Intervista ad Alessandro Coppi

alessandro-coppi-8.jpg Alessandro Coppi, autore televisivo, sceneggiatore, personaggio della mondanità romana e da qualche mese anche scrittore, col suo libro Pappagalli.

Come mai hai scelto di esordire proprio con un libro sul mito del latin lover italiano?
E’ un tema che mi ha sempre affascinato quello del rapporto uomo/donna. Dovrei conoscerlo anche bene dato che i media mi hanno affibbiato sempre l’etichetta del playboy. Da qui, sui banchi di Rai Fiction, avevo scritto una sorta di trattamento dal titolo Pappagalli. Lo portai ad un mio amico attore, molto famoso e anche lui incallito pappagallo, per farlo visionare ai Vanzina, ma mi consigliò di farne un libro. Credo che come tema, quello dei latin lover, soprattutto tra noi italiani, sarà sempre attuale e sfruttabile dal punto di vista commerciale e dei media.

Il mito resiste da tanti anni e si evolve nel tempo… Ma quali sono le caratteristiche che restano immutate nel modo di fare di un pappagallo?
Su per giù sono sempre le stesse. E poi, come dico sempre, dipende dalla cultura e personalità del soggetto. Di conseguenza, varie sono le tecniche d’approccio, il modo di corteggiare, la galanteria, ecc… Certo il pappagallo per eccellenza è quello che “batte” (termine che uso spesso nel mio libro) le vie del centro di Roma dalla mattina alla sera. Sono personaggi particolari che sfrecciano per le strade soprattutto alla conquista di turiste, in quanto le residenti, sia straniere che italiane, ci sono già cascate e non si fanno più abbindolare. Sono dei personaggi tragico-comici che non hanno nessun ideale e ambizione, l’unica cosa che li fa agire e li sprona è la “donna”. Voglio aggiungere una cosa che mi dispiace molto ammettere e constatare. Una di queste vie, Via Veneto, che ha visto nascere la Dolce Vita e suoi paparazzi e pappagalli, ormai è morta. Questo a me duole molto. Spero che un giorno torni a rivivere i vecchi splendori e che vip e paparazzi, straniere e pappagalli tornino a ripopolarla di nuovo.

L’ultima evoluzione del pappagallo è forse il “pappagallo internauta”? Da quali atteggiamenti è riconoscibile?
Sono i pappagalli più tecnologici che si sono adeguati ai tempi e che per esigenze anche personali hanno trovato in internet e nelle chat una fonte redditizia di conoscenze. Ci sono i pro e i contro. Io sono più un tipo per le relazioni sociali di “contatto”, a pelle. Non mi piace chattare e secondo la maggior parte dei pappagalli, la chat ha rovinato il rimorchio da strada e da locali. La donna in chat ha la possibilità di scegliere tra una vasta schiera di pretendenti, dall’alto di un piedistallo senza che si comprometta davanti ad amiche o amici. Certo resteranno indimenticabili, per chi li ha vissuti, quei tempi che ragazzi e ragazze si riunivano a via del Corso a fare le cosiddette “vasche”, e quando rimorchiavi ti scambiavi il numero di casa e non il cellulare. Lì, secondo il gergo dei rimorchioni, era punto sicuro!

Ma i lettori più gossippari ritroveranno qualche personaggio famoso tra gli aneddoti del tuo libro, o sono tutti pappagalli rigorosamente anonimi?
C’è un capitolo intitolato Pappagalli vip in cui si intravedono e sono riconoscibili molti personaggi dello spettacolo e della politica. Non ho fatto nomi poiché sono molto amico di questi personaggi. Certo se mi domandi quale è la categoria dove sono più presenti i pappagalli devo rivelarti che è quella dei politici, avendo anche il luogo di lavoro nel centro di Roma. Hanno tutte le carte in regola per conquistare affascinanti e giovani fanciulle di tutte l’età e razze e promettergli anche dei vantaggi lavorativi ed economici! Inoltre in appendice ci sono 8 scritti di personaggi famosi di cui quattro sono firmati sotto pseudonimo. Tra chi li ha scritti, c’è chi è molto famoso, chi è molto potente, chi compromettente. Per par condicio, visti i tempi, ti dico quelli che si sono firmati: la bella attrice, cantante e ballerina Alma Manera, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, il cabarettista Alessandro Serra, e quella che io definisco un animale del tubo catodico, Clizia Incorvaia, la stagista prediletta da Piero Chiambretti e non solo…

Da uomo a uomo, sperando che non ci leggano le donne… C’è qualche trucco da pappagallo che funziona sempre? Ce lo sveli?
Sono molti ma credo che ormai siano di patrimonio pubblico per quanto sono stati usati e sputtanati. La scusa dell’informazione per “approcciare” rimane sempre in voga. Quella dell’invito ad una festa o in discoteca, funziona sempre. L’essere, invece, più spregiudicati e diretti nel conoscere, visti i tempi ormai in cui viviamo, non dovrebbe portare a risultati negativi. Ormai le donne apprezzano la sincerità e chi si compromette subito.

Ma tu parli tanto di questi pappagalli e poi ti vedo spesso circondato da belle donne… Non è che è un libro autobiografico?
Non sono un santo, ma non sono neanche come quei pappagalli che battono le vie del centro dalla mattina alla sera! Certo, se sto facendo una passeggiata e vedo una bella ragazza non ci penso due volte ad andarle incontro per conoscerla. Ci sono però persone meno pubblicizzate di me che conoscono migliaia e migliaia di donne. Non è detto che portino sempre a buon fine l’obbiettivo ma hanno delle agendine piene zeppe di numeri di tutte le nazionalità. E poi, come sostengo nel mio libro, noi uomini italiani siamo un po’ tutti pappagalli! Dal primo cittadino (ci tengo a dire che una delle prime persone che ho consegnato il libro è uno dei latin lover per eccellenza, Silvio Berlusconi) all’utimo!

Scherzi a parte, nelle tue iniziative l’occhio ha sempre la sua parte… Ma la bellezza tira ancora? Perché in tv sembra che si tenda a farne sempre più a meno, come se distraesse lo spettatore…
Non credo. La bellezza è fondamentale ormai per raggiungere gli obiettivi di share. Vediamo programmi che sono dominati da bei ragazzi e bellissime fanciulle. Certo che se oltre all’esaltazione della bellezza ci fossero anche dei buoni contenuti non sarebbe male. Ci sono programmi che hanno un altissimo contenuto, ma non li segue nessuno e programmi dove domina l’apparire, la bellezza, che fanno il pieno di ascolti. Non mi va di fare nomi ma la televisione di questi ultimi anni è trash come del resto ogni cosa che facciamo, dalla politica alla giustizia, dalla cultura ai rapporti con gli altri domina il trash. Il gossip docet! Noi italiani, di questo periodo storico, siamo trash! Arriveranno tempi migliori, spero…

Tu sei un po’ a metà, tra il lavoro davanti alla telecamera e quello dietro le quinte: quale ti piace di più?
Poche volte sono stato davanti le telecamere. Per ospitate, per interviste, e ultimamente più spesso per presentare il mio libro. Non mi sento a disagio davanti le telecamere però preferisco starne dietro e creare, apportare novità, comunicare e aiutare a comunicare agli altri. Quelli che stanno peggio sono coloro che guardano la tv. Come si dice nell’ambiente: “la TV è come la merda. Meglio farla che guardarla!”

Se volete saperne di più, visitate il sito internet di Alessandro Coppi: www.alessandrocoppi.com

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2 Responses

  1. 4011 says:

    Peccato che pappagalli si nasce…

  2. pero’ non sempre la tecnica del PAPPAGALLO dà risultati…

    molte volte bisogna farsi apprezzare alla lunga da una donna, sotto vari aspetti.

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