai capitato di incontrare questo tipo di baby-cubiste?
Fortunatamente no. Lavoro per e frequento solo locali seri dove certe cose non accadono.

Vuoi dire qualcosa a queste ragazze?
Di smetterla subito, perché non è questo il modo per rendersi interessanti agli occhi degli altri, dimostrate solo di non essere intelligenti.

Quali sono i tuoi e i vostri prossimi progetti?
Con sick girl continuare con gli show e con tutte le nostre altre attività, continuare a crescere come progetto e portare in giro il nostro “verbo” di diversità. In più, recentemente è nata anche la nostra etichetta musicale, “Vinylsick”, che ha recentemente pubblicato il nuovo album dei Kid Combo, “Viva la muerte”. Quindi ora siamo impegnato anche nel fantastico mondo della discografia!
Personalmente, oltre a questo, portare in giro i miei dj set, che quest’anno sentirete spesso al Decadence, la serata fetish numero uno in Italia!!

Vuoi dire qualcosa a qualcuno dalle nostre pagine senza peli sulla lingua? (tieni presente che i soldi per l’avvocato non ce li abbiamo)
Dico sempre tutto in faccia, quindi non ho nulla da dire a nessuno che già non sappia (sorride)

Pensando al futuro… Dove ti vedi tra 1 anno, 10 anni e 20 anni?
Vivo molto alla giornata e non amo pensare troppo al futuro, anche perché ho capito col tempo che la vita non va quasi mai come ti aspetti. Ciò non significa che non abbia degli obiettivi, ma solo che preferisco focalizzarmi sul presente, senza pensare troppo a cosa sarò o farò tra 1 o 20 anni. Anche perchè potrei già essere sotto terra!

Per le foto si ringraziano: Anna Taschini, Emanuele Tortora e Federica Galli.
Sick girl official site
The Blonde Pitbull official myspace

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8 Responses

  1. Alessandro (axel8020) says:

    Ottima intervista!! Complimenti!

  2. Mary says:

    ci vorrebbero 10.000 blondepitbull nel mondo!
    le sickgirl sono ragazze che meritano attenzione e meritano di essere considerate modello per le nuove leve. l’esempio di quanto si deve sudare per arrivare agli obbiettivi prefissati da ognuno di noi
    ironia e cervello, gli ingredienti perfetti!!

  3. Kiko says:

    Grande Marta, sincera, diretta e “vera” come sempre !
    – Kiko –

  4. Valentine says:

    intervista bellissima…molto piacevole da leggere e soprattutto molto VERA.

  5. barbar!na says:

    XD!

    Tanto sai già cosa penso di alcuni punti dell’intervista.
    E comunque mi spiace,ma l’erba cattiva come noi due è sempre l’ultima a crepare.Vuoi perderti lo spettacolo per caso?

  6. vanilly says:

    io ho fatto la cazzata di partecipare a veline,ma la penso come te!!!
    sei una grande!
    kiss alla vaniglia

  7. Ugo says:

    Ah, non è una pornostar.. sembrava.

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