Universi paralleli

Ormai un habitué del magazine e di questa sezione in particolare, Fabio “4011” torna stavolta per affrontare un argomento molto affascinante, quello degli universi paralleli generati secondo la teoria del multiverso. Cosa succede ogni volta che un dato avvenimento casuale si verifica o non si verifica? Scopriamolo insieme!

Hai mai giocato al SuperEnalotto (o a qualsiasi altro gioco-truffa dello Stato)? Allora, sappi che esiste SICURAMENTE almeno un universo parallelo a questo, nel quale tu hai vinto!

Questa teoria, detta del “multiverso” (in contrapposizione con universo), è stata teorizzata principalmente in Inghilterra a partire dagli anni ’50 [1]; ad oggi non è stata accettata dalla comunità scientifica in toto, tuttavia aiuta sicuramente a capire molte cose finora paradossali.

Mettiamo conto che tu voglia conoscere il te stesso vincitore, magari fare un giro nella sua villa o provare un po’ delle sue automobili… mi dispiace per te, ma ciò è del tutto impossibile.
Viene allora naturale chiedersi due cose:
1: posso essere sicuro che gli altri universi siano “reali” quanto questo universo?
2: se non posso comunicare con gli altri universi, cosa me ne faccio?

Risposta 1:
Puoi esserne sicuro quanto siamo sicuri che le altre galassie che circondano la nostra siano reali tanto quanto la nostra, sebbene non potremmo mai visitarle. [2]
Risposta 2:
In realtà non è del tutto vero che non si possa comunicare tra questi universi, si può comunicare ad un’unica condizione: che il tempo, durante la comunicazione, non trascorra [3]. Detto così sembra impossibile (ed è comunque una banalizzazione), tuttavia esistono delle attrezzature per far comunicare universi paralleli ed ottenere risultati utilissimi… i computer quantistici!
I computer quantistici possono essere immaginati, grazie a questa teoria, come normali computer, con miliardi di miliardi di processori in (un universo) parallelo!
Esistono anche altre apparecchiature [4], complesse e non sempre molto utili, ma ciò che è importante è che esistono altri fini pratici del multiverso.

Tutti questi esperimenti sono concepibili anche con la teoria quantistica (teoria che spiega i fenomeni tra gli elementi più piccoli dell’universo), ma sono stati pensati e realizzati solo grazie alla teoria del multiverso; in questo senso il multiverso è un altro modo di guardare le stesse cose.

Ma entriamo più a fondo della teoria: quando un nuovo universo si scinde?
Per rispondere, facciamo un esempio famosissimo: il gatto di Schrodinger.

Esistono, in natura, degli avvenimenti per i quali è impossibile, in assoluto, affermare cosa possa succedere, non perché troppo complicato (come, ad esempio, sapere se il 2 settembre pioverà o meno), ma perché casuale per natura. Ci sarebbe molto di più da dire, ma mi fermo qua.
Facciamo conto che il lancio di una moneta sia uno di questi avvenimenti: è del tutto impossibile affermare con certezza il risultato, si può solo dire che al 50% è testa e al 50% è croce.
(Il lancio di una moneta non è affatto completamente casuale, se sapessimo la forza con la quale viene lanciata la moneta ed altri pochi fattori, potremmo dedurre con una certa precisione quale faccia sarà rivolta verso l’alto [5]).

Ora che abbiamo le basi, possiamo procedere con l’esperimento!

“Prendiamo una persona tra il pubblico… ecco, lei! Venga avanti!”
(Un gatto si avvicina al palco)
“Salve spettatore, come si chiama?”
“Miao”
“Ah, bene Miao, e da quanto segue il nostro magazine?”
“Miaooo”
“Bene, procediamo! Venga inserito Miao all’interno di questa scatola!”
(Una scatola entra sul palco da dietro le quinte, titubante il gatto entra, la scatola viene chiusa, tranne una piccola fessura in alto; tuttavia non è possibile vedere nulla, se non l’esterno di essa)
“Ora, caro pubblico, questa moneta che vedete nelle mie mani è una comunissima moneta da 2 €. Questa scatola, invece, dove è appena entrato il nostro amico Miao, è una scatola speciale! Se la mia moneta atterra con la faccia di Dante rivolta verso l’alto, nulla accade all’interno della scatola… al contrario, se atterra con il 2, Miao viene ucciso all’istante da un raggio potentissimo!”
(strani versi da dentro la scatola)
“(Fate stare zitto quello str… insonorizzate la scatola!) Ma bene signori, che si lanci la moneta!”
(La moneta viene lanciata… suspense tra il pubblico… la moneta altissima inizia a scendere… flip… flop… flip… la moneta cade dentro la scatola attraverso la fessura)

In questo momento il gatto è vivo o è morto?
Non possiamo assolutamente saperlo, non possiamo dire nulla su ciò che avviene dentro la scatola, perché non possiamo né vedere ciò che succede, né sentire… eppure la moneta è già atterrata (o forse no…) e si potrebbe dire che il destino del gatto è ormai segnato.[6]
In meccanica quantistica la moneta è considerata in sovrapposizione: finché non si va a controllare, la moneta è sia testa che croce, così il povero Miao è sia morto che vivo!
Questo è il noto paradosso del gatto di Schrodinger.
Secondo la teoria del multiverso invece, non appena si lancia la moneta l’universo si scinde a formare due (ma poi vedremo quanti) universi, uno nel quale esce testa e un altro nel quale esce croce. Questi universi sono in comunicazione fino a che effettivamente non si va a leggere quale faccia sia uscita. (Questo, per chi ha letto il mio primo articolo, ricorda molto ciò che avviene per un qubit).

Tornando nel nostro universo…
(La scatola viene aperta da una valletta, che urla e scappa via)
“2! Miei cari signori, è uscito il 2! Purtroppo per il nostro amico Miao non c’è stato niente da fare!”

Ora rispondiamo ad un’ultima domanda estremamente importante: quanti universi si creano e quanti universi esistono?

Sebbene ci siano diverse interpretazioni, la più semplice afferma che, se “X” ha 1 possibilità su 10 di avvenire, al momento giusto si creano 10 universi in cui solo 1 ha “X” come fatto accaduto; se “X” ha 4 possibilità su 5, si formeranno 5 universi, in 4 dei quali “X” è realmente accaduto.
Quanti universi esistano al momento è impossibile da dire, sicuramente sono finiti, ma un numero superiore al numero totale di atomi nell’universo (1 seguito da 81 zeri) o penso a qualsiasi numero vi venga in mente… praticamente infiniti. Quelli appena scissi saranno molto simili a questo, quelli più distanti saranno molto diversi… e così via.

Se siete interessati, non vi consiglio nessun libro in particolare, tanto so che esiste un universo in cui andrete in libreria a comprare “I conigli di Schrodinger” di Colin Bruce. [7]
Inoltre non fate i timidi, se avete domande o proteste perché ho detto qualche corbelleria, parliamone, lasciate un commento!

Ciao e Grazie,

4011


 

[1] Hugh Everett

 

[2] Se stai per dire: “ma magari un giorno…”, il tuo magari vale anche per viaggi in universi paralleli. La risposta 1 è il Principio Copernicano.

 

[3] In realtà la condizione è che non avvenga l’effetto di decoerenza (forte).

 

[4] I rilevatori di bombe, ad esempio.

 

[5] Abbastanza famoso è il caso di quei ragazzi che nei casinò di Londra filmavano, con il cellulare, la pallina della roulette, inviavano il filmato in diretta ad un computer, il quale rispondeva con il numero uscente… non so quanti milioni di sterline si son fatti prima che li beccassero.

 

[6] La semplificazione a moneta non fa comprendere appieno quanto ci sia di casuale in tutto ciò; è importante notare come non esista nulla a livello macroscopico che si comporti realmente come un elettrone o un fotone.

 

[7] Questo ragionamento e quello ad inizio articolo, sono ragionamenti stupidi, validi solo come battuta… non incominciate a giocare al SuperEnalotto per creare molti universi in cui voi vincete… voi non vincerete mai!

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1 Response

  1. questi sono gli argomenti che mi appassionano di più. Bene cosi’!

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