Inglorious bastards: il nuovo film di Tarantino

Tarantino Quentin, regista cult degli anni novanta; maestro dallo stile inconfondibile, pulp ma non solo.
Difficile non riconoscere un film di Tarantino, sebbene ogni suo film sia completamente diverso da tutti i precedenti.

tarantino

E di un altro genere si tratterà nel caso di Inglorious Bastards: un film sulla seconda guerra mondiale (ispirato a Quel maledetto treno blindato di Castellari).
Il mondo di Tarantino si perfezionerà con una pellicola di guerra, che dovrebbe uscire nell’estate del 2009.

Nel cast figurano attori molto noti: Michael Madsen, Tim Roth (che forse però ha rinunciato) e ultimamente si è confermata la presenza di Brad Pitt, Diane Kruger nonchè Mike Myers. La trama, che si svolge per di più in Francia, è quella di un gruppo di ebrei statunintensi (i bastardi senza gloria) che sbarcano in Europa con l’obiettivo di uccidere più nazisti possibili.
Ma cosa ci si può aspettare da questa pellicola?

Per capirlo cerchiamo di ricostruire il mondo di Tarantino attraverso alcune parole, che credo siano la chiave di lettura di tutti i suoi personaggi, pazzi ma razionali, spietati ma impulsivi, duri ma teneri.

La filosofia di Quentin Tarantino

Non farò un’analisi dal punto di vista tecnico-cinematografico perchè non ho le dovute conoscenze, cercherò di riassumere il pensiero di Tarantino così come viene presentato nei suoi capolavori.
Credere che i film di Quentin siano solo il racconto di una sparatoria e di gente losca è sbagliato. La storia fa da giudice nella vita dei personaggi, come una specie di karma, per spiegarci che siamo noi gli artefici del nostro destino.

Per facilitare la comprensione utilizzo questa legenda:
BLU quando parlo di "Le Iene".
ROSSO quando parlo di "Pulp Fiction"
MARRONE quando parlo di "Jackie Brown"
Arancione quando parlo di "Kill Bill"

Morale

Le ieneMr Pink “Did you kill anybody?”
Mr White “A few cops”
Mr Pink “No real people?”
Mr White “Uh uh, just cops”

Che i film di Quentin siano violenti appare evidente fin dall’inizio della sua carriera da regista con Le Iene. Tutte le uccisioni possono sembrare lo spietato gesto di un pazzo, ma dietro ogni colpo sparato esiste una logica.

I motivi ci sono quasi sempre, vi cito 3 esempi:

Ne Le Iene vengono uccisi alcuni poliziotti; la guerra tra guardie e ladri è come quella tra il bene ed il male, i poliziotti fanno bene ad uccidedere i ladri e viceversa, non c’è niente di male nell’uccidere un poliziotto per un ladro (spiegando così la frase citata).
In Kill Bill Beatrix (Uma Thurman) uccide Bill, il padre di sua figlia. Ma Bill aveva tentato di uccidere Beatrix, dunque Beatrix meritava la propria vendetta (come ammette lo stesso Bill).
I due omicidi appena citati sono “giusti” hanno una morale, anche se assurda; quando un crimine è “sbagliato” il colpevole viene sempre punito dalla storia (solitamente morendo).
In Jackie Brown Bridget Fonda viene uccisa perchè prendeva in giro Robert De Niro un criminale ormai sul viale del tramonto. Quest’uccisione senza giusto motivo (addirittura banale) è punita con la morte di De Niro; anche John Travolta viene ucciso, in quanto ha sparato erroneamente ad un amico (ma egli merita la morte soprattutto per un altro motivo). Questo ci porta alla prossima parola chiave.

Redenzione

Liberazione dell’uomo da uno stato di impurità e sofferenza per raggiungere una salvezza superiore attraverso un sacrificio o un’espiazione (De Mauro).

Travolta e Jackson

I protagonisti dei film di Tarantino sono sempre “gangster” (hanno anche una divisa da gangster, come se timbrassero il cartellino). I gangster vivono la loro vita per due motivi: rubare e fregare gli sbirri.
I gangster nella loro carriera possono mirare a far parte della cavalleria (come Mr. Wolf, risolvi problemi) oppure a diventare dei boss. Per un gangster scendere di grado è una condizione umiliante: quando John Travolta e Samuel L. Jackson indossano i normali abiti di Jimmie (Tarantino) vengono definiti “due coglioni”. L’unica alternativa alla carriera da gangster è quello di capire il mondo: diventare asceti. Ci provano Samuel L. Jackson e Uma Thurman, entrambi vi riescono e ne trovano vantaggio (sebbene non viene raccontata la loro storia una volta che sono “arrivati”, soltanto un
“La Leonessa si è ricongiunta al suo cucciolo e tutto va bene nella giungla).
Quando un personaggio perde la propria morale, commette un peccato e deve redimersi. Bruce Willis ha commesso peccato perchè ha fregato Marsellus e la sua giusta punizione sarebbe la morte; eppure egli si redime uccidendo gli stupratori che stavano violetando Marsellus: per questo egli si merita la libertà, al contrario Travolta non capisce il miracolo al quale ha assistito insieme a Jackson e per questo viene ucciso da Willis. Gli assassini di Beatrix possono redimersi solo con la morte, non c’è scampo per loro (ma allo stesso tempo la figlia di Vivica Fox merita la propria vendetta per l’uccisione della madre).

Schieramenti

Il concetto di schieramento è fondamentale per comprendere il karma del signor Tarantino. I gangster e gli sbirri sono i due schieramenti più evidenti, cerchiamo di analizzarli.
Gli sbirri indossano una divisa, spesso però non svolgono il ruolo di poliziotto che fa rispettare la legge, ma di furbo che vuole solo incastrare i criminali, sono subdoli e non dicono mai quello che pensano; sembra che a distinguerli dai criminali sia solo la divisa.
Infatti anche i criminali hanno una divisa (quella delle iene, quella di Travolta e Jackson, quella degli 88 pazzi), oltre a odiare gli sbirri hanno la fondamentale differenza di odiarsi tra di loro: Le Iene è la perfetta trasposizione di questo concetto. Tutti i criminali sono dei pazzi che possono esplodere da un momento all’altro, ed è nel “mexican standoff” finale che si esprime appieno questo concetto.
Il concetto di divisa è fondamentale, una scena perfetta per capirlo è la cena al Jack Rabbit: Uma Thurman non appartiene ai gangster, è solo la moglie di un gangster, è una persona comune; Travolta invece indossa la divisa: è un gangster. E quando arrivano al ristorante ci sono tutti i camerieri vestiti da attori del passato; Travolta è stupefatto, si guarda attorno incredulo, anche i camerieri, proprio come lui, indossano una divisa, e lui li riconosce. Travolta non si confonde come Thurman, credendo che ci sono due Marylin Monroe, cita tutti gli attori che vede, capisce persino che il proprio cameriere non è troppo in gamba (non crediate che questo discorso sui camerieri sia esagerato, infatti Steve Buscemi fa proprio la parte del cameriere e compare in video per non più di 30 secondi!).

Citazioni

Tarantino è un’enciclopedia vivente, ha visto e rivisto migliaia di film e asserisce di averli tutti in mente ogniqualvota gira una scena. Molto spesso gli viene fatta l’accusa di plagio, ma così non è. Le citazioni (a volte esplicite) fanno parte del postmodernismo (o anche avantpop) e sono un omaggio a tutti gli autori ai quali Quentin si ispira per filmare. La citazione è necessaria: moltissime situazioni sono già state riprese più e più volte, ignorarlo non porterebbe a nulla, citare quei film aggiunge qualcosa che prima non c’era: un nuovo punto di vista, una sintesi del precedente; cosa impossibile privandosi della citazione (si avrebbe solo un’antitesi). Questo è il succo del postmoderno è Tarantino lo racchiude in uno zoom di 4 secondi.
Sono molteplici anche le auto-citazioni: la valigetta, le volpi forza 5, i fratelli Vega o la katana.

Feticci

uma thurman piediTarantino ha molti feticci: i piedi in particolare. In ogni pellicola i piedi femminili stuzzicano gli uomini (Le Iene escluso). In particolare i piedi di Uma Thurman sono il sogno erotico di Tarantino così come appare evidente in alcune inquadrature che vanno a zoomare proprio lì…
Ma i feticci sono anche altri: l’uso dei medesimi attori. Uma Thurman, Michael Madsen, Samuel L. Jackson, Tim Roth e Steve Buscemi compaiono tutti in almeno 2 dei suoi 6 film.
Le inquadrature caratteristiche: la più famosa è quella dal bagagliaio. In ogni film vi è almeno una scena ripresa dal bagagliaio di un’auto. Anche i piano sequenza sono molto frequenti e molto lunghi (piano sequenza è quando una scena è fatta senza tagli) ma la scena più caratteristica è il “mexican standoff”: tre uomini si puntano la pistola uno contro l’altro.
Gli oggetti creati da Tarantino si ripetono sempre nei suoi film: le sigarette “Red Apple” o gli hamburger del “Big Kahoona Burger”.

Non ho volontariamente parlato di “A prova di morte” ultimo film di Tarantino, non perchè lo ritenga un film inferiore agli altri, ma è un film diverso. Le citazioni si sprecano, ma ciò che rende il film particolare è lo sfoggio di auto-citazioni. Quasi come per dire “Ehi, io sono Tarantino!” Anche in questo film ci sono tutti i temi appena citati, ma sono presenti come autocitazione; la morte del serial killer è una vendetta che segue così perfettamente le regole appena citate che è praticamente la banalizzazione del karma tarantiniano (anche per l’esagerazione delle scene, tipico del “grindhouse”).

Ci sarebbero ancora molte altre cose da dire (su Grindhouse e non solo), come il significato dei dialoghi (avevo preannunciato che avrei spiegato il dialogo su “Like a virgin” di Madonna, ma non voglio annoiarvi troppo, e poi ci potete arrivare da soli è facile) e tantissimo altro ma torniamo a Inglorious Bastards.

Da grande fan di Tarantino ho posto molte speranze in questo film. Perchè come detto l’ultimo film, a mio parere, è un modo di fermarsi e guardarsi indietro, ora però bisogna guardare avanti e continuare a creare l’arte che solo Quentin può darci. Dalla qualità del prossimo film (le riprese iniziereanno ad ottobre) si chiarirà subito se la vena artistica è svanita tra droghe e donne oppure e rimasta, nonostante droghe e donne.

Grazie e ciao!

You may also like...

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *