Lettera a Dino Risi

Ci ha lasciati sabato scorso uno dei Maestri del cinema italiano. BE! Magazine lo ricorda con semplicità, facendo seguire le fredde righe del comunicato ANSA che ne ha annunciato il decesso da una lettera aperta scritta da braxio; il ricordo personalissimo di un uomo che ha avuto il piacere di conoscere Dino Risi quando era ragazzino.

Cinema: morto il regista Dino Risi
91 anni, e’ stato uno dei padri della commedia all’italiana

(ANSA) – ROMA, 7 GIU Il regista Dino Risi e’ morto stamani a Roma nel residence dove abitava da anni. Fu uno dei maggiori interpreti della commedia all’italiana. Il regista aveva 91 anni in quanto era nato a Milano il 23 dicembre 1916. Il primo grande successo arrivo’ con Pane, amore e… nel 1955. Sono gli anni ’60 a consacrare il suo cinema. Arriva Una vita difficile (1961), a fianco di Lea Massari, e Il sorpasso (1962), ancora con Gassman, forse il suo film piu’ famoso.

Lettera a Dino
Caro Dino,

chissà se ti è mai tornato in mente quel ragazzino con la faccia impiastrata di gelato al cioccolato che guardava te e papà seduti a un tavolino del Bar Rosati, in una serata bollente di giugno del 1971. Tu ti preoccupasti di estrarre un fazzoletto di quelli molto costosi, con le cifre DR cucite a mano, per aiutare papà a pulire quel moccioso prima che gli sbaffi di gelato gli colassero sulla maglietta. D’estate, a Roma, faceva caldo già a metà maggio, mica come adesso che la mattina c’è un’aria fresca che ti fa star bene quando esci in giacca e cravatta, come quel moccioso, ormai cresciuto, fa per quasi tutta la settimana.

Ai funerali di mio papà tu non c’eri; mandasti un lungo telegramma e ti scusasti perché l’età ti impediva di lasciare quell’albergo ai Parioli dove hai vissuto per trent’anni o giù di lì. Io, da ragazzino, mi divertivo un mondo a guardare i tuoi film in tv o in qualche cinema d’essai. Non capivo molto di quel che volevi dire, mi piacevano solo le facce e le smorfie di Albertone, Tognazzi, Gassman e Manfredi, quei mostri sacri della commedia all’italiana che tu, Scola e Monicelli avete saputo costruire quando il nostro Paese era molto diverso, forse, da quello che oggi abbiamo sotto gli occhi. Poi, quando sono cresciuto, sono riuscito a comprendere meglio quel che ci volevi dire tra le pieghe delle risate e gli istrionismi dei tuoi interpreti: volevi dirci come siamo fatti e farci capire che le nostre furberie, le nostre meschinità, il nostro cinismo avrebbero infettato la nostra società e l’avrebbero ridotta davvero male, come, in effetti, è accaduto; ed è accaduto anche al cinema che voi avevate costruito, con l’apporto di grandi sceneggiatori, quella commedia all’italiana che poi è andata precipitando nel desolante panorama della celluloide simil-televisiva che ha cominciato ad imperare sui nostri schermi negli anni Ottanta,a partire dai figli di quel grande che fu Steno, piena di flatulenze e turpiloquio, per finire con gli zuccheri diabetogeni di Muccino e altri miserandi contemporanei.

Qualche anno fa ho rivisto quello che, secondo me, è stato uno dei tuoi capolavori, “Una vita difficile”, con un Sordi strepitoso e una bellissima e bravissima Lea Massari (per non parlare di Claudio Gora). È ancora attualissimo, nonostante tu l’abbia girato qualche anno prima che io nascessi; e non era una commedia, bensì un dramma, anche se a lieto fine. Si vede che eri giovane e non avevi ancora perso la speranza che il popolo bue potesse riscattarsi dai soprusi e dalle ingiustizie che sono le nostre inguaribili cancrene.

Oggi, al tg dell’una, ho saputo che te ne sei andato. Mi è tornato in mente quel signore distinto e riservato che sorrideva mentre papà mi nettava il viso dalla mia inesperta ingordigia di gelato. Faceva caldo, Dino. Papà lo conservò quel fazzoletto e, ogni volta che gli capitava di vederlo, diceva “Porca miseriaccia zozza, bisogna che rintraccio Dino”. Ma tu chissà dov’eri, perché non ti trovava mai. Sicuramente eri dietro al tuo occhio, che gli altri chiamavano “macchina da presa”, e ci guardavi, tutti, con quell’ironia disincantata e quella compassionevole solidarietà che sono stati la firma della tua preziosissima testimonianza.

Un abbraccio,
braxio

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1 Response

  1. whiteangel says:

    Voglio salutare Dino Risi, maestro della commedia all’italiana. I suoi film mi hanno fatto apprezzare il genere e amare il cinema. grazie dino

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