House of Flesh Mannequins: l’intervista

Il nostro lukebel ha incontrato il regista del film “House of Flesh Mannequins”, Domiziano Cristopharo, per un’intervista trasformatasi pian piano in una chiacchierata tra amici. In coda al pezzo, anche una dichiarazione dell’amica Roberta Gemma, parte del cast di questo film. Buona lettura!

Quando si parla di cinema italiano, è facile pensare a nomi come Fellini e Visconti, oppure, in tempi recenti, è facile pensare ai cinepanettoni. Eppure, se andate all’estero e chiedete a qualcuno di parlarvi del cinema italiano, non è cosa strana sentire nominati registi come Sergio Leone, Umberto Lenzi, Lucio Fulci o Dario Argento.
Questo perché il nostro cinema cosiddetto di genere è famoso in tutto il mondo e all’estero non vedono l’ora che quei tempi ritornino. Perché a dirla tutta il cinema americano deve molto al nostro cinema “poliziottesco” e horror.
Il problema è che in Italia non c’è il coraggio di osare… ma forse qualcosa sta per cambiare…
Abbiamo avuto la fortuna di intervistare (per 3 ore e mezza!!) Domiziano Cristopharo, Artista con la A maiuscola e autore di “House of Flesh Mannequins”, film horror dalle tinte molto forti, che cerca di rinverdire i fasti del nostro grande cinema di genere. Il cast è stellare, per gli appassionati nomino solo Giovanni Lombardo Radice… Per chi non se ne intende, basta dire che è una vera e propria icona del cinema horror internazionale e vi rimando alla sua scheda su IMDb per rendervene conto. Il trailer del film verrà presentato all’imminente Pesaro Horror Fest e la madrina della manifestazione sarà la “nostra” Roberta Gemma… che guardacaso ha anche una parte in questo film…
In più vi diamo una notizia bomba che verrà resa nota proprio a Pesaro, leggete l’intervista per saperne di più… E se siete tra quelli che storcono il naso di fronte al cinema splatter, vi ricordo che Peter Jackson (Il Signore degli Anelli) e Sam Raimi (Spider-Man) hanno iniziato proprio con questo genere…

Luca: Comincio subito con il ringraziarti per la disponibilità e per l’opportunità che ci hai concesso. Dunque, partiamo con la prima domanda… Sul tuo sito web e sulla tua pagina di Myspace c’è scritto “Art perfomer”… Chi è e cosa fa Domiziano Cristopharo?
Domiziano: Ho iniziato fare corti a 12 anni, con la super 8 che mi ha regalato mio padre, che ho ed uso ancora. Investivo i risparmi e i regalini in pellicole (all’epoca e tutt’ora molto costose) e coinvolgevo amici e vicini di casa in allestimenti di piccoli film truculenti. Il mio sogno all’epoca era quello di fare effetti speciali nei film horror e non il regista… e infatti firmavo quei corti con uno pseudonimo, tenendo il nome solo come effettista.

L: Quindi “House of Flesh Mannequins” è il tuo primo film ufficiale da regista?
D: Sì, primo film ufficiale. A sedici anni ho iniziato a seguire i set dei film dei grandi maestri (il primo è stato Umberto Lenzi) e a fare l’assistente volontario in teatro e cinema, ma un ragazzino non era visto sempre troppo bene sul set… Così ho iniziato a lavorare seriamente, fondando prima un gruppo di teatro, gli “Irregolari”, con cui abbiamo realizzato diverse scenografie, costumi e trucchi per delle compagnie italiane. Ho fondato con Pino Grossi i “Contenitori di immagini”, altra compagnia italiana di teatro-danza di cui ero anche uno degli attori-danzatori; intanto, avevo iniziato finalmente a realizzare i miei primi effetti speciali per il cinema.
Ho ora una nuova compagnia di teatro, si chiama Carnival of Souls, facciamo pochi spettacoli perché il nostro “Bloody Cabaret”, come intuisci dal titolo, è basato sul sangue… vero.
Ed è da lì che ho pensato di inserire la body art nel cinema e di dirigermi questo primo film mescolando il falso ed il vero (te sto a di’ cose che non stanno manco sulla bio).
Alla fine, dal sogno di un ragazzino che non sapeva dove andare ed autodidatta da sempre, son finito a lavorare per maestri come Romano Scavolini o Zanussi.

L: Caspita, direi che hai avuto dei grandi maestri, io penso che Umberto Lenzi sia semplicemente un grande!
D: Lenzi non è stato mio maestro o io non son stato suo allievo. Diciamo che ha capito la mia passione di adolescente e mi ha assecondato. Mi raccontava le sue cose, e mi faceva assistere alle riprese dei suoi film. Un bell’inizio.

L: Penso che stare su set come quelli sia stata una bella esperienza, anche perché, da quello che ho letto, a quei tempi non giravano molti soldi e bisognava arrangiarsi…
D: Esatto. Son stato molto sul teatro e ho fatto molta gavetta come assistente, poi costumista, poi trucco, poi scenografie… Ho visto fare film con poco e film con milioni. Ho sviluppato un senso molto pratico e, soprattutto, la cosiddetta “arte di arrangiarsi”!
Avevo già scritto varie sceneggiature, di cui alcune realizzate, ma questa avevo deciso che dovevo farla io. Solo io sapevo come farla… e negli Stati Uniti ho trovato Domiziano Arcangeli, che mi ha appoggiato in tutto e per tutto per iniziare, seguito poi dal produttore “emergente” Daniele Panizza.

L: Ma ora veniamo al tuo film… Vedendo il trailer e leggendo la trama, il film ha catturato subito la mia curiosità, in quanto ci sono immagini molto forti: ne ho vista una di un piercing fatto con un trapano… Per gli amici che ci leggono, puoi dare una piccola descrizione della trama?
D: Non è facile senza svelare troppo… Diciamo che alla base c’è una strana storia d’amore… tra Sebastian, il protagonista quarantenne, e Sarah, una sua inquilina diciottenne che aspira a diventare scrittrice di storie per bambini ed è affascinata da questa figura strana e misteriosa, che invece il padre cieco di lei ripudia. Lei chiederà a quest’uomo misterioso di fare foto da inserire nel suo libro per bambini, ma ciò che non sa è che lui realizza proprio “snuff movies” e filmati per pedofili e vive in una terra di mezzo tra la realtà e le ossessioni che popolano la sua mente fatta di rimorsi.
Ma è un film in tre atti, come a teatro… Impareremo in questi atti a conoscere la verità da 3 punti di vista. Il primo atto è su Sebastian, mentre nel secondo saremo nella mente di Sebastian e sarà un viaggio visionario di codici freudiani (che pochi ovviamente coglieranno, ma sarà un bel trip lo stesso!). Il terzo infine ci svelerà chi è Sarah davvero… e poi ci sarà il gran finale, come la tradizione vuole!

L: Allora il film affronta il tema degli snuff movies?
D: No, i temi pedofilia e snuff movie sono solo un contorno… la storia vera sono i legami tra queste 3 persone ed il confine tra falso e vero. Il film è in realtà un dramma a tinte molto forti, come quelli che si facevano negli anni ’70, Polanski per esempio (e Polanski mi perdoni il paragone).

L: Quindi il tema della violenza è solo il contorno… il centro del film potrebbe definirsi “una storia, d’amore”, con i distinguo del caso? O un viaggio nella mente del protagonista?
D: Entrambe le cose, sesso e violenza sono una cornice cruda del film. Il film è finzione, la violenza ed il sesso sono una cornice reale e cruda che fa parte della nostra vita e non a caso la “nostra” violenza è intervallata con immagini di telegiornali violenti, cartoni animati violenti, hot lines… Siamo circondati dalla violenza e dal sesso nel nostro quotidiano… e non ce ne rendiamo nemmeno conto. Il sottotesto del film, in verità, è un continuo attacco alla tv, capace di trasformare assassini in eroi e star, che in molti casi son diventati testimonial di jeans o occhiali.

L: Questo attacco alla tv che trasforma assassini in star è molto interessante; purtroppo in Italia ci sono molti casi (Cogne, Erba, Garlasco…) in cui giornali e tv si sono scatenati. Cosa ne pensi?
D: Metti uno in tv e diventa una star. Ricordo il caso di un cannibale giapponese, un pazzo, ovvio, che poi ha scritto libri dal carcere e ha condotto programmi tv. Oppure la storia più recente di OJ Simpson…

L: A questo proposito, ho letto una recente intervista di OJ Simpson in cui dice che se sua moglie non avesse preso in mano il coltello, adesso sarebbe ancora viva… In queste righe molti hanno letto una dichiarazione di colpevolezza a dieci anni dalla sua clamorosa assoluzione…
D: Già, ma (potere dei media) lui è fuori e ha scritto libri bestseller sulla vicenda. Stesso potere per cui Annamaria Franzoni, che tecnicamente non dovrebbe stare in carcere perché mancano le prove e quindi per costituzione è innocente, sta dentro perché non piace al pubblico. In sintesi è tutto qui, così funziona. Il mio film nel suo sottotesto di attacco alla tv pesca molto nella verità di queste cronache e invece sembrano la cosa più irreale del film.

L: Come spesso succede, la realtà supera la fantasia e quando si rappresenta la realtà sembra opera di fantasia…
D: Esatto. Come dice un personaggio in una frase del film: “Il cinema si ispira alla vita vera… e la vita si ispira alla tv. Diciamo che “House of Flesh Mannequins” parla in sottotesto molto di questo.

L: Hai detto che il tuo film usa la violenza come contorno, ma è una violenza reale. Questo mi ha subito portato alla mente “Cannibal Holocaust”, opera censurata in 25 paesi, che sarebbe potuto rimanere nella storia come il precursore dei docu-horror ed invece vi è rimasto soprattutto per le barbare torture sugli animali. Non per fare l’animalista, ma, trent’anni dopo, mi auguro che a subire violenze nel tuo film siano solo esseri umani consenzienti…
D: Sì, nessun animale o bambino ha subito violenza, anzi nel film si cita anche quella “barbara” esposizione d’arte che ha fatto morire di fame un cane. Magari sembra un controsenso in un film così, ma, come viene citato: “l’arte deve esser qualcosa di bello, che non può coinvolgere la morte, soprattutto quando il cane non ha scelto di morire”. Nel mio film non muore nessuno, ovviamente, ma ho usato performers di body art estrema, quindi persone iper-consenzienti… Ma la cosa curiosa è che, travolti dallo spirito reazionario del film, molti attori si son prestati per le scene più estreme di sesso e violenza, non solo performers o pornostar com’era previsto. Non abbiamo comunque indugiato come avrebbero fatto molti sull’effettaccio, si può definire in realtà un film sobrio sotto questo aspetto. Era troppo facile avere veri “snuff” e scene di sesso spinte e giocarci sopra. Noi le abbiamo inserite in contesti filmici e fanno parte del film, ma non rubano la scena ad altre cose più importanti. Non sono spettacolarizzazioni inutili, altrimenti ne sarebbe fuoriuscito un film trash tra il porno e l’horror.
Riguardo ad animalisti e set: spezzo una lancia a favore della non-ipocrisia. Sul set oramai quasi non si può più respirare; oggi su un set è vietato uccidere pure le formiche… e non sto scherzando. Non puoi nemmeno usare un coniglio comprato dal macellaio per fare una scena del feto come in
“Antropophagus”. In casa puoi farlo, sul set diventa un reato. Insomma, diciamo che una sana dose di ragione ogni tanto farebbe bene a tutti.

L: In Italia c’è troppa ipocrisia…
D: Siamo il Paese dell’ipocrisia. Ad esempio, il porno da noi è un business, ma stranamente non lo vede nessuno. Nessuno va a teatro, ma i teatri si popolano se in scena c’è il nudo di qualcuno. Il cinema nelle sale langue, poi si riempiono le sale se ci sono film scandalo. E così ho pensato… si vuole sesso e violenza? Ok, ma senza ipocrisia: eccoveli.

L: Chissà se sarà gradito lo stesso…
D: Quando affronti le cose e le chiami col loro nome, son sempre scomode e molti attori si son rifiutati di prendere parte al film… E devo dire attori “minori”, perché non speravo di poter puntare tanto in alto con un film così… e invece mi son dovuto ricredere!

L: Quando ho letto il cast sono rimasto impressionato… ce ne vuoi parlare?
D: Nel ruolo della protagonista ho Irena A. Hoffman, già vista accanto a Cristopher Lambert in “Metamorphosis”, per cui al Festival di Malaga ha vinto il premio come miglior attrice. Giovanni Lombardo Radice, che lo nomino a fare… è l’icona italiana dell’horror internazionale. Domiziano Arcangeli (anche produttore) di recente è stato premiato col Golden Halo alla carriera negli USA (un premio che, per esempio, in passato è stato assegnato a Robert Mitchum). Randal Malone, grande attore…

L: Un grandissimo cast ma anche i cameo non sono da meno…
D: Bei protagonisti, ma il contorno è la vera chicca… Raffaella Baracchi, che dopo essere stata protagonista di “Snack Bar Budapest”, Miss Italia e in film cult come “Off Balance” o “Barbarians”, è tornata al cinema dopo 10 anni con questo cameo in cui interpreta il passato. Lucia Batassa, la mamma di Amendola in “Squadra Mobile Scomparsi”… che cuce i genitali di una persona in una scena molto mistica. Note speciali, e ci tengo davvero, vanno per me ad Armando Pizzuti, uno dei protagonisti di “Notte prima degli esami” 1 e 2, che interpreta una vittima di uno snuff e appare nudo e torturato, ed Emiliano Trolese, cabarettista di Zelig che fa la stessa fine. Una menzione d’onore per la colonna sonora d’eccezione: musica classica eseguita dai più importanti artisti contemporanei, come Dejan Bogdanovich e Gabriele Vianello. Dejan è considerato uno dei cinque violinisti più bravi al mondo, quindi non esagero quando dico artisti!
Avere queste persone significa molto per un film di rottura come questo, significa che il messaggio è arrivato. Son piccole cose che non salteranno agli occhi, ma hanno un gran significato reazionario: è ora che le cose cambino, rivogliamo il cinema di genere!

L: Come hai fatto a mettere insieme un cast così?
D: Il cast si è fatto quasi da sé. Avevo chiesto ad attori emergenti e semisconosciuti… han detto tutti no, per paura di bruciarsi una carriera futura. Quindi non mi era rimasto che puntare più in alto… e hanno aderito tutti!! Radice è stato il primo che ho contattato ed ha accettato subito, gli altri son venuti da sé…

L: Nel cast c’è anche Roberta Gemma, che arriva da un genere molto diverso: cosa mi dici di lei e del suo ruolo nel film?
D: Roberta Gemma è stata una delle più entusiaste! Il suo ruolo è davvero divertente nel film e strappa dei sorrisi. Ha un cameo, nella scena freudiana dove tutti i personaggi che intravediamo nel film tornano in scenette surreali a tormentare il povero Sebastian, come sensi di colpa. Lei fa la moglie di un nano e sembra che sia stata così bene che abbiamo appunto avviato molti progetti nuovi assieme… Mi è stata segnalata da uno degli attori e quando mi ha parlato di pornostar… inizialmente ero prevenuto, poi quando l’ho incontrata è stato amore a prima vista. Ha un viso che ricorda le vere attrici e bellezze naturali del nostro cinema anni ’70. Io amo circondarmi sul set di bravi professionisti e di brave persone e sono stato fortunatissimo. C’era sempre un clima ilare e giocoso, niente volgarità e niente divismo. Mentre proprio per Roberta Gemma e Giovanni Lombardo Radice è stato scritto il prossimo film… un’accoppiata davvero inedita, direi!

L: È stata la prima volta che hai collaborato con una pornostar?
D: No, ho avuto a che fare con due pornostar uomini in passato, sempre per progetti artistici; sono le persone migliori se hai progetti che coinvolgono il corpo, lo vivono pienamente e senza taboo.

L: Hai inserito delle citazioni o degli omaggi nel tuo film?
D: C’è una citazione a David Lynch, proprio nella scena con Roberta, ma curiosamente non la nota nessuno.

L: Beh, mi hai detto che c’è un nano…
D: Mica li usa solo lui! Ci sono molte citazioni palesi al cinema classico. Citare, però, in questo film non significa copiare tanto per, significa proprio omaggiare una poetica e una trovata inserendola in un contesto adeguato e sensato. Citiamo Mario Bava, Fellini, Lynch e perfino i manifesti surrealisti degli anni ’30. Inoltre citiamo smaccatamente “Peeping Tom”, c’è una scena dove danno il film al cinema e lei vuole andarlo a vedere. Anche perché in qualche forma questa storia prende il via proprio dall’intreccio originale di “Peeping Tom”, lo dico perché non voglio si pensi sia una scopiazzatura: è una sorta di re-telling, cioè un ri-racconto.

L: Passiamo ora agli aspetti della produzione. Ho letto che è una coproduzione Italia-USA. Dove è stato girato il film?
D: Una settimana a Roma e 3 settimane a Los Angeles.

L: Che differenze hai trovato tra il set italiano e quello americano?
D: In tutta onestà, si lavora meglio in Italia, voglio fare il nazionalista. Negli USA non hanno molto amore per quel che fanno… sembra un lavoro e basta, come fare l’impiegato.

L: Quindi c’è molto più calore in italia?
D: Sì, molto più calore e molta più voglia di fare… e l’arte di arrangiarsi in America non c’è. Ti faccio un esempio: si creò il problema della cella del manicomio, loro volevano andare ad affittare una cella per 2500 dollari al giorno, per una scena che dura nel film 5 secondi. Proprio non ne sapevano venire fuori. Io l’ho fatta mettendo sulla parete dei piumoni imbottiti e ho speso 50 dollari. Alla fine ho curato io le scenografie, tornando al mio primo amore teatrale… e si vede!

L: Attualmente il film è in post-produzione, quando sarà pronto?
D: Ad ottobre!

L: Da una nota del tuo produttore ho letto che probabilmente uscirà direttamente in dvd…
D: Non lo sappiamo ancora, l’idea originale era quella, ma l’interesse attorno alla cosa è molto e sicuramente andrà nei festival

L: Dal trailer ho sentito che è in inglese: sarà un’uscita per il mercato americano o arriverà anche in Italia?
D: Non lo so davvero… So che l’Italia non era contemplata nei progetti originali. La sceneggiatura è di 2 anni fa e me l’han praticamente tirata in faccia tutti, quindi l’avevo messa come non per l’Italia. Mi han detto che nessuno l’avrebbe mai prodotta, perché non c’è il lieto fine, è anticlericale… Invece Radice mi ha detto: “Tanti livelli di lettura raramente li ho trovati in uno scritto”; e così io, facendomi forte della sua presenza, ho cavalcato le vie estere con successo e il resto venne da sé!

L: Siamo sempre alle solite, insomma, perché deve arrivare Quentin Tarantino per ricordarci che il nostro cinema, soprattutto di genere, è stato grande… Senza esagerare, io penso che il western, il poliziesco e l’horror siamo stati noi ad insegnare agli americani come si fanno….
D: È così, non sai dal sito quante lettere riceviamo da stranieri che dicono: “finalmente il genere riprende vita!”. Quello è il succo per tutti! Stanno aspettando che l’Italia esca fuori dai vortici del melenso e delle commediacce di Natale. Nessuno rischia più! Prima si lottava per fare il film dell’anno, c’era competizione, uno tirava fuori Visconti e l’altro gli rispondeva con Fellini. Ora invece aspettano che qualche film faccia successo tipo Pulp Fiction e poi per 10 anni cercano penosamente di ricalcarne le gesta, i personaggi, le musiche e gli stili.
Arcangeli mi ha detto: “Sai perché ho volto produrre te? Ricevo centinaia di scritti e sono tutti la stessa cosa… il tuo è diverso. Ho pensato a una boccata di aria fresca e che valeva la pena provare!”. Io sono stato felice della fiducia e spero di non averli delusi, né lui, né Panizza, giovane imprenditore italiano appassionato di cinema, che ha deciso di contribuire al progetto per farlo crescere e col quale stiamo avviando un secondo filmone

L: In un nostro contatto precedente mi hai detto che non hai permesso foto dal backstage: come mai?
D: Non ho permesso foto in quanto sul set c’erano freaks, attori nudi, ecc… Quindi non volevo che uscissero foto diverse dal film e fossero mal interpretate. Anche se con questi maledetti telefonini della roba gira lo stesso…

L: Mi dicevi dei tuoi progetti futuri…
D: Il film fa proprio parte di un progetto artistico che abbiamo denominato “Nouvelle Exploitation”, un mix tra le tematiche della nouvelle vague e appunto l’exploitation, che è un termine utilizzato per pubblicizzare spettacoli e film. I “film d’exploitation” sono quelli il cui successo non era dovuto alla qualità del contenuto, ma piuttosto alla pubblicità (per esempio, un fattore usato da molti film di exploitation è quello di avvertire il pubblico del divieto in una certa regione).

L: Ancora una cosa: la scena in cui compare Roberta mi sembra molto particolare e ricca di significati…
D: Ci spiega che le diversità vanno accettate perché sono ciò che rende il mondo un posto interessante in cui vivere. Ci annoieremmo ad andare in un museo che espone mille riproduzioni della stessa opera, però è così che sogniamo il mondo… tutti cloni! Io sono a favore delle differenze. Perché son naturali e vanno riconosciute, non negate. Nella sequenza successiva sono esposte in un museo delle persone… dei freaks, come opere d’arte da ammirare. Ma a giudicare da come guardano loro il visitatore, l’esser strani è solo un punto di vista… dipende da chi guarda chi.

L: Questo è un bel pensiero che penso racchiuda molto del senso del film…
D: Sì… Sai, mi immagino già come molte persone reagiranno al film, dicendo mentre lo vedono: “ma come hanno potuto fare cose del genere? Questi son matti!”… Giudicano, lo fanno già a teatro… però pagano per venirci a vedere e il segreto è tutto qua. L’ipocrisia. Io potrei dire: “lo faccio per i soldi del suo biglietto, signora! Ma lei… perché ha pagato?”

E adesso preparatevi, perché per terminare l’intervista Domiziano ci ha regalato una notizia-bomba, che siamo orgogliosi di darvi in anteprima… Amanti del genere horror e splatter, tenetevi forte, perché il rischio di cadere per terra dopo questa notizia sarà molto alto.

D: Ti interessa saperne di più del nuovo progetto più volte accennato nel corso dell’intervista?
L: Direi proprio di sì… qualche piccola anteprima e poi mi prenoto per un’intervista a lavoro ultimato!!!

D: Annunciamo fieramente (come faremo al Pesar Horror Fest) il ritorno di Giovanni Lombardo Radice in CANNIBAL FEROX 2000!!!! Con una ineditissima e sensuale Roberta Gemma, in un’inedita rilettura delle tematiche care ai “cannibal movie” italiani.
Ovviamente il film sarà sempre nel mio stile e non ci saranno violenze su animali… ma gli umani saranno disposti a farvi vedere qualcosa di mai visto; e se il trailer di “House of Flesh Mannequins” già anticipa cosa possiamo fare, potete solo immaginare in “Cannibal Ferox2000” cosa accadrà…
Ci tengo anche a dire che il mio soggetto è stato poi trasformato in film dallo scrittore Gualtiero Serafini, autore teatrale e romanziere al suo secondo libro!
Non rinunceremo allo stile che ha caratterizzato “Flesh Mannequins” e di questo ringrazio il bravissimo direttore della fotografia Mirco Sgarzi, capace di ricreare con personalità le luci più belle dei classici di tutti i tempi.

L: Dove verrà girato il film?
D: Per “Cannibal” abbiamo molti segreti… sarà davvero diverso da come ci si aspetta un cannibal movie e, a differenza del solito, posso dire che avremo molte scene di notte; abbandoniamo l’impatto da reportage degli altri film e la luce piatta del giorno. Sarà proprio un film… classico.

L: Capisco che ci sia molta riservatezza…
D: Sì, l’importante è annunciarlo e soprattutto avere queste due icone a confronto, Radice e la Gemma, ottimi protagonisti. Avrà un bel ruolo anche un attore che è una mia scoperta, di cui vado fierissimo: Scott Nelson, un personaggio incredibile! Occhi di ghiaccio e un look che ricorda Klaus Kinski.

L: A questo punto non posso far altro che ringraziarti anche a nome del magazine per la disponibilità. Un grande saluto e ci sentiamo presto…
D: Un abbraccio e grazie. Ciao ciao.

Proprio prima di pubblicare l’annuncio, Domiziano ci ha fornito altri due scoop clamorosi, dei quali al momento non possiamo ancora scrivere, quindi continuate a seguirci…

…E in conclusione, eccovi una breve dichiarazione di Roberta Gemma sulla sua esperienza sul set di “House of Flesh Mannequins”:
Il set è stato divertente quanto interessante, una nuova esperienza che mi ha fatto ritrovare tanto entusiasmo, come nel mio primo film “The Order”, vuoi per lo staff, vuoi per la qualità artistica che ho potuto ammirare; spero di ripetere presto questa innovativa esperienza.

Ma questo esordio nel cinema non-hard è il primo segnale che lascerai il mondo dell’hard? Sta’ attenta alla risposta, che pochi giorni fa ho rivisto una vecchia intervista ad Eva Henger in cui annunciava di aver girato “Un mostro di nome Lila”, ma prometteva che non avrebbe lasciato il porno…
Non faccio mai progetti e scelte su queste cose, mi lascio guidare da ciò che mi intriga e mi incuriosisce; certo, questo può sembrare un sinonimo di abbandonare la strada gia’ percorsa per una nuova, ma al tempo stesso sono molto legata alle cose che hanno significato molto nella mia vita, pur avendo bisogno di nuovo brio per proseguire. Magari potrei unire le due strade

Le foto del “party” del film ad Alassio sono di fotografAle; le altre ci sono state inviate direttamente dal regista e ritraggono, nell’ordine: Irena A. Hoffman e Domiziano Arcangeli; Giovanni Lombardo Radice; Hal Alpert & Randal Malone; Roberta Gemma e Daniele Mulè; Scott Nelson; Jerred Berg & Khira Thomas.

Per tutte le informazioni sul film, potete visitare il sito ufficiale, www.fleshmannequins.com ed il Myspace ufficiale, www.myspace.com/fleshmannequins. Il sito del film Cannibal Ferox 2000 è invece www.cannibalferox2000.com

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8 Responses

  1. asinomalvagio says:

    The House of Flesh Mannequins is the best!

  2. lukebel says:

    Aggiornamento importante!!!
    La mail arriva direttamente dal regista del film Domiziano Cristopharo e riguarda la consegna di un premio assegnato al film!
    Eccovi la mail:
    primo premio nazionale delle arti: E’ tempo di cultura

    Evento patrocinato da strutture ed enti culturali di alto livello come: la Sapienza di Roma, il comune e la provincia di Roma, governo italiano ministero della gioventù, la provincia di Catanzaro e la regione Calabria…

    Nella prestigiosa struttura del Teatro S. Pietro (Rm), in data 24 Gennao 2009 cari amici ed amiche giornalisti e non 🙂 il mio primo discussissimo film (Fonte di appassionamento tra i cinefili e scandalo quasi nazionale sebbbene neppure uscito ancora!!!) HOUSE OF FLESH MANNEQUINS
    http://www.fleshmannequins.com e http://www.myspace.com/fleshmannequins (online potete trovare i trailer anche sottotitolati) riceve 3 premi nella sezione CINEMA:

    a Domiziano Cristopharo per la creazione del miglior progetto cinematografico culturale del 2009
    A Giovanni Lombardo Radice come carriera coraggiosa e sempre avanguardistica
    A Mirco Sgarzi per la sua splendida fotografia!

    Un progetto bistrattato dalla cinematografia di un Italia “bigotta e commerciale” che ci ha spinto a trovare fondi a Los Angeles (dove il film è stato realizzato) e che proprio da li torna in patria per esser finalmente preso in considerazione… grazie anche al suo cast artistico e tenico eccezionale ed internazionale.

    Ricordiamo inoltre che gia nel 2008 il protagonista Domiziano Arcangeli riceveva a Los Angeles il premio alla carriera (il prestigioso GOLDEN HALO AWARD) mentre Roberta Gemma grazie al suo cameo in Flesh Mannequins vince al VENUS film festival di Berlino il premio come BEST CROSSOVER ARTIS.

    Se volete aiutarci a far circolare la voce e quindi a farci crescere…. SIAMO FELICI E A DISPOSIZIONE!

    Domiziano

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