Intervista a Nino Frassica

Non c’è miglior attestato di stima per un sito che vedere tornare i propri ospiti, evidentemente soddisfatti dell’accoglienza trovata… Torna con noi, dopo l’intervista di qualche mese fa, lo scrittore Alessandro Coppi e non si presenta a mani vuote. Ci porta infatti un’intervista a Nino Frassica, personaggio che certo non ha bisogno di presentazioni. Senza ulteriori indugi, vi lascio dunque alle sue parole!

Ho avuto il piacere di incontrare il camaleontico e poliedrico Nino Frassica, show man, attore di cinema, di fiction e di teatro, giornalista, cabarettista, scrittore, insomma, rubando lo slogan della Rai “di tutto e di più” per il simpatico e intraprendente siciliano, il quale ogni scommessa che fa è solito vincerla… Provare per credere!
Nino, ormai di strada ne hai fatta tanta e ti sei cimentato in ogni settore dello spettacolo. Se si parla di personaggi siciliani di rilievo i nomi che escono fuori sono tre: Pippo Baudo, Nino Frassica e Fiorello. Ma come è iniziata questa splendida avventura?

Ai tempi della scuola, come quasi tutti, con lo spettacolo studentesco. Le prime soddisfazioni, i primi applausi, ma non si sa mai come andrà, si prende tutto e soltanto come un hobby… Poi insistendo, dopo molti anni passati a fare il dilettante, grazie a Renzo che mi ha scoperto sono approdato al professionismo.

A chi ti sei ispirato nella tua carriera?
In realtà non è che mi sono ispirato a qualcuno. Ci sono tutta una serie di personaggi da Totò ad Abatantuono, ai fratelli Marx, la comicità farsesca, quella napoletana che hanno influito molto nel mio repertorio. In generale posso dirti che quello che mi fa ridere cerco di riproporlo, di ripeterlo, ma filtrandolo attraverso la mia comicità e personalità. Voglio far ridere come gli altri fanno ridere me!

Cosa ti è rimasto di quel periodo, definiamolo “surreale”, in cui conducevi con Arbore “Indietro Tutta”, il programma kult per eccellenza della tv italiana?
L’occasione migliore che mi poteva capitare. Avevo tutta la libertà di improvvisare, creare e fare l’umorismo che piace a me. Era una trasmissione in cui tutto, per più di un’ora, era improvvisato. Non esistono più programmi del genere.

Ma come sei entrato in contatto con Arbore?
L’ho contattato io, gli ho mandato messaggi, gli ho scritto… Ho fatto di tutto per farmi notare. Famoso il messaggio che gli lasciai in segreteria con una simpatica battuta consona alla sua comicità che lo colpì molto. Sono “arboriano” in tutti sensi, avevo sempre seguito Renzo per radio e assimilato completamente la sua comicità. Siamo tuttora in ottimi rapporti poiché è la persona con la quale ho iniziato ed è stato per me un maestro.

Come mai questo tuo continuo cambiare di vesti, dallo show man all’attore, dal giornalista allo scrittore. In quale ti senti di più a tuo agio e riesci a esprimere meglio te stesso?
Quando uno ha la voglia di raccontare, di fare, prova tutto. Ho provato anche a fare i quadri, la scultura. Uno le prova tutte e poi si applica di più su quello che sa fare meglio. Insomma mi considero un artista a 360 “quadri”. E poi la libertà di poter fare e sperimentare cose nuove e diverse non ha paragoni e non molti se lo possono permettere.

Un episodio della tua vita che ti è rimasto impresso e non potrai mai dimenticare.
Avevo compilato una schedina del totocalcio ma, stando sul set, non ebbi modo di giocarla e il destino volle che era un 13. Così persi la vincita.

Come è la situazione dello “spettacolo” oggi in Italia?
In realtà c’è una grande confusione poiché c’è stata l’invasione dei reality, dello spettatore che diventa “attore”. Spesso si confonde il professionista con uno che passa per caso e questo non è molto bello.

Nella scorsa stagione televisiva sei stato protagonista del programma di Raiuno “I Migliori Anni”, premiato come migliore trasmissione dell’anno. Come è stato questo connubio con Carlo Conti?
Bellissimo! Con Carlo avevo già fatto “Fratelli di test”. Siamo molti amici nella vita e lui mi vorrebbe in tutte le trasmissioni che fa. Ma sto dosando le presenze nei varietà in tv poiché ho più voglia di cinema e di fiction. Se faccio molto varietà mi inflaziono e perderei l’occasione di girare film. Cerco, se possibile, di fare il varietà una volta all’anno.

Ed è per questa stima reciproca che stai replicando la collaborazione con il presentatore toscano?
Sì, siamo appena ripartiti con “I Migliori Anni” e sono molto contento di essere tornato, poiché con Carlo ho carta bianca e mi posso “sbizzarire”, quindi il divertimento è sicuro.

A proposito di premi, ti do la possibilità di premiare tre personaggi nostrani. Tira fuori i nomi.
Sicuramente per la televisione due registi ai quali sono legato, sia per il mestiere, sia per amicizia: Vittorio Sindoni ed Enrico Oldoini.

E il terzo?
Francesco Scalo, che lavora in coppia con me da tempo e c’è un grosso affiatamento, oltre che un’amicizia che dura ormai da venticinque anni.

Nella tua vita e carriera cosa è che non faresti o che invece avresti voluto fare?
Mi sarebbe piaciuto fare il cinema d’autore, sempre con ruoli comici. Ciò che non farei mai è spiattellare la mia vita privata in pubblico, nei gossip o cose del genere. Ecco, non farei mai un reality!

Hai ancora un sogno da realizzare?
Certamente! Ho finito di scrivere una mia sitcom e mi piacerebbe realizzarla come autore, regista e interprete.

Cosa consigli ad un giovane che vuole iniziare la carriera nel mondo dello spettacolo?
Di provare, di fare tutto e non avere la paura di sputtanarsi, poiché tutto fa esperienza, anche le cose negative. Bisogna imparare e capire la cosa che si sa far meglio per poi insistere su quella. Una volta focalizzate le capacità bisogna proporsi alle persone che possono capire, non a vanvera.

Anticipaci qualcosa su quello che farai o sei hai qualche cosa di esclusivo da confidare ai nostri lettori.
Ho molte cose in calderone. Per la fiction, riprendo sia “Butta la Luna”, la seconda serie, che “Don Matteo”, ormai alla settima. Poi due film per il cinema: uno impegnato, di Tornatore, dal titolo “Baaria” e poi uno leggero e commerciale, il film di Natale di Massimo Boldi. Mi preme ricordare che in questi giorni sta girando sui media lo spot, in cui ho partecipato, contro il racket, che non è un problema solo siciliano ma riguarda tutta l’Italia: è una malattia nazionale che va sconfitta assolutamente.

Alessandro Coppi
www.alessandrocoppi.com

(immagini tratte dal web)

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