R.E.M. live @ Umbria Jazz (Perugia) 20 luglio ’08

Armonia.
È questa la sensazione in circolo nel mio corpo quando Michael Stipe, Mike Mills e Peter Buck (meglio conosciuti come R.E.M.) alzano le braccia al cielo, salutano i fan e si godono i cinque minuti di applausi tributati dalla folla.

Sono passate due ore dall’inizio del concerto ma, come sempre quando ci si diverte, il tempo vola a me sembrano passati solo cinque minuti….

Quella di Perugia è la prima data italiana della tournèe di “Accelerate”, ultima fatica discografica con la quale i R.E.M. sono tornati alle origini: le melodie malinconiche e quasi psichedeliche delle ultime produzioni (Up, Reveal, Around The Sun) sono state lasciate alle spalle. Accelerate è tale di nome e di fatto: 11 brani a 100 all’ora, come agli inizi, quando i R.E.M. stupirono e conquistarono il mondo con Green e Murmur.

Stipe e compagni si fanno desiderare un po’ e salgono sul palco alle 21.30: Buck, imbronciato come sempre, Mills, con un improbabile cappello da cowboy, e infine Stipe, elegantissimo in completo bianco, camicia celeste e cravatta. Con un cenno della mano salutano il pubblico festante e poi parte la musica: potente, aggressiva, incazzata.

La setlist armonizza sapientemente le nuove canzoni con i successi del passato, più o meno recente. Così, dalle schitarrate aggressive di “Living Well Is The Best Revenge” si passa in men che non si dica alla melodia frenetica e coinvolgente di “Bad Day”; il non-sense giocoso e divertente di “What’s The Frequency Kennet?” scivola nella roboante “Wake Up Bomb”. Il pubblico è caldo, salta e canta, ammaliato dai suoi beniamini e da uno Stipe tarantolato che corre e canta senza sosta.

Ma c’è anche spazio per un momento più intimo e riflessivo. “Drive” è una delle migliori canzoni dei R.E.M. e dal vivo non perde affatto la drammaticità che la contraddistingue sul disco.

Hey, kids, rock and roll
Nobody tells you where to go, baby

canta Stipe. Attorno a me c’è gente che applaude, i più cantano e c’è anche una ragazza commossa, che si stringe al braccio del fidanzato. Mi godo questa teoria di emozioni, così diverse eppure così simili. La grandiosità di uno show si misura proprio in questo: nella capacità di suscitare emozioni sopite e latenti, elevarle nel cielo e poi lasciarle lassù, nell’etere, al loro posto. Di nuovo l’armonia. Dentro di me, attorno a me. Come un virus letale che dal microfono di Stipe si espande per tutta l’arena, corteggiando indistintamente ragazzi e ragazze. Chiudo gli occhi e mi godo fino in fondo la sensazione. Accendo una sigaretta e mi unisco al coro:

Maybe I ride, maybe you walk
Maybe I drive to get off, baby

“Man-Sized Wreath” arriva come uno schiaffo a ridestarci tutti. Il ritmo è sempre “accelerato”, i pezzi si susseguono senza soluzione di continuità. C’è anche spazio per la critica politica, quando prima di “Ignoreland” Stipe dedica la canzone al “Terribile governo degli Stati Uniti”. Ma subito torna l’allegria con “Holllow Man”, la canzone dell’ultimo disco che preferisco.

Poi arriva la dolcezza malinconica di “The Great Beyond” a squarciare il cielo perugino. Come Andy Kaufman abbia saputo ispirare non uno, ma ben due capolavori musicali, resta un mistero. Riposa in pace, Andy!!!!!

I pezzi si susseguono, sempre frenetici, sempre elettrizzanti, sempre coinvolgenti. Quando Mills attacca il riff di “The One I Love”, Stipe scende dal palco per il meritato bagno di folla: stringe mani e carezza bambini mentre canta il rimpianto per aver lasciato indietro l’unica ragazza che abbia mai amato. La canzone è tristissima, ma l’atmosfera è gioiosa. Ancora armonia: la sintesi di emozioni contrastanti si manifesta nuovamente. Stipe sembra quasi accorgersene e si unisce all’urlo del pubblico: “FIIIIIIIREEEEEEEEEEE”, come se tutti volessimo arrivare fino alle stelle. Ci vorrà qualche minuto per riprendersi: sia a noi che ai musicisti.

Quando la musica riparte, c’è di nuovo spazio per l’intimità. “Nightswimming” e “Let Me In” (pezzo dedicato al leader dei Nirvana, Kurt Cobain) vengono eseguite in maniera spartana, con solo il piano e la chitarra. Ma in questo non c’è spazio e tempo la lentezza: esso vuole essere l’apologia della velocità. “Horse To Water” e “I’m Gonna DJ” hanno sul pubblico lo stesso effetto del telo rosso sul toro.

Dopo una pausa di pochi minuti, i R.E.M. riguadagano il palco e attaccano “Supernatural Superserious”, ma è il brano successivo quello che tutti aspettano: “Loosing My Religion”, uno dei tanti capolavori usciti dai plettri dei ragazzi di Athens. L’Arena Santa Giuliana viene letteralmente giù: anche dagli spalti si levano le mani e tutti cantano con Stipe. Un’unica voce, un unico coro, un’unica emozione.

E di nuovo, dirompente, l’armonia, che ci coinvolge tutti, ci abbraccia, ci solleva e ci rilascia, ma più leggeri, come se l’aria ormai fresca della notte perugina ci avesse tolto di dosso la pesantezza del vivere quotidiano.

I pessimisti pensano che la magia sia finita, che lo show sia al termine. Stipe ringrazia, ma c’è ancora tempo per quattro brani. Prima cede il centro del palco a Mills, che con la sua voce cristallina canta la carinissima “1,000,000”. Poi si chiude sul serio: c’è “Man On The Moon”.

Di nuovo Kaufman, comico dalla strampalata genialità, è fonte di ispirazione. Stipe, ormai con il nodo della cravatta allentato e la camicia fuori da pantaloni, si catapulta per la seconda volta tra la folla, a godersi l’ultimo abbraccio, caldo e sincero, dei suoi fan. Scorrono le note e le parole, tutti sappiamo che lo show sta per finire. C’è malinconia nell’aria, si comincia a respirare distintamente. Accendo una sigaretta per scacciare l’odore, ma mi accorgo che non ve n’è bisogno: ancor più forte si propaga odore di gioioso compiacimento e ritrovata serenità. Ed eccola, puntuale, l’armonia, ma non più solo fuori di noi, ma anche dentro. La catarsi è compiuta, la musica ci ha reso più liberi.

SETLIST:
1. Living Well Is the Best Revenge
2. Bad Day
3. What’s the Frequency, Kenneth?
4. The Wake-Up Bomb
5. Drive
6. Man-Sized Wreath
7. Fall On Me
8. Ignoreland
9. Hollow Man
10. The Great Beyond
11. So Fast, So Numb
12. Houston
13. Electrolite
14. Imitation Of Life
15. The One I Love
16. Nightswimming
17. Let Me In
18. Get Up
19. Horse To Water
20. I’m Gonna DJ
21. Orange Crush

22. Supernatural Superserious
23. Losing My Religion
24. Driver 8
25. (Don’t Go Back To) Rockville
26. 1,000,000
27. Man On The Moon

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1 Response

  1. Guzz. says:

    Io li ho visti a Settembre.

    Grandissimi !

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