Guida per Hacker Spaziali

Quante furono le persone a perire nello spazio?
Credete davvero che mai nessuno morì a centinaia di chilometri dalla superficie terrestre?

I due fratelli all\'ascolto (cortesia dei fratelli Judica-Cordiglia)“Radio what’s new? Radio, someone still loves you”. Così diceva un gruppo britannico ormai defunto; ed è proprio così, qualcuno ama ancora la radio, ad esempio i fratelli Achille e Gian Battista Judica Cordiglia. Se volete scoprire quale vita meravigliosa ha regalato la radio ai due torinesi, proseguite con la lettura!

I due durante gli anni sessanta (in piena guerra fredda) riuscirono a intercettare le conversazioni radio tra i satelliti lanciati nello spazio dalle due superpotenze e le rispettive stazioni di lancio. Si possono considerare quindi, i primi hacker spaziali della storia.

Infatti i nostri compatrioti furono i primi che si posero in mezzo ai potenti solo per il gusto di divertirsi ed imparare qualcosa sulle radio-trasmissioni, ossia lo spirito che spinge i veri hacker moderni.

Ma come andarono i fatti?

Achille e Gian Battista erano due giovani torinesi interessati al mondo delle radio, e negli anni ’50 incominciano ad allestire una “stazione di ascolto” in casa propria, montando ogni sorta di antenna sul proprio soffitto.

E’ il 4 ottobre 1957 quando la Russia spedisce in orbita il primo satellite: lo Sputnik 1. I due fratelli sono in camera a “studiare” con la radio accesa. La radio annuncia il successo del lancio e la frequenza alla quale trasmette il satellite: il passo fu breve “Proviamo ad ascoltarlo?” “Perché no?”.

Vi potrà sembrare strano, ma le prime navicelle spaziali(fino allo sbarco sulla Luna) comunicavano con la Terra tramite normalissime frequenze radio, ascoltabili da chiunque fosse nel raggio di ricezione e disponesse della frequenza d’onda (e quindi dell’apparecchiatura necessaria).

Quel giorno, a Torino, incominciò un’incredibile avventura che portò i fratelli fino alla sede della NASA.

Prima di proseguire devo sottolineare che tutto quello che dirò è documentato: registrato e filmato (i due oltre alla radio si interessarono anche di cinematografia). Nella sezione Fonti troverete tutto il materiale disponibile sull’argomento.

Con lo Sputnik incominciò la gara alla conquista dello spazio, e i fratelli Judica Cordiglia si posero in mezzo a fare la cosa che più gli piaceva: “fare casino”.

Un mese dopo il lancio, fu spedita in orbita la cagnetta più famosa del dopoguerra “Laika”, i nostri eroi riuscirono ad ascoltare il battito del cuore di Laika trasmesso via radio direttamente dallo spazio.

A questo punto la storia si fa più interessante e misteriosa. “Torre Bert” (così chiamarono la stazione d’ascolto) incominciò ad ingrandirsi e ad aumentare il numero di antenne, tutte costruite e progettate dai fratelli Judica, tarate sulle frequenze americane e russe.

Il 28 novembre 1960, un anno prima che, ufficialmente, venne lanciato il primo uomo nello spazio, Torre Bert ascoltò qualcosa che non avrebbe mai voluto ascoltare: si trattava di un segnale di aiuto in codice Morse, trasmesso sulle onde sovietiche.

Quel giorno nessun essere vivente sarebbe dovuto essere nello spazio e l’Unione Sovietica non aveva avvertito di nessuna missione spaziale. Eppure i fratelli Judica Cordiglia riconobbero in quel segnale il famoso suono del SOS.

Ad aggiungere del macabro alla storia fu lo strano effetto Doppler: l’effetto Doppler è quello per cui quando ascoltate la sirena dell’ambulanza allontanarsi vi sembra diventi più grave, è dunque una caratteristica tipica di oggetti in movimento. Questo fenomeno avviene anche per le frequenze di trasmissioni soprattutto per corpi come i satelliti che si muovono a velocità enormi. In quel caso però l’effetto Doppler non fu forte come ci si potrebbe aspettare da un corpo in orbita, inoltre il segnale si affievoliva, come se il corpo si allontanasse: si trattava di un segnale che stava abbandonando l’orbita terrestre. Fu il primo uomo a viaggiare e morire nello spazio?

A questo punto i fratelli incominciano a godere di una certa fama, tanto che vengono contattati da una radio svizzera, come esperti nel campo spaziale.

Evidentemente l’Unione Sovietica stava preparando la spedizione che avrebbe portato Jurij Alekseevič Gagarin nello spazio. Ma quel segnale di aiuto non fu l’unica esperienza drammatica ai quali, i due fratelli inermi, assistettero: pochi mesi dopo ascoltarono un rantolo provenire dallo spazio seguito dal battito di un cuore. Chi era quell’astronauta? L’URSS fa sapere di aver lanciato in orbita un satellite il quale si è disintegrato, coincidenza?

Fu il 12 aprile quando ascoltarono la voce di Jurij Gagarin.

Dopo quell’anno i lanci spaziali si moltiplicarono, i fratelli portarono “Torre Bert” in collina ed escogitarono un sistema per sapere quando era possibile ascoltare i segnali inviati dallo spazio (basato sul tempo impiegato da un satellite per compiere un giro intorno al globo terrestre).

Il 20 febbraio 1962 John Glenn viene lanciato nello spazio, ma gli USA non dicono a quale frequenza trasmetteranno: è qui che lo spirito hacker si manifesta con più eloquenza.

I fratelli Judica Cordiglia riescono a capire la frequenza di trasmissione degli Stati Uniti in base ad una foto. Dal recupero di una capsula “Mercury” caduta in mare riescono a calcolare la lunghezza dell’antenna (ricavando la scala della foto dalle persone che sono presenti) e quindi la frequenza di trasmissione.

Furono così gli unici ad ascoltare la voce del cosmonauta, e in Torre Bert quel giorno ci fu il pienone di curiosi, compreso il console americano che fece da traduttore alla trasmissione spaziale.

Ma la popolarità dei due fratelli non passò inosservata nemmeno in Russia: un giorno ai due bussò alla porta un italiano che si spacciava per giornalista. Ma quando l’uomo uscì di casa, arrivò un agente del SIFAR (controspionaggio italiano) che svelò l’identità di quel giornalista: una spia dell’unione sovietica. Achille e Gian Battista erano dentro qualcosa molto più grande di loro.

Intanto “l’hackeraggio” continuava, i torinesi riuscirono a carpire il codice segreto russo che preannunciava un lancio spaziale: si trattava di un motivo musicale di Musorgskij (compositore russo) trasmesso in coro dalle stazioni russe su alcune frequenze mai annunciate ufficialmente.

E gli ascolti proseguivano; il rantolo non fu, purtroppo, l’ultimo ascolto macabro: la voce di una donna russa, che dallo spazio dice “Pronto. Pronto. Parlatemi” “Ho caldo, ho caldo” “Vedo una fiamma” “Mi schianterò?” Era il 1961.

La fama dei fratelli era all’apice quando Mike Bongiorno li invitò al famoso “La fiera dei sogni”: se avessero risposto giusto a tutte le domande sul loro argomento preferito avrebbero potuto realizzare il loro sogno. Ovviamente l’argomento fu lo spazio e il loro sogno visitare la sede della NASA. Altrettanto ovviamente i due risposero esattamente a tutte le domande e si conquistarono il viaggio verso gli States.

Arrivati alla NASA l’accoglienza fu fredda, si aspettavano di dover fare da babysitter a due italiani con l’hobby della radio. Ma quando, arrivati nello studio di un dirigente, fecero ascoltare le prime parole di John Glenn (parole che mai nessuno avrebbe dovuto ascoltare) questa fu la faccia del responsabile NASA:

John Haussman all'ascolto delle registrazioni dei fratelli Judica Cordiglia (fotogramma di "Pirati dello spazio")

Così la NASA capì che dai due poteva avere utili informazioni. Il problema è che non sapeva se poteva fidarsi, iniziò così uno scambio di bigliettini con le frequenze russe (scoperte dagli italiani) e quelle americane (regalate dalla NASA).

La storia delle intercettazioni spaziali giunge alla fine con lo sbarco sulla Luna, ma prima i due si levano uno sfizio: radio Mosca smentisce ufficialmente le registrazioni dei fratelli Judica Cordiglia (soprattutto per quanto riguarda i morti nello spazio), per i due però si trattò piuttosto di una conferma internazionale del loro valore.

Se avete qualche altra curiosità o considerazione non esitate a commentare!

Nessun radio-amatore è stato maltrattato per la realizzazione di questo articolo.

Fonti:

ForteanTimes: Lost in Space
Lost cosmonauts
Pirati dello spazio (Scritto e diretto da Alessandro Bernard, Enrico Cerasuolo e Paolo Ceretto)

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