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Il mistero di Tunguska

30 giugno 1908, sette di mattina: mai alba fu così luminosa in Siberia.

Il fiume Tunguska udì la più grande esplosione della storia; pari a 1000 (mille) volte l’esplosione avvenuta ad Hiroshima (vedi grafico)

Un contadino che si trovava a 65 km di distanza, il testimone più vicino all’evento, fu gettato a terra dall’onda d’urto.

Pare che nella mezzanotte di quel giorno a Londra si potesse leggere il giornale, senza l’uso di luci artificiali.

Quale fu la causa? Non di certo una bomba atomica (la prima fu realizzata dagli Stati Uniti 35 anni dopo). La risposta più logica che viene in mente è un meteorite (o una cometa).

In ogni caso, ci si potrebbe aspettare che, visitando il luogo, si trovi una cratere, quantomeno ENORME.

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Vi suonerà strano, ma crateri non ne sono mai stati trovati: solo alberi abbattuti e molte testimonianze incredibili.

Il contadino Semen descrive così ciò che vide:

Il cielo si spezzò in due. Ci fu un gran fuoco oltre la foresta,

da dove proveniva la fiamma si sentiva arrivare un grande calore …

Poi il cielo si chiuse e si sentì un gran tonfo e io fui gettato via di alcuni metri.

Dopo un suono, come di cannoni, la terra tremò”

Pare che alcuni treni della “transiberiana”, a migliaia di kilometri di distanza, deragliarono.

Quando non si ha una certezza agli scienziati, si sa, piace sognare, così molte furono le ipotesi tirate in ballo per quell’esplosione.
Un buco nero, 2 etti di antimateria… un attacco alieno (c’è chi parla di una scoreggia di Galeazzi, ma lui smentisce).

L’ipotesi più accreditata fu che un corpo extraterrestre (non pensate male, si intende un asteroide) sia esploso ad una notevole altezza polverizzandosi e generando tanta energia quanta ne liberano 40 mila tonnellate di meringata… (o se preferite ciò che produce una centrale nucleare di medie dimensioni in un anno)
Molti furono gli studi, ma fino a poco tempo fa non portarono ad alcun risultato.

Nel 1991 l’università di Bologna incominciò a istituire alcune spedizioni sul luogo per analizzare meglio i dati (ad esempio l’angolazione degli alberi abbattuti ecc.).
Questi studi focalizzarono l’attenzione su di un laghetto, il lago Cheko, 8 km più in là di quello che si ritiene il centro dell’esplosione.

Quel lago fu già studiato dai primi ricercatori russi che si interessarono dell’impatto (non iniziarono prima del 30, per motivi che potete facilmente immaginare) i quali conclusero che il lago era antico e millenario. Infatti, i russi analizzando il fondo del lago scoprirono che il fondale era sedimentario, un tipo che non può essere generato dall’impatto con una meteorite.

I ricercatori di Bologna, però, analizzando meglio il fondale, si sono accorti che solo una parte del lago ha un fondale sedimentario, mentre esiste una zona con un fondale completamente diverso e con una vegetazione diversa, compatibile con l’impatto di una grande corpo extraterrestre.

laghiPotete notare dal disegno che il fondale del lago non ha la solita forma a “vaschetta” tipica dei laghi ghiacciati (e di gran parte dei laghi in realtà, il lago Nikolaji è preso a mo’ di esempio) ma ha la forma di cono rovesciato molto simile al lago “Odessa” il lago generato dall’impatto con un meteorite che causò la scomparsa dei dinosauri.

Pare che il fiume Cheko, avesse, col tempo, creato un piccolo lago, buono per farci il bagno (quando non è ghiacciato) e che una “scheggia” del meteorite colpì il centro del lago proprio cento anni fa.
Dico una scheggia perché non si è ancora riusciti a trovare traccia materiale del corpo extraterrestre, si è solo notato che al centro del lago (raggiunto con un catamarano e tanta voglia di prendere freddo dai nostri compatrioti) vi è un particolare campo magnetico, compatibile con la presenza di molto ferro, ma è probabile che l’impatto principale sia avvenuto a 10 km dal suolo.

Gli impatti di grandi meteoriti sulla Terra non sono certamente un evento quotidiano, ma sicuramente nemmeno così inusuale. Molto spesso però i meteoriti sono di una dimensione incapace di oltrepassare l’atmosfera (che con l’attrito “brucia” gran parte del corpo). Quando i meteoriti sono troppo grossi per essere infastiditi dall’atmosfera sono c..zi acidi per tutti.

Ma quanti sono i corpi extraterrestri che colpiscono la Terra? 1 all’anno? 100 al giorno?
Un numero sicuro non si può dire con certezza, ma secondo degli studi (Bland 2002) , sono tra 18000 e 84000 i corpi che piovono dal cielo ogni anno, tantissimi non credete? Ma come già detto, non tutti arrivano fino al suolo!

La storia dei meteoriti che hanno colpito la Terra è lunga.
4,5 miliardi di anni fa un meteorite delle dimensioni di Marte colpì la Terra e causò la nascita della Luna, sono passati invece 65 milioni di anni da quando un asteroide colpì il centro-America e estinse per sempre i dinosauri (è quasi certo che preparano una contromisura come nel film “Armageddon” ma non riuscirono ad indossare le tute spaziali…). Quando il prossimo?

Spesso si sente dire “Nel 20xx un meteorite distruggerà la Terra…”, io ho sempre creduto che queste preoccupazioni lasciassero il tempo che trovino, è vero però che il pericolo c’è: pensate se, anziché la Siberia, il meteorite avesse colpito Roma… avete il permesso di toccarvi…

Ritornando a Tunguska, i risultati finali della ricerca bolognese non sono ancora stati pubblicati (molti sono già stati anticipati, l’articolo dovrebbe uscire quest’anno) tuttavia se verranno confermate le anticipazioni che vi ho dato (comparse su “Scientific American”) si può concludere che il mistero di Tunguska è stato svelato, 100 anni dopo, grazie ad un valoroso gruppo di italiani. Per verificare la loro teoria basterà constatare la presenza in fondo al lago Cheko del meteorite, e poter dichiarare risolto l’enigma.

Grazie e ciao!

Le immagini sono prese da Wikimedia e “A possible impact crater for the 1908 Tunguska Event” (di L. Gasperini, F. Alvisi, G. Biasini, E. Bonatti, G. Longo, M. Pipan, M. Ravaioli and R. Serra).
Tutte le argomentazioni (e molte altre) le potete trovare (in english) nell’articolo sopracitato (qui) e sull’articolo di Scientific American (qui). E se proprio volete saperne ancora di più, andate qui (sito dei ricercatori bolognesi)
Nessun elettrone è stato maltrattato per la creazione di questo articolo.

8 Comments

  1. dr.Burt says:

    Numero, lei ha dei numeri, gliel’ho sempre detto.
    Bell’articolo, conoscevo la storia ma non la soluzione dell’enigma.

  2. NVJ says:

    molto interessante, sapevo già di Tunguska.

  3. m3tallaro says:

    Interessante anche perchè nn conoscevo nemmeno la storia

  4. Doc77 says:

    Hanno fottuto Mulder e Scully

  5. admin says:

    bello questo articolo, avevo letto distrattamente la storia di Tunguska! Cmq secondo me ci colpano i comunisti… Beh ecco la mia l’ho detta lo so che sarà una rivelazione forte ma tant’è…

  6. dr.Burt says:

    La rivelazione un pò forte dell’admin è “ci colpano i comunisti”.
    Ma come scrive! Se la legge Bluerlord lei è nella merda.
    Chiccazz’è admin? Si palesi!
    Sarà mica Lolloscan, Soniaquino?

  7. Doc77 says:

    Bluerlord? :-)

  8. dr.Burt says:

    Minchia Doc, ha contagiato anche te. Hehehe

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