Come fotografare i fulmini

Inauguriamo oggi la sezione di BE! Magazine dedicata alla passione per la fotografia. Ci troverete interviste a fotografi affermati, “showcase” di fotoamatori, recensioni e tutorial per imparare qualche trucco del mestiere.
Neuro74 ci spiega come catturare uno dei fenomeni più affascinanti, inaspettati e distruttivi che la natura possa regalarci: i fulmini.

Non sono un fotografo professionista e questa miniguida nasce dalla mia esperienza in campo, se ci sono imprecisioni o approfondimenti, domande,  fatemelo sapere…

L’essenza della fotografia è “catturare l’attimo” e in quella naturalistica nulla meglio di un fulmine può rappresentare tale concetto.
Ma come fare per fotografarne uno?
I fulmini sono eventi tanto terrificanti quanto affascinanti, ma soprattutto “imprevedibili”. Certo possiamo immaginare che se è in arrivo un temporale o una tempesta possano esserci buone possibilità di avvistare qualche bella scarica, ma calcolare l’esatto momento per premere il tasto di scatto risulta impossibile, quindi dobbiamo anticiparli, creare una vera e propria “trappola per fulmini”.
Per prima cosa abbiamo bisogno di una macchina fotografica (non è necessaria la reflex professionale, esistono ormai ottime fotocamere alla portata di tutti) che abbia la possibilità di impostare i tempi di scatto manualmente, come anche l’apertura del diaframma e la sensibilità ISO della “pellicola” (consiglio una letta del manuale) e di un cavalletto o supporto stabile, adatto a sorreggere il peso della macchina. Una volta capito come variare le impostazione nel menù, andiamo ad impostarle per impressionare il fulmine:

-obiettivo: grandangolare, deve “prendere” più cielo possibile

-messa a fuoco: manuale (per evitare che la fotocamera la cambi da sola) e su infinito. In alternativa in presenza di luna o nuvole (prima del tramonto) possono aiutare la messa a fuoco.

-tempi: lunghi, dai 10/20 sec in sù. Se si dispone di scatto remoto la posizione ideale è la “posa B” o “Bulb”, in questo modo finchè si terrà premuto il tasto dello scatto l’otturatore rimarrà aperto.

-diaframma (f): è quella “lamella” che apre o chiude l’obiettivo e che quindi permette o impedisce alla luce di arrivare al sensore
(Nelle fotocamere, il diaframma può essere aperto a diverse ampiezze, distribuite regolarmente su una scala di intervalli detti stop o f-stop. Ogni valore di stop corrisponde a una quantità di luce doppia rispetto al precedente. Wikipedia)
Utilizzando tempi lunghi il mio consiglio è di chiudere il più possibile (fotocamera permettendo) il diaframma per aumentare l’area di fuoco, da f/8 a f/16 sono già buoni, dipende cmq dalle situazioni.

-sensibilità ISO: non molto alta, il fulmine è luminoso e si creerebbe molto rumore di fondo, soprattutto con fotocamere compatte.

Queste sono le impostazioni generali su cui creare i nostri primi scatti, poi la personalizzazione è d’obbligo perchè ogni temporale ed ogni fulmine sono una storia a sè…

In questo caso, ad esempio, ho preferito aumentare un po’ gli ISO e abbassare i tempi, perchè il temporale emanava scariche in sequenze ravvicinate.

Canon 350D, cavalletto e scatto remoto
Focale: 17mm
Apertura diaframma: F/8
ISO: 200
Tempo: 17sec

Ringraziando Neuro74 per il suo prezioso contributo (che spero diventi una piacevole abitudine) vi do il link alla sua splendida galleria flickr e al suo blog.

Se anche voi avete la passione per la fotografia e volete mostrarci le vostre creazioni o essere d’aiuto a fotoamatori ancora agli inizi, contattateci al nostro indirizzo email.

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3 Responses

  1. dr.Burt says:

    Non posso che ribadire i rigraziamenti ed i complimenti, attendo un bel temporale per postare qualche risultato.
    Denghiu!

  2. Guzz says:

    Grazie per i suggerimenti !

  3. Filippo says:

    Dò un piccolo aiuto anche io… nel caso non disponiate di diaframma rgolabile manualmente è utile usare un cartoncino nero da posizionare davanti alla macchina di tanto in tanto per evitare di bruciare la foto! 🙂

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