Ma… Perché mi piace il wrestling?

autore-titan-morgan2.JPG L’articolo che vi accingete a leggere non è scritto da un editorialista improvvisato, da un fan dell’ultim’ora o da un capriccioso spettatore che magari, fra 3 mesi avrà abbandonato la disciplina ritenendola molto meno appassionante dello SlamBall o del Poker alla Texana.
Manuele “Titan Morgan” Poli è innanzi tutto il mio editorialista di wrestling preferito e non avrei potuto chiamare che lui come primo ospite in questa sezione che mi sta molto a cuore. Manuele è una delle penne più autorevoli del wrestling-web, la lista dei siti per i quali ha scritto è interminabile (WrestlingWorld, TuttoWrestling, WrestlingMania, TheBard, TotalWrestling, PuroresuMission, giusto per citarne alcuni), ma non è solo un appassionato “da tastiera”, avendo anche fatto la telecronaca a bordo ring per eventi di wrestling in Italia, ICW e 2PW.
Nei suoi editoriali, “Titan Morgan” si distingue per lo stile coinvolgente e perché non è facilmente catalogabile: non ha i paraocchi, non è un bastian contario, non è un brontolone, ma neanche uno spettatore di bocca buona.
Gli impegni della “real life” gli impediscono di tenere un editoriale a cadenza fissa, ma ci ha svelato in anteprima che presto verrà aperto un “Hulk Hogan Fans Club Italia” che non avrebbe potuto chiamarsi tale senza una sua attiva partecipazione; ma soprattutto non ha saputo resistere all’idea di rispondere (o almeno provare a farlo) alla domanda che gli ho posto.
Una domanda che tutti gli appassionati di wrestling si sono sentiti fare almeno una volta nella vita, da un altro fan curioso di confrontare i punti di vista, da un conoscente dal naso arricciato o da un utente di un forum che aggiungeva una faccina sarcastica dopo il punto interrogativo. Ma allora… Perché ti piace il wrestling?
Buona lettura!

Qualche giorno fa, il simpatico styl mi ha chiesto di scrivere un articolo per introdurre una sezione dedicata al wrestling su BE! Magazine.

Mi ha chiesto di esporre il motivo per cui mi piace il wrestling, cos’è che me lo fa amare così tanto.

Accidenti… se mi avesse chiesto la ragione per cui mi piacciono tanto le donne o perchè adoro gli spaghetti alla carbonara sarebbe stato molto più semplice rispondere, ma per spiegare perchè amo il wrestling non so proprio da dove partire. Proverò quindi a cominciare dalle origini, sperando di non annoiare troppo i lettori di questo bel sito.

La mia passione per questo sport-spettacolo è nata quando ero ancora un bambino, intorno al 1986. All’epoca avevo quasi nove anni e mi capitò di vedere in televisione un personaggio in carne ed ossa che rappresentava l’incarnazione di tutti gli eroi dei cartoni animati e dei fumetti che avevo ammirato fino ad allora. Era enorme, abbronzato e con un paio di baffoni che lo facevano vagamente somigliare a mio padre. Il nome di questo eroico guerriero era Hulk Hogan e costui combatteva a mani nude contro i prepotenti che rappresentavano l’ingiustizia del mondo.

Fin da piccolo, grazie all’educazione che mi hanno trasmesso i miei genitori, ho sempre avuto un profondo senso di giustizia. Non ho mai sopportato la prepotenza, i soprusi contro i più deboli, l’ingiustizia. I miei occhi da bambino vedevano Hulk Hogan come colui che con la sua forza, il suo coraggio ed il suo valore, rappresentava la giustizia per difendere i più nobili valori della vita. Un po’ come He-Man dei Masters of the Universe, Ken il Guerriero o L’Uomo Tigre, solo che Hulk Hogan era vero, reale e raccomandava a tutti noi, suoi ammiratori, di allenarci quotidianamente, ringraziare il signore e nutrirci di vitamine! Per me Hulk Hogan era così grande che sarebbe stato capace di rovesciare un regime!

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Ecco perchè mi risulta così complicato spiegare il motivo per cui mi piace il wrestling, perchè uno dei suoi protagonisti, o meglio l’assoluto protagonista di quegli anni, ha cominciato a piacermi prima ancora dello sport che rappresentava, grazie soprattutto al messaggio positivo ed all’energia che era in grado di trasmettermi.

Quelli che hanno cominciato a seguire il wrestling soltanto da qualche anno, probabilmente faranno fatica a concepire ciò che sto raccontando. Per loro Hulk Hogan non è altro che un ultracinquantenne milionario, quasi calvo e con le ginocchia malandate, che si presenta sul ring di tanto in tanto indossando degli occhiali da sole colorati e con al collo due boa piumati gialli e rossi. Per tutti, anche per costoro, Hulk Hogan è una leggenda del passato, ma la maggior parte dei nuovi “fans” del wrestling, grazie soprattutto alle notizie distorte che si trovano su “internet”, si sono fatti l’errata opinione che Hulk Hogan sia stato per tutta la prima parte della sua carriera il classico tronfio eroe americano per eccellenza. Ma non è così, si tratta di un’idea di fondo sbagliata e basata su un preconcetto. Hulk Hogan era molto di più! La parte dell’eroe americano l’avrà interpretata tre o quattro volte in carriera, durante le rivalità con The Iron Sheik, Nikolai Volkoff e Sgt. Slaughter (volendo ci si potrebbe aggiungere la più recente breve parentesi come Mr.America, ma in quelle vesti, di rivalità pseudopatriottiche, non ne ha avute nessuna!). Per il resto, Hulk rappresentava la giustizia e basta, non l’America. Non rappresentava gli Stati Uniti quando combatteva con Andrè the Giant, nè con Ted DiBiase. E nemmeno con “Macho Man” Randy Savage, Paul Orndorff, King Kong Bundy, Roddy Piper, Ric Flair, Sid Vicious, The Ultimate Warrior, Earthquake… insomma, durante tutte le più grandi rivalità della sua carriera, Hulk Hogan non era l’eroe americano, ma l’eroe e basta! Per questo lo adoravo e questa è la ragione per cui ho cominciato ad amare il wrestling!

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Per me è quindi impossibile riuscire a raccontare di come sono diventato appassionato di wrestling senza parlare di Hulk Hogan.

Ma perchè il wrestling piace così tanto a determinate persone? Forse perchè a differenza dello sport competitivo, essendo uno spettacolo organizzato, è in grado di dare al pubblico ciò che il pubblico chiede? Probabilmente si, ma innanzitutto, occorre tenere presente che esistono svariate tipologie di appassionati di wrestling.

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Ci sono quelli che lo seguono per ammirare le tecniche di lotta, quelli che apprezzano la parte dell’intrattenimento e dello spettacolo ed infine i fanatici, ovvero coloro che considerano i lottatori degli autentici idoli e sarebbero disposti a tutto per un loro autografo e per incontrarli nella vita privata. In quale di queste tre categorie io mi riconosco? Sicuramente non nella prima, in quanto a me delle tecniche di lotta non me ne è mai importato granchè e prima di avere il collegamento ad internet sapevo a malapena che la mossa finale di Hulk Hogan si chiamasse Leg-Drop, nonostante l’avessi vista eseguire dal mio beniamino per una quindicina di anni! Ma non mi riconosco nemmeno nella terza di queste categorie, visto che non manifesto nessun interesse nel voler conoscere di persona i lottatori o nell’avere un loro autografo. Anche quando vado a vedere gli spettacoli dal vivo, mi limito ad andare al palazzetto, scambiare un po’ di chiacchiere con gli amici, vedere lo “show” e tornarmene a casa, senza recarmi negli alberghi o nelle discoteche dove si possono incontrare le superstars. A me interessa lo spettacolo nel suo complesso ed ammiro gli interpreti che lo mettono in scena. Qualcuno che mi conosce bene mi dirà: “Si, certo, ti vorrei vedere se ti trovassi davanti ad Hulk Hogan in persona!”.
Ovviamente, risponderei io, che discorsi! Se avessi la possibilità di farmi una foto insieme ad Hulk Hogan (il suo autografo ce l’ho già) ne sarei più che felice, probabilmente la farei pure ingrandire e la incornicerei. Perchè si tratta di un campione che ho ammirato per quasi tutta la mia esistenza. Ma badate bene, è Hulk Hogan che io ho ammirato e conosciuto, non tanto Terry Bollea, l’uomo che ha dato vita a questo straordinario personaggio (e per il quale comunque nutro un grande rispetto). Avrete sicuramente sentito parlare di Hogan Knows Best, il “reality show” (o almeno presunto tale, visto che a me mi sa più di una “sit-com” in stile Casa Vianello…) interamente basato sulle vicende familiari della famiglia Hogan. Ebbene, io ne avrei fatto volentieri a meno di un programma del genere, visto che per me era meglio se Hulk Hogan restava un eroe simile a quello dei cartoni animati piuttosto che vederlo nei panni del padre e marito di famiglia od al centro del “gossip” più spicciolo per via del suo imminente divorzio dalla moglie Linda e della sua presunta relazione con una giovane amica di sua figlia Brooke.

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Accidenti… mi dicono tutti che quando parlo di wrestling finisco sempre a raccontare qualcosa su Hulk Hogan… temo proprio che abbiano ragione!

Ma torniamo al motivo per cui a tante persone piace il wrestling. Lo volete proprio sapere perchè sto prendendo tempo evitando di rispondere direttamente a questa domanda? Perchè la domanda che mi sono sempre posto io è “Come può non piacere il wrestling?“. Per me è scontato che il wrestling piaccia. Qualche volta mi sono trovato la sera a mangiare la pizza in qualche locale insieme al mio grande amico Francesco Zamori (meglio conosciuto come il “Maestro Zamo“), altro esperto di wrestling di vecchia data della scena italica, e gli ho spesso fatto notare che se io fossi stato il proprietario di una pizzeria od un pub e avessi sottoscritto l’abbonamento alla “pay TV” Sky, la sera avrei sempre sintonizzato il televisore su WWE 24/7 o su Sky Sport quando sono in onda Raw, SmackDown! e la ECW (o su GXT quando trasmette TNA Impact!), perchè alle gente deve piacere per forza, non riesco nemmeno a concepire che qualcuno non rimanga appiccicato al teleschermo quando vengono trasmessi questi programmi! Chi non apprezza il wrestling è perchè non lo capisce o perchè non lo vuole capire. E’ come prendere in mano un libro e affermare che non ci piace perchè la copertina non è interessante. Il wrestling, per apprezzarlo veramente, bisogna seguirlo, comprenderlo, talvolta anche studiarlo. Tante volte ho letto in giro per la rete domande di appassionati di wrestling che chiedevano: “Quale incontro potrei mostrare ad un amico per farlo appassionare al wrestling?”.
“Nessuno”, è la mia secca risposta. Se volete far appassionare qualcuno al wrestling mostrandogli un incontro, perdete soltanto il vostro tempo. Il vostro amico che vedrà questo “match” con gli occhi critici di un classico scettico, si limiterà a dirvi “Ah ah ah… guarda… non lo colpisce neanche!”, oppure “Certo che qui si vede bene che fanno finta!”. E’ normale, gli state mostrando due o più uomini che simulano un combattimento, sarebbe un po’ come fargli vedere la scena della battaglia finale nel recente film di John Rambo senza mostrargli come e perchè si è arrivati ad una tale carneficina!

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Questo è il motivo per cui dico che il wrestling, per apprezzarlo seriamente, bisogna seguirlo. Bisogna seguirne le storie e le rivalità in tutte le loro numerose sfaccettature, altrimenti sarà soltanto un esibizione di due o più uomini in abiti succinti che fingono di combattere. Quindi, da questo punto di vista, capisco anche quelli che dicono di non apprezzare il wrestling, rimanendo però della mia convinzione che il motivo per cui non lo apprezzano è perchè non lo conoscono, non lo seguono e di conseguenza non lo capiscono.

E visto che mi torna più facile parlare di come può non piacere il wrestling piuttosto che il contrario, ci aggiungo anche il fattore cultural-popolare. Per qualche motivo, nel nostro paese i mass-media si sono fatti l’idea che il wrestling sia uno spettacolo per bambini, non tenendo conto dei profondi mutamenti subiti dalla disciplina dagli anni ottanta al giorno d’oggi. Il wrestling come evento organizzato è nato intorno alla fine del 1800 e da allora fino ai primi anni ottanta, era considerato uno sport duro e violento, nonostante i numerosi aspetti teatrali e scenografici che lo hanno da sempre contraddistinto. Gli spettatori più assidui di questi spettacoli erano individui di sesso maschile e di età superiore ai diciotto anni, mentre era abbastanza raro vedere bambini tra il pubblico nell’arena. La rivoluzione intrapresa negli anni ottanta da Vince McMahon Jr. (l’attuale proprietario della World Wrestling Entertainment) ha portato il wrestling in tutte le case, trasformandolo effettivamente in uno spettacolo per famiglie, appetibile soprattutto ai bambini, vista la particolarità e la caratterizzazione dei personaggi. Ma ciò di cui non tengono conto i mass-media italiani è che questa rivoluzione non si è fermata agli anni ottanta! Il wrestling, e particolarmente la WWE, ha continuato a crescere, proprio come i bambini che lo amavano negli anni ottanta (che nel frattempo sono diventati prima adolescenti e poi adulti), fino a raggiungere l’apice verso la fine degli anni novanta quando, viste le tematiche trattate, poteva quasi essere considerato un prodotto vietato ai minori. Ma di questo i mass-media italiani non ne hanno tenuto conto, anche perchè per quasi tutta la seconda metà degli anni novanta, nessuna emittente italiana ha trasmesso il wrestling.

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E’ anche interessante il contrasto che si trova nella società di oggi, nella quale si considera il wrestling come roba per ragazzini e di conseguenza chi ne è appassionato viene etichettato come una sorta di bambinotto ritardato, ma al tempo stesso gli psichiatri ed i vari opinionisti dell’ultima ora gridano dalle televisioni e dai giornali che i bambini non devono vedere il wrestling in televisione perchè è violento e diseducativo. Ma allora mi sfugge qualcosa… il wrestling chi diavolo lo deve guardare? I bambini no, perchè vedendolo diventano capaci delle peggiori nefandezze. Gli adulti no, perchè si tratta di roba per bambini. In effetti c’è molta confusione in materia ed in parte è anche la WWE stessa ad alimentarla (anche se i principali responsabili di questo malinteso sono i mezzi di comunicazione nostrani), sostenendo di produrre spettacoli rivolti soprattutto ai maschi di età compresa tra i 18 ed i 39 anni, ma al tempo stesso vendendo sul mercato giocattoli rivolti palesemente ai bambini (ed è recente la notizia dell’uscita di una nuova rivista chiamata WWE Kids…).

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La verità è che il wrestling è un prodotto molto articolato e complesso, ma i mass-media hanno sempre manifestato la tendenza a volerlo a tutti i costi banalizzare. Negli anni ottanta, quando ero un bambino, il wrestling lo guardavo sempre con mia madre ed insieme ci divertivamo un sacco ad ascoltare le colorite telecronache di Dan Peterson ed a fare il tifo per i nostri beniamini. Posso garantire a chiunque, compresi i sociologi e gli psichiatri, che io sono cresciuto perfettamente sano nel corpo e nella mente, non ho mai manifestato tendenze violente nei confronti dei miei simili ed in generale non ho mai fatto del male a nessuno tentando di emulare le gesta di Jake “the Snake” Roberts o di Ricky “the Dragon” Steamboat. Oggi il mondo è profondamente mutato rispetto agli anni ottanta. I ritmi frenetici della società odierna lasciano sempre meno tempo alle famiglie da trascorrere insieme e spesso e volentieri i figli vengono lasciati a loro stessi di fronte alla televisione, che non è uno strumento che serve ad educare, ma semplicemente ad intrattenere. Proprio come il wrestling. E’ assurdo pretendere che il wrestling possa o debba essere un programma educativo per i bambini. Se voglio fare vedere a mio figlio qualcosa che possa risultare utile alla sua educazione gli mostro un documentario sulla natura, sulla storia o sulla geografia. Ce ne sono di bellissimi su Discovery Channel e su National Geographic. Il wrestling deve essere vissuto a metà strada tra un evento sportivo ed una serie televisiva, ovvero divertimento, passione ed intrattenimento. Possibilmente da vivere insieme, perchè cosa c’è di meglio di un padre, di una madre, di una zia o di un nonno che si divertono con i propri bambini?

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Personalmente credo che una grande responsabilità nel saper far apprezzare o meno il wrestling ce l’abbiano anche le emittenti televisive che lo hanno trasmesso nel nostro paese. Ad esempio, ritengo impossibile che qualcuno si sia potuto appassionare seriamente a questa disciplina seguendo le pecorecce telecronache di WWE SmackDown! che ci ha propinato recentemente Italia 1, con due commentatori assolutamente non all’altezza della situazione ed una scelta di target di ascolto certamente discutibile. Le esuberanti telecronache trasmesse da SKY invece, sia per quanto riguarda la World Wrestling Entertainment (trasmessa su Sky Sport) che la Total Nonstop Action Wrestling (irradiata su GXT) sono invece rivolte al cosiddetto “zoccolo duro” degli appassionati, a coloro che il wrestling lo amano e lo seguono abitualmente. Se però qualcuno non ha mai seguito il wrestling e si vuole avvicinare alla disciplina conoscendola meglio, l’ideale sarebbe probabilmente la programmazione di SportItalia, con il programma quotidiano di trenta minuti WWE News (più lo speciale di un’ora ogni sabato pomeriggio), nel quale il bravissimo giornalista Stefano Benzi spiega nel dettaglio con grande garbo ed incommensurabile professionalità tutte le storie e le rivalità che stanno avendo luogo nel contesto della World Wrestling Entertainment, mostrando nella loro integralità gli incontri più belli che hanno caratterizzato la settimana. In più, periodicamente SportItalia ripercorre le carriere dei più grandi protagonisti del passato e del presente di questo sport presentando degli avvincenti speciali di oltre due ore. Il bello è che SportItalia è un’emittente assolutamente gratuita che si può ricevere collegando al nostro apparecchio televisivo un semplicissimo ricevitore digitale terrestre!

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La mia speranza è che anche questa sezione dedicata al wrestling su BE! Magazine possa essere in grado di convincere tante persone sulla bellezza di questa disciplina e sulle emozioni che è in grado di generare con un po’ di sport, un po’ di spettacolo, ma soprattutto tanto divertimento!

Per quanto riguarda me, questa dovrebbe essere la mia unica partecipazione sulle pagine virtuali di BE! Magazine (ma non si può mai sapere…), ma sono sicuro che styl ed i suoi amici sapranno essere all’altezza della situazione!

Pensate a tutto quello che vi ho raccontato la prossima volta che vedrete in televisione qualche incontro di wrestling e… WATCHA GONNA DO, WHEN BE! MAGAZINE RUN WILD ON YOU… BROTHERS???

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“Titan Morgan” Emanuele Poli
www.myspace.com/titanmorgan
http://ringside.altervista.org

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10 Responses

  1. Francesco says:

    Come al solito… eccezionale!
    Grazie anche della citazione… sei davvero una delle poche persone che sanno VERAMENTE cos’è il wrestling.

  2. Marco says:

    Bella Titan Morgan! Primo commento del tuo ottimo editoriale che condivido in pieno. Anch’io, sono stato incantato da Hulk Hogan per iniziare ad appassionarmi e man mano che passano gli anni, ad Hogan si sono aggiunti diversi altri wrestler che mi hanno ancora di più invogliato a seguire questo sport-entertainment.
    Come te, non mi ritengo un fanatico quasi malato nè tanto meno un purista…seguo tutti gli show delle due major americane e oltre ad appassionarmi alle storie, rimango spesso a bocca aperta di fronte le perfette evoluzioni sul ring di questi personaggi, chiedendomi ogni volta, “Ma come caspita fanno a fare cose tanto eccezionali???”.
    La domanda che ti poni non è per niente semplice e francamente io per rispondere ci metterei tanto tempo, nonostante quando mi fanno notare “è tutto finto”, “non si prendono nemmeno”, “sono tutti super drogati” ecc., mi imbufalisca notevolmente perchè di persone che parlano senza sapere o vedendo lo spettacolo una sola volta, ce ne sono a bizzeffe. Tuttavia li lascio alla loro ignoranza, non mi interessa impormi nè tanto meno spiegare le mie ragioni che sarebbero per i più incomprensibili, d’altronde se ci sono persone che seguono il carling o il cricket, non vedo perchè io non debba seguire il wrestling!!!
    And that’s the bottom line ’cause MarcoManiac said so!!!
    Ciao Titan, a presto!

  3. Bravo Titan, hai fatto ottimamente il punto sulla questione!

  4. Eliza says:

    Hi Manu,
    il tuo articolo è stupendo!!!Hai ragione a dire che quelli che non apprezzano il wrestling lo fanno perchè non lo seguono, molti giudicano senza conoscere, pensano che il wrestling sia solo violenza, in realtà dimostrano di non aver capito nulla del wrestling e anche di non voler, in un certo senso, capire. Sono contenta che tu abbia riportato la tua esperienza per aiutare a capire come nasce la passione per il wrestling.
    Continua così^-^Manu,
    xoxo Eliza

  5. Madda says:

    Grande Manu, complimenti anche da parte mia, è proprio un bell’articolo e trasuda della passione che hai nei confronti del wrestling!

  6. Claudio says:

    Grande!!!!
    Poche parole ma ogni tanto fa piacere leggere di qualcuno che ama questo sport per quello che è.
    Di una persona che non fa distinzione tra tna e wwe (ovvero segue entrambe le federazioni) e che prima di qualsiasi altra cosa adora hulk hogan!!!
    La storiella del wrestling assassino e malattia contagiosa per bambini è stata inventata da tiraboschi per cancellare smack down…Quel cretino si dimentica, però, la coerenza quando manda in onda la reclame della cartella di cena…E’ da ridere non c’è molto da aggiungere.
    In Italia abbiamo bisogno, quindi, di appassionati veri che portino avanti uno sport bello e divertente.
    Complimenti ancora.
    Forza HULK!!!

  7. Sang-Hee says:

    Carissimo Manuele, una persona mi ha detto che scrivi dei bellissimi articoli sul wrestling e ammetto che ha perfettamente ragione al 100%…. non c’è da aggiungere altro a quello che hai detto e sono d’accordo totalmente con te!!!! Anch’io mi sono appassionata di questo sport nel lontano 1986 ed ho vissuto a pieno quei meravigliosi anni e se dovessi vedere Hulk Hogan dal vivo credo che urlerei dalla gioia per una settimana di fila!!!!! A proposito, come hai fatto ad avere il suo autografo perchè lo voglio assolutamente anch’io!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Spero tanto di poterti incontrare presto di persona perchè ho una voglia immensa di parlare di wretling per ore con te!!!!! Intanto ti lascio un caro abbraccio, a prestissimo.

  8. T.C. The Punisher says:

    Ottima analisi Manuele, hai toccato una serie di punti molto interessanti e attuali: splendido il parallelo tra Hogan e i vari He-Man, Ken e Uomo Tigre (che rende troppo bene l’idea di come abbiamo vissuto “noi” il wrestling nei suoi anni d’oro) per non parlare delle valutazioni assolutamente imparziali che hai fatto sul panorama italiano e i luoghi comuni a cui il wrestling viene di solito associato. Un articolo scritto con il cuore, con tanta semplicità e passione come capita di leggerne di rado non solo sul wrestling web: ben fatto Manu, i miei complimenti!

  9. Ilaria says:

    Bellissimo intervento Manu!!Parole toccanti e soprattutto parole uscite dal cuore!!Mi ha fatto un enorme piacere leggere questo articolo e ti confesso che mi ha commosso!!!Beh hai parlato di Hulk Hogan in mezzo articolo XD e concordo con te su tutto quello che hai detto..è davvero un grande e mi dispiace che dopo tanti anni abbia terminato un matrimonio..eh purtroppo non sempre la via è dritta!
    Vedere Hulk Hogan dal vivo è bellissimo,emozionante,eccitante..Non mi è mai successo e spero mi succeda anche se la vedo molto ma molto dura!!
    Poi hai parlato di Ricky Steambot e Jack Roberts e che dire..grandissimi anche loro..li ho conosciuti meglio grazie a WWE 24/7 e sono stati dei bravissimi lottatori ma quello che mi trasmette Hogan(parlando di leggende eh)non me lo ha ancora trasmesso nessuno a parte un pò Flair 🙂
    Complimenti ancora x l’articolo..mi è piaciuto davvero tantissimo!
    Bacioni Manu

  10. Ilaria says:

    Manu questo intervento è bellissimo!!sono rimasta colpita dalle tue parole e capisco come ci si sente!già,me lo chiedo anche io come è possibile che a molte persone il wrestling non piaccia..bah,lasciamo perdere..non voglio aver a che fare con gli stupidi!!vabbè dai scherzo però mi infastidisce molto sapere che c’è gente che odia questa disciplina:)
    Hai scritto delle meravigliose parole,soprattutto sul mitico,inimitabile Hulk Hogan!!!è un personaggio che ha fatto moltissimo nella sua vita..Tra le leggende per me è il migliore insieme a quel “mostro” di bravura di Ric Flair!Purtroppo x Hogan non è un periodo molto bello,e credo lo sappiano tutti..questa storia del divorzio non ci voleva proprio..Poi hai parlato di altri miti come Ricky Steambot e Jack Roberts!Io li ho scoperti guardando WWE 24/7 su sky..inducìbbiamente bravissimi lottatori,però non mi trasmettono nulla rispetto ad Hogan e Flair..queste sono le vere leggende!!Aspetto che lo diventi ancora di più l’Undertaker,visto che è candidato a diventare come loro 🙂
    Credo che questo blog debba essere letto da tutti,anche da gente che non ama il wrestling,proprio x capire quanto è bello avere una passione del genere e quanto è bello esprimere le proprie opinioni a riguardo,specialmente se è scritto da una persona come te,Manu,che hai detto tutto con il cuore e hai dimostrato x l’ennesima volta di essere un vero FAN di questa incredibile,mozzafiatante e stupenda disciplina!Grazie davvero 🙂

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