Wrestling su BE! Magazine – Il Prologo

Il wrestling su Be! Magazine? Sì, ma. In questo editoriale introduttivo, Styl spiega quale sarà l’approccio del magazine all’argomento

hulk_hogan_-_terry_bolea_153.jpg Se non siete Hulkamaniacs, membri della Chain Gang, ROHbots o adepti del culto di Vince Russo, avete probabilmente iniziato la lettura di questo pezzo chiedendovi cosa c’entri il wrestling con un magazine online che non punta ad un target di bambini e ragazzini un po’ toccati.

Bene, la sezione wrestling su Be! Magazine nasce proprio per sfatare il mito che si tratti di un prodotto esclusivamente per bambini. Il wrestling è in realtà un prodotto per famiglie, può sì piacere ai più piccini, ma se visto dal giusto punto di vista, risulta gradevole ad un numero di persone molto più ampio.

E la sua magia nasce già dalla risposta alla domanda che sorge spontanea: qual è il giusto punto di vista?

Ecco, in realtà non c’è un giusto punto di vista, il wrestling è la forma di spettacolo che più di ogni altra (forse persino più del teatro) riesce ad essere diversa agli occhi di ogni singolo spettatore e a carpirne l’attenzione in modo assolutamente personale. Ci si può trovare quella spettacolarità che nel cinema d’azione è sempre più annacquata dai progressi della computer grafica; o il fascino del dualismo, del confronto tra personaggi simili o opposti, che ci riporta all’epica classica; oppure ancora una forma di intrattenimento e di comicità semplice semplice, per quei momenti in cui non si desidera altro che staccare la spina. E tanti altri sono i motivi d’interesse e troppe le forme in cui il wrestling viene proposto, per ridurlo semplicemente ad una finta lotta tra dopati in mutande, ad un’americanata o ad un programma che ha il solo scopo di educare alla violenza i bambini più impressionabili.

Be! Magazine lascia quindi un cantuccio al wrestling, per trattarlo in maniera un po’ diversa da quella di siti e forum specializzati: nessun anatema su chi non condivide la nostra passione, niente (o quasi) “fredda cronaca” degli eventi contemporanei… Faccio invece appello a chi, come me, si è avvicinato al wrestling con Dan Peterson, o ai più giovani che lo hanno fatto con la WCW, o ancora ai più grandicelli, che già seguivano il catch di Tony Fusaro e che col passare degli anni sono riusciti a conservare l’interesse dell’infanzia. Se accetterete la mia sfida, potremo raccontare ai “profani” il lato buono del wrestling, le più grandi storyline della storia, gli incontri epici, i feud leggendari e i personaggi che hanno reso celebre la disciplina, sempre senza disdegnare un occhio al presente. Il tutto senza stare a perdersi in tecnicismi e a lamentarsi di certe scelte dirigenziali, ma solo godendo del prodotto finale… e chissà che questo cantuccio non finisca per diventare un appuntamento fisso anche per chi al momento non ha nessuna stima per i lottatori, ma che potrebbe finire rapito dalle nostre storie, da leggere come se fossero un buon libro.
Cerchiamo insieme di far risaltare le cose belle dello spettacolo che amiamo, ormai sui giornali solo per vicende negative… Siete pronti alla sfida? E allora ring that damn bell, si parte!

Se anche tu sei un appassionato e vuoi contribuire a questa sezione di Be! Magazine, inviaci i tuoi articoli, potremmo pubblicarli!

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1 Response

  1. Questo punto di vista mi piace molto, complimenti

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